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mercoledì, giugno 16, 2021

L’omicidio di un prete nella Sicilia degli anni Venti nel romanzo di Santo Lombino “Né luna né santi”


In anteprima mercoledì 23 giugno ore 18:00 | Palermo Al Fresco giardino e bistrot

Verrà presentato in anteprima mercoledì 23 giugno alle ore 18:00 a Palermo Al Fresco giardino e bistrot (in Vicolo Brugnò, 1, a due passi dalla Cattedrale) il nuovo libro di Santo Lombino, Nè luna nè santi, un romanzo in forma di diario che ci regala un affresco della Sicilia degli anni Venti del Novecento contesa tra l'ascesa della “nuova mafia”, il dolore dell'emigrazione e le ferite della Grande Guerra. Dialogheranno con l’autore, Bernardo Puleio, che ha firmato la postfazione al libro, e Masha Sergio, editor della casa editrice Navarra. Le letture saranno a cura di Filippa Dolce.

Il libro sarà disponibile in tutte le librerie siciliane dal 18 giugno, e nel resto di Italia dal 24. Si può inoltre già acquistare online su navarraeshop.it.

Santo Lombino ci racconta la storia di padre Innocenzo Misseri, meglio noto come padre Nuccenzio, arciprete di Torrebruna, assassinato una tarda sera del maggio 1920 nel paesino del palermitano di cui è curato. Un assassinio il cui movente rimane oscuro: litigi paesani o longa manus mafiosa all’origine dell’uccisione del parroco?

Si è trattato di un delitto d'impeto, di una vendetta, o le fucilate contro il religioso erano parte di un disegno più grande? E cosa c'entrano con l'omicidio un bracciante, il sacrestano, un giovane testimone e il vecchio capomafia del paese? A queste domande cerca di rispondere nel suo diario il protagonista del romanzo, il ferroviere Francesco Marretta. 

“Proprio in quegli anni – scrive Nicola Grato nella prefazione al testo - altri religiosi furono uccisi dalla criminalità: il prete Giorgio Gennaro, assassinato a Ciaculli, borgata alla porte di Palermo, nel 1916 dai locali mafiosi Greco; l’arciprete di Resuttano Costantino Stella nel 1919; l’arciprete di Gibellina Stefano Caronia nel 1920. La storia di padre Nuccenzio, come era da tutti chiamato in paese; la storia del sacrestano Cosentino, anch’egli assassinato; la storia di Antonello Mazzara e del suo mirabolante viaggio in terra di Cina, con tanto di fotografie e relativi racconti “esotici”. La forma letteraria è un felice incontro tra l’antica cronaca medievale e la scrittura diaristica, di cui Santo Lombino è attento studioso: un documento di letteratura è il resoconto di carne, sangue, nervi di un popolo, la sua intima natura ricercata e raccontata con il rigore e l’amore dello storico e del ricercatore di storie, “mestiere” che il nostro autore svolge da tanti anni”.

Liberamente ispirato a fatti reali, Nè luna nè Santi racconta la “civiltà contadina” e la Sicilia anni Venti attraverso la lente d'ingrandimento della vita di un paese dell'entroterra, la cui popolazione era stata decimata dall’emigrazione di inizio Novecento, dalla Grande Guerra e dall’epidemia di Spagnola; un clima di disperazione in cui si innesta l’ascesa della “nuova mafia”, una terribile miscela che semina morte in un territorio dominato dal latifondo e da piccole attività artigianali e commerciali, in cui la proprietà e il potere sono appannaggio di pochi. 

Il racconto di un'epoca fondamentale per la storia italiana: un periodo di accesi contrasti, in cui sopraffazione e voglia di riscatto si affrontavano costantemente.

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