lunedì, maggio 10, 2010

Peppino Impastato: lo uccise solo la mafia?

di Attilio Bolzoni
A 32 anni dalla morte, emergono nuovi interrogativi sull'omicidio del giovane giornalista antimafia. Perché molti dettagli fanno pensare che non sia stata solo Cosa Nostra. E quelli che depistarono le indagini sono gli stessi che poi si occuparono delle misteriose "trattative" seguite alle stragi del '92

Trentadue anni fa un giovane giornalista siciliano, Peppino Impastato, fu dilaniato da una bomba sui binari della ferrovia Trapani-Palermo. Per il suo omicidio è stato condannato all'ergastolo il boss dei Corleonesi Gaetano Badalamenti. Eppure, in quel delitto, molti sono ancora i punti oscuri. A iniziare dalle modalità dell'omicidio, diverso dai rituali mafiosi. Ma soprattutto è interessante il fatto che i depistaggi dell'inchiesta (inizialmente si cercarono gli autori del delitto tra gli amici della vittima) sia stato attuato dagli stessi personaggi che oggi emergono come protagonisti di quella trattativa tra mafia e Stato che seguì la stagione delle stragi. In altri termini, emerge l'ipotesi che il delitto Impastato sia stato voluto da quella "zona grigia" tra Cosa Nostra e lo Stato che sta emergendo in questi mesi. LEGGI TUTTO

Peppino Impastato non è morto invano

di Lirio Abbate
Sono passati trentadue anni da quando il giornalista di Radio Aut, che da Cinisi denunciava gli intrecci tra mafia e politica, fu ucciso sulle rotaie della ferrovia Trapani-Palermo.
Non sono trascorsi invano. Il suo esempio alla denuncia e alla ribellione contro Cosa nostra trascina i giovani di oggi a dire no alla mafia. E conduce sempre più a sostenere la libertà di informare per la quale Peppino è stato ucciso . Quella di Peppino Impastato è una storia di coraggio e di riscatto consumata in una terra difficile ma straordinaria. Un ragazzo che negli anni Settanta aveva deciso di dichiarare guerra alla mafia denunciandone gli intrecci illeciti con la politica e i traffici di droga. Lo faceva attraverso Radio Aut, un'antenna libera che Peppino e i suoi amici avevano acceso nel piccolo paese di Cinisi, alle porte di Palermo. LEGGI TUTTO

Napolitano a Trapani, a 150 anni dallo sbarco dei Mille

di RINO GIACALONE
Il presidente in visita nella provincia dove si racconta che la mafia non esiste....

Nella sua «agenda» per la visita in tre Comuni della Provincia di Trapani, Marsala, Salemi e Calatafimi, in occasione dei 150 anni dallo sbarco a Marsala dei Mille del generale Giuseppe Garibaldi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano troverà anche l’argomento mafia e lotta a Cosa Nostra. E questo perchè questa sollecitazione gli giungerà da due parti, in maniera opposta e diversa però. Da un lato il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi che prima che sindaco resta il più famoso pirotecnico (per le sue esternazioni colorate e vivaci) polemista d’Italia ma anche uomo che vive e promuove le arti fuori dai classici sistemi, rendendole vive quanto provocatorie, e in questo caso Salemi è diventato per lui più che una città da amministrare (incombenze che lascia ai locali) un palcoscenico e scenario di un possibile reality. Sgarbi confermando un intento che risale già ai primi mesi della sua elezione a sindaco, profitterà della presenza di martedì prossimo di Napolitano a Salemi (la cittadina del Belice fu proclamata da Garibaldi prima capitale d’Italia nell’occasione in cui il generale dichiarò la dittatura dopo avere vinto le prime battaglie contro i Borboni dopo lo sbarco a Marsala) per inaugurare il «museo della mafia». LEGGI TUTTO

Campi di lavoro. Diario del soggiorno a Corleone

Antonio Losacco
Segretario Provinciale
SILP per la CGIL Lucca
Tutto è nato alcuni mesi orsono quando, nell’ambito del progetto “Carovana della Legalità”, il sottoscritto, in rappresentanza del sindacato di Polizia SILP per la CGIL Toscana, ha incontrato i ragazzi delle scuole insieme a Maurizio Pascucci dell’ARCI ed ai soci della cooperativa “Lavoro e non solo” di Corleone, ai quali, oltre a rappresentare la necessità di condividere la cultura della legalità, è stato evidenziato il bisogno di creare una rete di solidarietà capace di sostenere e dare un aiuto concreto agli amici della cooperativa, che rappresentano un simbolo forte contro la Mafia, che si estrinseca attraverso la gestione di beni ad essa confiscati ed a loro assegnati. Durante quegli incontri, fra le altre cose, mi colpì particolarmente la difficoltà incontrata nel disputare anche una semplice partita di calcetto con i ragazzi del luogo. LEGGI TUTTO

Il 32° anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato: "La mafia uccide, il silenzio pure..."

Dai microfoni di Radio-Aut, Peppino Impastato attaccava quotidianamente l’organizzazione criminale, capeggiata da don Tano Badalamenti, che nel 1978, 32 anni fa, ne decretò la morte. Nel 2002, dopo tanti depistaggi e compromessi, finalmente per quell’omicidio il boss mafioso fu condannato all’ergastolo. E domenica 9 maggio 2010 la casa di Badalamenti, confiscata dallo Stato, è stata assegnata all'Associazione "Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato". Un momento davvero emozionante...)
NELLA FOTO: (Foto. Cinisi, 9 maggio 2010. La società civile prende possesso della casa che lo Stato ha finalmente confiscato a don Tano Badalamenti.
LEGGI TUTTO

domenica, maggio 09, 2010

Corleone. Campo di lavoro antimafia. I volontari a Portella delle Ginestre incontrano i "testimoni" Mario e Serafino

Oggi i nostri braccianti, dopo la pausa di ieri, sono tornati a lavorare nei campi; hanno bagnato le piantine di melanzane, peperoni e broccoli, che serviranno per alimentare i volontari durante il periodo estivo, e poi hanno sistemato i tubi per l’irrigazione. Gli addetti alla cucina sono andati al mercato e Antonio ha comprato la coppola: ora sembra un vero siciliano. Stasera dovrebbero conferirci la cittadinanza onoraria di Corleone; a tal proposito c’è una bella battuta di Ivo che, indicando Renatone, ha esclamato: “A lui gli ci vòle due fogli!”. Nel pomeriggio Calogero ci ha accompagnati a Portella della Ginestra e lì ci siamo incontrati con Mario e Serafino, due reduci della strage del 1° maggio 1947. Come spesso accaduto in questi giorni, anche l’incontro di oggi ci ha toccati profondamente, e come al solito ad ascoltare le loro testimonianze ci siamo emozionati e commossi. Questi ottantenni hanno una forza di volontà incredibile e continuano a raccontare, con tenacia e speranza, per non far dimenticare quello che è accaduto; un po’ come capita ai partigiani e agli ex internati, con la differenza che i reduci di Portella hanno poca visibilità e considerazione, e si lamentano perché in questo luogo non si è mai recato un presidente della Repubblica. Nonostante ciò ci hanno congedato con un po’ di speranza. Mario, il più anziano dei due, ha detto che morirà soltanto quando i veri colpevoli della strage saranno resi noti. Oggi le donne in cucina si sono molto indaffarate per la cena di stasera, a cui doveva presenziare il sindaco di Corleone, il quale però non è potuto venire, e allora … mangeremo tutto noi, perché ci aspettano i manicaretti delle nostre cuoche eccezionali, Anna, Anna e Marcella, aiutate egregiamente dall’insostituibile Antonio. Stasera abbiamo fatto tutti la tessera del circolo LIBERARCI DALLE SPINE.
I volontari del CRC La Rampa
Diario del 7 maggio 2010

sabato, maggio 08, 2010

Corleone. Campo di lavoro antimafia. I volontari a Telejato e a Cinisi alla "Casa Memoria" Felicia e Peppino Impastato

Oggi i nostri “braccianti” non lavorano, quindi tutto il giorno solo “culturale”. Stamattina siamo andati a fare un giro per Corleone, accompagnati da Giusi, una volontaria della cooperativa. Abbiamo visitato il museo civico Pippo Rizzo, che raccoglie reperti archeologici rinvenuti a Corleone. Qui Renatone, il nostro ospite dell’Antella, è quasi franato sul plastico della Montagna Vecchia, rischiando di farci rimanere tutti qui a lavare i piatti della cooperativa per almeno vent’anni, per ripagare i danni. Nel primo pomeriggio, Davide del servizio civile, ci ha portati a Partinico con il pulmino della cooperativa. Siamo andati a Telejato, dove abbiamo conosciuto Giuseppe “Pino” Maniaci, giornalista, conduttore, proprietario … praticamente Telejato. Quando siamo arrivati stava conducendo il telegiornale e alcuni di noi sono stati “costretti” a leggere le notizie. Dopo è nata una discussione politica che all’inizio ha creato un po’ di scontro con alcuni di noi, ma ci siamo confrontati e le distanze si sono assottigliate, e quando siamo usciti eravamo convinti che lui parte da ragionamenti più che giusti. Pino è una voce che denuncia quotidianamente le attività malavitose, la malapolitica della sua città e della Sicilia. Per questo è di continuo minacciato e sotto scorta. È stata comunque per tutti un’esperienza molto particolare, e al momento della partenza ci siamo sentiti umanamente molto vicini a lui. Dopo la breve ma intensa esperienza a Telejato, siamo ripartiti alla volta di Cinisi, dove ci siamo ricongiunti con i poliziotti versiliesi. Qui è in corso il Forum Sociale Antimafia in onore di Felicia e Peppino Impastato, in occasione dell’anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato. Abbiamo incontrato Giovanni Impastato, suo fratello, che ci ha raccontato alcuni episodi legati alla vita e all’impegno di Peppino. Molto intenso è stato il momento in cui egli ha spiegato il perché della nascita della Casa Memoria, voluta dalla mamma Felicia la quale dopo l’assassinio del figlio non si è chiusa nel dolore, ma ha voluto lasciare la “porta aperta” a tutti coloro che volessero parlare e conoscere Peppino. Una “porta aperta” in netta contrapposizione con quella sempre chiusa della casa di Tano Badalamenti, mandante dell’assassinio di Peppino. Oggi abbiamo anche avuto la notizia che domenica prossima, probabilmente, verranno consegnate le chiavi della casa del mafioso alla Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.
Una bellissima giornata vissuta dai
Volontari del CRC La Rampa, Tavarnelle Val di Pesa
Diario del 6 maggio 2010

venerdì, maggio 07, 2010

Salemi (Tp). Sarà dedicato allo scrittore siciliano Leonardo Sciascia il Museo della Mafia

SALEMI (TRAPANI) - Il museo della mafia che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inaugurerà martedì prossimo a Salemi sarà dedicato a Leonardo Sciascia. Lo ha annunciato il sindaco Vittorio Sgarbi, in una conferenza Stampa nella sede dell'associazione "Stampa estera" a Roma. "Sciascia - ha detto Sgarbi - è stato il simbolo di un'antimafia non retorica". Salemi dedica allo scrittore di Racalmuto una mostra di suoi ritratti fotografici messi a disposizione dalla Fondazione Sciascia. "Il museo - spiega Sgarbi - è nato due anni fa su suggerimento di Francesca Traclò della Fondazione Rosselli, L'allora assessore alla Cultura Peter Glidewell me ne prospettò la realizzazione. La città che lo doveva ospitare non era Salemi, ma Corleone. Solo che lì, nella città di Provenzano e Riina, hanno avuto paura della parola 'museo' e l'hanno fatto diventare un noioso 'Centro di documentazione per la lotta alla mafia', che non è certo un novità".

INCHIESTA ITALIANA. Addaura, nuova verità sull'attentato a Falcone. Così lo Stato si divise. Nel commando non c'erano solo i boss di Cosa nostra...

di ATTILIO BOLZONI
È tutta da riscrivere la storia delle stragi siciliane. Le inchieste sono partite con quasi vent'anni di ritardo per disattenzioni investigative e deviazioni, un depistaggio che ha voluto Totò Riina e i suoi Corleonesi come unici protagonisti del terrore. Tutto era riconoscibile già allora: bastava indagare su quelle "presenze estranee" a Cosa Nostra. Ma nessuno l'ha fatto.
LEGGI TUTTO

Walter Veltroni (Pd): "Sono rivelazioni sconvolgenti. Se ne occupi l'Antimafia"

giovedì, maggio 06, 2010

Corleone. La raccolta differenziata fa flop. Lunedì non è partita perchè mancavano i mezzi...

Doveva partire lunedì scorso la raccolta differenziata dei rifiuti a Corleone. Noi ci avevamo pure creduto. E abbiamo fatto male, perché non solo la raccolta non è partita, ma l’Ato “Alto Belice-Ambiente” e il comune di Corleone non hanno avvisato nessuno dei cambi di programma (e per giunta non si sono nemmeno scusati con i cittadini). A quanto pare, ancora non sono arrivate le macchine (gasoloni) e le attrezzature per la raccolta. E non è pronto nemmeno l’opuscolo con le istruzioni per le famiglie. “Ma lunedì prossimo dovrebbe partire davvero”, dicono sindaco, assessori e tecnici del comune di Corleone. Ma rischiano di non essere credibili. Lo ripetiamo: la raccolta differenziata è fondamentale per la civiltà di una comunità. E l’Ato ha perso colpevolmente anni nell’avviarla. Ma adesso i cittadini non devono più tollerare ritardi. Salvaguardare l’ambiente, riutilizzare i materiali e risparmiare sui costi di conferimento in discarica e sulle tasse per i cittadini, non è cosa da poco. Per questo dobbiamo pretendere che la raccolta differenziata dei rifiuti parta davvero! (d.p.)
NELLA FOTO: L'ecocentro di via Firmaturi.

Corleone, campi di lavoro antimafia. Al lavoro, in giro per il paese, l'incontro col sindaco

Ieri sera a cena con noi c’erano i poliziotti della Versilia e alcuni poliziotti di Corleone. La serata fra chiacchiere e risate si è protratta fino a tardi. Stamani i nostri “braccianti” partono insieme ai poliziotti versiliesi per la vigna di Malvello. Oggi si cuoce l’agnello in umido; ci vuole tutta la mattina. Dai campi tornano presto e poi tutti a tavola: sembra una tavolata da “battitura”. Nel pomeriggio andiamo a giro per Corleone e arriviamo fino alle cascate. Corleone si estende in una valle circondata da altissime rocce calcaree. Le strade sono tutto uno scendere e salire; Ivo dice che dura più fatica il pomeriggio a passeggiare che la mattina a lavorare. A Corleone molti sanno che siamo quelli che lavorano con la cooperativa e sono molto gentili con noi. È un segno di speranza per i soci della cooperativa che d’inverno restano soli. Più tardi è venuto a trovarci il sindaco di Corleone che ci ha spiegato le difficoltà ad amministrare il suo paese. Ci ha anche detto che a giugno verranno a Tavarnelle 30-40 ragazzi dell’Istituto agrario locale a fare uno stage nelle nostre fattorie. Dopo, di corsa, tutti a vedere la partita “Poliziotti di Corleone contro Poliziotti toscani”. Ha vinto Corleone … Verso le 22 si va a cena … Ancora non sappiamo in quanti saremo …
Diario del 5 maggio 2010
I volontari CRC La Rampa

Sicilia, una minoranza governante

di Agostino Spataro
Effettivamente, c’è da convenire che, dopo la rocambolesca approvazione all’Ars di bilancio e finanziaria, un po’ più di chiarezza si è fatta nello scenario politico siciliano. Nel senso che, anche se resta segnato da forti contraddizioni e laceranti contrasti, sono venuti alla luce alcuni sotterfugi che meglio spiegano il senso di certe posizioni fino ad oggi impacciate e inconfessabili. Il fatto più rilevante, e prevedibile, è la trasformazione in maggioranza della “minoranza governante” (MpA e Pdl Sicilia), grazie al voto favorevole di gran parte del gruppo del Pd. Dunque, tutto bene per Lombardo e soci? Così parrebbe. In realtà, i problemi veri cominceranno adesso, a causa dell’improvvisata nascita di questa maggioranza anomala e precaria. D’ora in avanti, nessuno può far finta di niente. A Palermo e a Roma. Il centro- destra, con in testa Berlusconi, deve spiegare al popolo (non solo delle libertà) i motivi per i quali metà del PdL ha votato insieme al Pd e, dall’altra parte, i dirigenti del partito democratico dovranno dare convincenti spiegazioni ai loro elettori, non solo siciliani. LEGGI TUTTO

Calcio & Vita. Lettera di un tifoso blucerchiato al sito www.tifosirosanero.it di Antonio Moschitta

Pubblichiamo una e-mail pervenuta al sito www.tifosirosanero.it di Vincenzo T., tifoso della Sampdoria. In questi tempi di esagerata violenza negli stadi e di protagonismo di certi calciatori (vedi il calcione di Totti a Balotelli), lettere come quelle del signor Vincenzo T. riconciliano con il calcio e i principi della serena convivenza civile. Grazie al nostro amico Antonio Moschitta, webmaster del sito, che ce l'ha girata. Ecco la mail:
"Domenica prossima, insieme alla mia fidanzata, sarò a Palermo in mezzo ai 2300 sampdoriani a tifare per i blucerchiati. Come voi, naturalmente mi auguro di vincere, per arrivare in champion (da questo dipendono molto le strategie societarie future), ma al di là di questo come tifoso che segue la propria squadra da 46 anni e avendo vissuto in prima persona gioie e dolori (3 retrocessioni, Berna, Wembley, coppa Italia ecc.), volevo fare un sincero e caloroso saluto a tutti i tifosi rosanero, che domenica vivranno insieme a noi questo grande e festoso evento, sognando legittimamente una storica vittoria. Sono già stato a Palermo 2 o 3 anni fa (sconfitta 2 a 0) e ho avuto modo di constatare la sportività dei palermitani... (Da parte della tifoseria sampdoriana mi auguro il comportamento tenuto nella finale di Coppa Italia a Roma l'anno scorso con un certo Delio Rossi in panchina applaudito a fine gara malgrado la sconfitta). Comunque vada, personalmente dico: onore ad entrambe le squadre (che meritano la champion) e vinca il migliore! E, se sarà il Palermo, auguri per la massima competizione europea.
Vincenzo T.
(p.s. avrò la maglia blucerchiata e la bandiera... dell'Italia (se me la fanno entrare), perché al di là dei colori sociali.. siamo tutti italiani).

Mozione di sfiducia del Pd contro il sindaco di Palermo, Diego Cammarata. Davide Faraone: "L'amministrazione è incapace di dare risposte"

A redigere l'atto è il consigliere Davide Faraone. Per presentare la mozione sono necessarie 20 firme, per essere approvata è necessario il sostegno di 33 consiglieri. "Gli operatori economici denunziano a viva voce lo stato di degrado in cui versa Palermo che costringe i turisti a fuggire", dice il Pd
Mozione di sfiducia contro il sindaco di Palermo Diego Cammarata. A presentarla è il consigliere comunale del Pd Davide Faraone che sull'argomento ha inviato una lettera ai cinquanta consiglieri di Sala delle Lapidi chiedendo loro di firmare l'atto. Per presentare la mozione sono necessarie 20 firme, per la sua approvazione ne occorrono 33. "I cittadini palermitani - scrive Faraone a ciascuno dei consiglieri di Sala delle Lapidi - si aspettano dal Consiglio comunale un atto risolutivo che ponga fine all'attuale fallimentare stagione Cammarata. Ti comunico che ho predisposto e firmato la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, ritenendo questo il gesto più giusto, più nobile e più richiesto dalla città che il Consiglio possa fare come suo ultimo atto. Per questo chiedo anche a te di firmare la mozione. Lo dobbiamo a Palermo". "Le drammatiche condizioni in cui versa la città - sottolinea Faraone - sono sotto i nostri occhi: ingovernabilità, mancanza di progettualità, assenza di qualsiasi atto che possa prefigurare un'inversione di tendenza. Gli operatori economici denunziano a viva voce lo stato di degrado in cui versa Palermo che costringe i turisti a fuggire o addirittura a revocare importanti manifestazioni. La città chiede risposte che quest'amministrazione, lo sappiamo da tempo, non è capace di dare". Conclude il consigliere del Pd: "Non mi tiro certo indietro di fronte alle responsabilità, come penso e spero anche tu. Ma è proprio questo senso di responsabilità che impone di fare un passo ulteriore per andare incontro a tutti i palermitani che aspettano dal Consiglio comunale un atto risolutivo che ponga fine all'attuale fallimentare stagione Cammarata e che getti le basi per un nuovo progetto di governo".
(La Repubblica, 06 maggio 2010)

Sul settimanale LEFT in edicola, servizi su "L'Isola degli indagati". La mafia, la politica, le indagini, i processi...

Quanti sono i politici indagati in Sicilia provincia per provincia? ? Di che cosa sono accusati? Di questo si occupa il numero di maggio dell´Isola possibile, mensile siciliano d´inchiesta e approfondimento, inserto del settimanale Left, in edicola a partire da venerdì 7 maggio. Ad un calcolo sommario, intanto, risultano investigati un presidente di regione, due ex presidenti, tre presidenti di provincia, ed almeno 6 senatori, 5 deputati nazionali, 8 deputati regionali, otto sindaci, un esercito di consiglieri provinciali, comunali, e di ex eletti. Tra i partiti, stravince il Pdl, seguito a ruota dall´UDC. Ottimo piazzamento per il PD e per MPA. Tra i nomi più interessanti, quello di Candeloro Nanìa, cugino del sen. Domenico Nanìa, sindaco per il PdL di Barcellona Pozzo Di Gotto, definita dalla Commessione antimafia come la Corleone del XXI secolo. LEGGI TUTTO

L'Udc caccia Savona dal partito: "Non si è opposto alla Finanziaria"

Con una nota del segretario nazionale Lorenzo Cesa lo Scudocrociato ha espulso il deputato regionale e presidente della commissione Bilancio, Riccardo Savona. Il parlamentare è stato accusato di aver lavorato sulla Finanziaria che invece il partito ha bocciato senza appelli. Ancora da stabilire il futuro del politico diviso tra Mpa e Pdl Sicilia
L'Udc caccia Riccardo Savona dal partito. Savona è il presidente della commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana e paga il lavoro svolto per la redazione della Finanziaria regionale. Una legge che l'Udc, passata all'opposizione, ha bocciato senza appelli. Il partito pretendeva lo stesso comportamento da Savona che, invece, oltre ad assicurare un importane contributo all'elaborazione del testo, al momento del voto si è astenuto. Il segretario nazionale dello Scudocrociato Lorenzo Cesa, sentito il segretario siciliano del partito Saverio Romano e il capogruppo all'Assemblea Rudy Maira, parla di "costante attività, da parte di Savona, difforme dalle posizioni politiche e dai deliberata degli organi competenti dell'Udc". Lo Scudocrociato, aggiunge Cesa, "ha più volte ribadito la necessità di contrapporsi a un ribaltone e a leggi che ne legittimano la funzione". L'ufficio politico regionale dell'Udc aveva già sottolineato la valenza politica del voto alla Finanziaria e al bilancio "che non poteva che esprimersi - si legge in una nota - con la unanime contrarietà, senza eccezione alcuna. L'atteggiamento dell'onorevole Riccardo Savona, anche in precedenza e soprattutto in quest'ultimo voto e le sue espressioni di soddisfazione per l'approvazione di questa legge Finanziaria, ne rendono incompatibile la permanenza nell'Udc e nel suo gruppo parlamentare. Auguriamo a Savona - conclude la nota dell'Udc - di potere esprimere al meglio la sua vocazione di governo altrove". Il presidente della commissione Bilancio passa dunque al gruppo misto, poi andrà in uno dei due partiti del governo cioè l'Mpa o il Pdl Sicilia. Sulla scelta definitiva per adesso non si sbilancia: "Sono amico sia di Lombardo sia di Micciché", dice Savona.

Corleone, campi di lavoro antimafia. I volontari visitano la Camera del lavoro

Buona notizia per i nostri “braccianti”: ieri sera sembrava di dover partire per Canicattì, 150 km da Corleone, a pulire una vigna. Invece contrordine: si parte per la vigna di Malvello, naturalmente per togliere i talli dalle viti. Sono rientrati alla solita ora, 13 e 30. A noi che eravamo ad aspettarli ci sono sembrati un po’ più baldanzosi di ieri, ma a guardarli bene… A chi gli fa male una cosa, a chi ne fa male un’altra … Noi che rimaniamo a lavorare in cucina abbiamo un po’ di tempo libero, quindi andiamo a fare la spesa e a comprare il giornale. Oggi su “La Repubblica”, nella cronaca di Palermo, c’è una notizia che riguarda a anche la cooperativa “Lavoro e non solo”. Il consorzio “Sviluppo e solidarietà”, che gestisce i beni confiscati e i cui soci sono i comuni di Monreale, Corleone, S. Giuseppe Jato, Piana degli Albanesi, San Cipirello ed altri, negli ultimi tre anni non ha ricevuto nessun fondo dalla Regione Sicilia e quindi rischia di chiudere, con la conseguente restituzione ai Comuni dei beni confiscati già assegnati alle cooperative. Alle 17 e 30 sono arrivati i poliziotti dalla Versilia e tutti insieme siamo andati alla Camera del Lavoro a incontrare Dino Paternostro, segretario della Camera del Lavoro di Corleone. Qui Franco ci ha raccontato della nascita e degli inizi della cooperativa, delle sue paure per i figli, della loro solitudine durante l’inverno. Dal suo racconto abbiamo capito ancora di più quanto hanno bisogno della nostra vicinanza, solidarietà e aiuto.
Saluti dai volontari del CRC La Rampa

Montagna Longa, quel volo Roma-Palermo che provocò 115 vittime

di Annalisa Ricciardi
Dopo 38 anni nasce un gruppo su Facebook per non dimenticare

05 maggio 2010
Era il 5 maggio 1972 e un aeromobile DC 8 dell'Alitalia volo AZ 112 Roma, con a bordo 115 persone, decollava alle 21,46 dall'aeroporto di Fiumicino. Alle 22,25 si trovava già sulla verticale di Punta Raisi a 5.000 piedi, e il bollettino meteorologico segnava «calma di vento, visibilità 5 Km». Alla guida dell'aereo due piloti di lunga e provata esperienza, Roberto Bartoli e Bruno Dini, e con loro il motorista Gioacchino Di Fiore, con il brevetto di 3° grado che lo aveva abilitato al pilotaggio di grossi aerei. LEGGI TUTTO

Guarnotta è il nuovo presidente del tribunale di Palermo. E' stato giudice istruttore del pool di Falcone e Borsellino

E' stato giudice istruttore del pool di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e da oggi è il nuovo presidente del tribunale di Palermo. Si tratta di Leonardo Guarnotta, ora alla guida del tribunale di Termini Imerese. Guarnotta, che ha 60 anni ed è di Palermo, è stato nominato dal plenum del Csm a maggioranza; un "verdetto" che ha ribaltato l'orientamento della Commissione per gli incarichi direttivi, che aveva indicato come candidato di maggioranza Giuseppe Biagio Rizzo, presidente della sezione gip al tribunale di Palermo. Quindici i voti ottenuti da Guarnotta, che è stato sostenuto dai consiglieri del Movimento per la Giustizia, di Magistratura Democratica, di Magistratura Indipendente, oltre che dal vice presidente del Csm Nicola Mancino, dal Pg della Cassazione Vitaliano Esposito e da tre laici di sinistra. Nove invece le preferenze ottenute da Rizzo, che è stato appoggiato dai consiglieri di Unicost, dai laici del Pdl e dal primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone.
05 maggio 2010

Un nuovo sbarco dei Mille. "Per l'Italia una nave dei diritti"

di PAOLA COPPOLA
Una spedizione di italiani che vivono all'estero e torneranno a Genova per un giorno il prossimo 25 giugno: "Denunciamo le derive culturali, politiche e sociali del nostro paese"
MILLE italiani sbarcheranno nel porto di Genova. A bordo della "Nave dei Diritti", così è stato ribattezzato il traghetto di linea che li porterà in Italia alla fine di un viaggio che comincia a Barcellona. Vivono all'estero, non pensano di tornare. Dopo un giorno di navigazione vogliono approdare sulla costa ligure e animare così "Lo Sbarco", un'iniziativa simbolica per denunciare le derive culturali, politiche e sociali del nostro Paese. Appuntamento il prossimo 25 giugno. Nell'anniversario della spedizione dei Mille, questi italiani e diversi cittadini europei scelgono imbarcarsi per l'Italia, per ribadire l'importanza della Costituzione, la sua origine laica e pluralista, e denunciare le derive della politica. Un'iniziativa nata dal basso dall'idea di un gruppo di italiani che vive a Barcellona, maturata la scorsa estate e che in pochi mesi si è diffusa attraverso il passaparola coinvolgendo anche gli altri gruppi di italiani che vivono nelle altre capitali europee. LEGGI TUTTO

martedì, maggio 04, 2010

Calcio. Il Prizzi batte l'OR.SA e vola in promozione

Grande Domenica, ma soprattutto una Domenica da ricordare per i tanti tifosi prizzesi accorsi ieri in massa allo stadio “Dino Liotta” di Licata, dove hanno visto la squadra del presidente Lupo aggiudicarsi il diritto ad un posto in PROMOZIONE. Il Prizzi dopo aver superato i due turni di play-off contro il Corleone e il Pro Favara, si è trovato a lottare contro l’OR.SA Ragusa, per poter lasciare la prima categoria e volare verso vette più alte. Una squadra che ha sempre creduto nelle sue capacità, che durante tutto il campionato non si è mai risparmiata e non si è mai concessa, una squadra che ha sempre lottato e oggi l’ha dimostrato ancora una volta, nonostante le assenze di alcuni grandi giocatori: Tuzzolino e Giannini per squalifica, Canzoneri e Tirrito per infortunio.
La partita inizia con un primo tempo già carico di grandi occasioni per entrambe le squadre. Prima è il Prizzi con Di Gregorio che si vede parata una perfetta diagonale, e poi è la traversa a negare la rete ai ragusani. Ma è nel secondo tempo che il Prizzi passa in vantaggio. Galluzzo dopo una serie di dribbling veniva atterrato in area di rigore e all’arbitro non restava altro che fischiare il penalty, che lo stesso Galluzzo trasformava in rete. Da lì in avanti l’assalto dell’OR.SA, che grazie a un ottimo Pantaleo non riesce a pareggiare i conti, con un Prizzi che non è stato in grado di sfruttare alcuni contropiedi. Con uno stadio dipinto di rossoblu si conclude il match a Licata, ma non la festa per il Prizzi, accolto al suo arrivo in paese da una folla tumultuosa di tifosi pronti a festeggiare fino a notte fonda i loro beniamini.
Maura Tuzzolino
FOTO. Tifosi e giocatori del Prizzi festeggiano la "promozione"

Chi produce i programmi Rai? Mediaset di Berlusconi, la principale concorrente

Effetto boomerang di uno scoop del Giornale, edito dal fratello del Premier. Tutto comincia con uno scoop del Giornale. Le mogli di Fini e di Bocchino sono in affari con la Rai, scrive il Giornale. E Italo Bocchino, su Sky, risponde: “Il principale produttore Rai è Endemol, di proprietà del Premier”
La vicenda può diventare una pièce teatrale, Sembra pensata da Feideau. Non c’entrano gli adulteri, ma le mogli e le compagne sì. Ed anche le furbizie che si trasformano in clamorose idiozie. Ma raccontiamola la storia, fin dall’inizio. Con una clamorosa operazione, il 14 maggio 2007, Mediaset si aggiudica l'asta per l'acquisto di Endemol ed entra a vele spiegate in Rai, pressoché indisturbata. L’Endemol così diviene il cavallo di Troia di Mediaset. In partecipazione con una finanziaria Silvio Berlusconi si assicura il controllo di una fetta consistente del palinsesto RAI: la televisione pubblica italiana trasmette 735 ore annuali di programmi targati Endemol. Una occupazione “manu militare” della concorrenza. LEGGI TUTTO

domenica, maggio 02, 2010

Corleone. Il bilancio 2010 incredibilmente approvato anche dai consiglieri di opposizione

Per l’approvazione del bilancio 2009, il sindaco Nino Iannazzo aveva a tutti i costi imposto al consiglio comunale di rispettare la data del 31 dicembre 2009, nonostante il rinvio della scadenza al 31 dicembre dell’anno successivo da parte del governo. Un primato inutile, che servì solo ad impedire qualsiasi seria discussione. Quest’anno, invece, il comune di Corleone ha battuto un record negativo, approvando il bilancio lo scorso giovedì 29 aprile, con tanti fondi già spesi (ad esempio, i 56 mila euro di contributi per lo sport). Ma il dato più significativo dal punto di vista politico (ma forse sarebbe meglio dire: del degrado politico) è stato il voto favorevole sul documento finanziario anche da parte dei consiglieri del MPA, della lista civica “Liberi e Democratici” e del capogruppo (e segretario) del Pd, Salvatore Schillaci, formalmente all’opposizione. Un voto favorevole, si giustificano, in cambio dell’approvazione di quattro emendamenti da parte della maggioranza. Una rinuncia al ruolo di controllo democratico e di preparazione dell’alternativa, che gli elettori hanno loro assegnato. Non si vuole “criminalizzare” nessuno, anche perché, ogni giorno, abbondano i “cattivi esempi” che provengono dall’alto. Ma se anche i consiglieri di centrosinistra a Corleone si iscrivono nell’elenco dei sostenitori (occulti o palesi) dell’amministrazione di centrodestra, quale speranza di futura alternativa potrà mai esserci? Ma se l’unico linguaggio che la politica mostra di capire è quello dell’ingorda gestione del potere (grande, medio o miserabilmente piccolo), come potrà mai parlare al cuore e alla testa dei cittadini che non vogliono rassegnarsi ad essere considerati clienti e “sudditi”? Sarebbe interessante sapere che ne pensano di tutto questo gli iscritti e i militanti del MPA e del PD corleonese. (d.p.)

Corleone. La maggioranza decide di vendere a privati lotti di terreno comunale

Un importante allegato al bilancio è costituito ormai dall’elenco dei beni immobili comunali da “valorizzare”, cioè da mettere “a profitto”, attraverso misure e provvedimenti che li facciano “produrre”, in ultima analisi anche attraverso la loro vendita. Con l’accortezza, comunque, di fare sempre gli interessi del comune (cioè della collettività) e non di combriccole più o meno ristrette, amiche dei “potenti” di turno. Evitando, quindi, di vendere eventuali “fontane di Trevi” corleonesi. Una proposta di delibera per “valorizzare” i beni immobili comunali è arrivata in consiglio giovedì sera. Nel merito, si è aperta una discussione che, alla fine, ha spaccato l’aula. Nell’elenco, per esempio, l’amministrazione Iannazzo aveva inserito alcune vecchie case terremotate del centro storico, cedute al comune da privati, che avevano ricostruito fuori sito le loro abitazioni. Ipotizzare di venderle è puro buonsenso. Ma c’erano anche degli appezzamenti di terreno, derivanti da lottizzazioni private, su cui si è aperto un serrato dibattito. Su tre, in particolare: un lotto di circa 700 metri quadrati in contrada S. Marco; un altro di circa 2.200 metri quadrati in contrada Punzonotto e un altro ancora di oltre 3.000 metri quadrati in contrada Montagna dei Cavalli. Siccome l’assessore al ramo (Pippo Cardella) non aveva portato in aula nemmeno i fogli di mappa per visualizzarli, avevo proposto di stralciarli dall’elenco per verificare, prima di decidere di venderli, se potevano essere aree di pubblica utilità, dove realizzare verde attrezzato o altre opere di urbanizzazione secondaria. La maggioranza non ha voluto sentire ragioni. Ho formalizzato la proposta di stralciare i tre lotti, attraverso un emendamento, che ha ricevuto il voto favorevole di sei consiglieri di opposizione (non ha partecipato alla votazione il capogruppo del Pd, Salvatore Schillaci, che è uscito dall’aula) e il voto contrario dei dieci consiglieri di maggioranza presenti in aula. Ovviamente, l’emendamento è stato bocciato, per cui la giunta Iannazzo potrà vendere anche questi tre lotti di terreno. A chi lo sapremo nei prossimi mesi. Io, per protesta, ho abbandonato l’aula. (d.p.)

Corleone. Il consiglio comunale ha chiesto all'unanimità l'istituzione di una sede staccata dell'Agenzia per i beni confiscati

Con voto unanime, giovedì sera, il consiglio comunale di Corleone ha approvato un ordine del giorno con cui chiede al ministro dell’interno, Roberto Maroni, di scegliere Corleone come una delle sedi distaccate dell’Agenzia per la gestione dei beni confiscati alle mafie. Sull’argomento, nelle settimane scorse, era stato il sindaco Nino Iannazzo a scrivere al ministro, dichiarandosi pronto a mettere a disposizione uno dei beni confiscati e assegnati al comune di Corleone come sede dell’Agenzia. La proposta di Corleone era stata sostenuta al senato, durante la discussione della legge istitutiva dell’agenzia, dal sen. Giuseppe Lumia (Pd). Apprezzamento e sostegno erano stati espressi anche dal sen. Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl. Adesso, il voto favorevole di tutti i consiglieri comunali alla candidatura di Corleone, rafforza ulteriormente la proposta. Simbolicamente, ma anche concretamente, sarebbe importante la nascita di una sede distaccata dell’Agenzia a Corleone, Consacrerebbe definitivamente Corleone come una delle città dove si scommette sui percorsi di legalità, sulla “convenienza” di lottare contro le mafie, sull’unità di tutte le forze politiche nel contrasto alla criminalità organizzata. E non sarebbe una cosa da poco conto. (d.p.)

PRIMO MAGGIO. Cortei a Milano e Torino, sit-in a Iglesias. A Portella (Sicilia) la Cgil insieme all'Anpi

Cortei a Milano e Torino, sit-in a Iglesias. E in Sicilia l'angoscia delle fabbriche chiuse. Per centinaia di lavoratori festa triste davanti ai cancelli chiusi. Decine di milgliaia in corteo nei capoluoghi lombardo e piemontese. Atto vandalico a Udine PALERMO - E' stata una festa del primo maggio amara quella trascorsa da centinaia di lavoratori siciliani costretti alla cassa integrazione o alla mobilità in una regione che è al primo posto per il tasso di disoccupazione (13,9%), un dato che diventa ancor più drammatico se si considera che il tasso arriva al 38,5% tra i giovani. A Portella della Ginestra, dove nel 1947, mentre si celebrava la festa del lavoro vennero massacrati decine di lavoratori dalla banda di Salvatore Giuliano contadini e bambini, si è svolta la consueta commemorazione con bandiere di sindacati, musica, famiglie allegre e, per la prima volta, con la partecipazione dell'Associazione Nazionale Partigiani. LEGGI TUTTO

Primo maggio, Cgil-Cisl-Uil a Rosarno. "Un piano straordinario per il lavoro"

di GIUSEPPE BALDESSARRO
Nella piana di Gioia Tauro i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil e 30 mila persone. Bonanni: "fare di più sui temi dell'occupazione e dell'immigrazione"

ROSARNO - "Ricostruiamo il nostro futuro", recita uno striscione lungo 15 metri del sindacato di Reggio Calabria. Ed è il senso del Primo maggio che Cgil, Cisl e Uil hanno voluto a Rosarno, nel cuore della Piana di Gioia Tauro, con i tre segretari generali in piazza. E da qui, il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha faato partire la sua richiesta al governo: "Serve un piano straordinario per il lavoro". Sono arrivati da tutta la Calabria e da diverse parti d'Italia per il corteo nella terra in cui lo sfruttamento dei braccianti agricoli ha scatenato, a gennaio scorso, la reazione dei lavoratori extracomunitari. C'erano anche alcuni di loro a sfilare in corteo partito dalla Rognetta, fabbrica dismessa e occupata per mesi dai disperati di mezzo mondo. Schiavi, per due euro e mezzo di lavoro all'ora, che ciclicamente consumano le loro vite negli agrumeti di Rosarno, Rizziconi, Melicucco e Gioia Tauro. LEGGI TUTTO

L'Ars ha approvato il Bilancio e la Finanziaria. Il Pd sorride ma si spacca sul voto

di Salvatore D'Anna
Mezzanotte è passata da un pezzo, l'Assemblea regionale siciliana non è stata sciolta. La lunga notte della Finanziaria è diventata prima mattina, quindi pomeriggio e, dopo una maratona ininterrotta lunga 24 ore, l'Ars ha approvato Bilancio e Finanziaria. Poco dopo le 13 è stato approvato tutto l'articolato della manovra. 77 i deputati presenti, 76 i votanti. 51 i sì, 24 i voti contrari, un deputato astenuto. Dopo il voto, la giunta di governo presieduta da Raffaele Lombardo si è riunita e ha approvato la nota di variazione al bilancio della Regione, atto propedeutico per il voto finale al Bilancio da parte dell'Aula, arrivato alle 14.42 con 50 voti a favore, 26 contrari e un astenuto insieme al rompete le righe del presidente Cascio. Il Pd ha votato a favore della Finanziaria, dopo avere portato a casa quasi tutte le richieste fatte a Lombardo: dal credito d'imposta all'ampliamento della platea dei siciliani esenti dai ticket sanitari diagnostici, e ancora la ripubblicizzazione della gestione delle risorse idriche, l'apertura pomeridiana delle scuole nei quartieri a rischio, la riorganizzazione e riduzione delle società partecipate, l'istituzione delle zone franche. LEGGI TUTTO
01 maggio 2010

venerdì, aprile 30, 2010

Il Comune di Corleone partecipa alle manifestazioni per l'anniversario della strage di Portella della Ginestra

Il Comune di Corleone aderisce domani, 1° maggio, alla manifestazione commemorativa “Il dovere della memoria, il futuro dei diritti: l’antifascismo e la lotta alla mafia per la prima volta insieme il 1° maggio a Portella della Ginestra”. La manifestazione è organizzata dalla Cgil Palermo, insieme all’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. “Pur nella diversità di posizioni politiche – spiega il sindaco Nino Iannazzo, che domani sfilerà nel corteo a Piana degli Albanesi – il ricordo delle vittime di Portella, il significato del contrasto alla mafia, il valore dell'unificazione nazionale operata anche grazie ai partigiani, devono essere e sono per noi valori appartenenti ad una storia condivisa. Oggi più che mai, questi valori devono servire alle classi dirigenti e alle nuove generazioni per una Sicilia e un'Italia migliori”.
30/04/2010

Ventotto anni fa l'omicidio La Torre. La commemorazione sul luogo del delitto

Commemorati oggi Pio La Torre e Rosario Di Salvo nel ventottesimo anniversario del duplice omicidio avvenuto a Palermo. La cerimonia si è svolta sul luogo dell'agguato, in via Li Muli nei pressi di piazza Turba.
La Torre, che quando venne assassinato assieme al suo collaboratore Di Salvo, era segretario regionale del Pci, era stato tra gli ispiratori della legislazione sulla confisca dei beni mafiosi, fervido sostenitore della necessità di trovare una soluzione forte alla questione morale in politica e dei valori della pace, come ha dimostrato la forte battaglia contro la presenza di missili atomici nell'allora base Nato a Comiso, trasformata più recentemente nel nuovo aeroporto civile. Il 4 marzo di tre anni fa la Corte di Cassazione ha confermato le condanne all'ergastolo di Giuseppe Lucchese e Antonino Madonia. Per il delitto erano già stati condannati come mandanti i boss della commissione di Cosa nostra, nel processo per i cosiddetti "omicidi politici"; i due killer erano stati invece accusati in un momento successivo rispetto a quel dibattimento e a fare i loro nomi era stato il pentito Salvatore Cucuzza, anch'egli protagonista dell'agguato. Cucuzza ebbe 10 anni in primo grado, con gli sconti della legge sui pentiti, e beneficiò di un'ulteriore riduzione in appello, col meccanismo del concordato di pena. E' rimasta senza seguito l'indagine sui possibili mandanti esterni a Cosa nostra dell'esecuzione di La Torre. La figura del politico è stata ricordata anche al Teatro Golden con la "Festa d'aprile", omaggio musicale a tutte le vittime della mafia. Il Centro Pio La Torre ha illustrato i risultati dell'indagine sulla percezione della mafia condotta tra gli alunni di 82 scuole italiane, dalla quale emerge come per il 55% dei giovani Cosa nostra sia più forte dello Stato, oltre a una complessiva sfiducia nei confronti della politica. E da oggi l'Istituto Gramsci siciliano, depositario delle carte originali del dirigente politico siciliano, espone nella sala lettura della biblioteca una silloge di documenti, composta di fotografie, libri e giornali, tratti dal Fondo Pio La Torre 1950-1982. La mostra resterà aperta fino al 30 maggio.
(30 aprile 2010)

Assemblea Regionale Siciliana, sì all'acqua pubblica e stop alle pensioni d'oro

PALERMO - Stop alle pensioni d'oro ai dipendenti della Regione siciliana. L'Assemblea regionale ha approvato l'articolo 40 della finanziaria, in discussione a sala d'Ercole, che fissa a 250 mila euro lordi l'importo massimo per le "retribuzioni poste a base di calcolo dei trattamenti di pensione a carico della Regione". La norma è stata inserita nella finanziaria in seguito alle polemiche sollevate da una sentenza della Corte dei Conti che lo scorso marzo ha riconosciuto all'ex dirigente dell'Agenzia per le acque e i rifiuti della Regione, Felice Crosta, una indennità previdenziale di circa 500 mila euro lordi all'anno, 1.369 euro al giorno. Crosta è stato l'ultimo di una serie di alti burocrati della Regione andati in pensione con trattamenti superiori a 250 mila euro l'anno.
ACQUA PUBBLICA. Con 53 voti a favore e 25 contrari, l'Assemblea regionale siciliana ha anche approvato, a scrutinio segreto, l'articolo 50 della finanziaria regionale, che prevede il ritorno alla gestione pubblica dell'acqua in Sicilia. La norma è stata proposta dal Pd. Prima del voto, il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, replicando in aula ad alcuni deputati che nei loro interventi avevano espresso dubbi rispetto alla legittimità e alla costizionalità della norma, ha detto: "Non sarei favorevole se non fossi sicuro che non andremo incontro a nessun contenzioso; l'Ars può votare serenamente perchè comunque su questo argomento torneremo presto a legiferare". La norma avvia il ritorno alla gestione pubblica delle risorse idriche, che in alcuni comuni siciliani vengono gestite da società e consorzi privati che in alcuni casi, come nell'agrigentino, non sono riusciti a risolvere i problemi di approvvigionamento. Ad Agrigento l'acqua viene erogata a singhiozzo, in alcune zone i rubinetti rimangono a secco anche una settimana.

Albero Falcone, tanto rumore per nulla

di Giorgio Petta
Tanto rumore per nulla? Ebbene, sì. Dopo i titoloni di prima pagina, le esecrazioni e le proteste, le dichiarazioni e gli interventi, compreso quello del Capo dello Stato, è ufficiale: la mafia non c'entra nulla.
A rubare i biglietti e le lettere, le foto e lo striscione "Le vostre idee camminano sulle nostra gambe" che ornavano l'Albero Falcone di via Notarbartolo non è stato un "picciotto" al servizio di Cosa nostra, ma un'ex insegnante di 67 anni che da tempo soffre di problemi psichici. Per chi ha la curiosità di vederla all'opera, è sufficiente collegarsi al sito www.poliziadistato.it per seguire le immagini registrate sabato pomeriggio dalle telecamere a circuito chiuso di alcuni negozi vicini all'albero. È stata la stessa Questura di Palermo a diffondere, ieri, i filmati. L'autrice del furto - davvero singolare - è una barbona che si aggira in zona e chi abita nel quartiere la conosce da tempo. Da sabato però è scomparsa dalla circolazione, forse spaventata dalle reazioni dei mass media scatenati sull'oltraggio mafioso al Ficus Magnoliae che ricorda il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e di tre agenti della scorta, vittime, il 23 maggio del 1992, dell'attentato mafioso di Capaci. Un bailamme che è durato finché si è scoperta la verità. Cioè ieri. Identificata la "colpevole" si tira un sospiro di sollievo. Non è stata Cosa nostra, alla vigilia della commemorazione del 18° anniversario della strage e sempre più maramalda, ad avere violato l'albero che è ormai diventato per tutta l'Italia il simbolo dell'impegno per la legalità. Meglio così. Tuttavia, va sottolineato un aspetto non secondario della vicenda: che le reazioni alle notizie diffuse inizialmente, hanno dimostrato che Giovanni Falcone non è mai morto per i nostri cuori. Vi pare poco?

giovedì, aprile 29, 2010

Dino Paternostro terrà una conferenza alla Sorbona di Parigi sui movimenti anti-racket e antimafia in Sicilia

Il Dipartimento di italianistica della Sorbonne Nouvelle-Paris 3 ha organizzato un convegno internazionale di studi per il 4 e 5 giugno 2010 su Sicile(s) d'aujourd'hui (Sicilia(e) di oggi), che vuole essere una ricognizione problematica di ciò che è stata la Sicilia nell’ultimo ventennio. Nella prima sezione del convegno saranno trattate le esperienze economiche e politiche, nelle altre sezioni si darà, invece, spazio alla letteratura, al teatro, alla narrativa attuale e al cinema. Il convegno sarà aperto dallo scrittore Vincenzo Consolo, con una relazione su La forza delle parole. Sono previste anche le relazioni dello storico Salvatore Lupo e del magistrato Antonio Ingroia. A trattare il tema “Les mouvements anti-racket et anti-mafia” (I movimenti anti-racket e antimafia) dagli anni ’90 ad oggi sarà, invece, Dino Paternostro, direttore di “Città Nuove” e segretario della Camera del lavoro di Corleone. Paternostro è stato invitato dalle organizzatrici del convegno internazionale, Maria Pia De Paulis-Dalembert e Dominique Budor, docenti di letteratura italiana alla Sorbona di Parigi, in quanto studioso e protagonista, insieme ad altri, del riscatto civile della Sicilia nell’ultimo ventennio. «Sono onorato di questo invito – dice Paternostro – che costituisce sicuramente un riconoscimento alla Sicilia degli onesti, che giorno per giorno, senza clamore, opera per contrastare la mafia e costruire spazi di democrazia, di libertà e di sviluppo nella legalità». «E’ importante – aggiunge – che una istituzione culturale prestigiosa come la Sorbona dedichi spazio ed attenzione alla Sicilia e ai suoi movimenti antimafia. E sono lusingato del privilegio che mi si offre di poter raccontare non solo dei grandi eroi come Falcone e Borsellino, ma anche dei tanti giovani che si sono messi in gioco col movimento “Addio Pizzo” e dei tanti altri che da alcuni anni stanno coraggiosamente lavorando nelle cooperative sociali per coltivare i terreni confiscati alla mafia. Alla Sorbona parlerò anche e dei campi di lavoro e di studio, organizzati ormai da cinque anni a Corleone dalla cooperativa “Lavoro e non solo”, dall’Arci e da “Libera” e sostenuti dalla Cgil, a cui partecipano centinaia di ragazze e di ragazzi della Toscana e di altre Regioni d’Italia. Racconterò di questo “ponte della legalità” Corleone-Italia, che sta consentendo di condividere questa forte esperienza di antimafia sociale rappresentata dai giovani delle cooperative sociali, che costituiscono oggi gli eredi ideali e visibili del movimento contadino siciliano, dai Fasci siciliani di fine ‘800 alle lotte degli anni ’50 del ‘900».

Sicilia. Il Pd voterà la finanziaria solo se la gestione dell'acqua tornerà ad essere pubblica

di Ignazio Panzica
Finanziaria regionale 2010. Il Pd ha ribadito le sue quattro proposte qualificanti che dovranno figurare nel testo che, alla fine, dovrà essere esitato dall’Ars. Si tratta di veri e propri “paletti politici di confine”, non contrattabili. Le condizioni necessarie per ottenere il voto di sostegno del Pd siciliano al documento finanziario in discussione:
1) ripubblicizzazione della gestione delle reti idriche; 2) aumento del numero dei siciliani aventi diritto all’esenzione dal ticket sanitario per talune delicate prestazioni mediche e diagnostiche specialistiche (tac, risonanza magnetica, etc); 3) istituzione del tempo prolungato al pomeriggio nelle scuole siciliane ; 4) avvio della revisione e/o accorpamento delle 38 società regionali collaterali, partecipate o controllate, e degli enti pubblici ormai ad attività ridotta tipo l’Esa. Ma è la ripubblicizzazione dell’acqua, l’indicazione politica prioritaria, che darebbe un segno tangibile della “discontinuità” con le precedenti gestioni governative del centrodestra siciliano. LEGGI TUTTO

Corleone. Il “5 per mille” per le opere d’arte a Corleone

L’Associazione OMNIA onlus, in collaborazione con il Comune di Corleone e la Curia arcivescovile di Monreale e la partecipazione delle associazioni culturali operanti a Corleone CEPROS, PALLADIUM, ROTARY CLUB CORLEONE, SAN LEOLUCA, IL ZERO con il Comitato del Venerdì Santo e con l’associazione dei Medici di Corleone, propone ai suoi concittadini un modo innovativo e del tutto originale per destinare il “5 per mille” in occasione della prossima dichiarazione dei redditi: la quota che ogni persona, ogni anno, destina a enti o associazioni, potrà essere versata – ovviamente in modo gratuito - per il restauro di alcuni beni artistici corleonesi. Aderire all’iniziativa è facile e non costa nulla: basta cercare nei moduli della dichiarazione dei redditi (UNICO PF, mod. 730, CUD 2010) lo spazio “scelta per la destinazione del cinque per mille”, mettere la firma nell’apposito riquadro “sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale” e scrivere nello spazio dedicato il seguente codice fiscale 92002760822. LEGGI TUTTO

Corleone. Al Cidma, convegno sui beni confiscati

Il Laboratorio della Legalità, insieme al Dipartimento di Studi Europei e della Integrazione Internazionale, organizzano il convegno dal titolo "Dal sequestro all´assegnazione dei beni confiscati alla mafia, novità e proposte per uno sviluppo della normativa". Il convegno, patrocinato dal Comune di Corleone, si terrà domani, 30 aprile, alle ore 16, presso il C.I.D.M.A. in via Orfanatrofio 7, a Corleone. Dopo i saluti del sindaco Nino Iannazzo, ad aprire i lavori sarà Calogero Parisi, presidente del Laboratorio della Legalità. Seguiranno gli interventi di Giancarlo Trevisone, prefetto di Palermo, Antonio Maruccia, ex commissario straordinario per i beni confiscati alla mafia, Fabio Licata, Tribunale di Palermo, Lucio Guarino, direttore del Consorzio Sviluppo e Legalità, Giovanni Di Martino, vicepresidente di Avviso Pubblico, Davide Pati, responsabile dell'ufficio nazionale beni confiscati di Libera. Modera Costantino Visconti dell'Università degli Studi di Palermo. Durante l'incontro verrà presentato il monitoraggio dei beni confiscati assegnati al Comune di Corleone.

lunedì, aprile 26, 2010

Sondaggio tra gli studenti del Centro "Pio La Torre": "La Mafia è più forte dello Stato"

E' quanto emerge dall'indagine demoscopica curata dal Centro Pio La Torre di Palermo. Intervistati gli alunni di 82 scuole in tutta Italia. Il rapporto fra mafia e politica viene ritenuto molto o abbastanza forte dal 95% degli intervistati
"La mafia fa schifo e deve essere sconfitta, ma lo Stato sia più presente tra la gente". Il giudizio dei giovani sulla mafia è assolutamente negativo, ma è accompagnato da un'ampia sfiducia sulla possibilità di liberarsene a breve fino a considerarla più forte dello Stato. E rimane grande la distanza rispetto ai politici e alla classe dirigente, ritenuti responsabili dei processi corruttivi nella vita pubblica. Questi i risultati più rilevati di una vasta indagine sulla percezione del fenomeno mafioso realizzata dal Centro Pio La Torre di Palermo, su scala nazionale, attraverso un questionario che è stato distribuito tra gli studenti di 82 scuole superiori. LEGGI TUTTO

Rosarno e gli immigrati sfruttati. Arrestati i caporali della rivolta

La polizia di Reggio Calabria sta eseguendo 31 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di italiani e stranieri accusati di sfruttamento di manodopera clandestina nelle campagne di Gioia Tauro e di Rosarno. L'operazione, frutto delle investigazioni volute dopo le rivolte degli extracomunitari dello scorso gennaio, ha portato al sequestro di 20 aziende e 200 terreni, per un valore stimato di 10 milioni di euro. La polizia, in collaborazione con carabinieri e guardia di finanza, sta eseguendo le 31 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip dalla Procura della Repubblica di Palmi dopo le indagini che hanno permesso di scoprire, secondo la nota, che «vi erano ... condizioni di assoluta subordinazione in cui versavano i migrantes, finiti nelle mani di persone che, sotto gravi minacce di ritorsioni, imponevano opprimenti e inique condizioni lavorative». Lo sfruttamento e le condizioni inique in cui erano costretti a lavorare fu alla base della rivolta degli immigrati avvenuta nei mesi scorsi a Rosarno. È quanto emerso dalle indagini che hanno portato stamani ad una operazione della squadra mobile, dei carabinieri e dei finanzieri contro il fenomeno del caporalato. Gli investigatori hanno accertato che alla base delle proteste e degli episodi di violenza vi erano le condizioni di assoluta subordinazione in cui versavano gli immigrati finiti nelle mani di persone che li costringevano a lavorare in condizioni inique. Gli immigrati, inoltre, avrebbero subito anche ripetute minacce. I lavoratori extracomunitari erano costretti, infatti, a lavorare mediamente dalle 12 alle 14 ore al giorno ricevendo un compenso di una decina di euro al giorno. Gli extracomunitari che si ribellavano subivano ritorsioni e minacce. La rivolta di Rosarno, infatti, fu determinata proprio dal ferimento a colpi d'arma da fuoco di due lavoratori extracomunitari.
26 aprile 2010

"Fu strage di operai per l'amianto". Condannati a Palermo gli ex vertici di Fincantieri

di Salvo Palazzolo
I tre direttori dello stabilimento di Palermo condannati in tribunale perché ritenuti responsabili di 36 morti per tumore. Un'altra inchiesta della Procura, che sta esaminando altri 100 casi, mette sotto accusa anche i vertici nazionali per la mancata adozione di misure di sicurezza. Maxirisarcimento per l'Inail e le famiglie degli operai
E' stata una strage silenziosa quella che si è consumata negli ultimi trent'anni ai Cantieri navali di Palermo, avvolti da una nube di amianto. Per il tribunale del capoluogo siciliano, le responsabilità sono da attribuire alla gestione degli ex vertici di Fincantieri, che non avrebbero adottato tutte le misure di sicurezza necessarie: il giudice Gianfranco Criscione ha condannato i direttori dello stabilimento palermitano, che si sono alternati fra il 1970 e gli anni Novanta. Sette anni e 6 mesi sono stati inflitti a Luciano Lemetti, 6 anni a Giuseppe Cortesi, 3 anni ad Antonino Cipponeri. Le accuse contestate erano quelle di omicidio colposo plurimo e lesioni gravi colpose, per 37 decessi e 24 casi di tumori gravi: dal primo reato, sono cadute quattro ipotesi (il giudice ha ritenuto che i decessi non fossero da attribuire all'amianto); il secondo reato è stato spazzato via dalla prescrizione. I tre ex dirigenti usufruiranno poi dell'indulto, che sconta la condanna di tre anni. Ma nessuno sconto arriverà sui risarcimenti: la sentenza stabilisce che Lemetti, Cortesi e Cipponeri debbano pagare all'Inail una maxi provvisionale che ammonta complessivamente a 4 milioni e centomila euro, è solo un'anticipazione del risarcimento che verrà poi quantificato dal giudice civile. Un'altra provvisionale, per un milione e mezzo di euro, è stata decisa in favore delle famiglie degli operai. Provvisionali esecutive anche per l'associazione "Esposti amianto" (10.000 euro), Fiom Cgil (7.500 euro), Legambiente (7.500), Medicina Democratica (7.500) e Camera del lavoro di Palermo (7.500), tutti parte civile. Nel processo erano imputati, ma solo di lesioni, i legali rappresentanti di due ditte dell'indotto Fincantieri, la Blascoat srl e la cooperativa Rinascita Piacentini, Giuseppe Scrima e Salvatore Grignano: anche per loro il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione.

Decine di nuovi messaggi sull'albero Falcone. I palermitani hanno riempito di nuovi biglietti la grande magnolia

La pianta che ricorda il magistrato ucciso dalla mafia era stata danneggiata da ignoti. La risposta dei palermitani è stata immediata. Da ieri pomeriggio decine di messaggi sono stati affissi sull'albero Falcone, la grande magnolia davanti al portone del palazzo di via Notarbartolo, a Palermo, dove abitava il magistrato assassinato da Cosa nostra il 23 maggio 1992. Sabato pomeriggio il portiere dello stabile aveva denunciato il furto di messaggi e disegni. Scomparso anche un lenzuolo bianco con scritto "le vostre idee camminano sulle nostre gambe". Uno sfregio al quale i palermitani hanno risposto con una immediata mobilitazione. "Tranquillo Giovanni, renderemo questo albero ancora più bello di prima. Siamo tutti con te", si legge in uno dei nuovi messaggi. "Una Sicilia libera è una Sicilia che crede in te", è il contenuto di un altro biglietto. "Con Falcone e Borsellino per sempre", si legge in un terzo pensiero su carta. E, ancora: "L'albero non si tocca". "Questo albero dà ancora fastidio. Il prossimo 23 maggio, come ogni anno, arriveranno giovani da tutta Italia. E io penso che quanto è accaduto sia un segnale in vista del diciottesimo anniversario della strage di Capaci. Certa gente pensava di avere chiuso i conti con Giovanni Falcone, ma questi studenti dimostrano che è ancora vivo, che le sue idee sono vive", ha detto Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia. Questa mattina la Falcone è stata alla testa del presidio organizzato davanti alla magnolia di via Nortarbartolo, con studenti e docenti di Palermo "per mettere sull'albero - ha spiegato - tanti disegni e messaggi, segno di un impegno che non si ferma e di una cultura nuova. Potranno toglierli ancora, ma li rimetteremo mille volte".

domenica, aprile 25, 2010

Calcio. Il Prizzi proiettato verso la promozione. Ieri ha battuto il Pro Favara per 3 a 2

U.S.D. PRIZZI 3 - PRO FAVARA 2
USD.PRIZZI: Dario Pomilla (47’ Pantaleo), Venezia, Giannini, Di Gregorio, Tuzzolino (47’Alberto Galluzzo, Carmelo Galluzzo, Costanza ( 47’Di Giovanni), Romano, Canzoneri.
PRO FAVARA: Giardina, Martorana Milioti, Pitruzzella, Arnone, Puccio, Schifano, Salemi, Valenti, Cerosi, Favara
ARBITRO: Salvatore Riso di Enna collaboratori ignori Bevilacqua e Ensabella di Enna
RETI: 24’ Favara – 27’ Cannella – 46’ s.t. Valenti - 49’ s.t. ’ Alberto Gaqlluzzo – 9’ st. supplementare Alberto Galluzzo.
Prizzi: Un Prizzi caparbio e deciso supera un grande Pro Favara intraprendente e probabilmente sfortunato.
I palermitani ci hanno creduto sino alla fine e con Galluzzo hanno acciuffato prima il pari al 94’ del secondo tempo e poi la vittoria finale al 9’ minuto del secondo tempo supplementare con un gol di Alberto Galluzzo che proietta il Prizzi verso la promozione. LEGGI TUTTO

Palermo. Saccheggiato e danneggiato l'albero Falcone. Grasso: "Un attentato all'azione antimafia"

Sfregio al simbolo nello stabile dove abitava il magistrato ucciso da Cosa Nostra
Scomparsi messaggi, disegni, foto e il lenzuolo bianco in ricordo della strage di Capaci

Centinaia di messaggi, disegni, lettere che, negli anni, cittadini e studenti hanno lasciato sotto l'albero Falcone, diventato simbolo della lotta alla mafia, sono stati rubati. Portate via anche le immagini che ritraevano il magistrato ucciso da Cosa Nostra nel 1992 e del suo agente di scorta Rocco Di Cillo, assassinato nella strage insieme agli altri poliziotti che tutelavano il giudice e alla moglie di Falcone, Francesca Morvillo. Scomparso anche un lenzuolo bianco con scritto "le vostre idee camminano sulle nostre gambe". A segnalare alla polizia il furto, avvenuto ieri pomeriggio, è stato il portiere del palazzo in cui abitava Falcone. L'albero si trova proprio davanti all'ingresso dello stabile, in via Notarbartolo, una strada trafficatissima nel centro della città. "Un gesto deprecabile e un attentato alla memoria di Falcone e dell'azione antimafia". Così il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha commentato il gesto vandalico. "Palermo, però, - ha aggiunto - non è rappresentata da gente che compie atti simili". "Mi auguro - ha concluso Grasso - che, già domani, chi aveva lasciato il suo messaggio e se lo è visto rubare, vada a rimetterne un altro. E che chi non aveva deposto la sua testimonianza sotto l'albero prima d'ora accorra a farlo in questo momento proprio per dimostrare che Palermo è una città diversa". Dal giorno dell'eccidio di Falcone l'albero è diventato meta di una sorta di pellegrinaggio di cittadini e studenti che lasciano messaggi e in ricordo delle vittime della lotta alla mafia. Il 23 maggio, giorno in cui ricorre l'anniversario della strage di Capaci, è lì che si concludono le manifestazioni di commemorazione. Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha condannato l'episodio definendolo un grave atto vandalico. "Si tratta - ha detto - di un atto vandalico che offende la città che certamente reagirà in maniera sdegnata e convinta a questa offesa alla memoria del magistrato Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. Non saranno certo questi comportamenti incivili - ha concluso Schifani - a scalfire il prezioso patrimonio di valori di legalità che Falcone ha lasciato a Palermo e all'intero Paese".

Corleone. Massimo Ciancimino per la prima volta a Corleone per presentare il libro "Don Vito"

Sabato scorso, ha detto che era la prima volta che metteva piede a Corleone. Nonostante fosse un Ciancimino, figlio di quel "don" Vito, reso famoso dalle sue performance mafiose lunghe mezzo secolo. Massimo Ciancimino, insieme al fratello Giovanni, ha fatto il giro di Corleone, a partire dalla piazza Falcone e Borsellino, poi nel pomeriggio ha partecipato alla presentazione del libro scritto insieme a Francesco La Licata... (LEGGI L'ARTICOLO PUBBLICATO DA DIALOGOS)
Nella foto (C.Di Carlo) da sinistra: Francesco La Licata, Massimo Ciancimino, Anna Petrozzi (Antimafia 2000), Giuseppe Crapisi (Corleone Dialogos), il sindaco Nino Iannazzo, Giorgio Biagiovanni (Antimafia 2000).

sabato, aprile 24, 2010

Schifani, cambio di programma. Andrà dai partigiani al Giardino Inglese

In un primo momento aveva reso noto che avrebbe deposto una corona al Monumento alla Libertà e ai Caduti in piazza Vittorio Veneto a Palermo, ma la scelta aveva determinato aspre polemiche per la concomitanza con la cerimonia dell'Associazione nazionale partigiani. Il presidente del Senato, Renato Schifani, parteciperà domani mattina alle 9.30 alle celebrazioni del 25 Aprile che si terranno a Palermo, al Giardino Inglese, deponendo una corona di fiori davanti alla stele del partigiano Nicolò Barbato e alla lapide dei Caduti di Cefalonia. La decisione del presidente del Senato è un forte richiamo all'unità di tutte le forze politiche, nel ricordo di una data che è alla base della nostra identità repubblicana. Non si terrà più, pertanto, la cerimonia prevista in Piazza Vittorio Veneto davanti al monumento che ricorda tutti i caduti in guerra. L'invito del presidente Schifani a superare divisioni e contrapposizioni che non hanno ragione di esistere - si legge in una nota - consentirà a tutti i palermitani (cittadini, amministratori, associazioni partigiane e combattentistiche, rappresentanze sindacali e politiche) di ricordare assieme quanti persero la vita per la nostra libertà. Al Giardino Inglese è in programma la tradizionale celebrazione storica che ogni anno, a partire dal 1945 si svolge davanti alla stele del partigiano Nicolò Barbato e alla lapide dei Caduti di Cefalonia.

Il 25 aprile nelle parole dell'allievo ufficiale Antonio Brancati, fucilato dai nazi-fascisti

Vorrei commemorare il 25 aprile, l'anniversario della liberazione del nostro Paese dall'occupazione nazifascista, con le parole di un giovane di Ispica (Ragusa). Si chiamava Antonio Brancati. Antonio era uno studente, allievo ufficiale di Fanteria. Il 1° marzo 1944 entra a far parte del "Gruppo di Organizzazione" del Comitato Militare di Grosseto, di stanza a Monte Bottigli sopra Grosseto. Venne catturato il 22 Marzo 1944 sul monte Bottigli, nel corso di un rastrellamento di forze tedesche e fasciste che lo sorprendono assieme ad altri dieci compagni nella capanna in cui dormono. Processato il 22 marzo 1944 nella scuola di Maiano Lavacchio (Grosseto) da tribunale misto tedesco e fascista. Fu fucilato lo stesso giorno a Maiano Lavacchio, con Mario Becucci, Rino Cíattini, Silvano Guidoni, Alfiero Grazi, Corrado Matteini, Emanuele Matteini, Alcide Mignarri, Alvaro Nfinucci, Alfonso Passananti e Attilio Sforzi. Prima di essere giustiziato scrive una lettera di addio ai genitori:

Carissimi genitori,
non so se mi sarà possibile potervi rivedere, per la qual cosa vi scrivo questa lettera. Sono stato condannato a morte per non essermi associato a coloro che vogliono distruggere completamente l'Italia. Vi giuro di non aver commessa nessuna colpa se non quella di aver voluto più bene di costoro all'Italia, nostra amabile e martoriata Patria. Voi potete dire questo sempre a voce alta dinanzi a tutti. Se muoio, muoio innocente. Vi prego di perdonarmi se qualche volta vi ho fatto arrabbiare, vi ho disobbedito, ero allora un ragazzo. Solo pregate per me il buon Dio. Non prendetevi parecchi pensieri. Fate del bene ai poveri per la salvezza della mia povera anima. Vi ringrazio per quanto avete fatto per me e per la mia educazione. Speriamo che Iddio vi dia giusta ricompensa. Baciate per me tutti i fratelli: Felice, Costantino, Luigi, Vincenzo e Alberto e la mia cara fidanzata. Non affliggetevi e fatevi coraggio, ci sarà chi mi vendicherà. Ricompensate e ricordatevi finché vivrete di quei signori Matteini per il bene che mi hanno fatto, per l'amore di madre che hanno avuto nei miei riguardi. Io vi ho sempre pensato in tutti i momenti della giornata. Dispiacente tanto se non ci rivedremo su questa terra; ma ci rivedremo lassù, in un luogo più bello, più giusto e più santo. Ricordatevi sempre di me. Un forte bacione. Antonio
Sappiate che il vostro Antonio penserà sempre a voi anche dopo morto e che vi guarderà dal cielo.
Giuseppe Lumia