giovedì, giugno 24, 2010

La squadra di calcio degli avvocati di Palermo si è laureata campione d'Italia

Dopo il secondo posto conquistato ai mondiali di Antalja, la squadra di calcio degli avvocati di Palermo si è laureata campione d'Italia.
La squadra guidata dal duo Pietro Alosi e Marco Nastasi, dopo aver superato la fase regionale ed interregionale, eliminando i colleghi di Catania, Messina, Reggio Calabria e Cosenza, a Riccione, dove si è disputata la fase finale, ha superato in semifinale la forte squadra degli avvocati di Lecce dopo i calci di rigore. La gara si era conclusa 2 - 2 con reti per i palermitani di Davide Campofranco e Giovanni Barraja, mentre dal dischetto realizzavano Diego Pennino, Giovanni Castronovo, Davide Campofranco, Dario Greco, Pierfrancesco Campo e Roberto Indovina. Decisiva è stata la parata di Salvo Riccobono che ha neutralizzato l'ultimo rigore leccese.
In finale, sotto una pioggia torrenziale, i legali palermitani hanno avuto la meglio sugli avvocati di Genova con il punteggio di 1 - 0 con rete di Luigi Miceli nel corso del primo tempo supplementare. "E' un risultato storico, raggiunto dopo un anno di sacrifici e di allenamenti - commenta così l'avv. Giovanni Castronovo, uno dei veterani della squadra -. Il campionato forense è giunto alla 39a edizione e mai la squadra palermitana aveva raggiunto un traguardo così prestigioso. Coroniamo in questo modo una stagione agonistica indimenticabile e piena di soddisfazioni. Mi pare doveroso ringraziare tutti i componenti della squadra; ma un plauso particolare va rivolto a Piero Alosi, senza il quale questa squadra neppure esisterebbe ed a Marco Nastasi, che, a titolo assolutamente gratuito ed amichevole, ci ha seguiti per un intero anno con grande passione e professionalità, fornendoci preziosi consigli ed istruzioni che ci hanno permesso di raggiungere dei traguardi insperati ad inizio di stagione. Siamo una realtà sportiva davvero importante, ed anche le istituzioni si sono accorte di noi. Ed infatti siamo stati recentemente premiati dall'Assessore allo Sport di Palermo Aristide Tamaio e dal Presidente del Consiglio Comunale di Palermo Alberto Campagna per i brillanti risultati sportivi ottenuti e per aver portato in alto i colori ed il nome della città di Palermo".

Pomigliano: è iniziata la fine dei diritti?

Il referendum è passato e ora potrebbe cominciare la corsa delle aziende a ricattare i lavoratore: o come vogliamo noi, o trasferiamo tutto all'estero
Per Marchionne, tutto quello che sta succedendo è figlio della globalizzazione: di un mercato mondiale dove la concorrenza è ovunque, quindi anche gli stipendi e i diritti dei lavoratori devono in qualche modo livellarsi. E siccome nei Paesi di fresco capitalismo non ci sono possibilità di alzare gli stipendi né tanto meno di diminuire gli orari, siamo noi "paesi ricchi" che ci dobbiamo adeguare un po' di più ai loro ritmi di lavoro (alti) e alle loro paghe (basse). E' con questa logica. inevitabilmente ricattatoria, che si è arrivati al referendum di Pomigliano: o si lavora di più e con meno diritti o si trasferisce tutta la produzione in Polonia. Il referendum è passato, anche se con una maggioranza non schiacciante, e ora ci si chiede se e come questo compromesso funzionerà. In ogni caso, come dice lo stesso Marchionne, siamo "nell'era dopo Cristo", cioè quella dei mercati globali: e quindi tutti i diritti conquistati in decenni e decenni di lotte (a partire dallo Statuto dei lavoratori) potrebbero essere messi a rischio. Il rischio di avere iniziato la discesa su un piano inclinato, per molti, è reale. E' iniziata l'era della fine dei diritti?
L'Espresso, 24 giugno 2010

Liberarci dalle spine batte Italia 39-5

Il titolo del post non è il risultato di una partita di rugby! Ieri 23 giugno è stata una bellissima giornata dedicata allo studio della storia dell'Italia contemporanea. Dopo il lavorno nei terreni confiscati la visita alla Caserma che ospitò il Giudice Antonino Caponnetto Capo del Pool Antimafia e quindi in via d'Amelio luogo dell'omicidio del Giudice Paolo Borsellino per poi passare da Capaci dove fu ucciso il Giudice Giovanni Falcone e per finire l'incontro con Dino Paternostro Segretario della Camera del Lavoro di Corleone per conoscere l'impegno antimafia del movimento contadino siciliano. Il tutto con la presenza di Rita Borsellino e Nonna Betta!
Ma la sorpresa l'abbiamo avuta prima della cena quando in vista della partita di calcio dell'Italia che ci sarà oggi ho chiesto ai volontari, che nel frattempo hanno toccato la soglia di 44, chi volesse rimanere a guardare la partita dei mondiali e chi era disponibile a venire a Cinisi per visitare Casa Memoria di Peppino Impastato e a Partinico da Telejato. Di questo avevamo parlato molto nel pomeriggio in quanto in alcun modo volevamo limitare la scelta della visione della partita ma nemmeno potevamo cambiare il programma. Risultato : su 44 volontari solo 5 hanno scelto di rimanere nel Circolo Arci Liberarci dalle Spine di Corleone (comunque un fatto importante) a guardare la partita. Nessun giudizio o commento ma.........per me e Calogero un bel momento segno evidente e tangibile che questo progetto e questo programma affascina veramente! In questo caso la Politica ha prevalso sul Calcio! Mi permetto di fare una considerazione : quanti dei dirigenti politici o dell'Arci avrebbero fatto questa scelta? Sarebbe interessante fare un sondaggio .Domanda troppo demagogica? forse si! Ma una cosa è sicura questi ragazzi e ragazze della classe '92 e '93 oltre a volontariato e impegno sociale stanno scoprendo e praticando la POLIS!
Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

APPELLO PER SALVARE LA CITTA' DI PALERMO DAL DEGRADO

Da molti mesi la società civile palermitana vive un profondo disagio nei confronti di chi ci amministra. Vi sono state raccolte di firme, petizioni, appelli, aggregazioni di gruppi di cittadini che vogliono ragionare su un futuro migliore e possibile. La nostra città, dopo 9 anni di cura Cammarata, versa in uno stato di agonia. Non funziona più nulla e ognuno si arrangia come può in una realtà senza regole e senza certezze in cui cresce sempre di più la illegalità, spesso favorita dalla stessa azione amministrativa.
Palermo è una città umiliata nella sua immagine e nella sua vita quotidiana: è come se il Comune avesse cessato di esistere. Mentre i cittadini pagano le malefatte dell'Amministrazione comunale e delle aziende collegate, AMIA in testa, Cammarata e la sua giunta non sono più in grado di gestire neppure l'ordinaria amministrazione. Così la vecchia alleanza scricchiola e parti significative del centrodestra, corresponsabili di questo disastro, prendono le distanze dalla giunta e dal Sindaco. I conti dell'Amministrazione riflettono in pieno questo quadro drammatico: blocco della spesa, debiti in crescita esponenziale e contenziosi in espansione con cittadini e imprese che aspettano, ormai invano, il dovuto. LEGGI TUTTO

Pd, Lupo: “Le correnti sono veleno per il Pd e fanno il gioco della destra”

“Le riunioni di corrente sono veleno che fanno il gioco della destra. La sede naturale del dibattito e' la direzione che ho convocato per il 5 luglio prossimo. Sono certo che il Pd siciliano rimarrà unito per affrontare le vere priorità che sono lo sviluppo, la legalità, il lavoro”. Lo ha detto il segretario regionale del Partito democratico siciliano Giuseppe Lupo. “Dobbiamo valorizzare la partecipazione degli iscritti e degli elettori -aggiunge Lupo- che ci chiedono di occuparci dei problemi della Sicilia e di smetterla con le polemiche. Il congresso e' finito da otto mesi e dobbiamo proseguire sul percorso unitario scelto con l'assemblea del 19 dicembre scorso. Basta con le riunioni di corrente. Ho convocato la direzione perchè si possa decidere tutti insieme sulla nuova fase politica regionale. Se vogliamo che il Pd Sicilia, che c'e' gia', conti di più a Roma dobbiamo essere uniti. Credo in un grande partito democratico siciliano -continua Lupo- ma considero casa mia il partito nazionale. Sono convinto che questa è la posizione fortemente maggioritaria al nostro interno. Parleremo negli organismi direttivi delle alleanze con gli altri partiti – conclude Lupo- per costruite l'alternativa alla destra e un forte progetto politico di cambiamento”.
24 giugno 2010

mercoledì, giugno 23, 2010

Pomigliano: vince il sì ma non è plebiscito

di Chiara Zappalà
Non è stato il plebiscito che qualcuno si aspettava. Con il 95% degli aventi diritto al voto a scegliere tra un sì e un no sull’accordo su Pomigliano, vince il sì, ma con il 62,2%. Il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, che ieri notte aveva parlato di vittoria «schiacciante» del sì si sarebbe dovuto ricredere. E invece no.
«Il fatto che il 62% si sia pronunciato a favore – ha detto Sacconi – è un dato molto importante, che sarebbe assurdo sminuire perché anche solo il 51%, sarebbe stata comunque una vittoria». E chissà se è vero che Sergio Marchionne «ha apprezzato il largo consenso che ha avuto», come ha raccontato il segretario Cisl Raffaele Bonanni.
È finito alle quattro di notte lo scrutinio del referendum nello stabilimento campano. I sì all’accordo tra Fiat e sindacati, esclusa la Fiom, sono stati 2.888, i no 1.673, le schede bianche 22 e quelle nulle 59. I lavoratori che hanno votato sono stati 4.642 su 4.881 aventi diritto. Il consenso raggiunge quindi il 62,2%, una percentuale che scende al 59,1% se si fa riferimento agli aventi diritto. Quindi hanno votato per il no il 35,7% dei votanti, in uno stabilimento in cui la Fiom, unico sindacato a non firmare l’accordo, ha una rappresentanza del 20% dei lavoratori.
«L'azienda lavorerà con le parti sindacali che si sono assunte la responsabilità dell'accordo – recita il comunicato della Fiat che commenta il risultato – al fine di individuare ed attuare insieme le condizioni di governabilità necessarie per la realizzazione di progetti futuri». Quindi, rimane fuori la Fiom e resta da capire in cosa consistono questi «progetti futuri», se è vero che il piano su Pomigliano è stato scritto nero su bianco nel documento firmato il 15 giugno e che non esiste un piano C di altra natura.
Se Fim e Uilm sono soddisfatti – ma chiedono che la Fiat ora rispetti l’accordo, come se anche loro avessero il timore di questo piano C – il segretario generale della Fiom Maurizio Landini non fa passi indietro e ha detto: «Si riapra il negoziato, ci sia questa assunzione di responsabilità perchè il consenso è un punto decisivo». Addirittura, mette le mani avanti il segretario generale della Fismic Roberto Di Maulo, «il risultato non sarà purtroppo sufficiente a far mantenere l'impegno di investire in quello stabilimento 700 milioni di euro per produrre la futura Panda. Sarà ineluttabile la decisione della Fiat di portare in Polonia la produzione della Panda e della Ypsilon, con conseguenze sociali impensabili per il territorio di Pomigliano, della Campania, ma anche dell'intero sistema Paese». Lui, il piano C, lo dà per certo.
E protesta anche lo stabilimento di Mirafiori, che pensa di essere il prossimo a dover cedere al ricatto dell’azienda. «È una porcata, è chiaro che se ti chiedono se vuoi lavorare a condizioni peggiori o andare a casa devi per forza accettare», «Stiamo tornando indietro di decenni», «Stanno usando questa faccenda dell'assenteismo come una scusa per far passare delle cose inaccettabili. Se qualcuno fa il furbo andrà punito, ma la cosa deve finire lì», «Stanno toccando tutto, persino mense e ricambi. Non puoi più parlare, qui stiamo discutendo addirittura del diritto di sciopero»: queste sono alcune reazioni degli operai dello stabilimento Fiat torinese, così lontani e così vicini a Pomigliano.
Il Manifesto, 23/06/2010

martedì, giugno 22, 2010

I ragazzi del progetto “I giovani sentinelle della Legalità” a Corleone con "nonna" Betta

Ieri sera 20 giugno, i ragazzi hanno incontrato il senatore Giuseppe Lumia in occasione di un incontro sul tema dell’acqua come bene comune e che non va privatizzata! Interessante è stato il confronto e le domande che alcuni dei “giovani sentinelle” hanno fatto al senatore mettendolo a conoscenza di aver affrontato l’identico tema nel loro progetto formativo. Lo hanno infine invitato all’incontro di settembre a Firenze.. Questa mattina i "giovani sentinelle" hanno visitato la cattedrale di Monreale per poi spostarsi sul luogo dove è stato ucciso dalla mafia il capitano Basile. Seconda tappa, l'agriturismo della cooperativa in località San Cipirello dove pochi giorni fa è stata rubata l’intera cucina! Dopo pranzo, visita a Ficuzza alla tenuta di caccia dei Borboni e luogo dell’uccisione del ten. Colonnello Giuseppe Russo. Domani i ragazzi e le ragazze faranno la prima esperienza lavorativa, si recheranno infatti a sistemare i tralci del vigneto che produce il vino “Naca”.
Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

FOTO: I ragazzi a Ficuzza con nonna Betta

Patto tra Lumia e Cracolici: via al cantiere del Pd federato

I due dirigenti hanno deciso di realizzare un Pd autonomo e federato con gli organi nazionali. Sabato ne parleranno con i parlamentari. Il primo obiettivo è trattare con il presidente della regione sulle decisioni futuredi Palazzo d'Orleans
"Occorre mettere in piedi un Pd Sicilia autonomo e indipendente dal correntismo romano, che possa sedersi al tavolo con Lombardo per dettare l'agenda delle riforme da fare e da portare a termine". Il senatore dei democratici Beppe Lumia proclama così lo strappo autonomista dai vertici nazionali del partito. Di questo progetto, ma con una posizione più moderata, farà parte il capogruppo all'Ars Antonello Cracolici che ritiene indispensabile tenere il collegamento con i vertici nazionali: "Un Pd autonomo e federato a quello nazionale - dicono i due in una nota congiunta - è la prospettiva per costruire un partito radicato nella società e nei territori capace di mettere al primo posto gli interessi della siciliani, con una visione moderna e innovativa della Regione". Sabato alle 10 all'hotel San Paolo Palace di Palermo, Cracolici e Lumia incontreranno parlamentari e dirigenti territoriali del Pd per parlare di questo e per valutare le iniziative da assumere rispetto alle riforme ancora da fare alla Regione siciliana e sulle modalità di attuazione di quelle già approvate dall'Ars.

lunedì, giugno 21, 2010

Corleone. L'assessore regionale alla sanità Massimo Russo ha... raddoppiato i posti-letto di Psichiatria? Lanza e Iannazzo protestano...

Se voleva essere una protesta, non c’era quasi nessuno a protestare. Se voleva essere una proposta, è arrivata fuori tempo massimo. Ieri sera, il Pdl corleonese guidato (si fa per dire) dal duo Nino Iannazzo/Mario Lanza (rispettivamente, sindaco e presidente del consiglio comunale di Corleone) hanno consumato il rito stanco (e, per la verità, un po’ ridicolo) della strumentalizzazione politica dei problemi dell’ospedale. Intanto perché (alla faccia della necessità e dell’urgenza!) hanno convocato per ieri (21 giugno 2010) una seduta del consiglio comunale in sessione “straordinaria ed urgente”, alla presenza dei sindaci e dei consiglieri della zona, che era stata decisa con voto unanime di tutti i consiglieri lo scorso 31 marzo, per protestare contro l’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, che aveva cancellato il servizio di Psichiatria e ridotto a semplice “punto nascita” l’U.O. di Ostetricia e Ginecologia. Per quasi tre mesi hanno “dormito”. All’improvviso, però, si sono svegliati, hanno capito che l’opinione pubblica e gli operatori sanitari si stavano convincendo che a sbloccare positivamente la vertenza-ospedale (che loro avevano lasciato incancrenire) erano stati la Cgil e il senatore Giuseppe Lumia (Pd), e allora si sono inventati la seduta straordinaria, convocata platealmente sulla strada antistante l’ospedale, per gridare “al lupo, al lupo”. LEGGI TUTTO

Ucciardone, sfiorata la rivolta: quattro agenti penitenziari feriti

Rissa tra i detenuti nel carcere di Palermo, la Uil lancia l'allarme: "C'erano solo due poliziotti in servizio, la carenza di personale è pesantissima"
PALERMO - Quattro agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti venerdì notte nel carcere palermitano dell'Ucciardone, dopo essere intervenuti per sedare una rissa tra i detenuti. Lo rende noto un comunicato della Uil pubblica amministrazione, sottolineando che "solo grazie alla grande professionalità del personale non si è rischiata una sommossa, con ripercussioni per l'ordine e la sicurezza pubblica". I quattro agenti feriti sono dovuti ricorrere alle cure dei medici dell'ospedale, con sette giorni di prognosi. "Quando è avvenuta la rissa - spiega Gioacchino Veneziano, coordinatore regionale della Uil Pa penitenziari della Sicilia - nella sezione erano rinchiusi oltre 300 detenuti e c'erano solo 2 agenti della polizia penitenziaria in servizio, grazie alla pesantissima carenza di personale di polizia mai sanata dai vertici dell'amministrazione penitenziaria". La situazione all'Ucciardone è drammatica - sottolinea l'esponente della Uil - con oltre 710 detenuti, il personale presente al lordo risulta essere pari a 200 unità, questo significa che al netto dei riposi e congedi, giornalmente vi sono appena 140 unità divisi nelle 24 ore di servizio con una media di 40 unità per turno". Veneziano definisce infine "paradossale il fatto che il senatore Salvo Fleres (garante in Sicilia dei diritti dei detenuti, ndr) del partito che ha in mano il ministero della giustizia, si indigni per la situazione dell'Ucciardone" dopo che i detenuti hanno annunciato l'intenzione di tassarsi per migliorare le condizioni della struttura, "visti i pesanti tagli di bilancio operati nei confronti dei capitoli pertinenti".
21/06/2010

Corleone, scoperta una piantagione di marijuana

E' stata scoperta dai carabinieri una piantagione di marijuana. Il rinvenimento è avvenuto in un terreno demaniale di contrada Malvello, tra le campagne di Monreale e Corleone. Sono 450 gli esemplari di cannabis indica sequestrate dai militari, tutte di altezza variabile tra i 50 cm e i 2 metri. Le piante erano state innestate all’interno di una serra, dove potevano crescere rigogliose e soprattutto al riparo da occhi indiscreti. Esse sono state sequestrate e verranno inviate, nei prossimi giorni, al Laboratorio analisi sostanze stupefacenti del comando provinciale di Palermo per gli accertamenti sulla percentuale di principio attivo presente. Intanto stanno proseguendo le indagini per giungere all’identificazione di chi ha piantato e curato la piantagione che avrebbe fruttato decine di migliaia di euro qualora fosse stata immessa sul mercato dello stupefacente della provincia di Palermo.
www.hercole.it

domenica, giugno 20, 2010

Corleone. Tanti cittadini hanno firmato per il refendum all'assemblea sull'acqua pubblica

Sono stati un bel pomeriggio ed una bella serata quelli di ieri a Corleone. Il Comitato per l’acqua pubblica, composto dalla Cgil, dalla Cisl, da Corleone-Dialogos, dal Germoglio e da alcuni singoli cittadini, è tornato in piazza Falcone e Borsellino per continuare la raccolta delle firme per il referendum nazionale per la ripubblicizzazione dell’acqua. Ed ancora una volta ha fatto il…pieno di firme di cittadini. Circa 200 firme raccolte, che, insieme alle 300 di due domeniche fa, diventano 500. E ancora non è finita. Stavolta, però, in piazza è stato anche organizzato un dibattito (molto partecipato), nel quale sono intervenuti Giuseppe Crapisi, presidente di Corleone-Dialogos, Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro, Angelo Campagna, del movimento “Liberacqua”, Nino Garofalo, sindaco di Prizzi, Filippo Contorno, sindaco Bisacquino, l’on. Davide Faraone e il sen. Giuseppe Lumia, del Pd. Gli intervenuti hanno spiegato il valore dell’acqua pubblica (Garofalo e Contorno hanno spiegato perché i loro comuni - a differenza del comune di Corleone – ndr - non hanno voluto cedere le reti idriche ad Acque Potabili Siciliane Spa), invitando i cittadini a firmare per il referendum. LEGGI TUTTO

giovedì, giugno 17, 2010

Gay pride a Palermo tra feste e polemiche

PALERMO - Trent'anni dopo l'apertura a Palermo del primo circolo dell'Arcigay in Italia, il movimento che rivendica i diritti degli omosessuali e dei transessuali ha scelto proprio il capoluogo siciliano per rilanciare i temi del rispetto delle diversità con un corteo che ha sfilato per le strade della città: 10 mila persone secondo l'Arcigay e il coordinamento Stop omofobia (erano poco più di un migliaio secondo la Digos) si sono radunate per il gay pride in piazza Magione, luogo simbolo del riscatto della città, legato al ricordo di Giovanni Falcone, il magistrato ucciso da Cosa nostra, che nacque e visse per un periodo proprio tra i vicoli di questo quartiere. Dieci carri molto colorati e a ritmo di musica dance hanno attraversato alcune vie fino in piazza Verdi, davanti al teatro Massimo, dove un dibattito ha concluso le tante manifestazioni organizzate negli ultimi giorni per l'evento. In strada gay, lesbiche, transessuali ma anche tanti eterosessuali con i propri bambini. Come vuole la tradizione, la piazza era molto colorata e sul carro che ha aperto il corteo due uomini, uno in abito da sposa, hanno simulato la celebrazione di un matrimonio. Madrina del gay pride palermitano è stata l'ex parlamentare di Rifondazione comunista, Vladimir Luxuria. "Alcuni amici quando hanno saputo che ero stata invitata a Palermo mi hanno raccomandata di stare attenta. Ma a cosa? Io sono felice si essere oggi qui e non a Pontida, dove la gente in testa invece delle piume ha le corna". In abito lungo color fucsia e con un ombrellino arcobaleno per ripararsi dal sole, Luxuria è stata accolta dalla folla festante. "Questo gay pride è l'occasione per rilanciare il dibattito sui diritti di gay, lesbiche e trans. Ma è anche una data storica, perchè per la prima volta si tiene in una città importante come Palermo". Non sono mancate le polemiche. Ieri sera in città sono stati appesi striscioni e manifesti con la scritta 'Coppie gay: no matrimoni ed adozioni'. Li ha fatti affiggere Giovane Italia, ex Azione Giovani, movimento giovanile del Pdl. "La miglior risposta ai cartelli - ha detto Daniela Tomasino, presidente Arcigay Palermo - è stata data dal comune di Palermo guidato da una giunta di centrodestra, che ha consegnato al presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè una targa intestata a Giorgio e Toni, due ragazzi uccisi dall'omofobia a Giarre trenta anni fa".

Precari, Lupo (PD): “Da Tremonti per i precari finora solo parole e nessun fatto”

“Tremonti dica con chiarezza se concede o no la deroga al patto di stabilità per consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro dei 22 500 precari degli enti locali, che hanno ricevuto il preavviso di licenziamento dal governo Berlusconi”. Lo ha detto il segretario regionale siciliano del Partito Democratico Giuseppe Lupo. “Fin qui -aggiunge- il governo regionale ha ricevuto solo timide promesse e nessun impegno chiaro. I sindaci e gli amministratori locali del Partito Democratico parteciperanno alla manifestazione di protesta dell’Anci, che si svolgerà il 23 giugno prossimo a Roma. Ci auguriamo che i sindaci di centrodestra della Sicilia scelgano di difendere i lavoratori precari dei loro comuni dall’aggressione della manovra Tremonti-Bossi. Il presidente della Regione siciliana -conclude Lupo- dica con chiarezza che il movimento per l’Autonomia non voterà la manovra Tremonti se non ci sarà la deroga salva precari. L’Mpa scelga se stare dalla parte dei lavoratori siciliani o dalla parte di Berlusconi”.

Corleone, contrada Giaconia. Finalmente è stato riappaltato il completamento della strada

Riappaltati i lavori della strada comunale in contrada Giaconia. La celebrazione della nuova procedura di gara si era resa necessaria a seguito della rescissione del contratto per inadempienze contrattuali da parte dell’impresa Giunta Giuseppe, con sede a Messina, costituita in ATI con l’impresa mandante General Construction srl con sede a Barcellona Pozzo di Gotto originarie aggiudicatarie.
Nel corso del 2009, il Comune di Corleone non era riuscito a far completare l’intervento di posa in opera dell’asfalto a causa di due mancate autorizzazioni al subappalto a ditte operanti nel settore dei bitumi, con la consequenziale sospensione dei lavori e rescissione del contratto. Oggi la nuova aggiudicazione che consentirà di ultimare l’opera entro l’estate. L’aggiudicataria è l’impresa artigiana Panzica Luciano di Corleone che ha offerto un ribasso d’asta del 8,888 per cento. I lavori di completamento, per complessivi 143mila euro al netto del ribasso d’asta, consisteranno nel ripristino del fondo stradale e delle cunette, nella risagomatura del tracciato stradale, nella posa del conglomerato bituminoso, nella collocazione delle barriere di protezione e della segnaletica stradale verticale ed orizzontale.

martedì, giugno 15, 2010

Corleone. Domenica 20 giugno manifestazione per l'acqua pubblica e raccolta di firme per il referendum

Il Comitato per l’acqua pubblica di Corleone, composto dalla Cgil di Corleone, dalla Cisl di Corleone, da Corleone Dialogos, dal Germoglio e da alcuni cittadini, organizza un’incontro pubblico sulla ripubblicizzazione dell'acqua, per domenica 20 giugno 2010, alle ore 19:00, in piazza Falcone e Borsellino, a Corleone
Il Comitato per l’acqua pubblica di Corleone da più di un anno porta avanti la sua battaglia affinché l’acqua potabile possa tornare a essere pubblica. APS è solo, come si prevedeva, un ufficio riscossione bollette salate, mentre non si sa dove siano finiti gli ingenti investimenti promessi. Alcune settimane fa abbiamo iniziato la raccolta firme per il Referendum Nazionale, che continueremo durante l’incontro pubblico sulla ripubblicizzazione dell’acqua. Nell’incontro interverranno alcuni Sindaci del comprensorio che, a differenza del Sindaco Iannazzo, non hanno ceduto le proprie reti idriche, alcuni deputati ragionali e nazionali. Scopo dell’iniziativa è di fare il punto della situazione e capire quali sono gli indirizzi programmatici per la battaglia per l’acqua pubblica.

Lotta alla mafia. Cittadini e istituzioni uniti alla manifestazione indetta dalla Cgil sul feudo "Verbuncaudo"

Tante persone hanno partecipato stamani all’occupazione simbolica del feudo Verbumcaudo, nei pressi di Vallelunga, confiscato al boss mafioso Michele Greco. La manifestazione, organizzata dalla CGIL e dalla FLAI CGIL per chiedere che il bene in questione non torni in mani mafiose ma venga attributo al comune di Polizzi Generosa che lo destini poi a un uso sociale.All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, Susanna Camusso, Segretaria Confederale della CGIL Nazionale, Stefania Crogi, numero uno della FLAI Nazionale, Mariella Maggio, Segretaria Generale della CGIL siciliana, numerosi sindaci, l'on. Salvino Caputo, della Commissione antimafia regionale, il senatore Beppe Lumia, della Commissione antimafia nazionale, l’ANPI, la coop Placido Rizzotto.
“La destinazione sociale di un bene confiscato - ha detto Stefania Crogi - è emblema di legalità e del patto del cittadino con lo Stato nell’ottica di uno sviluppo che passi attraverso il diritto al lavoro e i diritti in senso generale”. “Per la CGIL - ha sottolineato Susanna Camusso - responsabilità individuale e delle istituzioni, legalità e lavoro sono tre parole fondamentali. Il lavoro- ha aggiunto - non sarà mai lavoro libero se è lavoro sottomesso alla mafia”. Mariella Maggio ha detto: “nella battaglia per l’assegnazione alla cooperativa Placido Rizzotto siamo qui per sottolineare che siamo tutti con Vincenzo Liarda (il sindacalista delle Madonie che ha ricevuto minacce dopo essersi speso su questo fronte)”. “La manifestazione di oggi - ha aggiunto - è un presidio per la legalità in senso lato: legalità nel lavoro, legalità come affrancamento dalla mafia, legalità come principio fondante dello stato democratico. In quest’ottica non può che preoccuparci la norma sulle intercettazioni - ha sottolineato Maggio - che limiterà il diritto a essere informati, pregiudicherà importanti inchieste giudiziarie, rafforzerà un principio che purtroppo sembra prendere sempre più campo, cioè che l’impunita è possibile”.
Il senatore Giuseppe Lumia (Pd): "Il feudo Verbuncaudio è stato sempre controllato dalla mafia"

Regione Sicilia. Apprendi (Pd): istituire in Sicilia il “registro delle unioni civili”

“La Sicilia utilizzi a pieno la propria speciale autonomia e si doti di un ‘registro regionale delle unioni civili’, riconoscendo i diritti delle coppie di fatto e anche delle unioni tra persone dello stesso sesso”. Lo dice Pino Apprendi, deputato regionale del PD, che ha presentato un disegno di legge all’Assemblea Regionale Siciliana. “Mi auguro – prosegue Apprendi – che attraverso un confronto costruttivo questa proposta possa trovare un consenso ampio, anche all’interno del mio partito, e trasversale fra tutte le forze presenti all’Ars. Spero che il parlamento regionale colga l’importanza di questo ddl che, se approvato, farebbe recuperare alla Sicilia il ritardo rispetto ad altre regioni italiane”.
Il disegno di legge è composto da un solo articolo, che recita così: “La Regione siciliana riconosce le formazioni sociali, culturali, economiche e politiche nelle quali si promuovono la personalità umana e il libero svolgimento delle sue funzioni ed attività e riconosce altresì ogni forma di convivenza, rifiutando qualsiasi discriminazione legata all'etnia, alla religione e all'orientamento sessuale. Al fine di dare pratica attuazione al comma precedente, in tutti i comuni della Regione è istituito il registro delle unioni civili”.

Palermo: Orlando (PD), Cammarata in Sudafrica, ma prima di partire si è ricordato di aumentare la Tarsu…

“Il sindaco non trova il tempo per venire in consiglio comunale e discutere di rifiuti e Amia, in compenso lo trova per andare in Sudafrica a vedere le partite del mondiale. Ma per carità, non dite che Cammarata se ne frega della città: pensate che prima di partire si è premurato di fare aumentare la Tarsu ai palermitani…”. Lo dice Salvatore Orlando, consigliere comunale del PD a Palermo, a proposito del viaggio del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, in Sudafrica per seguire i mondiali mentre il consiglio comunale discute l’aumento della Tarsu proposto dal centrodestra.
martedì 15 giugno 2010

Regione Sicilia. Lupo (PD): “Lombardo difenda la Sicilia dalla manovra economica del governo”

“Il presidente della Regione Lombardo difenda la Sicilia dall’aggressione della manovra economica del governo nazionale piuttosto che attendere passivamente di essere ricevuto da Berlusconi o da Tremonti”. Lo ha detto il segretario regionale del Partito Democratico Giuseppe Lupo, che ha partecipato oggi a Roma all’incontro con il segretario nazionale del Partito Democratico Pierluigi Bersani per preparare la manifestazione contro la manovra Tremonti, in programma sabato a Roma. “A pagare le conseguenze della politica leghista del governo Bossi-Tremonti –continua Lupo- saranno le famiglie, i lavoratori, le imprese e i comuni siciliani. Mentre continuano la propaganda sul partito del Sud, il presidente Lombardo e il suo alleato Gianfranco Miccichè subiscono le scelte politiche imposte dalla Lega a danno della Sicilia”.
15 giugno 2010

lunedì, giugno 14, 2010

Pomigliano, no della Fiom all'accordo "ricatto" della Fiat

La Fiom ribadisce il suo "no" ad uno stravolgimento delle leggi e del contratto nazionale, ma lancia una proposta alla Fiat per salvare lo stabilimento di Pomigliano e gli investimenti promossi dal Lingotto sul sito campano (Tutti i punti discussi dell'accordo). Con l'utilizzo dei 18 turni e delle flessibilità necessarie è possibile, rilancia il segretario generale dei metalmeccanici della Cgil, Maurizio Landini, «garantire una produzione annua superiore alle 280 mila Panda» indicate come obiettivo dall'azienda, con un 18mo turno strutturale, e senza lo straordinario. È questa la proposta che arriva dalla Fiom al termine del Comitato centrale, convocato dalle tute blu per dare una risposta alla Fiat in vista della nuova convocazione dei sindacati per domani. Un tavolo a cui la Fiom non è stata chiamata ma che vedrà comunque un suo osservatore al tavolo. «Se la Fiat sceglie di applicare in tal modo il Ccnl e le leggi, la Fiom ne prende atto senza alcuna opposizione, disponibili ovviamente a una applicazione anche delle parti più rigorose e severe» chiarisce il 'parlamentino’ della Fiom nel documento finale approvato all'unanimità. «Non accedere a questa soluzione renderebbe evidente che per la Fiat l'obiettivo non è nè quello della produzione nè quello della flessibilità o compatibilità produttiva, ma come evidenziato dalle dichiarazioni dei ministri Sacconi e Tremonti l'obiettivo diventerebbe quello di voler affermare il superamento del contratto e dello Statuto dei lavoratori». Una strada che per la Fiom resta impercorribile. LEGGI TUTTO

NELL'AVAMPOSTO DELL'INFORMAZIONE

di Matteo Cosenza
Il Quotidiano della Calabria
BASTEREBBERO l'incipit e il finale per capire il valore del libro di Roberta Mani e Roberto Rossi, due giornalisti accomunati da un impegno nel gruppo di lavoro“Ossigeno per l'informazione” della Fnsi, che sono venuti a raccontare quello che nel titolo chiamano “Avamposto” (editore Marsilio, da oggi in libreria). Sottotitolo: “Nella Calabria dei giornalisti infami”. E siamo all'incipit.
«Ciao papà, che significa 'mpamu?»
«E perché, chi te l'ha detto?»
«A scuola. Un mio compagno.»
«Ah. E che t'ha detto?»
«Statti muta tu, ca io non ci parlo con i figli i' mpamu!»
L'infame è un giornalista che sta dalla parte degli sbirri. E' peggio degli sbirri perché questi fanno il loro lavoro, il giornalista sceglie da che parte stare. Il dialogo effettivamente avvenuto a Cinquefrondi in una scuola elementare dice più di una biblioteca di studi sociologici. E’ evidente come si formi l'humus culturale, il brodo di cultura nel quale l'illegalità e la prepotenza prosperano. Il seme dell'illegalità si trasmette in famiglia - è il caso di dire - da padre in figlio, perché la bambina è convinta per davvero che il padre della sua compagna di banco sia un infame, un traditore della sua gente, uno che si è messo dalla parte dei nemici che per lei sono la legge e i suoi rappresentanti. E' evidente anche come sia difficile fare il giornalista in un contesto del genere. E naturalmente la cosa non riguarda solo i giornalisti ma quanti si ribellano alla logica dell'anti-stato semplicemente facendo il loro dovere. LEGGI TUTTO

Ballottaggi Garofalo vince a Enna, Fasulo a Gela, Pino a Milazzo. Tutti del Pd

Battuto il rivale Angelo Moceri sostenuto da Pdl, Mpa e una lista civica. Nel Nisseno il compagno di partito Lillo Speziale. A Milazzo eletto Pino
PALERMO.
Il Pd vince a Enna con Garofalo, a Gela con Fasulo. E un po' anche a Milazzo con Pino, sostenuto anche dall'Mpa. Sono questi i primi tre responsi dei cinque ballottaggi per le elezioni amministrative in Sicilia. Mancano Misilmeri e Carini.
ENNA
Paolo Garofalo, sostenuto dal Pd e due liste civiche, è stato eletto sindaco di Enna.
Al ballottaggio ha ottenuto 7.715 preferenze, ottenendo il 58,50% dei voti. Il suo rivale, Angelo Moceri, appoggiato da Pdl, Mpa e da una lista civica, ha ottenuto 5.473 preferenze, ottenendo il 41,50% dei voti.
GELA
Angelo Fasulo è il nuovo sindaco di Gela, vincendo per la seconda volta il 'derby' interno al Partito democratico: dopo avere battuto per una manciata di voti alle primarie ha vinto anche il ballottaggio che lo ha visto contrapposto al compagno di partito Lillo Speziale.
Fasulo, appoggiato da Pd, Mpa e due liste civiche, succede all'europarlamentare Rosario Crocetta come sindaco di Gela ottenendo il 17.224 delle preferenze, pari al 54,16% dei voti.
Lillo Speziale, presidente dell'Antimafia regionale, appoggiato da Udc e cinque liste civiche, ha ottenuto 14.580 voti, pari al 45,84% delle preferenze.
Gela, con 64.916 aventi diritto, è stato il Comune col maggior numero di elettori in Sicilia in questa tornata elettorale.
MILAZZO
Carmelo Pino è il nuovo sindaco di Milazzo, nel Messinese. Sostenuto da Mpa, Pd e sei liste civiche, al ballottaggio ha ottenuto 8.949 preferenze, pari al 52,04% dei voti.
L'altro candidato, l'uscente Lorenzo Italiano, appoggiato da Pdl, Udc e nove liste civiche, ha ottenuto 8.248 voti, pari al 47,96% delle preferenze.
Era stato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a chiudere, in collegamento telefonico, la campagna elettorale di Italiano, che aveva tenuto un comizio in piazza.
NELLA FOTO: Angelo Fasulo, neosindaco di Gela

domenica, giugno 13, 2010

Lotta alla Mafia. Martedì 15 giugno occupazione simbolica del feudo "Verbumcaudo", confiscato a Michele Greco, organizzata dalla Cgil

«I beni confiscati alla mafia devono rimanere pubblici». Con questo appello la CGIL di Palermo ha indetto una manifestazione che si svolgerà martedì 15 presso la masseria del feudo di Verbumcaudo, a due chilometri circa da Vallelunga. L’iniziativa prevede un corteo che parte alle 9,30 lungo la strada che porta al feudo, per concludersi davanti ai fabbricati.
L’occupazione simbolica dei terreni confiscati alla famiglia mafiosa di Michele Greco nasce dopo le minacce a scopo intimidatorie rivolte al responsabile della CGIL delle Madonie, Vincenzo Liarda, di Polizzi Generosa, che da tempo porta avanti una battaglia per evitare che il feudo di Verbumcaudo, sottratto a Cosa Nostra, venga messo all’asta e torni nella disponibilità della mafia. L’intento è di assicurare il bene al controllo della gestione pubblica perché possa essere utilizzato a fini sociali ed economici per lo sviluppo di quel territorio. Sul terreno confiscato grava una vicenda giudiziaria, scaturita da un’ipoteca preesistente, che ha fatto sì che il bene corresse il rischio di essere messo all’asta. Poi ne è scaturito l’affidamento, in comodato d’uso gratuito, a soggetti privati già presenti sui terreni nel periodo della gestione della famiglia di Michele Greco.
La CGIL ha invitato tutti i sindaci della provincia di Palermo, con una lettera-appello, a partecipare alla manifestazione, alla quale parteciperanno la commissione regionale antimafia, la provincia di Palermo e diverse amministrazioni comunali. Porteranno il saluto il vicepresidente della provincia di Palermo Pietro Alongi, il sindaco di Polizzi Generosa Patrizio David, la Segretaria nazionale generale della FLAI CGIL Stefania Crogi e la componente della segreteria nazionale Susanna Camusso.
«Ciò che intendiamo fare è una vera e propria occupazione delle terre, come accadeva 50 anni fa, contro le mafie e le baronie, per ripristinare la proprietà e l’utilizzo pubblica del feudo - dichiara il Segretario della CGIL di Palermo Maurizio Calà - Chiediamo che i beni confiscati alla mafia servano per creare sviluppo e giusta occupazione, in modo da invertire il processo criminale che ne ha portato all’acquisizione con soldi sporchi». Diversi sindaci, come quelli dei paesi di Castelbuono, Petralia Sottana, Polizzi e Termini Imerese e la Provincia di Palermo hanno messo a disposizione dei pullman per partecipare alla manifestazione.

LO CHEF CONSIGLIA. Gli insulti della destra e il buon galateo di Bersani e D’Alema

di Saverio Lodato e Andrea Camilleri
Camilleri, «gli insegnanti sono eroi moderni e il ministro Gelmini gli rompe i coglioni». Parola di Pier Luigi Bersani. Sallusti, del Giornale, «vada a farsi fottere! È un bugiardo e un mascalzone». Parola di Massimo D’Alema. Cose mai sentite. L’opposizione ha da essere educata, deve sapere stare a tavola, non adoperare lo stuzzicadenti, non mettersi le dita nel naso, coprirsi la bocca se sbadiglia, come si conviene a persone civili. E rispettare il precetto di Monsignor Giovanni Della Casa: «non sono da fare in presenza degli uomini le cose laide o fetide o schife o stomachevoli, ma il nominarle anco si disdice». E il coro della grande stampa, che al galateo ci tiene, ha bollato le parole di Bersani e D’Alema. Per Bossi il “celodurismo” fu il credo della Lega. Scajola definì un “rompicoglioni” Marco Biagi. Calderoli, alla notizia che i musulmani volevano costruire una moschea, minacciò di far passeggiare il suo maiale nell’area prescelta. Per Brunetta la sinistra dovrebbe andare “ a morì ammazzata” e per Berlusconi gli elettori di sinistra “sono coglioni”. Che scrissero, allora, le grandi firme? Niente. Ridacchiavano.

Anch’io ho notato la pudica reazione dei politici del Pdl e di parte della stampa alla, una volta tanto, colorita espressione di Bersani nei riguardi della Gelmini. Berlusconi, con la profonda cultura che lo contraddistingue, pare che abbia detto ai suoi intimi che persino Socrate non chiamava “rompicoglioni” sua moglie Santippe, ma la definiva educatamente “un pochino noiosa”. Ma sembra che si siano anche risentite alcune rappresentanti del gentil sesso nel Pd perché una donna, come si sa, non va colpita nemmeno con un fiore e men che mai con una parolaccia. Mi pare, quest’ultima, nella migliore delle ipotesi, una presa di posizione d’altri tempi. Il linguaggio femminile, via via che la donna acquista totale autonomia e guadagna la par condicio con l’uomo, va anch’esso mutando e di molto. Posso testimoniare di conoscere donne, simpatizzanti per i due schieramenti politici, che adoperano un “parlari spartano”, come si dice dalle mie parti quando si usano frasi e parole rudi. Lasciamo perciò posizioni simili a chi d’ipocrisia è costretto, giorno dopo giorno, a vivere. Vede, caro Lodato, tanto più un individuo è dentro di sé profondamente corrotto, cinico, dedito al compromesso e alla menzogna, tanto più desidera apparire all’esterno uomo rispettabile, di parola, educato, attento alla forma e alle buone maniere. Sono quelli che vennero definiti splendidamente “sepolcri imbiancati”. Ma anche sapendo tutto questo, fa senso lo stesso vederli insorgere, in funzione di vestali della sacra fiamma di Arcore, sdegnati contro i maleducati della sinistra che adoperano un linguaggio scurrile, una volta si diceva da caserma. Lei, stupito, si chiede come mai allora questi signori abbiano dimenticato d’avere usato anche loro, e con maggiore frequenza, questo linguaggio. Devo citare ancora il Vangelo e ricordarle che c’è chi vede la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non scorge la trave nel proprio? E poi, se vogliamo entrare nel merito, lei sa benissimo che l’intenzione e l’intonazione con le quali viene detta una certa parola ne fa variare di molto il senso. Prendiamo ad esempio il “rompicoglioni” di Scajola e quello di Bersani. Il primo era, per dirla con Metastasio, “voce dal sen fuggita / che trattener non vale”. Il secondo invece definiva con esattezza il compito principale della ministra e quindi non voleva costituire offesa. Così, quando Berlusconi ci chiama coglioni non c’è da offendersi, perché dice la verità. Infatti, dopo tanti anni, continuiamo a tenercelo sul groppone. E il primo a meravigliarsene è lui stesso. Anche per questo, l’irritazione di D’Alema la capisco perfettamente.
L'Unità, 13 giugno 2010

I pm di Palermo a Berlusconi: resisteremo

Di Matteo (Anm): "Mi chiedo con quale faccia continuino a collaborare con questo Governo i colleghi distaccati al ministero della Giustizia"
PALERMO. "Continua la sistematica e violenta offensiva di denigrazione e isolamento di quei magistrati che credono ancora nel principio dell'uguaglianza di tutti davanti alla legge. Noi resisteremo perché crediamo nella Costituzione sulla quale abbiamo giurato". Lo ha detto il pm della Dda di Palermo Nino Di Matteo, presidente della Giunta distrettuale dell'Associazione Nazionale Magistrati, in merito alle ultime dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi che ha accusato i pm di volere sovvertire i risultati elettorali e ha auspicato una profonda riforma della giustizia. "Mi chiedo con quale faccia - ha aggiunto - continuino a collaborare con questo Governo i colleghi distaccati al ministero della Giustizia che hanno giurato sulla stessa Costituzione".

Il nuovo libro di Walter Molino: "Taci infame. Vite di cronisti dal fronte del Sud"...

Chi sapeva dell’esistenza di Mauro Rostagno o Giancarlo Siani o Peppino Impastato prima che fossero uccisi? Sui cronisti vittime di mafie si sono scritti molti libri. Questo è il primo libro sui giornalisti vivi. Perché di santini, questo Paese, ne ha già avuti abbastanza. Tra i protagonisti di “Taci infame” vi sono Antonio Sisca, il giornalista del paese calabrese dei casi di «lupara bianca», Filadelfia; Arnaldo Capezzuto e Rosaria Capacchione, testimoni e delle imprese della camorra nelle viscere di Forcella e delle infiltrazioni dei Casalesi nella politica e nell’economia; Dino Paternostro, cronista dell’ascesa criminale dei corleonesi; Michele Albanese, che ha fatto conoscere i segreti delle cosche di Gioia Tauro; Carlo Ruta, a cui si devono molte delle verità sull’omicidio di Spampinato, il giornalista ucciso per aver denunciato le commistioni tra mafia e politica nella provincia di Ragusa. O ancora Lirio Abbate, che ha seguito accanto alla Squadra mobile di Palermo l’arresto di Bernardo Provenzano; Gianni Lannes, il giornalista pugliese vittima di attentati incendiari e censurato dall’informazione per essersi occupato di criminalità istituzionali; Angela Corica, la giovane corrispondente calabrese intimidita con cinque colpi di pistola contro la sua automobile.
Nei territori dominati dalle mafie, i giornalisti che indagano e denunciano diventano bersaglio di minacce, intimidazioni e aggressioni. Lavorano solitamente in testate locali, in condizioni di minorità economica e intellettuale; sono indifesi e vulnerabili, rimangono sconosciuti nonostante la passione che riversano nel loro lavoro. Il libro non è una galleria di eroi civili che si battono a mani nude contro i mafiosi, ma un viaggio nelle periferie dell’informazione dove raccontare può essere pericoloso, dove né la mafia né l’antimafia sono sempre uguali. Questo libro è un reportage esemplare sulla più inquietante periferia dell’informazione italiana in tutti i suoi aspetti, quella del Mezzogiorno, grazie al quale vengono sottratte dal silenzio e dall’isolamento persone e storie altrimenti invisibili.

Walter Molino è un giornalista siciliano. Sue inchieste e reportage sono stati pubblicati su Diario, Il Sole 24 Ore, Il Fatto quotidiano, Il Venerdi di Repubblica, Linus.

Cimino: "Abolire le province di Palermo, Catania e Messina". Ma solo le province è sufficiente?

"La prossima settimana mi farò promotore di una proposta per l'abolizione di alcune province siciliane. Sarebbe logico sopprimere quelle che insistono nelle città metropolitane, quali Palermo, Messina, Catania". Lo ha detto a Gela il vicepresidente della Regione siciliana con delega all'Economia, Michele Cimino. "Il governo regionale - ha aggiunto - è perfettamente consapevole della gravità della situazione economica e della necessità di reperire nuove risorse per fronteggiare le numerose emergenze accumulate nel corso dell'ultimo decennio e mai risolte. Occorrono, quindi, misure drastiche anche se dolorose. Con l'abolizione delle province il risparmio sarebbe notevole: il personale sarebbe trasferito ai comuni e con il passaggio delle competenze si potrà dare un nuovo impulso alle loro attività.
Ma sono solo le Province che dovrebbero essere abolite? Ci sono enti ancora più inutili, della cui soppressione non se ne accorgerebbe nessuno. Ci riferiamo, per esempio, alle "Unioni dei Comuni", buone solo per elargire prebende e consulenze. Perchè il Governo Lombardo non abolisce subito le "Unioni dei Comuni?

venerdì, giugno 11, 2010

"E ADESSO ARRESTATECI TUTTI!"

di Stefano Corradino
"Giuro che se e quando la legge bavaglio sarà approvata mi impegnerò a fare prevalere sempre e comunque il dovere di informare e il diritto di essere informati".
Alcune settimane fa davanti a Montecitorio abbiamo diffuso centinaia di volantini. Quello che per Ippocrate era il giuramento di un medico da prestare prima di iniziare la professione, per noi di Articolo21 era ed è un appello ai colleghi, e un impegno sottoscritto con i cittadini: nessuna legge, nessuna imposizione incostituzionale, nessuna sanzione potranno impedirci di pubblicare notizie di pubblico interesse e di rilevanza sociale. Non è solo la legge istitutiva dell'ordine dei giornalisti che ci obbliga a farlo. Sono i valori costituzionali, le sentenze europee, la Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo, il diritto dovere di chi fa informazione di dare le notizie rispettando quel codice etico secondo cui l'editore di un giornale, di una tv, di una radio di un blog è il lettore, il telespettatore prima ancora di un qualsiasi padrone. LEGGI TUTTO

Disobbedienza civile

di Roberto Morrione
Ci siamo e ci saremo. Libera Informazione è in prima linea nella battaglia in corso per far ritirare il disegno di legge sulle intercettazioni. E’ chiaro fin d’ora che, se la norma verrà approvata al termine dei percorsi fra le due Camere, senza che ne sia annullato totalmente il contenuto anticostituzionale e liberticida, riterremo obbligata la scelta della disobbedienza civile. Con il nostro impegno quotidiano, con gli stessi valori che ci hanno fatto nascere, quelli di una “informazione che è libera o non è”, siamo infatti ogni giorno parte attiva dello schieramento che combatte l’illegalità e la disuguaglianza di fronte alla legge. Una battaglia che vede finalmente schierati, al fianco dell’opposizione in Parlamento e dei nuovi dissensi sollevati da Fini all’interno della maggioranza, i giornali di ogni tendenza, come dimostra l’assemblea unitaria dei direttori della stampa italiana, i magistrati, i sindacati, le rappresentanze delle forze di polizia, gli editori, gli scrittori e gli artisti già colpiti pesantemente dalla dissennata politica culturale del governo, le associazioni del volontariato, numerose amministrazioni pubbliche. LEGGI TUTTO

giovedì, giugno 10, 2010

L'intervento al Senato di Giuseppe Lumia (Pd) sulla legge-bavaglio delle intercettazioni

di GIUSEPPE LUMIA
Non ci siamo. Abbiamo fatto di tutto, nel Paese, in Commissione, in Aula, per impedire che con il provvedimento sulle intercettazioni ancora una volta si colpisse la nostra Costituzione e si minassero anche la forza e la qualità dell'Italia nel colpire direttamente i boss mafiosi e nel garantire la sicurezza nel nostro Paese. Certo, non ci sfugge che quello alla privacy è un diritto di nuova generazione, moderno, avanzato, che sempre più orienterà la legislazione di tutte le democrazie avanzate. Con questo provvedimento non tutelate la privacy; con questo provvedimento la riservatezza non viene assolutamente sottoposta a protezione democratica; con questo provvedimento fate altro: tutelate gli interessi delle classi dirigenti, di pochi oligarchi e di una parte ristretta del sistema politico italiano. LEGGI TUTTO

Palazzo Adriano. L’Istituto Comprensivo Crispi presenta “A Scuola con Successo”

PALAZZO ADRIANO. Si svolgerà mercoledì 9 e giovedì 10 giugno la manifestazione conclusiva delle attività dei progetti PON che hanno arricchito l’offerta formativa dell’Istituto Comprensivo Francesco Crispi di Palazzo Adriano.
Mercoledì pomeriggio, presso la piscina di Casale Borgia, i corsisti del progetto “In acqua libera-mente” si esibiranno in un saggio finale. Giovedì a partire dalle 16 sfilerà il gruppo delle majorette dalla sede della direzione dell’Istituto Comprensivo sino a piazza Umberto I. Dopo il saluto del preside gli esperti presenteranno le varie attività realizzate nei corsi attivati quest’anno dalla scuola: In acqua Libera-mente, Il gioco del teatro, Danza creativa e tradizionale, Canto e mi diverto, Io Piccolo Esploratore - valorizziamo i monti Sicani e la Valle del Sosio, Dall’idea al manufatto, Genitori efficaci. Alle 17 verrà messo in scena il musical “Lezioni di volo”, opera basata sulla leggenda di Icaro e Dedalo nata dalla collaborazione dei corsi di teatro, musica e danza, mentre un concerto del coro dell’Istituto chiuderà la manifestazione. «I progetti di quest’anno hanno posto particolare attenzione agli apprendimenti degli alunni, con particolare riferimento al consolidamento e al potenziamento delle competenze in lingua madre, delle competenze espressive, alla conoscenza, tutela e valorizzazione del territorio» spiega il dirigente scolastico Maria Pizzolanti. «Il coinvolgimento dei genitori è stato finalizzato invece a rafforzare e sostenere le competenze educative della famiglia, auspicando una collaborazione con la scuola autentica, proficua e significativa». Negli spazi allestiti per l’occasione ci saranno degli stand in cui verranno esposti e venduti alcuni oggetti realizzati dai ragazzi dei corsi Dall’idea al manufatto e Io piccolo esploratore.

mercoledì, giugno 09, 2010

Cgil, il 25 giugno sciopero generale contro la manovra economica del governo Berlusconi

ROMA - Sciopero generale della Cgil il 25 giugno contro la manovra economica considerata "iniqua e sbagliata". Lo ha proclamato il sindacato di Corso d'Italia, il cui comitato direttivo ha approvato all'unanimità il documento conclusivo presentato dal segretario generale Guglielmo Epifani. Lo sciopero sarà di almeno quattro ore nel settore privato e di 24 ore nel settore pubblico, con manifestazioni regionali e territoriali. Per sabato 12 giugno è, intanto, in programma la manifestazione nazionale, a Roma.

La Città di Firenze ha conferito la cittadinanza onoraria a don Luigi Ciotti

Una giornata densissima ma estremamente importante per Libera Toscana. Nel pomeriggio infatti a Firenze hanno avuto luogo due eventi da lungo tempo attesi dal coordinamento Toscano: in primis, la cittadinanza onoraria della città di Firenze a Don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Non solo un momento di grande festa, ma anche un segnale forte, una presa di posizione da parte di una regione che negli ultimi anni è stata al fianco di Libera, sostenendola e promuovendone le iniziative. Alle 17.00, in via Fiesolana, è stata inaugurata dallo stesso Don Ciotti la ‘Bottega dei sapori e dei saperi della legalità’, ovvero uno spazio dove verranno commercializzati i prodotti delle cooperative di Libera Terra, ma che diventerà anche, nell’intenzione dei suoi realizzatori, un luogo di incontro, di informazione, aperto alla cittadinanza. Dopo un assaggio dei prodotti di Libera, hanno salutato i presenti Don Ciotti, Gabriella Stramaccione, vicepresidente di Libera,e Vanna Van Straaten, referente del coordinamento toscano. Nonostante la grande fatica fatta dal coordinamento toscano per aprire questa Bottega, il risultato non tarderà ad arrivare, considerata anche la posizione ottimale nel centro di Firenze e,soprattutto, l’entusiasmo di chi porterà avanti questo progetto importante e unico in Toscana
Amanda Dabizzi

Celebrate a Trapani le prime nozze gay di Sicilia

La chiesa valdese di Trapani ha celebrato le prime nozze gay in Sicilia. Protagoniste due donne tedesche, C.H e B.K. E' accaduto lo scorso 7 aprile, ma la notizia è trapelata solo ora. Le nozze, secondo quanto scrive Repubblica-Palermo, sono state celebrate dal pastore della chiesa valdese di Trapani e Marsala, Alessandro Esposito, insieme ad altre due officianti delle chiese luterana e mennonita. Il matrimonio era stato già celebrato civilmente in Germania. "Nella chiesa valdese di Trapani è stata invocata la benedizione su due donne evangeliche tedesche, anche se non appartenenti alla chiesa valdese, il cui legame affettivo era stato già validato in Germania con la stipula di una unione civile. Pertanto non si è celebrato alcun matrimonio ma si è pregato con convinzione e affetto per due persone che si impegnavano a vivere insieme la loro vita". E' quanto ha precisato la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese in merito alla notizia sulla benedizione di una coppia gay da parte del pastore valdese di Trapani. Bonafede spiega in una nota che "l'ordinamento della Chiesa valdese non contempla la celebrazione di matrimoni di persone dello stesso sesso, né la chiesa ha mai assunto una posizione sul tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nelle nostre chiese però - aggiunge - si è cominciato a dibattere della possibilità di testimoniare anche a livello liturgico dell'accoglienza e del riconoscimento di unioni di vita di persone dello stesso sesso". Sempre secondo Bonafede, "come già affermato nel Sinodo valdese congiunto con le chiese battiste nel 2007: 'La relazione umana d'amore, vissuta in piena reciprocità e libertà, è sostenuta dalla promessa di Diò". "Questo tema così delicato - conclude - giungerà anche all'esame del prossimo Sinodo delle chiese valdesi e metodiste. Per la Chiesa valdese e i suoi pastori resta il mandato evangelico a predicare la grazia dell'amore di Dio su tutti i suoi figli e le sue figlie. Questa grazia è stata invocata anche nel corso della benedizione impartita nella chiesa di Trapani".
SiciliaInformazioni, 8 giugno 2010

martedì, giugno 08, 2010

Il Convegno internazionale alla Sorbona

Non è facile scrivere delle emozioni e degli stimoli culturali suscitati dal Convegno internazionale su la “Sicile(s) d’aujourd’hui”, organizzato il 4 e 5 giugno dall’Università “La Sorbona” di Parigi. Intanto perché Parigi è Parigi, una città davvero affascinante, con la Senna che l’attraversa tutta e vive in simbiosi con i suoi abitanti. E poi perché degli studiosi di alto livello hanno dato un serio contributo per conoscere meglio la nostra isola. Un’Isola amata ed odiata da tanti suoi figli, a cominciare dallo scrittore Vincenzo Consolo, che è stato l’anima del “Colloque international”. Una Sicilia che alterna rinascite a ricadute, memoria ad oblio, ribellione ad acquiescenza. Di questo hanno raccontato Vincenzo Consolo col suo “Dire la Sicilia” tra presente e memoria, Salvatore Lupo con l’intervento su “La Sicilia tra metafora e storia”, Antonio Ingroia con l’analisi su “la vie politique et judiciarie”, e chi scrive con “i movimenti anti-racket e anti-mafia”. E poi, Yves Hersant, Pasquale Scimeca, Sarah Zappulla, Cinzia Emmi, Marie France Renard, Maria Pia De Paulis-Dalembert, Myriam Tanant, Franco Zaghis, Luigi Allegri, Jean-Paul Manganaro, Lina Prosa, Jacopo Chessa, con interventi mirati ad approfondire vari aspetti della vita siciliana.
Entro l’anno saranno pubblicati a Parigi, a cura della Sorbona, gli atti integrali del convegno, che faremo conoscere anche in Sicilia. Intanto, un’idea a margine del convegno è nata. “Professore – ho chiesto a Consolo – perché non l’organizza lei in Sicilia un convegno internazionale sulla Sicilia, chiamando a raccolta studiosi di tutto il mondo ”? E a lui, dapprima restio, riesco a strappare un “pensiamoci…”. (d.p.)

Vittorio Corradino è stato eletto presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia

Vittorio Corradino è stato eletto presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Una decisione ratificata dal consiglio regionale con 5 voti, contro i 4 a favore di Riccardo Arena, il suo avversario. Ed è subito polemica. Dopo la votazione è esplosa una dura contrapposizione, al termine di un cammino non semplice. Un percorso pieno di tensioni sfociate anche in un esposto alla Procura del presidente uscente, Franco Nicastro, che ha lamentato tentativi di controllare le elezioni. “In Sicilia la professione giornalistica attiva è stata di fatto esclusa dal governo dell’Ordine”, dicono in una nota i consiglieri dell’Ordine Riccardo Arena, Giuseppe Lazzaro Danzuso, Concetto Mannisi e Filippo Mulè. “La maggioranza che si è costituita -continua la nota- calpesta le chiarissime indicazioni provenienti dall’intero corpo elettorale dei professionisti, che ha dato un terzo dei voti a un candidato e un quarto agli altri tre. Con il determinante consenso dei pubblicisti, guidati da volontà esterne al Consiglio, si è stravolto il risultato elettorale e sono stati premiati i due consiglieri professionisti meno votati (Corradino e il segretario Nuccio Anselmo). Si è fatta cosi’ prevalere la logica del colpo di mano. Si pone adesso il problema di valutare il ruolo assolutamente negativo e destabilizzante dei tre pubblicisti del Consiglio, che rappresentano la quota marginale e meno qualificata della professione. Il paradosso è che con 59 ‘interventi’ in due anni sul Giornale delle Pulci si può diventare vicepresidente dell’Ordine”.

Palermo. Il Pd siciliano ha un nuovo esecutivo

PALERMO - Il segretario regionale del Pd siciliano, Giuseppe Lupo, ha nominato l'esecutivo del partito che è composto da Gianni Battaglia, ex assessore regionale del Governo Capodicasa ed ex senatore; Ethel Consiglio, componente della direzione regionale del Pd, Liliana Modica, docente, ex assessore comunale all'Istruzione del comune di Messina, Giovanna Monaco, avvocato, esperta del lavoro; Enzo Napoli, già responsabile dell'organizzazione del Pd regionale; Enzo Pupillo, esperto di sviluppo locale; Concetta Raia, deputato all'Ars, Anna Maria Saitta, docente, responsabile organizzazione del Pd Palermo, Giacomo Scala, sindaco di Alcamo, Pippo Zappulla, componente della direzione regionale del Pd. Il segretario regionale ha attribuito ad Enzo Napoli la delega di coordinatore dell'esecutivo, a Liliana Modica quella di responsabile dell'organizzazione e quella di responsabile degli Enti locali a Giacomo Scala. L'esecutivo si riunirà giovedì alle 11, nella sede del Pd, in via Bentivegna 63 a Palermo.

"Gay-Pride Sicilia". Il 15 giugno spettacolo teatrale "O si è felici o si è complici" di Nino Gennaro

Il prossimo 15 Giugno, alle ore 21.00, al teatro Montevergini, nell'ambito del “Gay-Pride regionale siciliano 2010”, si terrà lo spettacolo teatrale “O Si E’ Felici O Si E’ Complici”, con la regia di Massimo Verdastro, tratto da un testo di Nino Gennaro, con la Compagnia Verdastro/Della Monica e Massimo Milani. A trenta anni dai tragici fatti di Giarre e dalla nascita di Arcigay La Compagnia Verdastro Della Monica presenta "O si è felici o si è complici" Lettura scenica dall’opera di Nino Gennaro, a cura di Massimo Verdastro, con Nando Bagnasco, Francesca Della Monica, Andrea Macaluso, Massimo Milani, Giuseppe Sangiorgi e Massimo Verdastro.Musiche a cura di Francesca Della Monica. Video di Pippo Zimmardi. Lo spettacolo è donato per adesione e in maniera assolutamente gratuita dal regista e dalla compagnia di attori al Sicilia Pride 2010 di Palermo, per ricordare il suicidio/omicidio di Giorgio e Toni avvenuto a Giarre nel 1980 e in occasione dei 30 anni dalla nascita a Palermo del primo circolo Arcigay della storia. Il comitato organizzatore del Pride chiede solamente un contributo di 5€ per coprire le spese di viaggio e pernottamento della compagnia teatrale. Gli inviti vanno ritirati presso Quir di Gino e Massimo in Via Ponticello 55/57 (di fronte Casa Professa), Palermo. Per info contattare il 328328972 o 3474975622. (FOTO: Nino Gennaro)

Ladri (?) in azione in un agriturismo su bene confiscato alla mafia. Danni per 20mila euro

In meno di due settimane i ladri sono entrati in azione di nuovo nell’agriturismo di San Cipirrello (Pa) gestito dalla cooperativa “Lavoro e non solo” assegnataria di beni confiscati alla mafia. I ladri, entrati forzando una porta, hanno smontato e portato via l’intera cucina. Il danno è di 20mila euro. Sul furto indagano i carabinieri. “L’unico scopo che otterranno – commentano Anna Bucca, presidente dell’Arci Sicilia, e Calogero Parisi, presidente della cooperativa – sarà una nostra maggiore caparbietà nel far ripartire al più presto la macchina organizzativa per aprire, nel più breve tempo possibile la struttura”. “Da un anno e mezzo – dichiarano Bucca e Parisi – siamo alle prese con i problemi burocratici. Ed oggi, grazie all’impegno ed alla disponibilità dell’amministrazione e dell’Ufficio tecnico del Comune di Monreale, territorio in cui ricade l’agriturismo, e del Consorzio Sviluppo e Legalità, eravamo riusciti ad ottenere l’agibilità”. “Da anni – concludono Bucca e Parisi – lavoriamo in questo territorio, ottenendo anche importanti successi sui terreni confiscati alle mafie. Abbiamo già ricevuto minacce e subito furti, ma non intendiamo recedere di un solo passo nel nostro percorso di legalità. Ricompreremo la cucina ed andremo avanti”.
lunedì 7 giugno 2010

Intercettazioni: a Palermo mostra carabinieri con voci boss

Le conversazioni captate dalle 'cimici' diventano documento
(ANSA) - PALERMO, 7 GIU - C'e una sezione dedicata alla intercettazioni nella mostra per celebrare i 150 anni dei carabinieri in Sicilia. Nella sala degli specchi nel teatro Politeama su due tre monitor scorrono le immagini e si possono ascoltare le voci di boss sorvegliati. Come quella del mafioso che inizia a contare a voce alta le banconote da cento euro appena riscosse dall'ennesima vittima del racket del pizzo, senza sapere di essere ripreso da una videocamera. O ancora i dialoghi tra due mafiosi registrati dalle 'cimici' dei carabinieri.
07 giugno, 13:18

lunedì, giugno 07, 2010

In piazza contro i tagli alla cultura e i bavagli alla libertà di stampa

«La cultura è un diritto. La cultura è una risorsa». All'insegna di questo motto si è aperta la manifestazione nazionale in piazza Navona a Roma contro i tagli alla cultura e quelli alla lirica del decreto Bondi. Sulla città batteva un sole rovente, artisti, cittadini, tecnici sono arrivati tra le bandiere dell'Arci, de l'Unità, della Fials, dei lavoratori dell'Eti, dell'Idv. "Pieno sostegno a questa mobilitazione. In Parlamento, nelle istituzioni, nel paese faremo il possibile e l'impossibile per salvare la cultura", commenta Vittoria Franco, senatrice del Pd. E in tutta Italia si sono tenute conferenze e manifestazioni simili. C'era anche l'Idv. E fine manifestazione ha fatto la sua comparsa Nanni Moretti: casco in mano e in giacca, non ha rilasciato dichiarazioni.
«Bisogna dire che purtroppo il governo ci ha dato una mano scoprendo le carte –spiega Silvano Conti della Slc-Cgil–: il disegno è scardinare tutta la cultura pubblica in Italia. Si colpiscono i teatri lirici, si chiudono o definanziano gli istituti di cultura, quelli di ricerca, i musei e nello stesso momento si tenta di oscurare i mezzi di informazione e si taglia scuola, università, ricerca». La Slc-Cgil, con gli altri sindacati di categoria, era stata tra le promotrici di questa manifestazione contro il decreto Bondi, che sta seguendo l’iter di conversione in legge e che vuole trasformare i grandi teatri lirici, come la Scala, il Maggio Fiorentino, il San Carlo di Napoli in teatri di provincia. Il decreto che dava la colpa dei deficit dei nostri teatri lirici ai lavoratori, paradossalmente ha evidenziato come a mettere in ginocchio non solo la lirica ma tutto il settore cultura siano proprio i tagli ai finanziamenti dello stato alle attività culturali, tra i più magri d’Europa: per il 2011 per tutto lo spettacolo, compresi circhi, spettacoli viaggianti, teatro, musica danza e cinema sono previsti 311 milioni, la Francia solo per l’Opéra de Paris stanzia oltre 100 milioni di euro.

venerdì, giugno 04, 2010

La rabbia dei precari. Hanno manifestato in Sicilia invocando la stabilizzazione

PALERMO - Migliaia di precari degli Enti locali, provenienti da tutta l'isola, hanno sfilato per le strade di Palermo invocando la stabilizzazione. I manifestanti chiedono la deroga al patto di stabilità per continuare a lavorare. Interessati al provvedimento in Sicilia sono in 22.500.Alla manifestazione, organizzata da Cgil, Cisl e Uil con l'adesione dell'Ugl, in piazza Indipendenza, davanti alla sede della presidenza della Regione, ci sono anche i sindaci di decine di Comuni con i loro gonfaloni e diversi parlamentari. Tra i tantissimi striscioni, spiccano quelli con le scritte "Lavoro = dignità" e "Parole, parole, come canta Mina: 20 anni di precariato".Ieri era stato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo a difendere le loro ragioni: "I 22.500 precari dovrebbero essere cancellati ed andare a casa, perché si viola il patto di stabilità? - aveva affermato - Questo è impossibile. Pretendiamo, invece, una deroga, affinchè questi lavoratori restino al proprio posto.Il nostro obiettivo è la stabilizzazione, ma destineremo il personale a mansioni e funzioni precise, impedendo ogni ipotesi di futuro precariato, così come abbiamo fatto bloccando le assunzioni fin dal nostro insediamento".I sindacati hanno però annunciato che chiederanno al governatore siciliano "un disegno strategico largo e prospettive certe per i lavoratori, non mere proroghette del patto di stabilità, dal sapore elettorale".

mercoledì, giugno 02, 2010

Le celebrazioni dell’Unità d’Italia a Prizzi. Riflessioni critiche

di ROSA FARAGI
La manifestazione di sabato 5 giugno rievocativa del 150° anniversario dell’Unità d’Italia a Prizzi, intende porre l’attenzione, sia sugli aspetti più conosciuti del Risorgimento, sia su quelli meno noti o sottaciuti.
L’obiettivo è quello di collocare i fatti nella giusta dimensione storica, ma anche e soprattutto, di ampliarne la conoscenza, ad un numero sempre maggiore di cittadini. Tale manifestazione inoltre, non vuole essere una semplice rievocazione, ma, un momento critico di riflessione. L’Unità d’Italia non è stata la fine di un processo storico, ma l’inizio di un percorso lungo e difficile, che ancora oggi, non è stato del tutto completato. Massimo D’ Azzeglio scriveva: “Abbiamo fatto l’Italia, ora, dobbiamo fare gli italiani”. Sono passati 150 anni, e ancora, non abbiamo fatto gli italiani! LEGGI TUTTO

Un piccolo giallo nel Risorgimento a Prizzi

di ROSA FARAGI
Prizzi entra nella storia del risorgimento per un piccolo giallo. Giuseppe Cesare Abba nel suo libro: “Da Quarto a Volturno” che è una specie di diario della spedizione dei mille racconta: “ Villafrati, 26 giugno 186O. Ho visto partire in gran fretta il battaglione Bassini. A Prizzi, che deve essere un villaggio poco lontano, vi è gente che si è messa a far sangue e roba, come se, non vi fosse nessuno a comandare. Se a Prizzi gli occorrerà di dover parlare di legge, ha nel battaglione i dottori a dozzine; se vorrà fare una arringa, i letterati gli stanno attorno; ma egli, breve e tagliente, parlerà con la spada. Chi laggiù ha le mani lorde badi ai fatti suoi.” LEGGI TUTTO

Il giornalista di Rai3 Sicilia, Mario Azzolini, sindaco: “Ma farò ancora il giornalista”

Signor sindaco?
“Un attimo, sono frastornato”.
Signor sindaco Azzolini, Mario Azzolini il giornalista, nuovo primo cittadino di San Mauro Castelverde?
“Prego”.
Come mai questa scelta?
“I miei erano di qua, come tutta la mia famiglia. Io sono già stato consigliere comunale”.
Ecco lo slogan: Azzolini, lo Sgarbi di Castelverde…
“Per piacere”.
Vittoria per quattro voti.
“Cinque sono”.
Come è andata?
“Nella prima sezione ho perso, nella seconda ho vinto. La terza è stata decisiva”.
Il problema di San Mauro?
“E’ isolato dal mondo, bisogna provvedere”.
E dunque?
“Provvederemo”.
Lascerà il mestiere amato di giornalista?
“Lo amo troppo. E non si può campare con la sola indennità di sindaco”.
Come farà a barcamenarsi?
“Ho un’ottima giunta. Mi arrangerò, voglio fare bene, questo è garantito”.
La dovremo chiamare signor sindaco?
“Ma si regoli come vuole”. (rp)

SiciliaInformazioni

martedì 1 giugno 2010

Difendere l’informazione. Solidarietà al "Settimanale" di Bagheria. Giovedì manifestazione con giornalisti ed associazioni

“Difendere l'informazione per difendere la democrazia” è questo il tema della manifestazione che si terrà, giovedì, 3 giugno alle ore 19, a Ficarazzi, davanti la redazione del "Settimanale" .
L'associazione Antiracket, la CGIL Palermo e l'Ordine dei Giornalisti hanno organizzato per giovedì prossimo, un incontro-dibattito davanti la sede del "Settimanale di Bagheria" (in Piazza Padre Pio a Ficarazzi) per discutere del grave atto intimidatorio subito dal settimanale bagherese la notte del 26 maggio scorso. L'iniziativa pensata per esprimere solidarietà al gruppo editoriale, darà anche l’occasione per discutere dei temi legati alla libertà di informazione. All’incontro parteciperanno il presidente dell’ordine regionale dei giornalisti, Franco Nicastro, i giornalisti EnricoBellavia (La Repubblica), Lillo Miceli (La Sicilia), Lirio Abbate (L'Espresso), Ignazio Marchese (Giornale di Sicilia),Vincenzo Morgante (RaiTre), Michele Manna (Settimanale di Bagheria). “L’attentato incendiario ai danni della redazione del ‘Settimanale’ – ricorda Pippo Cipriani, presidente dell’associazione antiracket del bagherese – è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di episodi criminosi che hanno reso il clima nel comprensorio estremamente difficile. I giornalisti restano una voce importante nella lotta all’illegalità, per questo –conclude – è giusto fare sentire la nostra vicinanza e la condanna di un atto così vile”.

Palermo, 01/06/2010