
Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira nel 1956
ANGELO PICARIELLO
Riteneva che unirsi alla Nato mettesse a rischio i principi cristiani. La guerra in Vietnam fu per lui una conferma e così criticò la scelta del Papa di ricevere Nixon Sia da politico che da sacerdote e, ancor prima, da partigiano fu su questo tema particolarmente intransigente al punto di entrare in conflitto con De Gasperi riguardo all’adesione al Patto atlantico
Dossetti e la pace, un tormento interiore costante. Quasi un’ossessione. Che lo rese “scomodo” persino dopo aver indossato la tonaca. Il costituente, il politico, il religioso: aiuta a mettere ordine nella sua complessa biografia Giuseppe Dossetti. La politica come missione (pagine 272, euro 27) appena uscito per Carocci in occasione dei 110 anni dalla nascita, che ricorrono domani.
Dirigente di Azione cattolica, partigiano e presidente del Cln di Reggio Emilia, entrato in semiclandestinità nel gennaio 1945 insieme al fratello Ermanno per sfuggire ai rastrellamenti dei tedeschi e delle brigate nere fasciste, «non autorizzò mai azioni che comportassero l’eventuale uccisione di un’altra persona, per quanto nemico» ricostruisce Luigi Giorgi, coordinatore delle attività culturali dell’istituto Sturzo e autore del volume.


































