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giovedì 18 febbraio 2021

Corleone, “Fratelli d’Italia” contro tutti: “Sulle foibe consiglio comunale indegno”. La replica: “Accuse irrispettose e intollerabili”

La seduta del consiglio comunale di ieri 

Infuria la polemica tra i consiglieri comunali di Corleone sul voto che ha detto “no” ad una mozione del consigliere Gaetano Costa che proponeva di intitolare a Norma Cossetto uno spazio pubblico a Corleone.
 
“E’ con profonda tristezza, grande rammarico ed inatteso stupore che comunichiamo la decisione del Consiglio comunale di Corleone di NON approvare l’intitolazione di un luogo pubblico alla memoria di Norma Cossetto”, scrivono in un comunicato il responsabile cittadino di Fratelli d’Italia Domenico Mancuso, il consigliere Gaetano Costa e l’assessore Walter Rà.

E aggiungono: “Allo stupore del proponente e dell’Assessore alla cultura Walter Rà, presente in aula, i firmatari dell’emendamento rispondevano con l’argomentazione secondo la quale Norma Cossetto era figlia di fascista, e presumibilmente Ella stessa fascista in quanto tesserata al Pnf, al Guf, nonché, prova ultima, il fatto che, una volta condotta presso il comando partigiano  -composto da combattenti sia italiani che slavi-, avesse rifiutato di aderire al movimento dei partigiani locali, così come riportato dalla pagina Wikipedia, letta al momento del dibattito in aula da un consigliere comunale d’opposizione, non avendo, per sua stessa ammissione, avuto modo di approfondire la questione”. 

Alla memoria della Cossetto il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi concedette nel 2005 la medaglia d’oro al valor civile come «luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio». 

“Mortificati per quanto accaduto - scrivono gli esponenti del partito di estrema destra -, vogliano i sopravvissuti, i familiari delle vittime, degli esuli, perdonare questa pagina buia della cultura civile corleonese, indegnamente rappresentata in questa occasione dalla principale assemblea della Città”.

Un commento molto duro, a cui ha reagito lo stesso sindaco Nicolò Nicolosi. “Leggo - è il commento del primo cittadino - un commento ad un voto liberamente espresso dai consiglieri comunali di Corleone democraticamente eletti assolutamente non condivisibile. Posso capire l'amarezza dei proponenti per un voto non gradito, ma questa è la democrazia. Che si è espressa nei termini non graditi, ma che non credo possa essere letto come una presa di distanza da una bruttissima pagina della storia del nostro Paese che va duramente condannata per la sua brutalità. Così come comprendo il dispiacere della mancata adesione del consiglio alla proposta avanzata. Dispiacere e disappunto che non può scadere in un attacco incondivisile nei confronti di un consesso liberamente eletto e pienamente legittimato e rappresentativo. È auspicabile un comportamento più ragionevole, considerato altresì che compito di tutti noi è concentrarsi sui bisogni della città piuttosto che sulle dispute ideologiche”. 

Hanno reagito con durezza anche i consiglieri comunali accusati di rappresentare “indegnamente” la città. C’è da dire che questi non si erano rifiutati di condannare la violenza delle foibe, anzi avevano proposto di dedicare uno spazio pubblico a tutte le vittime delle foibe. “È intollerabile o sproloquio sulla pagina social ‘Fratelli d’Italia Corleone’ - scrivono i consiglieri comunali di tutti gli altri gruppi - riteniamo tali offese irrispettose dei ruoli istituzionali e della democrazia, che si deve accettare se si vuole governare un comune, una regione, un Paese”. 

C’è da dire che da anni in Italia è in corso un revisionismo storico, che tende ad equiparare le vittime del nazi-fascismo alle vittime delle foibe. Onestà storica ed intellettuale vorrebbe che si tenesse presente una circostanza che le rende non paragonabili. Gli italiani vittime delle foibe - piaccia o no - erano visti ed erano degli invasori, che si erano insediati nei Balcani spinti e sostenuti dal fascismo. 

Il documento approvato dai consiglieri comunali contro “Fratelli d’Italia”


1 commento:

Maurizio Pascucci ha detto...

Penso che se entro la giornata odierna non arrivano le scuse formali al Consiglio Comunale da parte dell'Assessore alla Cultura e Legalità Walter RA' e la sua presa di distanza pubblica nei confronti di un comunicato stampa diffuso da Parlamentari Regionali e Nazionali del suo partito il Sindaco debba procedere al ritiro delle deleghe politiche attribuite.
Il confronto anche acceso su idee politiche diverse è un valore ricco e prezioso della Repubblica Italiana. Insultare un organismo eletto dai cittadini è un atto grave e non assolvibile. Maurizio Pascucci, Consigliere Comunale Capogruppo di Attiva Sicilia