mercoledì, marzo 16, 2022

Con “Quadriglio Uma Sicilia” il gasolio agricolo si assegna finalmente con una procedura telematica


Era stato il deputato 5 Stelle Luigi Sunseri nel 2018 a chiedere al governo regionale la dematerializzazione, così come previsto dal Codice Agenda Digitale: a distanza di oltre tre anni è stata attivata la piattaforma Quadrifoglio Uma Sicilia

PALERMO (16 marzo 2022) - “Basta con i vecchi libretti cartacei per ottenere il gasolio agricolo: adesso le procedure potranno essere più rapide perché si faranno solo online, grazie alla nuova piattaforma telematica di cui la Regione Siciliana si è dotata, accogliendo così la richiesta che avevamo fatto nel 2018, mediante una mozione all’Ars”. Lo afferma il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri, primo firmatario dell’atto parlamentare dedicato alla “dematerializzazione delle istanze per l'assegnazione dei prodotti petroliferi da ammettere all'impiego agevolato in agricoltura” e adesso messo in atto concretamente dal governo regionale. 

Palermo, Tim, il giudice del lavoro condanna l'azienda a restituire quote del salario sottratte nel 2018 ai lavoratori


A Palermo 15 lavoratori avevano fatto ricorso seguiti dalla Slc Cgil Palermo

Palermo 16 marzo 2022 – Tim condannata dal Tribunale del Lavoro a restituire a 15 lavoratori della sede di Palermo quote di salario non riconosciute dal 2018 in poi. Gli impiegati si erano rivolto nel 2018 all'Slc Cgil per fare valere un loro diritto, soppresso dall'azienda. Una vicenda che aveva coinvolto tutti gli impiegati della Tim in campo nazionale dopo la disdetta dell'accordo di secondo livello da parte dell'azienda, creando un danno normativo ed economico ai dipendenti.

E l'anno dopo, a Palermo, e in altre città dìItalia, gruppi di lavoratori, assistiti dal sindacato, avevano fatto ricorso. I 15 lavoratori seguiti dalla Slc Cgil Palermo sono stati difesi dall'avvocato Pietro Vizzini. Il giudice del Tribunale di Palermo, Paola Marino, ha condannato la Tim a restituire le cifre sottratte dalle retribuzioni perché le ha ritenuto salario consolidato dal lavoratore.

martedì, marzo 15, 2022

Palermo, “Un albero per il futuro”, cerimonia di piantumazione di una “talea” prelevata dall’Albero Falcone presso la sede del 12mo reggimento carabinieri “Sicilia”

Un momento della cerimonia di piantumazione
della talea dell’Albero Falcone 

“Un albero per il futuro” è il titolo della cerimonia di piantumazione di una “talea”, prelevata dall’Albero Falcone, presso la sede del 12mo reggimento carabinieri “Sicilia”. L’iniziativa - che ricade nell’anno del trentesimo anniversario della “Strage di Capaci” avvenuta il 23 maggio 1992, in cui persero la vita per mano di Cosa Nostra il Giudice Giovanni FALCONE, la moglie Dottoressa Francesca MORVILLO e gli agenti della scorta Antonio MONTINARO, Rocco DICILLO e Vito SCHIFANI - si è svolta alla presenza del Comandante della 1^ Brigata Mobile Carabinieri di Roma, Generale di Brigata Giovanni ADAMO, del Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, Generale di Brigata Rosario CASTELLO, del Comandante Provinciale Carabinieri di Palermo, Generale di Brigata Giuseppe DE LISO, e dell’Ispettore Regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Dottore Ignazio BUZZI, e ha visto il coinvolgimento di circa 90 alunni di varie classi degli Istituti Comprensivi Statali “LOMBARDO-RADICE”, “COLOZZA-BONFIGLIO” e “MANZONI-IMPASTATO” di Palermo che hanno partecipato materialmente, unitamente ad alcuni Carabinieri Forestali, alla piantumazione in un’area del Reggimento di una “talea” riprodotta dal famoso “Albero di Falcone”, il ficus macrophylla che cresce a Palermo dinanzi al palazzo dove abitava il Giudice Giovanni FALCONE, diventato simbolo di legalità e, dal 2005, designato “albero monumentale di interesse nazionale”;

Amap, 75 milioni per ammodernare la rete idrica. Manutenzione su 1.300 km di rete e contatori smart


Un investimento di poco superiore ai 75 milioni di euro in due anni, con un complesso piano di interventi per digitalizzare 1300 chilometri di rete di distribuzione dell’acqua potabile, effettuare la manutenzione straordinaria sulle condotte, installare “contatori intelligenti” per la misurazione dei consumi e sistemi automatizzati di disinfezione e controllo dell’acqua; il tutto con l’obiettivo di ridurre le perdite reali e apparenti della rete idrica e per garantirne la qualità finale per i cittadini.

È questo il piano di AMAP, che per realizzarlo ha appena ricevuto dal Governo nazionale un contributo di 52 milioni nell’ambito del PON “Infrastrutture e Reti” finanziato con il fondo ReactEU dell’Unione Europea. L’azienda, che garantirà con fondi propri le somme integrative necessarie per coprire tutti i costi, aveva presentato la richiesta di contributo a dicembre, con progetti esecutivi redatti dal proprio ufficio tecnico. Si potrà quindi procedere in tempi brevi alle gare d’appalto per l’affidamento dei lavori previsti dalle diverse fasi del progetto.

CI SCRIVONO. “Non siamo anche noi, attuali cittadini di Corleone, parzialmente responsabili dello stereotipo con cui continuiamo ad essere identificati?”


MATTEO CARLOTTA
AL SIG. SINDACO, ALL’ASSESSORE ALLA CULTURA E LEGALITA’, ALLA GIUNTA COMUNALE, AI SIGNORI CONSIGLIERI COMUNALI CORLEONE, AL SIG. VICEPRESIDENTE DEL CIDMA CORLEONE, AL SIG. DIRIGENTE SCOLASTICO ISTITUTO COMPRENSIVO “G. VASI” CORLEONE, AL SIG. DIRETTORE RESPONSABILE QUOTIDIANO ONLINE “CITTA’ NUOVE” CORLEONE

Corleone, 14.3.2022

OGGETTO: The Godfather’s House Museum – Corleone.

Buongiorno. Com’è noto, lo scorso 6 marzo, nella nostra città, è stato inaugurato il “Godfather’s House Museum – Corleone”, presentato dalla “family cultural association”.

Letteralmente, quindi, “la casa del padrino - museo” presentato dalla associazione culturale “la famiglia”. L’evocazione è di immediata percezione: il padrino e la famiglia. Ovviamente la mente corre al binomio mafioso padrino/famiglia e non potrebbe essere altrimenti. L’evocazione stessa è palesemente cercata: ricordare “la famiglia” nella sua accezione mafiosa. Se ciò non bastasse a rendere l’idea di cosa si stia parlando, Vi invito a guardare il trailer di presentazione del museo stesso.

Pablo Iglesias sulla guerra in Ucraina: “Quando si hanno responsabilità di governo, a volte bisogna essere abbastanza seri da dire alla gente la verità”

Pablo Iglesias 

Il discorso di Pablo Iglesias sulla guerra in Ucraina:

"Io in questo voglio essere molto chiaro. Capisco qual è l'umore sociale. E' chiaro a tutto il mondo che c'è un'invasione ingiustificabile della Russia in Ucraina, e quando si pone la domanda 'hanno diritto gli ucraini a difendersi?', la risposta naturale di chiunque abbia le migliori intenzioni è: ovvio che hanno diritto a difendersi. Ma quando si hanno responsabilità di governo, a volte bisogna essere abbastanza seri da dire alla gente la verità. Vi racconto qualcosa di molto importante per il dibattito sull'invio di materiale offensivo alla resistenza ucraina annunciato oggi da Pedro Sánchez (il primo ministro), che si è contraddetto, perché due giorni fa non diceva la stessa cosa, sicuramente in risposta a un umore sociale molto chiaro.

LA GUERRA IN UCRAINA SPIEGATA DA UN ITALIANO DI SICILIA AGLI ALTRI ITALIANI


GIUSEPPE CARLO MARINO

(In memoria  del venerato amico Leonardo Sciascia)

Qui ritorno con maggiore chiarezza su un argomento già affrontato in altro post e letto da pochi. E’ una questione tanto semplice quanto complessa, quasi occultata dall’informazione ufficiale  e propagandistica, dalla  gran  parte di giornali e televisioni. E’ utile per capirla il richiamo alla storia dei rapporti tra la Sicilia e il resto d’Italia. Con un po’ di pazienza di lettura. 

Come è noto, in Sicilia si sviluppò con particolare intensità nel periodo 1943-1945 un importante movimento indipendentista che si dotò persino di un suo piccolo esercito di patrioti sicilianisti  al quale affluirono anche criminali comuni e briganti “politici” come Salvatore Giuliano (rinvio alla mia nota “Storia del separatismo siciliano”, Roma, Editori Riuniti, 1976).  

lunedì, marzo 14, 2022

Valentina Chinnici: «Cerchiamo di costruire tutti insieme il tessuto su cui Palermo può rinascere»

Un momento dell’incontro 

I cittadini chiamano e 
Valentina Chinnici, capogruppo di “Avanti Insieme” al Comune di Palermo risponde. In un cinema De Seta gremito di palermitani
, la maggior parte dei quali facenti parte dei 600 sottoscrittori della sua candidatura a sindaco, ha preso vita una domenica densa di contenuti, resa ancora più significativa dalla presenza accanto alla Chinnici della squadra che la sta accompagnando in quella che può essere considerata una sfida da vincere per il buon  governo della città di Palermo. Sfida che tiene in conto il ruolo del civismo, fondamentale nel fare da collante fra le dirigenze di partito e la città.

Napoli 21 marzo, XXVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie


Si svolgerà a Napoli, 21 marzo 2022 la XXVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie - Terra mia Coltura / Cultura - Napoli 20 e 21 marzo 2022 e, simultaneamente, in centinaia di luoghi in Italia, Europa, Africa e America Latina

La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie giunge alla sua ventisettesima edizione: un periodo lungo che ha reso protagonista una vasta rete di associazioni, scuole, realtà sociali in un grande percorso di cambiamento dei nostri territori, nel segno del noi, nel segno di Libera. La Giornata è da qualche anno anche riconosciuta ufficialmente dallo Stato, attraverso la legge n. 20 dell’8 marzo 2017.

Mafiopoli fu la gemella diversa di Tangentopoli


Gian Carlo Caselli

Qualche tempo dopo Tangentopoli partiva a Palermo Mafiopoli, cioè il riscatto del nostro Paese dopo lo tsunami delle stragi di mafia del 1992. Le due vicende si prestano, per alcuni profili, ad un confronto.

All’inizio Tangentopoli e Mafiopoli erano persino, come dire, gemelle. Ricordo alcuni cartelli di giovani manifestanti sui quali stava appunto scritto: “Borrelli-Caselli-Gemelli”. Perché a Milano come a Palermo la magistratura stava dando corpo e dignità a una frase (La legge è uguale per tutti) da sempre roba ghiotta per comici e cabarettisti.

domenica, marzo 13, 2022

Il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo sulle amministrative: “Bisogna liberare la città dalla cattiva politica e programmare il futuro. Competere su progetti e proposte. Fare spazio alla speranza”

Mario Ridulfo

Palermo 11 marzo 2022 - “Una città sospesa tra speranza e disperazione, dove la disperazione sembra prendere il sopravvento, è una città dove non si può programmare il futuro – dichiara il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo - Le forze politiche si fronteggiano non su un progetto di rilancio ma sui brandelli di una città che, come ha ben detto Franco Miceli, è diventata invece merce di scambio. 

Avevamo sperato che si potessero creare le condizioni per una campagna elettorale che mettesse al centro i problemi ma che considerasse anche le tante risorse dei palermitani. Invece, sta prevalendo la logica spartitoria e quella di appartenenza, anche dentro gli stessi gruppi politici”.

sabato, marzo 12, 2022

Conclusa la seconda edizione del premio cultura corleonese 2021/22. Premiati Daniele Paternostro, Andrea Mercadante, Giovanni Lisotta, Mario Midulla, Echi medievali e Lucia Di Fulco

La presidenza della manifestazione. Da sx: Giuseppe Rogato, Gianfranco Grizzaffi, Giusy Dragna ed Angelo Vintaloro 

Si è svolta stasera nella splendida cornice del complesso architettonico di S. Agostino la cerimonia di premiazione della seconda edizione “Premio Cultura Corleonese”, ideata e organizzata da Angelo Vintaloro e dall’Archeoclub, con la collaborazione del Lions club international e il patrocinio del comune di Corleone.
Sotto l’attenta regia di Vintaloro, sono intervenuti per leggere i nomi dei premiati per ciascuna sezione e le motivazioni Giuseppe Rogato del Lions club, l’assessore alla cultura Giusy Dragna, e l’assessore alle tradizioni popolari Gianfranco Grizzaffi. E
cco i premiati con le rispettive motivazioni:

I CINQUANTA ANNI DEL FILM. Così “Il padrino” diventò brand mafioso

Al Pacino è Marlon Brando in una scena de “Il padrino”

di UMBERTO CANTONE

L’interpretazione di Marlon Brando e compagni creò uno stereotipo siciliano inventò un fascinoso boss- gattopardo e scatenò polemiche persino a Ciaculli

Quando finalmente arrivò sul grande schermo del cine- teatro Golden di Luigi Mangano, nel settembre 1972, e i palermitani accorsero a riempire, nei tre spettacoli giornalieri, i mille e trentatré posti della sala di via Terrasanta, “ Il padrino” di Coppola sembrava destinato a entrare nell’olimpo di quei classici capaci d’incistarsi nell’immaginario comune per rifondarne i connotati. Un cult movie fecondo di sequel e riedizioni che ha fondato un genere e influenzato epigoni, una bandiera identitaria del “made in Little Italy” e del suo côté mafioso la cui aura non è stata scalfita nemmeno quando, di recente, si è trasformata in brand da proloco. E tutto questo trascinandosi dietro una scia di polemiche di cui, a cinquant’anni di distanza, conserviamo un ricordo sfocato. Fu senza dubbio l’effetto del suo fulmineo exploit, dopo la trionfale première newyorkese del 15 marzo, a evidenziare fino a che punto questo ammaliante prototipo della new Hollywood rampante, tratto dall’ordinario mafia- feuilleton scritto di Mario Puzo e diventato a sorpresa un bestseller, fosse riuscito a mettere il dito nella piaga, predisponendo spettatori e lettori di mezzo mondo a fare i conti con le irrisolte ambiguità culturali, morali, politiche riguardanti il fenomeno mafioso e la sua rappresentazione. 

Bisacquino, gli studenti in piazza per la pace in Ucraina

Il corteo per la pace di Bisacquino 

L’I.I.S.S. “Don Calogero Di Vincenti”
 e l’l.C. “Mons. G. Bacile”,giorno 11-03-2022, hanno promosso una manifestazione a sostegno della pace e di ferma condanna di ogni forma di guerra in considerazione del conflitto in atto.

I due istituti con la manifestazione che si è articolata per le vie principali del paese hanno voluto esprimere solidarietà al popolo ucraino. L’iniziativa è partita dall’II SS “Don C. Di Vincenti”: dopo un flashmob in cui i ragazzi, presso il campo esterno della scuola, hanno intonato canzoni sulla pace, gli studenti si sono unitial corteo proveniente dall’IC “Mons. G. Bacile”. In contemporanea dalle vie principali del paese (via Roma, via Carmine, corso Umberto I, corso Triona) e sotto lo sguardo ammirato dei cittadini bisacquinesi, i cortei sono arrivati in piazza Triona.

IL BAROCCO DI NOTO E LE NUOVE FRONTIERE DELL’ARTE DIGITALE


Ludovica Infantino E uno scorcio di Scicli

La celebre frase del pittore francese Paul Gauguin “L’arte o è plagio o è rivoluzione” è alla base della nuova frontiera dell’arte digitale, promossa dall’associazione culturale Altera Domus, in collaborazione con il Comune di Noto.

Le curatrici del progetto sono Paola Ruffino (storica dell’arte e funzionaria direttiva dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana) e Ludovica Infantino (giovane manager dei social media e co-founder del brand Acqua di Noto, finalizzato ad unire passato e futuro della Sicilia).

Paola e Ludovica sono madre e figlia. Il loro “stato maggiore” è nel cuore della splendida cittadina barocca di Noto (“Patrimonio Unesco”), nella Galleria Artistica Palazzo Nicolaci, in Via Nicolaci 18, nella centrale “strada dei balconi” conosciuta in tutto il mondo.

venerdì, marzo 11, 2022

I diversi volti del pacifismo


di Giuseppe Savagnone

La maglietta di Salvini

La notizia che il sindaco di Przemyls – una cittadina polacca al confine con l’Ucraina, da dove in questi giorni passano migliaia di profughi – , ha sarcasticamente risposto alla visita di Salvini regalandogli una maglietta con l’effigie di Putin – identica a quelle ostentate in più occasioni dal leader leghista – , appare significativa se viene letta nel contesto della polemica che ha accompagnato la decisione del governo italiano di inviare armi al governo di Zelens’kyi e che riguarda il problema del pacifismo.

Trent'anni fa il delitto di Salvo Lima. Così Riina lanciò la stagione delle stragi

L’omicidio Lima

di Enrico Bellavia

L'omicidio del dirigente dc rappresentò il primo atto di una lunga scia di sangue. Il racconto dei pentiti: "Punito perché non fu in grado di aggiustare il maxiprocesso"

Il maxiprocesso fu la sua condanna. Non era tra gli imputati, ma i tempi del giudizio coincisero con la sua parabola discendente. Doveva morire già nel 1989, lo graziarono e si misero ad aspettare. Non accadde nulla. E così sul finire del 1991 il suo nome era già in cima alla lista nera. All'inizio dell'anno successivo, quando ormai era chiaro che ogni impegno a ribaltare il verdetto di Palermo era stato disatteso, decisero di spuntare i nomi di quel foglio. E cominciarono da Salvatore Achille Ettore Lima, detto Salvo. Già sindaco, deputato, sottosegretario e parlamentare europeo in carica.

Guido Lo Forte: “Il poli-partito di boss e potenti esiste ancora, ma si è inabissato”


di Salvo Palazzolo

L’intervista all’ex procuratore aggiunto di Palermo 

«L’onorevole Lima aveva una stabile collaborazione con Cosa nostra: fin dal periodo in cui fu sindaco di Palermo, alla fine degli anni Cinquanta, instaurò rapporti con mafiosi di rango». Guido Lo Forte, l’ex procuratore aggiunto di Palermo ai tempi di Gian Carlo Caselli, ripercorre i nomi che scandì durante la requisitoria contro Giulio Andreotti, il principale referente politico dell’eurodeputato ucciso il 12 marzo 1992: «Salvo Lima aveva rapporti con Tommaso Buscetta, Stefano Bontate, Michele e Salvatore Greco; infine con i Corleonesi di Totò Riina per il tramite dei cugini Salvo, cui era legato da un solido rapporto di amicizia personale». 

Calogero Mannino: “Rapporti mafia-politica? Macché l’infiltrato era solo Ciancimino”


di Claudio Reale

L’intervista all’ex ministro democristiano Davanti alla casa di Calogero Mannino un cartello ricorda che «la Dc è tornata». E se l’ex ministro non è interessato all’invito che il manifesto gli rivolge, quello che gli preme è semmai scrivere la storia di quegli anni, scossi dall’omicidio di Salvo Lima e poi dalle stragi: «Tutta quella narrazione — dice — è stata affidata a racconti hackerati dai collaboranti di giustizia. Ero un avversario di Lima, e come tale dico che non merita di essere seppellito con lo stigma». 

LA TESTIMONIANZA. L'altro volto dello Stato


ROBERTA LISI

Tina Montinaro trascorre il suo tempo a costruire legalità: lo fa nelle scuole e con i detenuti del carcere minorile di Palermo, insegnando loro un mestiere e un diverso modo di convivenza. 

Tutti possiamo sbagliare, e ovviamente è giusto pagare, ma chi esce dal carcere deve poter essere reinserito. Spesso i ragazzi che finiscono nel carcere minorile di Palermo incontrano lo Stato quando vengono arrestati, conoscono solo un “mondo”. Ma è nostro dovere fargli vedere che ne esiste un altro, che delinquere non è l’unico modo di vivere. Sono parole piene di passione quelle che ci rivolge Tina Montinaro, moglie di Antonio, il capo scorta di Giovanni Falcone che, col giudice e con Francesca Morvillo, Vito Schifani e Rocco Dicillo, fu ucciso il 23 maggio del 1992 a Capaci dalla mafia.

Tina Montinaro fa parte del Consiglio di aiuto sociale istituito dal Presidente del tribunale di Palermo Antonio Balsamo.

Corradino Mineo: “Questa guerra l'ha cominciata Putin, nella convinzione, errata, che l'Ucraina sarebbe andata in pezzi e il suo governo si sarebbe arreso”


CORRADINO MINEO
 

La foto della donna incinta che fugge in pigiama dal reparto maternità dell'ospedale di Mariupol è forse un falso? La donna è, come pretendono i russi, una nota blogger ucraina .che "posa" per il fotografo di guerra? Non è impossibile. Nel famoso "bacio all'Hotel de Ville" di Robert Doisneau, i due innamorati erano stato convinti dal fotografo a posare per lui.  E persino sullo scatto di Robert Capa, del miliziano spagnolo colpito a morte dai franchisti, gravano molti dubbi. La foto non sarebbe stata scattata dove ha detto l'autore; e forse non dalla sua macchina. Mentre è sicuro che il cormorano con le ali impiastricciate di petrolio non c'entrava nulla col disastro ambientale che sarebbe stato provocato dall'invasione del Kuwait ordinata da Saddam Hussein e dalla sua proterva decisione di incendiare i pozzi. Si trattò di un falso, efficace, fabbricato dalla CNN. Dopotutto ogni immagine è una ricostruzione della realtà. Ma resta il fatto. 

giovedì, marzo 10, 2022

Corleone ha ricordato il sindacalista Placido Rizzotto

Un momento della manifestazione 





Il ricordo di #Placido #Rizzotto oggi a #Corleone, attorno al suo busto nella piazza centrale del paese. La manifestazione è stata organizzata dalla Cgil con l’amministrazione comunale di Corleone, Libera, Legacoop, Arci e le scuole. Era presente anche Pasquale Ribezzo, figlio del carabiniere Francesco Ribezzo che nel 1949, al fianco di Carlo Alberto Dalla Chiesa, arrestarono due degli assassini di Rizzotto e denunciarono Luciano Liggio, latitante. “Mio padre mi parlava sempre del periodo di Corleone, di Dalla Chiesa e Rizzotto - ha detto Ribezzo -. Era orgoglioso del lavoro fatto per assicurare alla giustizia i mafiosi che avevano assassinato il giovane sindacalista”. 

Intervista al procuratore reggente di Palermo Marzia Sabella: “I segreti di Cosa nostra custoditi dalle donne”


di Salvo Palazzolo

«Quando arrivai alla procura di Palermo, nei mesi terribili che seguirono la stagione delle stragi, sembrava impensabile che una donna potesse raggiungere una posizione di vertice nell’ambito di un ufficio giudiziario importante». 

Marzia Sabella sorride: «Non immaginavo davvero che un giorno sarei diventata procuratore aggiunto e che avrei retto la procura di Palermo, sembrava una cosa fuori dalle possibilità». 

Invece, lei è la prima donna al vertice dell’ufficio inquirente del capoluogo dopo la partenza di Franco Lo Voi, resterà fino alla nomina del nuovo procuratore. 

Addio supermarket dei grandi marchi: il business da 3 miliardi resta tutto in Sicilia


di Gioacchino Amato e Tullio Filippone

Nel 2017 ha iniziato a smobilitare la francese Carrefour, l’ultima è stata la Coop. Oggi 1170 negozi e 70 mila dipendenti sono in mano a cordate di imprenditori locali

Una metamorfosi avvenuta in appena cinque anni, sotto gli occhi di chi ogni giorno riempiva i carrelli dei supermercati che intanto cambiavano insegne e proprietari. La grande distribuzione siciliana sta uscendo da una vera rivoluzione: "Abbiamo assistito alla grande fuga dei colossi internazionali della grande distribuzione organizzata - raccontano Mimma Calabrò e Giusi Sferruzza alla guida di Fist e Fisascat Cisl Sicilia - prima Carrefour e Sma, poi Auchan, fino al recente abbandono di Coop Alleanza 3.0. Ci sarebbero state conseguenze drammatiche per centinaia di lavoratori se non avessimo raggiunto accordi con imprenditori locali".

Il Risiko del carrello

Letizia Battaglia: "Le donne oggi sono più libere e gli uomini ne hanno paura"

Letizia Battaglia


di ALESSIA CANDITO

Intervista alla fotografa che ha compiuto 87 anni e che parla della condizione femminile e delle elezioni

Dice di essere vecchia. "Mi manca il fiato per parlare ancora", protesta all'ennesima domanda. "Da oggi ho ufficialmente 87 anni", aggiunge a rinforzo. Ma Letizia Battaglia continua a tener fede al suo cognome. Non lo dice, ma il suo essere "in lotta" le piace e si avverte. Lucida, combattiva, così tranchant da apparire a volte quasi spietata nei giudizi, a dispetto degli attacchi di alcune femministe per il servizio fotografico del 2020 per Lamborghini, non solo con le sue foto, ma con tutta la sua vita è manifesto

Pagina Facebook inneggia a “Esercito dei Corleonesi”, chiesto intervento all’antimafia


GAETANO FERRARO

Il consigliere Pascucci ha anche chiesto alle forze dell'ordine d'intervenire

Un’inquietante pagina è spuntata da qualche mese su Facebook che inneggia alla formazione di un esercito Rivoluzionario fatto da cittadini corleonesi. Non trova davvero pace la città in provincia di Palermo che da anni vuole togliersi quel fardello chiamato “cosa nostra”. 

mercoledì, marzo 09, 2022

Padre Calcara sbotta: “Vogliamo la pace e mandiamo il pacco della spesa… Non siamo disposti a rischiare niente di noi stessi”

Padre Giovanni Calcara, frate domenicano

AGATA LAGATI

La guerra tra Russia e Ucraina, come tutti i conflitti, è una guerra ingiusta che fa molte vittime, soprattutto tra i civili. Il clima che si respira è di terrore e di incertezza in tutto il mondo: le famiglie peraltro si trovano a far fronte a prezzi in continua ascesa e i genitori non sanno come spiegare la tragedia che si sta abbattendo sui cittadini ucraini. Abbiamo intervistato padre Giovanni Calcara del convento San Domenico di Soriano Calabro, che in modo solerte ed efficace, ha risposto ad alcune domande.

Prima il Covid, adesso la guerra: in che mondo stiamo vivendo?

Corleone, domani la ricorrenza del 74° anniversario di Placido Rizzotto. Una mostra fotografica per ricordare Rizzotto e Dalla Chiesa e le poesie dei bambini delle scuole


Palermo 9 marzo 2022 – Si terranno domani a Corleone le iniziative per commemorare il 74° anniversario dell'uccisione di Placido Rizzotto. Alle 9,30 sarà deposta una corona sulla tomba al cimitero. Alle 10 in piazza Garibaldi, lettura delle poesie dei bambini dell'ICS “Giuseppe Vasi” di Corleone.

Alle 11 nell'aula consiliare, inaugurazione della mostra fotografica “Corleone, Rizzotto Dalla Chiesa”, a cura di Pasquale Ribezzo, con immagini e documenti provenienti dall'archivio storico della Cgil e dall'archivio appartenuto al padre, Francesco Ribezzo, carabiniere in servizio a Corleone nel 1949-50, componente del gruppo squadriglie del Cfrb Comando forze repressione banditismo guidato dal comandante Carlo Alberto Dalla Chiesa. Dopo i saluti istituzionali, gli interventi di Cgil, Legacoop, Anpi, Arci, Libera e dei familiari di Rizzotto. Conclude Ignazio Giudice, segretario Cgil Sicilia.

Sabato prossimo la seconda edizione del “Premio Cultura Corleonese”

Il 12 marzo 2022 alle 17,30, presso la Sala Conferenze “Carlo Alberto Dalla Chiesa” saranno consegnati i PREMI CULTURA CORLEONESE 2021/2022.

Il Premio Cultura Corleonese è stato ideato e lanciato per la prima volta nel 2019 da Angelo Vintaloro con l’obiettivo di incoraggiare, sostenere e valorizzare tutte le espressioni della cultura corleonese. La prima edizione ha avuto un buon successo di pubblico. La pandemia ha poi bloccato le successive edizioni, che riprenderanno a partire da sabato prossimo.

Ucraina: Cgil, bene utilizzo beni confiscati per profughi, aprire tavolo per risolvere incongruenze


Roma, 9 marzo – “L'impegno manifestato pubblicamente dalla Ministra Lamorgese di utilizzare i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata e alle mafie per destinarli ai profughi che fuggono dalla guerra in Ucraina, va nella giusta direzione. 

Facciamo notare tuttavia alla Ministra tre incongruenze che vanno rapidamente risolte, o questa idea rimarrà purtroppo lettera morta e, peggio ancora, aprirà pesanti contraddizioni”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.

martedì, marzo 08, 2022

Questa crisi e il salto da compiere: DISINNESCARE LA BOMBA



Pubblichiamo l’editoriale di oggi del giornale dei vescovi italiani “Avvenire”. La proposta che avanza, cioè di sviluppare un’azione pacifista globale e straordinaria, utilizzando tutte le istituzioni statali, mondiali e del volontariato, ci sembra - per quanto difficilissima - l’unica che ha senso di portare avanti (dp) 

di MAURO MAGATTI
Con l’invasione dell’Ucraina il mondo rischia di precipitare in una spirale distruttiva.

Rompendo in modo strutturale l’equilibrio nato con il 1989, Vladimir Putin ha infatti imposto il proprio gioco, riportando in auge una logica strettamente politica, estranea alla globalizzazione dei mercati degli ultimi tre decenni. L’obiettivo, più volte ripetuto dallo stesso presidente russo, è quello di ristabilire i confini della 'madre Russia', dentro una visione della storia politicoculturale di tipo imperiale, che ci riporta al ’900 se non addirittura all’800. È questa inattualità dell’azione di Putin che ha scioccato il mondo: come il ritorno di un rimosso profondo che va a sbattere violentemente con la forma complessa del mondo contemporaneo e ne scuote le fondamenta.

lunedì, marzo 07, 2022

Nicolò Azoti, scopertura di una targa a Baucina, nel luogo in cui il dirigente sindacale fu assassinato. Ridulfo e Paternostro: “La nostra memoria va ad Azoti e a tutti i sindacalisti uccisi”


“Ma ricordiamo anche Antonella Azoti, figlia di Nicolò, impegnata e appassionata testimone dell'idea di giustizia sociale e di riscatto”.

Palermo 7 marzo 2022 – Dopo 75 anni dalla sua morte a Baucina, oltre a una strada a lui intitolata, adesso c'è anche una targa posizionata sul luogo in cui cadde, per mano mafiosa, Nicolò Azoti, segretario della Camera del Lavoro, impegnato nelle lotte per il riscatto e l'emancipazione dei contadini di Baucina.

domenica, marzo 06, 2022

Corleone in lacrime per Franco Nicosia, scomparso a soli 45 anni. Le condoglianze di Città nuove

Franco Nicosia

Franco aveva solo 45 anni, sorpresa e addolorata la città dopo la tragica notizia

Lacrime e dolore per la prematura scomparsa di Franco Nicosia. Un giovane uomo che in città tutti conoscevano. Oggi tutta Corleone piange la sua morte arrivata troppo presto. Franco aveva solo 45 anni. Un ragazzo d’oro che Corleone stimava molto. Sempre gentile e pronto ad aiutare tutti. Impegnato nel sociale e nell’unica impresa familiare di onoranze funebri di Corleone.

La guerra in Ucraina. Il paradigma binario che ci impedisce di ragionare


di NADIA URBINATI

Più ci esponiamo ai media, televisivi e social, più radicalizziamo le nostre posizioni. Non è una novità. Lo abbiamo abbondantemente sperimentato con la pandemia, con il vaccino, con il green pass; e poi, ancora, con l’elezione del Presidente della repubblica. E lo viviamo oggi, ogni giorno, da quando è cominciato l’attacco di Putin all’Ucraina, anzi ancora prima, quando l’intelligence americana ci lasciava intendere che Putin avrebbe attaccato a breve. In tutti questi casi, i media hanno spettacolarizzato facili dualismi e poco informato. 

Pro e contro: che si tratti di Covid-19 o di Ucraina o di riarmo dell’Europa. Ed è paradossale, perché il paradigma binario non consente il pluralismo di cui l’informazione ha bisogno. E infatti, chi oggi parla parla più di contagiati in terapia intensiva o nuove povertà? Tutto è scomparso. C’è solo la guerra.

Né uomini né armi né denaro per la guerra in Ucraina

L’assemblea alla Facoltà di Lettere a Palermo

di Antonio Minaldi

Sulla possibilità che lo scontro armato in Ucraina possa risolversi in tempi brevi non si può essere eccessivamente ottimisti. E’ vero che sono in corso trattative tra i contendenti, ma le posizioni restano molto lontane.

Da una parte c’è la Russia dell’oligarca Putin, che dopo avere impegnato tutte le sue forze e il suo prestigio nel conflitto, non è pensabile possa accordarsi senza avere ottenuto tutti i suoi obiettivi che riguardano la neutralità dell’Ucraina e il riconoscimento delle autoproclamate repubbliche del Donbass. La situazione tuttavia non sta evolvendo in modo del tutto positivo per gli invasori, che con ogni probabilità pensavano che le cose fossero più facili e i tempi del conflitto più brevi. Alla base stava l’idea sbagliata che non ci sarebbe stata eccessiva resistenza dal punto di vista militare, e che la popolazione avrebbe in qualche modo accettato la nuova situazione di fatto. Mettere in ballo gli antichi rapporti storici tra ucraini e russi e il ruolo avuto in passato da Kiev nella nascita della grande Russia non serve a nulla. Gli ucraini oggi non si sentono russi, ad eccezione delle province orientali chiaramente russofone, e questo è un vero problema per gli occupanti.

sabato, marzo 05, 2022

ASPETTANDO L’8 MARZO. Le ricamatrici operaie in trincea per i diritti “Noi, marziane in Sicilia”


di PAOLA POTTINO 

Ore e ore trascorse con la schiena chinata. L’arte del ricamo, tramandata dalle donne della famiglia, è scandita da canti e chiacchiere tra aghi, fili, tele, stoffe, lenzuola in lino e tovaglie. 

Le ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa, in provincia di Caltanissetta, sono le più brave di tutte. Negli anni Sessanta, le loro meravigliose creazioni vengono notate dagli occhi attenti degli intermediari alla ricerca dei corredi più belli per i loro committenti. Donne dell’aristocrazia e dell’alta borghesia siciliana, ma non solo, fanno a gara per comprare i preziosi corredi da portare in dote, le loro cassapanche custodiscono veri tesori artigianali. Il lavoro è tanto e dalla mattina alla sera le donne del paesino nisseno, con la schiena spezzata e la vista messa a dura prova, trascorrono le loro giornate a ricamare.

LA PROTESTA. Dare a Leonardo Badalamenti, figlio di Don Tano, le chiavi di Casa Felicia, sarebbe una grande sconfitta per Cinisi, per le giovani generazioni e per chi ha sacrificato la vita nella lotta alla mafia

Felicia Impastato col quadro del figlio Peppino 

Casa Felicia è stata confiscata a Gaetano Badalamenti, boss di Cosa Nostra mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, e assegnata nel 2010 al Comune di Cinisi dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati. Da rudere quale era, fu ristrutturata con quasi 400 mila euro di fondi europei ottenuti attraverso il Gal Castellammare del Golfo. 

Adesso, dopo più di dieci anni, la confisca è stata revocata. Se c’è stato un “errore” vogliamo capire chi ne ha la responsabilità, anche perché questo ha determinato la spesa di molti soldi pubblici per una ristrutturazione che andrebbe a beneficio di Leonardo Badalamenti. Tutto ciò ci sembra un pessimo segnale da parte delle Istituzioni, col rischio che si perda la fiducia nello Stato e nella Giustizia, quella che si basa sulla difesa del bene comune e non su “errori tecnici o burocratici” che non cambiano la sostanza di ciò che rappresenta il bene in oggetto e soprattutto non cambia la sostanza di quello che fu il potere mafioso di Gaetano Badalamenti nel territorio di Cinisi, simboleggiato anche dal suo patrimonio. Leonardo Badalamenti nell’Agosto del 2020, con la scusa di rivendicare un suo diritto, aveva rotto le serrature di questo immobile per appropriarsene con la forza.

A 100 anni dalla nascita. I FULMINI DI PASOLINI (e il suo viaggio a Corleone)

Pasolini nella redazione del giornale L’Ora

Nel centenario della nascita del poeta, cineasta e scrittore “L’Ora, edizione straordinaria”, ripubblica l'intervista di Mario Farinella comparsa sull'Ora l'11 dicembre 1972, dove Pasolini parla della sua esperienza a Corleone. Anch’io ho un ricordo di quella giornata. Lo scrittore venne invitato ad un dibattito al “Circolo culturale” di via don G. Colletto (al piano terra della palazzina Di Carlo) da un gruppo di studenti universitari che lo gestivano. Ero ragazzino, non ricordo i dettagli dell’incontro. Mi è rimasto in mente soltanto l’accanimento con cui gli studenti corleonesi volevano metterlo in difficoltà, portando sempre il discorso sulla sua omosessualità. E quando pensarono di averlo colto in contraddizione, Pasolini se ne uscì com l’affermazione: “La contraddizione è l’essenza dell’uomo moderno...”. (dp)

di MARIO FARINELLA

In Sicilia per preparare “Il fiore delle Mille e una notte”, l'autore risponde colpo su colpo ai suoi molti detrattori. “Io pornografo? Sono i critici che si comportano da piccoli borghesi conformisti”. Sferzante con l'avanguardia letteraria e polemico con il risvolto borghese della contestazione giovanile, Pasolini racconta: “Verga il mio maestro. Guttuso e Sciascia i miei fari”. Un incontro commovente a Corleone

LO STORICO DEL COMUNISMO. Lenin, l’Ucraina e lo spettro di Orwell


DI STÉPHANE COURTOIS

Nel suo discorso di guerra del 21 febbraio, Vladimir Putin ha fatto un’affermazione che ha lasciato sbigottiti gli storici. Ha detto che «l’Ucraina contemporanea è stata completamente e interamente creata dalla Russia, per la precisione dalla Russia comunista e bolscevica. Questo processo è iniziato quasi subito dopo la rivoluzione del 1917, e Lenin e i suoi compagni hanno agito in modo davvero scorretto con la Russia, arraffandole e strappandole una parte dei suoi territori storici». 

Contestualizzando così la nascita dell’Ucraina, Putin “dimentica” che essa era una realtà storica a sé da più di 1200 anni, quando fu creato ilRus,il primo stato slavo, in quell’ampio territorio che si estendeva dal mar Baltico al Mar Nero, delimitato dal Dnepr e dal Dnestr, con capitale Kiev — quando San Pietroburgo e Mosca non esistevano nemmeno. L’Ucraina fu riannessa a forza nell’impero zarista soltanto alla fine del XVIII secolo e vide emergere alla metà del XIX secolo, come in tutta l’Europa del 1848 e la sua “primavera dei popoli”, un potente movimento nazionalista incentrato sulla sua lingua, la sua letteratura e la memoria delle grandi rivolte cosacche contro ogni forma di oppressione. 

Un benvenuto in stile “Hollywood” a Contessa, borgo che scommette sulla cultura

Il sindaco Leonardo Spera con il simbolo di Contessa
e le lettere dell’installazione


di 
Giulio Giallombardo

Pronta la scultura che accoglierà i visitatori: una grande installazione formata dalle lettere che compongono la parola “Kuntisa”, nome abbreviato del borgo in lingua arbëreshë. Ma sono tante altre le iniziative in programma

Un grande benvenuto artistico in stile “Hollywood” per un borgo che sta puntando sulla cultura. Sette lettere marroni alte due metri, una accanto all’altra, a formare la parola “Kuntisa”, con l’immancabile aquila a due teste, simbolo delle comunità arbëreshë. È la scultura che accoglierà i visitatori di Contessa Entellina, uno dei comuni siciliani dove si coltivano le radici greco-bizantine degli albanesi italiani. Il nome abbreviato del borgo in lingua arbëreshë è stato realizzato dal maestro Enzo De Luca, artista di Sambuca di Sicilia. La grande installazione in ferro farà coppia con un’altra di più piccole dimensioni, ed entrambe saranno installate nei due ingressi, a nord e sud del paese.

I DISAGI. Sanità in affanno in Sicilia: carenze di medici in provincia di Palermo (Petralia, Corleone, Partinico, Termini) e a Ragusa


Assistenza sanitaria in affanno in Sicilia. Dalla provincia di Palermo a Ragusa sono diverse le disfunzioni e le carenze di organico. 

I sindacati, in una nota, segnalano ai vertici dell’azienda sanitaria di Palermo difficoltà organizzative e irregolarità contrattuali. Il documento porta la firma della quasi totalità delle sigle: Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Cgil Medici, Cgil Fp, Fesmed, la Fials, la Fials Fvm, Nursing Up e Uil Medici. Denunciano "ritardi nei concorsi e nelle mobilità ed errori nei processi di valutazione del personale del comparto per la progressione economica. Inoltre non si procede alla stabilizzazione del personale comandato, infermieri, Oss, tecnici e medici che sarà costretto a tornare alle aziende di provenienza del nord con grave perdita di importanti professionalità”.