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Giovani nella piazza di Corleone
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Ripubblichiamo un articolo del 19 novembre 2017, scritto da Enrico Fierro da Corleone, in occasione della morte di Totò Riina. Un affresco di quella giornata molto incisivo. Mi ha seguito in un incontro con gli studenti americani della sede Fiorentina della Syracuse University di New York, svoltosi nei locali della Camera del lavoro. Ci conoscevamo dai tempi de “L’Unità”. Lo stimavo tanto. Ogni tanto ci sentivamo. Ciao, Enrico. Buon viaggio... (dp).
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Il funerale Sarà all’alba, forse già domani. Nel paese l’evento è già finito
di ENRICO FIERRO
inviato a Corleone (Pa)
La salma di Totò Riina arriverà, forse domani, all’alba. Il sole non si sarà ancora affacciato dalla Montagna Vecchia e “il corpo della mafia” verrà velocemente tumulato. Nessun corteo funebre. Nessuno, oltre ai familiari, a pregare per lui. È un peccatore che non si è mai pentito, dice la Chiesa. Che pensa ai morti e al dolore. Alle famiglie dei magistrati uccisi, alle loro lacrime e alla loro disperazione. Pensa a Pio La Torre e alle centinaia di uomini e donne massacrati solo perché facevano il loro dovere. Pensa alle migliaia di morti delle guerre di mafia scatenate da “’o zu Totò”. Pensa, la Chiesa, alle bugie, alle “tragedie ”, agli inganni. E pensa a Giuseppe Di Matteo, bambino di 12 anni appena, che fece una morte orribile. Rinchiuso in una tana per oltre 700 giorni fu fatto morire di paura e di fame. “Lo toccavo e le sue braccia sembravano di burro”, raccontò uno degli assassini. Giuseppe lo sciolsero nell’acido. No, nessun funerale religioso per il capo dei capi. Sulla sua tomba non ci sarà neppure il nome.