11/28/2010

Corleone. Dall'esame del Dna verrà la verità sull'assassinio del sindacalista Placido Rizzotto?

Carmelo Rizzotto con la foto del figlio
Placido,
sindacalista della cgil assassinato
dalla mafia il 10 marzo del 1948
La polizia scientifica sta procedendo, nel laboratorio nazionale di Roma, alla comparazione del Dna di Carmelo Rizzotto, padre di Placido, con le ossa recuperate dalla polizia nella foiba di Rocca Busambra, a Corleone, nell'estate 2008. Le analisi potrebbero portare, dopo 62 anni, al riconoscimento dei resti del sindacalista rapito ed ucciso dalla mafia a Corleone, il 10 marzo 1948. Lo rivela oggi il Giornale di Sicilia che racconta come, assieme ai resti umani, a Rocca Busambra siano stati recuperati i resti di un animale da soma che potrebbero avvalorare la tesi secondo cui Rizzotto venne ucciso in una masseria di contrada Malvello, e non sulla montagna. Nella stalla avrebbe assistito al delitto di Rizzotto anche il pastorello Giuseppe Letizia, poi ucciso nell'ospedale Dei Bianchi, all'epoca retto dal dottore Michele Navarra, il capomafia di Corleone a sua volta freddato in un agguato di stampo mafioso. La Cgil chiede che le forze dell'ordine e la magistratura s'impegnino per ritrovare anche i resti di Placido Rizzotto, recuperati nel 1949 in una foiba di Rocca Busambra dal capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa, e poi "smarriti" negli archivi del tribunale di Palermo o presso la Corte di Cassazione a Roma. "Anche a distanza di 62 anni dal suo assassinio, ritrovare il corpo di Rizzotto avrebbe un grande valore umano e una grande importanza civile per la sua famiglia, per la Cgil e per lo Stato democratico - dichiarano il segretario della Cgil Maurizio Calà e il responsabile del dipartimento legalità Dino Paternostro, segretario della Cgil di Corleone - Sarebbe il modo per affermare verità e giustizia e onorare la memoria di un martire della libertà". La Cgil ringrazia la polizia e la magistratura per l'impegno profuso in questi ultimi anni per il recupero dei resti di Placido Rizzotto, segretario della Camera del lavoro di Corleone, assassinato dalla mafia nel 1948. Adesso è in corso la comparazione del Dna di Caremlo Rizzotto, padre di Placido, con le ossa recuperate dalla polizia in una foiba di Rocca Busambra nel 2008. "Chiediamo - aggiungono Calà e Paternostro - che gli esami vengano effettuati su tutti i reperti rinvenuti, nella speranza che i riscontri possano essere positivi, per dare finalmente la giusta sepoltura ad un uomo che combatté, da partigiano, sui monti della Carnia per dare la libertà all'Italia e che poi in Sicilia guidò i contadini nella lotta per la terra, per i diritti, per la democrazia e contro la mafia".
SiciliaInformazioni, 26 novembre 2010

11/25/2010

La Cgil di Palermo: "Con Pino Maniaci e Telejato per difendere il diritto di informare"

La Camera del lavoro metropolitana di Palermo aderisce alla manifestazione del 28 novembre a Partinico per stare al fianco di Pino Maniaci, della sua famiglia e della piccola-grande emittente televisiva “Telejato”. In questa nostra terra martoriata bisogna difendere con forza il diritto di informare, la libertà e la democrazia. La mafia ha paura della libera informazione, per questo abbiamo il dovere di sostenere chi la pratica ogni giorno con coraggio e determinazione. Insieme, a testa alta, affermiamo che dobbiamo costruire un futuro della Sicilia senza mafia e prevaricazioni. Tutto questo adesso è possibile perché è cresciuta tra i lavoratori e i giovani la consapevolezza che la lotta contro la mafia e la lotta per i diritti e la democrazia sono strettamente legate.
Dino Paternostro
Responsabile Dipartimento “Legalità” Cdlm di Palermo
Maurizio Calà
Segretario generale
Camera del lavoro metropolitana di Palermo

Luciano Silvestri: "Anche la Cgil nazionale al fianco di Telejato e di Pino Maniaci"

L’appello lanciato dai promotori della manifestazione a sostegno di Pino Maniaci e la sua famiglia, minacciati ripetutamente e pesantemente dalla mafia, trova il sostegno e l’adesione della CGIL Nazionale. Telejato, diretta e gestita da Pino, è impegnata quotidianamente in una coraggiosa opera di denuncia e di informazione sui fatti che riguardano il panorama vasto e spesso occulto della illegalità. E’ un lavoro prezioso che, come quello di tante emittenti e testate radiofoniche, televisive e giornalistiche, va sostenuto e difeso. La presenza capillare di presidi di libertà come Telejato non è altro che una rete di tanti piccoli David che fanno paura a quel gigante Golia che è la mafia. D’altra parte, il tema della legalità nel nostro paese è entrato negli ultimi tempi in maniera assai prepotente nel circuito mediatico coinvolgendo in maniera significativa l’opinione pubblica e contribuendo non poco alla crescita di sensibilità delle persone. Ciò va assunto come un fatto estremamente positivo, in quanto, come sosteniamo da sempre, la lotta per la legalità ha bisogno che i riflettori sui fatti criminosi che accadono siano continuamente accesi. Tuttavia il messaggio che questa vicenda ci manda è un messaggio di unità, di solidarietà fra tutti coloro che sono impegnati nel lavoro difficile della antimafia sociale. Lavoreremo nelle prossime settimane per rafforzare ancora di più questa rete. Per questo è importante che la manifestazione del 28 Novembre, davanti alla sede di Telejato, trovi la partecipazione di tanti.
Luciano Silvestri
Responsabile Dipartimento Legalità
e beni confiscati della CGIL nazionale

Verso la manifestazione del 29 novembre per l'ospedale. Crapisi (Dialogos): "Continueremo a lottare perché noi nel nostro paese vogliamo viverci”

Il 29 novembre 2010 è stata indetta una Mobilitazione Generale dei cittadini della zona del corleonese contro il depotenziamento dell’Ospedale dei Bianchi di Corleone e contro la soppressione dell’Ospedale di Palazzo Adriano portati avanti dall’Assessore della salute Massimo Russo e dal Direttore Generale dell’ASP Salvatore Cirignotta. Alle ore 9:30 ci sarà il concentramento dei manifestanti in Piazza Garibaldi a Corleone, da dove partirà il corteo che si snoderà per le vie della Città, fino in Via Don Giovanni Colletto, nelle vicinanze del Presidio Ospedaliero. Indicativo è il fatto che c’è l’unità politica da parte di tutte le istituzioni e gruppi politici del territorio. La manifestazione ha lo scopo di sollecitare l’Assessore Russo e il direttore Cirignotta a rivedere la loro visione palermocentrica in merito alla Sanità in Provincia di Palermo. I cittadini del corleonese invece chiedono di poter avere tutelato il proprio diritto alla salute. Infatti, slogan della manifestazione sarà “l’Ospedale non si tocca”. Il Presidente dell’Associazione Corleone Dialogos (Arci – Libera) dichiara che “noi corleonesi il nostro percorso di riscatto l'abbiamo e lo stiamo facendo, ma non può e non deve mancare lo Stato, altrimenti falliremo. Continueremo a lottare perché noi nel nostro paese vogliamo viverci”. Gli organizzatori sottolineano che questa iniziativa non è altro che l’inizio di una battaglia del territorio del corleonese contro l’abbandono della politica provinciale, regionale e nazionale.

Dino Paternostro (CGIL): "Rivendichiamo a schiena dritta il diritto alla salute per le nostre popolazioni!" 
"Il depotenziamento dell’ospedale di Corleone è stato avviato da tempo da manager della cattiva politica, premiati poi da una montagna di voti anche nella nostra zona. Bisogna voltare pagina e rivendicare a schiena dritta il nostro diritto alla salute. Lunedì andremo in piazza a manifestare per questo diritto e chiederemo ancora una volta all’assessore alla salute e al direttore generale di ascoltarci, come già hanno fatto per salvare il reparto di psichiatria e l’U.O. di ostetricia e ginecologia".  

Contessa Entellina. Scoperto un dai Carabinieri un vasto giro di sfruttamento della prostituzione

di Cosmo Di Carlo

Michele Martorana
Scoperto dai carabinieri un vasto giro di prostituzione nei comuni di Contessa Entellina, Giuliana, Bisacquino, Menfi e Sambuca di Sicilia. Tre gli arrestati per sfruttamento della prostituzione, incastrati dalle intercettazioni, ambientali e telefoniche. Le manette dei militari dell’arma del Gruppo di Monreale e della Compagnia di Corleone sono scattate ai polsi di tre uomini, a conclusione di una complessa e delicata attività investigativa, iniziata 9 mesi fa dalla stazione carabinieri di Contessa Entellina e dal NORM (Nucleo Operativo Radio Mobile) di Corleone. A gestire il lucroso affare, secondo i carabinieri, sarebbe stato un operaio forestale di Contessa Entellina, Michele Martorana di 45 anni. L’uomo è stato arrestato nella notte dai Carabinieri insieme ad altri due complici su ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese. LEGGI TUTTO

11/24/2010

Corleone. I Carabinieri celebrano la "Virgo Fidelis" con una solenne cerimonia

Corleone – Celebrata, come da tradizione  la Virgo Fidelis con una solenne celebrazione eucaristica officiata dall’arciprete decano monsignor Vincenzo Pizzitola, nella chiesa della Madonna del Carmine. Presenti rappresentanti delle istituzioni cittadine e delle altre forze dell’ordine che hanno presidi in città. Nella foto (Co.Di) da sinistra in prima fila: Antonella Manti, Francesco Iaria. Luigi Friello, Fernando De Nigris, Ludovico Fiore, Il comandante della stazione di Corleone Dario Virga, mons. Vincenzo Pizzitola, il capitano Antonio Merola, il presidente del consiglio comunale Mario Lanza, Davide Cascino, Calogero Parisi, Emanuele Spoto, in secondo piano, la rappresentanza dei Vigili del Fuoco i comandanti delle stazioni CC dei sette comuni dipendenti dalla compagnia di Corleone ed il comandante del Vigili Urbani Leoluca Cortimiglia.(*Co.Di.*)

GLI ARTIGIANI DI CORLEONE: "L'OSPEDALE NON SI TOCCA!"

L’ART. 32 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA NEL SANCIRE LA TUTELA DELLA SALUTE COME “ DIRITTO FONDAMENTALE DELL’INDIVIDUO E INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’ “ DI FATTO OBBLIGA LO STATO A PROMUOVERE OGNI OPPORTUNA INIZIATIVA E AD ADOTTARE PRECISI COMPORTAMENTI FINALIZZATI ALLA MIGLIORE TUTELA POSSIBILE DELLA SALUTE IN TERMINI DI GENERALITA’ E DI GLOBALITA’ ATTESO CHE IL MANTENIMENTO DI UNO STATO DI COMPLETO BENESSERE PSCO-FISICO E SOCIALE COSTITUISCE, OLTRE CHE DIRITTO FONDAMENTALE PER L’UOMO, PER I VALORI DI CUI LO STESSO E’ PORTATORE COME PERSONA, ANCHE PREMINENTE INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’ PER L’IMPEGNO ED IL RUOLO CHE L’UOMO STESSO E’ CHIAMATO AD ASSOLVERE NEL SOCIALE PER LO SVILUPPO E LA CRESCITA DELLA SOCIETA’ CIVILE. LEGGI TUTTO

Vertenza Ospedale di Corleone. Verso la manifestazione del 29 Novembre, ma non si chiude la porta per la trattativa

Il Comitato per difesa dell'Ospedale di Corleone ha inviato per mezzo di fax la richiesta di un incontro con l'Assessore alla Sanità Russo e con il Direttore Generale dell'Asp Cirignotta al fine di affrontare le questioni inerenti la funzionalità del presidio ospedaliero di Corleone. Insomma ci si prepara per la mobilitazione generale della popolazione del corleonese di lunedi 29 novembre, ma nello stesso tempo si punta a richiedere un intervento da parte dell'assessore e del direttore per fare un passo indietro sulle proprie scelte. Il Comitato formato da istituzioni, associazioni e organizzazioni di categorie si stanno muovendo in modo compatto e in modo lucido per rivendicare il diritto alla salute dei cittadini del corleonese. Mercoledì 24 Novembre 2010
Da Corleone-Dialogos

Parrino, Legacoop: "Affidare a una cooperativa la gestione del patrimonio confiscato alla mafia"


Filippo Parrino
La Legacoop siciliana propone l’affido ad una cooperativa della gestione del patrimonio confiscato alla mafia. La proposta è del presidente di Legacoop Palermo, Filippo Parrino.“Da anni Legacoop sostiene le cooperative che hanno avuto beni confiscati affidati dallo Stato”, ricorda Parrino. “Questo sostegno si è concretizzato sia finanziariamente, ma soprattutto in una vasta rete di commercializzazione dei prodotti, inserendoli nella grande distribuzione coop. Siamo quindi consapevoli dei limiti e dei problemi che devono essere affrontati e risolti”, prosegue il presidente della Legacoop di Palermo. “Non possiamo più aspettare, i beni confiscati devono essere assegnati, occorre quindi avviare una riflessione che tende a concludersi con la costituzione di una commissione con la partecipazione delle associazioni di rappresentanza, con il compito di avviare singole proposte, per rendere produttivi i beni.
“Occorre però non perdere di vista che l’utilità sociale prevista dalla legge è essa stessa un momento produttivo”, precisa ancora Parrino,”ricompone una esigenza prevista dal legislatore che assegna a fini sociali il bene confiscato, la società deve trovare beneficio dalle attività che si svolgono con quel bene confiscato”.

“Per quanto attiene agli immobili la Legacoop”, conclude Parrino,”ritiene utile proporre la nascita di una cooperativa che possa gestire il patrimonio confiscato, mantenere il bene in buon stato, censire l’affidamento, diventare cioè lo strumento di gestione degli immobili, evitando la dispersione, l’abbandono e permettendo quindi al comune di non vedere depauperato un patrimonio importante”.
SiciliaInformazioni, 23.11.2010

Canzoneri, Cna. “Gli artigiani? I ciabattini sono diventati imprenditori. E’ crisi, ma la malattia si chiama burocrazia”

Sebastiano Canzoneri
Sebastiano Canzoneri ha attraversato tutti i luoghi della metamorfosi, li ha accompagnati per mano da dirigente del Cna a Palermo. Ed ora si misura con il cambiamento, i nuovi bisogni, una realtà assai diversa dal giorno in cui ha cominciato. La sua storia ricorda quei sindacalisti che dall’oggi al domani nelle aree industriali siciliane dovettero assistere gli operai chimici dopo avere lavorato a fianco dei braccianti. Come quei sindacalisti, Sebastiano Canzoneri, segretario provinciale del Cna a Palermo, si è riciclato senza traumi, mantenendo tuttavia un certo aplomb del tempo andato, quasi che volesse ricordarci che lui i barbieri, i calzolai e i falegnami di trenta-quaranta anni fa continua a tenerli in gran conto. LEGGI TUTTO

11/22/2010

Palermo. Conferenza stampa della Cgil. Dino Paternostro e Maurizio Calà: "Il comune di Palermo si dia un regolamento per l'assegnazione dei beni confiscati".

(ANSA) 22/11/2010 - Il Consiglio comunale di Palermo deve istituire una commissione d'inchiesta sull'assegnazione dei beni confiscati alla mafia e approvare un apposito regolamento. Lo chiede la Cgil che stamattina ha organizzato una conferenza stampa nei locali della Camera del lavoro. ''Anche a Palermo - dicono i sindacalisti - i beni confiscati ai mafiosi devono creare lavoro e sviluppo, invece di scandali o clientelismi''. Secondo i dati forniti dal sindacato, su 502 beni sequestrati, tra appartamenti, ville, magazzini, uffici, box e terreni, a Palermo ne sono stati assegnati solo 155, ne restano da affidare 328, mentre 9 (solo appartamenti) risultano occupati abusivamente. Il valore complessivo dei beni sfiora i 66milioni. La Cgil chiede all'amministrazione comunale di Palermo una seduta straordinaria per intervenire ''sulla mala-gestione dei beni confiscati''. ''Il Comune faccia chiarezza su come, da chi e per quale fine sono stati gestiti fino ad oggi i beni confiscati alla mafia'', hanno detto Maurizio Calà e Dino Paternostro, rispettivamente segretario generale della Cgil di Palermo e responsabile del dipartimento legalità dello stesso organismo sindacale. Con una lettera firmata dal segretario generale, la Camera del lavoro di Palermo ha chiesto inoltre formalmente un incontro al sindaco per avviare un confronto su questi problemi. ''L'iniziativa della Camera del lavoro di Palermo - ha aggiunto Luciani Silvestri, responsabile del dipartimento sicurezza e legalità della Cgil nazionale - ha il sostegno della Cgil nazionale. I territori non possono essere abbandonati, vanno aiutati semmai ad essere protagonisti. Le istituzioni devono coinvolgere in questa battaglia anche le forze sociali ed imprenditoriali. Dopo l'approvazione della legge n. 50 del 31 marzo 2010, che istituisce l'Agenzia per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, il governo nazionale deve dare prova d'impegno e continuità, rendendo la legge realmente operativa''. Secondo la Cgil, ''è necessario che il regolamento comunale preveda l'istituzione di un apposito ufficio per la gestione dei beni confiscati alla mafia, distinto dall'ufficio patrimonio, affidato a personale che abbia le necessarie competenze tecnico-professionali''. E inoltre che''l'assegnazione dei beni avvenga sulla base della pubblicazione periodica di bandi''. La Cgil chiede peraltro che ''una commissione tecnica che, di volta in volta, esprima parere obbligatorio sull'assegnazione dei beni'' e ''l'individuazione di criteri oggettivi per la selezione dei soggetti assegnatari, che permettano di 'certificare' la loro storia reale, l'attività svolta, l'affidabilita' e l'estraneità assoluta dei soci con vicende o soggetti riconducibili alla criminalità mafiosa''. ''Bisogna dare priorità nell'assegnazione dei beni a quei soggetti che presentano idee progettuali atte a garantire lavoro, sviluppo e servizi dall'uso dei beni confiscati, in attuazione della Legge 109/96'', dicono i sindacalisti.

Corleone. Molto partecipata l'assemblea cittadina per salvare l'ospedale!

Un momento della partecipata assemblea
Una bella assemblea, partecipata, combattiva, Più di 500 cittadini hanno affollato domenica sera il salone “Papa Giovanni”, per dire “NO” al depotenziamento dell’ospedale di Corleone. L’iniziativa è stata organizzata da un coordinamento territoriale che vede insieme i sindaci e i consigli comunali di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Roccamena, Palazzo Adriano, Prizzi, Cefalà Diana, la Camera del lavoro "Placido Rizzotto" di Corleone, le organizzazioni sindacali FP-CGIL e UIL, il clero di Corleone, l'associazione di categoria degli artigiani CNA, le associazioni culturali Corleone Dialogos, Laboratorio della legalità, Città Nuove, la Cooperativa "Lavoro e non solo", la Consulta giovanile di Corleone, l'Associazione Omnia onlus, il Rotary Club di Corleone, il Rotaract Club di Corleone, i Consorzi di imprenditori operanti a Corleone (Consorzio Ottoquattrosei ccn, Centro Commerciale Naturale di Corleone, Consorzio Terre di Corleone e dell'Alto Belice). L’assemblea è stata aperta da Carlo Vintaloro, assessore al comune di Corleone, che poi ha dato la parola al vice-sindaco Pio Siragusa. Sono intervenuti anche Mario Scialabba e Filippo Romeo, della FP-CGIL di Palermo, Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro di Corleone, Giuseppe Crapisi di Corleone-Dialogos, Mario Lanza, presidente del consiglio comunale, Vincenzo Zabbia, medico dell’ospedale, Salvatore Schillaci, segretario della CNA e il sindaco Nino Iannazzo. Tutti hanno criticato la drastica riduzione di posti nella pianta organica dell’ospedale, confermando la data del 29 novembre per lo svolgimento di una grande manifestazione cittadina, che costringa il direttore generale dell’ASP di Palermo e l’assessore alla Salute ad aprire un tavolo di trattativa e ad accogliere le proposte del Coordinamento.
Un documento della Fp-CGIL

di contestazione della politiva sanitaria

Giovanni Giannobile: "Ricordo sempre la profonda umanità di Nino Gennaro"

Nino Gennaro
Caro Dino,
a
pprendo con stupore, incredulità, amarezza della mancata approvazione da parte del Consiglio Comunale di Corleone del tuo ordine del giorno con il quale si chiedeva di intitolare il Centro Multimediale di contrada Santa Lucia A NINO GENNARO. Ti confesso di essere pervaso da profonda tristezza. Chi come me ha avuto l'opportunità, la fortuna di conoscere da vicino Nino, ne ricorda sempre la sua profonda umanità, la sua sensibilità ai problemi della povera gente, la sua grande cultura, la sua grandiosa capacità di elaborazione di testi originali fuori del comune. Come è possibile non rendersi conto che Nino Gennaro è stato un grande del nostro tempo? Come è possibile non costatare che i suoi scritti hanno avuto un grande numero di lettori? Come è possibile non sapere che le rappresentazioni teatrali tratte dalle sue opere sono state apprezzate dalla critica e dal pubblico? Il buio ci invade sempre di più!
Un abbraccio
Giovanni Giannobile

11/21/2010

L'Arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, è cardinale

Il cardinale Paolo Romeo riceve la berretta cardinalizia
LEONE ZINGALES L'Arcivescovo della nostra città è cardinale. Paolo Romeo, originario di Acireale (Catania), ha ricevuto la berretta cardinalizia nel corso del Concistoro, presieduto da Papa Benedetto XVI, che si è celebrato nella basilica di San Pietro. Presenti, nei settori riservati ai familiari dei neoporporati, i familiari di Romeo, il presidente della Provincia e anche il sindaco di Palermo Diego Cammarata. «E' stata una grande emozione - ha sottolineato Cammarata - ed una occasione di felicità ed orgoglio. Sua Eminenza il cardinale Paolo Romeo ha dedicato molti ,preziosi anni alla nostra città e lo ha fatto con dedizione, amore per la comunità dei fedeli ma anche attenzione nei confronti di bisogni della comunità. Oggi l'intera cittadinanza, che io rappresento ha concluso Cammarata - si stringe attorno al suo arcivescovo rallegrandosi con grande partecipazione».
Presenti al Concistoro gli assessori all'Economia, Gaetano Armao, e della Funzione Pubblica della Sicilia, Caterina Chinnici, in rappresentanza del presidente della Regione. Gli esponenti del Governo Lombardo hanno espresso «a Sua Eminenza gli auguri del governo della Regione e dei siciliani, per il riconoscimento ricevuto da sua santità Benedetto XVI». «Il Santo Padre - ha detto l'assessore Chinnici - ha voluto in tal modo dare un'altra testimonianza dell'amore paterno che nutre per la diocesi di Palermo, e per tutta la Sicilia, ulteriormente espressa in occasione della Sua visita del 3 ottobre scorso». «Da quando - hanno proseguito gli assessori - nel febbraio del 2007 è tornato in Sicilia, dopo una lunga presenza in alcune nunziature di tutto il mondo, si è dedicato ad una profonda attività pastorale per sostenere e guidare un popolo dalla lunga tradizione cristiana, chiamato oggi a confrontarsi con nuovi e vecchi problemi». «Ho espresso a monsignor Romeo - ha concluso Armao - gli auguri per il rinnovato impegno che l'attende e il sostegno che il governo regionale potrà offrire nell'affrontare i tanti problemi presenti nella società siciliana». Monsignor Romeo, arcivescovo metropolita, è entrato nel servizio della Santa sede nel 1967 ed è presidente della Conferenza episcopale siciliana. Prima di lui era stato arcivescovo di Palermo il cardinale Salvatore De Giorgi. Oggi il Papa celebrerà una messa assieme ai 24 neocardinali. Romeo riceverà da Benedetto XVI l'anello e gli altri paramenti cardinalizi, mercoledì è prevista una messa in Cattedrale a Palermo.
La Sicilia, 21/11/2010

Calcio. Solo un pari casalingo per la Polisportiva Corleone

Giuseppe Bitetto uno dei prota-
gonisti della gara dei giallo-rossi
CORLEONE - Pari casalingo a reti bianche del Corleone, che ha disputato una gara generosa contro un Fulgatore attento, schierato con una rocciosa difesa a quattro ed un centrocampo che ha saputo contenere gli assalti dei padroni di casa. Nel primo tempo due nette occasioni da rete per il Corleone. Ci provavano al 30’ Gianno ed al 38’ Carmelo Sciarrino senior. Nella ripresa Corleone pericoloso al 5’ con Lipari che batteva a rete, sul rimpallo rischia l’autogol il Fulgatore. All’8 su contropiede Scibilia solo davanti a Zabbia tirava alto. Corleone in attacco al 13’. Navetta parava un tiro di Lipari, poi i trapanesi imbrigliavano tutti gli assalti dei giallo rossi sino alla fine. Un pari equo in fin dei conti, anche se il Corleone poteva chiedere di più. Nonostante la gran mole di gioco sviluppata a centrocampo e la buona prova del nuovo innesto Giannò, si raccoglie poco. Per il Fulgatore di Totò Minaudo, decimata da squalifiche ed infortuni della vigilia, è stata una gara di intelligente contenimento ed un punto prezioso che porta la squadra a 9 punti in classifica. Se i trapanesi al ritorno saranno ad organico pieno c’è da prepararsi ma i ragazzi di mister Tanino Crapisi hanno risorse da vendere. In bocca al lupo!
Cosmo Di Carlo
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IL TABELLINO
POL.CORLEONE 0 - APD-FULGATORE 0
POL. CORLEONE: Zabbia, Sparacino, Napoli, Alessandro Musicò, Danilo Musicò, Giannò, Governali (18’ s.t.Carmelo Sciarrino Junior), Carmelo Sciarrino senior, Trentacosti (33’ s.t. El Baad), Lipari, Bitetto.
APD. FULGATORE: Navetta, Scibilia, Spada, Mancuso, Scarcella, Russo, Cipolla, Di Pietro, Plisteni (7’ s.t. Campo), Pellegrino ( 7’ s.t. Donatelli) Liparoti (23’ 1.t. Grasso).
ARBITRO: sig. Manfredi Scribani di Agrigento
NOTE: Ammoniti al 17’ s.t.Campo – 32’ s.t. Napoli – 36’ s.t.Gianno.

Giuliana. Arrestato un pregiudicato quarantenne

Giuliana – Arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio  un pregiudicato 40enne Santo Musso. L’uomo lo scorso febbraio aveva aggredito, riducendolo in fin di vita, un pensionato di 75 anni, residente anch’egli nel piccolo centro del palermitano. Musso, secondo quanto accertato dai carabinieri, si era introdotto nell’abitazione dell’anziano e lo aveva aggredito, colpendolo alla testa con un rubinetto. L’anziano fu ricoverato presso l’Ospedale Civico di Palermo con prognosi riservata, mentre l’aggressore si dava  alla fuga.  Dopo due giorni il pregiudicato veniva  rintracciato dai militari dell’arma ed arrestato per tentato omicidio. Per lui si aprirono le porte del carcere, ma in considerazione della sue condizioni psichiche veniva assegnato all’Ospedale Psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) Successivamente gli furono concessi gli arresti domiciliari e sino a ieri sera era in stato di “libertà vigilata”. L’ultimo episodio di violenza di cui si è reso protagonista Santo Musso, risale al mese di settembre 2010, quando tentò di aggredire un carabiniere all’interno della stazione di Giuliana, e per questo fu denunciato. Ulteriori indagini svolte dai militari dell’arma confermavano la pericolosità sociale del soggetto. I carabinieri inoltravano un dettagliato rapporto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese  che gli ha revocato il regime di libertà vigilata e così, Russo ieri è stato  nuovamente arrestato e ristretto nuovamente presso l’ospedale Psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto.
COSMO DI CARLO

Domenica 21 novembre, assemblea cittadina per la difesa dell'Ospedale. Partecipa anche tu!

Domenica 21 novembre, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, presso il Salone Papa Giovanni XXIII, via B. Verro, Corleone, si terrà un'assemblea cittadina con l'obiettivo di preparare una mobilitazione in grado di fermare il depotenziamento dell'ospedale, a seguito dell'approvazione da parte dell'ASP di Palermo della nuova pianta organica. La salute dei cittadini di Corleone e della zona non può essere misurata con parametri economicistici. I cittadini di questa zona non sono cittadini di seconda categoria.
Promuovono l'iniziativa i sindaci e i consigli comunali di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Roccamena, Palazzo Adriano, Prizzi, Cefalà Diana, la camera del lavoro "Placido Rizzotto" di Corleone, le organizzazioni sindacali FP-CGIL e UIL, il clero di Corleone, l'associazione di categoria degli artigiani CNA, le associazioni culturali Corleone Dialogos, Laboratorio della legalità, Città Nuove, la Cooperativa "Lavoro e non solo", la Consulta giovanile di Corleone, l'Associazione Omnia onlus, il Rotary Club di Corleone, il Rotaract Club di Corleone, i Consorzi di imprenditori operanti a Corleone (Consorzio Ottoquattrosei ccn, Centro Commerciale Naturale di Corleone, Consorzio Terre di Corleone e dell'Alto Belice).

11/20/2010

Non mi stupisce il voto del consiglio comunale...

A me sembra "favoloso" che un gruppo di ragazzi che non hanno conosciuto Nino siano diventati suoi amici, ciò vuol dire che i semi gettati da Nino sono germogliati e continuano a moltiplicarsi.
Mi addolora ma non mi stupisce che un consiglio comunale mostri ignoranza, superficialità, disprezzo, povertà e stupidità culturale. Alla domanda: che cosa ne pensi di tutto questo? Immagino Nino con il suo sorriso sornione rispondere con le sue parole:
"SENZA FRETTA TUTTO SI COMPIE E NEL MIGLIORE DEI MODI.
PRIMA CHE UNA GHIANDA DIVENTI UNA QUERCIA.
DALLA GHIANDA ALLA QUERCIA.
IL TEMPO CHE UNA GHIANDA DIVENTI UNA QUERCIA.
IL TEMPO NECESSARIO.
QUELLO CHE CI VUOLE.
SENZA DROGHE CHE SONO VELENO."
Testo tratto dal libretto GIOIA ATTIVA
Gianna Ciravolo

Saviano, Maroni e l’antimafia d’autore

di Fabio Anibaldi
Barbara Spinelli: «i misteri di un’opera sono nell’opera, non nell’autore» (“la Repubblica”, 17 novembre). Spinelli si riferiva al berlusconismo, difficile da valutare se ci limitiamo a zoomare sul personaggio e non invece sulla «forza, la stoffa, gli ingredienti» del suo potere.
Ma le parole di Spinelli aiutano anche a collocare nel giusto sfondo la polemica tra Roberto Saviano e Roberto Maroni: Saviano che denuncia in tv la diffusione della ‘ndrangheta in Lombardia e il suo “interloquire” con la Lega, Maroni che chiede indignato il diritto di replica ad accuse che giudica infamanti per poi proporre allo scrittore, nel giorno dell’arresto del boss Iovine, di “deporre le armi”. LEGGI TUTTO

11/19/2010

‘Ndrangheta, radici al nord. Allarme della Dia

Roberto Maroni
La ‘Ndrangheta nel nord Italia vive e prospera, intriga con la politica, condiziona l’economia. Una ”costante e progressiva evoluzione” che “radicata da tempo su quei territori interagisce con gli ambienti imprenditoriali lombardi”. A dirlo non è un oppositore del ministro Maroni, che in queste ore polemizza con Roberto Saviano, ma la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) che ha appena consegnato al Parlamento una relazione relativa all’attività delle cosche nel primo semestre del 2010. La Dia agisce nell’ambito del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero degli Interni, e gode di totale autonomia sia gestionale che amministrativa. Al ministro degli Interni e al Parlamento consegna ogni sei mesi una relazione sull’attività investigativa e sui risultati conseguiti. LEGGI TUTTO

La mappa dei clan di Milano

La mappa dei clan a Milano
Dimmi dove vivi e ti dirò quale boss comanda il tuo quartiere. Il sito Milano Mafia pubblica una mappa del crimine organizzato a Milano, quartiere per quartiere individuando i clan che operano su quel territorio. La mappa dell’insediamento mafioso a Milano e di tutta la Lombardia è stata elaborata a seguito degli ultimi rapporti di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Come si potrà verificare da una rapida lettura dei clan mafiosi dominanti emerge una chiara prevalenza delle famiglie calabresi legate alla Ndrangheta. Curato da giornalisti professionisti, Milano Mafia (dove è possibile vedere le altre carte) fornisce informazioni sugli arresti dei mafiosi ma anche sul fittissimo intreccio di rapporti tra mafia e imprenditoria, spesso edile, milanese. LEGGI TUTTO

11/18/2010

Domenica 21 novembre, assemblea cittadina per la difesa dell'Ospedale. Partecipa anche tu!

Domenica 21 novembre, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, presso il Salone Papa Giovanni XXIII, via B. Verro, Corleone, si terrà un'assemblea cittadina con l'obiettivo di preparare una mobilitazione in grado di fermare il depotenziamento dell'ospedale, a seguito dell'approvazione da parte dell'ASP di Palermo della nuova pianta organica. La salute dei cittadini di Corleone e della zona non può essere misurata con parametri economicistici. I cittadini di questa zona non sono cittadini di seconda categoria.
Promuovono l'iniziativa i sindaci e i consigli comunali di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Roccamena, Palazzo Adriano, Prizzi, Cefalà Diana, la camera del lavoro "Placido Rizzotto" di Corleone, le organizzazioni sindacali FP-CGIL e UIL, il clero di Corleone, l'associazione di categoria degli artigiani CNA, le associazioni culturali Corleone Dialogos, Laboratorio della legalità, Città Nuove, la Cooperativa "Lavoro e non solo", la Consulta giovanile di Corleone, l'Associazione Omnia onlus, il Rotary Club di Corleone, il Rotaract Club di Corleone, i Consorzi di imprenditori operanti a Corleone (Consorzio Ottoquattrosei ccn, Centro Commerciale Naturale di Corleone, Consorzio Terre di Corleone e dell'Alto Belice).

Maroni all'attacco: "Ora tocca a Messina Denaro e Zagaria". E polemizza con Saviano

Il ministro Roberto Maroni
ROMA - Dopo l'arresto di Antonio Iovine "ne mancano solo due: Matteo Messina Denaro e Michele Zagaria, il cerchio si sta stringendo". Lo dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. L'arresto di Iovine, ha ribadito Maroni è un "risultato eccezionale e straordinario" che segna un "altro punto a favore dello Stato". L'infiltrazione della criminalità nel Nord Italia è "una realtà purtroppo evidente". Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni a palazzo Chigi, criticando quanto scritto da alcuni quotidiani che hanno "contrapposto" la relazione della Dia al Parlamento al titolare del Viminale. "Per amore di giustizia e di verità - dice il ministro - devo sottolineare che alcuni giornali hanno presentato una notizia un po' comica e cioè che la relazione della Dia al Parlamento confermerebbe alcune tesi contro quelle del ministro dell'Interno". "È comica - aggiunge - perché l'ho firmata io e poi l'ho inviata al parlamento il 9 novembre come ha sempre fatto il ministro dell'Interno dal 1994". Quindi "non c'è nessuna contrapposizione". Quella del governo è "l'antimafia dei fatti e dei risultati, cui mi onoro di appartenere", questo il commento conclusivo di Maroni.

Palermo, udienza preliminare per l’omicidio Rostagno

PALERMO - È iniziata davanti al gup di Palermo Estorina Contino l'udienza preliminare per l'omicidio di Mauro Rostagno, il sociologo-giornalista ucciso dalla mafia il 22 settembre del 1988 nel Trapanese. Oggi il gup deciderà se rinviare a giudizio i due imputati, il boss mafioso Vincenzo Virga e Vito Mazzara uomo d'onore di Valderice (Trapani). L'accusa è rappresentata dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dal pm Gaetano Paci. Per i due magistrati Virga sarebbe il mandante dell'omicidio e Mazzara uno dei sicari. I pm si sono basati sui risulati di una perizia balistica. Per l'omicidio Rostagno sono state seguite diverse piste, tra cui quella 'internà che portava al giornalista Francesco Cardella con il quale aveva fondato la comunità Saman. Ma la posizione di Cardella, indagato prima per favoreggiamento poi per concorso nell'omicidio, è stata archiviata. La svolta è arrivata soltanto poco tempo fa con la perizia balistica. Rostagno fu ucciso con un fucile calibro 12, per i pm la stessa arma usata per altri omicidi mafiosi.

11/17/2010

Roberto Tagliavia: "Nino Gennaro ha rivendicato libertà in un tempo difficile. Incomprensibili oggi tanti pregiudizi"

Roberto Tagliavia
Ho letto della mancata intitolazione a Nino Gennaro del centro sociale di S.Lucia. Sono rimasto attonito, incredulo che potessero esservi ancora tanti pregiudizi. Nino Gennaro ha rivendicato la libertà del cittadino e della persona in un tempo in cui era davvero difficile esprimere tali valori anche in realtà più libere e dinamiche. Con la sua esistenza ha testimoniato i valori essenziali della Costituzione e come tale resta un esempio per le nuove generazioni. In una realtà come quella attuale, dove appare difficile mantenere salda nella quotidianità delle nostre vite la fiducia nella democrazia e nei diritti di cittadinanza, mi ha sempre soccorso il ricordo di Nino Gennaro, come di Maria Di Carlo e di tutti gli straordinari corleonesi che ho conosciuto nella mia militanza politica negli anni 70. Spero che questa inopportuna scelta della giunta comunale possa cambiare. Sicuramente cambierà se crescerà tra i giovani la consapevolezza di chi fu Nino Gennaro e di cosa fece quella generazione raccolta attorno al Giornale del Corleonese. Un caro saluto
Roberto Tagliavia

Arcigay Palermo. Incredibile che il consiglio comunale abbia detto "no" a Nino Gennaro

Abbiamo appreso della bocciatura da parte del Consiglio Comunale di Corleone della proposta di intitolare a Nino Gennaro il centro sociale "Santa Lucia" con incredulità e sdegno. Non capiamo il perché tanti consiglieri fossero assenti, e troviamo incredibile la decisione assunta dai consiglieri presenti. Nino Gennaro è stato un grande drammaturgo, un artista intenso, che il Pride Sicilia 2010 ha voluto ricordare a giugno con uno spettacolo. E un bisessuale, un "arrusu" orgoglioso e consapevole, oltre che un malato di AIDS. Purtroppo questa duplice croce, l'essere due volte "diverso" ancora oggi, a Corleone, sembra essere motivo di riprovazione e di discriminazione: se sei "arrusu", non puoi essere un grande artista. Quello che speriamo è che il consiglio ci ripensi, e dimostri di essere il consiglio di tutti i cittadini, compreso gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, così come delle persone sane e di quelli malati. Di qualsiasi malattia, poiché l'AIDS non è una punizione divina. Da parte nostra, come comitato provinciale di Palermo, chiediamo formalmente all'amministrazione cittadina ed alle associazione locali di organizzare insieme a noi un evento contro la discriminazione ed un ricordo di Nino Gennaro.
Comitato Provinciale Arcigay Palermo
c/o Blow Up piazza sant'Anna, 18 90133
http://arcigaypalermo.wordpress.com/
tel.: 3283282972
GUARDA I VIDEO DELLO SPETTACOLO "O SI E' FELICI O SI E' COMPLICI", DEDICATO A NINO GENNARO

Torna “POLITICAMENTE SCORRETTO” con Carlo Lucarelli. Appuntamento a Casalecchio di Reno dal 26 al 28 novembre

Carlo Lucarelli
Per la VI edizione una risposta di Alta Civiltà alla ‘ndrangheta con il focus sulla Calabria nella giornata di domenica. Novità il bando “Musica contro le mafie” e uno speciale abbonamento teatrale. Tra gli ospiti del sabato Michela Murgia vincitrice del Premio Campiello e Ottavia Piccolo in scena con lo spettacolo dedicato alla Politkovskaja
Politicamente Scorretto per la VI edizione accende i riflettori sulla ‘ndrangheta, oggi una delle organizzazioni criminali più potenti e ramificate in Italia e nel mondo. Dal 26 al 28 novembre torna a Casalecchio di Reno il progetto ideato da Casalecchio delle Culture in collaborazione con Carlo Lucarelli e l’associazione Libera, come sfida civile e culturale al tempo stesso. Attraverso i linguaggi della letteratura, del teatro, del video-reportage, della musica, la rassegna offrirà occasioni e spunti di riflessione sulle più tormentate vicende del nostro Paese, a sostegno dei valori di giustizia e di solidarietà. In programma dibattiti con scrittori, registi, magistrati, giornalisti, oltre a testimonianze, proiezioni, laboratori per affrontare con la sola arma della cultura le vicende più oscure della nostra storia. Parteciperanno tra gli altri Don Luigi Ciotti, Gherado Colombo, Enzo Ciconte, Francesco Forgione, Marcello Fois, Pina Maisano Grassi, Michela Murgia, Ottavia Piccolo, Sergio Rizzo, il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone.Anche quest’anno sarà possibile seguire tutti gli appuntamenti della rassegna organizzati presso la Casa della Conoscenza in diretta web sul sito www.politicamentescorretto.org

Minacce, estorsioni, incendi: Partinico in corteo contro la mafia

La fiaccolata di Partinico contro la mafia
di Leone ZingalesPALERMO. A tredici anni di distanza dall'ultima fiaccolata antimafia, la cittadina industriale di Partinico è scesa in piazza per dire «No» a Cosa Nostra. Nel gennaio del 1997 centinaia di partinicesi si erano ritrovati in piazza all'indomani dell'omicidio del possidente Giuseppe La Franca, parente del procuratore aggiunto Ignazio De Francisci. Ieri pomeriggio un migliaio di persone, tra cui molti sindaci del Palermitano e del Trapanese, studenti, politici, esponenti della società civile, si sono radunate davanti al monumento ai Caduti e poi hanno dato vita ad un corteo che è sfilato per le vie del centro. Tutti in coro ad urlare a gran voce «no» alla mafia. La fiaccolata, promossa dall'amministrazione comunale guidata da Salvatore Lo Biundo, è arrivata a pochi giorni dall'escalation di attentati ai danni di imprenditori e politici del comprensorio. Intimidazioni che rientrerebbero in uno scontro in corso tra vecchia e nuova mafia. Il segnale di risposta allo Stato che tenta di infliggere un nuovo, duro, colpo alla mafia partinicese, non si è fatto attendere e così, ieri mattina, in segno di sfida, i boss hanno bruciato la Mercedes classe A di Giuseppe Bonomo, 42 anni, piccolo imprenditore, figlio di Giovanni, morto a 75 anni dopo che era stato arrestato qualche anno fa perchè ritenuto ai vertici del clan di Partinico.
Una escalation di violenza che è iniziata a fine ottobre e proseguita il 3 novembre con l'incendio di macchina, casa e magazzino dell'imprenditore Saverio Lo Monaco. Poi è stata la volta della casa di campagna del vicepresidente del Consiglio provinciale di Palermo, Enzo Briganò (Mpa) e dell'escavatore di Giovanni Lo Monaco, fratello di Saverio. Un'altra auto è stata incendiata in via dell'Avvenire: era di un imprenditore edile tunisino di 26 anni. Poi un altro escavatore intestato ad 'impresa edile. Ieri pomeriggio sono scesi in piazza Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Cna, Legacoop e Secolo Ventuno, politici di Centro destra e di Centrosinistra, ma anche i sindacati, la società civile, la Chiesa, le scuole, amministratori. Ad aprire il corteo gli striscioni di Addiopizzo e degli studenti e poi il sindaco Salvatore Lo Biundo. Il corteo ha attraversato corso dei Mille e poi si è snodato su via Francesco Crispi fino a piazza Umberto I, di fronte al municipio. I clan sembrano avere rialzato la testa per spartirsi la torta degli appalti. «Tutta questa violenza sembra avere il solo obiettivo di ristabilire un'autorità unica - ha spiegato il procuratore di Palermo, Francesco Messineo -. A Partinico non esiste una sola associazione antiracket, una denuncia per estorsione. E non c'è stato un solo imprenditore che abbia ammesso di avere pagato il pizzo». «Questa guerra si combatte con il controllo del territorio e con l’attività investigativa - ha detto il prefetto Giuseppe Caruso - Per quanto riguarda il primo aspetto le forze dell'ordine hanno già implementato gli uomini in campo e riteniamo sufficienti questi numeri. Parallelamente, c'è una macchina investigativa che va a mille giri e che ha bisogno solo dei tempi tecnici per lo sviluppo finale».
La Sicilia, 17/11/2010

Dia: "La 'ndrangheta avanza al Nord". E infuria la polemica Saviano-Maroni

Roberto Maroni
ROMA - Nel nord Italia e soprattutto in Lombardia c'è una «costante e progressiva evoluzione» della 'Ndrangheta che, ormai radicata da tempo su quei territori, «interagisce con gli ambienti imprenditoriali lombardi». Lo sottolinea l'ultima relazione della Direzione investigativa antimafia al Parlamento e relativa al primo semestre del 2010. Secondo la Dia, la «consolidata presenza» in alcune aree di «sodali di storiche famiglie di 'ndrangheta» ha influenzato la vita economica, sociale e politica di quei luoghi. E serve un programma di prevenzione per bloccare possibili infiltrazioni in previsione delle opere per l'Expo 2015. Prosegue intanto la polemica dopo le parole di Saviano a "Vieni via con me". Il ministro Maroni: «Ho chiesto di replicare, se la Rai dice no sarebbe un bavaglio, Saviano smentisca intervista o lo querelo». «Si potrebbe fare molto di più anziché prendersela sempre con chi racconta. Si dovrebbe guardare ai fatti, andare oltre, non limitarsi a tirare un sospiro di sollievo perché il consigliere regionale leghista non è stato arrestato. Chiedersi perché gli 'ndranghetisti cercano di interloquire con la Lega. Dire la verità, ossia che c'è un Nord completamente infiltrato». E' quanto ha affermato lo scrittore Roberto Saviano intervistato da Repubblica. Saviano ha definito «inquietanti» le parole di Maroni che lo ha invitato a ripetere le stesse cose dette in tv guardandolo negli occhi. «Mi ha sfidato - spiega - allo stesso modo di Sandokan Schiavone». In ogni caso, l'autore di Gomorra si dice «pronto al confronto con Maroni quando vuole, posso guardare negli occhi tutti. Il ministro ha sbagliato canale».

11/16/2010

Nuovo attentato a Partinico nel giorno della fiaccolata

Palermo, 16 nov.- (Adnkronos) - Nuovo attentato incendiario a Partinico, grosso centro del palermitano, dove questa sera ci sara' una fiaccolata per dire basta a minacce e intimidazioni. Questa volta, ignoti hanno dato fuoco a una Mercedes Classe a parcheggiata in via Avolos. La vettura e' intestata da un'azienda di Partinico e utilizzata da un imprenditore vitivinicolo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia e i vigili del fuoco.

I valori di sinistra e destra di scena a "Vieni via con me" Con Pierluigi Bersani e Gianfranco Fini


Fini e Bersani

Ospiti di Fabio Fazio e Roberto Saviano 1, il presidente della Camera Gianfranco Fini e il segretario del Pd Pierluigi Bersani hanno elencato in tre minuti i valori delle loro parti politiche. Ve li riproponiamo.
PIERLUIGI BERSANI: "La sinistra è l'idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti. Abbiamo la più bella Costituzione del mondo. La si difende ogni giorno e il 25 aprile si fa festa". Inoltre "nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po' bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l'economia non gira perché l'ingiustizia fa male all'economia. LEGGI TUTTO
GIANFRANCO FINI: "Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani perché è un piccolo privilegio, a Milano come a Palermo la nostra patria ha un patrimonio paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia. Anche per questo, anche nel 2010, essere di destra vuol dire innanzi tutto amare l'Italia, avere fiducia negli italiani, nella loro capacità di sacrificarsi, di lavorare onestamente e pensare senza egoismi al futuro dei propri figli, di essere solidali e generosi, perché per la destra sono generosi innanzi tutto i nostri militari che in Afghanistan ci difendono dal terrorismo, come lo sono le centinaia di migliaia di nostri connazionali che ogni giorno e gratis fanno volontariato per aiutare gli anziani, gli ammalati, i più deboli". LEGGI TUTTO

Abusarono di una minorenne disabile, per tre diciannovenni scatta l'arresto

L'aggressione è avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 agosto del 2009 in un comune del Palermitano. La ragazza ha raccontato tutto a una zia. Da lì è scattata la denuncia
Hanno abusato di una ragazzina di tredici anni affetta da ritardo psichico. L'aggressione è avvenuta in un comune della provincia di Palermo. I tre aggressori, dopo oltre un anno di indagini, sono stati arrestati. I fatti risalgono alla notte tra il 16 e il 17 agosto 2009. In manette sono finiti tre diciannovenni che all'epoca dei fatti erano ancora minorenni. A fermarli sono stati gli agenti della sezione di polizia giudiziaria del Tribunale per i minorenni di Palermo e i carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi.
La ragazzina è stata aggredita e violentata dal branco, composto da tre minori e da un maggiorenne, in un piccolo centro della provincia di Palermo. Le successive indagini avevano permesso di individuare i responsabili. Raccapricciante il dettagliato racconto della ragazzina che, subito dopo lo stupro di gruppo, si era fatta curare all'ospedale di Corleone. Era stata la stessa vittima a denunciare i quattro e a raccontare agli investigatori, assistita da una psicologa, quanto accaduto nei pressi dei campetti di calcio. Quattro giovani, di sua conoscenza, l'avevano invitata a seguirli, ma al suo netto rifiuto l'avrebbero trascinata con la forza poco lontano. Dopo averla buttata a terra, mentre due degli aggressori le bloccavano le braccia, gli altri due, a turno, la violentavano. Alla fine, i quattro, dopo averla minacciata di morte, l'avevano lasciata distesa a terra insanguinata. Trovate le forze per rialzarsi, la ragazzina, tornata a casa, soltanto il giorno dopo ha confidato tutto a una zia. I genitori, avvisati dalla parente, hanno, quindi, accompagnato la piccola all'ospedale di Corleone dove i medici hanno fatto scattare la segnalazione ai carabinieri. Ne è seguito il riconoscimento fotografico da parte della vittima impaurita e perseguitata da incubi notturni. I quattro, i primi giorni di settembre 2009, erano stati posti in stato di fermo convalidato dal Gip, ma successivamente liberati con provvedimenti dei tribunali per il Riesame competenti che non ritennero sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a loro carico. Da allora, le accurate indagini svolte dalle forze dell'ordine hanno consentito di acquisire numerosi riscontri dalle dichiarazioni della vittima: mentre il maggiorenne è stato arrestato dai militari dell'Arma nei mesi scorsi - anche grazie all'esito degli accertamenti sul Dna rinvenuto sugli indumenti della preadolescente - per gli altri tre indagati l'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita nella notte tra il 12 e il 13 novembre.
La Repubblica, 15.11.2010

11/15/2010

L'avv. Di Maria: "Il bandito Giuliano non è stato ucciso, al suo posto è morto un sosia"

Giuliano nella camera mortuaria
"L'avvocaticchio" Gregorio Di Maria, colui che ospitò a casa sua, a Castelvetrano, Salvatore Giuliano durante la sua ultima notte, sapeva che colui che venne ucciso non era il bandito di Montelepre ma un giovane sosia. L'"avvocaticchio", morto lo scorso 7 maggio a 98 anni, ha voluto svelare questo segreto a due persone che lo hanno accudito nell'ultimo periodo della sua vita. Queste dichiarazioni, un vero e proprio lascito testamentario, sono state messe a disposizione dello scrittore Luigi Simanella, autore del volume "Salvatore Giuliano morto o... Vivo", che sarà ascoltato dai pm di Palermo nei prossimi giorni. Lo scrittore consegnerà ai magistrati un documento dell'avvocato Gregorio Di Maria, l'uomo che ospitò Giuliano prima della sua morte. Di Maria, in una sorta di testamento lasciato a due persone che lo accudirono nei suoi ultimi giorni, avrebbe scritto che quello fatto trovare a Castelvetrano (Trapani) non era il cadavere del bandito, ma di un sosia. La testimonianza di Simanella e il documento dell'avvocato potrebbero aiutare i magistrati che hanno fatto riesumare il corpo a fare chiarezza sulla vicenda. La Procura nominerà nei prossimi giorni i consulenti che dovranno analizzare il dna estratto dai resti sepolti e riesumati nel cimitero di Montelepre per confrontarli con quelli dei familiari viventi di Giuliano. "Il documento - afferma Simanella in una nota - rappresenta una vera e propria novità poiché smentisce il fatto che Di Maria si fosse portato nella tomba il segreto di 'tutta una vita'". Simanella parla di "finta morte di Giuliano" e di "presunto omicidio" vista la sua certezza che "a morire al posto di Giuliano fu una giovane vittima la cui unica colpa è stata soltanto quella di somigliare al bandito più famoso di tutti i tempi cioé Salvatore Giuliano". Nel documento, inoltre, Di Maria scagiona completamente Giuliano per la responsabilità nella strage di Portella della Ginestra. Simanella non ha voluto render noto il contenuto specifico del documento ma è pronto a consegnarlo alla magistratura di Palermo da cui è già stato interrogato lo scorso 7 novembre. Simanella spiega anche che a queste dichiarazioni di Di Maria, dopo la morte dell'avvocaticchio, "non era stato dato il loro giusto valore, da parte di chi le aveva raccolte, perché a maggio il "circo mediatico" su Giuliano non era ancora scoppiato. Adesso, leggendo i giornali e seguendo in televisione le vicende riguardanti questo caso hanno deciso di affidare a Simanella le estreme dichiarazioni dell"avvocaticchiò che potrebbero, se confermate "riscrivere completamente questa vicenda".
SiciliaInformazioni, 15 novembre 2010

Giovanni Impastato scrive a Einaudi: "L'amicizia per Roberto Saviano non pregiudica la richiesta che venga ristabilita la verità dei fatti"


Giovanni Impastato

Dopo la lettera con cui Giulio Einaudi ha respinto la richiesta di ritiro dal commercio e di rettifica del libro "Parole contro la camorra" di Roberto Saviano, avanzata da Umberto Santino, presidente del Centro Impastato, Giovanni Impastato lo scorso 8 novembre ha scritto all'editore la lettera che di seguito pubblichiamo: E’ vero, come da Voi scritto, che “anche in occasioni pubbliche, ho mostrato la mia vicinanza all’Autore” del libro in questione. Voglio però precisare che l’amicizia per una persona non pregiudica la richiesta che venga ristabilita la verità dei fatti, richiesta che non mi risulta abbia avuto, come da Voi affermato, “intenti diffamatori”. Non vedo come possano essere considerate “ingiustificate, gravi e diffamatorie” le affermazioni contenute nella lettera del 26 ottobre 2010, secondo cui due pagine di un libro a larghissima diffusione e destinato ad avere diverse ristampe cancellano di fatto 24 anni (tanti decorrono dalla morte di mio fratello alle condanne dei mandanti del suo assassinio) di impegno di mia madre, mio e di mia moglie, del Centro (di cui, tengo a dirlo, facciamo anche noi parte) e dei compagni rimasti, per avere giustizia per Peppino. A tali considerazioni, ampiamente motivate, non poteva non seguire la richiesta di una rettifica. LEGGI TUTTO




Il "flop" della "rivoluzione del traffico"...

Via San Martino col "bel" divieto d'accesso
Era stata annunciata come "la rivoluzione" del traffico. E, per presentarla al meglio ai cittadini, gli amministratori comunali, in primo luogo l'assessore al "ramo" Ciro Schirò, non avevano badato a spese: manifesti in quadricromia affissi su tutti i muri, mappe, grafici, frecce "direzionali". Insomma, cose importanti! La modifica più grossa e più significativa era stata il cambio di direzione di marcia nella via Caduti in Guerra e nella via San Martino. Prima dalla via Caduti in Guerra si saliva, con la "storica" modifica si sarebbe sceso; dalla via San Martino, invece, prima si scendeva, con quella "rivoluzione del traffico" si sarebbe salito. Arrivò il giorno fatidico della "rivoluzione" attuata, delle perplessità dei cittadini, del dibattito in consiglio comunale. I motivi dei cambiamenti non li ha capiti nessuno, forse nemmeno chi li ha imposti (l'assessore Schirò).
Sei mesi fa, il contrordine! Basta rivoluzione, si torna all'antica, alla restaurazione: dalla via Caduti in guerra nuovamente si sale, dalla via San Martino di scende. Perchè?! Boh! pare che c'erano state raccolte firme, proteste, etc. E gli amministratori, convinti (!) delle loro scelte, hanno nuovamente cambiato sensi di marcia.
Tutto finito? Nemmeno per sogno. L'altro ieri, stavo "scendendo" dalla via San Martino, quando mi vedo parare davanti un "bel" divieto d'accesso. Perchè? Cosa è successo? "Stamattina hanno cambiato nuovamente senso di marcia", mi diceva un cittadino fermo davanti alla posta. Perchè? Boh! "Forse - azzardava un altro cittadino - Schirò e gli altri amministratori da piccoli hanno giocato poco... e adesso giocano con i divieti d'accesso e le frecce di direzione obbligatoria...". Povera Corleone, in che mani sei caduta! (d.p.) 

11/14/2010

Umberto Santino: A Fufo...

Umberto Santino
Pubblichiamo due poesie che Umberto Santino, presidente del Centro Impastato, ha dedicato a Nino Gennaro. La prima è del giorno stesso in cui è morto, l'8 settembre 1995; la seconda di dieci anni dopo, del settembre 2005...
***


A Fufo
Con gli occhi aperti
a guardare la morte
forse per dirle
che almeno per poco
non sfiori il tuo volto
e consenta alle mani
di segnare sulle pareti
il tuo ultimo
saluto alla vita
(LEGGI TUTTO)

Dopo il "no" del consiglio comunale di Corleone a Nino Gennaro, tante mail di rammarico, di protesta e di proposta

Dopo il "no" del consiglio comunale di Corleone a Nino Gennaro, tante mail di rammarico, di protesta e di proposta. Le pubblichiamo una dietro l'altra, ringraziando i lettori e gli amici di Nino che hanno sentito forte il bisogno di reagire a questa pagina di "medioevo" scritta dalla maggioranza del consiglio comunale, dal sindaco Nino Iannazzo e dalla sua giunta. LEGGI LE LETTERE

Corleone, scoppia la polemica sull’intitolazione del centro a Nino Gennaro. Discriminazione contro i gay

Corleone: il dibattito in un'aula semideserta
Il Consiglio comunale di Corleone ha bocciato la mozione che chiedeva di intitolare un centro sociale del Comune, il ”Santa Lucia”, ex stazione ferroviaria ristrutturata alcuni anni fa, al drammaturgo Nino Gennaro, cittadino di Corleone, morto di Aids nel ‘95, a 47 anni, i cui testi sono tuttora rappresentati in Italia e in Europa. Il presentatore della mozione, il consigliere del Pd Dino Paternostro, spiega che le ragioni della mancata intitolazione "sono imbarazzanti”. In aula erano presenti 8 dei 20 consiglieri: 4 hanno votato a favore, 2 contro e 2 si sono astenuti. Affinché la mozione passasse erano necessari 5 voti. ”Giunta e sindaco di centrodestra, dopo aver indottrinato i consiglieri, non si sono presentati. In aula – dice Paternostro – ho sentito di tutto: "I cittadini non capirebbero, non tanto per la sua omosessualità o bisessualità, ma perché era un drogato". Posso affermare, per averlo conosciuto, che Nino non ha mai fatto uso di stupefacenti. Quanto al giudizio sulle sue scelte sessuali, c’è da restare basiti”. Gennaro, nella Corleone degli anni Settanta, andava in giro a spiegare che ”non siamo tutti gregari di Liggio”.
Nella città simbolo della mafia creò un circolo che aggregò una ventina di ragazzi, spiegando loro che la capitale di Cosa nostra aveva avuto libertari e antimafiosi come Placido Rizzotto e Bernardino Verro. Una ragazzina di 17 anni, Maria Di Carlo, che frequentava il circolo, denunciò il padre, un medico, che le voleva impedire di farlo, e un pretore condannò il genitore per eccesso nell’uso dei mezzi di correzione. Gennaro fu costretto ad andare via e la ragazza, ormai diciottenne, lo seguì e divenne la sua compagna. Dopo la morte del drammaturgo, soprattutto grazie all’attore e regista Massimo Verdastro, le sue opere tornarono ad essere rappresentate.
LiveSicilia, 14.11.2010 (Fonte: Ansa)