domenica, giugno 18, 2023

Ballarò, il Vicolo della Pietà supermarket del crack fermato pusher di 16 anni


di Salvo Palazzolo

C’è una stradina nel cuore di Ballarò dove si infrangono i sogni dei ragazzi di Palermo. Si chiama Vicolo della Pietà a Palazzo Reale, un budello su cui si affacciano case diroccate e saracinesche, qui i ragazzi vengono a comprare crack e marijuana a tutte le ore del giorno.

E c’è sempre qualcuno pronto a vendere la dose, lo sanno i poliziotti delle Volanti, che negli ultimi tempi hanno intensificato i giri nel quartiere. Ma in vicolo della Pietà a Palazzo Reale continua ad esserci un gran via vai. Ieri mattina, intorno alle 8.30, i poliziotti hanno visto alcuni ragazzi che stavano parlando, si sono fermati a guardare. All’improvviso, uno di loro è scappato, lanciando in strada un pacchetto. Ma non è riuscito ad andare molto lontano, perché un’altra volante stava già bloccando l’uscita di vicolo della Pietà. In manette è finito un ragazzo di 16 anni. 


Sono stati momenti di grande tensione, l’arresto è avvenuto davanti agli sguardi di decine di persone. I poliziotti avevano già allertato la centrale operativa, per chiedere l’invio di altre pattuglie: l’aggressione di qualche giorno fa al Borgo Vecchio contro l’agente che aveva appena fermato un ladro è ancora una ferita aperta. Ma a Ballarò nessuno si è mosso. Il giovane spacciatore è stato caricato sulla volante e velocemente le due pattuglie si sono allontanate a sirene accese. Mentre calava un silenzio pesante in vicolo della Pietà. 
Su un muro qualcuno ha scritto, chissà quando, una frase. Si leggono solo alcune parole: « Odio eterno Stato » . Un’altra frase dice: « Pasquale e Giuseppe sempre presenti » . Forse, sono spacciatori. O altri ragazzi che provano a sfuggire all’overdose. 
Ieri mattina, in vicolo della Pietà, è cambiata bruscamente la vita di un ragazzo di sedici anni che a Ballarò avevano visto spesso negli ultimi giorni. Lui abita in un altroquartiere popolare della città, adesso è rinchiuso al Malaspina, e un’indagine è stata avviata dalla procura per i minorenni. Il pusher aveva addosso quattro dosi di crack e una di hashish. Dentro il pacchetto che aveva lanciato in strada c’erano altre 20 bustine di crack. Era la droga che avrebbe venduto nel giro di una mattina di lavoro, il suoturno nel supermarket dello spaccio. Perché è ormai chiaro che in vicolo della Pietà c’è un continuo alternarsi di pusher, in un territorio che qualcuno controlla. 
Proprio venerdì, era stato il fratello di Giulio Zavatteri, il 19enne stroncato dal crack l’anno scorso, a lanciare l’ennesimo appello su Ballarò: « Continua ad essere ostaggio degli spacciatori » . Al convegno tenuto al tribunale per i minorenni, Vincenzo Zavatteri, ha raccontato di avere incontrato di recente nel quartiere una giovane che si prostituisce per dieci euro: « Con questi soldi compra il crack». 
Ecco il vero nodo della questione: le forze dell’ordine si occupano degli spacciatori. Ma chi prova a incontrare i giovani tossicodipendenti che vagano per i vicoli di Ballarò? A marzo, è stato annunciato dal Comune e dall’Asp il ritorno del camper antidroga: dopo il bando, è stato designato il gruppo di associazioni di volontariato che gestirà il servizio, ma ancora il camper non è entrato in funzione. Ci sono ulteriori adempimenti burocratici da risolvere. E, così, a breve, saranno passati sei mesi dall’autorevole richiamo arrivato al Comune e all’Asp dal prefetto di Palermo Maria Teresa Cucinotta. Questo: « Sul tema droga è necessario un impegno straordinario di tutta la comunità per fronteggiare una questione grave ». Sei mesi in cui sono morti altri ragazzi per overdose, sei mesi in cui i clan hanno fatturato ulteriormente milioni di euro. E nuovi giovanissimi pusher sono stati reclutati. Sei mesi, ma sono in realtà anni di ritardo e disattenzione sul tema della droga. 

La Repubblica Palermo, 28/6/2023

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