martedì 29 gennaio 2013

Di chi sono i corpi trovati nel loculo di Bernardino Verro a Corleone? La Cgil chiede che si accerti tutta la verità!

Il loculo dove si pensava ci fosse il corpo di Verro
Palermo 29 gennaio 2013 - La Cgil di Palermo e la Cgil di Corleone, a proposito delle notizie di un boss seppellito nella tomba di Bernardino Verro, chiedono «che si facciano i dovuti accertamenti, anche con l’analisi del  Dna,  per verificare che il corpo rinvenuto nel cimitero dei Rotoli sia quello di Bernardino Verro e che la magistratura faccia luce per sapere chi ha violato la tomba di un eroe dell’antimafia». «Chiediamo si faccia chiarezza su una ennesima pagina buia - dice il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà -. Il sospetto che la tomba di Bernardino Verro a Corleone sia stata usata per seppellire vittime delle faide mafiose, con la consapevolezza che nessuno sarebbe andato a cercare gli scomparsi nella tomba del sindaco di Corleone, dimostra la mostruosità e la cattiveria della famiglia mafiosa dei "corleonesi" di fronte al tentativo di cancellare il diritto dei morti di riposare in pace. E’ stato così per Rizzotto, seppellito solo dopo 64 anni dalla scomparsa in seguito al ritrovamento delle ossa. E il destino ora si ripete per Verro  È non solo utile, ma necessario per  questo Paese scoprire la verità e dare finalmente  ai nostri morti il giusto riconoscimento di una degna sepoltura».

In occasione dei funerali di Placido Rizzotto, a maggio scorso, la Cgil aveva chiesto al Comune di Corleone di poter dare una  nuova sepoltura anche a Bernardino Verro. Le presunte spoglie di Verro il 3 novembre scorso sono così state spostate in una nuova cappella al cimitero di Corleone, proprio accanto a Rizzotto.  «Quando il comune ci ha donato la cappella per seppellire i resti di Rizzotto, accanto ce n’era un’altra identica. Si decise così di far riposare vicini i due eroi dell’antimafia, in nome di un’operazione etica e civile notevole - racconta Dino Paternostro, segretario della Cgil di Corleone - In paese si vociferava da sempre che la figlia di Verro avesse portato il corpo del padre a Palermo. Ma non c’era mai stata, prima d’ora, nessuna certezza. Al sindaco abbiamo chiesto di essere certi che quello nel cimitero di Corleone, dove c’era una tomba col suo nome,  fosse il corpo di Verro. Con un ufficiale sanitario, col custode del cimitero e col  capo dell’ufficio tecnico abbiamo aperto il loculo. E nella vecchissima bara che ci trovammo di fronte, c’erano i resti di uno scheletro. Si escluse così che il corpo fosse stato portato via dalla figlia. Quando abbiamo proceduto alla traslazione dei resti in una urna di acciaio, notammo che i teschi erano due. Uno di grandezza normale, con  un buco in testa, compatibile col fatto che Verro venne assassinato con 4 colpi alla testa. E un altro più piccolo: si pensò fosse quello di un figlio piccolo  di Verro morto a pochi mesi.  Fu archiviato tutto in questa maniera. Fino a quando non è venuto fuori che i resti di Verro sono al cimitero dei Rotoli, in una tomba con la moglie e la figlia. Chiediamo di sapere la verità, anche perché la Cgil è parte lesa». 

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