5/20/2025

Prende vita a Canicattini Bagni il progetto HONOS di Cittadinanza Attiva, firmato il Patto tra la Galleria EtnoAntro-pologica, il Comune, le Scuole e le Comunità parrocchiali


L’obiettivo del progetto è costruire relazioni e alleanze che sappiano rispondere ai bisogni del territorio, per la salvaguardia e valorizzazione dei principi democratici e legali, il rispetto dell'ambiente e l'impegno all'accoglienza.

Diffondere e favorire la cultura della Cittadinanza Attiva, creando una rete virtuosa per la salvaguardia e valorizzazione dei principi democratici e legali, attraverso l’esperienza diretta dell’analisi, dello studio e della progettazione sociale, fondamentali anche per la rivalutazione dell’identità popolare.

"La criminalità che soffoca tutto, anche il calcio reclama una ribellione civile". La Cgil di Foggia sull'inchiesta che ha portato all'amministrazione giudiziaria la società del Foggia

Il segretario generale della Cgil di Capitanata, Gianni Palma

“La decisione di sottoporre per la prima volta una società di calcio alla procedura di amministrazione giudiziaria per sottrarla al rischio di un condizionamento mafioso, dimostra ancora una volta la necessità di tutta la parte sana della città di fare fronte comune con magistrati e forze dell’ordine affinché si alzi una barriera invalicabile contro i tentativi di penetrazione criminale di ogni ambito sociale. 

Anche di un fenomeno dal sicuro valore imprenditoriale ma così importante nel suo valore simbolico – per la passione e il seguito che da sempre determina - qual è la squadra di calcio del Foggia”. È il commento del segretario generale della Cgil di Capitanata, Gianni Palma, a seguito delle indagini dei giudici che hanno portato anche all’arresto di quattro persone, inerenti agli attentati subiti dal management, dai dipendenti e dai calciatori della squadra rossonera.

Adesione massiccia di primi cittadini e amministratori locali alla partecipazione ai referendum dell’8-9 giugno: “Facciamo un gesto di cittadinanza attiva”


DANIELA ZERO

Per il referendum dell’8 e 9 giugno scendono in campo anche i sindaci di tante città italiane. Roma, Milano, Napoli, Bologna, Firenze, Cagliari solo per citarne alcune delle più grandi. E di ora in ora se ne aggiungono numerose all’appello promosso dall’Ali, Autonomia locali italiane. 

“Si tratta di un appuntamento democratico rilevante, che offre a tutte e tutti la possibilità di incidere direttamente su temi che riguardano la vita quotidiana, il lavoro, i diritti e la cittadinanza” si legge nell’appello. “Come sindaci e amministratori locali, sentiamo il dovere di promuovere e incoraggiare la partecipazione a questo importante esercizio di democrazia. In un tempo in cui la distanza tra le istituzioni e i cittadini rischia di allargarsi, ogni occasione di coinvolgimento diretto è preziosa. Il referendum rappresenta uno degli strumenti più alti di partecipazione, attraverso il quale le persone possono contribuire a orientare le scelte del Paese”.

Emilio Miceli, presidente del Centro Pii La Torre: “I giovani siano protagonisti del 23 maggio”

Emilio Miceli

“Non si possono tenere i piedi in due staffe: con Borsellino e Falcone e con l’area della collusione”. Emilio Miceli, presidente del centro studi Pio La Torre, segna il confine che separa posizioni nette e pure inconciliabili. O di qua o di là dice, non a caso, in occasione della giornata del 23 maggio così carica di valori simbolici che pone prima di tutto il tema del cambiamento. 

Tanto per restare al 23 maggio, associazioni e gruppi giovanili rivendicano uno spazio e un ruolo di centralità per l’antimafia sociale. Da dove nasce questa spinta? 

La manifestazione di giovani e associazioni è ormai parte integrante della giornata del 23 maggio. Il centro Pio La Torre ha aderito anche quest’anno. Siamo convinti che sia necessario, sulla pace e sulla lotta alla mafia, un nuovo e più incisivo protagonismo giovanile. Tra l’altro, trovo assolutamente giusto che Falcone come Borsellino non vengano ricordati solo dalle istituzioni. Niente polemiche, speriamo niente provocazioni, ma anche valorizzazione delle diversità. Il mondo delle istituzioni, per fortuna ancora oggi, non esaurisce la domanda di politica e di cambiamento che c’è nella società. 

Non chiedeteci silenzio: il 23 maggio faremo rumore! Corteo di resistenza antimafia


Pubblichiamo il comunicato delle realtà associative che stanno organizzando la manifestazione per ricordare le vittime della strage di Capaci del 23 maggio 1992 

Come giovani, studenti e studentesse di questa città vogliamo costruire una grande mobilitazione antimafia per il prossimo 23 maggio, 33° anniversario della strage di Capaci. Il corteo partirà alle ore 15.00 dalla Facoltà di Giurisprudenza (Palermo) ed arriverà in Via Giacomo Leopardi.

“Non chiedeteci silenzio”, perché non taceremo sulle verità emerse nei processi e silenziate dai media, riguardanti le complicità politico-istituzionali dietro le stragi. Non taceremo sugli effetti devastanti della guerra fomentata dal progetto di riarmo dell’Europa, che taglierà fondi alla scuola, alla sanità,

alla sicurezza sul lavoro e quindi diritti fondamentali. Faremo rumore, perché la nostra idea di contrasto alla mafia, o, per meglio dire, al sistema di potere politico-affaristico-mafioso come lo definiva Pio La Torre, è in contrapposizione con quella di questo Governo.

5/19/2025

IL GIORNALE “L'ORA” SECONDO L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE


Per molti studenti, il sapere facile di oggi si basa sulle sintetiche informazioni fornite dai chat bot dell'intelligenza artificiale (software progettati per simulare una conversazione con un essere umano) su ogni tipo di argomento.

Abbiamo chiesto a ChatGPT, uno tra i più diffusi tra questi chat bot, cos'è stato L'Ora, il nostro giornale, per capire il tipo di risposta che avrebbe un giovane o anche giovanissimo che vuole saperne di più. Eccola, con indicazioni delle fonti:

Il "Giornale L'Ora" di Palermo è stato un quotidiano di grande rilievo nella storia del giornalismo italiano, noto per il suo impegno civile e per la lotta contro la mafia (ODG). 

Fondazione e orientamento editoriale

La fuga dei medici di famiglia: sono solo 37.260


Dal 2016 al 2024 ne sono spariti 7.176: un crollo del 16,15%. Ora arriva la riforma

Al 1° gennaio 2024 i medici di medicina generale in Italia sono 37.260. Otto anni prima, nel 2016, erano 44.436: se ne sono persi per strada la bellezza di 7.176, pari a un calo del 16,15%. Un’enormità. È una discesa costante e inesorabile, che ha svuotato ambulatori e mandato in tilt il principio stesso della medicina territoriale. Un modello che da sempre rappresenta uno dei pilastri del nostro servizio sanitario nazionale a vocazione universalistica. E non parliamo di eccezioni: questo calo è sistematico e ha effetti diretti sulle persone, che si trovano a girare tra ambulatori a ore e sostituti temporanei, mentre chi resta in servizio deve gestire lunghe liste di pazienti che nella maggior parte dei casi superano i limiti previsti. Lo confermano i dati ufficiali del Ministero della Salute e della Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati), che fotografano una situazione sempre più insostenibile per chi lavora e per chi ha bisogno di cure.

LA PREVENZIONE FA TAPPA NELLE MADONIE: IL 20 MAGGIO L'OPEN DAY DELL'ASP DI PALERMO A PETRALIA SOTTANA


SCREENING GRATUITI, VACCINAZIONI, PREVENZIONE DEL RANDAGISMO E SPORTELLO AMMINISTRATIVO IN PIAZZA DUOMO DALLE 10.30 ALLE 16.30

PALERMO 18 MAGGIO 2025 – La prevenzione itinerante dell'Asp di Palermo farà tappa martedì prossimo, 20 maggio, nel cuore delle Madonie. I camper della salute dell'Azienda sanitaria del capoluogo raggiungeranno Petralia Sottana per una nuova giornata dedicata alla sanità di prossimità. Dalle 10.30 alle 16.30, in Piazza Duomo, sarà allestito un vero e proprio villaggio della salute, con l'erogazione gratuita e ad accesso diretto di visite, esami e vaccinazioni. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comune e con la I Circoscrizione del Distretto Lions 108Yb Sicilia.  

5/18/2025

Leone XIV e gli sviluppi estremi del capitalismo


di Giuseppe Savagnone

Un nome che richiama una storia

Troppo pochi, fino ad ora, sono gli elementi per fare una valutazione di ciò che sarà questo pontificato, e l’esperienza dell’assordante battage mediatico di ipotesi infondate, di false previsioni, di fake news che ha preceduto l’elezione del nuovo papa dovrebbe metterci in guardia dalla pretesa di indovinare che cosa farà e dirà Leone XIV.

Per limitarci a parlare di ciò che effettivamente ha fatto e detto, possiamo cominciare dal nome che si è scelto e dalla spiegazione che ne ha dato. Parlando ai cardinali, Prevost lo ha collegato al fatto che l’ultimo papa a portarlo – Leone XIII – si era trovato a fronteggiare una svolta epocale com’era la rivoluzione industriale, col conseguente avvento del capitalismo. 

Oggi, ha osservato, la Chiesa è chiamata a «rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro».

Vale la pena di ricordare brevemente la pagina di storia a cui il papa si riferiva. Alla fine del Settecento e nel corso dell’Ottocento l’irrompere delle macchine aveva capovolto il rapporto tra i lavoratori e i loro strumenti, riducendo i primi a meri inservienti dei secondi. 

Le storie. Emanuele e Danilo, i due presidi più giovani d'Italia: «Restiamo in Sicilia»

Emanuele Ridulfo (a sinistra) e Danilo Gatto

Andrea Cassisi

Nulla accade per caso. Parlano di didattica, ma anche di scartoffie. Da sicilianisti convinti, non per nostalgia ma per visione, hanno deciso di costruire, innovare, educare nella stessa terra che prima hanno scelto per studiare e poi li ha scelti come presidi. Emanuele Ridulfo, 29 anni e Danilo Gatto, 35 dal primo settembre prossimo firmeranno il contratto da dirigenti scolastici. Coi piedi ben saldi a terra non hanno mai voluto lasciare l’Isola che presto sarà per loro un nuovo punto di ripartenza. Hanno in comune un primato che non fa rumore, ma che parla di eccellenza. Il primo, originario di Monreale (il padre, Gino, è originario di Corleone; come lo zio, Mario, attuale segretario della CdL di Palermo), è il più giovane d’Italia; il secondo, nato e cresciuto a Sant’Agata di Militello, nel messinese, non solo è il secondo più giovane per età, ma ha partecipato e ha vinto sia la selezione ordinaria sia quella straordinaria bandita dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. 

I loro nomi compaiono nell’elenco dei venti candidati che hanno superato il concorso in Sicilia. Qui ne sarebbero serviti 26 di presidi, ma la commissione esaminatrice ha stoppato la graduatoria a due decine, dopo una rigida selezione.

SALVATORE CARNEVALE, UN DELITTO CHE CHIEDE ANCORA GIUSTIZIA SETTANT’ANNI DOPO

Famiglia Cristiana pubblica un articolo di Pietro Scaglione sulla tragica vicenda di Salvatore Carnevale, il sindacalista di Sciara ucciso dalla mafia nel 1955

Il 16 maggio 1955 veniva assassinato il sindacalista siciliano, la cui madre Francesca Serio sfidò Cosa nostra costituendosi parte civile. Un delitto emblematico, mai davvero punito, che oggi viene ricordato da premi, libri, storici e militanti

Pietro Scaglione

Il 16 maggio del 1955, l’Italia fu sconvolta dall’omicidio del sindacalista socialista Salvatore Carnevale, originario di Galati Mamertino (Messina) e fondatore della Camera del Lavoro di Sciara (Palermo). Non si trattò del primo attacco politico-latifondistico-mafioso contro i sindacati siciliani. Prima di Carnevale, infatti, erano stati uccisi decine e decine di sindacalisti e capilega: dal comunista Accursio Miraglia al socialista Placido Rizzotto, dal rivoluzionario Giovanni Orcel al riformista Epifanio Li Puma, dal turatiano Lorenzo Panepinto al gramsciano Nicolò Azoti, dai martiri della strage di Portella della Ginestra alle vittime degli assalti contro le sedi sindacali.  

L’omicidio Carnevale fu un delitto emblematico per tanti motivi.

5/17/2025

Il Papa ha radici siciliane. Il nonno era di Milazzo


Andrea D’Orazio

MILAZZO - La notizia è rimbalzata per 48 ore lungo l’asse Sicilia-Francia-Usa, in attesa della conferma definitiva, arrivata ieri mattina attraverso doppia fonte autorevole, da una fascia tricolore e, per voce sua, dall’Associazione internazionale per gli Studi genealogici italiani: Leone XIV ha origini siciliane, per la precisione milazzesi. Nel Comune costiero messinese, infatti, è nato il nonno paterno del Pontefice, Salvatore Giovanni Riggitano, figlio di Santi Riggitano e Maria Alioto. 

Un colpo di scena, se si pensa al cognome di Sua Santità e alle biografie pubblicate subito dopo l’elezione al soglio di Pietro di Robert Francis Prevost, con giornali e siti web (compreso Wikipedia in lingua inglese) che indicavano sì le radici italiane del Papa, puntando però sul Piemonte, per la precisione sul paese di Settimo Rottaro, ipotizzando lì, con una certa sicurezza, la nascita del nonno, John Prevost, emigrato nei primi anni del Novecento in America - dove avrebbe insegnato lingue romanze - e lì convolato a nozze con Suzanne Fontaine, di origini francesi. Ma a confutare la ricostruzione è stata una rigorosa ricerca condotta negli Usa dal Genealogy Discord Server e oltralpe dal Centre de généalogie francophone d’Amérique, supportata da documenti ufficiali italiani e da fonti d’archivio statunitensi. In realtà, non tutta la

5/16/2025

Salvatore Carnevale, Cgil, Flai e Fillea alla commemorazione del 70°. Festi, Cgil nazionale: “Dobbiamo liberarci dalle mafie e difendere la democrazia praticandola, a partire dai referendum”

L’intervento di Alessio Festi

Palermo 16 maggio 2025 – Oggi a Sciara la giornata del ricordo di Salvatore Carnevale, il segretario della Camera del Lavoro ucciso nel 1955, nel 70° anniversario del suo omicidio mafioso. La commemorazione si è svolta nell’ambito della seconda edizione della Settimana della Legalità, organizzata dal Comune di Sciara. 

Alle ore 9 la visita presso il cimitero dove riposa la salma di Salvatore Carnevale. Alle 9.30 il raduno in piazza Castelreale e il corteo fino al monumento dedicato a Carnevale, dove è stata deposta una corona di fiori e si sono tenuti gli interventi delle autorità locali, civili e religiose. 

“Turiddu Carnevale resta tra le pietre miliari delle lotte per accrescere i diritti dei braccianti. Fondamentale è stata l'organizzazione di cui è stato capace, per occupare le terre incolte, perché venissero concesse a chi le poteva lavorare - ha detto la segretaria generale Flai Cgil Palermo Enza Pisa intervenendo nel corso della manifestazione - Così come la battaglia per l'equa ripartizione della produzione agricola. A fondamento dei contratti collettivi anche la lotta per la giornata lavorativa di 8 ore, col motto ‘8 ore di lavoro, 8 ore per dormire e 8 ore per studiare e vivere la propria esistenza con maggiore dignità’. Lui sapeva di essere sotto bersaglio della mafia, ma non ha mollato un attimo i valori a cui ha dedicato la sua breve ma intensa esistenza a servizio dei più fragili”.

Caporalato in Sicilia. Ti pago 1,6 euro l'ora: lo sfruttamento choc dal supermercato ai campi


Cinzia Arena

Un controllo della Finanza fa emergere un vero e proprio "sistema" ai danni di 37 dipendenti costretti a lavorare senza ferie e giorni di riposo. Dagli stipendi alla sicurezza, ecco i nodi scoperti

Chiamarlo sfruttamento è troppo poco. Il “sistema” adottato da un supermercato in provincia di Catania, probabilmente non l’unico, è una forma di "sudditanza", di caporalato estremo dove ai dipendenti, che non avevano alternative di impiego in altre realtà, era chiesto di lavorare tutto il giorno, tutta la settimana, senza ferie. E soprattutto con retribuzioni, se così possiamo chiamarle, minime. In alcuni casi meno di due euro l’ora. A scoprire queste irregolarità, con pesanti conseguenze sulle casse delle Stato, i finanzieri del Comando provinciale di Catania che hanno eseguito, nei comuni di Biancavilla, Adrano e Misterbianco, un'ordinanza con la quale il gip etneo ha deciso gli arresti domiciliari nei confronti del rappresentante legale e del direttore commerciale di questo supermercato affiliato alla grande distribuzione. L'accusa è di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e auto-riciclaggio. Disposto anche il sequestro preventivo della società del valore di 3 milioni di euro con la nomina di un amministratore giudiziario. 

5/15/2025

Ex Pnrr Aree Interne: 21 milioni di euro per l’infrastrutturazione sociale in 16 comuni del palermitano. Spi Cgil Palermo e Sicilia. “Dopo due anni, finalmente il via libera. Serviranno per migliorare la vita delle persone. I comuni si attrezzino”

Concetta Balistreri e Salvatore Ceraulo

Palermo 15 maggio 2025 – Nuove infrastrutture in campo sociale: il ministero della Coesione dà il via libera a finanziamenti per 16 comuni della provincia di Palermo per un totale di quasi 21 milioni di euro. Serviranno per realizzare welfare di comunità, potenziamento di servizi dedicati agli anziani, servizi di inclusione, di accoglienza per profughi e riqualificazione di immobili comunali.

“Finalmente, grazie anche all’impegno dello Spi Cgil, va a conclusione l’iter approvativo della misura M5C3I111 ex PNRR Aree interne – esprimono soddisfazione il segretario generale dello Spi Cgil Palermo Salvatore Ceraulo e la segretaria generale Spi Cgil Sicilia Maria Concetta Balistreri - Una misura che ha vissuto un iter travagliato e che rischiava di annullare definitivamente quei pochi investimenti sul sociale che il Pnrr metteva a disposizione. Dopo oltre due anni, il ministero ha finalmente dato il via libera al finanziamento dei progetti che erano stati giudicati idonei nella graduatoria stilata a seguito del bando del piano nazionale ripresa e resilienza”.

A SEGUIRE LE TABELLE CON I FINANZIAMENTI

Sciara, il 16 maggio il 70° anniversario di Salvatore Carnevale, il segretario della Camera del Lavoro ucciso nel 1955. Le iniziative venerdì nell’ambito della seconda edizione della “Settimana della legalità” e all’Istituto Gramsci


Palermo 14 maggio 2025 – A Sciara venerdì 16 maggio la Cgil Palermo celebra il 70° anniversario della morte di Salvatore Carnevale.  La commemorazione del segretario della Camera del Lavoro di Sciara, ucciso dalla mafia il 16 maggio 1955, rientra anche quest’anno tra le iniziative della seconda edizione della “Settimana della legalità” promossa dal comune di Sciara.  

 Alle ore 9 la visita presso il cimitero dove riposa la salma di Salvatore Carnevale. Alle 9.30 raduno in piazza Castelreale e corteo fino al monumento dedicato a Carnevale, dove sarà deposta una corona di fiori e si terranno gli interventi delle autorità locali, civili e religiose.  Per la Cgil interverranno la segretaria generale Flai Cgil Palermo Enza Pisa e il segretario Fillea Cgil Palermo Cosimo Lo Sciuto.  Alle 10.30 nella Chiesa Madre la scuola incontra le istituzioni sui temi della legalità. Sarà presente Alessio Festi, responsabile dipartimento Legalità Cgil nazionale.

5/13/2025

Morto Josè Mujica, ex presidente dell'Uruguay e paladino della sobrietà

Josè «Pepe» Mujica

Aveva 89 anni era malato da tempo e si stava sottoponendo a cure palliative. «Consumo il necessario, non ammetto lo spreco». Il passato con i Tupamaros e la lotta contro la povertà

L'ex presidente dell'Uruguay Josè «Pepe» Mujica è morto all'età di 89 anni. Era malato da tempo. Da tempo si sottoponeva a cure palliative per un tumore all'esofago. 

Mujica è stato presidente dell'Uruguay dal 2010 al 2015 dopo essere stato anche senatore e ministro dell'agricoltura. La sua azione politica è stata ispirata alla sobrietà, di cui divenne un paladino. «Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco - è una delle sue dichiarazioni più celebri -  Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari».     

Giovanni Riina resta in carcere al 41 bis: “ È una persona estremamente pericolosa”


SALVO PALAZZOLO

Nelle scorse settimane, la Corte di Cassazione aveva fermato la proroga del carcere duro per il rampollo di Totò Riina, Giovanni, detenuto all’ergastolo per due omicidi: la suprema corte aveva accolto il ricorso della difesa, che aveva rilevato « l’assenza di novità nella valutazione della pericolosità» . 

Adesso, il tribunale di sorveglianza di Roma conferma il carcere duro per Giovanni Riina, come aveva chiesto la procura nazionaleantimafia. Durante l’udienza, la sostituta procuratrice della Dna Franca Imbergamo aveva ribadito quanto emerge dalle indagini della procura di Palermo diretta da Maurizio de Lucia: il primogenito di Riina rimane l’erede del padre, il capo dei capi di Cosa nostra morto il 17 novembre 2017.

PALERMO, CON I 181 ARRESTI AZZERATO IL VERTICE DI COSA NOSTRA

Il Procuratore Maurizio de Lucia

Giovanni Burgio

Presi 8 reggenti e 11 esponenti di spicco

L’operazione antimafia che martedì 11 febbraio ha portato in carcere 181 persone, si può definire Cupola.3” perché, dopo il 2008 e il 2018, si è registrato il terzo tentativo di ricostituire l’organo direzionale di Cosa Nostra. Ma è stata anche la terza più consistente retata nella storia della lotta contro Cosa Nostra.[1]

A metà febbraio non sono state colpite soltanto le cosche della città di Palermo, ma anche quelle di Bagheria, Carini e Terrasini. Il mandamento di San Lorenzo – Tommaso Natale, che comprende anche i centri provinciali di Carini e Terrasini, è quello con più arrestati, 69.[2] Seguono il mandamento di Porta Nuova con 56 affiliati, quello di Santa Maria di Gesù con 18, quello di Bagheria con 17, 12 della Noce, 6 di Pagliarelli.

Abbiamo preferito fare un’unica grande inchiesta e procedere con numerosi arresti invece di spezzettare in più parti le indagini che stavamo portando avanti – dice il Procuratore di Palermo Maurizio de Lucia –

5/12/2025

Investigatore ferito durante la cattura di Bernardo Provenzano, il Tribunale lo riconosce “vittima del dovere”


Il Tribunale di Aosta accoglie il ricorso: lo Stato dovrà riconoscere i benefici spettanti all’investigatore che contribuì alla cattura del superlatitante

Storica sentenza al tribunale del Lavoro di Aosta (sentenza n. 108/2024) che ha accolto il ricorso presentato da un funzionario dello Stato gravemente infortunato durante una missione investigativa nell’ambito delle operazioni per la cattura del superlatitante Bernardo Provenzano. I giudici hanno riconosciuto lo status di vittima del dovere e obbligato il Ministero a erogare al ricorrente circa 150mila euro oltre a tutti i benefici previsti dalla legge. Nonostante l’evidente connessione tra l’incidente e l’attività investigativa ad alto rischio, il ministero dell’Interno aveva inizialmente rigettato la richiesta di riconoscimento come “vittima del dovere”, classificando l’evento come un “semplice incidente in itinere”. Una tesi che, con determinazione e prove concrete, i legali Francesco Leone, Simona Fell, Raimonda Riolo e Flavia Maria Caradonna sono riusciti a smontare.

5/11/2025

Dialoghi, Lettera del 10 maggio 2025. PAPA LEONE XIV, LO STUPORE INIZIALE, LA SCELTA SOCIALE E LE PRIME TRACCE DI IMPEGNO









Cara Silvia, chi poteva mai pensare che, con poche votazioni e in soli due giorni, i Cardinali convenuti nel Conclave dai punti più disparati della Terra riuscissero a far sgorgare l’agognata fumata bianca e a far pronunciare, nel tripudio di indimenticabili emozioni, le fatidiche parole “habemus Papam!”.

Con lo stupore un po’ di tutti, anche dei più esperti vaticanisti, Leone XIV è stato posto alla guida della Chiesa. In questa scelta si concentrano diverse novità: il primo Papa nato negli Stati Uniti, il primo Papa Agostiniano, il primo Papa Vescovo e cittadino Peruviano. La sorpresa è stata grande e subito ha scatenato altrettanta curiosità. Tutte le varie letture di potere, ecclesiastiche e politiche, che inevitabilmente vanno comunque valutate, sono state ancora una volta spiazzate dall’azione dello Spirito Santo che soffia dove vuole e verso quelli che meno ci si aspetta.

5/10/2025

Gli studenti dell’IISS “Orso Mario Corbino” in visita a Corleone, affascinati da Verro e Rizzotto, ma qualcuno tentato anche da Riina…


DINO PATERNOSTRO

Stamattina abbiamo avuto il piacere di accogliere a Corleone una delegazione di studenti dell’I.I.S.S. "Orso Mario Corbino" di Partinico, che ha, al suo interno, due ordini di scuola: il tecnico industriale e il professionale, con diversi indirizzi. 

Le ragazze e i ragazzi dell’Istituto erano accompagnati dalla prof.ssa Anna La Mattina, dal prof. Claudio Marino, dalla Signora Rosa Loria e dal Sig. Gaspare Di Trapani, collaboratori scolastici. Il loro è stato un viaggio d’istruzione a Corleone, la “famosa” città regia dalle 100 chiese, ma ancora più famosa per aver dato i natali a criminali mafiosi come Michele Navarra, Luciano Liggio, Totó Riina e Bernardo Provenzano. Molto opportunamente, gli insegnanti hanno voluto far incontrare gli studenti con due importanti personaggi dell’antimafia sociale di Corleone: Placido Rizzotto e Bernardino Verro, che in epoche diverse hanno guidato il movimento contadino nella lotta per la terra e per i diritti. E mi hanno chiesto, davanti alla tomba di Rizzotto, al cimitero comunale, di raccontare le loro gesta. Ho accettato con piacere, parlando di Rizzotto, il giovane contadino semi-analfabeta che partì per la guerra e divenne socialista e partigiano nella città di Roma.

Con Avis Corleone, l’evento Rosso Sorriso: “La Meraviglia del Donare”



Corleone, 10 maggio 2025 - Preparatevi a vivere un'esperienza unica e coinvolgente con l'evento "Rosso Sorriso: La Meraviglia del Donare", un'iniziativa straordinaria promossa da Avis Comunale di Corleone e patrocinata da Avis Nazionale, Rai Kids, l'Istituto Comprensivo Giuseppe Vasi di Corleone, il Cesvop di Palermo e il Comune di Corleone. 

Con la speciale collaborazione dell'attore Oreste Castagna e degli alunni e insegnanti delle classi 4 A, C, D, ed E del Tempo Pieno, questo progetto promette di trasformare semplici storie in magici racconti.

Un Progetto per il Futuro: "Rosso Sorriso: La Meraviglia del Donare" è pensato per le scuole elementari e mira a promuovere la cultura della reciprocità, dello scambio e del dono. Attraverso la tecnica del cantastorie, i bambini impareranno l'arte del racconto orale e la narrazione con il ritaglio della carta, trasformando semplici materiali in storie viventi. Immaginate i piccoli artisti che, con forbici e carta, danno vita a personaggi e avventure straordinarie!

5/09/2025

L’EDITORIALE. Papa Leone XIV, il suo “ruggito” sia contro l’ingiustizia


di
STEFANO MILANI direttore Collettiva.it

Santità,

le scrivo da laico e da ateo. Da chi non prega, non si inginocchia, non cerca salvezza solo giustizia. Le scrivo fuori dai riti, dai dogmi, dai privilegi. E da questa distanza le chiedo una sola cosa: non rientri dentro. Dentro l’ovvio. Dentro il compromesso. Dentro il silenzio. Ha scelto un nome forte, Leone. Ora lo usi per ruggire non per custodire. 

Per spezzare non per mantenere. Non ci serve un Papa che benedice il potere, ci serve uno che lo faccia tremare.

Ha parlato di una “pace disarmata e disarmante”. Bene. Ma la pace non si invoca, si pretende. Si grida, si vive. Con il Vangelo in una mano e la concretezza nell’altra. Con la fede che consola e la rabbia che sveglia. Il mondo è schierato, e male. Con chi bombarda e poi si commuove, con chi sfrutta e poi si assolve, con chi chiude le frontiere e poi si dichiara cristiano. Se la Chiesa tace, o si rifugia nella prudenza, allora è complice.

PEPPINO IMPASTATO: DOPO 47 ANNI LA VERITÀ SUL DELITTO E L’OBLIO SUL DEPISTAGGIO

ENRICO BELLAVIA


La condanna dei responsabili mafiosi dell’omicidio solo nel 2001. Ma sulle responsabilità di chi deviò le indagini sull’ipotesi terroristica è da tempo caduta la scure della prescrizione. L’esempio unico del militante che ruppe in famiglia il vincolo con Cosa nostra

Le mani intatte. Gli occhiali, pure. La chiave che aveva sempre in tasca lucida a brillare tra i rovi lungo i binari. Il necroforo incaricato da un carabiniere di cercarla, però, non la vide. Ne trovò altre tre ma non furono giudicate importanti. L’occhio attento fu proprio quello del militare. La recuperò al culmine dell’unica scrupolosa e miope ricerca sulla scena del crimine: trecento metri di linea ferrata, sterpaglie e cavi elettrici sospesi. Trenta chili di resti, meno della metà del peso dell’uomo a cui appartenevano, Giuseppe, Peppino, Impastato, 30 anni, militante demoproletario di Cinisi, Palermo.