di Giuseppe SavagnoneUn nome che richiama una storia
Troppo pochi, fino ad ora, sono gli elementi per fare una valutazione di ciò che sarà questo pontificato, e l’esperienza dell’assordante battage mediatico di ipotesi infondate, di false previsioni, di fake news che ha preceduto l’elezione del nuovo papa dovrebbe metterci in guardia dalla pretesa di indovinare che cosa farà e dirà Leone XIV.
Per limitarci a parlare di ciò che effettivamente ha fatto e detto, possiamo cominciare dal nome che si è scelto e dalla spiegazione che ne ha dato. Parlando ai cardinali, Prevost lo ha collegato al fatto che l’ultimo papa a portarlo – Leone XIII – si era trovato a fronteggiare una svolta epocale com’era la rivoluzione industriale, col conseguente avvento del capitalismo.
Oggi, ha osservato, la Chiesa è chiamata a «rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro».
Vale la pena di ricordare brevemente la pagina di storia a cui il papa si riferiva. Alla fine del Settecento e nel corso dell’Ottocento l’irrompere delle macchine aveva capovolto il rapporto tra i lavoratori e i loro strumenti, riducendo i primi a meri inservienti dei secondi.