7/15/2023

La morte di Rosario e Giulia a Corleone. L’ombra di una corsa illegale. Indagati due ragazzi corleonesi di 19 e 22 anni


FABIO GERACI

L'incidente mortale alla fine di una serata spensierata tra amici potrebbe essere stato provocato da una corsa clandestina. 

A questa conclusione sono giunti i carabinieri del compagnia di Corleone, che hanno notificato gli avvisi di garanzia a due ragazzi di 19 e 22 anni, entrambi originari del paese. La tragedia - in cui persero la vita Rosario Leto e Giulia Sorrentino, rispettivamente di 16 e 18 anni - avvenne il 15 maggio dell'anno scorso lungo la Statale 118 ma oggi potrebbe essere riletta sotto un’altra luce. All’epoca dai primi accertamenti era emerso che la Fiat Punto con a bordo i due giovani aveva sbandato in curva, finendo fuori strada a causa dell'eccesso di velocità e per la disattenzione di un guidatore inesperto, cioè il minorenne il quale - in base ai racconti dei sopravvissuti - avrebbe guidato l’auto senza patente.

A Selinunte affiora l’antico porto. Una struttura composta da blocchi di pietra, ma c’è ancora dell’altro sotto la sabbia


Alessandro Teri

Selinunte - Una delle più importanti città dell’Antica Grecia doveva contare su un porto di notevoli dimensioni, che potesse garantire scambi commerciali con le altre potenze del Mediterraneo. 

Così era per Selinunte, il cui ruolo di primaria rilevanza sembra essere confermato dall’ultima scoperta venuta alla luce ed ora resa pubblica, ovvero gli imponenti resti di quello che potrebbe essere stato l’imbocco di uno scalo finora sconosciuto, adesso reso chiaro dal rinvenimento di una struttura lunga 15 metri composta da spessi blocchi di pietra, a cento metri dalla spiaggia più frequentata e suggestiva della cittadina balneare in provincia di Trapani.

La parola riformismo ha perso la sua anima (ed è usata a sproposito)

di GIANNI CUPERLO*

Non si è riformisti perché ci si proclama tali Lo si è per il merito delle scelte e il coraggio della radicalità dimostrata in anni lontani da pensatori liberi non imprigionati nella camicia di forza delle classificazioni

Ci sono parole orfane del concetto e concetti alla ricerca delle parole per dirsi. Ci sono anche formule addebitate a chi non le ha mai utilizzate e termini talmente logorati da non possedere più una paternità. Per dire, quel genio di Sherlock Holmes in nessuna delle sue avventure se ne è mai uscito col tormentone "elementare, Watson", il che non ha impedito che nel senso comune la formula divenisse brand del personaggio. Pure il compianto, da pochi, Karl Marx non si è mai cimentato col "capitalismo". 

La Cgil di Agrigento: “No ad una biblioteca intestata a condannati per il concorso esterno in associazione mafiosa o per frode fiscale”

Alfonso Buscemi, segretario Cgil Agrigento 

Abbiamo voluto riflettere qualche giorno prima di intervenire sull’annuncio dell’ex senatore Marcello Dell’Utri di voler regalare una biblioteca al comune di Agrigento legandola all’evento di “Agrigento città della cultura 2025”.
 

Abbiamo stentato non poco a convincerci che davvero si possa pensare che un popolo sia disponibile a fare finta di nulla rispetto alle responsabilità che hanno portato a condanne penali durissime. Le Istituzioni hanno il dovere di dare l’esempio opponendosi al riconoscimento pubblico di uomini che certamente non sono stati un esempio di onestà verso le nuovi generazioni.

Dell’Utri: “Sarà la più grande e completa biblioteca sulla Sicilia”. Arci Sicilia: “Un brutto segnale che si affidi uno spazio culturale ad un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa”

(Clicca sull’immagine per leggere il testo)

«Sarà la più grande e completa biblioteca tematica sulla Sicilia esistente al mondo. L’ex senatore Marcello Dell’Utri spiega le motivazioni che lo hanno spinto a donare alla città di Agrigento un Fondo librario di circa 10.000 volumi antichi e moderni sulla storia della Sicilia.

L’opposizione di Arci Sicilia ed Arci Agrigento: «Discutibile il silenzio delle istituzioni sull’iniziativa di Dell’Utri. Un brutto segnale affidare uno spazio culturale a una persona condannata con sentenza definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa»

Coordinamento 19 luglio: corteo di resistenza popolare “Basta Stato Mafia” per l’anniversario della strage in cui morirono Borsellino e gli agenti della scorta. Il 17 luglio ore 10.30 in via D'Amelio conferenza stampa di presentazione


Palermo 14 luglio 2023 - In occasione del 31° anniversario della strage di via D’Amelio in cui morirono Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, il Coordinamento 19 luglio ha organizzato il corteo di resistenza popolare "Basta Stato Mafia", per un'antimafia intersezionale e sociale, assieme a diverse associazioni e ai movimenti che hanno aderito all’iniziativa.

    Il corteo partirà il 19 luglio alle ore 15 dall’albero Falcone, in via Notarbartolo, e raggiungerà la via D’Amelio, fermandosi in alcune tappe durante il percorso.

    I particolari dell’iniziativa saranno resi noti alla conferenza stampa di presentazione del coordinamento 19 luglio che si terrà lunedì 17 luglio, ore 10.30, in via D’Amelio, nei pressi dell’Ulivo della memoria.

IL MANIFESTO DEL COORDINAMENTO 19 LUGLIO

7/14/2023

Mafia e mafie, memoria e giovani. Intervista a Ottavio Sferlazza (I parte)


di FRANCESCO ALÌ

A ridosso dell’anniversario della strage di via D’Amelio, in cui il 19 luglio 1992 persero la vita il giudice Paolo Borsellinoe i cinque agenti della scorta (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina), Atlante avvia un percorso fatto di incontri con professionalità ed esperienze che, da angolazioni diverse, hanno dedicato gran parte della loro vita alla responsabile ricerca di legalità, giustizia e democrazia. 

Attraverso le inchieste, le analisi e i ricordi delle personalità che incontreremo vogliamo offrire un contributo alla comprensione del periodo delle stragi e del fenomeno mafioso, così da dare ai cittadini e soprattutto alle nuove generazioni, ragioni e motivazioni per sostenere la necessità e la convenienza di affrancarsi dalle mafie, che ostacolano crescita, sviluppo, libertà e democrazia in tutto il Paese.

IL SINALP INCONTRA IL DIRIGENTE GENERALE DELL'ASSESSORATO ALLA SALUTE DR. IACOLINO SULLE EMERGENZE DELLA SANITA' PUBBLICA SICILIANA


Da qualche anno il comparto Sanità del Sinalp Sicilia segue l'evoluzione del sistema sanitario siciliano che in questi anni si è dovuto adattare alle varie riforme o pseudo tali.
Queste riforme, nate per lo più con il solo obiettivo di razionalizzare i costi di gestione, purtroppo non hanno dato quasi mai la giusta attenzione alla vera esigenza che ogni società che si ritiene civile e democratica dovrebbe avere: il benessere dei propri cittadini.
L'incapacità di saper programmare il fabbisogno di medici ed infermieri nel Servizio Sanitario Nazionale ha oggi creato una crisi di difficile soluzione che stà colpendo, chi più e chi meno, tutti i presidi ospedalieri presenti nell'isola. 

Cento scuole siciliane cambiano preside, volti nuovi ed “emigrati” di ritorno. Cambio al vertice anche all’IISS “Don G. Colletto” di Corleone


di Salvo Intravaia

Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Giuseppe Pierro, ha reso noti i nominativi dei dirigenti scolastici che dal prossimo primo settembre cambieranno sede. Cambio anche alla presidenza dell’IISS “Don G. Colletto” di Corleone. Va in quiescenza Natalia Scalisi, dal primo settembre arriva Elisa Inglima.

Cambio al vertice al liceo classico Garibaldi di Palermo e in più di cento scuole siciliane. Ieri nel tardo pomeriggio, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Giuseppe Pierro, ha reso noti i nominativi dei dirigenti scolastici che dal prossimo primo settembre cambieranno sede. E di coloro che, dopo anni di gavetta in altre regioni, sono riusciti a ricongiungersi con la famiglia in Sicilia.

Diverse le scuole palermitane che assisteranno all’avvicendamento del capo d’istituto, a domanda dell’interessato o per il pensionamento del precedente dirigente. 

I L FESTINO La sera della Santuzza tra la gente di Palermo nel ricordo di Biagio


Sul carro con il sindaco Lagalla ci saranno don Pino Vitrano e una mamma di Brancaccio accolta nel centro Padre Nostro di don Puglisi

di Claudia Brunetto

La speranza e il sogno cammineranno insieme al fiume di gente per il corteo della 399esima edizione del Festino di Santa Rosalia. Il primo davvero libero da qualsiasi restrizione dettata dalla pandemia. A unirle sarà la figura di fratel Biagio, il missionario laico scomparso sei mesi fa, a cui quest’anno si ispira la festa della Santa patrona di Palermo.  

Rinnovare nei giovani il gusto di leggere e la voglia di pensare


di Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.

Un quadro allarmante

I dati offerti dall’ultimo rapporto Invalsi sulla scuola non dovrebbero allarmare solo gli “addetti ai lavori”, ma tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra società.

Conclusa finalmente l’emergenza Covid, quest’anno le prove organizzate dall’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione hanno coinvolto più di 12mila scuole per un totale di oltre un 1.000.000 di allievi della scuola primaria (classe II e classe V), circa 570.000 studenti della scuola secondaria di primo grado (classe III) e oltre 1.000.000 di studenti della scuola secondaria di secondo grado. Si tratta, dunque, di un test più che significativo.

STOP ALLE CARROZZE A PALERMO SE C’È TROPPO CALDO, DI GANGI (PROGETTO PALERMO): “SOLO PER DUE ORE? NON BASTA”r


Riccardo Vaccaro

Le temperature a Palermo non accennano a diminuire. Proprio in questi giorni è scattata l’ordinanza del sindaco Roberto Lagalla che regstico. Il Comune quindi è subito corso ai ripari, ma sono stati in molti a muovere più di qualche critica verso questo provvedimento. A contestarla c’è stata anche Mariangela Di Gangi, consigliere comunale di Progetto Palermo.

Mariangela Di Gangi

Non è stato fatto nulla di nuovo. Il sindaco si è solo limitato a riconfermare l’ordinanza dello scorso anno che è pressocché uguale se non addirittura peggiorativa rispetto a quella di due anni fa che imponeva uno stop per la circolazione delle carrozze nelle giornate con temperature superiori ai 35 gradi, mentre adesso è stata portata a 37“. Queste le parole della consigliera.

7/13/2023

INTERVISTA. Borsellino: “Smantellare il concordo esterno? Così il ministro colpisce Falcone e mio fratello, sconfessando il loro lavoro”

Via D’Amelio, subito dopo la strage del luglio ‘92

DI SALVO PALAZZOLO

Il concorso esterno resta fondamentale per colpire i colletti bianchi che colludono con la mafia. Danni anche dalla riforma delle intercettazioni 

PALERMO — «Smantellare il concorso esterno in associazione mafiosa, come annunciato dal Guardasigilli Carlo Nordio, vuole dire sconfessare apertamente la legislazione voluta da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino». Non usa mezzi termini il fratello del giudice Paolo, Salvatore. «Depotenziare il concorso esterno vuol dire colpire i nostri martiri, quelli che il governo di destra dice di voler commemorare. E questo è l’ennesimo segnale di un gravissimo attacco all’indipendenza della magistratura e alla ricerca della verità». 
Cosa la preoccupa? 

PAOLO BORSELLINO, QUELLO SGUARDO OLTRE LA VITA


L'Ora edizione straordinaria per Paolo Borsellino e la strage di Via D'Amelio

di BIANCA STANCANELLI

Il 28 maggio 1992, nella sede romana della Mondadori, in via Sicilia, a pochi metri dall'ambasciata americana e dalle belle vetrine dei bar di via Veneto, il giudice Paolo Borsellino fu l’ospite più atteso alla presentazione di un libro. S’intitolava "Gli uomini del disonore" e ne era autore il sociologo Pino Arlacchi, che in quel volume aveva raccolto le confessioni di un mafioso di prima grandezza, il catanese Antonino Calderone. Cinque giorni appena erano trascorsi dalla strage di Capaci; Borsellino avrebbe avuto ottime ragioni per rinunciare a un appuntamento preso da lungo tempo, prima che Cosa Nostra precipitasse l’intero Paese nel lutto e nell'orrore. Ma era persona seria e onorò l’impegno.

Lettera aperta sull’ospedale di Corleone: IL PROBLEMA È LA CARENZA DI MEDICI; CHI DEVE RISOLVERE IL PROBLEMA È L’ASP PALERMO. Ma lo vuole risolvere?


PIO SIRAGUSA*

Cari amici e concittadini, facciamo il punto sulla problematica riguardante l’Ospedale di Corleone alla luce degli ultimi aggiornamenti: IL PROBLEMA come sappiamo è la CARENZA DEI MEDICI; CHI DEVE RISOLVERE IL PROBLEMA è l’ASP PALERMO; CHI SUBISCE il problema è la popolazione residente a CORLEONE e nei paesi limitrofi;

Come sappiamo questa situazione si protrae ormai da più di un anno ed è andata via via degenerando fino ad arrivare al punto di precludere alle nostre donne di partorire a Corleone. Solo negli ultimi mesi, grazie alla nascita di un COMITATO CITTADINO spontaneo e all’attivazione di Associazioni e Amministrazioni Comunali che hanno cercato di stimolare, o forse sarebbe più esatto dire “forzare” l’ASP a trovare una soluzione, si è intravisto un minimo di interesse alla questione che ci riguarda da vicino.

7/12/2023

Lo scrittore Vito Giuliana a Campobello di Licata. “Non ha mai dimenticato le sue origini, le sue radici, e i suoi scritti, pur universali, sono densi di siciliana mediterraneità”


Saremo davanti ad uno scrittore, a un artista – ricorda Silvio Benedetto – che è nato a Campobello di Licata (Agrigento). Vito Giuliana, pur vivendo e operando a Vigevano (Pavia) non ha mai dimenticato le sue origini, le sue radici, e i suoi scritti, pur universali, sono densi di siciliana mediterraneità. Nonostante egli abbia pubblicato 22 libri, tra i quali una trilogia dedicata al suo paese, Campobello di Licata non gli ha mai prestato la dovuta attenzione (certo questa distrazione non coinvolge soltanto lui). Noi Silvi siamo convinti che Vito sia un vanto non solo per il suo paese d’origine ma più in generale per la Sicilia”.

Il maestro italo-argentino Silvio Benedetto e l’artista ligure-romagnola Silvia Lotti, che hanno creato “L’isola che c’è” sostenuti da un valido gruppo di alcuni amici (pittori e non), già da tempo presentano al Minerva incontri con gli scrittori; recentemente Beniamino Biondi, Fabio Fabiani, Giusi Leone, Giovanna Caruana, Andrea Cirino, Filippo Tornambè (vogliamo anche ricordare che, in passato, Dacia Maraini amica di Silvio Benedetto venne a Campobello espressamente per suo invito).

7/11/2023

L’INDAGINE SULLA NUOVA MAFIA. Il ritorno dei boss scarcerati. Genova erede dei Madonia. Scatta il blitz, diciotto arresti


SALVO PALAZZOLO

Dopo diversi anni al 41 bis, comanda ancora La squadra mobile e la Sisco hanno registrato incontri fra uomini di varie “ famiglie”. “Lui è il tutto” dicevano del neo-capo della cosca che aveva ripreso il controllo del territorio. “Ha una intera città”. Progettava altri affari. “Tu fai lo scaltro perché non chiami tutti i mafiosi che hai”, urlò al telefono la compagna di un esattore del pizzo ieri fermato 

Salvatore Genova, il padrino di Resuttana, l’erede dei Madonia, era stato scarcerato nel marzo 2019, dopo un lungo periodo al 41 bis. Non ha perso tempo, ha ripreso subito il ruolo di comando in Cosa nostra appena tornato a Palermo. Prima con discrezione, poi con grande evidenza. Non si faceva problemi, poteva contare sul sostegno di alcuni insospettabili. È drammatico il quadro che emerge dall’ultima inchiesta coordinata dalla procura diretta da Maurizio de Lucia. Cosa nostra non si rassegna, anzi rilancia. Le indagini della squadra mobile diretta da Marco Basile e della Sisco ( la sezione investigativa dello Sco) hanno fatto scattare un blitz nei confronti di 18 persone. Insieme ai boss — non c’è solo Genova fra gli scarcerati eccellenti — sono finiti anche alcuni colletti bianchi. 

A distanza di 30 anni dalla riforma. Sindaci, l’elezione diretta ed il “partito” trasversale


di 
MATTIA GANGI

È una verità ormai scritta nel registro dell’evidenza. I primi cittadini delle grandi città d’Italia o, comunque, quelli dei centri che ‘contano’ più di altri, godono di una visibilità e di un peso politico che li rende, a tutti gli effetti, attori nazionali che travalicano i confini fisici dei propri Comuni d’appartenenza.

E, dopotutto, la recente Storia d’Italia mostra come i Comuni più importanti siano, di fatto, otrampolino per politici di futura caratura nazionale o, al contrario, rifugio per quelli che hanno già esaurito il loro tempo in Parlamento. Pensiamo ai nomi “romani” di Francesco RutelliGianni AlemannoWalter VeltroniVirginia Raggi, o a quelli milanesi di Beppe Sala, Letizia Moratti, Giuliano Pisapia, i fiorentini come Matteo Renzi, Dario Nardella, i campani Bassolino, De Luca e De Magistris.

Danni e furto alla sede del Sunia (il sindacato casa Cgil) di Palermo, i ladri si sono introdotti nel weekend dalla finestra al piano terra, in via Goethe. Solidarietà e vicinanza dalla Cgil

Nino Rocca, Zaher Darwish e Pietro Brancato

Palermo 11 luglio 2023 - Danneggiata la sede del Sunia Palermo, in via Tenente Giovanni Ingrao. I ladri si sono introdotti scassinando la finestra al piano terra, sulla via Goethe, a due passi dal palazzo di Giustizia, hanno sottratto la cassa e rapinato beni di valore e con la refurtiva raccolta sono poi scappati dalla porta.

Il furto è stato scoperto alla riapertura della sede del sindacato degli inquilini della Cgil dopo il weekend e subito denunciato. Sul posto ieri mattina sono intervenuti la polizia, la Digos e la scientifica.  

“Abbiamo informato le forze dell'ordine che hanno inviato immediatamente le proprie squadre, che stanno indagando. Ci auguriamo che dalle indagini si ottengano al più presto dei risultati - dichiara il responsabile del Sunia Palermo Zaher Darwish, assieme a Nino Rocca e all’avvocato Pietro Brancato, del direttivo del Sunia Palermo -

Ospedale di Corleone, ecco perché non arrivano i pediatri in ospedale


DINO PATERNOSTRO

Leggendo il comunicato stampa del primo luglio dell’Asp di Palermo, si capisce che il direttore generale d.ssa Faraoni racconta solo ciò che le sembra utile per difendersi dagli attacchi dei comitati civici. Non dice tanto altro. Bastava, per esempio, con la normativa vigente, fare un ordine di servizio ai tanti pediatri in servizio all’Ingrassia disponendo che a turno venissero a Corleone. Si sarebbe risolto il problema in attesa dei concorsi, che per essere attrattivi però devono essere a tempo indeterminato. La signora manager, invece, non l’ha fatto per esasperare gli animi e far digerire adesso anche il ricorso agli operatori economici del mercato, cioè a spalancare le porte alla privatizzazione (senza qualità) della sanità. 

Ospedale di Corleone, i tanti (infruttuosi) tentativi dell’Asp di cercare il personale medico. Errori o malafede?


COMUNICATO STAMPA. 
ASP DI PALERMO/OSPEDALE DI CORLEONE: PROSEGUE INCESSANTE L’IMPEGNO PER LA RICERCA DI PERSONALE. DOPO 93 CONCORSI INFRUTTUOSI, IN CORSO UN ALTRO PER PEDIATRI. AUTORIZZATE IERI DALL’ASSESSORATO REGIONALE ALLA SALUTE PROCEDURE STRAORDINARIE PER ASSICURARE I SERVIZI

PALERMO 1 LUGLIO 2023 – Prosegue incessante l’attività dell’Asp di Palermo nella ricerca di Dirigenti Medici che possano assicurare la continuità delle attività sanitarie, soprattutto, nei Presidi ospedalieri delle zone più disagiate. È stato, repentinamente, avviato il concorso a tempo indeterminato di Dirigenti Pediatri grazie alla responsabile abnegazione della Commissione concorsuale guidata dal dott. Vincenzo Duca, primario della neonatologia dell’Ingrassia. Alla selezione stanno partecipando  un pediatra e 31 specializzandi. 

7/10/2023

Suarez aveva 88 anni. Addio nobile Luisito, l’architetto di Herrera che fece grande l’Inter


DI MAURIZIO CROSETTI

Suarez era la perfezione. Il Barça vendendolo rinnovò il Camp Nou. Ai compagni spaventati da Puskas disse: “Mica vorrete l’autografo?”

Chiusa la carriera da calciatore, Suarez ha allenato: era il ct della Spagna a Italia ’90. Poi gli anni in tv da commentatore 

I nostri padri e i nostri nonni raccontavano Suarez (“Ah, Luisito Suarez…”) come si prova a narrare la perfezione, come se esistessero davvero le parole per dire chi furono Michelangelo e Mozart, George Best e Vittorio Gassman. Perché, signori, qui si dice addio a uno dei più forti calciatori di tutti i tempi, il numero 10 della Grande Inter di Herrera, il primo e unico Pallone d’Oro spagnolo, un regista che sapeva segnare, dribblare, lanciare corto ma soprattutto lungo: passaggi al volo di 50 metri sui piedi del compagno in corsa. E che personaggio, che persona. Ironico, gentile,

Le donne lavorano il triplo degli uomini per accudire i familiari. “Necessarie politiche di conciliazione”

Un momento del seminario di stamattina 

Il tempo che le donne dedicano all'accudimento dei figli e dei parenti anziani o fragili è circa tre volte superiore al tempo dedicato dagli uomini: oltre cinque ore, contro un'ora e quaranta minuti al giorno. 

Un dato che fornisce una chiave di lettura su uno dei motivi per cui la disoccupazione femminile in Italia è molto più alta di quella maschile. Secondo l'Istat infatti, circa il 40% delle donne (con punte sopra il 55% nel Mezzogiorno) non lavora, spesso senza provare ad accedere al mercato del lavoro, anche perché risulta quasi impossibile conciliare i tempi del lavoro con quelli della vita privata e familiare.

Coordinamento 19 luglio: corteo di resistenza popolare “Basta Stato Mafia” per l’anniversario della strage in cui morirono Borsellino e gli agenti della scorta. Il 17 luglio ore 10.30 in via D’Amelio conferenza stampa di presentazione


Palermo 10 luglio 2023 - In occasione del 31° anniversario della strage di via D’Amelio in cui morirono Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, il Coordinamento 19 luglio ha organizzato il corteo di resistenza popolare "Basta Stato Mafia", per un'antimafia intersezionale e sociale, assieme a diverse  associazioni e ai movimenti che hanno aderito all’iniziativa.  

Il corteo partirà il 19 luglio alle ore 15 dall’albero Falcone, in via Notarbartolo, e raggiungerà la via D’Amelio, fermandosi in alcune  tappe durante il percorso. I particolari dell’iniziativa saranno resi noti alla  conferenza stampa di presentazione del coordinamento 19 luglio che si terrà in data 17 luglio, ore 10.30, in via D’Amelio,  nei pressi dell’Ulivo della memoria.

QUESTO IL MANIFESTO DEL COORDINAMENTO 19 LUGLIO

Mafia, colpo al clan di Resuttana: 18 arresti, ci sono anche un notaio ed un commercialista


Sedici persone in carcere e due ai domiciliari. E' il bilancio della maxi operazione della polizia che all'alba di oggi ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 indagati appartenenti al clan di Resuttana. Le accuse sono: associazione di tipo mafioso, estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, concorso in associazione di stampo mafioso, detenzione di arma comune da sparo.

Il provvedimento scaturisce da una complessa attività di indagine avviata dalla polizia e coordinata dalla locale Procura della Repubblica che ha consentito di definire l’organigramma della famiglia mafiosa di Resuttana. Sono emersi vari episodi legati alla riscossione del pizzo a danno di esercenti di attività commerciali ed imprenditori del quartiere, nonché il controllo e la gestione dei servizi funerari all’ospedale di Villa Sofia. Tutte attività illecite che rappresentano per la famiglia mafiosa di Resuttana fonte primaria di guadagno. 

7/09/2023

L’oscenità della biblioteca Utriana nella Valle dei templi di Agrigento

NINO CUFFARO

“Mi sono sempre immaginato il paradiso come una specie di biblioteca.” Jorge Luis Borges

A margine della lettura del testamento di Silvio Berlusconi, che lascia un legato rilevante a favore dell’amico Marcello Dell’Utri (30 milioni di euro), abbiamo appreso, dalle dichiarazioni di quest’ultimo, della volontà di realizzare una biblioteca nella Valle dei Templi di Agrigento. Dichiara l’ex senatore in un’intervista alla Stampa di Torino: “Sto costituendo una grande biblioteca siciliana nella Valle dei Templi. Sarà il mio dono e anche quello del mio amico Silvio per Agrigento Capitale della Cultura 2025. Sarà pronta per quella data e quando l’inaugureremo sarà un bell’evento”.

La notizia non è stata commentata dall’ente Parco della Valle dei Templi, pertanto, in mancanza di informazioni più precise, che potrebbero essere contenute in un protocollo d’intesa tra l’amministrazione dei beni culturali e l’ex senatore, cerchiamo con le poche notizie disponibili di individuare meglio i contorni della vicenda e le sue implicazioni politiche e culturali. 

L'INTERVISTA. Dell'Utri sorpreso per il testamento: «Non mi doveva nulla. Scherzavamo sui seminatori d'odio». Ma vuole realizzare una biblioteca “utriana” nella Valle dei Templi

Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi

di Felice Cavallaro

AGRIGENTO – «Trenta milioni? Davvero? Anch’io nel testamento del Cavaliere...». 

Sorpreso, dottor Marcello Dell’Utri
«Certo che sono sorpreso. Non me lo aspettavo perché nulla mi doveva il mio amico Silvio. Io ho dato tutto a lui, la mia vita, tutto. Da lui ho avuto in cambio affetto. Ecco perché sono sorpreso e commosso». 

Il suo ultimo incontro con Berlusconi?
«Qualche giorno prima della fine. E non pensavo che finisse. Discutevamo di tante cose in quei giorni». 

Nello sbarco in Sicilia, la mafia fu spettatrice


Lino Buscemi

Chiariamo subito un punto. Quando il 10 luglio del 1943 le armate angloamericane sbarcarono nelle coste meridionali della Sicilia, non erano animati, come qualcuno volle far credere, dall’intenzione di «liberare» l’Isola ma, più realisticamente, di conquistarla e occuparla militarmente essendo territorio nemico a tutti gli effetti. 

Infatti, in quel momento, Italia, Germania e Giappone erano in guerra contro USA, Gran Bretagna, Francia ed altri Paesi. La Sicilia, pur con postazioni militari, armamenti ed equipaggiamenti insufficienti e inadeguati era presidiata, con il difficilissimo compito di difenderla, da circa 405.000 soldati di cui 90 mila tedeschi e 315 mila italiani. Nei programmi dei comandi angloamericani tutto il territorio siciliano doveva essere conquistato rapidamente in quindici giorni, invece di giorni ce ne vollero trentotto perché, soprattutto in alcuni centri della parte orientale dell’Isola, le truppe dell’Asse diedero filo da torcere agli angloamericani e canadesi prima di abbandonare il campo o di arrendersi.

Lo Stretto di Messina: dal mito di Scilla e Cariddi ai giorni nostri


1. La leggenda dello Stretto; 2. Come si è formato lo Stretto; 3. Come è la traversata 

1. La leggenda dello Stretto

Lo spazio di mare che separa la Sicilia dalla Calabria è presente in tanti miti e leggende risalenti ai tempi della Magna Grecia, come quella di Scilla e Cariddi.

Cariddi era una bellissima ninfa, figlia di Poseidone dio del mare e di Gea la Terra, viveva nel lato siciliano dello Stretto.

Un giorno Cariddi rubò dei buoi ad Ercole e per questo venne punita da Zeus che la trasformò in un gigantesco mostro marino, condannata a distruggere le imbarcazioni di passaggio per soddisfare la sua fame, creando enormi vortici d’acqua.

Anche Scilla era una bellissima ninfa e viveva nella parte calabrese dello Stretto. Un giorno Glauco, mortale pescatore trasformato in semidio con le pinne al posto delle gambe e costretto a vivere in mare, al vedere Scilla uscì dalle acque per corteggiarla.

Con Francesco Russo, Corleone ha “conquistato” lo Stretto di Messina !

Francesco Russo attraversa lo Stretto di Messina


Lo scorso giovedì 6 luglio 2023 Il corleonese Francesco Russo ha fatto l’impresa “conquistando” lo stretto di Messina. (GUARDA IL VIDEO)

“Corleone conquista lo stretto”, scrive entusiasta Francesco sul suo profilo Facebook. Ed ha tutti i motivi per essere felice. È il primo corleonese a cimentarsi in una simile impresa, ottenendo peraltro dei tempi di percorrenza notevoli. Sul sito “Traversata Stretto di Messina” gli stessi organizzatori delle traversate scrivono che  “i più veloci di noi hanno impiegato 55 minuti mentre i più lenti 1 ora e 20”. Francesco ha impiegato il tempo certificato di 51,06’, stracciando il tempo teorico dei “più veloci”.

INTERVISTA ALL’ARCIVESCOVO DI PALERMO. Lorefice: “Istituzioni assenti nella lotta alla droga. I politici che la usano finanziano la mafia”


di Claudia Brunetto

Sull’emergenza droga che uccide i ragazzi della città ha tuonato più volte. L’ha fatto a fine maggio dal palco dell’ex cinema Edison nel cuore dell’Albergheria dove i giovanissimi ogni giorno si fanno di crack, l’ha fatto di nuovo qualche giorno fa da un’aula universitaria, accanto a Francesco Zavatteri che ha perso il figlio Giulio a 19 anni per overdose. 
L’arcivescovo Corrado Lorefice non lo dimentica: «La società civile, le associazioni, le famiglie si sono mobilitate da tempo per l’emergenza droga che uccide i nostri ragazzi, hanno organizzato incontri, hanno cercato di dare risposte concrete, di assumersi una responsabilità civile appunto. 
I rappresentanti delle istituzioni, eccetto pochissime eccezioni, invece, in queste occasioni non c’erano. Possiamo registrare un grande vuoto». 

7/08/2023

L’8 luglio 1960 a Palermo: 4 morti, 51 feriti gravi, 36 persone ferite da arma da fuoco, centinaia di contusi, 374 arrestati

Un’immagine dell’8 luglio 1960 a Palermo

di PIETRO ANCONA

Per ricordare il luglio 1960 che vide decine di migliaia di operai e contadini scendere in piazza in tutta Italia contro il fascismo e le violenza della polizia. Questa è una piccola informazione "storica" si riferisce alle rivolte operaie del 1960 che non si svolsero solo a Reggio Emilia ma anche a Palermo e in Sicilia.

5 luglio 1960: A Licata (Agrigento) la polizia spara contro i dimostranti in sciopero, Vincenzo Napoli di 25 anni cade ucciso, cinque altri dimostranti restano gravemente feriti dal piombo della polizia

L'8 luglio 1960 a Palermo, il centro è presidiato fin dalle prime ore del mattino dalla Celere per disturbare lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per i fatti di Reggio Emilia. Come riportano le cronache del tempo (vedi il giornale L'Ora) il corteo operaio con in prima fila gli operai dei cantieri navali e dell'aeronautica sicula viene scortato a vista da uno schieramento di polizia degno dell'antiterrorismo.

IL LIBRO. La mafia e gli alleati, così cade il mito del patto sullo sbarco

Un’immagine dello sbarco degli Alleati in Sicilia: era il luglio di ottanta anni fa

di Rosario Mangiameli 

Lunedì si presenta lo studio di Salvatore Lupo che smonta la tesi sul ruolo di Lucky Luciano nell’Operazione Husky. Cosa nostra semmai riuscì ad approfittare del mercato nero e della crisi generale causata dalla guerra. La leggenda del foulard del boss. La tesi che si sviluppò rese la missione angloamericana un fatto folcloristico, tacendo sul rifiuto del conflitto che fame e paura delle bombe avevano provocato 


Nel panorama delle rievocazioni e studi per l’ottantesimo anniversario dello sbarco anglo americano in Sicilia ( l’Operazione Husky) spicca l’agile libro che Salvatore Lupo (Il mito del grande complotto. Gli americani, la mafia e lo sbarco in Sicilia del 1943, Donzelli, Roma, 2023, 102 pagine, 16 euro, la presentazione lunedì alle 16 a Palazzo reale) ha dedicato al tema del supposto aiuto dato dalla mafia siculo americana alle operazioni militari e al governo della Sicilia occupata.

8 luglio 1943. Lo sbarco dell’esercito alleato in Sicilia

Un’immagine dello sbarco in Sicilia degli Alleati

di ELIO SANFILIPPO

L’anniversario dello sbarco delle truppe angloamericane in Sicilia ha riproposto la vecchia polemica se gli americani erano da considerare occupanti o liberatori e soprattutto se lo sbarco fu possibile grazie al sostegno della mafia e, in particolare, di Lucky Luciano che chiuso in una prigione degli Stati Uniti accettò di collaborare in cambio della sua scarcerazione.

Autorevole sostenitore di questa tesi fu lo scrittore siciliano Michele Pantaleone nativo di Villalba lo stesso paese di Don Calò Vizzini il capo della mafia siciliana.

Per Pantaleone grazie a Luciano sembra che gli americani disponessero di un efficiente e capillare rete d’ informazione e dei punti su cui erano posizionate le postazioni del nemico. Sembra perfino che Luciano fosse latore di un messaggio per don Calò che soldati americani a bordo di un carro armato e con un fazzoletto come segno di riconoscimento glielo avrebbero recapitato a Villalba.

Lo storico Francesco Renda ha minimizzato l’importanza di tale sostegno ritenendolo marginale e ininfluente. 

7/07/2023

Anniversario 8 luglio 1960. Domani alle 8.30 sarà deposta una corona di fiori in via Maqueda. Oggi un confronto tra architetti ed esperti alla Guadagna

Un momento del dibattito di stamattina

Ceraulo, Fillea: “Avvieremo studio per recupero del complesso architettonico del centro Arcobaleno 3 P”.

Palermo 7 luglio 2023 – Domani a Palermo si ricordano i morti degli scontri dedll’8 luglio 1960 a Palermo. Una corona di fiori sarà deposta alle 8,30  all’angolo tra via Maqueda via del Celso dove c’è la lapide che ricorda i tragici fatti di quella giornata. Sarà presente una delegazione di sindacalisti, di giovani, di militanti.

Oggi intanto è stato il quartiere della Guadagna al centro dell’evento che la Fillea Cgil ha voluto realizzare, nella ricorrenza dell’8 luglio del 1960,  per porre il tema delle trasformazioni urbanistiche e delle diseguaglianze sociali. Un confronto per mettere in campo un’azione popolare di rigenerazione urbana e sociale di un territorio che rappresenta l’altra faccia di Palermo, quella emarginata e abbandonata dalle istituzioni.

7/06/2023

Il dono a Dell’Utri nel testamento di Berlusconi: il silenzio è d’oro

Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi

Il lascito di 30 milioni a un amico storico, ma anche al custode dei segreti sulle indagini più scottanti

LIRIO ABBATE

C’è un patto indissolubile che si può anche analizzare come un fatto d’onore, quello che lega Silvio Berlusconi a Marcello dell’Utri. Si parla al presente perché la disposizione testamentaria lasciata dall’ex presidente del Consiglio di trenta milioni di euro al suo amico fidato ci dice che questo legame è ancora in atto. E vive per nutrire il silenzio pagato a peso d’oro. Foraggiare l’omertà di chi ha portato negli uffici dell’imprenditore potenti boss palermitani che gli hanno garantito la protezione, di chi ha fatto entrare ad Arcore un mafioso a cui poi sono state consegnate le chiavi della villa, e chi ha incontrato gli stragisti prima della discesa in campo del cavaliere e contemporaneamente ha contribuito a fondare Forza Italia.