domenica, marzo 19, 2023

Corleone. L’eredità del Cammisu e le Confessio Paschalis


Le confraternite bianche della settimana Santa a Corleone. Esposizione crono storica.

Il 23 marzo alle ore 17:00, la cooperativa Nsitu e l’Associazione Prometheus, con il patrocinio del Comune di Corleone e del Comitato Venerdì Santo a Corleone, inaugureranno, presso la chiesa di San Ludovico a Corleone, la mostra L’eredità del Cammisu e le Confessio Paschalis. Le confraternite bianche della settimana Santa a Corleone”.

Durante la Settimana Santa, funzione primaria la svolgono le confraternite, o compagnie, associazioni religiose le quali avevano lo scopo di esercitare opere pie e di misericordia nonché di assistenza agli associati anche nel diritto di sepoltura congregazionale. La natura del mutuo impegno corporativo era quella di aiutare i bisognosi; confortare i carcerati; sostenere gli infermi; occuparsi delle feste religiose; organizzare le processioni e professare il culto di un determinato Santo, del Corpo del Signore o della Madonna. 

Emerge l’esigenza dell’uomo a vivere il fenomeno associativo in un rapporto-dialogo tra l’ispirazione religiosa e l’impegno sociale, continuando ancora oggi a essere titolare di pubblica testimonianza di fede. L’obiettivo primario rimane tuttavia quello della fondazione di un codice dei confrati capace di strutturare dinamiche relazionali orizzontali all’interno di un gruppo composto da individui accomunati tra di loro, per ceto o professione, con distinte regole chiamate Capitoli. 

La mostra è incentrata sull’eredità spirituale, generazionale e tradizionale dei confratelli bianchi che con tuniche bianche da penitenti di chiara foggia spagnola, cammisu, nastro che parte dal colletto e arriva alle ginocchia, la vita stretta da un cordone, guanti bianchi ed in testa un cappuccio, anch'esso bianco, la cui punta, cricchia, è inamidata e pieghettata in modo da farla pendere verso il basso, percorrono le strade della città durante il Venerdì Santo

Ogni confraternita, per distinguersi dalle altre, presenta inoltre nel proprio abito un elemento distintivo.

Oltre a foto e brevi schede descrittive delle confraternite, verranno esposte alcune delle confessio Paschalis, o santini ricordo del Precetto Pasquale, facenti parte della collezione di Leoluca Cascio.

Nel 1215, il Concilio Lateranense IV sancì il precetto dell’importanza della Santa Comunione da riceversi durante la Santa Pasqua di Resurrezione.

Alla fine della seconda metà dell’Ottocento, riprodotti sino al 1966, cominciarono ad essere stampati i Signa Communionis Paschalis, dalla lingua latina segno o prova della benedizione, affinché attestassero il ricevuto sacramento della comunione pasquale e nei quali era indicato l’anno, il luogo, la chiesa ed il nome del parroco.

A partire della seconda metà del XIX secolo nel foglietto venne aggiunta una piccola immagine e da semplice attestato della Comunione Pasquale diventò immaginetta-ricordo nella quale furono riprodotte figure cromolitografiche con relativo testo.

A corredo della stessa saranno presentati, inoltre, manufatti sartoriali effettuati da Ina Cortimiglia, Rosetta Cottone e Assunta Governali, durante il laboratorio delle tradizioni popolari attivato dalla cooperativa Nsitu a Corleone il 15 febbraio scorso, durante il quale sono stati riprodotti gli abiti del rito sacro da sempre confezionati con fede e devozione.  

La mostra, a cura di Maria Teresa Bellavista, Leoluca Cascio, Vincenzo Di Carlo, Irene Milone, Rosanna Paternostro e Tommaso Ruggirello, con la collaborazione di Gianfranco Bagarella, Simonpietro Cortimiglia, Giuseppe Cutrone, Gino Di Leo, Liborio Gennaro, Pippo Oliveri, Lea Paternostro e Salvatore Sparacio, rimarrà aperta sino al 15 aprile. 

Leoluca Cascio

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