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venerdì, ottobre 14, 2022

Ricordato Giovanni Orcel. “Nel nome di Orcel, confermiamo l’impegno di Cgil e Fiom nella lotta contro il sottosviluppo e la mafia, per la pace e il lavoro nel Mezzogiorno”

Un momento della manifestazione 

Palermo 14 ottobre 2022 – Ricordato oggi a Palermo Giovanni Orcel, il segretario dei metalmeccanici della Fiom ucciso il 14 ottobre del 1920. La Cgil Palermo, la Fiom Cgil nazionale e palermitana, hanno deposto una corona sotto la lapide a lui intestata nel luogo in cui fu ucciso, in corso Vittorio Emanuele.
 

     Alla commemorazione, assieme al segretario Cgil Palermo Mario Ridulfo e al segretario generale Fiom Palermo Francesco Foti, e ad associazioni come il centro di documentazione Giuseppe Impastato, l’Anpi, il centro Pio La Torre, l’Arci e Libera,  è intervenuto il segretario generale della  Fiom Cgil nazionale Michele De Palma, a Palermo anche per partecipare all’assemblea provinciale dei delegati e delle delegate Fiom.

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      “Ricordiamo un avvenimento che ha colpito la città 102 anni fa. Giovanni Orcel, come tanti altri dirigenti sociali e politici, come Alongi e Verro, unì il mondo del lavoro, delle campagne e delle fabbriche, in un’idea che anticipava di tanti anni Gramsci – ha detto il segretario Cgil Palermo Mario Ridulfo - Non era un dirigente isolato, aveva una forte connessione con la masse popolari, con la gente. Il tratto distintivo da cogliere nel sacrificio di Orcel, e di tanti altri, è nella lotta contro il sottosviluppo e la mafia. Oggi – ha aggiunto Ridulfo - in questa terra, in questa città, ci sono zone d’ombra, c’è un ritorno velato a un’idea che la politica possa essere succube dei processi che determinano la costruzione delle fortune politiche e personali di gruppi di potere. Dobbiamo tenere alta l’attenzione in un contesto di crisi profonda, combattendo la paura e la rassegnazione dei lavoratori e della gente, offrendo  una prospettiva nuova di sviluppo  per uscire fuori dalla crisi. Con un impegno nuovo e profondo del movimento sindacale contro la guerra, per la pace, contro la mafia”. 

      "Siamo nani seduti sulle spalle di giganti, i giganti come Giovanni Orcel sono la nostra storia: la lotta del lavoro contro la criminalità organizzata, perché il lavoro porta con se contrattazione, emancipazione e legalità – ha detto il segretario generale Fiom Cgil nazionale  Michele De Palma - Orcel  ha avuto il coraggio di mettere insieme operai e contadini. Per questo  è stato ammazzato dalla mafia - ha aggiunto  De Palma - Noi siamo qui non soltanto per ricordarlo, ma per confermare l'impegno della Fiom e della Cgil per il lavoro e contro criminalità organizzata".    E ricordando Giuseppe Di Vittorio, il segretario della Fiom ha aggiunto che il sindacato porta avanti una vertenza di carattere nazionale in corso, partita con la  manifestazione a Roma dell’8 ottobre, e con gli sciopero dei metalmeccanici in tante parti d’Italia, “per il lavoro e per avere degli aumenti di carattere salariale che ci permettano attraverso la detassazione di poter affrontare la perdita del potere di acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori.  In particolare nel Mezzogiorno bisogna intervenire per dare occupazione e  ridurre l’orario di lavoro”.  

 Per Francesco Foti, segretario generale Fiom Palermo, “Orcel è stato una figura fondamentale e già 102 anni fa aveva capito benissimo che bisogna lottare per ottenere diritti, per contrastare il caporalato e la criminalità organizzata e con la sua stessa vita ha pagato. E’ importante portare avanti quelle rivendicazioni, quelle di ieri sono le stesse di oggi. Il  nostro dovere è di divulgare quello che hanno fatto figure come Orcel alle nuove generazioni, alle scuole”.

   Per Dino Paternostro, responsabile Legalità e memoria Cgil Palermo  “ci sforziamo di coniugare memoria e impegno, la  memoria della nostra storia e dei nostri dirigenti con l’impegno concreto per venire incontro alle esigenze dei lavoratori. Orcel già nel 1920 si pose il problema del caro vita e del contrasto al caporalato, chiedendo l’istituzione di una commissione comunale per il controllo dei prezzi, avendo il sospetto di speculazioni. Una lezione di modernità e di grande apertura ideologica che, unita al suo senso pratico spiccato, lo rese interprete profondo dei bisogni della popolazione siciliana”.

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