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domenica, settembre 11, 2022

LA STORIA. Il cuore di Sant’Alessio e lo sbarco dei ragazzini: “Adesso sono al sicuro”


Nel Messinese salvati da un intero paese i 58 migranti dell’Afghanistan La metà di loro sotto i 17 anni. “Abbiamo fatto quello che andava fatto” 

di FABRIZIO BERTÈ

Cinquantotto giovani migranti sono stati salvati dal grande cuore degli abitanti di un piccolo paesino del Messinese di meno di 1.500 anime. Una notte, quella tra il 7 e l’8 settembre, che ha sconvolto la comunità di Sant’Alessio Siculo, che per la prima volta ha assistito dal vivo a scene viste solo in tv. Almeno fino a questo momento. 
I fidanzati Michela Muscolino e Luca Profenna, verso le 22, mentre passeggiavano sul lungomare di Sant’Alessio hanno notato un’imbarcazione a vela che si era arenata a ridosso di una scogliera. A bordo c’erano 58 migranti, quasi tutti uomini, una decina di donne e 30 minori non accompagnati provenienti dall’Afghanistan. 

Scappati dal regime talebano, impauriti e sconvolti dal lungo viaggio, decine di loro si sono tuffati in mare per raggiungere a nuoto la costa, altri sono rimasti a bordo, mentre altri ancora si sono fermati su un’imbarcazione più piccola arenata lì vicino. A quel punto Michela e Luca hanno raggiunto la spiaggia per aiutare i migranti, riuscendo a tranquillizzarli in attesa dell’arrivo dei soccorsi e parlando con loro, soprattutto con i più piccoli. 
«Abbiamo fatto quello che andava fatto — raccontano in coro Michela e Luca, di Sant’Alessio lei, di Chieti lui — Siamo stati catapultati in uno scenario pazzesco. C’erano tantissimi ragazzini che a fatica stavano raggiungendo la spiaggia, qualcuno chiedeva aiuto in inglese, altri, invece, erano stesi a terra e faticavano a respirare. Abbiamo portato loro dell’acqua comprata nell’unico ristorante aperto in quel tratto e provato a tranquillizzare tutti in inglese». 
E a fare la differenza è stato il coinvolgimento di un intero paese. Un paese coraggioso, che non si è tirato indietro di fronte a uno scenario di per sè tragico. E così, in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, decine di santalessesi si sono avvicinati ai giovani migranti appena sbarcati. Portando acqua, cibo e vestiti. E soprattutto tanto conforto. 
«Pian piano — dicono Michela e Luca, che vivono a Padova, ma che si trovano in vacanza in Sicilia — altre persone si sono avvicinate. Abbiamo portato altra acqua, poi vestiti e cibo. Asciugavamo i loro telefoni e davamo le primissime informazioni. C’erano donne di Sant’Alessio che prendevano le mani di alcune ragazzine per portarle in luoghi più discreti, stare con loro e aiutarle a cambiarsi. E giovani siciliane con gli occhi lucidi che provavano a rasserenare coetanee più sfortunate. Immagini forti, ma molto emozionanti». 
Luca racconta anche una scena che non dimenticherà mai: «Florence (nome di fantasia) ha 16 anni e viene dall’Afghanistan assieme alla sorella di 13. Erano in mare da giorni, partite con poco meno di un centinaio di altri connazionali dalla Turchia, con questa barca. Bagnate, spaventate, continuavano a chiederci se ora erano al sicuro». 
«E mentre le prime pattuglie della polizia arrivavano — continua Luca — i loro sguardi si facevano sempre più fitti e stretti. E s’incrociavano con i nostri. La metà di loro aveva tra i 13 e i 17 anni, gli altri meno di 30. E porteremo sempre nel cuore l’immagine di una spiaggia che in poco meno di un’ora si era riempita di cittadini pronti a dare una mano. In maniera completamente autogestita e spontanea». 
Un’immagine raccontata anche dal sindaco di Sant’Alessio, Domenico Aliberti, anche lui giunto sul posto per soccorrere i giovani migranti: «Scene che spezzano il cuore — ha detto — Quando sono stato eletto, mai e poi mai avrei immaginato di trovarmi ad affrontare uno sbarco di migranti. Certe scene le avevo viste soltanto in televisione e non pensavo potesse accadere tutto ciò anche a Sant’Alessio. È stata un’esperienza incredibile. Ringrazio, ovviamente, tutte le forze dell’ordine che si sono adoperate per soccorrere questi ragazzi. La cosa che più mi ha colpito, però, è stata la gara di solidarietà che si è scatenata. E questo mi fa dire solo una cosa: sono orgoglioso di essere di Sant’Alessio». Una piccolissima comunità che ha dimostrato di avere un cuore enorme. 

La Repubblica Palermo, 11/9/2022

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