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venerdì, settembre 02, 2022

Dalla Chiesa, domani la Cgil Palermo alla celebrazione in via Carini per il 40° anniversario. “La lotta alla mafia con La Torre e Dalla Chiesa è la stagione del riscatto dei palermitani onesti”

 Emanuela Setti Carraro e Carlo A. Dalla Chiesa (foto Letizia Battaglia)


Palermo 2 settembre 2022 –  Domani alle ore 9,30 la Cgil partecipa alla commemorazione, in via Isidoro Carini, del 40° anniversario  dell’assassinio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo.
“Dalla Chiesa è stato protagonista di una stagione lunga 40 anni di lotta alla mafia e al terrorismo e la sua vita ha incrociato, nel corso delle sue esperienze di lavoro, altri protagonisti come Pio La Torre e Placido Rizzotto – dichiara il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo -  Il ricordo della strage di via Carini, in cui persero la vita in modo così tragico il generale e altre due vittime innocenti, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente della polizia di Stato Domenico Russo, continua ancora a commuoverci. 

Lo scoramento che assalì i palermitani il 3 settembre del 1982 per la morte di Dalla Chiesa fu ancora più grande perché l’omicidio avvenne subito dopo l’assassinio di Pio la Torre, ucciso quattro mesi prima. Una stagione segnata da lutti e tragedie, in una città come Palermo precipitata in un tunnel infinito per la perdita, sia tra le forze sociali che tra le istituzioni, dei suoi uomini migliori.  La morte di La Torre, Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino e tanti altri sono state lievito del riscatto dei palermitani onesti”.

E aggiunge  Dino Paternostro, responsabile legalità e memoria storica Cgil Palermo: “Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva intuito che senza il consenso e la mobilitazione dei cittadini lo Stato non poteva vincere la lotta contro la mafia. Per questo inaugurò la stagione degli incontri con gli studenti, con i cittadini, con le istituzioni locali. Voleva che i cittadini avessero come diritti ciò che i mafiosi davano come favore. Una lezione importante valida ancora oggi, anzi a maggior ragione, di fronte all’acuirsi dei bisogni della gente per le conseguenze della pandemia e per la guerra in Ucraina. Ricordarlo significa mettere in atto i suoi insegnamenti, altrimenti è solo vuota retorica”.

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