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mercoledì, settembre 14, 2022

Il mistero di Daouda Diane, sparito in Sicilia l'operaio che si batteva per i diritti

 

Daouda Diane 

dalla nostra inviata Alessia Candito

Originario della Costa d'Avorio, lavorava ad Acate, in provincia di Ragusa. Da oltre due mesi non si sa più nulla di lui

Acate (Ragusa) "Neanche un cane o un gatto spariscono così. Con la tecnologia che rende tutto e tutti tracciabili, com'è possibile?". Eppure di Daouda Diane, il trentasettenne ivoriano sparito dopo aver denunciato la mancanza di condizioni di sicurezza nel cantiere in cui lavorava, da più di due mesi non si sa nulla. "A volte spero ancora di vederlo entrare da quella porta", dice Marcire Doucoure, che di Daouda era amico e coinquilino.

"No - corregge - lui era famiglia". Arrivati entrambi dopo aver sfidato il Mediterraneo su una barca, sono riusciti da subito a lavorare come mediatori culturali e da cinque anni lo facevano gomito a gomito. "Ma lui era più bravo di me, parlava bene l'italiano, il francese, l'inglese". E pur essendo il piccolo dei due, era una sorta di "fratello maggiore". "Cucinava sempre lui, io non sono proprio capace". E ora? "Mi arrangio. Non posso fare altro".

La manifestazione dopo la scomparsa si Daouda Diane 

Rassegnarsi invece no, non ci riesce, anche se di Daouda ormai parla solo al passato. "La sua famiglia mi chiama o mi scrive tutti i giorni, a volte - mormora - mi vergogno a ripetere che non ci sono novità". Un'inchiesta c'è. Si indaga per omicidio e occultamento di cadavere, dopo settimane passate a battere la pista dell'allontanamento volontario. "Ma Daouda non l'avrebbe mai fatto, lui era prudente, quando tardava avvertiva, mi informava sempre dei suoi spostamenti. Ai carabinieri l'ho detto da subito". Anche perché subito Marcire ha avuto il timore che fosse successo qualcosa.

Sapeva che Daouda sarebbe andato a lavorare alla Sgv, un'azienda di calcestruzzi di Acate. Non era la prima volta. Nonostante l'impresa abbia provato a negarlo anche a mezzo stampa, c'era già stato almeno altre due volte. Alle 14.38 da lui riceve due video. Nel primo lo si vede nel ventre di una betoniera, con un martello pneumatico in mano e zero protezioni, se non delle vecchie cuffie antirumore e una cenciosa mascherina chirurgica. Nel secondo, Daouda non si vede, ma in un lungo messaggio lo si sente dire chiaramente "Qui il lavoro è duro, qui si muore". E c'è un dettaglio: parla per lo più in francese. "Per noi, la prima lingua è il bambara", osserva Marcire. Che si sappia, quella è l'ultima traccia lasciata dal 37enne ivoriano.


Marcire Doucoure, amico e coinquilino di Daouda Diane 

"Il 2 luglio, quando sono tornato a casa lui non c'era - racconta l'amico - Ho provato a chiamarlo, ma il suo cellulare risultava spento". Sulle prime, spiega, non si è preoccupato. Capitava che non si incrociassero. Al Cas spesso si davano il cambio e di tanto in tanto Daouda andava a Ragusa, nell'appartamento che aveva affittato quando lavorava in città e a cui non aveva voluto o potuto ancora rinunciare. Lì risultava residente, non tutti i locatori registrano i contratti d'affitto, per modificare i documenti ci sarebbe voluto tempo e lui aveva una moglie e una bimba piccola che progettava di portare in Italia presto. Risultato, di case ne aveva due. "Ma per lui non era un problema - spiega Marcire -. Risparmiava ogni centesimo e faceva ogni sacrifico necessario per far trasferire i suoi". Insieme aveva messo una bella somma. Alcune piste investigative starebbero esplorando l'ipotesi che qualcuno abbia tentato di metterci le mani sopra. Ma quando gli investigatori hanno perquisito la sua stanza, i soldi c'erano tutti. Anche i suoi conti sarebbero rimasti fermi. "Daouda era rispettato da tutti - mastica scettico Marcire - era un punto di riferimento". Del resto, aveva lavorato in molti Cas di zona, se la cavava bene con la burocrazia, in tanti si rivolgevano a lui. "Non era un nostro iscritto, ma era di fatto un attivista noto", spiega Michele Mililli del sindacato Fds-Usb, che da tempo lavora fra i braccianti del ragusano. Alle manifestazioni convocate per chiedere giustizia dopo la sua scomparsa, si sono presentati in centinaia.

Il cementificio dove lavorava Daouda Diane 

"Guarda, qui è tutto come lo ha lasciato", dice Marcire, che apre l'armadio, dove ancora c'è l'ordinatissima cartella in cui Daouda teneva i documenti - passaporto, permesso di soggiorno originale, buste paga, estratti conto - che per un lavoratore straniero sono il bene più prezioso. "Senza di questa, nessuno di noi va da nessuna parte". E poi una borsa, vestiti, un profumo, l'orologio "buono". Prima che venissero sequestrati c'erano anche soldi e un biglietto aereo per la Costa d'Avorio, con partenza fissata il 22 luglio. Al banco per il check in Daouda non si è presentato mai. L'indagine per omicidio è partita poco dopo. E forse si è perso tempo prezioso.

Di certo si sa che alla Sgv Daouda c'è stato, da lì ha mandato quei video. Un paio di ore dopo il suo telefono si spegne. Messa alle strette, dopo aver tentato di negare persino di avere avuto rapporti con lui, l'azienda ammette di averlo assunto a giornata per lavori di pulizia. Ma da lì - avrebbero raccontato i testimoni- "è andato via attorno a mezzogiorno sulle sue gambe". Eppure di lui non c'è traccia. Non lo si vede uscire dal cantiere, l'impianto di videosorveglianza non funziona. "Da tempo", è la versione dell'azienda, che in ambito investigativo si prende per buona. Non lo inquadrano le telecamere di zona. Prima di spegnersi, il telefono rimane agganciato alla medesima cella. "Non è indicativo - sussurrano alcune fonti - copre sia l'azienda, sia il centro del paese". Secondo quanto filtra le indagini, anche tecniche, stanno andando avanti.

Ma fra amici e conoscenti di Daouda c'è paura. E rabbia. "Da quell'azienda escono decine di camion al giorno, li hanno mai controllati?E nelle cave o nelle vasche vicino hanno mai guardato?", dice un lavoratore che chiede l'anonimato. "Ma noi siamo neri - lo incalza il ragazzo appena ventenne accanto a lui - anche quando moriamo, nessuno ci vede".

La Repubblica Palermo, 14/9/2022

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