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sabato, settembre 10, 2022

INTERVISTA ALLA LEADER DI +EUROPA. Bonino: “Anche in Sicilia concorsi preclusi ai medici obiettori sull’aborto”


di Sara Scarafia

Non sarà fisicamente presente, non le è possibile, ma si collegherà in diretta per lanciare il suo appello al voto libero in vista del 25 settembre. La senatrice Emma Bonino, storica esponente radicale candidata a Roma con +Europa contro Carlo Calenda, dà la scossa ai siciliani: «Gli amministratori si scelgono, non ci vengono imposti dal destino. Non cadete nella trappola del “sono tutti uguali, tutti marci”». Bonino interverrà alle 18,30 dal Nautoscopio dove ci saranno il segretario nazionale Benedetto Della Vedova, il leader siciliano Fabrizio Ferrandelli, la tesoriera Maria Saeli e i candidati alle Politiche e alle Regionali.

Da donna che si è battuta per tutta la vita per i diritti della altre donne, la senatrice lancia il suo assist alla candidata Caterina Chinnici: «Ha una storia e una competenza specifiche, anche a partire dal dramma che ha vissuto. Porta avanti una politica non urlata e non dedita ai tradimenti dell’ultimo minuto». 
Bonino, a Palermo quasi sette donne su dieci non lavorano. 
«Ci sono vari problemi annosi che nel Meridione, e dunque in Sicilia, si sommano. C’è sicuramente una componente culturale che si alimenta della carenza strutturale di infrastrutture d’aiuto, penso agli asili nido. Ma non solo». 
Cos’altro? 
«Il lavoro lo producono le imprese e in un tessuto economico povero come quello dell’Isola di aziende ce ne sono poche. Nessuno ha la bacchetta magica ed è inutile fare proclami vuoti: quello che serve è aumentare i servizi utilizzando le risorse a cominciare da quelle europee». 
Che arrivano ma non vengono 
spese. 

«In Emilia i fondi strutturali sono stati utilizzati al 90 per cento, in Sicilia si precipita al 20-30 per cento. C’è sicuramente una questione legata ad amministrazioni lente e neglette, sulle quali è necessario intervenire per non perdere le opportunità che ci sono già e quelle che si apriranno col Pnrr». 
In Sicilia si vota anche per la Regione. Chinnici potrebbe essere la prima donna governatrice. 
«Non va sostenuta solo perché è donna, ma perché ha una storia ed è competente». 
Come si costruiscono leadership al femminile, soprattutto al Sud? 
«Dicendo alle donne di rimboccarsi le maniche: se aspettano che i maschietti lascino loro il posto possono aspettare per sempre: non accadrà mai. Gli uomini il potere se lo tengono stretto. Bisogna prendersi lo spazio». 
Ma come si fa? 
«Io ho aperto una strada. Con sacrificio, dolore, passando attraverso le sconfitte, ho dimostrato che si può fare». 
A proposito di diritti, in Sicilia abortire è praticamente vietato per l’altissimo numero di medici obiettori. 
«Ecco come si declina la mancanza di servizi: è inaccettabile che un Paese abbia una legge che gli operatori ignorano. Noi non abroghiamo il diritto come negli Usa, noi non applichiamo la legge 194. Si possono trovare rimedi: la Toscana per esempio aveva aperto concorsi solo per medici non obiettori». 
Nell’Isola un’altra emergenza è quella dei suicidi nelle carceri. 
«Un’emergenza italiana: un tema di civiltà e legalità enorme nel nostro Paese. Non solo i suicidi, ma anche le condizioni di vita nelle carceri». 
Anche in Sicilia correte a fianco del Pd e contro il Terzo Polo. Da Palermo lancerà un appello al voto utile? 
«Con il voto si sceglie: bisogna prendere consapevolezza. Sono due le cose che mi preoccupano». 
Quali? 
«La prima è l’astensionismo e l’altra sono i 5 milioni di fuori sede che non possono votare. La mia assistente, siciliana, per esercitare un suo diritto dovrebbe tornare dove ha la residenza. Un sistema assurdo». 
Il ponte sullo Stretto è una priorità? 
«Un evergreen di ogni campagna elettorale. Prima potenziamo ferrovie e autostrade: altrimenti colleghiamo due deserti di mobilità». 

La Repubblica Palermo, 9/9/22

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