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mercoledì, settembre 14, 2022

Donne migranti e rifugiate, in corso un workshop di tre giorni alla Cgil con associazioni di Palermo e di Berlino su empowerment e integrazione. Domani le conclusioni


Palermo 14 settembre 2022 – Un workshop di tre giorni sull’empowerment delle donne migranti e rifugiate per costituire una “rete” per l’inclusione e l’integrazione sociale attraverso la creazione di percorsi di partecipazione attiva, consapevolezza, crescita. 

Assieme alla Cgil Palermo, con il suo ufficio migranti, al progetto Erasmus  dal titolo “Transnational of empowerment education with migrant and refugee woman”, partecipano altri due partner: l’associazione nigeriana Donne di Benin City di Palermo e Trixiewiz, un’associazione  femminista di donne migranti e rifugiate di Berlino, che si occupa di programmi, educazione politica, consulenze e accompagnamento, con un gruppo specializzato nelle tematiche Lgbt. 

   Dopo la giornata introduttiva di ieri, oggi lo scambio tra le associazioni per mettere in comune soluzioni e progetti. Domani, dalle 15 alle 18, la giornata conclusiva col dibattito finale. 

    “La Cgil è coinvolta in questo progetto perché abbiamo sempre pensato che l’integrazione passa dal lavoro che si fa sul campo con le comunità – spiega Bijou Nzirirane, responsabile ufficio migranti Cgil Palermo -  Da anni collaboriamo con le donne di Benin City  con le quali abbiamo attivato uno sportello nella sede dello Spi Cgil, in via Roma. L’integrazione e l’inclusione passano dal dialogo e dalla volontà di creare e indicare soluzioni insieme.  E le relazioni transnazionali sono fondamentali per studiare come nelle altre realtà si porta avanti la politica dell’integrazione. Questo il senso della ‘rete’ che stiamo cerando.  Il tema dell’empowerment è molto importante per la donna migrante, che si trova spesso sola a gestire i figli, nelle condizioni difficili in cui vive, con pochi asili nido, scarse opportunità e poco aiuto da parte delle istituzioni. E il terzo settore obbligato a fare di tutto per intervenire e non lasciare sole le donne”.

     “Più siamo ad occuparci di costruire una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione più avremo la possibilità di uscire dalla barbarie che ha riguardato il nostro paese. C’è chi vuole costruire muri, noi lo vogliamo abbattere per dare ai migranti la possibilità di costruire una residenza dove vogliono e non di morire nel Mediterraneo – ha detto Francesco Piastra, segretario d’organizzazione Cgil Palermo -  Siamo lieti di ospitare le associazioni a confronto in questo workshop. Come Cgil siamo impegnati nel progetto Shub per l’integrazione, la tutela e la protezione di migranti e rifugiati. L’obiettivo è lavorare insieme per dare le possibilità ai migranti, che sono cittadini del mondo, la possibilità di usufruire dei diritti fondamentali, il lavoro, la casa, l’assistenza, che non possono essere preclusi a nessuno”.  

 “Già l’anno scorso abbiamo preso contatti con la Cgil e l’associazione Donne di Benin City di Palermo, per il lavoro svolto contro la tratta, e siamo interessati a conoscere le azioni messe in campo nella vostra città nel settore delle donne rifugiate – aggiungono  Stefania Maffeis e Teresita Cannella, presidente e coordinatrice di Trixiewiz – Questo, dopo i primi due  a Palermo e poi a Berlino,  è il terzo incontro. Lo scopo e di confrontare le politiche e rafforzare il nostro impegno reciproco con una rete che operai a livello transnazionale, imparando dalle situazioni ed esperienze locali.   Anche in Germania, dove lo stato sociale è forte, il sociale diventa individuale e le politiche dell’integrazione e dell’accoglienza sono spesso affidate alle associazioni e al volontariato”.  

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