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mercoledì, maggio 11, 2022

La Sicilia insanguinata dopo lo sbarco alleato

di LINO BUSCEMI 

Il saggio “ Paisà, sciuscià e segnorine” racconta gli eccidi compiuti dai tedeschi e dagli angloamericani da Canicattì a Gela e a Castiglione 

“Paisà, sciuscià e segnorine - Il Sud e Roma dallo sbarco in Sicilia al 25 aprile” è un corposo libro scritto da due prolifici scrittori di storia , Mario Avagliano e Marco Palmieri, pubblicato dalla casa editrice “ il Mulino”. In copertina campeggia una bella foto in bianco e nero, scattata ad Anzio nel 1944, che ritrae un soldato della V armata Usa mentre regala caramelle a due bambine. È sicuramente uno dei testi più completo e documentato, che sia stato finora scritto su un periodo, ancora molto controverso, della nostra storia nazionale con riguardo a ciò che si è verificato in tutto il sud ( e anche a Roma) dal 10 luglio ’ 43, data dello sbarco militare anglo- americano in Sicilia, al 25 aprile ’4, 5 giorno della Liberazione dal nazifascismo. 

Gli autori si sono avvalsi di fonti documentali ufficiali, di corrispondenza privata e pubblica quasi inedita, e di diverse, toccanti testimonianze riportate nei diari di tantissimi militari e semplici cittadini, uomini e donne, di tutte le età. Attraverso unperiodare fluido e accattivante, Avagliano e Palmieri si soffermano a descrivere la complessità dello sbarco alleato anglo- americano nelle coste a sud della Sicilia. Una grandiosa, per uomini e mezzi adoperati, operazione militare che non ha forse nessun precedente nella storia. Una indiretta risposta agli amanti della dietrologia, i quali non disdegnano di ricordare che lo sbarco avvenne grazie all’aiuto “ determinante” della mafia. Una fake news, totalmente campata in aria. 

Un ruolo la mafia lo ebbe solo a sbarco avvenuto, quando i capi cosca uscirono allo scoperto e si diedero da fare per ricostituire le civiche amministrazioni o per assecondare il sogno impossibile del separatismo. È noto che molti mafiosi per portare a casa risultati trescarono con taluni ufficiali Usa o inglesi senza scrupoli. Personaggi bravi nel promettere, nel simulare e nell’intorbidire le acque mentre imperavano confusione, disagi sociali e caospolitico- istituzionale. I due autori poi proseguono regalandoci pagine piene di notizie e di curiosità sulla caduta del fascismo, l’armistizio, il governo Badoglio, la svolta di Salerno, la ritirata tedesca tra stragi e rivolte, la liberazione di Roma fino alla costituzione del governo del Cln. Non poteva mancare la focalizzazione della triste realtà costituita dal dopoguerra povero del meridione liberato, fame, miseria, intrallazzi, saccheggi, la condizione miserabile degli sciuscià e delle sfruttate “ segnorine”, le atroci violenze ordite dai nazisti contro i civili e dai militari vittoriosi contro gli sconfitti. 

Con riguardo agli accadimenti siciliani, spesso drammatici e di sicura valenza storica , è da apprezzare la scelta operata di dedicare loro ampio spazio in controtendenza con certa storiografia che li ha quasi sempre sottovalutati o del tutto ignorati. Eppure gli atti di eroismo, di vera resistenza e di assurda violenza, verificatisi in tutta l’Isola, durante e dopo lo sbarco militare degli alleati, sono stati numerosi e significativi. 

Dell’azione resistenziale, ad esempio, del 22 luglio ’43 a Monreale c’è traccia in qualche articolo di giornale o nella memoria di pochi superstiti novantenni del luogo. Nulla di più. Eppure quel giorno, come notano i due storici, i giovani monrealesi lanciarono escrementi di animali e sassi contro i soldati tedeschi in ritirata. La città normanna rischiò grosso perché il feldmaresciallo Kesselring , per rappresaglia, la voleva radere al suolo. L’esemplare punizione non venne attuata grazie al pressante intervento di un agente dei servizi segreti italo- tedesco, nome in codice “ Orazio”. 

L’intera Sicilia venne conquistata in 38 giorni, non senza difficoltà. Ci furono orrendi eccidi e gravissimi atti di violenza, sia da parte dei tedeschi che degli anglo- americani nei confronti dei militari italiani e della popolazione civile. A Canicattì i tedeschi in fuga uccisero 6 civili. Nell’area etnea i nazisti seminaronono morte e terrore: a Castiglione diSicilia verranno assassinati 16 cittadini e 20 rimasero gravemente feriti. Poi altre vittime innocenti si avranno a Mascalucia, Pedara, Valverde e Adrano. Insomma le forze di Hitler provocarono in totale 17 gravi episodi criminali. Ma anche molti soldati anglo- americani « perderanno il controllo dei nervi » ed eseguiranno alla lettera gli ordini del generale Patton: e cioè di non fare prigionieri e di sparare senza pietà contro coloro che si arrendono. A Vittoria moriranno 12 civili, mentre vicino Gela 8 carabinieri verranno disarmati e fucilati alla schiena. Stessa sorte toccherà a un gruppo di contadini vicino Caltagirone e a 16 civili di Canicattì uccisi presso una fabbrica di sapone. A Biscari verrà compiuto un vero massacro di prigionieri: 37 morti di cui 2 soldati tedeschi. Solo un superstite, l’aviere palermitano Giuseppe Giannola. Altri eccidi si verificheranno nei pressi dell’aeroporto di Comiso e ancora a Biscari. 

Pochi mesi dopo la Sicilia sarà sommersa, come ricordano Avagliano e Palmieri, da problemi economici e sociali immensi. Nelle città e nelle campagne la popolazione è esasperata. Si chiede pane e lavoro, la ricostruzione e il ritorno alla normalità. Rivolte e tafferugli sono all’ordine del giorno. A Palermo la situazione è fuori controllo. In via Maqueda, il 19 ottobre del ’ 44, l’esercito sabaudo spara sulla folla inerme uccidendo 24 persone e ferendone 158. Giuliano e la sua banda intanto terrorizzano la popolazione con rapine, sequestri e uccisioni. Molti sindacalisti verranno assassinati perché hanno il coraggio di opporsi alla mafia e ai latifondisti . Le lotte per la terra a chi la lavora, saranno assai aspre per l’ottusità dellee le forze conservatrici attenti a ostacolare la ripresa e lo sviluppo sociale pur di non perdere potere e privilegi. 

Il libro, per gli argomenti trattati si rivela come preziosa guida e fonte d’informazione equilibrata e veritiera. Qualità assai rare nel momento che stiamo attraversando. 

La Repubblica Palermo, 11/5/2022

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