2/13/2024

L’Italia e la guerra di Gaza: da Ghali al “giorno del ricordo”


di Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.

Il caso Ghali

Il comunicato dell’amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio, letto durante la trasmissione di “Domenica In” dalla conduttrice Mara Venier, ha ulteriormente ravvivato, invece di spegnerle, le polemiche suscitate dalle parole di Ghali dal palco di Sanremo: «Stop al genocidio».

L’appello, come testimoniano le migliaia di messaggi che gli avevano fatto eco sui social, era stato interpretato da moltissimi italiani come una invocazione di pace. Non l’ha inteso in questo modo l’ambasciatore israeliano in Italia, Alon Bar, che su X ha scritto: «Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile. Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c’erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi. Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto».

LA POLEMICA. Di Matteo e la Trattativa: “Sbaglia la Cassazione, illecita l’attività di Mori”


di Salvo Palazzolo

In un libro la versione del pm nel processo chiuso con assoluzioni. “Quella sentenza ha ignorato i fatti” 

«Poche pagine pretendono di smontare la valenza probatoria di fatti emersi in anni e anni di lavoro» . E ancora: «Con un vero colpo di spugna la Cassazione ha spazzato via tutto, anche fatti che in realtà neppure ha considerato, preferendo semplicemente ignorarli». Il pubblico ministero Nino Di Matteo non usa mezzi termini nei confronti della sentenza della Suprema Corte che il 27 aprile dell’anno scorso ha spazzato via definitivamente le accuse nel processo “

Trattativa Stato- mafia”. I giudici hanno assolto gli ex ufficiali del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno «per non avere commesso il fatto» . È stato assolto anche l’ex senatore forzista Marcello Dell’Utri. 

Enza Pisa è stata eletta segretaria generale della Flai Cgil Palermo, prima donna alla guida della categoria

Enza Pisa, neosegretaria Flai Cgil Palermo


Pisa: “Nel settore regna il sottosalario: operai agricoli i più fragili ed esposti a privazioni”.

Palermo 13 febbraio 2024 - Enza Pisa, 52 anni di Valledolmo, è stata eletta segretaria generale della Flai Cgil Palermo. Prende il posto del segretario Dario Fazzese, diventato componente della segreteria della Cgil Palermo. Eletta oggi dall’assemblea generale della categoria, alla presenza del segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, del segretario generale Flai Cgil Sicilia Tonino Russo e della segretaria nazionale Flai Silvia Guaraldi, Enza Pisa è la prima donna alla guida di quella che fu la Federterra, poi Federbraccianti e poi Flai Cgil.

ALLA MEMORIA DEL MARESCIALLO PIETRO PURPI, MEDAGLIA D’ORO AL VALORE DELL’ARMA DEI CARABINIERI A 80 ANNI DALLA TRAGEDIA DI CUI FU VITTIMA A VILLALBA


di LAURA LIISTRO

Siamo a Villalba, provincia di Caltanissetta, il 4 dicembre 1943 intorno alle 19.00, quando un uomo viene colpito a morte con tre-quattro proiettili di arma da fuoco sparatigli alla spalle. Si stava dirigendo al circolo dei civili in compagnia di Benianimo Farina e Giuseppe Scarlata.

La vittima è il maresciallo Pietro Purpi, comandante della locale stazione dei Carabinieri. Era nato a Petralia Sottana, provincia di Palermo, il 23 novembre 1905. Dopo aver frequentato le scuole elementari e medie e conseguito il titolo di studio di terza complementare, all’età di vent’anni, si arruolò nel 31° Reggimento di Fanteria conseguendo il grado di caporale dell’esercito. Poi transitò nell’Arma dei Carabinieri, prestando servizio presso il Comando Legione Carabinieri di Palermo. E dopo aver frequentato il corso per sottufficiali, nel 1935, ottenne il grado di vicebrigadiere.

Corleone-S. Cipirello, strada interrotta da 11 anni. Via ai lavori per oltre 8 milioni di euro


La provinciale Corleone-valle dello Jato flagellata dalle frane. Riparazioni fai-da-te e altri fondi destinati alla manutenzione. Tutti i dettagli

Leandro SalviaSan Giuseppe Jato

Dopo undici anni di attesa al via i lavori per riaprire la sp 4 di Portella Di Poira, che collega Corleone e San Cipirello. Ieri mattina c’è stata la consegna di tre lotti stradali. Alla cerimonia erano presenti il direttore generale della Città Metropolitana, Nicola Vernuccio, e rappresentanti istituzionali dei Comuni di Corleone, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Giuliana, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Campofiorito, Roccamena, Partinico, Bisacquino, Camporeale, Palazzo Adriano e Prizzi.

2/12/2024

Palermo, addio a Gaetano Balistreri, ferito nella strage del Pane del 19 ottobre 1944


Sopravvissuto ai proiettili, fu colpito ad una gamba

Umberto Lucentini

«Questa mattina il mio amatissimo nonno ci ha lasciati...»: l’annuncio della nipote descrive subito il grande vuoto provocato dalla morte di Gaetano Balistreri, un uomo entrato anche nella storia della città. Il Grande Ufficiale Balistreri era uno degli ultimi due sopravvissuti alla strage del Pane, che insanguinò via Maqueda il 19 ottobre 1944. La camera ardente è stata allestita al Palm Resort Senior, sulla statale 113 di Casteldaccia, dove Balistreri si è spento a 91 anni circondato dagli affetti più cari. “Non bastano le parole per descrivere il vuoto che lascia nel mio cuore e in quello di tutte le persone che hanno avuto il privilegio di conoscere mio nonno» scrive Alice Gagliano una dei quattro nipoti che Balistreri ha avuto dai suoi due figli.

Corleone, consegnati i lavori della SP4 di Portella di Poira: un passo avanti per la mobilità e la sicurezza

Il direttore generale Nicola Vernuccio e i tecnici della Città Metropolitana di Palermo firmano le carte della consegna dei lavori per la SP 4

Con una cerimonia tenutasi questa mattina, sono stati ufficialmente consegnati i lavori di tre lotti per la ristrutturazione della SP4 “Di Portella Di Poira”, un’arteria vitale che si estende per circa 24 km attraverso i territori dei Comuni di San Cipirello, Monreale e Corleone. 

Alla presenza del Direttore generale della Città Metropolitana di Palermo, Nicola Vernuccio, e dei sindaci di Corleone, Giuliana, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Campofiorito, Roccamena, San Cipirello, San Giuseppe Iato, Partinico, Bisacquino, Camporeale, Palazzo Adriano e Prizzi, e di una delegazione del comitato civico “Vogliamo la strada Corleone-Partinico”, questo evento segna l’inizio di un progetto cruciale per la comunità locale.

L’ultimo interrogatorio di Messina Denaro: “Certi arrestati per mafia sono basse canaglie”

Matteo Messina Denaro in carcere

Il 7 luglio, due mesi prima di morire, il superpadrino parlò con i pm. E confessò il suo disprezzo per capiclan come Gino ’u mitra: “Neanche gli rivolgevo il saluto”. I documenti falsi? “Me li procuravo a Roma”

La conferma la dà lui stesso anche se, come sempre, evita accuratamente di fornire agli inquirenti i particolari. "Credo che di carte di identità false ce ne fossero 20 o 15. Io ne ho sempre avute a quantità": ammette candidamente Matteo Messina Denaro ai pm di Palermo che, il 7 luglio scorso, sono volati all'Aquila per interrogarlo. È l'ultimo incontro tra il capomafia, che morirà due mesi dopo, e i magistrati che, invano, lo invitano a collaborare con la giustizia. Ma il padrino di Castelvetrano, pur accettando di rispondere, ammette solo quel che non può negare.

2/11/2024

1944, l’Isola torna italiana tra mugugni e minacce


Pasquale Hamel

L’11 febbraio 1944 con il proclama n.16, a firma del generale britannico Harold Rupert Alexander, dopo circa sette mesi di occupazione alleata, cessava l’AMGOT (Allied military government occupied territories) e l’Isola veniva formalmente restituita alla giurisdizione del governo italiano, presieduto dal maresciallo Pietro Badoglio, anche se – come il resto dei territori liberati – restava sotto la supervisione della Commissione Alleata di Controllo, un organo istituito in sostituzione dell’AMGOT. 

Per quanti, e in primo luogo i separatisti guidati da Andrea Finocchiaro Aprile, avevano immaginato, dopo la fine delle operazioni militari in Sicilia e la sconfitta del regime fascista, un diverso sviluppo della situazione la decisione del governo alleato, fu considerata un vero e proprio tradimento perpetrato in danno della Sicilia.

Quella decisione costrinse gli indipendentisti ad un cambio di rotta politico. La piattaforma del MIS (Movimento indipendentista siciliano) non avrebbe più puntato, nell’immediato, alla separazione netta dell’isola dall’Italia ma ad un patto confederativo.

LIBRO. “IL BREVE TEMPO” DI GIOVANNI PERRINO, DOVE LA REALTA’ SI DISTANZIA E C’È POESIA

Pubblichiamo la recensione del bel libro di poesie del caro amico Giovanni Perrino, scritta da Marco Molinari e pubblicata su “La Voce di Mantova”. Giovanni è uno dei figli migliori di Corleone, che ha dovuto lasciare tanti anni fa perché… così vanno le cose per noi siciliani. Noi siamo orgogliosi di lui, e sappiamo che nel suo cuore c’è sempre un posto speciale per noi. (dp)



DI MARCO MOLINARI

L’autore che presentiamo oggi è nato a Palermo e vive a Poggio Rusco. Si dedica da anni alla poesia  e alla critica letteraria credendo nello scambio con altre culture. Con il critico e traduttore russo Evghenij M.Solonovich ha dato vita al Premio Lerici-Pea – Mosca per diffondere la rispettiva attualità letteraria nei due Paesi. Nel 2021 Perrino è stato insignito del Premio Alberto Cappi alla carriera nell’ambito del Festival di Mantova-Poesia di quell’anno. Ha pubblicato molte raccolte poetiche l’ultima delle quali è “ Il breve tempo” edito da Interlinea

In questa silloge emerge la passione dell’autore per la grande poesia russa novecentesca, si sente l’eco di autori come EseninMandelstam e, più vicino a noi, Brodskij, poeti che hanno scelto uno stile classico, derivato dalla tradizione, senza per questo dimenticare il patrimonio folklorico del proprio Paese da cui attingere alcuni stilemi e figure della cultura popolare che rinascono in forme sempre nuove.

Acque reflue contro la siccità. I coltivatori: andremo a Palermo


Decreto della Regione per incrementare le risorse idriche

Andrea D’Orazio

Mentre anche l’assessorato regionale all’Energia entra in campo per arginare i rischi della siccità, varando un decreto, tra i primi in Italia nel suo genere, che permette di riutilizzare le acque reflue urbane, la protesta degli agricoltori e degli allevatori non si placa, ma almeno per un giorno il rumore dei trattori accesi lascia il posto al coro di voci che sta provando ad organizzare le rivendicazioni e a dare un’armonia ai tanti comitati nati spontaneamente nell’Isola in questi giorni.

LA STORIA. Il viaggio nel tempo di John Travolta, le origini contese tra Villafrati e Godrano

Quel che è certo è che la nonna dell’attore, Giuseppina, era siciliana: sposò il marito nel 1906 a New York. Rosalba Francesca Cappello, che vive a Carini, sostiene di essere la cugina materna del divo ospite a Sanremo

di Paola Pottino

C’è un bambino seduto sulle ginocchia di suo padre. Dietro di lui, la moglie e accanto il figlio più grande. Sembra il ritratto in bianco e nero di una delle tante famiglie siciliane che, alla ricerca di un futuro migliore, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del nuovo secolo, non avevano altra scelta che emigrare negli Stati Uniti. Soltanto che la famiglia in questione non è una famiglia qualsiasi, ma quella da cui discenderebbe l’attore hollywoodiano John Travolta. 

ANNIVERSARI. L’Unità, una storia italiana

Due prime pagine de “l’Unità”: quella di destra celebra i quaranta anni del quotidiano “al servizio del popolo italiano e del socialismo” ed è stata disegnata dal celebre grafico milanese Albe Steiner

Il 12 febbraio di un secolo fa nasceva il quotidiano “degli operai e dei contadini” che ha attraversato le vicende del Pci. E quelle di tutto il Paese


DI UMBERTO GENTILONI


Un secolo fa, martedì 12 febbraio 1924, usciva il primo numero de l’Unità, quotidiano degli operai e dei contadini, stampato a Milano in Via Santa Maria alla Porta 2, venti centesimi la copia singola, 50 lire l’abbonamento. Le ragioni fondative del giornale consegnate a una lunga lettera che Antonio Gramsci indirizza al Comitato esecutivo del partito (da Mosca, 12 settembre 1923). Un’indicazione precisa che riguarda il modo di essere delle opposizioni, l’insieme degli strumenti utili a costruire una collaborazione ampia, tra diversi.

Come riconoscere l'Ur-fascismo, il fascismo “inossidabile” teorizzato da Umberto Eco?

Propaganda fascista ANONYM/GETTY IMAGES



Per Umberto Eco, il fascismo è esistito prima della dittatura fascista in Italia. Ed è continuato ad esistere dopo il 25 aprile 1945. Non nella stessa forma o con le stesse modalità, ma nell’insieme delle sue caratteristiche culturali, psicologiche e comunicative. Eco lo ha chiamato Ur-fascismo

Si tratta dell'insieme della caratteristiche culturali, psicologiche e comunicative del pensiero fascista. Queste esistono da prima della dittatura in Italia e hanno continuato a esistere dopo il 25 aprile 1945, il fascismo originale o persistente, cioè precedente alla sua forma istituzionalizzata durante il ventennio. In grado di ripetersi e riproporsi. In termini moderni: un fascismo “inossidabile”.

2/10/2024

CI SCRIVONO: Cutropia: Un sindaco deve fare verifiche, denunce o querele alle autorità competenti, non estemporanei “comizi” pre-elettorali


Riceviamo e pubblichiamo questa lettera dell’arch. Biagio Cutropia. Precisiamo che questo giornale è pronto a pubblicare un’eventuale replica del sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi. (dp)

BIAGIO CUTROPIA 

Mi ero ripromesso di ignorare le parole e le azioni dell'attuale sindaco di Corleone, il quale ricorre alle querele quando ascolta cose che non condivide (tra parentesi la querela fattami dal sindaco ad ottobre 2022 non ha avuto alcun seguito presumibilmente essendo stata archiviata).Quindi nessun dialogo ho ritenuto possibile. Ma le pubbliche parole, seppur estemporanee e su un social, di un pubblico ufficiale in merito a dei lavori realizzati da privati, progettati e diretti da privati professionisti, me compreso, (complesso abitativo delle Cooperative in C.da Poggio e relative opere di urbanizzazioni)non possono essere ignorate.

Il sindaco, forse essendo diventato anche tecnico, dice che i lavori sono stati diretti male e fa riferimento a "un professionista locale che spesso critica l'Amministrazione" ed essendo io uno dei Direttori dei Lavori (eravamo in tre) ed essendo io uno,l'unico, che nel tempo ha criticato l'Amministrazione, ho necessità pubblicamente chiarire, invitando il sindaco quale Ufficiale di Governo o a fare una denuncia alle Autorità preposte o a tacere riservando il gossip ad altre persone e in altri luoghi perchè un sindaco se ha elementi ha il dovere di fare denunce e non comizi su facebook.

Sanremo è Sanremo anche grazie al lavoro dei tecnici del suono, delle luci e di palco, che nessuno vede. Ma senza loro non si andrebbe in onda


ANTONIA FAMA

Nella settimana in cui tutto si ferma e tutto diventa di secondaria importanza rispetto al FantaSanremo, le attenzioni sono rivolte completamente a quel palco gigantesco, e a chi ci sale sopra. Ma la performance artistica non è che un pezzo dello show. O per dirla meglio, a renderla potente, quando lo è, contribuiscono tanti tasselli di un lavoro quasi artigianale. 

Quello dei tecnici che sono, a modo loro, degli artisti. Del suono, delle luci, della messa in onda, della messa in scena. Ma chi sono quelle api silenziose che ogni tanto, nel corso delle serate del Festival, qualcuno- Amadeus, o un concorrente – si ricorda di ringraziare?

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PRIMA DELLA PRIMA 

Tra Savarino (fascista, razzista e contiguo alla mafia) e Felicia e Peppino (simboli della lotta alla mafia e alla corruzione) chi dobbiamo preferire?


Ecco le ultime novità sull’intitolazione del liceo di Partinico e non tutte ci sono chiare.

Eravamo rimasti che a metà gennaio la giunta comunale di Partinico con una delibera aveva confermato l’intitolazione del liceo a Santi Savarino (contiguo al regime fascista e alla mafia), dopo la richiesta di pronunciamento che la Prefettura di Palermo aveva fatto all’amministrazione comunale. Richiesta da tanti definita “irrituale” in quanto le Commissarie che avevano governato Partinico prima dell’attuale giunta Rao, avevano già dato il loro parere positivo al cambio di denominazione. Dopo questa situazione è arrivata tanta solidarietà ed anche le interrogazioni parlamentari da parte della deputata Piccolotti e della senatrice Floridia.

Salviamo la Palestina: non c’è più tempo!


Antonio Minaldi

La situazione a Gaza è ad un punto che potrebbe essere di non ritorno. Il genocidio sistematicamente perpetrato da Israele contro la popolazione civile non consiste semplicemente in un massacro generalizzato tendente ad uccidere il maggior numero di individui, ma si avvale anche di una strategia attentamente studiata, e finalizzata a creare le condizioni perché l’intera comunità palestinese venga distrutta attraverso una morte civile senza via di scampo, se non forse attraverso la dispersione o il possibile esodo di massa.

Il mostro nazista israeliano non uccide solo colpendo nel mucchio, ma sceglie anche in modo preciso gli obiettivi per distruggere i luoghi pubblici di aggregazione sociale e di convivenza civile. In pratica dalle notizie che arrivano da Gaza è certo che ad essere colpiti e distrutti sono soprattutto gli ospedali, le scuole e le moschee. Un comportamento la cui unica motivazione non può che essere il tentativo di cancellare l’esistenza di un popolo non solo uccidendo i suoi bambini, le sue donne e i suoi uomini, ma creando anche le basi di una desertificazione sociale e culturale che deve produrre il definitivo colpo di grazia.

2/09/2024

Alle radici di un'ingiustizia. Vita privata di Sacco e Vanzetti


MONICA ZORNETTA

Newcastle upon Tyne


Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono giustiziati su una sedia elettrica il 23 agosto 1927 per un omicidio non commesso


C'è corrente elettrica nell'aria. Ed è molto cattiva. Aleggia da tempo sulla città come un'enorme nuvola nera. Il suo centro è una stanza nuda e lugubre all'interno del penitenziario di Charlestown, un sobborgo di Boston, nel Massachusetts. 

Qui, tra poche ore lo Stato ucciderà due innocenti. Due immigrati italiani, due amici, due anarchici: Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. In questa «bastiglia che eclissa in infamia qualsiasi altra prigione degli Stati Uniti» (le parole sono di un governatore democratico), in questo pavido carcere distante solo poche miglia dal molo in cui approdavano le navi degli schiavi destinati ai "civilissimi" bostoniani, il Commonwealth del Massachusetts, con la sua parata di giudici, procuratori, giurati, governatori, poliziotti, ministri e boia, eseguirà presto l'ingiusta sentenza di condanna per due omicidi mai commessi.

Le mani sulla sanità siciliana: Lega e FdI ai piedi di Cuffaro

 

La celebre cena siciliana (2017) del centrodestra Ora Salvini e Meloni hanno fatto incetta di manager sanitari con l'avallo di Cuffaro
Giuseppe Bonaccorsi

In Sicilia il Manuale Cencelli si applica alla lettera. E alla fine di un anno di "battaglie" Palermo ha "partorito" la solita spartizione delle poltrone dei manager della sanità, in un risiko che nella maggioranza del presidente della regione Renato Schifani accontenta alcuni e scontenta altri. Un equilibrismo che arriverà al suo culmine con la composizione delle liste per le europee.

Sul nodo dei nuovi direttori sanitari uno degli episodi più rappresentativi è stato il "Patto del vino" tra i due ex presidenti di regione, Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo: i due gattopardi della nuova politica siciliana (che sa, però, di naftalina). Cuffaro, che non ha affatto smentito l'incontro, alcuni giorni prima dell'accordo sui direttori, è volato a Catania per incontrare Lombardo, al quale ha donato una bottiglia di vino della sua tenuta. Totò ha, però, smentito che in quella riunione si sia trovata una intesa con Lombardo.

Scomparso l’albergatore Nicolò Genovese, è stato dirigente della Confesercenti a Palermo e in Sicilia e del PCI-PDS


Si è spento a 91 anni Nicoló Genovese. Mondello piange la scomparsa di uno degli «inventori» dell’hotellerie della località turistica amata dai palermitani e in tutto il mondo.

Il suo nome, la sua vita, la sua attività professionale: tutto in lui parla di Mondello, pur se nel tempo ha ricoperto incarichi rappresentativi della categoria in tutto il territorio. Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, Genovese fonda l’hotel Conchiglia d’oro di Mondello, ancora oggi punto di riferimento per turisti italiani e stranieri. Laureato in giurisprudenza, era noto a tutti come «l’avvocato».

Tutto a posto nella sanità siciliana


di Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.

Le promesse

Ha avuto grande risonanza sui social e sui giornali online la lettera accorata di una madre a un quotidiano, «La Repubblica – Palermo», in cui si denunziavano le condizioni disastrose dell’Ospedale dei bambini del capoluogo siciliano “Di Cristina” e si confrontavano con quelle – al contrario ottimali – del «Gaslini» di Genova, a cui la donna era stata costretta a portare il proprio figlioletto malato, per assicurargli una degna assistenza. Intervistato dal giornale, il presidente della Regione, Renato Schifani si era detto «sconvolto dalla testimonianza di questa mamma» e aveva assicurato il proprio impegno «perché nessun’altra famiglia debba vivere la sua esperienza».

Ancora sull’arresto di Tony Ciavarello, genero del boss mafioso Totò Riina, sull’isola di Malta


Ricercato per truffa da due anni. Arrestato il genero di Totò Riina. Antonino Ciavarello è stato rintracciato sull’isola di Malta

Umberto Lucentini

Palermo - Era ricercato dal 2022 per scontare una condanna per frode e violazione della cauzione: Antonino Ciavarello, genero del boss Totò Riina - ha sposato la figlia Maria Concetta-, è stato arrestato a La Valletta, sull’isola di Malta. La Procura di Brindisi ha emesso contro di lui un mandato di arresto europeo il 24 gennaio: deve scontare la pena in carcere, e Tony Ciavarello - che si era trasferito da anni con la moglie a San Pancrazio, in Puglia, dove aveva aperto anche due attività legate alle riparazioni meccaniche- dopo la condanna a due anni e al pagamento di una multa di 100 mila euro e di altri otto mesi di reclusione, si era spostato a Malta.

A proposito del futurismo… a Campobello di Licata con Silvio Benedetto, Silvia Lotti ed altri


Sanremo 2024. Massini-Jannacci: «Morti sul lavoro, rompiamo il silenzio»

Stefano Massini e Paolo Jannacci

Lo scrittore e il musicista all'Ariston con il toccante brano di denuncia "L'uomo nel lampo". "Nel 2023 sono morte 1485 persone senza che importasse a nessuno". L'appello per la pace di Ramazzotti

Dopo il commovente discorso della mamma di Giogiò e la testimonianza forte di Giovanni Allevi, nella terza serata del Festival arriva un altro di quei rari momenti che illuminano di contenuti la 74ma edizione del Festival di Sanremo, l'appello contro le morti bianche di Stefano Massini e Paolo Jannacci.

Ma prima, mentre scorre la gara con gli altri 15 Big votati da Televoto e la guerra fa capolino all'Ariston. Eros Ramazzotti canta Terra promessa e la dedica a sorpresa alla pace: "Ci sono persone che non vedranno la Terra Promessa: basta sangue, basta guerre, pace". E Gianni Morandi lancia il suo appello alla pace in musica con l'inno contro i conflitti C'era un ragazzo.

2/08/2024

Arrestato a Malta il genero di Riina: chiesta l’estradizione per Tony Ciavarello


È Antonio Ciavarello, chiamato Tony, genero del defunto boss mafioso Totò Riina, l’italiano arrestato all’alba di stamani dalla polizia maltese che ha eseguito un mandato di cattura europeo emesso dal Tribunale di Brindisi il 24 gennaio del 2022. 

Lo riferiscono fonti del ministero dell’Interno maltese. Dopo settimane di indagini, la polizia ha circondato la residenza di Ciavarello (nella foto) a Mosta prima di effettuare l’arresto. Comparendo in tribunale - aggiungono media locali - l’uomo ha confermato la sua identità e ha espresso il consenso a rientrare in Italia.

2/07/2024

I trattori siciliani pronti alla marcia unitaria


Cresce il fronte della protesta. Una delegazione data in partenza per Roma. La Regione prova a dare prime risposte istituendo una unità di crisi anche per la questione siccità

Andrea D’Orazio

Mentre la Regione prova a fare qualcosa, la protesta va avanti, per la «madre terra» e contro «l’Europa matrigna», la stessa che ieri ha ritirato la proposta di regolamento sull’uso dei fitofarmaci, tra i punti del Green Deal più contestati dai manifestanti: un’apertura che non ha spento i trattori, ancora in marcia da un capo all’altro dell’Isola, con gli obiettivi chiari su dove arrivare nel medio e lungo termine – dal sostegno al reddito a una revisione della politica Ue per la sostenibilità ambientale – ma non nelle prossime ore, da qui a domani, quando la “rivolta” degli agricoltori e degli allevatori dovrebbe confluire a Roma da mezza Italia. Andranno pure i siciliani?

L’INTERVISTA. Dacia Maraini: “Stupro a Catania? Il sesso sui social si basa sulle prede”

Dacia Maraini

di Eleonora Lombardo

Viviamo in un mondo in cui l’educazione dei più giovani è lasciata ai social, manca la condivisione dei valori e la politica esprime confusione: in questo clima di dispersione Dacia Maraini torna a far sentire la sua voce con un libro che racconta gli anni nel campo di prigionia in Giappone: si intitola “Vita mia” ed è edito da Rizzoli. 

Un racconto che recupera lo sguardo di una bambina di sei anni di fronte alle atrocità, e con limpidezza trasmette la capacità di restare umani anche in mezzo all’orrore. Maraini è in Sicilia per presentare il libro nelle scuole e domani incontrerà i lettori a Palermo, alle 18,30, ai Cantieri culturali della Zisa: «Questa storia in realtà l’ho iniziata molti anni fa, cominciavo e la lasciavo perché mi procurava dolore riaprire vecchie ferite. - dice - Ma adesso che siamo in un’atmosfera di pericolo di guerra mondiale, ho pensato che fosse arrivato il momento di scriverla. Si tratta di una testimonianza che spero possa aiutare meglio a capire». 
Partiamo da un fatto di cronaca. 

Due feste e due chiese. La contesa di Ragusa per i santi patroni approda in Vaticano

La festa di san Giovanni (a sinistra) a Ragusa e quella di San Giorgio a Ibla

“Riconoscere a entrambi i santi il titolo di copatrono” dicono ‘sangiorgiari’ e ‘sangiovannari’
 

di GIADA LO PORTO

Sotto l’azzurro cielo di Ragusa Ibla, poco dopo l’aristocratico Circolo di conversazione con due leoni in cima e donne alate sulla facciata, una signora a passeggio esclama: « Hanno spodestato san Giorgio». Apriti cielo. Qui coesistono due patroni, un duomo e una cattedrale, e due fazioni di devoti. San Giovanni Battista patrono della parte superiore ricostruita dai popolani, san Giorgio patrono dell’antico paese, Ibla, dove rimasero i nobili. Solo che, a un certo punto, è accaduto che l’unico a comparire nelle carte ufficiali del Dicastero per il culto divino fosse sanGiovanni. Di san Giorgio si sono perse le tracce, allora i “sangiorgiari” si sono costituiti in associazione per chiarire la questione e sono giunti fino in Vaticano portandosi dietro documenti vescovili e bolle papali, alcuni risalenti alla fine del ’500, che indicano come chiesa madre la chiesa di san Giorgio.

Il sostegno. E LA CHIESA SICILIANA BENEDICE I TRATTORI IN PROTESTA


ADRIANO FRINCHI

Mentre la protesta degli agricoltori dilaga e i trattori minacciano di marciare su Roma e su Sanremo, i trattori siciliani incassano il sostegno ufficiale della Chiesa siciliana o almeno di una sua autorevole espressione.

Il sostegno è arrivato tramite un comunicato ufficiale dell’Ufficio Regionale per la Pastorale Sociale ed il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato della Conferenza Episcopale Siciliana. Un comunicato che per contenuti e toni non sembra certo un sussurro da sagrestia, nella nota infatti gli agricoltori sono definiti come vittime del “paradigma tecnocratico” e delle decisioni politiche ed economiche “che spesso hanno quale unica giustificazione nella massimizzazione del profitto della grande distribuzione

2/06/2024

LA PROTESTA. Sit-in con 18 poltrone a Palazzo d’Orleans: “Spartitevi pure queste, al diavolo i pazienti”


di Giada Lo Porto

Diciotto sedie bianche in strada, davanti alla presidenza della Regione, con i simboli delle aziende sanitarie coinvolte nel recente valzer delle nomine dei manager. Durante il flash mob, organizzato dal Forum Sanità pubblica Palermo e provincia, sono stati contestati i criteri alla base delle nomine. 

«Una spartizione delle poltrone — dice Ernesto Melluso, portavoce del Forum — fatta tra le forze politiche, senza pudore né ritegno, mentre gli ospedali scoppiano e la sanità pubblica è al collasso» . Contestata la scelta di confermare «e addirittura promuovere direttori che hanno dato pessime prove». 

Rimozione incarico del direttore medico del “Di Cristina”, condanna da parte di Aaroi Emac, Anaao Assomed, Cimo, Fp Cgil medici, Cisl medici, Fassid, Fesmed, Fials, Fvm, Uil Fpl


I sindacati dei medici: “Politica giustizialista, che ignora i mali atavici della sanità”.  

Palermo 5 febbraio 2024 – Le organizzazioni sindacali Aaroi Emac, Anaao Assomed, Cimo, Fp Cgil medici, Cisl medici, Fassid, Fesmed, Fials, Fvm federazione veterinai e medici, Uil Fpl unanimemente condannano la rimozione dall’incarico del direttore medico di Presidio dell’Ospedale pediatrico “G. Di Cristina” in seguito all’intervento del presidente della Regione. Secondo le dieci sigle sindacali della sanità che firmano la nota l’atto, per la precipitosità, “ha assunto i connotati di un processo sommario”.   

2/05/2024

La morte di Vittorio Emanuele. Niente Superga per il Savoia

 La basilica di Superga

DI MASSIMO FIRPO

Vittorio Emanuele di Savoia è morto, pace all’anima sua. Leggo con qualche sconcerto che sarà sepolto nella basilica di Superga, e mi domando perché, per quale ragione? Leggo altresì che ciò richiederebbe l’autorizzazione dello Stato italiano e della Chiesa: opino che ciò dipenda dal fatto che la basilica è di proprietà demaniale e che la sepoltura in chiesa è possibile solo in cappelle gentilizie di proprietà privata rigorosamente inaccessibili al pubblico (il che non è il caso di Superga).
Penso che sia vero e non mi inoltro in questioni giuridiche sulle quali non ho la minima competenza, augurandomi, pur senza speranza, che tale permesso non venga concesso. Vorrei solo chiedere pacatamente a che titolo un personaggio come il defunto Savoia meriti qualche eccezione o autorizzazione di sorta, salvo che ancora non valgano i privilegi nobiliari e dinastici. Con grande sagacia sua e dei suoi avvocati il suddetto Savoia è riuscito a sfuggire a processi e accuse che lo hanno visto di volta in volta responsabile di traffico d’armi, membro della loggia massonica e golpista P2 di Licio Gelli e soprattutto di un tragico omicidio nell’isola di Cavallo. C’è anche dell’altro, ma questo basti.

Il flash mob del Forum sanità pubblica Palermo contro le nomine dei manager della sanità. Diciotto poltrone in piazza per simboleggiare la spartizione e i cartelli con la scritta: “Vergognatevi. La salute non si vende”


Palermo 5 febbraio 2024 – Si è svolto oggi il flash mob del Forum sanità pubblica Palermo e provincia davanti alla presidenza della Regione contro le nomine dei manager delle aziende sanitarie e i criteri adottati. 

Diciotto poltroncine bianche piazzate sulla strada e gli striscioni issati dai partecipanti con su scritto “I partiti si spartiscono le poltrone mentre la sanità pubblica muore. Vi dovete vergognare” e  “La salute non si vende, la sanità pubblica si difende”. I partecipanti al flash mob si sono passati di mano in mano i cartelli con i nomi di Asp e ospedali siciliani per raffigurare il cambio di poltrone da un’azienda all’altra. 

2/04/2024

Il liberty tra le otto circoscrizioni di Palermo: la bellezza presa per mano dai bambini


DANILO MANISCALCO

È questo probabilmente, uno dei periodi più fertili per un reale rilancio «pragmatico» del nostro Liberty. Facendo seguito alle ottime riflessioni di Elio Adelfio Cardinale (nelle scorse settimane proprio da queste pagine), riguardo ad una sorta di premialità di merito per quanti abbiano, nella difficile stagione della furia demolitiva del sacco di Palermo, salvato opere e dunque tasselli preziosi di bellezza, e al rilancio in termini di disponibilità manifestata dal sindaco Roberto Lagalla, non possiamo che auspicare che l’attenzione già messa in moto attraverso studi mirati, mostre ed esposizioni inerenti il trasversale lessico floreale, trovi una cabina di regia in grado di proseguire nel solco indicato da una politica oggettivamente attenta, alla travolgente parentesi dell’acme della Belle époque siciliana. 

Tantissimo c’è ancora da fare, ma un buon inizio è sicuramente quello vissuto negli ultimi mesi, in direzione di quel portato culturale impresso dalla Convenzione di Faro, esplicitata nel diritto alla piena fruizione della bellezza dei nostri monumenti intesi come «documenti storici» tout court da valorizzare e condividere.

2/03/2024

Partinico. Quello sciopero alla rovescia, una lezione sempre attuale

L’intervento di Dino Paternostro. A sx: Tanino La Corte, responsabile Cgil Partinico; a dx: Mario Ridulfo, segretario generale Cgil Palermo

MICHELE GIULIANO 

PARTINICO - «Fu un evento straordinario, in cui Danilo Dolci, la Cgil, con il segretario della Camera del Lavoro Turiddu Termine, e i lavoratori, dimostrarono una grande fantasia nel rivendicare il lavoro con metodi nuovi. 

Dolci, partendo dalla considerazione che la disoccupazione fosse uno spreco di risorse per lo Stato, lanciò l’idea che le risorse umane disponibili potevano essere utilizzate, riscoprendo la seconda parte più inedita dell’articolo 4: lavorare non è solo un diritto ma è anche un dovere, per il benessere della comunità», ha ricordato Dino Paternostro, responsabile dipartimento memoria e archivio storico Cgil Palermo.

2/02/2024

Nostra intervista a Nadia Nicolosi, giovane autrice e fotografa corleonese sul suo romanzo d’esordio “Per dire addio ho dovuto scriverlo”

Nadia Nicolosi

“Per dire addio ho dovuto scriverlo” è il romanzo d’esordio di Nadia Nicolosi, giovane autrice e fotografa corleonese che ha voluto donarci con le sue parole un racconto che parla di sé ma anche di tanti, troppi di noi. Delle nostre scelte avventate e di quelle che lasciamo prendere agli altri o al fato.
 
L’autrice ci ha parlato del suo primo romanzo con l’orgoglio umile di chi finalmente dà voce a un progetto di cuore. 

IP: Hai intitolato il tuo romanzo “Per dire addio ho dovuto scriverlo”. A che cosa hai detto addio? A cosa è dovuto questo titolo?

NN: Ho dovuto dire addio ad un’esperienza molto forte che mi ha travolta quando  neanch’io sapevo ancora chi fossi, probabilmente proprio perché ancora stavo cercando di capirlo, e ognuno lo fa a modo suo. Anche quando non scegli di fare qualcosa, non facendo una scelta differente, è come se scegliessi comunque.