di Giuseppe Savagnone
Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.
Il caso Ghali
Il comunicato dell’amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio, letto durante la trasmissione di “Domenica In” dalla conduttrice Mara Venier, ha ulteriormente ravvivato, invece di spegnerle, le polemiche suscitate dalle parole di Ghali dal palco di Sanremo: «Stop al genocidio».
L’appello, come testimoniano le migliaia di messaggi che gli avevano fatto eco sui social, era stato interpretato da moltissimi italiani come una invocazione di pace. Non l’ha inteso in questo modo l’ambasciatore israeliano in Italia, Alon Bar, che su X ha scritto: «Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile. Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c’erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi. Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto».




































