domenica, settembre 07, 2025

RECUPERATO IN MARE UN ELMO DELLA BATTAGLIA DELLE EGADI DEL 241 A.C., SCARPINATO: “LA SICILIA CUSTODE DI UN’EREDITÀ UNICA”


Un reperto eccezionale riaffiora dal mare delle Egadi e illumina di nuova luce uno degli episodi più significativi della storia antica del Mediterraneo. Nelle acque delle Isole Egadi, lo scorso agosto (ma la notizia è stata data solo stamani), è stato riportato in superficie un elmo in bronzo del tipo “Montefortino”
, in straordinario stato di conservazione e completo dei paraguance. 

A individuarlo e sollevarlo dai fondali sono stati i subacquei altofondalisti della Società per la documentazione dei siti sommersi (Sdss), guidati da Mario Arena, sotto la supervisione della Soprintendenza del Mare, con il supporto dell’Area marina protetta, del Comune di Favignana e della Capitaneria di porto. Il manufatto proviene da un’area di mare carica di memoria: quella in cui, nel 241 a.C., si combatté la battaglia delle Egadi, scontro decisivo della prima guerra punica tra Roma e Cartagine. L’elmo, del tipo utilizzato dalle truppe romane tra IV e I secolo a.C., rappresenta uno dei ritrovamenti più importanti degli ultimi anni, sia per l’integrità del reperto, sia per il contesto storico a cui rimanda.

Corleone, da domani la galleria chiuderà per 500 giorni. Un cittadino ironico: “Si potrebbe costruire il ponte sullo stretto!”


DINO PATERNOSTRO

Sulla chiusura della galleria di Corleone per i necessari lavori di messa in sicurezza, partiamo dalla comunicazione ufficiale del sindaco Walter Rà:

“Dopo i necessari rinvii e le valutazioni condivise con le associazioni di categoria e i Sindaci dei Comuni limitrofi, comunico che la chiusura definitiva della galleria avverrà: 

LUNEDÌ 8 SETTEMBRE

La decisione, come già anticipato nelle scorse settimane, nasce da un percorso di confronto e responsabilità. 

Nel frattempo ci siamo mossi al fine di migliorare  la percorribilità e la sicurezza nella viabilità alternativa e i percorsi alternativi del trasporto pubblico extraurbano.

La manifestazione di Palermo del 6 settembre. Solidarietà per Gaza si prende il mare: “Ogni goccia conta”


Il corteo della Cgil al Foro Italico salutato dalle barche della Lega navale. Gli avvocati: “Rispetto del diritto internazionale”

di NOEMI LA BARBERA

Palermo alle spalle, sullo sfondo le gru dei cantieri navali e davanti agli occhi, Gaza. E soprattutto il mare: da quello della mobilitazione al mare della missione che la Global Sumud Flotilla solcherà a giorni sulla rotta per Gaza.
A Palermo ieri, le bandiere della pace e della Palestina che sventolavano sotto una ventina di barche della Lega navale di Palermo hanno salutato il corteo mentre si radunava a Sant’Erasmo. Da lì i manifestanti si sono presi il lungomare dal Foro Italico alla Cala, per dire « fermiamo la barbarie » in quella che potrebbe essere l’ultima manifestazione prima della partenza della flotta, e dopo due giorni dalle grosse mobilitazioni che hanno portato a Palermo e Catania migliaia di persone. I numeri ieri non si sono ripetuti, ma l’iniziativa, voluta dalla Cgil, è diventata un nuovo atto solidale della rete larga per la pace che si sta rafforzando sotto il segno della mobilitazione a sostegno alla Global Sumud Flotilla, e che ieri ha riguardato tantissime città siciliane.

La manifestazione di Palermo del 4 settembre. La prof e l’ex giudice la guardia palermitana della causa di Gaza


I sostenitori delle manifestazioni per la missione in partenza dall’Isola. Il giornalista italo-palestinese: “Dalla città un segnale fortissimo”. Un imprenditore al corteo con i due figli: “I nostri ragazzi prima o poi ci chiederanno dove eravamo”


di NOEMI LA BARBERA
C’erano coloro che hanno reso possibile il corteo e che da tempo tengono accesa la fiammella. E c’era la gente comune, tanta. Chi non vuole più stare in silenzio a guardare «il genocidio in streaming». È il fiume che vuole essere mare che non rivendica appartenenze, personalismi o le battaglie di una vita, ma che giovedì è sceso in piazza per la Palestina, e per sostenere la partenza dalla Sicilia della missione della Global Sumud Flotilla, prevista per domenica, e ieri rinviata in attesa delle barche da Tunisi e Barcellona.
Che qualcosa fosse diverso dal solito, Maria La Bianca, insegnante, ne ha avuto sentore sin da quando ha iniziato a squillarle il telefono. Dalla testa del corteo, non vedeva la coda e chiedeva in quanti fossero, finché alla Cala, quando si sono rotte le fila, si è resa conto dei numeri: «È stata

venerdì, settembre 05, 2025

Infermieri di famiglia fantasma: l’ASP di Palermo e l’Assessorato confessano di aver distratto i fondi per altro


Pierluigi Di Rosa

La prima inchiesta di Sudpress ha squarciato il velo: 39 milioni di euro destinati agli infermieri di famiglia spariti nel nulla. E adesso, con le risposte arrivate ad alcuni degli accessi agli atti che abbiamo fatto (Palermo ha risposto, ancora aspettiamo Catania), arriva la conferma: non è stato fatto niente. Anzi, le giustificazioni sono un capolavoro di fumosità e contraddizioni.

 

La risposta dell’ASP Palermo: un’ammissione travestita da burocratese

L’ASP di Palermo, destinataria della fetta più grossa di quei fondi (quasi 10 milioni), ha risposto ufficialmente alla nostra richiesta di accesso civico. 

A firmare la nota di riscontro al nostro accesso agli atti, che trovate in calce, è il “direttore sanitario nella qualità di Sostituto del Direttore Generale”, formula bizantina per dire che da gennaio scorso il governo Schifani non è capace di nominare un direttore generale per l'ASP più importante della Sicilia: basterebbe questo per mandare tutti a casa!

 

C'è anche la firma del direttore amministrativo Ignazio Del Campo: un'altra storia di cui ci siamo già occupati.

Il Ponte dei sospiri contabili


IL SASSOLINO

di Stefano Milani


L’Italia sognava di cavarsela con un colpo di bacchetta magica: infilare il ponte sullo Stretto tra le spese militari, come se le onde dello Ionio fossero il nuovo fronte orientale della Nato. Alla Casa Bianca però hanno fiutato l’imbroglio e, con la delicatezza di un bulldozer, hanno spiegato che la “contabilità creativa” non è prevista dai manuali di guerra. Dunque il miracolo di architettura tanto amato dal ministro dei selfie non potrà essere spacciato per arma di difesa collettiva.

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E qui si misura il peso della tanto decantata “amicizia personale” con l’inquilino arancione della Casa Bianca. Salvini e Meloni lo hanno coccolato, venerato, citato come un santo patrono della politica sovranista. Ma al momento di chiedere sconti sul registro di cassa della Nato, Donald il magnanimo si è trasformato in Donald il ragioniere: niente trucchi, signori, qui si paga sull’unghia e con valuta sonante.

Il Papa riceve Herzog: urgente cessate il fuoco a Gaza e ingresso di aiuti umanitari

L'incontro del presidente Herzog con Papa Leone XIV

L’incontro col cardinale Parolin
Nell’udienza al presidente israeliano, analizzata la situazione in Medio Oriente e in particolare la tragedia nella Striscia: auspicata la liberazione di tutti gli ostaggi e ribadita da parte della Santa Sede la “soluzione dei due Stati come unica via d’uscita dalla guerra”

Alessandro De Carolis 

Città del Vaticano - C’è un futuro di stabilità da instaurare in una Regione che ha alle spalle una lunga epoca di conflitti tuttora “numerosi”. E questo obiettivo, specialmente guardando alla “tragica situazione” che vive Gaza, può essere raggiunto attraverso una “pronta ripresa dei negoziati” tra le parti in causa, con “disponibilità e decisioni coraggiose” e il “sostegno della comunità internazionale, allo scopo di “ottenere la liberazione di tutti gli ostaggi, raggiungere con urgenza un cessate-il-fuoco permanente, facilitare l’ingresso sicuro degli aiuti umanitari nelle zone più colpite e garantire il pieno rispetto del diritto umanitario, come pure le legittime aspirazioni dei due popoli”.

giovedì, settembre 04, 2025

Emergenza Sangue: un appello alla solidarietà da Avis Corleone e dal Centro Trasfusionale del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo



L’estate sta lasciando un segno drammatico nelle nostre strutture sanitarie: una carenza di sangue senza precedenti ha causato un ammanco di oltre 4.000 unità, mettendo in seria difficoltà medici e operatori sanitari nella cura di leucemie, tumori, interventi chirurgici, soprattutto nella sofferenza dei bambini talassemici e nel far fronte agli incidenti gravi. 

Il Centro Trasfusionale del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo ci sollecita costantemente a ricercare nuovi donatori e a coinvolgere anche i donatori che periodicamente già donano il sangue, affinché si possa aumentare il numero di donazioni e garantire cure tempestive ed efficaci a chi ne ha urgente bisogno.

Avis Corleone, in sinergia con il Centro Trasfusionale, lancia un appello urgente alla cittadinanza — e in particolare ai giovani — affinché si mobilitino per donare sangue. Ogni donazione può fare la differenza tra

la vita e la morte per chi sta lottando in ospedale.

I 50 anni del premio internazionale di poesia città di Marineo: domenica la consegna dei premi; sabato la mostra fotografica storica


Quest’anno il premio speciale che la Giuria assegna ogni anno ad una personalità di notevole prestigio culturale, sarà consegnato all’attore Sebastiano Somma. Con tale conferimento, la Giuria ha voluto riconoscere le grandi qualità 
artistiche di uno degli attori più preparati del teatro italiano che con la sua abilità recitativa, è riuscito a dare profondità ed autenticità ai personaggi, sia nell’interpretare ruoli drammatici sia ruoli più leggeri.

La Targa “Francesco Grisi” è stata assegnata all’attore e scrittore Salvo Piparo che da anni racconta le più antiche memorie della nostra terra di Sicilia, con una tecnica narrativa davvero originale, quella del cunto, rappresentando il fascino delle tradizioni popolari siciliane sia in teatro che nelle piazze.

L’8 settembre a Ficuzza l’Info Day sui Microprogetti per il territorio rivolti ai giovani


L’8 settembre 2025, alle ore 11:30, la Palazzina Reale di Ficuzza (Corleone) ospiterà l’Info Day dedicato alla call di idee “Giovani per le Comunità Locali”, un’iniziativa rivolta a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 34 anni residenti nei comuni dell’area corleonese.

Promosso da INTUS Corleone APS in collaborazione con il Comune di Corleone e la Cooperativa "Lavoro e non solo", il bando intende sostenere la realizzazione di microprogetti a impatto sociale e territoriale, ideati e realizzati da giovani che desiderano essere parte attiva del cambiamento.

Durante l’incontro informativo, aperto a sindaci, assessori alle politiche giovanili e giovani stakeholder, verranno illustrati i dettagli dell’avviso, i requisiti per partecipare e le opportunità offerte. 

Ecco perché per una volta non posso non dirmi dalemiano

CORRADINO MINEO


Perché per una volta non posso non dirmi dalemiano. Perché l’Occidente, se esiste, è colpevole del crimine più orrendo del secolo: il genocidio del popolo palestinese. Perché in realtà l’occidente è morto, se gli Stati Uniti chiamano “scrocconi” gli europei e pretendano che paghino il loro debiti. 

Perché se Xi Jinping costruisce un oleodotto Russia - Cina e sostiene l’economia russa, è stato Donald Trump a sbracare con Putin, a dare all’Ucraina la colpa della guerra, a umiliare Zelensky in diretta mondiale. E sempre Trump ha steso il tappeto rosso in Alaska ai piedi di un uomo che da quasi 4 anni guida un’invasione che ha fatto morti a centinaia di migliaia. Un bullo che ne corteggia un altro. E Xi dice che di bulli non c’è bisogno. 

E sì, la Cina ha avuto Confucio e Mao Tsetung. Non Voltaire e Rousseau. Non afferma l’habeas corpus, non abroga la pena di morte, non difende i diritti del singolo come garanzia del bene comune. Ma del bene comune si deve pure essere occupata, se per tre volte in 30 anni ha cambiato il modello produttivo.

VENTANNI FA MORIVA PADRE ENNIO PINTACUDA: la testimonianza del suo “caro maestro” padre Carmelo Amato

Padre Ennio Pintacuda 

Padre Ennio Pintacuda è morto il 
4 Settembre 2005. Sono passati vent’anni dalla sua morte e voglio ricordarlo ripubblicando la testimonianza del suo “caro maestro” padre Carmelo Amato, morto nel 2015, 10 anni dopo il suo “allievo prediletto”, all’età di 104 anni. Due uomini di chiesa le cui vite si sono incontrate e si sono influenzate a vicenda. L’intervista è stata realizzata nel lontano 2007, due anni dopo la scomparsa di padre Ennio Pintacuda.
(rf)

 

INTERVISTA A MONSIGNOR CARMELO AMATO: “PADRE ENNIO IL MIO ALLIEVO PREDILETTO…”

di Rosa Faragi

Vorrei ricordare che Padre Carmelo Amato è stato un’istituzione per Prizzi, un punto fermo per la crescita religiosa e culturale di tanti prizzesi. Di Monsignor Carmelo Amato, a Prizzi, si iniziò a parlare da quando, appena ordinato sacerdote dal vescovo di Monreale, fu nominato parroco della chiesa di San Giovanni Battista

mercoledì, settembre 03, 2025

Manifestazione “Fermiamo la Barbarie” sabato 6 settembre di Cgil Palermo con associazioni, movimenti e partiti


Partenza ore 17 dal lungomare Arafat fino alla Cala. A fianco del corteo, sfileranno sul mare le imbarcazioni della Lega Navale di Palermo, con una veleggiata di solidarietà

Palermo 3 settembre 2025 – La Cgil Palermo, assieme a tutte le associazioni, movimenti e partiti che hanno aderito all’iniziativa, confermando la presenza in questa città di una rete per la pace larga e solidale, chiama alla mobilitazione a sostegno della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, sia per la manifestazione del 4 settembre promossa dal presidio per la Palestina che per sabato 6 settembre, per l’iniziativa nazionale "Fermiamo la Barbarie" indetta dalla Cgil in tutte le città italiane.

Lettera alle sorelle e ai fratelli di Comunione e Liberazione


di
 Giuseppe Savagnone

Saluto

Cari sorelle e fratelli, se mi permetto di scrivevi, a proposito del Meeting di Rimini, è perché una lettera non è un discorso “su” qualcosa – come potrebbe essere un articolo – , ma “con” qualcuno, non un giudizio, ma un appello rispettoso.

Preciso subito che non rivesto, né a livello politico né a livello ecclesiale, alcun ruolo ufficiale e che in quanto dico rappresento solo me stesso. Ma poiché per il battesimo condivido con voi la dignità di re, sacerdote e profeta, penso di avere il diritto e il dovere di esprimere la mia opinione su un evento che coinvolge sia la società che la Chiesa di cui tanto voi che io facciamo parte. 

A condizione –  ne sono ben consapevole –  di non scadere in quella sterile e acre polemica che in passato ha diviso e  ancora, a volte, divide sorelle fratelli nella fede.

Aggiungo di non essere cresciuto  né nell’Azione cattolica né in Comunione e Liberazione, ma in un piccolo gruppo ecclesiale della mia diocesi, Palermo, a cui devo la mia formazione di laico cristiano. Anche se conto molti amici sinceri, con cui mantengo rapporti di profonda stima, sia in AC che in CL.

Alcune osservazioni generali

Carlo Alberto dalla Chiesa: ucciso dallo Stato-Mafia e dalle “menti raffinatissime”

Emanuela Setti Carraro e Carlo Alberto Dalla Chiesa

L’agguato mortale
Giorgio Bongiovanni

Ecco perché Cosa nostra non agì da sola

Certo, Cosa Nostra ha fatto la sua parte. Ma forse, 42 anni dopo, sarebbe giunto il momento di dire che è stato assassinato dallo Stato-Mafia e dalla Mafia-Stato. La Sicilia e l’Italia non sono più quelle di allora e a Palermo di Carlo Alberto dalla Chiesa resta un pallidissimo ricordo ma non si deve smettere di cercare quelle "menti raffinatissime" di cui parlavaGiovanni Falcone, sempre presenti dietro ai delitti "ibridi" della nostra Repubblica.
Si è trattato senza dubbio di un omicidio politico, pianificato, voluto e organizzato da ‘menti raffinatissime’: Padre della Patria, già Generale dei Carabinieri e poi Prefetto di Palermo, venne ucciso il 3 settembre del 1982 in via Isidoro Carini a Palermo assieme alla giovane moglie 
Emanuela Setti Carraro e all'agente di scorta Domenico Russo.
Preziosissima fu la collaborazione di 
Calogero Ganci che, parlando con il magistrato Luca Tescaroli (oggi procuratore capo di Prato), raccontò i particolari di quel tragico giorno: spiegò di aver guidato l’auto dalla quale Antonino Madonia iniziò a sparare con il kalashnikov e negli interrogatori successivi Ganci indicò le modalità organizzative ed esecutive dell’agguato. Il 12 luglio successivo, lo seguì nella scelta collaborativa il cugino Francesco Paolo Anzelmo il quale dichiarò che quell'eccidio non fu determinato dalla guerra di mafia, ma era “una cosa che era restata fuori”.

Andreotti, il processo del secolo


DI VALERIA VERBARO

Il 4 marzo 1993 Giulio Andreotti, allora senatore a vita, dopo aver ricoperto per sette volte la carica di presidente del Consiglio, fu iscritto nel registro delle notizie di reato presso la Procura di Palermo. Le accuse per cui il procuratore capo di Palermo Giancarlo Caselli chiese al Senato l’autorizzazione a procedere nei confronti di Andreotti (con immunità parlamentare) furono il “concorso esterno in associazione per delinquere semplice” e concorso esterno in associazione di tipo mafioso. 

Per la prima volta, cioè,  Andreotti fu chiamato a rispondere di fronte alla giustizia sui suoi rapporti personali e politici con Cosa nostra. L’autorizzazione del Senato arrivò il 6 maggio successivo, quindi in seguito alla copertina de L’Espresso del 25 aprile, in cui Andreotti era rappresentato con un doppio volto, metà in negativo fotografico, come a sottolineare la sua ambiguità politica e morale. Il processo, nei tre gradi di giudizio previsti, si concluse nel 2004 con la

Cul de sac: una trattativa insensata per una guerra sbagliata


di Giuseppe Savagnone

La diplomazia del narcisismo

La tempesta di missili e droni russi che si è ultimamente abbattuta su Kiev è solo un’ulteriore conferma che la pace in Ucraina è lontana. La promessa di Trump di concludere questa guerra nel giro di quarantott’ore, si è rivelata, come del resto molte altre, una vuota vanteria, specchio del suo narcisismo. Narcisismo che ha caratterizzato anche le giravolte diplomatiche con cui il Tycoon ha gettato il mondo in balìa dei suoi mutevoli umori. Anche in questa vicenda, come in altre, Trump gioca a imitare Dio, ma la interpretazione che dà di questo ruolo è quella di una divinità capricciosa e prepotente.

martedì, settembre 02, 2025

Quei cavalli di quattromila anni fa usati dai Sikani per cibo e caccia


di ISABELLA DI BARTOLO

ISikani conoscevano i cavalli mille anni prima di quanto sinora ritenuto. A rivelarlo è un team di ricercatori dell’università della Florida guidato dal siciliano Davide Tanasi, archeologo e docente dell’Ateneo, che ha portato alla luce la prima prova diretta che in Sicilia già 4.000 anni, fa durante l’età del Bronzo antico, le comunità consumassero carne di cavallo, lautilizzassero per riti sacri o, ancora, sfruttassero l’animale per la caccia.
Tutto parte da una grande campagna di scavi che, dal 2004 al 2006, interessò monte Polizzello, nei pressi di Mussomeli, dove l’archeologo Dario Palermo, scomparso pochi anni fa, e l’allora soprintendente Rosalba Panvini si occuparono del sito. Nel team anche Tanasi che aveva partecipato allo studio di questo villaggio abitato prima dei Greci, legato al culto della dea madre.

Reddito di cittadinanza: otto ex beneficiari su dieci vivono dei nuovi sussidi


Il bluff dell’abolizione della misura targata Cinquestelle. In Sicilia platea assottigliata del 20% e importi medi più alti. La Cgil: “Il governo voleva dividere le persone tra occupabili e non. Ma la nuova formula è quasi la fotocopia della precedente”. I dati Inps fotografano un’Isola ancora dipendente dall’assistenzialismo. Flop dei corsi per chi è idoneo al lavoro

di SALVO CATALANO
In passato qualcuno ha confuso il diritto al lavoro con il diritto al reddito. I sussidi come il reddito di cittadinanza deresponsabilizzano la società e atrofizzano le persone » . Così Giorgia Meloni, ospite qualche giorno fa al meeting di Rimini, rivendicava l’abolizione del sussidio varato dal Movimento 5 stelle. Guardando ai dati, però, la realtà appare diversa: in Sicilia oggi l’ 80% di chi viveva grazie al reddito di cittadinanza, continua a ricevere uno dei due sussidi che il governo ha messo in campo per sostituirlo: l’assegno di inclusione (Adi), riservato ai non occupabili, o il supporto formazione e lavoro (Sfl), per chi è considerato occupabile. In particolare la prima misura, a cui accedono gli over 60 e chi ha in famiglia un figlio minore o un disabile, ha raggiunto nell’ultimo anno e mezzo il 77% dei siciliani coinvolti dal reddito nel 2023.

LIBRI. Come l’arancio amaro di Milena Palminteri


LIBORIO BINO MOSCATO

Forse è vero che “botte vecchia fa buon vino” senza per questo offendere l’autrice di questo romanzo che alla rispettabile età di 75 anni dà alle stampe il suo primo lavoro letterario. 

E come molte opere uniche (perché non credo che ne seguiranno altre, almeno così ispirate) è davvero un capolavoro: sia per la scrittura (un siciliano realistico ed a tratti molto elegante ed appropriato che può risultare anche un po’ ostico ai lettori “continentali”) che per la storia, molto toccante e piena di colpi di scena, che è più realistica che di fantasia. Si parla soprattutto di donne e della Sicilia e dell’Italia durante il ventennio fascista del dopoguerra e dei primi anni ‘60, si parla di nobiltà decaduta con le mani bucate ed incapace, per incuria,

Studiosi del genocidio: “Israele ne sta commettendo uno a Gaza”. Leggi la risoluzione dell’International Association of Genocide Scholars (Iags)


DI FRANZ BARAGGINO 

Il documento è stato votato dai 500 membri dell’International Association of Genocide Scholars (Iags), la più autorevole associazione internazionale di studiosi e accademici del genocidio nei suoi aspetti storici e legali.

“Le politiche e le azioni di Israele a Gaza soddisfano la definizione giuridica di genocidio di cui all’articolo II della Convenzione delle Nazioni Unite per la prevenzione e la punizione del crimine di genocidio (1948)”. Lo dichiara, in una risoluzione votata il 31 agosto dai suoi 500 membri, l’International Association of Genocide Scholars (Iags), la più autorevole associazione internazionale di studiosi e accademici del genocidio nei suoi aspetti storici e legali. Il documento è stato approvato a larghissima maggioranza dall’86% dei membri, come si legge sui media del Regno Unito. Nella dichiarazione viene richiamato l’articolo II della Convenzione delle Nazioni Unite per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio (1948), in cui vengono indicati gli atti che rientrano nella definizione di genocidio “commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”.  LEGGI LA RISOLUZIONE

Il Fatto Quotidiano, 1 settembre 2025

Risoluzione dell’International Association of Genocide Scholars (Associazione internazionale di studiosi e accademici del genocidio) sulla situazione a Gaza


Riconoscendo che, dopo il terribile attacco guidato da Hamas del 7 ottobre 2023, che costituisce di per sé un crimine internazionale, il governo di Israele si è reso responsabile di crimini sistematici e diffusi contro l'umanità, crimini di guerra e genocidio, compresi attacchi indiscriminati e deliberati contro civili e infrastrutture civili (ospedali, abitazioni, edifici commerciali, ecc.) di Gaza, che, secondo le stime ufficiali delle Nazioni Unite, alla data della presente risoluzione, hanno causato la morte di oltre 59.000 adulti e bambini a Gaza:

Riconoscendo che si stima che questi crimini abbiano causato la morte di molte migliaia di persone sepolte sotto le macerie o comunque inaccessibili, e molto probabilmente decedute;

Riconoscendo che si stima che questi bombardamenti e altre violenze abbiano ferito più di 143.000 persone, molte delle quali mutilate;

Rete ospedaliera, si cambia. Nuova mission per i piccoli

Da sx: Daniela Faraoni, Salvatore Iacolino e Renato Schifani 

Giacinto Pipitone

Palermo - L’ultima bozza è stata inviata all’Ars alla vigilia di Ferragosto. E, pur lasciando invariato il saldo che indica il taglio di 367 posti letto, modifica in modo sostanziale il piano su cui il governo lavora da un anno. Cambia la filosofia, cioè la mission, che tiene in vita gli ospedali medio-piccoli: presidi che manterranno pochi reparti con possibilità di ricovero ma che potranno svolgere varie altre funzioni in regime di day hospital venendo così integrati alle nuove micro-strutture, previste dal Pnrr, in modo capillare su tutto il territorio regionale per far fronte alle prestazioni più quotidiane e a quelle di emergenza. 

Con queste premesse la nuova rete ospedaliera si avvia all’ultimo esame. Proprio ieri la commissione Sanità dell’Ars, guidata dal leghista Pippo Laccoto, è stata convocata per mercoledì 10. Sarà l’ultimo passaggio, nel quale siglare l’accordo politico (già maturo) almeno fra i partiti della maggioranza. Poi il piano verrà approvato in giunta e rispedito alla stessa commissione per il parere formale, anche se non vincolante. Superati questi passaggi, più o meno a fine mese, la mappa dei nuovi reparti verrà spedita a Roma per il timbro finale.

lunedì, settembre 01, 2025

Origini e sviluppo della mafia cinese in Italia: la triade ieri e oggi. Intervista all’analista Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto e consulente della Commissione Antimafia


Nicola Novelli

FIRENZE- Dopo l’arrivo della commissione parlamentare antimafia a Prato, la crisi politica e giudiziaria culminate con le dimissioni della sindaca di Prato Ilaria Bugetti e lo scioglimento del consiglio comunale, c’è da domandarsi quando e come tutto sia cominciato.

Lo chiediamo a Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, consulente della Commissione parlamentare antimafia e rappresentante della Giunta nell’Osservatorio sulla Legalità del Consiglio regionale della Toscana.

La mafia cinese a Prato, è cominciata come un tipico fenomeno migratorio. Insieme agli immigrati onesti arrivano anche mafiosi. È avvenuto così anche per gli italiani in America. Avviene con qualunque gruppo di persone si sposti. Insieme ai buoni arriva anche una percentuale di cattivi. Che in primisfruttano i buoni. E poi estendono le loro attenzioni sul territorio che gli ospita.

Quando arrivano in massa i cinesi in Italia?

La forza della Flotilla


di
CONCITA DE GREGORIO

“Non è solo una missione per Gaza È una missione per l’umanità Per aiutare un popolo allo stremo e quel che resta di noi, esseri umani”

Era dai tempi del G8 di Genova che non vedevo Genova così. Aperta, ridente, coraggiosa e resistente, solidale.
Ma — lo dico per chi c’era e chi non c’era, per chi ricorda e per chi non sa — la memoria speculare non corre dalla mattanza, naturalmente: non dal giorno che per il successivo quarto di secolo ha affogato nel sangue le speranze, che ha congelato nella rabbia e nella disillusione le generazioni da lì a venire.
No, dico dal primo giorno di quel lontano luglio 2001: il corteo pacifico a cui parteciparono, partecipammo, tutti. Tutte le finestre erano aperte, allora, le anziane si affacciavano ai balconi e salutavano.
I bambini correvano, i portuali sfilavano insieme ai loro figli, alle figlie e tutti cantavano, tutti promettevano che non ci sarebbero più stati muri ma ponti, mare aperto, il futuro sarebbe stato più libero e uguale.