di Giovanni Maria Vian
Per il dopo Francesco i cardinali della chiesa romana hanno scelto, e l'eletto è il loro confratello Robert Francis Prevost, un agostiniano sessantanovenne. Che sarà Leone XIV, un nome inatteso e carico di significato. Di nuovo un americano, perché a un argentino con origini italiane succede uno statunitense, anch'egli di origini europee: francesi, italiane e spagnole insieme.
Gli elettori hanno così abbattuto di slancio, con una spallata e in meno di ventiquattr'ore, anche il criterio geopolitico che escludeva l'elezione di un cardinale proveniente dall'impero americano. Proprio come nel Medioevo a un certo punto non sono stati più scelti papi germanici con la spiegazione che, disponendo già dell'imperium, non era bene che ricevessero anche il massimo sacerdotium.





































