10/19/2009

Lavoro, la svolta del ministro dell'economia Tremonti: "Il posto fisso base della società"

Il ministro dell'Economia 'abbandona' il modello americano. "La mobilità fu imposta dalla globalizzazione, ma da noi non va bene"
Milano - I tempi dell'elogio della mobilità e dell'esempio americano sono passati. Anche il ministro Tremonti torna a elogiare il posto fisso, al punto da individuarlo come "la base della stabilità sociale". Il ministro dell'Economia ha espresso la sua tesi a Milano, al convegno promosso dalla Bpm sulla partecipazione dei lavoratori all'azionariato delle imprese. Al convegno erano presenti anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. "Non credo - ha detto il ministro - che la mobilità sia di per sé un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale". LEGGI TUTTO

Corleone. Il consiglio comunale ha approvato all'unanimità un documento di sostegno agli agricoltori. Martedì manifestazione a Palermo

Lunghissima seduta del consiglio comunale di Corleone, sabato sera, mentre i trattori degli agricoltori riempivano ancora piazza Garibaldi. La seduta, convocata in sessione straordinaria per discutere della gravissima crisi dell’agricoltura, è iniziata alle 19.30 ed è terminata all’una di notte. Oltre cinque ore di dibattito, nel corso del quale, a nome del comitato degli agricoltori in lotta, sono intervenuti l’ing. Angelo Labruzzo, Michele Governali e Giovanni Scalisi. Ognuno di loro ha spiegato i motivi della lotta (il crollo dei prezzi del frumento e di altri prodotti agricoli, l’impennata dei costi del carburante e dei concimi, la mancanza di sbocchi commerciali, l’invasione dell’Italia dei prodotti agricoli extra-comunitari, ecc.), consegnando alla presidenza un documento da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale. Sono intervenuti anche altri agricoltori presenti nella sala consiliare gremitissima di pubblico e i dirigenti delle organizzazioni “Altragricoltura” e “Comitati spontanei Agricoltori Sicilia”. Infine, sono intervenuti il presidente del consiglio, diversi consiglieri comunali e il sindaco, che hanno condiviso i motivi della protesta e i contenuti del documento, che è stato approvato all’unanimità.
FOTO. L'intervento dell'ing. Labruzzo.

10/18/2009

Trattative tra Stato e mafia, tante le questioni irrisolte. Polemiche tra Violante e Grasso

L'indagine della Procura di Palermo sulla presunta trattativa tra lo Stato e la mafia e i riscontri sull'attendibilità del documento con le richieste che avrebbe fatto Cosa nostra, il "papello", consegnato in fotocopia ai magistrati da Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso, accendono le polemiche politiche. Molti sono gli interrogativi che rimangono aperti: la fotocopia con le 12 richieste di Cosa nostra è quello che viene definito il papello? E se non è quello, di quali altre carte è in possesso Massimo Ciancimino? E se davvero esiste il 'papello', chi lo ha scritto materialmente, Totò Riina o Vito Ciancimino? LEGGI TUTTO
FOTO. Massimo Ciancimino

Sicilia. Il Governo Lombardo è senza una maggioranza e senza un'opposizione

di Agostino Spataro
Suolo e sottosuolo della politica
Come in natura così in politica ci sono un suolo e un sottosuolo. Sopra il suolo si agitano i figuranti sotto il suolo tramano i potenti di ogni ordine e grado. C’è, insomma, un mondo occulto (ma non tanto) nel quale confluiscono, scontrandosi e/o accordandosi, “poteri forti” e ambizioni politiche, carriere ed affari leciti e illeciti. Congiunzioni anomale che stanno svuotando la nostra democrazia, i suoi stessi istituti rappresentativi, a vantaggio di sodalizi elitari, riservati e trasversali. Il Parlamento è stato ridotto ad organo di mera finzione democratica, di legittimazione di decisioni extra istituzionali. Se qualcuno osa ribellarsi è condannato al pubblico ludibrio o al limbo del gruppo misto e la prossima volta non sarà ricandidato. LEGGI TUTTO

Alessandria. Il sindaco alla Cgil: "Manifestare? Serve un'assicurazione da 30.000 euro"

Per concedere l'autorizzazione a organizzare una iniziativa nella piazza centrale della città, l'amministrazione di Alessandria vuole che la Cgil stipuli una polizza da 30.000 euro. L'insolita, ma si potrebbe dire "stravagante" richiesta viene dal sindaco, Piercarlo Fabbio (Pdl) che, dopo avere detto più volte di no, ha chiesto «una copertura assicurativa mediante polizza fideiussoria per la copertura dei rischi da danneggiamento del bene pubblico». Una richiesta considerata non solo un precedente pericoloso e antidemocratico, ma anche una provocazione, visto che le maniofestazioni sindacali sono da decenni un esempio di civiltà. Il caso nasce dalla richiesta della Cgil alessandrina di utilizzare piazzetta della Lega, il salotto buono della città dove si organizzano abitualmente manifestazioni pubbliche, per tenervi, venerdì 23 ottobre, gli Stati Generali sulla crisi. «La risposta dell'amministrazione comunale - replica la dirigente sindacale Silvana Tiberti - è uno sfregio alla Cgil e un insulto indegno a tutta la storia del sindacato confederale. Da sempre le nostre manifestazioni sono state un esempio di civiltà e di rispetto per il bene pubblico, che fanno parte del Dna del movimento dei lavoratori. Rischia anche di costituire un precedente contro la libertà di manifestare. Viene da chiedersi: quanto costerebbe, se diventasse regola, assicurare piazza del Popolo a Roma?». La confederazione alessandrina assicura che quella polizza non la farà, «a meno che che ci sia un regolamento specificamente dedicato all'utilizzo di piazzetta della Lega, valido per chiunque». Critica anche la Cgil piemontese: «Consideriamo il comportamento del sindaco un segnale preoccupante e negativo che mina alla base il diritto di manifestare dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali».
L'Unità, 18 ottobre 2009
NELLA FOTO. Piazzetta della Lega lombarda ad Alessandria.

10/17/2009

Stato-mafia, ecco il papello!

di Lirio Abbate
Ecco il primo documento sulla trattativa tra le istituzioni e Cosa nostra nell'estate delle stragi. Fogli consegnati ai magistrati dal figlio di Vito Ciancimino

Sono 12 le richieste che i boss di Cosa nostra avanzarono agli uomini delle istituzioni nell'estate del 1992, fra le stragi Falcone e Borsellino. Una trattativa che i mafiosi corleonesi avanzarono con lo Stato per fermare le bombe e la stagione stragista, e arrivare ad una tregua. LEGGI TUTTO

10/16/2009

La crisi dell'agricoltura. Lunedì manifestazione a Palermo della Cia e della Confagricoltura

PALERMO - Cia e Confagricoltura scenderanno in piazza a Palermo lunedì prossimo. Faranno un sit-in davanti alla Presidenza della Regione e alla sede centrale del Banco di Sicilia. Le associazioni degli agricoltori contestano "l'assenza di interventi concreti per fronteggiare la difficile situazione congiunturale" ma anche "il taglio di risorse nazionali e regionali, come il mancato rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale, strumento necessario per aiutare gli agricoltori a superare le difficoltà economiche causate dalle avversità atmosferiche che tra la fine di settembre e ottobre hanno pesantemente colpito vaste aree dell'Isola". Sull'entità della crisi Cia e Confagricoltura non hanno dubbi: "i costi di produzione, tra il 2000 ed il 2008, hanno subito l'aumento del 31%, mentre nello stesso arco di tempo i prezzi all'origine sono cresciuti di appena il 15%". E chiedono l'incentivazione di moderni accordi interprofessionali, basati sulla pari dignità economica dei soggetti, e quindi su una trasparente distribuzione dei costi e dei ricavi in ciascun segmento della filiera. Ma anche l'estensione dei benefici previsti per le avversità atmosferiche ai danni economici provocati dalla crisi di mercato. Alla manifestazione di Confagricoltura e Cia hanno aderito le tre centrali cooperative, Legacoop Agroalimentare, Fedagri-Confcooperative e Agrital-Agci e numerosi Comuni dell'Isola.

Corleone. Esplode la protesta degli agricoltori, che hanno invaso la piazza con i loro trattori. Domani sera, seduta straordinaria del consiglio

di Cosmo Di Carlo
Con centinaia di trattori questa mattina i contadini hanno occupato Piazza Garibaldi dove ha sede il municipio e si sono riuniti in assemblea permanente nella sala gialla del comune.
Non ce la fanno più a bilanciare i conti con i prezzi dei loro prodotti, che sono rimasti invenduti o, nella migliore delle ipotesi, sottopagati. «Dopo la disastrosa stagione della raccolta del frumento, pagato a 13 centesimi di euro, ci vogliono ben 20 chili di frumento per comperare un chilo di pane – dice uno degli agricoltori, Carmelo Pomilla, titolare di una delle aziende in sciopero - ed il nostro prodotto, anche se di qualità, non si vende, gli viene preferito il grano che proviene dall’estero, dalla Romania e dal Canada. Per l’uva è stato un altro tracollo: viene pagata a 18 centesimi al chilo dalle cantine, mentre produrla costa oltre 35 centesimi». LEGGI TUTTO
Signor sindaco, ma Corleone non era
una città a prevalente economia turistica?

Giuseppe Lumia: "Sulle stragi e sulla trattativa Mafia-Stato vogliamo tutta la verità!"

di GIUSEPPE LUMIA
Prove e testimonianze dimostrano quello che sosteniamo da anni: l’esistenza della trattativa Stato/mafia. Durante la XIV legislatura (2001/06) ho posto con forza la questione in Commissione antimafia, dedicando un capitolo della relazione conclusiva di minoranza (
leggi il documento). Secondo le ipotesi più accreditate, oggi al vaglio degli inquirenti, i servizi segreti italiani aprirono un contatto con Cosa nostra, attraverso la mediazione dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, per trattare la cessazione dell’escalation stragista del ’92/93. In cambio la mafia presentò le sue condizioni nel famoso documento conosciuto come “il papello”. LEGGI TUTTO

10/15/2009

Corleone, protestano gli agricoltori. Domani trattori in piazza ed aula consiliare occupata

CORLEONE - L’agricoltura va a rotoli e i contadini di Corleone (come quelli dell’intera Isola) non ce la fanno più. Ieri sera erano in tanti riuniti nella sala multimediale di contrada “S. Lucia” per decidere cosa fare. Senza organizzazioni professionali, di cui non si fidano (“Ormai sono solo luoghi per fare la domanda del grano o dell’olio”, hanno ripetuto in tanti), hanno dato vita al primo incontro spontaneo, per rappresentare i loro problemi ed indicare qualche soluzione. Intanto hanno deciso che domani mattina occuperanno l’aula consiliare del comune di Corleone per richiamare l’attenzione dei mass-media e delle istituzioni regionali e statali. Poi non escludono azioni più “forti”, quali i blocchi stradali. All’unanimità hanno approvato un documento dove rivendicano la proclamazione dello stato di calamità naturale in Sicilia, il pagamento degli indennizzi della siccità anno 2001/02, il prezzo minimo garantito per i prodotti agricoli, una speciale indennità per l’annata in corso per recuperare il mancato reddito, la vigilanza sui prezzi da parte dell’Autority, il blocco dei contributi Inps, il pagamenti entro dicembre dei contributi grano ed olio, l’obbligo di utilizzare almeno il 50% di materia prima siciliana per la produzione di generi alimentari.

Diario dai campi di lavoro antimafia. Incontro con Dino Paternostro e Mara Nanni

Oggi grande ritorno nei campi con un nuovo compito,abbiamo smontato i tralicci delle vigne, è stato faticoso ma il commando guastatore legalitario armato di tenaglie e tanta buona volontà ha portato a termine il lavoro in tempo per tornare alla base puntuali per l’ora di pranzo. Dopo un magistrale pollo tonnato, consueta pennichella pomeridiana. La magica parola “caffè” ha rimesso tutti in piedi IN ORARIO! Dopo di che l’incontro con Maurizio Pascucci, Mara Nanni dello SPI CGIL Toscana e Dino Paternostro Segr. Della Camera del Lavoro di Corleone che hanno ricordato l’impegno nella lotta alla mafia e per i diritti dei contadini corleonesi,la signora Nanni ha confrontato la situazione siciliana del dopo guerra con quella toscana,ricordando le vittorie dei singoli che uniti hanno lottato per i diritti che oggi ci ritroviamo,anche se la nostra presenza qui dimostra che ancora c’è molto da fare mantenendo viva la memoria per costruire un futuro.
Maurizio ci ha illustrato l’impegno che la cooperativa Lavoro e non Solo mette ogni giorno in questo progetto,e l’importanza del passaparola dei volontari nel divulgare questa esperienza, nel promuovere i loro prodotti,e soprattutto nel non lasciarli soli.
Sia Mara che Maurizio ci hanno ribadito che la mafia non esiste solo in Sicilia,anzi investe in tutta Italia,Toscana compresa,spesso utilizzando una facciata di legalità.
Grande cena con pasta alle sarde preparata da Lina,moglie di Franco e torta di mele per festeggiare il compleanno a distanza del figlio di Loretta con auguri di tutti via telefono.
Ormai il freddo sta arrivando anche qui,la sera non c’è piu’ tanta voglia di uscire,e il sacco a pelo diventa sempre piu’ allettante.
Michele, Alberto (CIP E CIOP)
Mercoledi 14 ottobre

LE STORIE. I figli dei boss, il calcetto, la cooperativa: ecco come è rinato il paese di Riina

Ultime elezioni europee. Al comune si stanno sorteggiando i nomi degli scrutatori tra quelli che hanno presentato domanda. L’ultimo degli estratti tra i supplenti fa saltare sulla sedia l’impiegato. «Lucia Riina, vicolo Scorsone, 39». Sì, è proprio lei, la figlia minore di Totò u Curtu, del "capo dei capi". «L’impiegato è arrivato da me tutto pallido e col foglietto in mano: "Che dobbiamo fare?"», ricorda il sindaco Antonino Iannazzo. Un’ora di discussione in Comune. C’è chi propone di far finta di niente e rimettere dentro quel nome ingombrante e imbarazzante. Ma il sindaco si oppone. «Noi siamo lo Stato. Anche lei, visto che si è iscritta, accettando le regole. Se rimettiamo dentro il suo nome siamo noi a metterci contro lo Stato. È una scelta di coerenza». LEGGI TUTTO
L'Avvenire, 15 Ottobre 2009

L'ex ministro della difesa, Salvo Andò: "Dissi io a Borsellino che volevano ucciderlo"

"Paolo Borsellino a me disse che non sapeva nulla delle minacce di morte che lo riguardavano". Salvo Andò, che nel giugno del 1992 era da poco stato nominato ministro della Difesa, ricostruisce il suo ultimo incontro con il magistrato ucciso dalla mafia. Secondo la testimonianza resa al processo di Caltanissetta da Agnese Borsellino, vedova del magistrato, Andò incontro' all'aeroporto di Fiumicino Paolo Borsellino che si trovava con la moglie e la dottoressa Liliana Ferraro di ritorno da Bari, "l'ultima domenica di giugno" 1992. "Io ricordavo quell'incontro in periodo precedente" premette Andò, che era capogruppo del suo partito. "Fu un incontro occasionale. Lo vidi e mi avvicinai. Ricordo che avevo ricevuto la nota del prefetto Parisi dalla quale si evinceva che da fonti loro risultava un progetto di omicidio per me e per Borsellino. Volevo capire di più e glielo dissi e mi sono accorto che lui non ne sapeva nulla. Paolo, con il quale ci davamo del tu era sorpreso e ho capito che non sapeva nulla di quella informativa". "Borsellino - prosegue Andò, che adesso è rettore dell'universita' Kore di Enna - era misurato nella reazioni e sobrio nei commenti ma rimase sorpreso". Salvo Andò ricorda poi che la nota del prefetto Parisi riportava notizie "attinte in ambienti della criminalita' organizzata dalla quale si evinceva che eravamo obiettivi a rischio. Spesso in queste note non danno particolari...". Ando' dice poi "di non avere mai sentito parlare di una trattativa" tra Stato e mafia. E ricorda come per lui "c'è stato un periodo in cui avvertimenti nei miei confronti ne arrivarono tanti, soprattutto dopo 'i vespri siciliani' che assieme a 'forza paris' in Sardegna erano le prime operazioni di impiego dell'esercito per presidiare il territorio".
RaiNews24, 15-10-2009

PD SICILIA. La commissione per il Congresso approva le liste con le quali si eleggeranno i membri dell’assemblea nazionale e regionale

La commissione regionale per il Congresso, coordinata da Enzo Napoli, ha chiuso i lavori per l’approvazione delle liste con le quali si eleggeranno i membri dell’assemblea nazionale e regionale. Le liste collegate ai candidati alla segreteria regionale sono 7 per ciascuno degli 11 collegi, per un totale di circa 1100 candidati, dei quali la metà sono donne. Di questi ne verranno eletti solo 180. Le liste collegate ai candidati per la segreteria nazionale invece sono 5 per un totale di 350 candidati. Di questi ne verranno eletti solo 70. Per Bersani sono state presentate due liste: “Con Bersani 09” e “Siciliani per Bersani”. Anche per Franceschini due liste: “Democratici con Franceschini” e “Con Rita Borsellino Semplicemente Democratici”. Per Marino una sola lista “Per Marino Segretario”. Per la segreteria regionale sono state presentate due liste per Lupo: “Democratici con Franceschin e Lupo” e “ Con Rita Borsellino Semplicemente Democratici per Lupo”. Due liste anche per Mattarella: “Con Bersani e Mattarella 09” e “Siciliani con Bersani e Mattarella”. Per Lumia invece tre liste: “Siciliani per Lumia”, “Crocetta con Lumia”, “Lumia segretario regionale”. I candidati di tutte le liste saranno ufficializzati domani.
Palermo, 15 ottobre 2009

Giornata della solidarietà e dell’ integrazione multietnica organizzata dal Rotary Club Bivona-Corleone-Lercara

di DOMENICO FERRARA
Si è svolta, sabato 19 Settembre u.s., la manifestazione “Giornata della solidarietà e dell’integrazione multietnica” con il convegno sul tema : “Giufà personaggio planetario”. L’evento, organizzato dai Rotary Club di Bivona, Corleone e Lercara Friddi, aveva lo scopo di favorire il senso dell’accoglienza e dell’integrazione degli immigrati nel nostro territorio nonché la stima e la collaborazione reciproca tra etnie diverse. Primo atto la piantumazione dell’albero della solidarietà (un ulivo) presso il trivio di Filaga per mano dei Presidenti dei tre Club organizzatori: Giuseppe Carubia (Bivona), Domenico Ferrara (Corleone), Calogero Napoli (Lercara Friddi); LEGGI TUTTO

10/13/2009

Campi di lavoro antimafia. La volontaria Elisa Bolognini si è laureata con una tesi sulle infiltrazioni mafiose in Toscana

Ieri Elisa Bolognini si è laureata! La sua tesi? “Infiltrazioni mafiose in aeree non tradizionali: attività e beni confiscati in Toscana”. Per il movimento antimafia toscano un bel risultato il fatto che l'infiltrazione mafiosa nei nostri territori sia sempre di più oggetto di riflessioni e studio. Un grazie ad Elisa per la scelta fatta che è la conseguenza di un impegno che l'ha vista protagonista in questi anni nella carovana antimafie, nei campi di lavoro, nelle testimonianze scolastiche e in una grande passione in favore della giustizia sociale. Un contributo serio, importante e passionale per il Progetto “Liberarci dalle Spine”.
Comunico a tutti i volontari che venerdi 30 ottobre alle ore 15 alla Fortezza da Basso di Firenze all'interno dell'evento "Dire e Fare" vi sarà un incontro di ringraziamento con la presenza di Rita Borsellino, Calogero Parisi e Elisabetta Caponnetto. Verranno esposte le tantissime foto che ci avete trasmesso in questi anni e faremo anche la premiazione del concorso fotografico e video.
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

10/12/2009

Palermo. L'Mpa attacca: "Cammarata vattinni!"

Decine di manifesti in tutta Palermo, firmati dagli ex alleati del sindaco ora esclusi dalla giunta, invitano in dialetto il primo cittadino a dimettersi: "Ci hai presi per il cool"
PALERMO - Continua la contestazione al sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ma stavolta a inveire contro il primo cittadino del capoluogo siciliano sono gli ex alleati dell'Mpa. Il gruppo, che nel consiglio comunale è ormai passato all'opposizione e non ha assessori in giunta, ha fatto stampare decine di manifesti che sono stati affissi in tutta la città. L'Mpa invita, in questi cartelloni, il sindaco a dimettersi con eloquenti frasi in siciliano. Uno recita: "Ztl, Tarsu, Amia, Amap, Amat, Gesip, Irpef. Cammarata vattinni (Cammarata vattene, ndr)". L'altro ironizza sulla campagna autocelebrativa dell'amministrazione comunale nel 2007. A Palermo apparsero infatti dei cartelloni dove si diceva che era "la città più cool d'Italia", riprendendo il titolo di un articolo di Panorama. I manifesti dell'Mpa invece recitano: "Cammarata ci hai preso per il cool. Ti nn'ha gghiri (te ne devi andare, ndr)". Oltre che per le strade, la contestazione impazza anche sul web e soprattutto sul social network più popolare del momento: facebook. Moltissimi i filmati sui rifiuti per strada e altri disservizi oltre ai gruppi di dissenso. Uno dice "Cammarata a casa e Palermo vince" ed è la campagna per incitare i consiglieri comunali a firmare per la mozione di sfiducia al sindaco.
12/10/2009

La crisi nelle campagne siciliane. Gli agricoltori con i loro trattori in marcia verso Palermo

PALERMO. Decine di agricoltori stanno manifestando lungo la statale 121 Palermo-Agrigento, all'altezza del bivio Manganaro. I manifestanti, giunti con i propri trattori, stanno distribuendo volantini agli automobilisti per spiegare le ragioni della loro protesta. Non c'è alcun blocco stradale, ha assicurato la polizia stradale, e la circolazione è regolare. Gli agricoltori, partiti con i propri mezzi da Lercara Friddi, Marineo e altri comuni della provincia di Palermo, fanno parte dei gruppi di contadini che in maniera spontanea da dodici giorni si sono mobilitati in ogni parte della Sicilia per manifestare il disagio della categoria rispetto alla crisi del settore e per sollecitare l'intervento del governo. Il ministro delle Politiche agricole ha già convocato un incontro per il 15 ottobre. Il presidio più vasto è a Caltanissetta dove decine di trattori sono fermi a Pian del Lago, vicino ai campi sportivi: qui la protesta è coordinata dal movimento Altragricoltura e dal Consorzio Codifas. "E' giunta l'ora di una grande svolta in agricoltura - dice Martino Morsello del Coordinamento Altragricoltura - bisogna riscrivere le regole contro l'interesse delle multinazionali e dei poteri che hanno oppresso gli agricoltori negli ultimi 15 anni". Secondo i programmi, la colonna di trattori che si trova sulla statale Agrigento-Palermo dovrebbe raggiungere il capoluogo siciliano, dove sono previsti tre sit-in davanti la Presidenza della Regione, la sede dell'assessorato all'Agricoltura e la sede Rai in viale Strasburgo.
(12 ottobre 2009)

10/11/2009

Palermo. Strage di via D'Amelio. "Paolo Borsellino sapeva, ma non volle espatriare"

GENOVA - Il 16 luglio di 17 anni fa anche il giudice Paolo Borsellino, così come Antonio Di Pietro, sarebbe stato avvertito dai carabinieri del Ros del rischio di essere una delle due vittime predestinate dalla mafia. Ma Borsellino avrebbe detto di non volersi muovere. È quanto pubblica questa mattina "Il Secolo XIX". Stando a quanto scrive il quotidiano genovese, a Palermo, tra gli atti custoditi negli uffici dei carabinieri del Ros, ci sono ancora tutte le copie di quei documenti relativi alle segnalazioni fatte al giudice Borsellino. Secondo il giornale, l'informativa del Ros sfruttava i canali delle indagini sul narcotraffico: gli infiltrati nella banda erano venuti a sapere che alcune famiglie emergenti di Cosa nostra volevano uccidere i giudici Borsellino a Palermo e Di Pietro a Milano.

La "Rete" sceglie Giuseppe Lumia, è lui il candidato ideale del Pd in Sicilia

Con 1.153 consensi, pari al 50 per cento del totale, Giuseppe Lumia è stato il più votato nel sondaggio di Palermo.Repubblica.it sul candidato ideale alla segreteria regionale del Partito democratico. Nella corsa alla leadership regionale Lumia non è legato a mozioni nazionali. Al secondo posto nella graduatoria venuta fuori dal sondaggio che si è chiuso ieri pomeriggio dopo essere rimasto aperto per due settimane, si è piazzato Bernardo Mattarella con 450 voti pari al 20 per cento del totale. Mattarella è legato alla mozione nazionale di Pier Luigi Bersani. Terzo posto per Giuseppe Lupo con 441 consensi e il 19 per cento del totale. Lupo è legato alla mozione nazionale di Dario Franceschini e nelle votazioni dei circoli del Pd si è piazzato in testa con un larghissimo vantaggio sugli altri candidati alla segreteria. Chiude la classifica di Repubblica. it, ricalcando i voti dei circoli, Giuseppe Messina (mozione Marino) con 253 voti pari all´11 per cento. In voti complessivi del sondaggio sono stati 2.297.

10/10/2009

Provincia di Palermo. Centomila euro per i 25 Km della SP Corleone-S.Cipirello, 500 mila per 800 metri a Giuliana

L’impresa “VI.BA” di Alcamo (Tp) si è aggiudicata l’appalto per i lavori di manutenzione ordinaria della Provinciale n°4 denominata “Di Portella Poira” nel tratto cha va da S. Cipirello a Corleone”. Saranno realizzate opere per un ’importo di 100 mila euro. Sarà effettuata con queste somme una prima riparazione dei danni subiti dall’arteria dopo le ultime piogge e la eliminazione di numerosi tratti franati Il progetto, fanno sapere dalla provincia, è un primo intervento sulla strada che risulta particolarmente danneggiata. Sono in programma altri e più consistenti interventi che dovrebbero andare in appalto entro l’anno. La Provincia aprirà anche un cantiere sulla Sp n. 109 “Di Favarotti” nei pressi di Giuliana nel corleonese, per la sistemazione di una frana e per la ripresa di tutto il piano stradale lungo quasi 800 metri, che conduce dal bivio Favarotti alle Case Marcianti. L’intervento di manutenzione straordinaria con un progetto di 500 mila euro sarà eseguito dall’impresa “Buffa Costruzioni” di Petrosino. I lavori verranno completati in 240 giorni.
Cosmo Di Carlo
FOTO: Ecco com'è ridotta la SP Corleone-S.Cipirello
GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA

Annozero svela un mistero: "Paolo Borsellino sapeva della trattativa fra mafia e Stato" Fu ucciso perché contrario?

Il giornalismo d’inchiesta non è finito, piaccia o no. Giovedì sera Annozero ha dato dimostrazione che esiste e può essere fatto egregiamente. Nel corso del programma sono venuti fuori risposte che gli inquirenti si facevano da tempo sulle stragi di Palermo. La prima, e sicuramente più importante, riguarda Paolo Borsellino e la trattativa che lo Stato aprì con la mafia all’indomani della strage di Via Capaci.
Claudio Martelli, ministro della Giustizia nel 1992, ha raccontato che il capitano dei carabinieri De Donno informò il magistrato Liliana Ferraro, collaboratrice di Giovanni Falcone, quando era direttore degli affari penali, di avere ricevuto da Vito Ciancimino, tramite il figlio Massimo, la disponibilità a trattare con Cosa nostra a patto che ci fosse una copertura politica. La Ferraro, secondo Martelli, avrebbe esortato l’ufficiale dei carabinieri a informare il magistrato che si preoccupava dell’indagine sulla strage di Capaci, cioè Paolo Borsellino. LEGGI TUTTO

10/09/2009

Corleone. Il Ghota di Cosa Nostra...

Presentato il libro del giudice Pirgiorgio Morosini “Il Gotha di Cosa Nostra” Un’analisi della mafia del dopo Provenzano nello scacchiere internazionale del crimine. Nella sala dedicata al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, presso il complesso di San Lodovico sede del Centro Internazionale di Studio sulla Mafia e sui Movimenti Antimafia (CIDMA) sono intervenuti, oltre all’autore, il colonnello Teo Luzi, comandante dei Carabinieri della Provincia di Palermo, il magistrato Antonio Ingroia, il sindaco Nino Iannazzo, il giornalista Tony Mira (L’Avvenire), Maurizio Pascucci dell’Arci Toscana, e Lucio Guarino, direttore del Consorzio Sviluppo e Legalità, l’onorevole Salvino Caputo con numerosi sindaci del comprensorio. LEGGI TUTTO

Torna in libertà in Sicilia Lipari, l'uomo che curava gli affari di Provenzano

Torna libero Pino Lipari, ex geometra dell'Anas, ritenuto tra i più stretti collaboratori del capomafia corleonese Bernardo Provenzano di cui avrebbe curato gli affari. Condannato recentemente in I grado per associazione mafiosa a due anni di reclusione, era agli arresti domiciliari per motivi di salute. E' difeso dagli avvocati Roberto Tricoli e Luigi Miceli Tagliavia. Lipari ha scontato la pena in custodia cautelare. A suo carico pende ancora il processo d'appello, fissato per il prossimo anno. Una serie di condanne per mafia, alla fine del 2002, dopo essere stato arrestato perché coinvolto nella rete dei fiancheggiatori di Provenzano, il geometra dichiarò di volersi pentire, ma i magistrati scoprirono che si trattava di uno dei tanti tentativi di depistaggio progettati da Cosa Nostra. Nel 2007 il nuovo arresto collegato al tentativo di vendere un grande appezzamento di terreno nelle campagne di Carini (Palermo), per un valore di tre milioni di euro, il cui vero proprietario, secondo l'accusa, sarebbe proprio Provenzano.

Il Premio Nobel per la pace a Barack Obama

OSLO - Barack Obama ha vinto il Nobel per la pace 2009. Il Comitato per il Nobel ha deciso di assegnargli il premio per la pace per i suoi "sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli", si legge nella motivazione pubblicata sul sito web del Comitato. Il Comitato "ha dato grande importanza all'impostazione di Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari. Obama da presidente ha creato un nuovo clima nelle relazioni internazionali. La diplomazia multilaterale ha riguadagnato centralità, evidenziando il ruolo che le Nazioni Unite ed altre istituzioni internazionali possono svolgere. Il dialogo ed i negoziati sono preferiti come strumenti per risolvere i conflitti, anche quelli più complessi. L'immagine di un mondo libero dalle armi nucleari ha fortemente stimolato il disarmo ed i negoziati sul controllo degli armamenti. Grazie all'iniziativa di Obama - prosegue il testo della motivazione - gli Usa hanno un ruolo più costruttivo nella sfida ai cambiamenti climatici con cui il mondo si sta confrontando. Democrazia e diritti umani devono essere rafforzati. Solo raramente una persona come Obama ha catturato l'attenzione del mondo e dato al suo popolo la speranza di un futuro migliore. La sua diplomazia si fonda sul concetto che coloro che sono alla guida del mondo devono svolgere il proprio ruolo sulla base di valori e atteggiamenti che sono condivisi dalla maggioranza della popolazione mondiale".

10/08/2009

Corleone. Un pensionato perde la vita in un incidente stradale dentro la galleria

di Cosmo Di Carlo
Grave incidente stradale all’interno della galleria, sulla circonvallazione a monte della città. A perdere la vita è stato Leoluca Salemi di 70 anni, agricoltore pensionato (nella foto), che è stato sbalzato dalla sua trattrice agricola, dopo essere stato urtato da un fuoristrada, un Mitsubishi Pajero, guidato da Salvatore Buccheri, 79 anni, anch’egli pensionato, abitante a Corleone.
L’incidente è avvenuto sulla SS.118 Corleonese-Agrigentina, all’interno della galleria a monte del centro abitato, all’altezza del km 34,.900, sulla corsia in direzione Prizzi. Erano le 15,30 quando è giunto l’allarme al 118. Leoluca Salemi è stato sbalzato dal sedile della moto agricola ed ha urtato pesantemente sul guard rail e sull’asfalto. Immediatamente soccorso dal personale del 118 giunto sul posto con un’ambulanza, l’uomo è stato trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale dei Bianchi, che dista poche centinaia di metri. LEGGI TUTTO

Campi di lavoro antimafia. Intervista a Fabrizio, un testimone di una vacanza da volontario

Fabrizo Damiani, un ragazzo di ventisei anni, quest’estate ha deciso di rinunciare alle solite vacanze per passare due settimane come volontario in Sicilia nei campi confiscati alla mafia. I ricordi di un’estate diversa e sostenibile, e la soddisfazione di aver partecipato. Prima della stagione estiva vi abbiamo presentato il mondo delle cosidette vacanze gratis e oggi ve ne diamo una testimonianza e anche se le vacanze, ahimè, sono finite, attraverso le parole di Fabrizio possiamo ancora un pò respirare l’atmosfera cocente dell’estate. Fabrizio Damiani, classe ’83, lavora come operatore sociale, mio caro amico (ed ho scoperto anche fan di Yes.life su Facebook), ha deciso di trascorrere due settimane fra Luglio e Agosto come volontario in un campo di lavoro a Corleone, in Sicilia, nei campi confiscati alla mafia con l’organizzazione "LiberArci dalle Spine". Una vacanza sostenibile all’insegna dell’impegno sociale e del rispetto per la terra. Lo incontro per un caffè e ne nasce una piacevole conversazione... LEGGI L'INTERVISTA

Palermo: Orlando (PD), il fallimento di Amia è il fallimento del sindaco Diego Cammarata

"Il fallimento dell´Amia è il fallimento di Cammarata". Lo dice Salvatore Orlando, consigliere comunale del Partito Democratico a Palermo, dopo le notizie sulla richiesta di fallimento avanzata dalla Procura. "Da tempo - aggiunge - denunciamo le irregolarità e le illegalità commesse all´interno dell´azienda, tutte naturalmente a spese dei palermitani: assunzioni clientelari, viaggi d´oro e affari all´estero, sponsorizzazioni facili, falsificazione di atti contabili, appalti e acquisti poco trasparenti. E nonostante le nostre denunce fino a pochi mesi fa, in occasione delle polemiche sulla mancata querela di parte, Cammarata e il centrodestra continuavano a ripetere che eravamo visionari ed `era tutto a posto´. Il sindaco - prosegue Salvatore Orlando - ha nominato i vertici, ha controllato il loro operato e ne ha condiviso le scelte, e ha sempre coperto tutto quello che succedeva all´interno dell´Amia. La strada aperta oggi, con la richiesta di fallimento, apre una fase drammatica per la città, per i palermitani, per i lavoratori dell'azienda e per il Comune di Palermo. E questa fase non può essere certo gestita da chi l´ha determinata. L´unica speranza per Palermo è che Cammarata si dimetta immediatamente".
8 ottobre 2009

Dopo il Lodo, la piazza

di Edmondo Berselli
È stata una sentenza durissima. E adesso Silvio Berlusconi è pronto a scatenare i suoi. Per continuare con ogni mezzo la sfida alle istituzioni

È stata una sentenza durissima, praticamente spietata. La nettissima bocciatura a cui la Corte costituzionale ha sottoposto il Lodo Alfano è la prima vera e grande sconfitta politica di Silvio Berlusconi. Al confronto, sbiadisce persino la caduta del suo governo nel 1994, dopo solo sette mesi. La sentenza della Consulta è stata motivata nitidamente in punto di diritto, e non è possibile attribuirle una intenzione strumentale o politica. Indica un riferimento all'articolo 3, cioè al principio di uguaglianza dei cittadini, oltreché una sciatta violazione dell'articolo 138 della Carta costituzionale, nel senso che una legge di quella portata implicava un iter di modificazione costituzionale, e non una legge ordinaria. LEGGI TUTTO
Dalle reazioni scomposte il rischio di una deriva populista
di Nino Cangemi
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L'affondo del Times: "Berlusconi si deve dimettere,
ha gettato vergogna sul suo paese"
"Berlusconi ha gettato vergogna sul suo paese con le sue buffonate sessuali e i tentativi di evitare i processi. Ora si deve dimettere". Cosi' il Times in un commento a corredo dello spazio al Lodo Alfano. La vicenda ha grande spazio su tutti i giornali britannici. "Berlusconi è ora un imputato che affronta un processo penale e può restare al suo posto solo se il suo partito e i suoi alleati lo sostengono". "Ha tentato di vivere al di sopra della legge; ora essa lo consumerà".

A tutela di tutti (dopo la bocciatura del lodo Alfano)

«È una sentenza sorprendente», dice Alfano ministro di Giustizia. Sarà sorprendente per lui. Non per i milioni di italiani che ancora credono nella giustizia nonostante la provvisoria presenza di Alfano. Un ministro passa, la Costituzione resta. Questo ci dice la sentenza di ieri: tranquilli, la Costituzione resta. La legge è ancora uguale per tutti. Più di sessant'anni dopo è ancora a quei signori i cui volti sono ingialliti nelle foto che dobbiamo dire grazie: ai padri costituenti che avevano previsto tutto senza immaginare niente. Quella era politica. Saremo capaci, prima o dopo, di ritrovare l'umiltà, la ragionevolezza, la lungimiranza, la passione civile, l'amore per lo Stato dei nonni che hanno costruito la democrazia che oggi abitiamo violentandola come fosse una palestra di periferia, teatro di privati interessi e corporali bisogni? La nostra Costituzione è nata dalla Resistenza: è stata scritta per tutti, anche per quelli che alla Resistenza non hanno partecipato. Ieri come oggi. LEGGI TUTTO

Provincia: Consiglieri del Pd: “Assurdo il finanziamento di 585 mila euro per la Notte Bianca a Palermo”

“E’ assurdo e inspiegabile che la Giunta, in data 20 agosto 2009, abbia prelevato ben 550 mila euro dal Fondo di Riserva per destinarli alla realizzazione di manifestazioni di Provincia in Festa 2009”. Lo dicono, in un nota congiunta, i consiglieri del Partito Democratico Gaetano Lapunzina, Antonello Tubiolo , Tommaso Calamia, Carlo Di Pisa, Toti Zuccaro, Teresa Piccione e Filippo Carollo, che hanno presentato un’interrogazione al presidente della Provincia Giovanni per chiedere “con quali criteri siano stati effettuati i finanziamenti ed in modo particolare quello per la "Notte di Provincia in Festa", il cui costo, complessivo ammonterebbe ad oltre 585 mila euro”.

PD Sicilia. Eletti i 300 delegati per la Convenzione Regionale

Si sono concluse le Convenzioni provinciali che hanno eletto i 300 delegati siciliani che parteciperanno alla Convenzione Regionale, che si terrà sabato 10 ottobre, alle 10, a Palermo, nell’Hotel San Paolo Palace, di via Messina Marine, 91, dove si proclameranno i tre candidati che andranno alle Primarie del 25 ottobre prossimo. I 300 delegati sono stati eletti in rapporto al numero dei voti ottenuti dai quattro candidati e sono cosi ripartiti: Lupo 126, Mattarella 89, Lumia 82, Messina 3.

10/05/2009

Mafia: condannato a 13 anni di carcere Gaetano Lipari, l'infermiere del boss Provenzano

A suo carico decine di lettere nel covo di Montagna dei cavalli del boss corleonese
PALERMO, 5 OTT - Condanna a 13 anni per associazione mafiosa a Gaetano Lipari, accusato tra l'altro, di essere stato l'infermiere del boss Provenzano. Nei “pizzini'' trovati nel covo del capomafia il giorno del suo arresto, Lipari era indicato col numero 60. Infermiere professionale, originario di Corleone, parente del boss Pino Lipari, era uno dei pochi a poter vantare di dare del tu al padrino di Corleone. A suo carico i magistrati hanno prodotto decine di lettere trovate a Provenzano. Lipari ha lavorato come dipendente della Asl 6 presso il Distretto di Bagheria. Procurava un costoso medicinale, che il boss doveva usare dopo un'operazione a Marsiglia, grazie alla complicità di farmacisti compiacenti. Dalle indagini è emerso che l'imputato aveva frequenti contatti, anche telefonici, con l'allora deputato regionale Giovanni Mercadante (Forza Italia), medico, condannato per mafia, e col nipote di Provenzano, Carmelo Gariffo. Secondo i pm, inoltre, si sarebbe pure occupato di gestire il pizzo imposto ad alcuni imprenditori edili di Casteldaccia, Villabate e Bagheria. (ANSA)

Corleone. Arrestato Bernardo Zabbia, deve scontare una pena per spaccio di stupefacenti

La scorsa notte i Carabinieri della Stazione di Corleone hanno tratto in arresto in esecuzione del decreto di carcerazione emesso dalla procura della repubblica presso il Tribunale di Palermo, Zabbia Bernardo, 34 anni, di Corleone, operaio, pregiudicato. L’uomo deve scontare una condanna di un anno e 4 mesi per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I fatti di cui è accusato Bernardo Zabbia risalgono al 12 marzo 2008 quando l’uomo fu tratto in arresto dai Carabinieri a Palermo nei pressi del mercato di Ballarò mentre era in compagnia di un altro pregiudicato palermitano. I militari dell’Arma, erano risaliti ai due dopo una delicata e complessa indagine sul fenomeno dilagante dello spaccio di stupefacenti in alcuni comuni del palermitano. I carabinieri documentarono uno scambio di hashish tra Zabbia e l’altro pregiudicato. Subito dopo i due furono fermati, e in seguito a perquisizione personale Zabbia fu travato in possesso di un panetto di hashish del peso di circa 40 grammi. L’arrestato fu tradotto in carcere e successivamente ottenne gli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Corleone, ma questa notte è stato nuovamente arrestato dai Carabinieri della Stazione cittadina perché raggiunto dal decreto di carcerazione, essendo divenuta definitiva la pena. Zabbia ultimate le formalità di rito è stato tradotto presso la Casa Circondariale Cavallacci di Termini Imerese a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. (Cosmo Di Carlo)

Festa della Legalità a Palermo. Il Presidente Lombardo visita la mostra di Porcasi

Inaugurato sabato scorso a Palermo alla presenza del Presidente della Regione Raffele Lombardo il Festival della Legalità. Nella suggestiva cornice di Villa Filippina, nei pressi di Piazza San Francesco di Paola, si terranno per otto giorni quattro mostre e varie performances teatrale e musicali. Vi saranno spettacoli, concerti presentazioni di films, fino al 10 ottobre. Una delle mostre più importanti inaugurate sabato è stata quella del pittore Gaetano Porcasi dal titolo “I volti, i colori e la memoria”. Con i suoi quadri Porcasi racconta la storia della Sicilia dal 1900 sino ad oggi, una storia che s’intreccia con la storia della mafia e vede a confronto le vittime, orgoglio ed onore della Sicilia, con i boss, uomini del disonore. La Storia ad immagini parte dallo sbarco degli alleati nell’isola sino alla cattura del boss Bernardo Provengano. Le opere del pittore partinicese sono state particolarmente apprezzate dal Presidente Lombardo che si è soffermato a complimentarsi ed a parlare con Porcasi delle sue opere pittoriche che “fanno onore alla Sicilia”.

Allora è vero, la Grecia va a sinistra!

ATENE - Il partito socialista Pasok di Giorgio Papandreou ha ottenuto una netta vittoria con il 43,9%dei suffragi e 160 deputati sui 300 del Parlamento unicamerale alle elezioni politiche di ieri, secondo i risultati ufficiali del 98,7% delle schede scrutinate. Nuova democrazia (Nd) del premier uscente Costas Karamanlis ha avuto il 33,4% dei voti e 91 seggi, con uno scarto negativo di oltre il 10% rispetto al Pasok. Terzo, in leggera flessione, il Partito comunista (Kke) con il 7,5% e 21 deputati. Quarto il partito di estrema destra Laos che ottiene una significativa vittoria con il 5,6% dei voti e 15 deputati scavalcando la Coalizione delle sinistre radicali (Syriza) ferma al 4,5% dei suffragi e 13 deputati. Gli Ecologisti verdi con il 2,5% non superano lo sbarramento del 3% e non entrano in Parlamento.

Addio all'ex ministro Gino Giugni, padre dello Statuto dei lavoratori

ROMA - È morto l'ex ministro del Lavoro Gino Giugni. Secondo quanto si è appreso, il 'padre' dello Statuto dei lavoratori è deceduto a Roma dopo una lunga malattia. Aveva 82 anni. Gino Giugni era nato a Genova il primo agosto del '27. Professore di diritto del lavoro all'università di Roma, è stato presidente del Psi ed è considerato il padre dello Statuto dei diritti dei lavoratorì del1970. Dottore honoris causa alle Università di Buenos Aires e di Nanterre, ha insegnato a Parigi e Los Angeles, ed è stato presidente dell'Accademia europea di diritto del lavoro. Collaboratore negli anni '60 del ministro del Lavoro Giacomo Brodolini (primo socialista ad occupare quel dicastero negli anni del centrosinistra e vero 'padre' dello Statuto dei lavoratori), negli anni '80Giugni ha presieduto le commissioni ministeriali per la riforma delle liquidazioni e sul costo del lavoro. Nel marzo del 1983 è stato gambizzato a Roma dalle Brigate Rosse.Eletto senatore nelle politiche dell'83, Giugni è diventato presidente della commissione Lavoro di Palazzo Madama. Dall'aprile 93 al maggio 94 ricoprì la carica di ministro del Lavoro e della sicurezza sociale del governo Ciampi. Negli ultimi anni ha ricoperto tra l'altro la carica di presidente della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Il tg1 contro Minzolini: "Mai ci eravamo schierati contro una manifestazione"

E' stato questa sera al tg1 delle 20. Un comunicato durissimo contro l'"editto" del direttore Augusto Minzolini. Firmato dal comitato di redazione. Recita: «Il Tg1 non è mai stato schierato, nella sua storia, contro alcuna manifestazione. Ieri - è scritto nel comunicato del cdr - il direttore lo ha allineato contro la manifestazione del sindacato unitario dei giornalisti per la libertà d'informazione, cui ha aderito una moltitudine di cittadini». Un comportamento che ha spinto il cdr ha chiedere ai vertici aziendali una convocazione immediata per discutere del caso-Minzolini. «Il Tg1 - ricordano i giornalisti - ha per sua tradizione un ruolo istituzionale, non è un tg di parte. È il Tg di tutti i cittadini, anche di quelli che hanno manifestato per chiedere il rispetto dell'articolo 21 della Costituzione. E cui sbrigativamente è stato detto di aver fatto una cosa 'incomprensibile'. Il Tg1 va in tutte le case. È servizio pubblico e rispetta ogni opinione e sensibilità per non mettere in gioco il suo patrimonio di credibilità. Ai telespettatori che in queste ore fanno giungere le loro proteste l'impegno del comitato di redazione perchè siano recuperati rispetto ed equilibrio. Ai vertici aziendali chiediamo una convocazione urgente per esprimere le nostre preoccupazioni».

Grecia, exit poll: il partito socialista verso vittoria

La destra di Costas Karamanlis subisce una pesante sconfitta nelle elezioni parlamentari e cede il governo della Grecia ai socialisti di George Papandreou. L’esito del voto era ampiamente previsto dai sondaggi. L’incapacità dell’esecutivo ad affrontare la crisi economica e i frequenti scandali in cui sono rimasti coinvolti alcuni suoi esponenti, ne aveva eroso i livelli di popolarità in maniera irrecuperabile. Stando agli exit-poll ed ai primi conteggi il Pasok potrebbe avere conquistato la maggioranza assoluta dei seggi, fra 155 e 160 su un totale di 300. La percentuale di consensi si aggira intorno al 43%. Nea Demokratia crolla invece dal 41,8% ottenuto nel 2007 al 36,4% e ottiene fra 90 e 100 deputati. Sostanzialmente, se i dati degli exit-poll saranno confermati nei conteggi ufficiali, i due massimi partiti ellenici si scambiano le parti. Nel Parlamento uscente i conservatori avevano 152 seggi ed il Pasok 102. In campagna elettorale Papandreou ha lanciato il progetto di un pacchetto di stimoli statali alla crescita economica attraverso investimenti per 3 miliardi di euro. Per dare copertura finanziaria alla spesa il leader del Pasok ha proposto di aumentare le tasse ai ceti abbienti. Karamanlis ha esortato invece i concittadini a rassegnarsi a due anni di austerità ed a scegliere fra «responsabilità e populismo». Anche ieri, all’uscita del seggio in cui aveva votato, a Salonicco, ha detto di confidare nel «buon senso» dei greci.

10/04/2009

Alluvione a Messina. I morti sono 24. Silvio Berlusconi in visita a Messina promette aiuti

Il premier, contestato davanti alla Prefettura di Messina, annuncia fondi aggiuntivi per la ricostruzione: "Realizzeremo abitazioni in aree più sicure. Bloccheremo tasse e mutui. Il nubifragio? Era stato previsto tutto, ma non con tale intensità". Lombardo nominato commissario per l'emergenza. Proteste del comitato no Ponte: "Ci sono voluti i morti per farvi venire". Ventinove le persone ricoverate in ospedale, 564 sfollati. Forse martedì i funerali delle vittime. Nuove frane rendono difficili i collegamenti. Istituito un centro di coordinamento per i soccorsi, ripristinata la rete elettrica. Avviata una raccolta di fondi. Code e incidenti sulla A18. Da Facebook aiuti e polemiche

10/03/2009

Calcio. La Polisportiva Corleone batte la Real Unione

POL CORLEONE - REAL UNIONE 3-1
POL. CORLEONE:
Cannella, Governali, Napoli, Chiarello (34’ s.t. Sabatino), Ienna, Passamonte, Sciarrino, Passilia, Casciaro, Cane (40’ s.t. Pedà) Verardo (29’ s.t. Di Palermo).
REAL UNIONE: Patti, Presti, Noto (14’ s.t. Gangarossa), Traina, Mosca Barone, Cusumano ( 14’s.t. Parisi), Siracusa, Perricone. Fornò, Miceli.
ARBITRO: sig. Alberto Fortunato di Palermo.
RETI: 27’ 1.t. - 34’ 1.t. – 3’ s.t. Cane – 6’ s.t. Fornò
NOTE: ammoniti : al 19’s.t. Cane – al 37’s.t. Ienna - al 45’ s.t. Pedà - espulso al 36’ del secondo tempo Perricone (Real Unione) per doppia ammonizione.

Corleone. Primi tre punti conquistati dai giallo-rossi di Tanino Crapisi , grazie a tre reti di Cane. Ottima la gara della Real Unione di Villafranca (AG), che per 27 minuti ha saputo tenere a bada i padroni di casa, agguerriti e sempre all’attacco. La prima rete di Cane arrivava dopo un’azione dalla destra. Il bomber giallo-rosso si smarcava al limite entrava in area e batteva Patti. Al 34’ il raddoppio su calcio piazzato in area: Tocco di Chiarello tiro imparabile di Cane. La terza marcatura del Corleone dopo tre minuti dall’inizio della seconda frazione ancora con Cane da oltre trenta metri. Reagivano gli ospiti che accorciavano le distanze su rigore con l’ottimo Fornò. Cannella in splendida forma parava al 41’ un gran bolide di Parisi, che avrebbe riaperto la partita. Buona prestazione nel primo tempo di Traina per la linea difensiva degli agrigentini. Da sottolineare tra i giallo rossi Casciaro presente ed attivo nel contrasto e nelle ripartenze. Ottima la direzione di gara del signor Fortunato di Palermo..
Cosmo Di Carlo

La lunga agonia della SP Corleone-S. Cipirello!

di Cosmo Di Carlo
La lunga agonia della S:P:4 che collega Corleone con San Cipirrello. è terminata nei giorni scorsi dopo il violento nubifragio che ha completato l’opera di distruzione iniziata qualche tempo fa. E’ una strada che va chiusa, secondo quello che dicono coloro che ogni giorno la percorrono. Chiuderla è questo l’unico modo per metterla in sicurezza., Dopo le feste della Provincia ora festeggiano le sospensioni delle decine di macchine dei pendolari che dai paesi dell’alto Belice tentano ogni giorno la lotteria per raggiungere la SS 624 che collega San Cipirrello con Palermo. Partendo da Corleone la strda si presenta con la carreggiata che in alcuni punti ha gradoni di oltre 30 centimetri, che costringono i guidatori a gimkane incredibili Cunette inesistenti, colme di terra e di erbacce. Il fango, che dopo i temporali della settimana scorsa ha invaso la carreggiata, non è stato rimosso e bastano così poche gocce per trasformare la strada in un viscido pantano che ricorda lontanamente le carretteras del sud america: sicuramente in migliore stato di percorribilità. LEGGI TUTTO

Il WWF al governo: "Si archivi il ponte sullo Stretto"

Il risanamento del territorio e l'archiviazione della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina "come unica priorità": queste le richieste del Wwf al Governo dopo il disastro di Messina. Per l'associazione è necessaria "una flessibilità del territorio che non può più essere assediato da costruzioni e cementificazioni". Il Wwf ricorda che la realizzazione del ponte e delle opere connesse comporterà un fabbisogno di inerti pari a 3.540.000 metri cubi di materiali (di cui 1.750.000 da cave) e una produzione di materiali da scavi per 6.800.000 metri cubi (di cui 5.010.000 andranno a deposito). Con un coinvolgimento, aggiunge l'associazione, di tutto l'hinterland urbanizzato. Nel solo territorio di competenza del Comune di Messina sono previste ben 12 grandi aree di cantiere. La tragedia di Messina, sottolinea il Wwf, si iscrive nel quadro "di una cementificazione e urbanizzazione selvaggia" che assedia il nostro Paese da oltre 50 anni.

Pd, chiuse le votazioni nei circoli. Alle primarie la sfida fra tre candidati

Tra gli iscritti il maggior numero di preferenze va a Lupo. Giuseppe Messina escluso dalla corsa. Giuseppe Lupo è il candidato ideale alla guida del Pd in base alla valutazione degli iscritti che si sono espressi fino alla notte di mercoledì. Lupo ha ottenuto 19.438 voti pari al 44,36 per cento del totale. Al secondo posto Bernardo Mattarella con 12.474 (28,47 per cento), terzo Giuseppe Lumia con 11.390 (25,99) e quarto Giuseppe Messina con 516 (1,17). Lupo, che a livello nazionale è collegato alla mozione di Dario Franceschini, è stato il più votato nelle province di Trapani, Siracusa e soprattutto Messina dove ha conquistato poco meno della metà dei voti ottenuti complessivamente cioè 8.058. Mattarella che rappresenta la mozione nazionale di Pier Luigi Bersani ha vinto ad Agrigento, Enna, Catania e Ragusa. Lumia che non è collegato ad alcuna mozione nazionale ha invece prevalso a Palermo e a Caltanissetta. Nessuna vittoria, invece, per Giuseppe Messina legato alla mozione nazionale di Ignazio Marino. Alla luce di questi risultati, Messina esce dalla corsa per la leadership regionale del partito. Alle primarie di domenica 25 si sfideranno Lumia, Lupo e Mattarella. «Ringrazio gli iscritti che mi hanno dato fiducia - dice Lupo - e chiedo loro un impegno per vincere anche le primarie e cambiare la Sicilia». «Il fatto che la mia mozione sia risultata vincente in quattro province su nove - dice Mattarella - mi rende fiducioso per le primarie: è una buona base di partenza». «Sono soddisfatto - dice Lumia - Questo risultato mi dà fiducia per le primarie che, vale la pena sottolinearlo, saranno aperte a tutti i cittadini».
(La Repubblica, 02 ottobre 2009)

Cittadini di Palermo, sfiduciamo il sindaco!

Bastano 20 firme di consiglieri comunali di Palermo per presentare una mozione di sfiducia a Cammarata. I consiglieri del centrosinistra sono 15, quindi occorrono altre 5 firme di consiglieri del centrodestra. Se si presenta la mozione, poi occorrono 30 voti per mandare a casa il sindaco di Palermo, Diego Cammarata e votare la prossima primavera. Mandiamo mail, telefoniamo, convinciamo i consiglieri comunali di destra e di sinistra che se "Cammarata va a casa, Palermo vince". Se non dovesse accadere, siamo tutti autorizzati a non votare più quei consiglieri che hanno "SALVATO" Cammarata, la loro poltrona e lo stipendio e A PUBBLICARE I LORO NOMI.Questo è il link per comunicare con i 50 consiglieri comunali: http://www.comune.palermo.it/Comune/Consiglio/Consiglieri/elezioni_2007/biografia/biografia_frame.htm

Col cuore e la testa ci siamo anche noi!

La foto che vi mandiamo l'abbiamo mandata anche a diverse testate giornalistiche con allegate queste poche righe. Vogliamo unire le nostre voci e le nostre forze alla manifestazione per la libertà di stampa che si terrà domani a Roma alla quale purtroppo non potremo partecipare fisicamente, perché impegnati come volontari a lavorare i terreni di Corleone confiscati alla mafia e assegnati alla Cooperativa Lavoro e Non Solo. Noi in quanto giovani cittadini consapevoli rivendichiamo la salvaguardia di un diritto universale, pilastro fondamentale di ogni paese democratico, quale dovrebbe essere il nostro.
I volontari della Cooperativa Lavoro e Non Solo

10/02/2009

"È a disposizione della mafia". Cuffaro verso un nuovo processo per concorso esterno

L´ex governatore sotto inchiesta per concorso esterno
PALERMO. Salvatore Cuffaro «a disposizione» di Cosa nostra, per favori e affari. Salvatore Cuffaro sostenuto elettoralmente dai padrini, sin dall´inizio degli anni Novanta. Si profila un nuovo processo per l´ex presidente della Regione Siciliana, oggi senatore dell´Udc: il procuratore Francesco Messineo e il sostituto Nino Di Matteo gli hanno fatto notificare dai carabinieri un avviso di conclusione delle indagini per concorso esterno in associazione mafiosa, il provvedimento che preannuncia la richiesta di rinvio a giudizio. Cuffaro è già stato condannato a cinque anni, per favoreggiamento e rivelazione di notizie riservate: era rimasto coinvolto nell´inchiesta sulle "talpe" in Procura, assieme al magnate della sanità privata siciliana, Michele Aiello, ritenuto in affari con il boss Bernardo Provenzano. Già in quell´indagine, avviata nel 2001, erano emerse pesanti ombre sul governatore siciliano. Il pentito Angelo Siino, l´ex ministro dei Lavori pubblici di Cosa nostra, aveva parlato di una richiesta di voti fatta da Cuffaro, candidato alle Regionali del 1991. Un altro collaboratore, Francesco Campanella, l´ex presidente del consiglio comunale di Villabate che procurò una carta d´identità a Provenzano, aveva raccontato ai magistrati delle imbeccate sulle indagini antimafia che Cuffaro gli avrebbe fatto, nel 2003, sotto il maestoso ficus della presidenza della Regione, al riparo dalle microspie. Al termine delle indagini, il procuratore Piero Grasso e l´aggiunto Giuseppe Pignatone avevano scelto la strada di contestare a Cuffaro delle imputazioni specifiche. Alcuni sostituti non avevano condiviso, uscendo dal pool: prima Gaetano Paci, poi Nino Di Matteo. Successivamente, nel corso del processo, erano arrivate le parole intercettate dalla polizia a casa di altri padrini: «Con Cuffaro ci siamo incontrati, siamo stati vicini», diceva il boss Franco Bonura, uno dei vecchi della Cosa nostra di Riina e Provenzano. Allora era stata aperta la nuova inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa. Le indagini hanno convinto i magistrati che Cuffaro debba tornare sotto processo.
(02 ottobre 2009)

Ciancimino e la trattativa Mafia-Stato, parla anche il figlio Giovanni e conferma il "papello"

Collabora con la Procura Giovanni, fratello di Massimo. Il testimone avrebbe visto il papello di Riina nelle mani di suo padre
Un altro Ciancimino collabora con la Procura di Palermo. Giovanni, il fratello di Massimo, ha accettato di parlare con i magistrati che si occupano dell´inchiesta sulla trattativa fra le stragi del 1992 e ha svelato: «Dopo la strage di Capaci, mio padre mi disse, "sono stato investito di una cosa importante". Specificò: "Sono stato incaricato da persone altolocate di trattare con l´altra sponda, forse riesco a fermare questa mattanza"». Quella volta, a Roma, Ciancimino padre non specificò chi erano le «persone altolocate». Di certo, «l´altra sponda» era un riferimento a Cosa nostra. In un´altra occasione, a Palermo, Vito Ciancimino tornò a parlare di questi temi col figlio Giovanni, che di professione è avvocato. Gli chiese notizie sulla possibilità di una revisione dei processi. E mentre parlava aveva un foglietto manoscritto. Per i pm era il papello di Riina, diretto ai palazzi delle istituzioni. Il verbale è stato depositato dai pm Nino Di Matteo e Antonio Ingroia al processo che vede imputati il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu di aver favorito la latitanza del boss Bernardo Provenzano. Intanto, al processo che vede imputato Massimo Ciancimino in corte d´appello ha chiesto di parlare il tributarista Gianni Lapis, pure lui fra i condannati in primo grado per la gestione del tesoro dei Ciancimino. «Vito Ciancimino non ha mai avuto quote nelle mie società», ha detto ieri in aula Lapis. «Con Ciancimino - ha aggiunto - abbiamo avuto solo rapporti politici».
(02 ottobre 2009)

10/01/2009

Il genitivo siculo, ovvero del nepotismo che corrode la democrazia...

di Agostino Spataro
Il nepotismo corrode la democrazia
In questa fase difficile per la democrazia la politica arranca. Soprattutto in Sicilia dove i partiti, invece di avviare un processo di rigenerazione politica e morale, continuano a dividersi al loro interno e ad esercitarsi in un nepotismo davvero inaudito che li sta trasformando in involucri vuoti dominati da clan familiari e d’altra natura. La misura cambia secondo il grado di moralità e il potere dei partiti e/o dei singoli esponenti. Le forze di governo sembrano più scatenate. Se non altro perché hanno più opportunità. Tuttavia, il problema è generale e bipartizan, con un’accentuazione nelle aree più marginali. Ma è presente anche in talune zone del lombardo - veneto dove persino i moralizzatori leghisti non disdegnano di favorire figli e nipoti. LEGGI TUTTO

Scalfari e Baaria. La memoria del passato e la speranza del futuro

di EUGENIO SCALFARI
Dopo aver assistito all’anteprima di “Baarìa” che Giuseppe Tornatore ha fatto proiettare in esclusiva per i suoi concittadini, Francesco Merlo ha concluso il suo articolo facendo parlare Nina Campo, una signora di Bagheria che gli ha fatto da guida nella città di oggi e nei ricordi di quella di settant’anni fa. Voglio qui riportare quelle parole perché hanno un senso estremamente attuale: “Vorrei che partisse da Bagheria una lotta di liberazione della memoria. Basta con c’era una volta. Sa Dio quanto la Sicilia ha bisogno di cambiare tempo alle favole: ci sarà una volta”.Solo per la Sicilia? O per tutta l’Italia dalla punta e dal tacco dello Stivale fino all’arco delle Alpi? LEGGI TUTTO

Corleone. Il Comune ha acquistato la storica sede della coop "Unione Agricola", fondata da Verro

Nel 2001 ci aveva provato, senza riuscirci, il sindaco Pippo Cipriani ad acquistare la sede della cooperativa “Unione Agricola”, fondata nel 1906 da Bernardino Verro e dai contadini corleonesi. E da qualche anno si è anche capito perché. Allora, vice-presidente della cooperativa era diventato Bernardo Riina, arrestato nel 2006 perché uno dei “postini” del boss mafioso Bernardo Provenzano. Adesso, con Riina in galera, finalmente il Comune di Corleone è riuscito ad acquistare la sede della cooperativa “Unione Agricola”. «La struttura, di particolare valore storico (anche perché fu costruita dallo stesso Verro), è stata comprata per 41mila euro. Sarà utilizzata come sede della Polizia municipale, mentre un’altra ala verrà destinata alla creazione di un centro per lo studio del movimento contadino corleonese, di cui Verro fu promotore», dice il sindaco Nino Iannazzo in un comunicato stampa. In effetti, più di 100 anni fa, la sede è stata costruita pietra su pietra dai contadini di Corleone, guidati da Bernardino Verro. Ciascuno di loro (erano migliaia), tornando la sera dalla campagna, portava a dosso di mulo una pietra, fin quando le tante pietre accumulate non furono sufficienti a realizzare quella che venne chiamata “la casa del popolo”. Nel 1892 B. Verro aveva costituito il Fascio contadino di Corleone. Insieme a Garibaldi Bosco, Nicola Barbato e Giuseppe De Felice, diventò uno dei più influenti capi socialisti dell'Isola. I Fasci furono sciolti nel sangue da F. Crispi e i suoi capi processati nei tribunali militari e condannati a 12-16 anni di carcere. Ma in galera rimasero solo 2 anni, perchè furono scarcerati in seguito ad una amnistia. Verro fu assassinato dalla mafia il 3 novembre 1915. L'anno precedente era stato eletto sindaco di Corleone. Il primo sindaco socialista.
Probabilmente, dopo il restauro, sarebbe opportuno adibire quell’antica “casa del popolo” solamente a centro per lo studio della storia del movimento contadino corleonese e siciliano. Anche perché una moderna e funzionale caserma per i vigili urbani si può sempre trovare. (d.p.)

E' morta Giuseppina Zacco La Torre

"Città Nuove" esprime profondo cordoglio per la morte di Giuseppina Zacco La Torre e si stringe accanto ai figli Franco e Filippo. Giuseppina non è stata solo la moglie di Pio La Torre e la madre di Franco e Filippo, ma anche una donna siciliana coraggiosa e combattiva, che, insieme a tante altre donne, si è battuta per la libertà e la democrazia nella nostra Isola. Negli anni '40 insieme ai contadini per spezzare il latifondo, conquistare la terra e battere gli agrari e la mafia. Negli anni '80 per la pace e contro la mafia. La porteremo sempre nei nostri cuori come un esempio importante da indicare alle giovani generazioni.
Dino Paternostro
direttore di "Città Nuove"
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Caso De Mauro. Un testimone: "Il fascicolo dell'inchiesta anni fa fu manomesso"

misteriosa scomparsa di appunti, rapporti investigativi e nastri con intercettazioni telefoniche dagli atti del fascicolo sull'uccisione del cronista Mauro De Mauro, è stata al centro della deposizione del sottufficiale dei carabinieri Enrico Guastini, salito sul banco dei testi davanti ai giudici di Palermo che, per la morte del giornalista, processano il boss Totò Riina. Il testimone, che negli anni '90 coordino' la seconda inchiesta della Procura di Pavia sulla morte dell'ex presidente dell'Eni Enrico Mattei, ha parlato di vera e propria "manomissione" del fascicolo. In sostanza dalle carte del procedimento dei pm siciliani sul caso De Mauro mancherebbero una serie di atti che avrebbero potuto ricollegare Amintore Fanfani, Eugenio Cefis, ex presidente dell'Eni, e l'avvocato siciliano Vito Guarrasi alla morte di Mattei. LEGGI TUTTO

Massimo Salvadori: «La Germania insegna, se il socialismo è di centro è destinato a perdere»

di Bruno Gravagnuolo
Le socialdemocrazie hanno inseguito un centro che non c’era più e si sono appiattite su posizioni moderate. Perciò sono in crisi. Ma di qui a stilare diagnosi di morte ce ne corre». Giudizio netto quello di Massimo Salvadori, tra i massimi storici del movimento operaio e della socialdemocrazia, oggi professore emerito di Storia delle dottrine politiche all’Università di Torino. E analisi imperniata su un dato: non è vero che nelle nostre società è sparito il lavoro dipendente, con trionfo di lavoro autonomo e ceti medi. Al contrario, sostiene Salvadori, «c’è stata una polarizzazione sociale, e un aumento delle diseguaglianze, proprio sotto la sferza della bufera finanziaria e liberista, oggi in preda allo tsunami ». Una dinamica che i socialisti europei non hanno compreso, fino al punto da smarrire la percezione della realtà, e quella della loro identità. Vediamo come e perché.
Professor Salvadori, «campane a morte per il socialismo europeo», dicono un po’ tutti, progressisti moderati in prima fila. Davvero il socialismo si sta estinguendo, come titola l’«Herald Tribune»? LEGGI TUTTO