giovedì 20 maggio 2021

Corleone: “la piazza racconta” pezzi di storia della città

Un momento dell’incontro (Ph. Studio Mazzaglia)


DINO PATERNOSTRO

Nell’ambito del progetto “la piazza racconta”, elaborato dall’I.C. “G. Vasi” di Corleone, ho avuto modo di incontrare stamattina il gruppo di alunni coinvolti, alcuni loro insegnanti e il dirigente scolastico prof. Enzo Di Salvo. Mi hanno assegnato la parte della “piazza che parla” e racconta un pezzo di storia che si affaccia in quello che adesso rappresenta il “cuore sociale” di Corleone. La prima domanda che mi è stata fatta: perché questa piazza è intitolata a Falcone e Borsellino?

Ho raccontato che il 23 maggio 1992 c’è stata la terribile strage di Capaci, dove hanno perso la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. E che meno di un mese dopo, il 19 luglio 1992, c’é stata anche la strage di via D’Amelio, dove sono morti il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Due stragi addebitate ai “corleonesi”, ai mafiosi corleonesi Totó Riina e Bernardo Provenzano, che fecero inorridire l’Italia civile. Un anno dopo le stragi, nel luglio del 1992, nel corso di un’assemblea cittadina in villa comunale, promossa dal giornale Città Nuove, io a nome della redazione chiesi al commissario straordinario del comune, Fulvio Manno, di intitolare la piazza più grande del paese a Falcone e Borsellino (era intitolata a Vittorio Emanuele III), per dimostrare che i corleonesi onesti (che sono la stragrande maggioranza) stavano con i due magistrati assassinati dalla mafia. Manno accolse la richiesta e fece una sorta di “rivoluzione delle strade” a Corleone: non solo piazza Falcone d Borsellino, ma anche via Francesca Morvillo, via Placido Rizzotto e piazza Vittime della mafia. 

Ma un mese dopo Manno fu sostituito dal dott. Francesco Fazio, che cancellò piazza Falcone e Borsellino, restituendola  al Re. Città Nuove fece un comunicato stampa ironico, che cominciava così: “Totó Riina e Bernardo Provenzano ringraziano il dott. Fazio per avere cancellato piazza Falcone e Borsellino”. 

Poi continuava serio, con la richiesta al presidente della Regione Pippo Campione di rimuovere Fazio e inviare a Corleone un nuovo commissario per reintitolare la piazza ai due giudici antimafia. La sera Fazio non era più commissario a Corleone. Arrivò il dott. Nicoló Scialabba e la piazza tornò ad essere Falcone e Borsellino. Può sembrare la storia della “secchia rapita”, scrisse Giorgio Bocca ne “il sottosopra”, ma per storie come queste a Corleone si può anche morire. 

La piazza venne inaugurata il 29 gennaio 1994: fu uno dei primi atti dell’allora giovane sindaco Pippo Cipriani, che stamattina era con noi ed ha integrato il racconto. Un’altra integrazione interessante l’ha fatta la vice-sindaca  Maria Clara Crapisi, allora giovanissima studentessa universitaria. 

Poi abbiamo parlato di quando la piazza era ancora Vittorio Emanuele III, e ancora prima di quando era Largo dei Cappuccini; del monumento ai caduti realizzato dallo scultore Archimede Campini, della Villa comunale, della chiesa e del convento dei cappuccini (dove fu di casa fra Bernardo, uno dei due santi di Corleone), della Caserma dei Carabinieri “Remigio Taroni” (che sarebbe più bello intitolare a Carlo Alberto Dalla Chiesa, che la diresse tra il 1949 e il 1950, quando riuscì a scoprire alcuni degli assassini di Placido Rizzotto, che la “giustizia ingiusta” di allora assolse per insufficienza di prove. 

Una mattinata interessante, filmata dallo Studio Mazzaglia, di cui pubblichiamo qualche frame. 

(Dp)


Ecco altri frame realizzati dallo Studio Mazzaglia:






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