8/14/2023

Parla Mimmo Cuticchio: «Coi miei pupi ho sconfitto l’indifferenza»


Giovanna Cirino

Gli occhi arguti del puparo più famoso sono neri e ribelli, sono gli occhi di un artista felice perché ha vinto la scommessa della vita, quella iniziata negli anni ‘70 su cui nessuno avrebbe puntato. Restare in via Bara all’Olivella e non cedere alle sirene tentatrici che lo avrebbero portato tra i palazzoni senza storia di viale Strasburgo, il quartiere con le vetrine luccicanti, uno dei simboli del «sacco» di Palermo. 

Pure sua madre glielo diceva: «Mimmo vai via da qui, ormai non c’è più posto», ma lui niente, energico e indomito non ha lasciato l’isola, come erano chiamati un tempo i mandamenti. E quell’isola lo ha reso felice. Il maestro del cunto Mimmo Cuticchio, 75 primavere appassionate, importante esponente contemporaneo della tradizione del teatro di figura, figlio del grande oprante Giacomo e di Pina Patti, ricorda con romantico candore la sua vita legata in modo indissolubile al Teatro e alla Macchina dei sogni, quell’arte espressa con talento attraverso i fili dei pupi.

Cosa è per lei la tradizione?

GIULIANA 16-17-18 agosto: Musica, Cabaret e Djset... il divertimento è assicurato


Una tre giorni all’insegna degli spettacoli e della musica a Giuliana, all’ombra del castello di Federico II. È l’Estate!

Iniziamo il 16 agosto con il comico di fama nazionale Antonio Pandolfo e Gruppo Liscio 2000. 

 Il 17 si prosegue con Orchestra Luna Rossa - Tributo a Renzo Arbore e #djset  Radio Itaca e #djMERK in diretta in tutta la Sicilia occidentale.

Per chiudere il 18 agosto con il ritorno a grande richiesta de I Quaranta che Ballano  90 event opening dj Alessandrino. 

8/13/2023

Lo scandalo del Pronto soccorso. «Stop alla convenzione pro-ricchi»


Gigi Riva
scrittore

In fondo l'uovo di Colombo sarebbe far funzionare il servizio sanitario nazionale, un tempo vanto italiano, per garantire davvero il diritto costituzionale alla salute. Così da evitare, come succede in Lombardia e come Domani ha raccontato nell'edizione di ieri , che strutture private accreditate approfittino delle inefficienze del pubblico per varare servizi tagliacode a pagamento. Non più solo per visite specialistiche ma anche per situazioni emergenziali. 

Quanto successo al Policlinico San Marco di Zingonia (Bergamo), di proprietà del gruppo San Donato, dove sborsando 149 euro si ha il diritto a un'assistenza immediata per casi di codici bianco e verde, rischia di fare scuola vista la situazione disastrosa dei pronto soccorso, grosso modo in tutta la penisola.

Nella capitale ha lanciato l'allarme Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri: «A Ferragosto si moltiplicano le preoccupazioni di quanti lavorano nei pronto soccorso dove la carenza di personale, medico e non, è pari a meno 10 per cento. Se poi questo si intreccia con le ferie, la situazione assume toni drammatici, con un aumento del 15 per cento di accessi, la maggior parte dei quali costituita da over 65». E commenta: «Il pronto soccorso è il luogo principale dove salvare vite in tempi brevi, gli operatori lavorano in prima linea e non possono svolgere attività libero professionale». Aggiunge infine: «È necessario investire sulla sanità. È ciò che hanno fatto gli altri Paesi, talmente bene da portarci via i nostri colleghi».

Esami impossibili, agende chiuse: le liste d’attesa sotto indagine. Ad Agrigento senza risposta 1.388 richieste di visite, a Palermo 83mila, a Trapani 36mila


GIACINTO PIPITONE

Nelle sette pagine che riassumono i risultati dell’ispezione condotta nella Asp di Agrigento i Nas hanno messo in fila una lunga serie di presunte irregolarità nella gestione delle liste d’attesa. È, questo, il primo atto di una indagine a tappeto che il Nucleo Antisofisticazione dei Carabinieri sta conducendo dopo che dal ministero della Salute è partito, in primavera, l’allarme sui tempi biblici che si registrano in alcune aree del Paese per prestazioni ambulatoriali, interventi e ricoveri. 

L’indagine dei Nas coinvolgerà tutte le Asp e gli ospedali della Sicilia. Visto che proprio qui, nell’Isola, si registrano numeri record sulle liste d’attesa: 237.512 richieste ancora pendenti di visite ambulatoriali, secondo l’ultimo rilevamento della Regione, e poco meno di 40 mila prenotazioni di ricovero rimaste senza risposta. Ciò comporta che c’è chi attende una prestazione sanitaria da oltre sei mesi, in qualche caso da un anno, e chi si è visto fissare l’intervento o la visita anche a distanza di più di sei mesi dalla richiesta.

Telefonate ai pazienti, sedi alternative: il piano della Regione per snellire i tempi

Nei prossimi giorni chiunque abbia prenotato una visita o un intervento in un ospedale pubblico o in una Asp verrà contattato telefonicamente per confermare l’interesse alla prestazione. E’ il passaggio principale, dal punto di vista del paziente, di un piano che l’assessorato regionale alla Sanità ha definito venerdì sera per tagliare le liste d’attesa.

Il documento, firmato dall’assessore Giovanna Volo e dal dirigente della Pianificazione Strategica Salvatore Iacolino, è stato inviato ieri alle Asp e avvia un percorso a tappe forzate che dovrà concludersi entro il 4 settembre con la riscrittura totale delle agende di prenotazione di Asp e ospedali. In pratica, l’assessorato ha chiesto ai manager di verificare quanti dei 39.506 pazienti che risultano in attesa di un intervento e dei 241.841 che hanno prenotato una visita ambulatoriale sono ancora interessati alla prestazione. Secondo le stime della Regione, una buona percentuale (fra il 20 e il 50%) potrebbe non avere più interesse e dunque in questi casi si potrebbe procedere alla cancellazione della prenotazione liberando spazi e accorciando i tempi degli interventi.

8/12/2023

La Seconda Guerra Mondiale in Sicilia. Castiglione e la strage degli innocenti


PASQUALE HAMEL

Ottanta anni fa i nazisti trucidarono sedici cittadini che protestavano per i continui furti dei soldati tedeschi. La loro furia di abbatté pure sulle donne. Una suora riuscì a evitare un ulteriore massacro. 

«Nicolò Camardi, Francesco Cannavò, Giuseppe Carciopolo, Antonino Calano, Nunzio Costanzo, Giovanni Grifò, Giovanni D’Amico, Francesco Di Francesco, Salvatore Di Francesco, Giuseppe Ferlito, Vincenzo Nastasi, Salvatore Portale, Santo Purello, Giuseppe Rinaudo, Carmelo Rosano e Giuseppe Seminara». Questi i nomi delle sedici vittime di Castiglione di Sicilia, che il 12 agosto del 1943 furono investiti dal fuoco tedesco in quella che a buon diritto può essere considerata la prima strage compiuta dai nazi-tedeschi in Italia. Ma andiamo al fatto. Agosto 1943, da un mese le truppe Alleate hanno messo piede in una Sicilia gravemente ferita dalle micidiali incursioni aeree che hanno seminato morte e distruzioni nell’isola. La popolazione, costretta ad enormi sacrifici è sfiancata dalle privazioni, in qualche caso si tratta di vera e propria fame, imposte dallo stato di guerra ed attende con ansia la fine del conflitto che, con lo sbarco alleato, sembra ormai prossima.

POLITICAMENTE SCORRETTO. QUANDO IL SILENZIO E' OSCENO


di Sergio Buonadonna

Non si sa se è più osceno il medico lecchese che ha giudicato buongustaio il cane che ha morso il gluteo di una bella ragazza da lui refertata come “morsicata da cane buongustaio” o Giorgia on my mind che ha “optato per il no” dopo avere riflettuto. 

Ma riflettuto su che cosa? Sull'ordine del giorno Fratoianni approvato alla Camera che obbliga ad introdurre una tassa speciale ai redditi superiori a 500 mila euro per reperire fondi utili a contrastare la dispersione scolastica.

8/11/2023

Un altro corleonese conquista lo Stretto di Messina, Luca Orlando

Luca Orlando ha attraversato lo stretto in 62’ e 59’’



Un altro corleonese ha conquistato lo Stretto di Messina. Dopo Francesco Russo, anche Luca Orlando, un altro nostro concittadino, ha effettuato la traversata a nuoto del tratto di mare tra la Sicilia e la Calabria. Ha impiegato 62 minuti e 59 secondi. Anche lui si è allenato nella piscina di Campofiorito, inaugurata lo scorso anno. Con l’articolo che segue, egli stesso ci racconta com’è andata. 

Tanti auguri a Luca a nome mio e della redazione di Città Nuove. 


LUCA ORLANDO

In un periodo pre-COVID, navigando su internet, sono venuto a conoscenza della traversata dello stretto; da subito mi suscitò curiosità ed essendo un discreto nuotatore , comincio a documentarmi per una eventuale partecipazione…nel mentre lo dissi a Enza, mia moglie, che subito esclamò: “tu sei pazzo, non esiste proprio!”.  

LA STORIA. I pupi di via Bara un’avventura lunga 50 anni

 Il teatrino di via Bara all’Olivella in una foto d’archivio

Nel 1973 Cuticchio apriva il suo teatrino in un vecchio magazzino per la salatura delle olive. Una sfida nella strada che si spopolava poi divenuta area pedonale. In città restano gli ultimi tre spazi per “ l’opra”. 

di Marta Occhipinti 
Via Bara all’Olivella, numero 95. Se riavvolgessimo il nastro del tempo, tutto attorno alle mura del teatrino da 90 posti dove Mimmo Cuticchio ha dato casa ai suoi pupi agli inizi degli anni Settanta, scongiurando demolizioni di palazzi prima e gentrificazioni del centro storico poi, ci sarebbe l’odore di olive in salagione. Lì, proprio in una parte del vecchio magazzino di proprietà di un fontaniere, cinquanta anni fa un uomo salava olive. Nessuno avrebbe mai immaginato che sotto a quell’arco in pietra in una stanza di appena venti metri per cinque, un pubblico di occhi attenti e sguardi bambini avrebbe assistito a uno spettacolo di pupi: “L’arrivo di Angelica a Parigi”, prima messa in scena con cui Cuticchio inaugurò il teatrino in via Bara. 

Migranti, quando la cura è in realtà la malattia


di GIUSEPPE SAVAGNONE

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.

Ostacolare le ONG non ha risolto il problema, lo ha aggravato

Dopo l’ennesimo naufragio nel Mediterraneo – quello di un barchino con a bordo 45 persone – , possiamo scegliere se continuare a far finta di niente oppure fermarci un momento a riflettere su ciò che la realtà dei fatti sta cercando di dirci sul problema delle migrazioni.

A chi trova il “tempo interiore” – quello materiale, se siamo onesti, sappiamo bene di averlo comunque – per seguire questa seconda via, dovrebbero apparire chiare alcune cose, che provo qui a indicare.

La prima è che non era vero quello che sosteneva il governo Meloni-Salvini quando ha accusato le navi delle ONG di essere, con le loro navi, la vera causa delle partenze dei migranti e della conseguente perdita di vite.

8/10/2023

Bergamo. Ecco il pronto soccorso per i ricchi


di GIGI RIVA scrittore 

A Bergamo paghi e salti la fila. Nel 2019 la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil era del 6,4%, molto sotto la media dei Paesi Ocse e G7, (7,6 e 9,1 per cento). Ora va peggio

Dunque funziona così. Sei un cittadino benestante e hai un problema di salute magari non grave (o che non sembra grave), non hai un medico di base come altre centinaia di migliaia nel Belpaese in cui la sanità è diventata Cenerentola, al pronto soccorso più vicino ti assegneranno probabilmente un codice bianco o verde che tradotto significa ore ed ore di attesa. Allora che fai? Prendi l'auto e vai al pronto soccorso privato. Sborsi 149 euro (si noti il 9 come da consolidato marketing commerciale per evitare la cifra tonda) et voilà, ti comperi il diritto a una visita immediata. Se poi ti prescrivono esami di primo e secondo livello o strumentali, la cifra lievita a seconda della prestazione per arrivare fino a 500 euro.

Il cambiamento sia sempre in meglio e con regole certe


Don Francesco Romano / 
Don Cosimo Scordato

La recente notizia di decine di cambiamenti di parroci e amministratori parrocchiali nella diocesi ha suscitato un certo interesse, ma forse sarebbe meglio dire curiosità; non a caso essa è stata ripresa dalla stampa locale. Tante persone si sono sentite coinvolte, soprattutto nel caso in cui è stata interessata la propria parrocchia. Certamente quando si parla di «cambiamento», in qualche modo si è incuriositi dal fatto che qualcosa si muove e si aspetta qualche novità; anche se sorge subito inevitabile la domanda: ma si cambia in meglio o in peggio?

Non ci sentiamo autorizzati a dare una risposta alla suddetta domanda e auguriamo alle comunità e ai confratelli coinvolti che la risposta possa essere data in senso positivo. Sentiamo, però, di dovere offrire qualche considerazione sul metodo, ovvero sul modo come vengono portati avanti detti cambiamenti.

Gli avvicendamenti tra sacerdoti nella diocesi di Monreale. Don Vincenzo Pizzitola in pensione, don Luca Leone a Monreale, don Giuseppe La Franca a Corleone

Numerosi avvicendamenti tra sacerdoti, sono stati disposti dall'Arcivescovo di Monreale Gualtiero Isacchi tra le parrocchie. Spicca il trasferimento di Don Giuseppe La Franca dalla parrocchia di Santa Caterina in Partinico a quella di San Martino in Corleone. Riportiamo di seguito la nota ufficiale con gli avvicendamenti:

Clicca sull’immagine per leggere il testo

Smaltimento rifiuti in 13 paesi. Tre aziende al lavoro per 7 anni. Il lotto 4 riguarda Camporeale, Corleone, Piana degli Albanesi, Roccamena e Santa Cristina Gela


La società Provincia Ovest assegna appalto da oltre 80 milioni

Luigi Gullo

Sottoscritto il contratto d’appalto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per 13 Comuni della provincia: a breve la firma arriverà anche per altri sei. L’appalto, della durata di sette anni, ha un valore complessivo di circa 83 milioni di euro e riguarda le 19 amministrazioni socie della società regionale per i rifiuti (Srr) Palermo Provincia Ovest.

La gara d’ambito ha previsto la suddivisione dei Comuni in cinque diversi lotti. Il lotto 1 riguarda Monreale, il lotto 2 Misilmeri, il lotto 3 Bolognetta, Godrano, Marineo, Roccapalumba e Vicari, il lotto 4 i Camporeale, Corleone, Piana degli Albanesi, Roccamena e Santa Cristina Gela e il lotto 5 Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana, Palazzo Adriano e Prizzi. 

I cinque lotti sono stati aggiudicati, ma su due di essi (il primo e il terzo, che riguardano Monreale, Bolognetta e gli altri paesi) è stato presentato ricorso dalle ditte seconde classificate: nel secondo caso una sentenza del Tar ha dato ragione all’Impregico a danno della Dusty.

UN SANO NAZIONALISMO CONTRO IL NEOLIBERISMO*


di Agostino Spataro 

Quello che taluni temevano avrebbe fatto il comunismo ossia la liquidazione dei ceti intermedi, la collettivizzazione forzata dei beni, ecc. lo sta realizzando, in forme proprie, il neoliberismo. 

Alla luce dei mutamenti intervenuti nella seconda metà del secolo XX° (in particolare del crollo del sistema dei Paesi socialisti guidato dall’Urss), noi comunisti del XXI° secolo dovremo aggiornare il nostro impianto ideologico, politico e programmatico. Tutto ciò in ossequio a una corretta interpretazione dell’evoluzione storica e nell’interesse delle masse popolari ancora largamente sfruttate e maltrattate in ogni parte del mondo “globalizzato”.                                                                
In primis, bisogna sancire il rifiuto di ogni forma di dittatura. Anche di quella del “proletariato” che - come si vide nell’esperienza concreta - era solo un velo che copriva ben altre dittature.

8/09/2023

Bar pasticceria Chantilly 2, da azienda confiscata alla mafia al progetto di una cooperativa dei lavoratori. Aperto il tavolo in Prefettura

Il sostegno di Filcams e Fisascat: “Un percorso importante per garantire i livelli occupazionali e l’attività lavorativa”.  
Palermo 9 agosto 2023 – Sognano di poter gestire in proprio l’azienda dove lavorano da anni, ormai confiscata.  Sono i 12 lavoratori e lavoratrici di Chantilly 2, il bar pasticceria di via Strasburgo in amministrazione giudiziaria, sequestrato il 9 settembre del 2019 all’imprenditore M. G., assieme ad altri beni.

L’INTERROGATORIO. “Non sono mafioso e non ho fatto stragi”. L’ultima sfida di Messina Denaro


di Salvo Palazzolo

Il giorno del primo interrogatorio, un mese dopo la cattura, ha voluto spiegare: « Voi avete una tecnologia inimmaginabile… E io come dovevo difendermi? Fu così che iniziai a vivere da caverna, perché la tecnologia con la caverna non si potranno mai incontrare». Matteo Messina Denaro, le cui condizioni di salute si sono aggravate nelle ultime ore, sostiene di essere rimasto latitante così a lungo perché non utilizzava cellulari: « Io telefonini non ne avevo, perché sapevo che non appena nasceva un telefonino, non appena mi mettevo con la modernità, andavo a sbattere in un 3 per 2». 

E ha precisato: « Anche perché la nostra generazione non è che aveva il telefonino da giovane, quindi sapevamo come vivere anche senza». Eppure il giorno dell’arresto, il 16 gennaio, di cellulari in borsa ne aveva ben due. 

Palermo, per ricordare due donne coraggiose che si sono battute contro la mafia di fine ‘800

Il muretto di fronte al n. 20 di via Sampolo dove è avvenuto il delitto 


Il 27 dicembre del 1896, a Palermo, in via Sampolo n. 20, in un attentato mafioso, veniva uccisa la diciottenne Emanuela Sansone e ferita gravemente la madre, Giuseppa Di Sano, che gestiva un’attività commerciale. La giovanissima età della ragazza dimostra l’inconsistenza dello stereotipo in base al quale la mafia di una volta non uccideva donne e bambini. 

La madre, nonostante le pesanti minacce ricevute e le negative ripercussioni sull’attività, coraggiosamente chiese giustizia, e riuscì ad ottenerla, grazie anche alla tenace attività investigativa del questore dell’epoca, Ermanno Sangiorgi. Questo evento è la testimonianza di come in Sicilia ci siano state donne di grande forza e determinazione che, pur senza diritti in tempi difficili, non si sono arrese e non hanno piegato il capo di fronte al potere della mafia. Sono storie da far conoscere ed esempi da valorizzare e indicare alle giovani generazioni, soprattutto a Palermo, la città in cui i fatti sono avvenuti e in cui la mafia continua ad operare.

Giovanni Calcara: “la strada di Filippo Intili”

L’intervento di padre Giovanni Calcara

Pubblichiamo l’intervento pronunciato dal frate domenicano Giovanni Calcara durante la manifestazione a Caccamo per l’intitolazione di una strada al sindacalista Filippo Intili, ucciso dalla mafia nel 1952.

GIOVANNI CALCARA*

Un affettuoso e caro saluto a tutti i presenti, innanzitutto ai nipoti di Filippo Intili che ogni anno con la loro presenza sono per tutti noi un richiamo e un monito non solo per la doverosa memoria del loro congiunto, ma nell’impegno a fare in modo che la luce del suo martirio continui a splendere. Saluto le autorità politiche, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, i rappresentanti della CGIL che da sempre hanno promosso il ricordo, non solo di Filippo Intili, ma di tutti i sindacalisti uccisi dalla mafia, colpevoli per avere difeso i diritti dei lavoratori. 

Quest’anno il tono del ricordo, assume un significato del tutto particolare perché una strada viene intitolata al nostro Filippo Intili. E’ quella strada che, rendeva possibile il raggiungimento del terreno a lui affidato, e che percorreva con i suoi familiari, ogni giorno per affrontare il duro lavoro dei campi, come la strada di ritorno per godere il riposo e il calore della famiglia, come anche le

8/08/2023

Ricordato Filippo Intili con una cerimonia e con l’intitolazione di una strada


La Cgil Palermo e il comune  di Caccamo hanno ricordato ieri Filippo Intili, per  i 71 anni dal suo omicidio, intitolandogli una strada nella borgata di S. Giovanni Li Greci.
 

Dopo la deposizione della corona di fiori sulla sua tomba nel cimitero comunale, si è reso omaggio al sindacalista, segretario della Camera del Lavoro di Caccamo, con l’intitolazione di una strada a S. Giovanni Li Greci, lungo la SP21. “La scelta di questa strada non è stata casuale, ma molto significativa, perché è la stessa strada che porta a Piano Margi, il luogo in cui Filippo Intili venne assassinato - dichiara Dino Paternostro, responsabile dipartimento Archivio e memoria storica Cgil Palermo, che è intervenuto all’iniziativa con Francesca Rosella Musico, responsabile Cgil Caccamo, e Laura Di Martino, segretaria Cgil Palermo.

8/06/2023

Così il proclama di Badoglio scatenò 45 giorni di caos. La storia dell’estate 1943-45


di 
NICOLA LABANCA storico

Il 25 luglio 1943 aveva messo fine al regime totalitario italiano e aveva sorpreso molti. Ma, soprattutto, il crollo del fascismo – reso possibile dall'operato di tanti attori e non certo solo dalle trame di un piccolo gruppo di vertice di frondisti – fu segnato da molte ambiguità che si riverberarono sui successivi 45 giorni, sino al drammatico 8 settembre.

Sorprese – per chi aveva sopravvalutato la forza del fascismo e sottovalutato quella dell'antifascismo, o quanto meno la dimensione dello scollamento già avvenuto fra regime e italiani – che dopo 23 anni di governo fascista, alla notizia dell'arresto del suo capo, nonostante i milioni di italiani formalmente iscritti al partito e le centinaia di migliaia inquadrati nella milizia, non vi fossero significative reazioni del partito o del suo temuto braccio armato. Non meno sorprendente fu pure che un numero incalcolabile di italiane e italiani scese in piazza, all'indomani del proclama con cui si rendeva noto che a sostituire il duce c'era adesso un governo voluto dal re e guidato dal generale Pietro Badoglio, forse attoniti, ma festanti. La gioia per il crollo del regime si intrecciò per loro con l'illusione della fine della guerra. Fra i manifestanti i più arditi si lanciarono a scalpellare e svellere i simboli del regime, applauditi dalle folle. Non vi furono significative ritorsioni personali contro leader o responsabili anche locali del fascismo. Fu una giornata di manifesta gioia nazionale.

LA STORIA. Motisi, l’ultimo latitante e i misteri irrisolti dell’omicidio Cassarà

di Salvo Palazzolo

Fra i sicari che 38 anni fa uccisero l’investigatore della squadra mobile c’è il boss di Pagliarelli che oggi è diventato il ricercato numero uno. “U pacchiuni” ha una storia singolare: a fine anni Novanta venne estromesso dal vertice del clan. Il 6 agosto è anche l’anniversario della morte del procuratore Costa assassinato nel 1980 

Ci sono giorni in cui le storie di Palermo continuano a intrecciarsi in modo vorticoso, fra passato e presente. Il 6 agosto è uno di questi. Trentotto anni fa, era il 1985, i killer di Cosa nostra uccisero il vice questore Ninni Cassarà, il brillante capo della Sezione Investigativa della squadra mobile, il principale collaboratore del giudice Falcone. Fra quei killer, che assassinarono anche l’agente Roberto Antiochia, c’era Giovanni Motisi, oggi l’ultimo grande latitante di Cosa nostra. Un’altra primula rossa, ormai dal 1998, come lo era Matteo Messina Denaro fino al 16 gennaio scorso. Un altro fantasma, che sembra imprendibile nonostante l’impegno della procura di Palermo e delle forze di polizia. 

8/05/2023

Lunedì la Cgil ricorda a Caccamo Filippo Intili, ucciso dalla mafia il 7 agosto 1952, con l’intitolazione di una st


Palermo 4 agosto 2023- Lunedì 7 agosto, per il 71° anniversario della sua uccisione, il sindacalista contadino della Cgil Filippo Intili sarà ricordato con l’intitolazione di una strada. 

 Appuntamento alle ore 17 al cimitero comunale, dove l’amministrazione comunale e la Cgil deporranno una corona. Alle 18 la commemorazione proseguirà con l’intitolazione di una strada all’uscita del paese, in contrada S. Giovanni Li Greci, in prossimità dell’ex casello lungo la SP21. 

    Filippo Intili, segretario della Camera del Lavoro di Caccamo, militante del partito comunista, organizzò le proteste dei contadini che rivendicavano l’applicazione della riforma agraria e la divisione del prodotto dei campi  60 per cento ai mezzadri e  40 per cento ai padroni. Fu ucciso il 7 agosto 1952, a 51 anni.

Ezio Calaciura, morte di un cronista che indagava sulla mafia


di Gian Mauro Costa e Roberto Leone 

Ezio Calaciura aveva collaborato per il caso Tandoj con Mauro De Mauro scomparso nel ’70. Due persone offrirono tanti soldi alla vedova per acquistare i rottami della sua auto 
Era solo una carcassa. Depositata in un garage da un carroattrezzi dopo un terribile incidente stradale. Rottami senza valore anche se di un’auto che all’inizio degli anni ’ 70 era di tendenza, faceva moda e sarebbe poi diventata anche un mito sportivo, nella sua versione da rally. Quanto poteva valere questo mucchio di ferraglie? Poche centinaia di migliaia di lire, forse anche meno, visto che il valore commerciale dell’auto nuova era all’epoca di circa due milioni. 

Brindisi d’agosto. “Calici di stelle” porta gli amanti del vino a scoprire le cantine


di 
Paola Pottino

Si chiamerà “Born in Sicily” la serata del 10 agosto che anche quest’anno l’azienda vinicola Principe di Corleone, in contrada Malvello, tra Corleone e Roccamena, organizzerà per Calici di stelle

Un invito «a riveder le stelle», in compagnia di un calice di vino. Torna “Calici di stelle”, la rassegna promossa dal Movimento turismo del vino, nell’ambito della quale, fino al 20 agosto, saranno organizzati eventi culturali, degustazioni e tour guidati nelle cantine siciliane che aderiscono alla manifestazione. 
Il 10 agosto, nella notte delle stelle cadenti, la casa vinicola Donnafugata, nel “giardino di Gabriella”, fondatrice dell’azienda, a Contessa Entellina, propone aiwinelovers la degustazione di 30 vini, incluse le etichette più pregiate della cantina. 

8/04/2023

“La via maestra, insieme per la Costituzione”: Cgil e associazioni il 7 ottobre in piazza a Roma


Roma, 4 agosto - “La via maestra, insieme per la Costituzione”: è questo lo slogan scelto dalla Cgil e da più di cento associazioni e reti associative, che a loro volta raccolgono tantissime realtà della società civile, per la grande manifestazione nazionale che si terrà il prossimo 7 ottobre a Roma.

Si sfilerà per le strade della Capitale per il lavoro, contro la precarietà, per il contrasto alla povertà, contro tutte le guerre e per la pace, per l’aumento dei salari e delle pensioni, per la sanità e la scuola pubblica, per la tutela dell’ambiente, per la difesa e l’attuazione della Costituzione contro l’autonomia differenziata e lo stravolgimento della nostra Repubblica parlamentare.

Sono già in programma assemblee in tutti i posti di lavoro e nelle realtà territoriali per una consultazione straordinaria delle lavoratrici, dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati, delle donne, dei giovani, affinché siano protagonisti di una battaglia comune per unire e cambiare il Paese, per dare vita a un nuovo modello di sviluppo fondato sul lavoro, sulla centralità della persona, sulla sostenibilità ambientale.

Questo l’appello integrale:

Andrea Raia, sabato a Casteldaccia la commemorazione per il 79° anniversario del primo sindacalista vittima della mafia nel secondo dopoguerra in provincia di Palermo


Palermo 3 agosto 2023- Sabato, alle ore 10, Andrea Raia, segretario della Camera del Lavoro di Casteldaccia, ucciso dalla mafia il 5 agosto 1944, sarà ricordato con la deposizione di una corona d’alloro sulla sua tomba, presso il cimitero comunale. 

Parteciperanno alla ricorrenza del 79° anniversario la Cgil Palermo, la Camera del Lavoro Cgil di Bagheria, l’Anpi  e i familiari di Raia. La Cgil è vicina ai familiari di Raia, che in questi anni hanno mantenuto vivo il senso del rigore e delle lotte per la legalità, per la difesa dei più poveri e per l’indignazione nei confronti delle ingiustizie, che hanno caratterizzato la storia di Andrea Raia. Con l’occasione della ricorrenza, la Cgil tributerà un ricordo particolare a Santa Raia, figlia di Andrea Raia, scomparsa all’età di 96 anni il 16 marzo scorso, da sempre testimone dell’impegno e delle battaglie del padre. 

8/03/2023

Nostro colloquio con don Luca Leone, giovane parroco di S. Leoluca trasferito a Monreale. “Oltre all’ospedale e all’annosa questione delle strade, Corleone ha anche il dramma droghe!”

Don Luca Leone


DINO PATERNOSTRO

Abbiamo incontrato don Luca Leone, parroco di S. Leoluca. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata. Abbiamo parlato di parrocchie affidate “in solidum” a tre parroci, di nuove sperimentazioni organizzative, di comitati civici, difesa dell’ospedale, lotta per le strade sicure, lotta alla mafia, del dramma droga. Don Luca Leone, ancora per qualche settimana resterà parroco di S. Leoluca, ma poi sarà trasferito a Monreale come delegato episcopale per la pastorale. Che sta succedendo nella chiesa corleonese? 

D. Destano stupore, interesse ma anche inquietudine mista a dissenso i recenti cambiamenti nella chiesa corleonese decisi all’arcivescovo Gualtiero Isacchi. Il decano don Vincenzo Pizzitola dopo 44 anni va in pensione, fra Giuseppe Gentile viene trasferito a Sciacca, tu lasci la parrocchia di S. Leoluca e vai a Monreale. E arrivano tre sacerdoti nuovi: don Giuseppe La Franca, don Angelo Bertolino e don Ippolito Di Maggio, a cui sono state affidate “in solidum” la cura pastorale delle tre parrocchie di S. Martino, Maria SS. delle Grazie e S. Leoluca. Che sta succedendo?

La Cgil in campo: «Il governo aumenta poveri e precari»


EMANUELE DI NICOLA

Dopo la cancellazione del Reddito di cittadinanza, il sindacato avvia la campagna: "La povertà non è una colpa, garantire a tutti una vita dignitosa". Nelle sedi tutte le informazioni per accedere alle nuove misure. Con la conversione in legge del decreto lavoro, il governo ha cancellato definitivamente il Reddito di cittadinanza a partire dal 1° agosto. 

Così decine di migliaia di famiglie vengono lasciate in condizioni di povertà. Per questo la Cgil ha inaugurato la campagna dal titolo "Il governo fa cassa sulla povertà", composta di materiale informativo, volantini, spiegazioni e soprattutto consulti e aiuto per chi si trova all'improvviso senza copertura. Nelle sedi Cgil, infatti, sarà possibile ottenere assistenza sulle nuove misure e in particolare sull'Assegno di inclusione (qui tutti i materiali). 

Escluse 800 mila persone 

Il sogno di papa Francesco


di Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. - Scrittore ed Editorialista.


I confini non devono essere barriere

Nel suo primo discorso in Portogallo, dove si è recato per la Giornata Mondiale della Gioventù, papa Francesco ha confermato di essere il più grande, forse l’unico, disturbatore della quiete pubblica oggi in circolazione nel nostro pianeta.

In un mondo che sta assistendo al più grande movimento di chiusura delle frontiere (di quelle geografiche, ma soprattutto di quelle umane) dal tempo della guerra fredda e che, dopo decenni di relativa distensione – in cui sembravano possibili, in nome della globalizzazione, forme sempre più strette di cooperazione non solo economica, ma anche politica e culturale – , sta ormai ritornando alla logica dello scontro frontale tra i blocchi, della reciproca demonizzazione e del rifiuto dell’ “altro”, il capo della Chiesa cattolica rimane forse la sola voce coraggiosamente controcorrente.

«Bisogna ripensare i confini come “zone di confronto” e non di separazione ed egoismi che portano inevitabilmente a conflitti», ha detto nel suo discorso il papa. Non si tratta di misconoscere o addirittura abolire le identità nazionali, politiche, culturali e religiose.

L’INCHIESTA. Il libro paga di Gelli e i cinque terroristi. Le verità incontestabili sull’eversione nera


DI LIRIO ABATE

La strage del 2 agosto 1980 per la natura dei suoi mandanti e finanziatori, e per la collocazione politica degli esecutori va inserita nell’ambito di una strategia dell’eversione fascista a “mezzo corruzione”. Perché il mandante Licio Gelli non ha agito solo per un interesse strettamente personale. 

Lui, che era il capo della Loggia P2, era parte di un sistema di potere occulto che attraverso la sua associazione segreta perseguiva un progetto più ampio, e di cui la bomba alla stazione è stato uno dei cardini. Il sistema di potere occulto è quello che ha portato avanti la nera strategia della tensione, una sorta di guerra civile condotta dagli ambienti che intendevano ostacolare qualsiasi alternanza di potere, ma soprattutto la democrazia. 

L’ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI BOLOGNA. Le radici della premier


DI CARLO BONINI

C’è qualcosa di profondamente disturbante e tuttavia esemplare nel tartufismo lessicale con cui la presidente del Consiglio ha voluto ricordare la strage che, quarantatré anni fa, uccise alla stazione di Bologna 85 innocenti (i feriti furono 200), annegandone la memoria in una definizione politicamente neutra. «Uno dei colpi più feroci sferrati dal terrorismo all’Italia». E questo, a dispetto delle parole del capo dello Stato Sergio Mattarella, che di quella strage ha voluto ricordare la matrice neofascista. 

E persino di quelle del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che dopo aver malamente pattinato su via Rasella e le Fosse Ardeatine deve evidentemente aver pensato che su Bologna e la memoria di questo Paese non gli sarebbero state consentite altre stravaganze in orbace. 

8/01/2023

Mafie e globalizzazione: un’ Agenda mondiale per prevenire le infiltrazioni

Giuseppe Lumia

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Giuseppe Lumia*

Il riciclaggio da parte delle mafie ha tre caratteristiche micidiali con cui dobbiamo fare i conti. La prima è la loro globalizzazione. La seconda è che hanno acquisito via via un particolare know how diretto e indiretto che le pone in condizioni di seguire bene questa delicata fase della loro devastante accumulazione economica. 

La terza caratterizzazione è che l’economia illegale passa a quella legale con una facilità estrema. Così le mafie prosperano, aumentano i loro fatturati senza che la politica e gli organismi internazionali sappiano trovare le misure adeguate a contrastarle. Anche le analisi su tale fenomeno soffrono per la carenza di ricerche adeguate. Ancora più difficoltà incontrano sia l’azione repressiva che quella preventiva. Partecipo da anni al più importante e internazionale Simposio che si svolge all’Università di Cambridge, dove ho potuto mettere a fuoco problemi e prospettive di impegno che purtroppo trovano orecchie da mercante presso gli Stati e negli stessi Organismi Internazionali.

LA DONAZIONE. Partinico, quadro di Porcasi esposto alla finanza di Caserta


di Michele Giuliano

Un altro quadro del pittore partinicese impegnato nel sociale, Gaetano Porcasi, va a collocarsi in un’importante luogo istituzionale, simbolo per eccellenza della legalità. 

Infatti Porcasi ha donato una delle sue opere al comandante provinciale della guardia di finanza di Caserta, Giuseppe Furciniti. Rappresenta un bambino dall’aria dimessa e allo stesso tempo innocente in un campo di grano dove sotto campeggia la scritta “La corruzione uccide il futuro”.

7/30/2023

IL CRITICO RITROVATO. Quel film antifascista incompreso

“Anni difficili” è un film del 1948 diretto da Luigi Zampa, tratto dalla novella di Vitaliano Brancati “Il vecchio con gli stivali”

di 
ITALO CALVINO

Nel 1949 l’autore de “Il barone rampante” recensisce “Anni difficili” Uno spietato e sottovalutato affresco sugli effetti della dittatura in provincia. 

Scomparso troppo presto dalle sale di prima visione, il film Anni difficili rispunta solo oggi in quelle di seconda. Oltre al “cinema-arte” c’è un “cinema-giornalismo”: ecco una distinzione di cui i critici cinematografici non tengono abbastanza conto. Tra un film e un altro ci può essere la differenza che ci può essere tra un poema e un articolo di giornale; eppure essere tutti e due bellissimi, allo stesso modo che la validità d’un poema non toglie nulla alla validità d’un articolo di giornale.