PIPPO RUSSO
L'immagine che ha chiuso i mondiali restituisce il senso dell'operazione Qatar 2022. Un'operazione di potenza politica, che nessuno ha provato a mascherare da qualcos'altro.
Ma per lasciare il segno, in profondità, servivano dei simboli. In tal senso l'immagine di Lionel Messi che alza al cielo la Coppa del mondo indossando un mantello nero tipicamente usato in Qatar, è servita a chiudere il cerchio dopo un pomeriggio in cui la folle bellezza del calcio aveva messo fra parentesi le polemiche degli ultimi mesi.
Quella tunica si chiama bisht e nella simbologia araba è un capo di abbigliamento che designa una persona eccellente, portatrice di un senso di regalità. Al capitano della nazionale argentina è stata messa addosso dall'emiro qatariota in persona, Tamim bin Hamad al Thani.
Un rito di vestizione pressoché imposta, avvenuta sotto gli occhi di un presidente della Fifa, Gianni Infantino, che accanto all'emiro ricordava il sir Biss del Robin Hood versione Walt Disney.
Aspetto cerimoniale potentissimo, effetto centrato in pieno.
Elementi iconici





































