domenica, giugno 09, 2013

Caos al Giornale di Sicilia: proclamato lo sciopero



Giovanni Pepi
Il Giornale di Sicilia incrocia le penne. Il comitato di redazione del quotidiano di via Lincoln, a Palermo, proclama lo sciopero. E lo motiva attraverso un comunicato. “Il comitato di redazione è impegnato da anni in un serrato confronto con l’azienda e con grande responsabilità e buon senso ha firmato uno stato di crisi che ha prodotto 13 prepensionamenti e gravosi sacrifici per tutti i redattori – spiega una nota -. L’azienda di contro non ha realizzato alcun piano di sviluppo e iniziative di rilancio. L’unico segnale di novità è stata la riassunzione del condirettore pensionato Giovanni Pepi, a fronte di una ulteriore drastica riduzione di organico. La nota del comitato di redazione si conclude così: “Per contrastare questa politica che mortifica la redazione e rende il giornale sempre meno competitivo, il Cdr ha proclamato lo sciopero”.

E gli editori non l’hanno presa benissimo. Questo il contenuto di risposta:  ”Questo sciopero proclamato dal comitato di redazione, che vede astenersi dal lavoro giornalisti e dirigenti e’ talmente insensato da indurre gli Editori ad una ironia amara”. Cosi’ in una nota gli Editori del Giornale di Sicilia sullo sciopero proclamato dal cdr della testata. “Ringraziamo cdr, redattori e dirigenti per questo atto di forza che consente a noi un giorno di risparmio nel disavanzo di bilancio permanente che subiamo ( l’ultimo bilancio si e’ chiuso con un passivo che supera i quattro milioni, l’attuale si chiudera’ con una perdita che sfiorera’ i cinque, e siamo in rosso, di anno anno, dal 2007) – aggiungono -. Non possiamo pero’ non dispiacerci per i lettori che, sia pure in misura minore del passato (potendo ormai avere on line gratis quello che noi possiamo offrire a pagamento), vogliono ancora informarsi attraverso il nostro quotidiano”.
Il comunicato si chiude così: “A loro diciamo che questa astensione dal lavoro e’ preoccupante perche’ esprime un atto di ostilita’ del tutto immotivato. Avremmo dovuto sostituire con una assunzione un cronista che si sarebbe assentato per soli dieci giorni, quando poteva essere benissimo sostituito, senza aggravio di lavoro per nessuno, come i dirigenti consultati dalla direzione hanno riconosciuto, da cronisti in organico e collaboratori esterni che ogni giorno scrivono sugli stessi argomenti di cui si occupa il giornalista assente. Peraltro si contesta con lo sciopero una procedura sostitutiva largamente applicata in questi anni che ne’ questo Comitato di Redazione ne’ i precedenti avevano contestato”.
SiciliaInformazioni, 8 giugno 2013

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