martedì, luglio 22, 2025

Rete ospedaliera. Il no dei sindacati


Carla Fernandez

Palermo - Il giorno del confronto tra l’assessorato alla Salute e i sindacati sulla nuova rete ospedaliera è arrivato. E se la Cgil è in disaccordo, la Cisl e la Uil puntano di più al confronto continuo. 

Intanto, le scadenze per la versione definitiva, sono serratissime. L’assessore Daniela Faraoni rassicura: «Stiamo lavorando con solerzia, domani (oggi per chi legge, ndr) incontreremo i rettori e poi formuleremo la proposta che dovrà passare l’iter procedurale. Il 31 luglio abbiamo la verifica per il piano di rientro col Mef». La bozza sarà presentata in sesta commissione all’Ars, ma il presidente Giuseppe Laccoto precisa: «Sarà una audizione in cui l’assessorato presenterà la bozza con le modifiche inserite dopo i confronti coi sindaci. Per dare il nostro parere, aspetteremo che vengano completati tutti gli incontri».

«Liberi di scegliere», in Sicilia la prima legge contro la cultura mafiosa


"Quaranta anni fa è stata fatta la prima legge che colpisce i patrimoni dei mafiosi, 'Liberi di sceglierè è la prima legge della Regione Sicilia che combatte la cultura mafiosa, sottraendo i figli a un destino drammatico segnato dall’appartenenza ai clan, a volte revocando la potestà genitoriale". 

Così il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, sottolinea il valore simbolico della legge nata da un protocollo ideato dal presidente del tribunale per i minori di Catania, Roberto Di Bella, applicato prima nei contesti di 'Ndrangheta in Calabria e poi in Sicilia. Diversi i relatori che hanno preso parte all’incontro promosso all’Ars dal presidente della commissione Antimafia, Antonello Cracolici: dalla senatrice Enza Rando, della commissione nazionale Antimafia e coordinatrice del comitato cultura della legalità e protezione minori, all’autore del protocollo, il magistrato Di Bella, alla procuratrice della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Palermo, Claudia Caramanna, a Laura Vaccaro, procuratrice aggiunta al tribunale di Palermo, a monsignor Antonino Raspanti, presidente della Cesi,

Dichiarazione congiunta su Gaza e i Territori Palestinesi Occupati del 21 Luglio 2025 dei Ministri degli Affari Esteri: “La guerra a Gaza deve finire ora”


Noi, i firmatari elencati di seguito, ci uniamo per trasmettere un messaggio semplice e urgente: la guerra a Gaza deve finire ora.

La sofferenza dei civili a Gaza ha raggiunto livelli insostenibili. Il modello adottato dal governo israeliano per la distribuzione degli aiuti è pericoloso, alimenta l’instabilità e priva i cittadini di Gaza della loro dignità umana. Condanniamo il rilascio a rilento degli aiuti umanitari e l’uccisione disumana di civili, compresi bambini, mentre cercano di soddisfare i propri bisogni essenziali di acqua e cibo. È agghiacciante che oltre 800 palestinesi siano stati uccisi mentre tentavano di accedere agli aiuti. Il rifiuto da parte del Governo israeliano di fornire assistenza umanitaria essenziale alla popolazione civile è inaccettabile. Israele deve adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto umanitario internazionale.

Il banchetto scelto dal presidente e lo sfregio all’icona di Meloni


di LIRIO ABATE

Le due facce dell’Isola fra il ricordo di via d’Amelio e la festa di San Michele di Ganzeria 

San Michele di Ganzaria, provincia di Catania. Qui è l’ombelico della Sicilia. Non Palermo, non via D’Amelio. È qui, tra le vigne ordinate della famiglia Cuffaro e i tavoli imbanditi per duemila invitati, che batte il cuore vero - impunito, sfrontato, orgoglioso - della Sicilia che conta. Quella che comanda. Quella che, da sempre, si fa beffe del pudore civile e delle liturgie repubblicane. È qui che si è consumata la scena madre di un teatro grottesco, dove la Sicilia si è mostrata per quella che è, senza trucchi e senza vergogna: irriducibile nella sua ipocrisia, irriformabile nella sua morale, irredimibile nella sua politica. 

lunedì, luglio 21, 2025

Lavoro, il caporalato è anche digitale: un algoritmo peggiora le condizioni dei rider


La riflessione di un sociologo dell'Eurispes sulle condizioni di lavoro dei rider italiani, a cominciare dai provvedimenti presi per evitare l'impiego nelle ore più calde della giornata

Una riflessione sulle condizioni di lavoro dei rider italiani, a partire dall'attualità e dai rischi per la loro salute, legati al clima e in particolare al caldo estivo. A proporre un'approfondita analisi sul tema è Marco Omizzolo, sociologo, docente e ricercatore  dell'Eurispes. “Numerose Regioni - spiega Omizzolo - hanno emanato un provvedimento che vieta  il lavoro all'aperto nelle ore centrali della giornata, ossia dalle  12,30 alle 16,30. Si smette dunque di lavorare nelle strade e nei  cantieri, ma anche nei vivai, nell'agricoltura e nelle cave in  relazione al monitoraggio quotidiano che viene pubblicato sul sito  worklimate di Inail e Cnr. A prendere questi provvedimenti sono state  la Lombardia, Abruzzo, Emilia-Romagna e Sardegna, e prima di tutte la  Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia e  Toscana”.

domenica, luglio 20, 2025

L’INTERVISTA. Fabio Capello: “Grazie a Campana i club non trattano più i giocatori come animali”


A 90 anni si è spento il fondatore dell’Associazione calciatori. La creò nel 1968 con Rivera e Mazzola. Il ricordo del tecnico: “Le conquiste di oggi le dobbiamo tutte a lui. Quando Boniperti seppe che avevo aderito all’Aic mi disse: “Perché vuoi fare il sindacalista?”

di ANDREA SERENI
ROMA - È stato il più importante leader sindacale dei calciatori, anche attaccante e avvocato. C’è un calcio prima e dopo Sergio Campana, morto ieri a 90 anni nella sua città, Bassano del Grappa, in una casa di cura dove era ricoverato da alcune settimane. Centravanti da 240 partite e 56 gol in serie A tra Lanerossi Vicenza e Bologna, si ritirò nel 1967 e l’anno dopo a Milano fondò insieme a nove giocatori — Mazzola, Rivera, De Sisti, Bulgarelli, Castano, Corelli, Losi, Mupo e Sereni — l’Associazione italiana calciatori (Aic), di cui è stato presidente fino al 2011. Un gruppo a cui si aggiunse Fabio Capello: «Ho aderito poco dopo. E la scelta mi creò dei problemi con Boniperti. All’epoca giocavo nella Juventus, lui era il presidente. Quando venne a sapere che ero entrato nell’Aic, mi chiamò e mi disse: “Perché vuoi fare il sindacalista, come ti è venuto in mente?”. Risposi che mi sembrava giusto aiutare i calciatori, essere rispettati come atleti e uomini».
Capello, quanto è stato importante Campana per il calcio italiano?

L’ultimo ricordo di Fofi per l’amico: Langer “Perché ribellarsi è giusto”

Le vecchie lotte comuni e la lezione per i giovani di oggi nel testo inedito del critico e saggista appena scomparso


di GOFFREDO FOFI
Trent’anni fa moriva Alex Langer (3 luglio 1995, ndr). Ecco cosa mi sento di dire su Alex e su cosa ha fatto per me e per tanti, dandoci un modello di azione chiaro e saldo, basato su una morale a tutta prova e su una conoscenza diretta delle situazioni, e della immane difficoltà, mai dimenticata, di «cambiare il mondo e cambiare la vita». Cambiare il mondo e cambiare la vita, come diceva Alex, ci era sembrata una possibilità reale, negli anni Sessanta e nel mondo, e la nostra sconfitta, la sconfitta di Alex, è simile, in modi diversi, a quelle di Che Guevara e di Patrice Lumumba, della Lunga marcia e della salita in montagna, del violento Malcolm X e del non violento Martin Luther King.
Il Capitale era più forte di noi e aveva servi a volontà, mentre le nostre mani erano fragili e le nostre convinzioni spesso incerte, pronte ad accogliere le suggestioni del mercato e le consolazioni di una cultura, pacata e guidata dal potere ieri come oggi, e che mirava a

Cgil Corleone. Lettera aperta alla presidente della commissione nazionale antimafia: “I giovani di Corleone hanno scelto da tempo da che parte stare, sono già testimoni di una lunga storia di riscatto”


Corleone, 18/07/25 la presidente della commissione nazionale antimafia Chiara Colosimo, partecipando all'evento organizzato dall'Agenzia italiana per la Gioventù per la commemorazione di Paolo Borsellino ha così dichiarato: “GIOVANI CORLEONESI POTETE ESSERE TESTIMONI DI UNA STORIA DI RIVINCITA. So che potete scegliere da che parte stare e lo dovete fare oggi a Corleone dove il male ha imperato e oggi può alzare la testa, oggi potete essere i testimoni di una storia di rivincita sulla mafia" (Adnkronos).

On. Colosimo, è lo Stato che impedisce ai giovani di Corleone e del Mezzogiorno di alzare la testa: non investendo per il lavoro, lo sviluppo e i servizi favorisce la fuga dei cervelli. 

sabato, luglio 19, 2025

Corleone, la lotta antimafia non deve fermarsi. L’intervista a Dino Paternostro: “Impegniamoci per una Corleone e una Sicilia libere dalla mafia…”

Dino Paternostro

Nell’anniversario della strage di via D’Amelio proponiamo l’intervista rilasciata da Dino Paternostro ad Alex Ribaudo, uno studente di UniTo, di origine corleonese. 

di ALEX RIBAUDO


Dino Paternostro, una voce che risuona con forza dalle terre di Corleone, è molto più di un semplice sindacalista e giornalista. La sua vita è un intreccio di impegno civile, lotta contro la mafia e difesa della memoria storica. Cresciuto in un territorio segnato dalla presenza mafiosa, ha scelto di non cedere alla paura, ma di trasformare la sua indignazione in azione. La sua attività sindacale, prima come segretario della Camera del lavoro “Placido Rizzotto” di Corleone e oggi come responsabile del dipartimento Archivio e Memoria storica della Cgil di Palermo è stata un baluardo nella difesa dei diritti dei lavoratori e nella promozione della legalità. Grazie alla sua intervista ci ha permesso di mettere alla luce le storie di chi ha pagato con la vita la sua opposizione alla criminalità organizzata. Oggi la sua voce continua a essere un faro per chi crede in una Sicilia libera dalla mafia e questa testimonianza di passione e determinazione, ci ricorda che la lotta non è ancora finita.

Dino Paternostro: una storia di resistenza

  • Lei è una figura di riferimento nella lotta alla mafia e nella difesa della memoria storica. Cosa l’ha spinta a intraprendere questo percorso?

venerdì, luglio 18, 2025

Chiara Colosimo a Corleone denuncia le cyber-mafie, ma glissa su ospedale, tribunale, viabilità e le presenze ingombranti delle famiglie mafiose


DINO PATERNOSTRO

Al netto del piacere di chiamarsi per nome e darsi del tu tra il sindaco Walter Rà e la presidente Chiara Colosimo, non sembra che sia servito a molto il panel “Giovani contro la mafia. Il fenomeno della mafia tra i crimini digitali e la fascinazione del male”, organizzata oggi pomeriggio al Cidma di Corleone.  La pericolosità della cyber-mafia è notoria ed è bene lanciare un grido d’allarme. L’hanno fatto la Presidente della Commissione parlamentare antimafia, Federica Celestini Campanari, presidente AIG, Christian David Alicata, AIG e lo stesso sindaco di Corleone Walter Rà. 

Giustamente il primo cittadino ha tentato di attirare l’attenzione della Colosimo, di Carolina Varchi e di altri importanti parlamentari e dirigenti di Fratelli d’Italia sui drammatici problemi di Corleone. Ha sottolineato il timore per la possibile chiusura del punto nascita del P.O. e il pericolo del depotenziamento del servizio di Pronto Soccorso e di Cardiologia.

Cuperlo: “Piena fiducia sull’operato pregresso del sindaco Sala e della sua giunta, ma è giusto rivendicare un’azione di discontinuità rispetto alla strategia e alla visione della Milano che verrà“


di GIANNI CUPERLO

La premessa è la solita, solida come sempre: faccia la magistratura il suo lavoro e sgomberiamo il campo da formule ritrite sulla “giustizia a orologeria” e altre scappatoie che non debbono albergare nel campo nostro.

Detto ciò, un paio di considerazioni sul “modello Milano” forse si possono condividere. La città ha conosciuto una particolarità storica che l’ha distinta da altre metropoli o capitali (da Parigi a Londra a New York), ed è che le principali industrie coi loro enormi stabilimenti non sono sorte ai margini (fuori dal perimetro) delle grandi aree urbane (e poi metropolitane), ma si sono sviluppate all’interno della città.

TRENT’ANNI FA LA STRAGE DI VIA D’AMELIO: QUEGLI OCCHI DI UN UOMO CHE GUARDA LA PROPRIA MORTE


di BIANCA STANCANELLI

Il 28 maggio 1992, nella sede romana della Mondadori, in via Sicilia, a pochi metri dall’ambasciata americana e dalle belle vetrine dei bar di via Veneto, il giudice Paolo Borsellino fu l’ospite più atteso alla presentazione di un libro. S’intitolava Gli uomini del disonore e ne era autore il sociologo Pino Arlacchi, che in quel volume aveva raccolto le confessioni di un mafioso di prima grandezza, il catanese Antonino Calderone. 

Cinque giorni appena erano trascorsi dalla strage di Capaci; Borsellino avrebbe avuto ottime ragioni per rinunciare a un appuntamento preso da lungo tempo, prima che Cosa Nostra precipitasse l’intero Paese nel lutto e nell’orrore. Ma era persona seria e onorò l’impegno.

OMER BARTOV E LA FINE DEL “MAI PIÙ”: IL GENOCIDIO DI GAZA E LA CRISI DELLA MEMORIA OCCIDENTALE. SAGGIO SUL NEW YORK TIMES


FEDERICO LIBERTI 
(Da “Compagno è il mondo”)

Finalmente qualcuno dice la verità, ma il qualcuno non è uno qualunque: «Riconosco un genocidio quando lo vedo». Con queste parole, Omer Bartov – professore di Studi sull’Olocausto e sul genocidio alla Brown University – ha rotto un silenzio che per mesi ha tenuto in ostaggio gran parte della comunità accademica, culturale e istituzionale dell’Occidente.

 Lo ha fatto con un lungo saggio sul New York Times, pubblicato il 14 luglio 2025, che segna un punto di svolta nella ricezione pubblica del massacro in corso a Gaza. Perché Bartov, israeliano di nascita, già ufficiale dell’IDF, sionista nella formazione familiare, non è solo un esperto autorevole: è il testimone di una frattura epistemologica e morale. Scrive: «Essendo cresciuto in una casa sionista, ho vissuto la prima metà della mia vita in Israele, ho servito nell’IDF come soldato e ufficiale, e ho trascorso gran parte della mia carriera a fare ricerche e scrivere sui crimini di guerra e sull’Olocausto, questa è stata una conclusione dolorosa da raggiungere... Ma io insegno lezioni sul genocidio da un quarto di secolo. Ne riconosco uno quando ne vedo uno».

giovedì, luglio 17, 2025

Promesse disattese e lo spettro Epstein agitano l’America che ha votato Trump


Antonio Di Bella

No , la “pirotecnia” di Trump non è frutto del carattere iracondo di un imperatore pazzo. È una serie di mosse disperate e contraddittorie nel vano tentativo di tenere insieme una coalizione politica che comincia a scricchiolare. 

Per ottenere il consenso e il voto che lo ha portato alla Casa Bianca Trump aveva fatto molte promesse: ritirarsi dalle guerre all’estero (“America first”) scacciare i migranti, abbattere l’inflazione e rilanciare l’economia, combattere il “deep state” e fare trasparenza totale su tutti i dossier segreti dall’omicidio Kennedy allo scandalo Epstein (il finanziere al centro di una rete pedofila morto in carcere in circostanze misteriose). Una dopo l’altra le sue promesse vengono disattese e pezzi del suo elettorato cominciano a chiederne conto.

L'ORA DI CAMILLERI. VARIAZIONI SU DI UN RITORNO


Oggi è il sesto anniversario della morte di Andrea Camilleri, scomparso il 17 luglio 2019 all'età di 93 anni. Per ricordarlo, ecco la quarta e ultima novella che il grande scrittore 24enne pubblicò nel 1949 su L'Ora, a quei tempi "L'Ora del popolo", la testata con cui il giornale rinacque dopo la guerra. I tre precedenti sono stati ripubblicati su questa pagina il 26 giugno ("LA BARCA"), il 3 luglio ("UN FATTO MEMORABILE") e il 10 luglio ("TUTTO TORNAVA AD ESSERE COME PRIMA) 

di ANDREA CAMILLERI

(L’Ora del popolo, 8 settembre 1949)

“Lasciatemi solo”.

Voltandosi, aveva visto che i suoi vecchi soldati ancora lo seguivano quasi automaticamente, attratti ormai in questo essergli sempre vicini non più da quel senso di sicurezza e di guida certa che egli sapeva emanare soprattutto nei tanti momenti difficili trascorsi, ma come da un uso inveterato, da una abitudine ormai fattasi logora e della quale non si potesse più fare a meno.

IL RACCONTO. Gli eroi uccisi nella città indifferente


Nell’estate del 1985 i kalashnikov mafiosi non diedero scampo al vicequestore e al commissario “cacciatore di boss”. 
Oggi non ci sono spari nelle strade ma c’è una violenza sorda, sporca e disordinata Adesso si corrompe nei corridoi ma il fuoco che divora è lo stesso, quello della resa morale. 

di LIRIO ABBATE
Palermo bruciava quarant’anni fa. Bruciava per il sole implacabile di luglio, per il sangue che scorreva sulle sue strade, per il piombo che uccideva servitori dello Stato in pieno giorno. Bruciava per l’indifferenza, per la paura, per l’odore acre della resa. Era il 1985 e, in otto giorni, la città perse due dei suoi migliori uomini: il commissario Beppe Montana, assassinato sul molo di Porticello, e il vicequestore Ninni Cassarà, crivellato dai colpi di kalashnikov sotto casa insieme al giovane agente Roberto Antiochia.
Fu un’aggressione militare. Duecento colpi sparati per spegnere Cassarà, la mente più affilata della Squadra mobile di Palermo. Montana era l’incubo dei latitanti, un investigatore instancabile, capace di stanare boss sotto terra e sotto cielo. In quell’estate di 40 anni fa c’è il mare quieto che incornicia la morte del “ cacciatore di boss” ucciso sotto lo sguardo della fidanzata, e ci sono le case di via Croce Rossa che nascondono spietati tiratori.

mercoledì, luglio 16, 2025

Salvatore Borsellino: ''L'Agenda rossa è in mano ai servizi, si riapra il processo sul furto''

Salvatore Borsellino

Il fratello del magistrato ucciso dalla mafia: “Mori si tiene in salute per vedere morire i suoi nemici? Non gli darò questa soddisfazione

L’agenda rossa è sicuramente in mano ai servizi, è stata prelevata da loro. Bisognerebbe aprire un processo sulla sua sparizione”. Così Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino, commenta ai microfoni del podcast “Duemila Secondi” di ANTIMAFIADuemila la scomparsa dell’agenda appartenuta al magistrato. “Quella è la scatola nera della strage di via D’Amelio, e non soltanto di quella”, afferma il fondatore del movimento delle Agende Rosse, spiegando che su quelle pagine Paolo Borsellinoannotava le sue scoperte e gli appuntamenti più riservati. “Non se ne separava mai”.

L’agenda rossa è il filo di sangue delle stragi. Il programma, l’intervista a Salvatore Borsellino


Il programma degli eventi principali che si svolgeranno a Palermo dal 16 al 20 luglio in occasione del 33° anniversario della strage di via D'Amelio dove persero la vita Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo "Fabio" Li Muli e Walter "Eddie" Cosina.

Salvatore Borsellino agli studenti di Asti: ‘Leggete, informatevi, conoscete ed interessatevi’

Trentatré anni dopo la strage di Via d’Amelio il fratello di Paolo Borsellino ripercorre il senso dello Stato, il valore morale del magistrato vittima di mafia che fino all’ultimo istante della sua vita si è detto innamorato della sua terra e ottimista riguardo la lotta al fenomeno mafioso, confidando nell’azione efficace delle nuove generazioni. E’ quanto emerge dall’intervista a Salvatore Borsellino realizzata da tre studenti (Matteo Bussolino, Chiara Musso e Sara Roccuzzo) frequentanti la 1a A del Liceo Scientifico Vercelli di Asti coordinati dal professor Ferdinando Zamblera. La pubblichiamo integralmente.

Matteo Bussolino: Come è nato il movimento delle agende rosse?

33° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI VIA D’AMELIO: DUE GIORNATE PROMOSSE DAL CENTRO STUDI PAOLO E RITA BORSELLINO ALL’INSEGNA DELLA MEMORIA, DELL’IMPEGNO E DELLA PARTECIPAZIONE CIVILE


In occasione del 33° anniversario della strage di via D’Amelio, il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino promuove a Palermo due iniziative pubbliche volte a rinnovare il dovere della memoria, accrescere la consapevolezza sull’attualità dei fenomeni mafiosi e sostenere percorsi collettivi di crescita democratica e civile.

Il primo appuntamento si terrà giovedì 17 luglio 2025, alle ore 21.00, presso il giardino della villa confiscata alla mafia di via Bernini n. 52/54, con la ventinovesima edizione di “Legami di Memoria”, manifestazione storica ideata originariamente da Arci Sicilia e oggi realizzata in collaborazione con il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino.

L’edizione 2025, intitolata “I mandanti senza nome”, prevede una prima parte dal titolo “Quale antimafia: il lavoro sociale a Palermo”dedicata al racconto e alla valorizzazione dell’impegno sociale svolto quotidianamente da realtà associative attive in contesti ad alta fragilità. Interverranno Antonietta Fazio (San Giovanni Apostolo Onlus), Fratel Mauro Billetta(Comunità di Danisinni ETS), Lara Salamone

martedì, luglio 15, 2025

BCSICILIA CHIEDE LA RICONFERMA DI TOMMASA SIRAGUSA ALLA DIREZIONE DELLA BIBLIOTECA REGIONALE DI MESSINA

Tommasa Siragusa

BCsicilia esprime solidarietà e vicinanza all’amica Tommasa Siragusa per essere stata ingiustamente rimossa dalla Direzione della Biblioteca Regionale Universitaria Giacomo Longo di Messina. Sette anni di intenso lavoro e una direzione attenta, intelligente e oculata, hanno permesso di aprire la biblioteca regionale alla città e di valorizzare e far conoscere il grande patrimonio che la stessa possiede. 

Un impegno culturale quotidiano, per certi aspetti straordinario, ha consentito di proporre tantissimi eventi che avevano nella “Giacomo Longo” il suo snodo centrale: manifestazioni, convegni, conferenze, presentazioni di libri, mostre. Il suo stile accogliente e la sua disponibilità nei confronti di chiunque le ha premesso di essere amata dai messinesi e non solo. Dal 2018 la struttura è stata aperta a tutti coloro che avevano da proporre qualcosa, realizzando tantissime occasioni di conoscenza e crescita, con la partecipazione sempre attiva e propositiva della Direttrice Siragusa, presente ad ogni evento.

L’INAUGURAZIONE. Un murale per Paola Clemente, la bracciante pugliese morta di fa


Promosso da Flai Cgil e firmato da Jorit campeggia ad Andria: il volto della bracciante morta di fatica dieci anni fa, a fianco del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo

PATRIZIA PALLARA

Di Paole ce ne sono tante nelle nostre campagne. In quelle del Sud, della Puglia, nella zona di Andria in particolare, hanno il volto proprio di Paola, sono braccianti agricole.Uomini e donne, italiane e straniere, che si alzano al mattino prestissimo per raggiungere il posto di lavoro e spezzarsi la schiena per raccogliere gli ortaggi e la frutta che arrivano sulle nostre tavole, tutti i giorni per una paga da fame.

Per ricordare Paola Clemente, uccisa dalla fatica il 13 luglio di dieci anni fa, e per tutte le Paole sfruttate che lavorano a pochi chilometri dalla Puglia modaiola, la Flai Cgil ha promosso un murale dello street artist Jorit, inaugurato oggi pomeriggio (14 luglio) ad Andria a Largo Grotte. Realizzato sulla parete esterna degli uffici comunali, ritrae il volto della lavoratrice a fianco di una rappresentazione del Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Gesap,sospeso lo sciopero. Filt Cg Palermo e Cgil Palermo:”Da domani riparta un confronto serio e condiviso su temi cruciali per il futuro dell’aeroporto di Palermo”


Palermo 15 luglio 2025 - Domani la Gesap ha convocato alle ore 15 i sindacati per un primo confronto dopo la nomina del nuovo ad, Gianfranco Battisti.

“Nei giorni scorsi siamo stati  convocati
insieme alle oltre organizzazioni sindacali e con forte senso di responsabilità abbiamo, su richiesta di Gesap, sospeso lo sciopero, in virtù della convocazione di domani, con l'auspicio che Il confronto ci porti a un percorso condiviso che consenta di sanare le fratture aperte negli ultimi mesi”.
Ad affermarlo sono  Fabio Lo Monaco segretario generale Filt Cgil  Palermo e Giuseppe Panettino coordinatore aeroporto Filt Cgil. 

Sostieni le cooperative che resistono. Accanto a tutti quei percorsi di corresponsabilità che ora hanno bisogno del NOI


IL COMUNICATO DI LIBERA. Negli ultimi due mesi assistiamo a tanti attacchi a beni confiscati alle mafie gestiti da cooperative sociali, in Campania Calabria e Sicilia. Tutta la nostra rete è vicina alle cooperative sociali Beppe Montana e Valle del Marro del circuito di Libera Terra, ma anche alla cooperativa Terra Felix, che opera in Campania. Incendi, tagli di ulivi secolari, furti, danneggiamenti ai mezzi agricoli.

Per Libera, proprio nello spirito della legge 109\96 sostenuta 30 anni con una raccolta di firme, il riuso sociale è un’arma potentissima contro le mafie e va sempre di più tutelata. Del resto, lo insegna la storia: la prima vittima della presenza delle mafie e della corruzione è proprio la comunità; per questo la confisca e il riuso sociale sono il modo migliore per risanare questo strappo e restituire dignità

Roma, a Trastevere spunta murale a sostegno di Francesca Albanese

Il murale di Harry Grab dedicato a Francesca Albanese

L’opera porta la firma dell’artista romano Harry Grab e raffigura un ritratto della giurista accompagnato da una grande scritta blu: "Nobel"

Ansa - 13 lug 2025. Nel centro di Trastevere, a via della Lungaretta, è comparso un murale dedicato a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati. L’opera è firmata dall’artista capitolino  Harry Grab e raffigura un ritratto della giurista accompagnato da una grande scritta blu: "Nobel". Con questo intervento, Harry Grab ha voluto esprimere sostegno pubblico a una figura che – come afferma in una nota – "ha avuto il coraggio di denunciare violenze sistemiche, occupazioni e complicità internazionali, portando alla luce interessi economici e il ruolo di multinazionali che traggono profitto dal conflitto".

lunedì, luglio 14, 2025

Corleone, i sindaci del Distretto 40, i sindacati e il Comitato per l’Ospedale: “Difenderemo con ogni mezzo il Punto Nascita e gli altri servizi sanitari”

Un momento dell’incontro di oggi pomeriggio

Si è svolto oggi, presso il Comune di Corleone, un incontro tra i sindaci del Distretto 40 (Walter Rà, Giuseppe Oddo, Tommaso Di Giorgio, Franco Scarpinato, Francesco Di Giorgio), i sindacati CGIL (Caterina Pollichino, Leo Cuppuleri, Gregorio Pizzolato e Dino Paternostro) e CISL (Carlo Vintaloro) ed i rappresentanti del Comitato “Voglio nascere e curarmi a Corleone” a difesa dell’Ospedale 
(Antonella Sanzio), nel corso del quale é stata esaminata con attenzione la proposta del nuovo piano della rete ospedaliera, elaborata dall’Asp Palermo, valutandone le diverse criticità. Erano presenti anche gli assessori di Corleone Calogero Di Miceli e Pio Siragusa. 

Tra le principali preoccupazioni, emerge più di tutte il venir meno dei due posti di neonatologia che comprometterebbero la funzionalità del punto nascita, che gode della deroga ministeriale del presidio ospedaliero di Corleone. Dalla riunione è emersa, in modo unanime, la volontà di proseguire con determinazione nella difesa dei reparti e dei servizi dell’ospedale, a partire proprio dal PUNTO NASCITA, per il quale si chiede il ripristino dei due posti-letto di neonatologia. 

FINTI RIDER PER CONSEGNARE LA DROGA: il controllo è sempre dei boss


GIOVANNI BURGIO

Mercoledì 25 giugno a Palermo ci sono stati 8 arresti per traffico e spaccio di stupefacenti. La cocaina proveniva dall’Africa importata da Isiguzo Tochi Kingsley Chima, un nigeriano già coinvolto in indagini precedenti sulla Black AxeHashish e marijuana invece giungevano soprattutto dalla Calabria. Il tutto con il permesso e la sovrintendenza dei boss mafiosi, in particolare quelli di Porta Nuova.

Questo spaccio, che si sviluppava nei mercati di Ballarò, Capo e Vucciria, ma anche a Mondello, si serviva di ragazzi travestiti da rider che indossavano pettorine e zaini contrassegnati dal marchio Glovo, divise e contenitori originali rubati allo Zen. Con motorini e biciclette elettriche consegnavano le singole dosi ai clienti. Una quantità giornaliera di circa 100 cessioni per un valore di 3.000 euro, che per tutto il periodo dell’indagine avrebbe fruttato 700.000 euro.

Fede, sicurezza, tecnologia. Luci sul Festino della felicità


Giancarlo Macaluso

Pane e panelle, rari. Caramelle, torrone&affini, in abbondanza. Hamburger, kebab e…babbaluci quanti ne volete. Cambiano i gusti, ma non cambia l’aria del Festino. La spianata del Foro Italico è un luna-park luccicante e pronto ad accogliere le migliaia di fedeli, curiosi e appassionati che seguiranno stasera la Santuzza sul carro trionfale con poppa e prua a forma delle due porte opposte d’ingresso alla città, Nuova e Felice.

Sono tempi inquieti, tempi di violenza. Anche la città fa i conti con la recrudescenza di fenomeni criminali che mettono a repentaglio la sicurezza; è piagata da solitudini ed egoismi: «Ci chiede aiuto e noi dobbiamo rispondere», ha ammonito l’arcivescovo. 

Guerre l’anno scorso, guerre quest’anno, guerre ovunque. Sarà facile sapere quale grazia chiedere alla Patrona per i destini dell’umanità. «Ma deve soprattutto pensare ai nostri figli», dice, con una punta di religioso egoismo e molto senso pragmatico,

A che cosa oggi la politica educa i giovani


di Giuseppe Savagnone

Un aspetto trascurato

Un aspetto della politica che raramente viene preso in considerazione è la sua ricaduta sul piano educativo. Non mi riferisco qui all’influsso intellettuale delle ideologie, ormai in profonda crisi. Ma già Aristotele aveva osservato che nella sfera morale l’educazione alle virtù – oggi parliamo preferibilmente di valori – non dipende tanto da “prediche” astratte, quanto dall’esempio che viene dall’ambiente in cui si cresce e si vive. Di questo ambiente vitale fa parte la politica. Di politica e delle scelte di coloro che la gestiscono parlano ogni giorno i quotidiani e i notiziari radiofonici e televisivi. E i protagonisti della vita pubblica rappresentano inevitabilmente dei modelli etici.