1/20/2023

SOLARINO RICORDA. Giornata di cittadinanza attiva in memoria del Maresciallo Maggiore dei Carabinieri Paolo Bordonaro


La Galleria EtnoAntropologica di Solarino (Sr), con il patrocino gratuito del Comune di Solarino e la nobil collaborazione del 
Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme Cavalieri di Malta O.S.J., in occasione del 49° Anniversario della morte del Maresciallo Maggiore C/C Paolo Bordonaro intende ricordare la sua statura morale e l’impegno nella lotta alla mafia.

Sono passati 49 anni dalla morte del M.llo Magg. C/C Paolo Bordonaro ed ogni volta che rileggiamo le memorie scritte da lui ed il dossier “lotta alla mafia siciliana” ci sentiamo investiti sempre di una grande responsabilità che è quella di mantenere viva la memoria di un grande uomo, di “un innovatore attento e difensore della giustizia, Cavaliere della Repubblica e Cittadino esemplare”.

Accadde 130 anni fa: gli otto morti della strage di Caltavuturo del 20 gennaio 1893


di Dino Paternostro

Un gruppo di contadini di Caltavuturo non ebbe il tempo di dormire la notte del 19 gennaio 1893. Girò di casa in casa per convincere altri contadini a partecipare all’importante manifestazione del giorno dopo. «Ti raccomando, non mancare...», era la frase ripetuta a tutti a bassa voce. Poi le istruzioni: «Il segnale sarà il suono del corno: appena lo senti, mettiti in cammino. 

L’appuntamento è al Gorgo di S. Antonio, a ridosso di Terravecchia dal lato nord...». All’alba del 20 gennaio, si ritrovarono in centinaia ad occupare i 250 ettari di terra comunale, in contrada Sangiovannello. “Armati” di zappe, cominciarono a dissodare quella terra sognata da tempo, che l’amministrazione comunale aveva promesso, ma che mai aveva dato. Adesso era lì, davanti ai contadini, a portata delle loro zappe. «Vedremo se il sindaco Giuffrè continuerà a fare orecchie da mercante!», ripetevano come per incoraggiarsi a vicenda i contadini. In ogni angolo della Sicilia erano ormai nati i Fasci dei lavoratori.

1/19/2023

La massopolitica del padrino. La rete di Messina Denaro


di Giovanni Tizian e Nello Trocchia 

Massoni. «Nel paese di Messina Denaro sei logge massoniche con 100 iscritti»

Una rete di protezione poco appariscente. Dimenticate le sentinelle lungo le vie, armate e pronte a fare fuoco. Chi ha assistito, aiutato e protetto gli affari che hanno garantito a Matteo Messina Denaro di trascorrere 30 anni di latitanza agiata, sono insospettabili professionisti, politici, imprenditori. Borghesia mafiosa, in sintesi. Spesso affiliata alla massoneria. Medici, notai, avvocati, consiglieri comunali, deputati regionali e nazionali.

Giovanni Falcone: “Ma la mafia non è spettacolo”

Giovanni Falcone

Di impressionante attualità l'editoriale scritto quasi 32 anni fa dal magistrato assassinato a Capaci 

di GIOVANNI FALCONE *

HO preso parte anch'io alla trasmissione di Costanzo e Santoro in memoria di Libero Grassi. Ho discusso (e sono stato al centro di discussioni) per cinque ore. Confesso che non mi aspettavo tanta attenzione, un ascolto così elevato, la forte partecipazione della gente, testimoniata dalle luci accese nelle case. Ne è uscita un'interessante mappa italiana in cui la mafia sembra essere un problema più avvertito al Nord che al Sud. Ed è venuto fuori il primo timido tentativo di superare, sia pure dialetticamente, le lacerazioni del fronte antimafia. Sì, nonostante i contrasti fra il pubblico del teatro Biondo, nonostante taluni accenni ripetuti a episodi ormai obsoleti e di scarso significato, mi pare che s'è cercato di ragionare partendo da fatti e non da tesi precostituite. Eppure, a mio parere, la lezione che si ricava da questa esperienza invita a un uso molto accorto, per il futuro, del potente mezzo televisivo. 

Il Biagio dei poveri e il Matteo del potere e denaro. Pura coincidenza o coincidenza im-pura?

Biagio Conte e Matteo Messina Denaro

Don Francesco Romano / don Cosimo Scordato

Che rapporto c'è tra la cattura di Matteo Messina Denaro e la celebrazione del funerale di Biagio Conte in cattedrale?  Una pura coincidenza o forse meglio una coincidenza im-pura? Cosa vogliamo dire? Nello stesso giorno si compiono due avvenimenti di segno totalmente contrario: da un lato, Messina Denaro, ancora vivo, viene scoperto in cura presso una clinica privata dopo avere seminato lutti e morte intorno a sé; dall'altro lato, la salma di Biagio Conte viene portata in processione da una folla, che lo considera vivo perché ha seminato speranza e vive nel cuore di tutti!

Il primo avvenimento è la cattura di uno dei più spietati mafiosi, che la nostra Sicilia purtroppo ha tenuto in grembo per decenni con la connivenza di una folla, ancora in buona parte anonima, che si è lasciata compromettere da lui e si è fatta risucchiare dal fascino del suo essere ... Denaro (nomen omen)! Ciononostante, la cattura di Messina Denaro ci obbliga a rievocare, con commozione e gratitudine, coloro che hanno resistito, dentro e fuori le istituzioni, alla mafia e a lui; persone disposte a sacrificare la propria vita mentre la mafia non risparmiava nessuno, uccidendo magistrati, forze dell'ordine, preti, persone che compivano il loro dovere a testa alta, senza alcun 'inchino'.

Corleone, Palermo e Montemaggiore Belsito unite nel progetto “Conquista il tuo sguardo” per le scuole


Un affascinante e coinvolgente viaggio tra le suggestioni del cinema e l’incanto dei cartoni animati, sfruttando le meraviglie della fantasia - libera e sconfinata - dei bambini e realizzando prodotti audiovisivi inediti nel segno della legalità. Con questo “biglietto da visita” si presenta il progetto “Conquista il tuo sguardo - Percorsi di avvicinamento all’audiovisivo e di educazione all’immagine” promosso dal CIDMA, il Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafia, e che ha preso ufficialmente il via ieri.

Nei prossimi mesi, il progetto si svolgerà in tre diversi comuni che saranno idealmente uniti in questo avvincente percorso, e vedrà impegnati gli alunni di altrettanti Istituti comprensivi statali: “Giuseppe Vasi” di Corleone, “Mario Rapisardi Giuseppe Garibaldi” di Palermo, “Monsignor Arrigo” di Montemaggiore Belsito. Saranno coinvolti 22 docenti e 220 studenti. In programma ci sono 160 ore di didattica, 180 di laboratori, 20 di proiezioni.

Sarà ammodernata la cantina “Centopassi” di San Cipirello

di Leandro Salvia

San Cipirello - Un milione e 115 mila euro per potenziale la Cantina Centopassi di contrada Don Tomasi. La struttura, nata nel 2009 dalla riconversione di un bene confiscato alla mafia, è tra i progetti finanziati dall’Agenzia per la coesione territoriale nell’ambito del Pnrr Missione 5 –Inclusione sociale. 

Il progetto, presentato dal Comune di San Cipirello e già approvato, prevede una serie di interventi per accrescere il potenziale produttivo della cantina. L’obiettivo è «ampliare la possibilità di stoccaggio del vino, sia imbottigliato che in fase di maturazione, oltre che a migliorare in termini strutturali i percorsi di accoglienza».

L’impianto enologico, gestito dalla cooperativa Placido Rizzotto - Libera Terra, accoglie ogni anno circa 6.000 tra studenti e docenti provenienti sia dall’Italia che dai Paesi esteri. Ospita inoltre i campi di impegno e formazione sui beni confiscati alle mafie E!state Liberi!, promossi da Libera. Il finanziamento consentirà la realizzazione di un magazzino per lo stoccaggio del vino imbottigliato e di un percorso interno che conduca i visitatori direttamente al Centro degustazioni. Il progetto prevede inoltre uno spazio esterno da riservare al parcheggio di auto e bus turistici.

Gli studenti festeggiano l’arresto di Messina Denaro: «E ora non si accosti più a lui il nome di Castelvetrano...»


Francesca Capizzi

CASTELVETRANO - I giovani studenti festeggiano l’arresto di Matteo Messina Denaro . «Il 16 gennaio - dicono - è il nostro 25 Aprile». Protagonisti, ieri mattina, gli studenti e i professori, radunatisi davanti al municipio per festeggiare la cattura del boss Matteo Messina Denaro.

Erano un migliaio ieri mattina a sventolare cartelloni e urlare che finalmente la città si è liberata di un «cancro» che per tanti lunghi anni ha infangato il nome di una città che è ora sia ricordata per le tante qualità che ha.

Presente il sindaco Enzo Alfano, assieme ad associazioni, cittadini e scuole. In tanti hanno parlato al microfono, esponendo cartelloni, parlando di legalità e ringraziando le forze dell’ordine. «Noi stiamo dalla parte della legalità», dice una cittadina al microfono.

Via Toselli 32. Spunta l’altro covo di Messina Denaro. È carico di gioielli


Nel portafogli il capomafia teneva la foto del nipote morto in montagna nel 2021

Umberto Lucentini

Una «stanza riservata», quello che per comodità viene definito il «secondo covo» di Matteo Messina Denaro, è in una stradina del centro di Campobello di Mazara, nell’abitazione di Errico Risalvato, che nel 2019 subì una perquisizione per i sospetti legami col boss. In via Maggiore Toselli 32, a 90 metri di distanza dall’appartamento di vicolo San Vito dove il boss viveva, la Dda di Palermo è arrivata grazie ad una segnalazione del Gico della Guardia di Finanza. Dopo un summit col procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, e l’aggiunto Paolo Guido, a cui hanno preso parte il colonnello Gianluca Angelini, comandante del nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di finanza, e il colonnello del Ros, Lucio Arcidiacono, il via al blitz.

Trovate pietre preziose

1/18/2023

Quello che mio padre non mi ha detto dell'incontro con il male

Una scena della cerimonia per ricordare il pogrom del 1938 nel cimitero ebraico di Erfurt, in Turingia
 

Omissione. Che cosa non ci hai potuto raccontare dell'abiezione dell'uomo?

EMANUELE FIANO*

Ora che il tempo, malvagio, tende ad ingiallire i ricordi, è sempre più difficile ritrovare, con la mente, la voce di mio padre che risuona forte dentro le stanze di casa, mentre racconta di sé, degli incredibili paesaggi della sua memoria, della cenere umana nell'aria e della fame. Mi concentro per risentire quel timbro profondo, quel profumo, e le parole così pesate che usava, per spiegare il dolore. "Mamma", per esempio, era una parola che gli inumidiva gli occhi, che non pronunciava sovente, se non raccontando di allora, oppure chiamando "madre" mia madre Rina, quasi fosse una reincarnazione della sua, anche se era invece sua moglie; come a trapassare completamente una storia ormai fisicamente estintasi, ricucendo la sua famiglia gasata, con quella nuova.

INTERVISTA ALLO STORICO. Lupo: “Non era il successore di Totò Riina, alla mafia non serve più fare le stragi”


EMANUELE LAURIA

Non sarebbe mai stato preso se fosse stato altrove: il mafioso che se ne va smette di esercitare la propria funzione 

«Giusto esprimere soddisfazione ma non carichiamo di enfasi questa giornata: Messina Denaro non era il capo dei capi, non era il successore di Riina». Salvatore Lupo, docente di Storia contemporanea all’Università di Palermo è uno dei più autorevoli studiosi del fenomeno mafioso: e va controcorrente, invitando a frenare l’euforia per la fine della latitanza del boss di Castelvetrano. 
L’arresto di Matteo Messina Denaro è stato salutato come una festa della liberazione. E lei, professore, non condivide gli eccessi di entusiasmo. 
«Una cosa che mi ha colpito è in effetti l’enfasi attorno a questa cattura. Ne vedo più oggi che quando hanno preso Riina.

Le conseguenze politiche dell'arresto di Messina Denaro


GIANFRANCO PASQUINO 

La cattura di Matteo Messina Denaro deve senza alcun dubbio essere considerata una importante vittoria dello Stato. Meglio, due sono gli apparati che hanno vinto: qualche specifico settore della magistratura e i carabinieri del Ros. 

A coloro che si chiedono, alcuni perché vogliono effettivamente e legittimamente saperne di più, altri perché credono di saperne di più e adombrano trattative oscure e segreti inconfessabili, che cosa sta dietro, bisogna dare due risposte. La prima è che "dietro" stanno anni di indagini e di ricerche mai smesse, di raccolta e di selezione di informazioni leggibili e interpretabili attraverso la memoria storica che soltanto le istituzioni e i loro rappresentanti possono avere e sanno come utilizzare. Questa è la parte migliore dello Stato che si potrebbe anche chiamare lo Stato profondo, deep.

La Palermo degli ultimi per l’omaggio a Biagio ambasciatore del bene


In diecimila hanno affollato la cattedrale per il funerale del missionario laico Lo strazio dei genitori è quello della città. 
Tanti sulla sedia a rotelle hanno assistito al rito funebre a pochi passi dal feretro A terra davanti alle prime panche c’erano i bambiniLe pagine del Vangelo sulla cassa in legno grezzo Il toccante ricordo di don Pino e l’intervento delle nipoti I messaggi del Papa e di Mattarella

di Claudia Brunetto

«Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato». Le parole del Vangelo di Matteo aperto sulla bara di Biagio Conte erano impresse sui volti delle oltre diecimila persone che ieri hanno invaso l’interno della cattedrale, il sagrato e le vie attorno per i funerali del missionario laico. C’erano i poveri a cui lui ha dato da bere e da mangiare e un posto dove dormire. I malati che ha accudito fino a quando non si è ammalato pure lui.

Lettera aperta al comune di Corleone: “Non si possono ignorare le legittime istanze dei cittadini, soprattutto quelle che giungono dai giovani”

Un’immagine della manifestazione del 18 settembre scorso promossa a Corleone dai frati minori rinnovati sul tema dei rifiuti abbandonati nelle campagne 

Con una lettera aperta al Sindaco, al 
vice Sindaco, all’assessore alla legalità, all’assessore all’ambiente e ai consiglieri comunali di Corleone, Matteo Carlotta torna a far sentire la sua voce sul tema della raccolta dei rifiuti, in particolare nelle zone adiacenti alla nostra città, e sui temi dell’educazione ambientale dei cittadini. La lettera viene inviata per conoscenza al direttore di Città Nuove con la richiesta di pubblicarla. Lo facciamo subito. (dp)

***

Buongiorno,

scrivo questa lettera a titolo personale, senza nessuna pretesa di farlo in nome o per conto dei firmatari della lettera aperta del 14.11.2022. E’ con sentimenti di delusione e grande amarezza che ho constatato come nessuna risposta sia stata data alla lettera dl 14.11.2022 che qui si intende interamente richiamata

1/17/2023

Perché ci sono voluti 30 anni a catturare Matteo Messina Denaro? Stop dietrologia, ecco perché non può essere uno scambio


di Stefania Pellegrini

L'analisi della docente dell'Università di Bologna, fondatrice del corso "Mafia e Antimafia"

L’unica domanda lecita da porsi rispetto all’arresto della “primula rossa di Cosa Nostra” sarebbe: “perché ci sono voluti trent’anni per catturarlo, considerando che non ha vissuto in un bunker sotto terra, ma ha avuto la possibilità di muoversi liberamente nel suo territorio, fare affari e curarsi presso le strutture più prestigiose?”.  Solo l’analisi dei principi fondanti la criminalità mafiosa può aiutare a risolvere l’arcano: potere, consenso, omertà, il tutto sorretto da una ricchezza proveniente da attività criminali e violente. Quello delle mafie è un potere che dà ricchezza, diversamente da altre attività umane dove può capitare che sia la ricchezza posseduta a dare potere. La gestione del potere, a sua volta, permette l’accesso alle relazioni di influenza sociale e al conseguente controllo del territorio.

1/16/2023

Umberto Santino (Centro Impastato e No Mafia Memorial): “Dopo l’arresto di Messina Denaro cosa accadrà in Cosa Nostra?

Umberto Santino

UMBERTO SANTINO*

Gli osanna che accompagnano l’arresto di Matteo Messina Denaro, dopo trent’anni di latitanza, sono comprensibili: è, o sarebbe, l’ultimo atto di una storia che ha visto l’assedio dei corleonesi, prima con la guerra interna e i delitti politico-mafiosi e poi con le stragi. 

Di questa storia Messina Denaro è stato, se non il regista, certamente il comprimario. Ma non va dimenticato che 30 anni di latitanza non possono spiegarsi se non con una rete di protezione e connivenze ampia e ramificata, tale da assicurare una forma di mimetizzazione con l’ambiente. E le connivenze sono state a tutti i livelli, compresi quelli politici e istituzionali: lo sottolinea l’ex  procuratrice aggiunta Teresa Principato, che per anni ha dato la caccia al latitante e ha vissuto contrasti e delusioni, non sapendo che al Palazzo di giustizia soggiornava qualche “talpa”.

Dino Paternostro, direttore Città Nuove: “Importante avere arrestato Matteo Messina Denaro, ma guai a pensare che la mafia sia stata sconfitta!”


DINO PATERNOSTRO

Quella di oggi è una notizia straordinariamente bella e importante. Assicurare alla giustizia Matteo Messina Denaro era un obiettivo che aspettavamo da tempo, da troppo tempo. Finalmente è stato raggiunto. 

Ci congratuliamo con tutti coloro che hanno contribuito a renderlo possibile, in primo luogo con i Carabinieri e con la Procura della Repubblica di Palermo. 

Attenzione, però, perché neanche con l’arresto di Messina Denaro la mafia è stata sconfitta. Anzi, invitiamo gli organi dello Stato e tutti i cittadini onesti a non lasciarsi prendere dall’entusiasmo e a non abbassare la tensione ideale. 

Ci auguriamo che stavolta non si commettano errori (?) pacchiani come avvenne con la mancata perquisizione del covo di Riina. Per essere credibile lo Stato deve fare per intero il suo dovere, non abbassare la guardia e perseguire con determinazione tutti i complici (a qualsiasi livello) di Messina Denaro e di tutti i boss mafiosi. Per essere credibile lo Stato deve operare con trasparenza, applicare con rigore le leggi, in particolare quelle che prevedono la confisca e il riutilizzo sociale dei beni derivanti da attività illecite. Dare risposte in termini di servizi e di lavoro pulito ai nostri giovani è il modo positivo con cui  accompagnare l’aspetto repressivo della lotta alla mafia. 

Dino Paternostro

Direttore Città Nuove Corleone 

Arresto di Messina Denaro, il sindaco di Corleone Nicolosi: “È un’importante vittoria dello Stato”


Il sindaco di Corleone Nicoló Nicolosi, la giunta, il presidente del Consiglio comunale Pio Siragusa, i consiglieri comunali esprimono grande soddisfazione per la brillante operazione del Ros dei carabinieri che ha portato all’arresto di Matteo Messina Denaro, ultimo capomafia latitante da 3 decenni.
“L’operazione condotta dall’Arma - dice il sindaco - segna una nuova importantissima vittoria dello Stato che, esattamente 30 anni dopo l’arresto di Salvatore Riina, dimostra ancora una volta la sua azione costante e pervasiva per liberare il Paese da ogni forma di criminalità organizzata e renderci cittadini più liberi”.

Arresto Messina Denaro, Cgil, Cisl, Uil Palermo: "Plauso alle forze dell'ordine, è un giorno importante per chi crede nella legalitò e nel bene di questa terra"


Palermo 16 gennaio 2023 - “Con l’arresto del superlatitante Messina Denaro, lo Stato oggi segna un grande passo in avanti nel contrasto alla mafia, un grande plauso per questo risultato va a tutte le donne e uomini delle forze dell’ordine e della magistratura che hanno fatto della battaglia a Cosa Nostra ragion di vita. A tutti loro e ai carabinieri del Ros che hanno condotto l’operazione di oggi, va il Grazie a nome dei lavoratori, pensionati, giovani che rappresentiamo, adesso l’obiettivo è liberare il nostro territorio, il suo tessuto economico e produttivo, dall’oppressione  mafiosa ”. Ad affermarlo sono i segretari generali Cgil Cisl Uil Palermo Mario Ridulfo, Leonardo La Piana e Luisella Lionti, che commentano così l’arresto del superlatitante di Castelvetrano, Matteo Messina Denaro avvenuto oggi a Palermo.

“Emblematico il fatto che l’arresto avvenga proprio all’indomani dei trent’anni dalla cattura del boss corleonese Totò Riina, è proprio cosi, colpendo i capi che si debella questa terribile piaga che soffoca ancora il tessuto produttivo, sociale ed economico delle nostre città. Ma oltre a festeggiare il  grande successo di oggi, la nostra memoria va a chi ha perso la vita in questa battaglia, ma ci ha consentito di giungere con il tempo a queste vittorie”.

Matteo Messina Denaro, come si è arrivati al blitz che ha portato all’arresto


YOUSSEF HASSAN HOLGADO

Il boss di Cosa nostra si trovava all’interno di una clinica di Palermo dove era sottoposto a chemioterapia. Gli inquirenti sapevano da tre giorni della sua presenza nella struttura. Insieme a lui è stato arrestato Giovanni Luppino, accusato di favorire la sua latitanza. 

Con un blitz in una clinica poco fuori dal centro storico di Palermo e a soli 650 metri dalla sede della Direzione investigativa antimafia di Palermo, i carabinieri del Ros hanno arrestato il capo di Cosa nostraMatteo Messina Denaro, nella mattina del 16 gennaio. Un arresto di portata storica che arriva a circa 30 anni di distanza dall’inizio della latitanza del boss di Castelvetrano.

L’arresto di Messina Denaro: Landini (Cgil), grazie a magistratura e forze dell’ordine per lavoro svolto


Roma, 16 gennaio – “A nome della Cgil, voglio ringraziare la Magistratura e le forze dell'ordine, per il fondamentale lavoro svolto per la cattura di Matteo Messina Denaro, latitante da più trent'anni. Una professionalità, la loro, che andrebbe valorizzata a partire da un adeguato incremento degli organici”. E’ quanto afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commentando l’arresto a Palermo del boss mafioso.

“Anche in questo caso - aggiunge il leader della Cgil - è emerso quanto le intercettazioni siano uno strumento fondamentale per contrastare le organizzazioni criminali e tutte le gravi tipologie di reato, che quindi non deve essere depotenziato, come in passato è stato più volte proposto”.

La cattura di Matteo Messina Denaro e la fine di un’epoca mafiosa


ATTILIO BOLZONI

  • Ormai restava solo lui di quella Cosa nostra che aveva rinnegato la sua intima natura mafiosa per travestirsi da terrorismo, fidandosi di qualcun altro che l’aveva spinta a mettere bombe in giro per l’Italia.
  • Capo non capo, si chiude un’era. Era l’ultimo dei grandi ricercati. Irreperibile dal giugno del 1993, l’avevano avvistato in Sudamerica e in Tunisia, In Olanda e in Versilia. Ma era nella sua Sicilia.
  • La mafia siciliana non ha più una Cupola, un governo. Ma più che una guida è alla ricerca di sé stessa. Adesso bisogna capire come si stanno muovendo le grandi organizzazioni criminali dopo la stagione dei Corleonesi. Lo stato sarà in grado – o vorrà – accettare la sfida?

Arrestato il boss della mafia Matteo Messina Denaro


Era latitante da 30 anni. Si trovava nella clinica privata Maddalena a Palermo

Il boss mafioso Matteo Messina Denaro è stato arrestato dai carabinieri del Ros, dopo 30 anni di latitanza. L'inchiesta che ha portato alla cattura del capomafia di Castelvetrano (Tp) è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido. È quanto apprende l'ANSA da fonti qualificate.

1/15/2023

I 30 anni dall’arresto di Riina. Ridulfo: “C’era speranza allora, tanta speranza. Adesso la mafia è più debole, ma la rassegnazione dei cittadini è più forte”

MARIO RIDULFO* 

Ricordo, mi trovavo in federazione, in corso Calatafimi 633, coi compagni della sinistra giovanile. Non c'erano i social e il web era per noi uno sconosciuto. La notizia arrivò dai tg in edizione straordinaria e felici mettemmo uno striscione: "Riina è stato arrestato!". L'attenzione e la curiosità dei passanti trasformò il balcone della storica sede del partito comunista in una pagina social ante-litteram. Lo striscione-post si trasformò in voce e la voce arrivò presto a piazza Turba, fin lì, dove Pio e Rosario erano una lapide muta, e poi oltre. 

Corleone, l’arresto di Totò Riina raccontato da Città Nuove…


DINO PATERNOSTRO

Mi ricordo di quella mattina di trent’anni fa. Ci speravamo tanto, ma non credevamo ad un arresto imminente del capo dei capi di Cosa nostra, di quel Totó Riina che ci faceva vergognare di essere corleonesi. Invece la notizia esplode all’improvviso nella tarda mattinata di quel 15 gennaio 1993. 

E furono tanti i corleonesi onesti che pensarono: “finalmente”! Un “finalmente” liberatorio, magari nella maggior parte dei casi rimasto solo un pensiero. D’altra parte, nella Corleone di allora per trasformare quel pensiero in parole dette o scritte un po’ di fegato ci voleva. L’ebbero alcuni studenti del libro scientifico “don G. Colletto”, che quel “finalmente” lo trasformarono in un tazebao esposto ai piedi della statua di S. Francesco, nella piazza che volevamo si chiamasse Falcone e Borsellino, ma che ancora si chiamava Vittorio Emanuele III. 

E LA SICILIA, STANCA, MUORE GIORNO DOPO GIORNO


L'ORA/ Le pagine della memoria. Cinquantacinque anni fa il terremoto del Belìce

di LEONARDO SCIASCIA

Le ultime notizie che abbiamo avuto ieri sera dalla televisione e dalla radio, tristissime accorate e accompagnate da immagini e descrizioni del disastro veramente apocalittiche (e c'era a Palermo, negli slarghi delle piazze e nella campagna di periferia, dal primo pomeriggio alla notte, un'aria da anno mille che si tentava di rovesciare in kermesse intorno a fuochi di sterpi e ad essi improvvisati sulle panchine), tra tanta pena insinuavano, e anzi assicuravano, la rapidità e l'efficienza dei soccorsi e dei provvedimenti: per cui chi, come noi, nel giro degli ultimi anni ha visto l'inefficienza e lentezza con cui lo Stato si è manifestato nell'alluvione che ha colpito la Toscana e nella frana che ha colpito Agrigento, ha avuto l'impressione che veramente qualcosa fosse cambiata in Italia.

Totó Riina, trent’anni fa la cattura. La risposta alle stragi del ’92


Ma l’arresto di ’u curtu si portò dietro una scia di misteri: dal covo non perquisito alla cosiddetta trattativa Stato-mafia

Virgilio Fagone

La cattura del boss corleonese Salvatore Riina segnò il primo passo della offensiva dello Stato contro Cosa nostra dopo le stragi del ’92 in cui caddero i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino assieme agli agenti di scorta. Sono passati trent’anni da quel 15 gennaio del 1993, quando i carabinieri intercettarono l’auto del capomafia appena uscita dal residence di via Bernini in cui viveva da tempo con la famiglia e misero le mani sul superlatitante, che era riuscito a sfuggire alla cattura per 24 anni. Riina, seduto sul sedile del passeggero di un’anonima Citroen Zx grigia, guidata da Salvatore Biondino, fu bloccato quando mancava poco alle 8,30 e l’auto aveva appena superato il motel Agip su via Regione Siciliana. Il capitano Ultimo aprì lo sportello: «Riina, lei è catturato per mano dei carabinieri».

LA POLEMICA. “Dante di destra? Sangiuliano ridicolo”


“Mettano via le mani da autori che con la loro politichetta non c’entrano niente. Ci vorrebbe una legge per impedirgli di parlare di cose che ignorano”. Il ministro della Cultura “schiera” il poeta tra i fondatori del pensiero della sua parte politica. Massimo Cacciari gli risponde in questa intervista: “Era un eretico che scriveva perché tutti capissero”

DI RAFFAELLA DE SANTIS

«Il fondatore del pensiero di destra in Italia è stato Dante Alighieri». Non poteva passare in sordina la dichiarazione del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che ieri è piombata nel bel mezzo dell’evento organizzato da Fratelli d’Italia a Milano in vista delle prossime elezioni regionali. Nel corso della giornata Sangiuliano ha spiegato che la «visione dell’umano della persona che troviamo in Dante» così come la «costruzione politica» sono «profondamente di destra». Il primo a rimanere sconvolto da tali affermazioni è Massimo Cacciari che inizialmente ride, poi si inalbera. 
Come mai ride? «Che cosa devo fare? 
Non si può che ridere di fronte a esternazioni del genere, che tra l’altro ricorrono a categorie novecentesche, come destra e sinistra, che non mi sembrano molto aggiornate». 

1/14/2023

Il Calendario della Memoria della Cgil Palermo. La storia delle vittime di mafia raccontata in un anno


Gilda Sciortino

Dodici mesi da trascorrere insieme alle storie delle tantissime vittime delle mafie narrate attraverso le pagine di un calendario, realizzato dalla Cgil Palermo, al quale si collega anche un libro. 

Un percorso della memoria che può aiutare a ristabilire le verità attraverso la conoscenza degli “Non dimenticare” neanche un giorno dell’anno per rendere onore ai vinti, i veri vincitori, dando forza all’impegno di militanti e dirigenti.

Mario Ridulfo è stato confermato all’unanimità alla guida della Cgil Palermo. “Per Palermo un progetto di rigenerazione urbana e di ripresa produttiva sostenibile”


Al via una nuova stagione di iniziative e di lotte

Palermo 14 gennaio 2023 – Si è concluso questo pomeriggio, al San Paolo Palace,  il XVII Congresso della Cgil Palermo, che ha visto la riconferma, sulle note di Bella Ciao,  del segretario generale Mario Ridulfo. L’elezione è avvenuta a conclusione di due giorni ricchi di contributi e riflessioni sul lavoro, sull’occupazione, i migranti, i precari, la violenza di genere, lo sfruttamento, l’emergenza sociale, l’esigenza di un progetto di rigenerazione e ripresa per Palermo.

La Sicilia al Festival di Cannes e l'ex riciclatore della mafia


Giovanni Tizian

Sui soldi spesi dalla regione Sicilia per organizzare l'evento a Cannes, durante il festival del cinema, molti aspetti sono ancora da chiarire.

Sappiamo per certo che l'idea nasce quando l'assessore al turismo era Manlio Messina di Fratelli d'Italia nella una giunta guidata da Nello Musumeci, pure lui nel partito di Giorgia Meloni. Il suo successore Francesco Scarpinato non ha abbandonato il progetto, anzi ha stanziato ancora più risorse. Il fatto è che al centro del caso che sta scuotendo la giunta di Renato Schifani c'è una società lussemburghese, Absolute Blue s.a, che a partire dal 2021 ha beneficiato del denaro pubblico regionale per realizzare un progetto di marketing finalizzato ad attrarre produzioni sull'isola.

Palermo, a scrutinio segreto e all’unanimità l’assemblea generale della Cgil conferma Mario Ridulfo segretario della Camera del lavoro

Mario Ridulfo confermato segretario Cgil Palermo

Si è concluso il 
XVII Congresso della Cgil Palermo, che ha visto la riconferma, sulle note di Bella Ciao, del segretario generale Mario Ridulfo.

L’elezione è avvenuta a conclusione di due giorni ricchi di contributi e riflessioni sul lavoro, sull’occupazione, i migranti, i precari, la violenza di genere, lo sfruttamento, l’emergenza sociale, l’esigenza di un progetto di rigenerazione e ripresa per Palermo. In mattinata è stato presentato l’Osservatorio socio economico della Cgil Palermo, con i contributi di Angelo Piepoli, Ludovica Ioppolo, Vincenzo Lo Coco e Francesco Piastra.

1/13/2023

L'affare Lussemburgo dei Fratelli d'Italia siciliani

L’ex assessore Manlio Messina

GIOVANNI TIZIAN

La regione Sicilia con tre delibere negli ultimi tre anni è riuscita a pagare quasi sei milioni di euro per promuovere l'immagine dell'isola durante la kermesse in Costa azzurra, con la convinzione che così facendo avrebbe attratto produzioni internazionali e grandi registi per girare serie tv e film di successo sul territorio. 

A questo vanno aggiunti più di novemila euro di rimborsi ottenuti divisi tra l'attuale assessore al Turismo, Francesco Scarpinato, il suo predecessore oggi deputato (entrambi di Fratelli d'Italia) Manlio Messina e dal capo di gabinetto. Volati in missione istituzionale a Cannes, sia per il festival del cinema a maggio che per quella del turismo a dicembre. Mentre erano note le spese di missione del primo, sono inedite quelle di Messina e dell'attuale capo di gabinetto al Turismo, Marcello Giacone.

L'assessorato al Turismo, retto da tre anni da uomini del partito di Giorgia Meloni, ha affidato questa montagna di quattrini a una società di cui si conosce pochissimo, anche perché ha sede in Lussemburgo, ritenuto il più importante paradiso fiscale, insieme a Malta, dell'Unione europea. Il nome della holding è Absolute Blue S.a.,

Fratel Biagio: la rivoluzione dei santi

Biagio Conte

di GIUSEPPE SAVAGNONE

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista

Un personaggio che non apparteneva alla “casta”

La morte di Biagio Conte, a soli 59 anni, ha avuto una risonanza che va ben oltre la cerchia dei suoi collaboratori e sostenitori. La notizia è stata ripresa dai  giornali nazionali che hanno parlato di lui, dando ampio spazio alla ricostruzione della sua storia. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla ha emanato un’ordinanza con cui ha indetto il lutto cittadino e le bandiere a mezz’asta.  E il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha ricordato come «punto di riferimento, non soltanto a Palermo, per chi crede nei valori della solidarietà e della dignità della persona, che ha testimoniato concretamente, in maniera coinvolgente ed eroica».

1/12/2023

Pd, Cuperlo apre a Palermo la campagna per la segreteria: «Ritrovare la fiducia del Paese»

L’intervento di Gianni Cuperlo al Gramsci


di ANNA CANE

Ha aperto la campagna congressuale per la segreteria nazionale del Pd all'istituto Gramsci ai Cantieri Culturali della Zisa, a Palermo. Gianni Cuperlo, che vuole rifondare il partito e dargli un impianto culturale e politico solido, è stato accolto da grande partecipazione. Prima dell’inizio dei lavori è stato osservato un minuto di silenzio per la scomparsa di Biagio Conte.

Le primarie del Pd si terranno il 19 febbraio 2023. Cuperlo ha 61 anni, è deputato ed è già stato candidato alle primarie del Partito Democratico nel 2013. Arrivò secondo, prendendo il 18 per cento dei voti contro il 67 per cento di Matteo Renzi. Divenne poi presidente del Pd, con Renzi segretario, e da allora è sempre rimasto nel gruppo dirigente del partito.

Corleone, Nicolosi azzera tutto per non cambiare nulla. Anzi no, si avvicina a Cuffaro e molla il Pd

Il sindaco Nicolò Nicolosi

Scrive il comune di Corleone sulla sua pagina Facebook: “Con la nomina di Calogero Scalisi e Gianfranco Grizzaffi, il sindaco Nicoló Nicolosi ha completato ieri la giunta comunale. Inoltre, alcune deleghe sono state rimodulate. Ecco quindi come sono distribuite:
 

Calogero Scalisi: Servizi cimiteriali; Parchi e giardini; Rigenerazione urbana con fondi regionali; Strade intercomunali e di connessione con grandi centri; Edilizia popolare ed aree di pertinenza; Autoparco e servizi a rate; Urbanistica, sanatoria edilizia e SUE. 

‘Ndrangheta a Milano, il clan Papalia ora ha un primo pentito in famiglia: Rosi Barbaro parla con i pm, trema il gotha mafioso lombardo


Il nuovo collaboratore di giustizia è cognato di Serafina Papalia, figlia del superboss Rocco Papalia, oggi libero dopo quasi 30 anni di galera e tornato a Buccinasco. Una notizia che rischia di scompaginare gli equilibri criminali di tutta la regione. I primi verbali: "Fino alla carcerazione avevo la dote di picciotto all'interno della locale di ‘ndrangheta di Corsico-Buccinasco. "Il locale di ‘ndrangheta è rimasto bloccato perché c'erano stati dei problemi in Calabria"

di DAVIDE MILOSA

Dopo oltre 40 anni di presenza criminale su Milano e di legami con politica e impresa, il clanPapalia, la più potente cosca di ‘ndrangheta nel nord Italia originaria di Platì e legata alla famiglia Barbaro, si ritrova un pentito in famiglia. Si tratta di Rosario Barbaro nato nel piccolo comune dell’Aspromonte il 19 luglio 1972. Marito e padre, Barbaro, pur nato a Platì, ha passato quasi tutti i suoi 50 anni tra Buccinasco e Motta Visconti, comuni a sud del capoluogo lombardo. Alle spalle ha una condanna per associazione mafiosa. La stessa e per la stessa inchiesta (Cerberus del 2008) che condivide con il fratello Salvatore Barbaro, attualmente ai domiciliari, ma soprattutto convolato a nozze, ormai anni fa, con Serafina Papalia, figlia del superboss Rocco Papalia, oggi libero dopo quasi 30 anni di galera e residente sempre a Buccinasco.

Addio a Biagio Conte: una vita al fianco degli ultimi. Il missionario laico palermitano aveva fondato la Missione “Speranza e Carità”

Biagio Conte

E’ morto all’età di 59 anni Biagio Conte. Palermo perde così una delle sue figure più importanti e di riferimento, che ha dedicato l’intera vita ai più poveri, spesso soli e dimenticati dalla società.

Il missionario laico palermitano, fondatore della Missione Speranza e Carità, dalla scorsa estate lottava contro un cancro al colon. Nonostante i cicli di chemioterapia, la situazione clinica è peggiorata e nelle ultime ore non c’è stato più nulla da fare. Fin dalla scoperta della malattia, il frate ha chiesto di pregare per lui ed ha continuato a diffondere i suoi messaggi di solidarietà e pace. 

Nato a Palermo il 16 settembre 1963, trascorre i primi anni d’infanzia in Svizzera, per poi ritornare all’età di 9 anni a Palermo. Abbandona la scuola a 16 anni, per iniziare a lavorare nell’impresa edile di famiglia.