1/19/2010

Corleone. La Prociv Arci lancia l'allarme: "E' in corso un movimento franoso lungo la Strada provinciale 75"

Presso la Strada Provinciale SP 75, è in corso un movimento franoso di entità rilevante all'altezza del Km. 1+500. La locazione della SP 75 è la strada che collega dal ponte di CASALE sulla SS 118 verso le Quattro Finaide, per intenderci quella del rally Conca D'oro. Sono state avvertite le autorità competenti sia del Comune di Corleone sia della Provincia per competenza, sia la Sala Operativa della Protezione Civile della Regione Sicilia. Domani, alcuni tecnici della Provincia effettueranno un sopralluogo con i nostri operatori. Il fronte di frana interessa circa 250 ml della strada interessata e si prolunga a monte per circa trecento metri. Abbiamo notato il dissesto di tutta la via, culminando, con il restringimento dell'asse viario, in quanto sovrastato dalla frana stessa. Si evidenziano diverse fratture del manto stradale di notevole importanza, oltre al dislivello discontinuo della stessa. A valle, è presente un fabbricato di proprietà privata che è minacciato da questo evento franoso. Si consiglia alla popolazione di non percorrere la suddetta strada nella direzione indicata in precedenza, per il raggiungimento dei propri poderi o altro, nè di venire a curiosare in quanto la strada non dà la possibilità di manovra per eventuali inversioni di marcia.
PROCIV ARCI "GRIFONE " Corleone

Livesicilia ha intervistato il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo

Intervista al Presidente Lombardo - I Parte


Da Livesicilia.it

Intervista al Presidente Lombardo - II parte


Da Livesicilia.it

1/17/2010

Un archivio sulla "Sicilia segreta" dedicato a Giovanni Spampinato, il cronista dell'Ora ucciso dalla mafia

Nasce a Ragusa l'Archivio "Giovanni Spampinato" sulla Sicilia "segreta", con una raccolta di documenti, cartacei e digitali, di facile consultazione, accessibile on-line, sugli anni della strategia della tensione, "per documentare le attività eversive, gli episodi di violenza politica, i traffici illeciti e i fatti di sangue che si verificarono nell'Isola con un intreccio ancora non del tutto chiarito con la criminalità mafiosa e con le attività politico eversive della strategia della tensione che insanguino' l'Italia alla fine degli anni Sessanta e all'inizio degli anni Settanta". Con particolare attenzione, saranno ricostruiti gli avvenimenti che si verificarono nelle province di Ragusa, Siracusa e Catania, ovvero gli episodi di violenza politica, le attivita' eversive, i traffici illeciti e i fatti di sangue nella Sicilia orientale, di cui si occupo' in particolare il giornalista del quotidiano 'L'Ora' di Palermo, Giovanni Spampinato, assassinato il 27 ottobre 1972 e alla memoria del quale e' stato proposto di intitolare un premio giornalistico."Raccogliere e rendere accessibile questa documentazione è necessario per far conoscere con cognizione di causa a ogni cittadino, e in particolare ai più giovani che non li hanno vissuti direttamente, i gravi avvenimenti che si verificarono in quegli anni - sottolinea il giornalista Alberto Spampinato, presidente dell'associazione intitolata a suo fratello - E' inspiegabile che dopo quarant'anni nessuno abbia avvertito l'esigenza di dare vita ad una simile raccolta pubblica di documenti. Gli archivi privati finora disponibili sono incompleti, parziali, nella maggior parte dei casi difficili da consultare e non sono in grado di soddisfare le esigenze dei ricercatori interessati a queste vicende e dei cittadini che vogliono farsi un'opinione basata sulla conoscenza dei fatti".

Istruzione, ambiente, occupazione: Sicilia fanalino di coda del Paese

L´Istat dipinge il deserto siciliano. Il quadro d´insieme degli aspetti economici, sociali, demografici e ambientali presentato pochissimi giorni fa dall´istituto di statistica, per la prima volta descrive in maniera precisa la distanza che intercorre tra la Sicilia, il resto delle regioni italiane e l´Europa. "Noi Italia", la pubblicazione che contiene 100 statistiche sul nostro Paese, può aiutare a comprendere quanto l´Isola sia lontana dalle realtà più sviluppate e quali siano i temi e gli ambiti sui quali sono necessari gli interventi più urgenti. Ecco, divisa per capitoli, l´impietosa fotografia della Sicilia rispetto all´Italia e in alcuni casi all´Europa scattata dalla ricerca comparativa dell´Istat.
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Annuncio del sindaco «Il Palermo a Corleone». Iannazzo chiamerà Zamparini

Il sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo, invita il presidente del Palermo Maurizio Zamparini a costruire un nuovo centro sportivo rosanero nella sua città, dopo che la società di viale del Fante aveva espresso l'intenzione di realizzare la nuova struttura nel comprensorio. «Ritengo Zamparini un grande imprenditore - dice Iannazzo - che molto ha fatto e moltissimo sta facendo per il Palermo ed è per questo che lo invito ufficialmente a visitare le splendide zone tra Corleone e Ficuzza, dove potrebbe sorgere un centro sportivo moderno e all'altezza di un club blasonato di serie A». «Nei prossimi giorni - conclude Iannazzo - chiamerò il presidente Zamparini per invitarlo nella nostra città».

1/16/2010

A 42 anni dal sisma, i sindaci del Belice protestano a Roma per la ricostruzione

Chiudere la partita dei finanziamenti per la ricostruzione dei comuni della Valle del Belice distrutti dal terremoto. A 42 anni dal sisma del 14 gennaio 1968, tornano di attualita' i danni subiti dai comuni compresi nel triangolo Agrigento-Trapani-Palermo. Oggi una delegazione composta da 21 sindaci dei paesi investiti dal terremoto si sono presentati a Roma, armati di buona volonta' e di una candela per "chiedere che si faccia luce sulla realta' della ricostruzione che non si e' ancora conclusa", ha spiegato di fronte alla Camera il portavoce dei sindaci, Vito Bonanno, primo cittadino di Gibellina, uno dei comuni maggiormente danneggiati dal terremoto. In ballo ci sono qualcosa come 533 milioni di euro, 400 destinati all'edilizia privata e 133 (ma la cifra andrebbe rivalutata fino a 140 mln) per l'urbanizzazione e il completamento delle opere pubbliche. LEGGI TUTTO

Anche a Corleone emergenza maltempo: una frana ha bloccato la via Dalla Chiesa

E' stato diramato l'allerta maltempo da parte della Protezione Civile per le prossime 24/36 ore, con rischi di nubifragi e forti venti. Questo è l'allarme ricevuto via sms e via fax da parte della Regione Sicilia, Dipartimento di Protezione Civile, per la giornata del 15 gennaio. Ieri eravamo tutti pronti a qualsiasi evenienza potesse accadere, sia noi volontari della PROCIV-ARCI “GRIFONE”, sia gli altri enti preposti. Qui a Corleone, a parte un evento franoso, avvenuto nella zona di San Calogero, che ha bloccato la strada provinciale, subito liberata dai detriti, possiamo dire di non aver registrato ulteriori emergenze.
Oggi invece alle 11:30, in contrada Punzonotto, all'inizio della via Carlo Alberto Dalla Chiesa, che porta alla palestra comunale e alle case popolari, proprio sotto la riserva idrica, è avvenuto uno smottamento del terreno, che ha abbattuto il muro d sostegno in cemento a monte della strada.
Appena ci siamo accorti dell'accaduto, siamo intervenuti a bloccare la via d'accesso e abbiamo allertato le autorità. Nell'immediato sono intervenuti i Vigili Urbani di Corleone che hanno bloccato il transito in entrambi i sensi di marcia. Presenti anche il Sindaco Iannazzo, l'Assessore alla Protezione Civile Giandalone, il Vicesindaco Siragusa, i tecnici e gli operatori Comunali. Durante la nostra presenza sul posto, abbiamo assistito ad un ulteriore smottamento, che ha fatto abbattere un altra sezione del muro di sostegno. Da una verifica a monte della frana, si sono notate le ulteriori fratture del movimento franoso che è molto più ampio del fronte già ceduto.
PROCIV-ARCI “GRIFONE”

Schillaci, capogruppo Pd a Corleone: "La Provincia deve mantenere gli impegni di ammodernamento della strada Corleone-S.Cipirello-Partinico

NON SI PUO’ LASCIARE LA COMUNITA’ CORLEONESE IN STATO DI ABBANDONO. IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA ASSIEME AI SUOI CONSIGLIERI DELLA ZONA E ALL’ASSESSORE ALLA VIABILITA’ SONO VENUTI IN POMPA MAGNA IL 30 DI GIUGNO DEL 2009 A PROMETTERE E GARANTIRE INTERVENTI IMMEDIATI LUNGO LA S.P. 2 ED SP4 CHE COLLCORLEONE A SAN CIPIRELO E PARTINICO. HANNO GARANTITO CHE ENTRO SETTEMBRE AVREBBERO SPESO 200.000 MILA EURO PER INTERVENTI DI MANUTENZIONE ED ENTRO DICEMBRE 2 MILIONI DI EURO PER RIFARE L’INTERO MANTO STRADALE. LEGGI TUTTO

In Sicilia la bandiera dell'autonomia non ci salverà dal tracollo socio-economico

di Francesco Palazzo
L´amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, stavolta da Detroit, è stato più chiaro e meno caustico dell´ultima volta. Qualche settimana fa aveva chiosato che tutto si poteva risolvere spostando la Sicilia e portandola vicino al Piemonte e alla Lombardia.
Adesso ci dice che spesso i produttori non fanno sino in fondo i conti con la crisi, al posto di chiudere gli impianti li tengono aperti in cambio di fondi pubblici. Ha parlato di nazionalismo economico. Nel caso della Regione siciliana, che ha già sventolato sotto il naso della Fiat un assegno da quattrocento milioni di euro, da investire in infrastrutture, per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Termini, si può parlare di regionalismo economico guidato dalla mano pubblica. Su questo la politica regionale si trova sempre tutta d´accordo. LEGGI TUTTO

Domani il segretario del Pd Pierluigi Bersani sarà a Caltagirone per ricordare don Luigi Sturzo

Il Segretario nazionale del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, sarà in Sicilia domani, domenica, 17 gennaio, per partecipare al convegno su Luigi Sturzo che si terrà a Caltagirone, in occasione del 91° anniversario dell’appello ai liberi e forti. Interverranno anche il Segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo e Pierluigi Castagnetti, presidente dell’associazione “I Popolari”. L’appuntamento è alle 10 al cine teatro Sant’Anna di Caltagirone. Spunto di discussione sarà il “Manuale del buon politico”, in cui sono raccolti pensieri, riflessioni, considerazioni, fra politica ed etica, di Luigi Sturzo, dall'esilio al suo rientro in Italia sino alla morte. Il ricordo dell’insegnamento di Luigi Sturzo, proseguirà lunedì, 18 gennaio, con due appuntamenti. Alle 10, nell’aula magna della facoltà di Scienze Politiche di Catania, si terrà un incontro sul tema “Luigi Sturzo e la Costituzione”, al quale parteciperanno i parlamentari del PD Pierluigi Castagnetti e Giovanni Burtone, Uccio Barone e Giuseppe Bellia; alle 17,30, all’auditorium San Domenico di Caltagirone si terrà la rappresentazione di “Le tre male bestie – Dialoghi nella storia di Luigi Sturzo”, letture del testo teatrale tratto dai dialoghi scritto da Salvatore Lupo a Anna Lucia Denitto nell’ambito del progetto “Storie interrotte. Il Sud che ha fatto l’Italia”. Ne discuteranno Leandra D’Antone, docente dall’Università “La Sapienza” di Roma; Gianni Zavatteri, responsabile progetto culturale C.E.I. della Diocesi di Caltagirone; Pierluigi Castagnetti, presidente dell’associazione “I Popolari”.
16 Gennaio 2010

Corleone. Con una donazione dei giovani democratici toscani è stata realizzata una porta a vetri nella sede della coop Lavoro e non Solo

Da ieri vi è un nuovo ingresso nel bene confiscato alla mafia di Via Crispi a Corleone sede della sede della Cooperativa Lavoro e Non Solo e del Circolo Arci Liberarci dalle Spine. Infatti a seguito di una donazione pervenuta dai Giovani Democratici Toscani è stato possibile realizzare una porta di legno con vetri sagomati all'interno della saracinesca. Quindi ancora una volta è stato possibile fare un passo avanti verso uno status di cambiamento nel migliorare la logistica e l'aspetto estetico del bene confiscato. Un atto concreto e utile pervenuto da una organizzazione giovanile di un partito politico. Chissà cosa penseranno i fratelli Grizzaffi nella loro cella alla notizia, che sicuramente giungerà loro, che oltre all'associazionismo e al movimento cooperativo anche un partito politico si interessa delle loro proprietà a Corleone…
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

1/15/2010

Corleone. Mercoledì prossimo seduta straordinaria del consiglio comunale sui ritardi dei lavori di manutenzione della Corleone-Mare

Sull'intransitabilità della strada Corleone-S.Cipirello-Partinico (vedi foto)il consiglio comunale di Corleone si riunirà in sessione straordinaria mercoledì 20 gennaio. L'hanno deciso tutti i capigruppo d'intesa col presidente. Alla seduta sono stati invitati il presidente Giovanni Avanti, l'assessore alla viabilità Gigi Tomasino e tutti i consiglieri provinciali. Sicuramente si svilupperà un confronto molto "duro", perchè ormai i "buchi" lungo la SP$ e la SP2 ogni giorno provocano incidenti, alcuni anche mortali. Il 30 giugno dello scorso anno, presentando il faraonico progetto di rifacimento della Corleone-Mare (250 milioni di euro la spesa prevista), proprio Avanti e Tomasino si erano impegnati a spendere entro il 30 settembre 200 milia euro ed entro il 31 dicembre 2 milioni di euro da destinare alla manutenzione straordinaria dei punti più critici del tracciato. Fin'ora, però, non è stato effettuato nessun intervento.
Nel mentre, la Commissione Controllo e Garanzia della Provincia Regionale di Palermo, presieduta da Giusi Scafidi (IdV), ha deciso di convocare il responsabile del settore viabilità per sentire le motivazioni sui ritardi di intervento sulla S.P.2 e S.P.4, la cosiddetta “Corleone-Mare”. La grave situazione viaria smentisce l'impegno assunto sul faraonico piano strategico presentato a Giugno 2009 dal Presidente Giovanni Avanti a Corleone, il quale aveva assicurato a breve l'inizio lavori per garantire la percorribilità della strada, ormai intransitabile. «Pertanto - dice Scafidi - vorrei invitare il Presidente della Provincia ad attivarsi per indirizzare la spesa pubblica sulle vere priorità, che sono la messa in sicurezza dei territori e le infrastrutture, mettendo da parte protagonismo e autocelebrazioni».

Delitto di Corleone, forse filmati i killer di Romeo

Potrebbero essere ad una svolta le indagini per l'omicio di Nicolò Romeo, l'allevatore ucciso lunedì a colpi di fucile nelle campagne vicino Corleone. I killer infatti potrebbero essere stati ripresi dalle telecamere, piazzate un pò per tutto il paese da istituti di credito, negozi, ufficio postale e per questo motivo i carabinieri visioneranno le immagini riprese la mattina del giorno del delitto. Un esame a vasto raggio potrebbe dare un risultato a sorpresa. Di certo la macchina con cui viaggava Romeo, un grosso Suv, non passava inosservata, e già dentro il paese potrebbe avere avuto alle costole i suoi sicari. Ulteriori approfondimenti sul Giornale di Sicilia in edicola oggi. (gds.it)
NELLA FOTO: Nicolò Romeo

Marchionne (Fiat): "Termini Imerese chiuderà". Rinaldini (Cgil): "Arroganza intollerabile"

DETROIT - Termini Imerese "non è in grado di competere": la decisione di chiuderlo "è irreversibile". L'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, dal palco dell'Automotive News World Congress, ribadisce la posizione del Lingotto e precisa: la Fiat è un'azienda e ha le responsabilità di un'azienda. Non ha le responsabilità di un governo, è il governo che deve governare. "Siamo il maggiore investitore in Italia, ma non abbiamo la responsabilità di governare il paese". La precisazione è arrivata dopo che una voce di protesta si era alzata dalla platea del convegno affermando: "Fiat-Chrysler una vergogna" per la vertenza dello stabilimento siciliano. Una piccola protesta che interrompe l'intervento di Marchionne per alcuni istanti.
Le dichiarazioni dell'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, hanno gettato benzina sul fuoco, creando ulteriore preoccupazione tra i lavoratori di Termini Imerese. La decisione "irreversibile" della chiusura di Termini è di una "arroganza intollerabile". Lo afferma il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, sottolineando che è necessario proclamare "uno sciopero generale del gruppo, non solo dell'auto entro gennaio". A breve inizierà la riunione unitaria di Fiom, Fim, Uilm e Fismic sulle iniziative di lotta contro la chiusura di Termini e quindi la quantità di ore di sciopero saranno decise in questa sede. "Noi proponiamo otto ore - ha detto Rinaldini - gli altri due-quattro, discuteremo ma è importante che lo sciopero sia di tutto il gruppo ed entro la fine del mese".

1/14/2010

Prizzi. Nostra intervista all'ex assessore Rosetta Faragi: "Il comune è in una situazione di stallo!"

di Maura Tuzzolino
Qual è il suo giudizio sull’attuale situazione politica all’interno del Comune di Prizzi?
Ritengo che si stia assistendo ad una situazione di stallo assoluto dovuta, sia alla mancanza di scelte politiche chiare e precise, sia alla mancanza di una salda maggioranza consiliare.

Perché secondo lei all’interno del Comune di Prizzi si assiste a questo immobilismo politico?
Perché l’attuale Sindaco è ricattato da alcune forze politiche e da alcuni personaggi che non hanno a cuore l’interesse generale del Paese ma semplicemente curano interessi particolari. LEGGI TUTTO

La riflessione di un socialista nel decennale della morte di Bettino Craxi...

di PIETRO ANCONA
Il 12 luglio del 1976 mi trovavo a Roma per una riunione della CGIL. Saputo che all'Albergo Midas era riunito il Comitato Centrale del PSI decisi di andarci. Nella Hall dell'albergo c'erano i socialisti che passeggiavano a gruppetti forse in una pausa dei lavoro. Solo, seduto su un divano, c'era Francesco De Martino che rosicchiava nervosamente uno stecchino. Era di un pallore che tralignava nel giallo. I maggiorenti socialisti che fino a ieri si piegavano in due per ossequiarlo gli camminavano davanti come se fosse parte della tappezzeria. Mi fece davvero una fortissima impressione questa scena dal vivo di una congiura di palazzo con defenestrazione del Segretario del Partito. Francesco De Martino aveva guidato il Partito con grande onestà personale ma altrettanta indolenza. Era troppo uomo di studi per farsi assorbire completamente dai gravosi impegni della sua carica. Gli piaceva andare a caccia allevare canarini ed insegnare storia del diritto romano di cui era uno dei più grandi cultori. LEGGI TUTTO

Col contributo di studiosi siciliani, nascerà in Congo un Museo storico ed archeologico dell'Africa

Un ponte culturale legherà la Sicilia al cuore dell’Africa. Lo stanno costruendo studiosi siciliani di archeologia, con il patrocinio della Regione Siciliana, in sintonia con la Repubblica democratica del Congo. Tra i promotori, l’Archeoclub Corleonese, con il supporto dell’unione dei comuni del corleonese Il progetto, denominato “ArcheoAfrica”, ha come obiettivo la costruzione a Kinshasa di un grande museo di Archeologia, storia ed arte, che sarà chiamato “ Historic and Antropologic Pan African Museum”. La prima missione di scavi sul territorio congolese è partita nel giugno del 2008, la seconda avrà inizio il prossimo 3 febbraio. Parallelamente alle iniziative archeologiche e squisitamente culturali, sono previsti scambi commerciali ed attività solidali. LEGGI TUTTO

L’influenza A/H1N1 ha fatto un gran bene... alle aziende farmaceutiche di tutto il mondo!

E’ cominciata così, con una notizia che ha tenuto in ansia il mondo intero: più di 170 i casi di influenza suina accertati, larghissima parte dei quali concentrati in Messico, unico Paese dove il nuovo virus ha provocato la morte. 1.650 sono le persone ricoverate in ospedale con i sintomi del virus A/H1N1. Poi è arrivato l’altro allarme: il virus si espande, è arrivato in Europa, dopo avere superato, nelle Americhe, i confini del Messico per toccare California, Texas e Kansas. Da allora si è scatenato il putiferio. LEGGI TUTTO

1/13/2010

Massimo Ciancimino: «Nel covo di Totò Riina c'erano carte da far crollare l'Italia»

di ATTILIO BOLZONI e FRANCO VIVIANO
Gli interrogatori del figlio di don Vito, desecretati 23 verbali: è questa la ragione per cui il nascondiglio non fu perquisito. «Moro, i servizi dissero alla mafia: non intervenite. Ustica, fu un aereo francese»
PALERMO - Il covo di Totò Riina non l'hanno mai perquisito "per non far trovare carte che avrebbero fatto crollare l'Italia". E la cattura del capo dei capi è stata voluta da Bernardo Provenzano dentro quella trattativa che, fra le uccisioni di Falcone e di Borsellino, la mafia portò avanti con servizi segreti e ufficiali dei reparti speciali dei carabinieri. É la "cantata" di Massimo Ciancimino, quinto e ultimo figlio dell'ex sindaco di Palermo, sui misteri siciliani. LEGGI TUTTO

1/12/2010

Corleone. Stupore e paura in città dopo l’agguato mafioso a Nicola Romeo che in molti conoscevano come commerciante

Stupore e paura in città dopo l’agguato mafioso a Nicola Romeo che in molti conoscevano come commerciante. Il timore che possano tornare i tempi bui delle guerre di mafia è ancora vivo tra i cittadini. Le uova dell’Alizoo, sono in vendita in numerosi supermercati e negozi in città, ed anche Nicola Romeo era conosciuto; sino a poco dopo le 13 di lunedì, si era fermato in un’officina di Corleone per far controllare il suo Suv, dopo aver visitato per motivi di lavoro alcuni negozi. Preoccupato, ma fiducioso nell’opera delle forze dell’ordine e della magistratura, il sindaco di Corleone Nino Iannazzo: «Nonostante i traguardi raggiunti dalle forze dell’ordine con la cattura dei superlatitanti degli ultimi mesi – ha dichiarato il primo cittadino – non bisogna abbassare la guardia. E’ preoccupante che si verifichi nel nostro territorio un omicidio così efferato che dimostra quanto ancora le cosche costituiscono un pericolo per la collettività. Questo omicidio stride con la Corleone che esprime ogni giorno la volontà di cambiare con atti concreti; ed è in questo momento che diciamo con forza che indietro non si torna. Lo diciamo insieme ai giovani che lavorano sui terreni confiscati ai boss, beni che il comune ha tempestivamente assegnato alle cooperative sociali». «Non è facile capire cosa ci sia dietro l’assassinio di Romeo – dice Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro e direttore di Città Nuove – anche perché, con tutti i grandi boss mafiosi in carcere, sembra di assistere ad una “balcanizzazione” della mafia. Non bisogna abbassare la guardia. Anzi, la società civile, le organizzazioni sindacali, le forze politiche e le istituzioni devono far fronte comune per contrastare la violenza e affermare i valori della legalità e dello sviluppo».

Nei giorni scorsi Nino Iannazzo, dopo l’attentato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria aveva inviato un messaggio di solidarietà ai magistrati impegnati nella lotta alla “ndrangheta”. Michele Prestipino e Giuseppe Pignatone, come si ricorderà, sono cittadini onorari di Corleone dal 2006, così come il P.M. Marzia Sabella, che ieri ha effettuato la ricognizione sul luogo del delitto di Nicola Romeo nei pressi di Borgo Schirò. Proprio ieri era arrivata la risposta di Michele Prestipino che in una breve nota indirizzata a Iannazzo così ha scritto «Nel ringraziarla con sincero affetto per l’attenzione e la vicinanza, ricordo Lei e Corleone con grande nostalgia e vivo apprezzamento per quanto state facendo».

Cosmo Di Carlo

NELLA FOTO. I Ris dei Carabinieri sulla scena del delitto fino a tarda sera

Sicilia, un lavoratore su tre è in nero

di Giorgio Petta
«E' una piaga, ma l'eccessivo costo della manodopera e degli oneri danneggia le aziende». Palermo. Tra l'incudine e il martello. Da un lato, la crisi economica; dall'altro, l'intermediazione parassitaria, come dimostra la protesta dei produttori agricoli che si sono incatenati al mercato ortofrutticolo di Vittoria. In mezzo la concorrenza sleale di chi utilizza e sfrutta il lavoro in nero, compreso quello degli immigrati regolari e clandestini. Non c'è speranza per chi in Sicilia vuole occuparsi di agricoltura nella trasparenza e nella legalità. Perché tutto diventa enormemente complesso mentre i margini di sopravvivenza aziendale si riducono – complici le esposizioni bancarie e previdenziali, i danni del maltempo in attesa di risarcimento, i ritardi delle erogazioni comunitarie – con una progressività inarrestabile. LEGGI TUTTO

1/11/2010

L'omicidio di Nicolò Romeo nelle campagne di Corleone. Fucilate per rompere la tregua?

Gli ultimi omicidi di Cosa nostra nella zona, il feudo dei boss corleonesi, risalgono a oltre 10 anni fa. Le vittime portano i nomi di Giuseppe e Giovanna Giammona e del marito Francesco Saporito, uccisi nel ‘95 dal primogenito di Totò Riina. Giovanni, al suo debutto da killer, e di Giuseppe La Franca e Emanuele Di Maggio, fratello del pentito Balduccio, assassinati nel ‘97 e nel ‘98. Una lunga tregua, quella che ha regnato nelle terre di Riina e Bernardo Provenzano, interrotta questo pomeriggio da un delitto che gli inquirenti definiscono di chiara matrice mafiosa. A colpi di fucile è stato ammazzato Nicolò Romeo, 72 anni, imprenditore originario di Altofonte, residente a Palermo, che gestiva, assieme al fratello Salvatore, un grosso mangimificio. LEGGI TUTTO
L'IMPERO "ALIZOO" dei Romeo

Corleone, morto d'infarto il primario di Medicina

Corleone - La città è in lutto per la scomparsa prematura del dottor Francesco Cagnina primario di medicina generale del Presidio Ospedaliero dei Bianchi di Corleone e del Regina Margherita di Palazzo Adriano, avvenuta ieri mattina per un infarto. Il medico era conosciuto ed apprezzato per la sua grande umanità e professionalità in tutto il comprensorio del corleonese ed avrebbe compiuto 57 anni il prossimo 19 aprile. In servizio sin dal 1979, ha prestato la sua attività lavorativa prima presso l’ospedale di Carini, poi presso l’ospedale Ingrassia di Palermo. Dal maggio del 2000 ha ricoperto l’incarico di primario di medicina del “Regina Margherita” di Palazzo Adriano e dal maggio 2005 anche dell’ospedale dei Bianchi di Corleone. Il gran lavoro ed il senso di responsabilità lo portavano a trascorrere spesso le festività nei nosocomi dove prestava servizio, facendosi raggiungere dai familiari per non lasciare soli i pazienti e concedere qualche giorno di riposo ai suoi colleghi, come del resto fanno altri medici in questi “ospedali di frontiera”. “E’ un giorno triste, di lutto per la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Nino Iannazzo – il dottore Francesco Cagnina con la sua signorilità ha incarnato il ruolo del medico-galantuomo d’altri tempi, sempre vicino ai nostri cittadini nella malattia, confortandoli e curandoli. Siamo vicini alla famiglia ed al personale sanitario dei presidi di Palazzo Adriano e Corleone”.
Cosmo Di Carlo

E' certo, Nicolò Romeo è stato ucciso a Borgo Schirò. Indaga la magistratura antimafia

Omicidio nel Palermitano. Ormai è certo: è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco Nicolò Romeo, 72 anni, trovato morto poco dopo le 14, lungo la provinciale che da Monreale conduce a San Giuseppe Jato. Sul luogo del delitto si è recato il sostituto procuratore Marzia Sabella, componente della Dda di Palermo. E’ stato il medico legale a sciogliere gli ultimi dubbi, eliminando l’ipotesi che il pensionato, rinvenuto con una profonda ferita alla testa, potesse essere rimasto vittima di un incidente stradale. I carabinieri del gruppo di Monreale stanno completando gli accertamenti nella località Borgo Schirò dove l’uomo è stato trovato senza vita. Romeo, incensurato, era alla guida della sua Volkswagen Tuareg e stava percorrendo la strada provinciale 4 Palermo-Corleone. Romeo, che sull'autovettura era solo, risulta incensurato ed è fratello di Salvatore, titolare dell’Azienda “Alizoo” (nella foto), e di Gaetano, scomparso nel 1997 probabilmente col metodo della "lupara bianca". Almeno fino al 2005, anche Nicolò Romeo risultava titolare dell’Azienda “Alizoo Torre dei Fiori”, con sede lungo la SP 4 San Cipirrello-Corleone. Dai “pizzini” trovati nella masseria di “Montagna dei cavalli, dove l’11 aprile del 2006 fu arrestato il boss mafioso Bernardo Provenzano, pare che questa Azienda pagasse il “pizzo” a Cosa Nostra. Fino al 2008 il comune di Corleone aveva stipulato una convenzione con Alizoo per abbattere i costi di macellazione degli allevatori e dei macellai, al centro di una polemica in consiglio comunale.
Il Comune di Corleone ha una convenzione con una ditta che paga il pizzo a Cosa Nostra?
Corleone, i retroscena della convenzione col mattatoio "Alizoo" di Torre dei Fiori

1/10/2010

Rosarno, l'omelia di don Pino: "I cristiani aiutano chi sbaglia"

dal nostro inviato DANIELE MASTROGIACOMO
Nel Duomo molti più fedeli del solito e il sacerdote sottolinea che mancano gli immigrati. "Erano come voi, con la pelle più scura, venivano dall'Africa. Non ci sono perché li hanno cacciati". "Se siamo pronti alle violenze nei confronti dei più deboli, allora non veniamo più in chiesa".
ROSARNO - E' domenica, giorno di festa ma anche di preghiera. E di riflessione. La città si sveglia un po' stordita, confusa e incerta. Le violenze dei giorni scorsi, la caccia all'emigrante che è proseguita ancora nella notte hanno lasciato il segno. Nella parte bassa di Rosarno, le ruspe dei vigili del fuoco sono già al lavoro. Smantellano con i loro lunghi bracci dentati le mura fatiscenti di Rognetta, il piccolo campo dove vivevano trecento immigrati africani. LEGGI TUTTO


Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil: «A Rosarno non deve morire il sogno di un'Italia giusta»
di Rinaldo Gianola
A Rosarno gli italiani sparano contro i lavoratori stranieri. È una tragedia non solo per chi vive direttamente questi fatti, ma per il Paese: perdiamo la capacità di vivere insieme, di comprendere i problemi degli altri, di rispettare le diversità, i diritti, i nostri valori. Guglielmo Epifani, leader della Cgil, commenta amaramente le notizie che arrivano dalla Calabria. LEGGI TUTTO

"Sono stati i rampolli della 'ndrangheta a sparare sui migranti di Rosarno

"A sparare agli immigrati sono stati sicuramente uomini della 'ndrangheta, per dimostrare che sono loro a controllare il territorio". Non usa mezzi termini il sostituto procuratore alla Procura nazionale antimafia, Alberto Cisterna che, in un'intervista al quotidiano della Cei, Avvenire, ricostruisce la dinamica dei fatti di Rosarno. "Quando la gente si è sentita aggredita - spiega - si è rivolta ai mafiosi che sono stati costretti ad intervenire perché non possono perdere la faccia". "Così - racconta Cisterna - hanno mandato qualche squadraccia di giovani killer, che hanno sempre a disposizione", per incutere terrore. Il problema di sempre, secondo il magistrato, è che "la gente si rivolge a loro, nel senso che sono loro la 'gente' che ha sparato giovedì scorso addosso agli immigrati. Sono i rampolli di mafia", ha detto Cisterna. "Ogni volta che una minoranza crea difficoltà, scatta il raid. Tutti i giovani delle famiglie mafiose della Piana di Gioia Tauro vanno in giro armati, fin da ragazzi. A qualcuno di loro - ha concluso il magistrato - sarà venuto in mente di sparare agli immigrati mentre passavano, così, 'per sport', ma non hanno messo in conto la reazione".

1/09/2010

Riprende la «caccia al nero». Fuga da Rosarno. Nuovi incidenti. L'ombra delle cosche sulle violenze

Dopo la caccia all'africano, con scene di guerriglia urbana, sprangate e agguati ai migranti, a Rosarno torna la calma. Ma dura poco: ancora spari contro i migranti: ferito da due persone in motorino un extracomunitario; un altro preso a colpi di spranga. Trasferiti negli ex Cpt di Crotone e Siderno 350 immigrati. Sgomberato il rifugio-lager la "Rognetta". Ma i cittadini calabresi continuano ad invocare "vendetta" e istituiscono posti di blocco: centinaia di extracomunitari hanno lasciato Rosarno e un gruppo è assediato in un casolare. Oggi arriva la task force del Viminale. Un parente di un boss della 'ndrangheta coinvolto nella battaglia di Rosarno. Le cosche dietro le violenze? "Pista al vaglio degli investigatori", dice il prefetto Luigi Varratta. E in rete riparte il tam tam per lo sciopero degli immigrati del primo marzo: su facebook più di dodicimila adesioni. «La rivolta di Rosarno è la quarta degli africani in Italia contro le mafie. Mi piace sottolineare che gli africani vengono in Italia a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare e a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere», ha detto Roberto Saviano al Tg3. Siamo d’accordo con lui. Noi stiamo a fianco dei neri d’Africa e contro i razzisti italiani e la ‘ndrangheta calabrese.
Dino Paternostro
LA VITA INFAME DEI NERI D'AFRICA
Dichiarazione di Paolo Beni e Filippo Miraglia (Arci) sui fatti di Rosarno:
"In Calabria clandestino è lo Stato..."

Campofiorito, partito il progetto di servizio civile "Amico Comune"

E' ufficialmente partita il 7 gennaio la fase operativa di “Amico Comune”, il progetto di servizio civile del Comune di Campofiorito. I 12 giovani, di età compresa tra i 18 ed i 28 anni, selezionati e ritenuti idonei, firmato il contratto ed espletate le pratiche burocratiche necessarie all’avvio, da lunedì prossimo, 11 gennaio, cominceranno la fase di formazione. Sarà propedeutica all’azione che li vedrà attivi nel campo della Protezione Civile.
In tutti i loro 12 mesi di attività, i giovani saranno accompagnati e seguiti dai loro formatori e dagli operatori locali di progetto, l’ingegnere Francesco Quartana e il geometra Giuseppe Cerasa, e dal responsabile del monitoraggio, Giuseppe Maniscalco.
Lo scorso 7 gennaio, presso l’Aula Consiliare del Comune, nei locali dell’ex Lavatoio Regina Elena, alla presenza di tutta la Giunta Comunale, il progetto è stato presentato ai volontari. Nei loro interventi, il sindaco Giuseppe Sagona, il vice sindaco Giuseppe Pizzo, e l’assessore ai Servizi Sociali Mario Milazzo, hanno evidenziato “'la particolarità e l’azione innovativa del progetto, il concetto di servizio alla comunità unico e solo obiettivo di tutti i progetti di Servizio Civile e l’impegno profuso dall’Amministrazione Comunale di Campofiorito in tutte le fasi e le azioni di sinergia e collaborazione che hanno visto protagoniste realtà professionali interne ed esterne all’ente che hanno portato all’approvazione e al finanziamento del progetto stesso, uno dei pochi attivato in tutta la zona del Corleonese”.

1/08/2010

Fiat, mercoledì sciopero e corteo. Scajola apre alla cordata siciliana

Gli operai della Fiat di Termini Imerese sciopereranno mercoledì prossimo. La decisione è stata presa dal consiglio di fabbrica. Prevista, nello stesso giorno, una manifestazione a Palermo, davanti Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea regionale. La mobilitazione è stata organizzata per sollecitare la Regione a intervenire con «provvedimenti concreti» in difesa dello stabilimento del Palermitano, dove in base al piano del Lingotto a partire dal 2012 si fermerà la produzione delle auto. Durante il consiglio di fabbrica si è discusso anche di sostegno al reddito per i lavoratori metalmeccanici, i cui salari risentono dei lunghi periodi di cassa integrazione e degli scioperi. L'ipotesi è quella di creare un apposito conto corrente in cui far confluire le integrazioni ai salari. Lunedì, infine, è in programma l'assemblea dei dipendenti Fiat. LEGGI TUTTO

E' l'anniversario dell'assassinio di Beppe Alfano, una voce scomoda zittita dalla mafia

BARCELLONA (MESSINA) - E' il 17° anniversario dell'omicidio di Beppe Alfano, ucciso dalla mafia la sera dell'8 gennaio del 1993 in un agguato in via Marconi. Alfano venne assassinato all'età di 42 anni con tre colpi di pistola mentre si trovava a bordo della sua Renault. Era tarda sera e stava facendo rientro a casa dove lo attendevano la moglie e le due figlie. Insegnava educazione tecnica nella scuola media della vicina Terme Vigliatore ed era corrispondente del quotidiano "La Sicilia". Una voce scomoda che la mafia decise di zittire. Diverse le iniziative per ricordare la figura di questo giornalista coraggioso. Un sit-in si è tenuto sul luogo dell'eccidio, mentre nel pomeriggio è stata organizzata una tavola rotonda nei locali della vecchia stazione ferroviaria. Presenti: la figlia Sonia Alfano (deputato europeo dell'Italia dei Valori e presidente dell'Associazione nazionale familiari vittime di mafia); l'avvocato Fabio Repici; il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro; Salvatore Borsellino, Gioacchino Genchi e il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia.

Cinisi. Riparte dal web la radio dei "cento passi", la redazione è nella casa di Impastato

Ha iniziato a trasmettere, dalla Casa memoria Peppino Impastato di Cinisi, "Radio 100 passi". Si tratta di una webradio, ovvero una radio che trasmette su Internet: nasce nel solco di Radio Aut, fondata nel 1976 da Peppino Impastato, il militante di Democrazia proletaria ucciso dalla mafia per ordine del boss Tano Badalamenti. «Finalmente, si è realizzato un sogno - dice Giovanni Impastato, fratello di Peppino e presidente dell´associazione Casa Memoria - questa radio servirà principalmente a informare, come faceva Radio Aut. Spero che un giorno riusciremo nell´impresa di trasmettere anche nell´etere». "Radio 100 passi", nata dal gruppo che diede vita a "Radio Sud", ha scelto il 5 gennaio per iniziare le sue trasmissioni perché era il compleanno di Peppino Impastato: il giovane di Cinisi ucciso dalla mafia avrebbe compiuto 62 anni. È possibile ascoltare le nuove trasmissioni di "Radio 100 passi" in streaming, sul sito www.radio100passi.net. Presto, la radio e l´associazione potrebbero anche avere una sede davvero particolare a Cinisi, la palazzina del capomafia Gaetano Badalamenti, che è stata di recente confiscata dalla Corte di Cassazione. Il sindaco Salvatore Palazzolo ha già annunciato che affiderà l´immobile proprio al gruppo animato da Giovanni Impastato. Il fratello di Peppino dice: «È un´emozione indescrivibile. Questa è soprattutto la dimostrazione che la mafia si può battere e che il nostro lavoro sta dando i frutti sperati».
(07 gennaio 2010)

Dal vino ai prodotti di artigianato locale. La vendita dei prodotti tipici Corleonesi vola su internet

CORLEONE – Tre bottiglie di vino, due di olio, un amaro, un barattolo di miele e perchè no anche un piatto in ceramica e una coppola siciliana. E una bella forma di formaggio caciocavallo stagionato? Ma si dai aggiungiamo al carrello. La spesa degli amanti dei prodotti tipici della Sicilia da oggi si può fare anche su internet grazie a due giovani imprenditori che hanno avuto una brillante idea: un portale di vendita on line di prodotti tipici di tutti quei comuni che sono racchiusi nel territorio dei Monti Sicani. Corleone nel cuore della Sicilia occidentale fa da apripista con tutti i suoi prodotti tipici proponendo ai vari produttori un nuovo portale nella quale inserirsi.
La scommessa è convincere i vari produttori a fare il salto di qualità e considerare l’e-commerce non un nemico ma come un potenziale alleato. Suddiviso per categorie corleoneshop.com è stato ideato nell’estate del 2009 dopo un’ attento studio sul territorio durato un anno e messo in rete a novembre del 2009. L'utilità e la praticità del sito hanno contribuito a generare un flusso continuo di visitatori che ogni giorno si riversano sulle sue pagine. Presente anche su Facebook, il portale permette al visitatore di visualizzare foto ingrandite, informazioni descrittive di ogni singolo prodotto, di chiamare il call-center al momento dell’acquisto sia tramite Skype gratuitamente che tramite linea telefonica, di effettuare pagamenti tramite Bankpass-Web, Pay-Pal, o Bonifico Bancario, accetta tutti i tipi di carte di credito e offre ogni settimana buoni sconto e offerte personalizzate ai propri utenti registrati. http://www.corleoneshop.com/ nasce da un’idea dei gemelli Fabrizio e Roberto Taormina entrambi cittadini del comune di Corleone con l’obiettivo di coniugare la tradizione dei prodotti tipici con l’innovazione di un sito web.
Acquistare i prodotti di Corleone a qualsiasi ora e da qualunque parte del mondo non è mai stato così semplice. (Nella foto: i gemelli Taormina)

Mosaico dei giorni. Un presepe senza Magi

di Tonio Dell'Olio
7 gennaio 2010 - "Si avvisa che quest'anno Gesù bambino resterà senza regali: i Maginon arriveranno perché sono stati respinti alla frontiera insieme aglialtri immigrati". Questa scritta è apparsa ieri nel presepe allestito nella cattedraledi San Gerlando ad Agrigento. Si tratta della diocesi in cui rientraanche Lampedusa e, pertanto, di fermi alla frontiera se ne intendono!Sanno di cosa parlano perché hanno letto mille e mille volte ladisperazione e la supplica negli occhi di chi aveva attraversato ilmare e il deserto, le mafie e le violenze di ogni genere per potergiungere sulle nostre coste e vedersi respinti. Sono proprio queste lemotivazioni che hanno mosso il direttore della Caritas diocesana,Valerio Landri e l'arcivescovo Francesco Montenegro a porre quelcartello. Le leggi del respingimento sono quanto di più antievangelicopossa esistere e nemmeno lontanamente dovrebbero poter trovareconsenso, complicità o solo silenzio da parte di chi a quel Vangelo siispira. Accogliere è l'unico verbo che i cristiani possono coniugaredavanti alla persona che bussa alla porta.

A giorni il libro-racconto di Palermo a luci rosse

Una città a luci rosse annidata tra le pieghe di un perbenismo di facciata. Palermo è anche questo. E a svelarne il suo lato oscuro è Chiara (o almeno così dice di farsi chiamare), una escort palermitana che da anni lavora proprio nella sua città. Sesso a pagamento, in casa o in trasferta, appartamenti di lusso come alcove, o hotel fuori porta. Tra i suoi clienti politici, avvocati, professionisti in genere, tutta gente della “Palermo bene”. Chiara ci racconta, senza falsi pudori, vizi e virtù di una città sommersa, conditi da particolari piccanti e non sempre prevedibili. Un libro/confessione che farà tremare i palazzi del potere…
Alessia Cannizzaro
Buttana di lusso
Confessioni di un’escort palermitana
pp. 144, euro 12,00
Edizioni La Zisa

http://www.lazisa.it/

Alessia Cannizzaro è giornalista professionista, laureata in Scienze della Comunicazione e in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale. Da anni lavora per tv e testate locali e nazionali. E proprio per un quotidiano palermitano ha condotto un’inchiesta sulla Palermo a luci rosse.

Fiat, sciopero generale contro la chiusura di Termini Imerese

TERMINI IMERESE (PALERMO) - I lavoratori della Fiat si preparano allo sciopero generale contro il piano industriale che tra i punti più contestati prevede lo stop della produzione di auto a Termini Imerese a partire dal 2012. Dopo la Fim-Cisl, oggi anche la Fiom-Cgil ha chiamato alla mobilitazione gli oltre 80 mila dipendenti della Fiat, ribadendo i giudizi negativi nei confronti del piano presentato il 22 dicembre a Palazzo Chigi. "Penso a uno sciopero di otto ore da effettuare in tempi rapidi - ha detto il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini - Giovedì prossimo ci sarà una riunione unitaria con Fim e Uilm, in quella sede decideremo le modalità". Per la Fiom, comunque, lo sciopero dovrà essere effettuato entro un mese. Proprio a Termini Imerese, i metalmeccanici della Cgil hanno riunito il coordinamento dei responsabili sindacali di tutti gli stabilimenti Fiat per un approfondimento sul piano industriale. "Il punto inaccettabile - ha aggiunto Rinaldini - è la chiusura di Termini Imerese: rappresenta un problema nazionale". Per la Fiom la fabbrica deve continuare a produrre auto, "non ci sono altre alternative", bocciando così il presunto interesse manifestato da una cordata di imprenditori siciliani che farebbe riferimento a Simone Cimino, fondatore della Cape, società di private equity quotata in Borsa. Non chiude del tutto le porte invece la Uilm. "Rimaniamo sempre convinti della bontà riguardante la capacità produttiva dello stabilimento - sostiene il segretario generale, Antonino Regazzi - In ogni caso siamo disponibili a verificare eventuali novità su altri acquirenti che vogliano mantenere la mission produttiva".

1/06/2010

La Cgil: "Ma la nuova rifunzionalizzazione della rete Ospedaliera riuscirà a garantire il diritto alla salute dei cittadini del Corleonese?"

Pubblichiamo la lettera che la segreteria aziendale del Presidio Ospedaliero "Dei Bianchi" di Corleone ha inviato al Direttore Generale e al Direttore Sanitario dell'ASP di Palermo, all’Assessore Regionale alla Sanità, al Presidente della Conferenza dei Sindaci della provincia di Palermo e al Direttore Sanitario del Distretto Ospedialiero 1 di Partinico. LEGGI TUTTO


QUALCHE RIFLESSIONE SUL PASSATO, SUL PRESENTE E SUL FUTURO DEL NOSTRO TERRITORIO

di Dino Paternostro

Sicilia. Trent'anni fa veniva ucciso Mattarella

UNA corona di fiori deposta sotto la lapide di via Libertà dove venne ucciso Piersanti Mattarella, presidente della Regione siciliana, allievo di Aldo Moro, assassinato trenta anni fa, nel giorno dell´Epifania. Alla cerimonia partecipano parenti, rappresentanti istituzionali, politici, magistrati e forze dell´ordine. Alle 12.15 messa nella chiesa dell´istituto Gonzaga. L´esponente politico, che perseguiva l´idea di una Sicilia "con le carte in regola", sarà ricordato anche nel suo paese natale, Castellammare del Golfo. Dopo che il sindaco Marzio Bresciani deporrà una corona di fiori sulla tomba; alle 10.30 messa nella chiesa madre. Domani la famiglia Mattarella al completo, con figli e nipoti, sarà ricevuta dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, al quale sarà consegnata un Dvd con la riproduzione della puntata dedicata lunedì sera a Mattarella da Rai Tre. Il documentario "La Grande Storia", nel quale i congiunti più stretti hanno revocato i momenti drammatici dell´agguato, ha totalizzato 1 milione 260mila telespetattori.
(La Repubblica, 06 gennaio 2010)

1/05/2010

Corleone, domani in via Bianchino l'ultima rappresentazione del Presepe Vivente

E' arrivato alla sua settima edizione il PRESEPE VIVENTE organizzato dalla Parrocchia Maria SS. della Grazia nella via Bianchino. Una tradizione che continua, dunque, coinvolgendo un intero quartiere. Molto belle le scene "vive" delle persone comuni che svolgono con perizia e passione gli antichi mestieri. Sempre piena di fascino la "grotta" con il piccolo Gesù, Giuseppe e Maria.
(Nella foto di Marta Pinzolo - Dialogos, Maria e il Bambino Gesù)

Prizzi, continua la tradizione del presepe vivente

Dal 24 Dicembre al 6 Gennaio è possibile rivivere a Prizzi per il terzo anno consecutivo le atmosfere natalizie e ritrovarsi in uno scenario che rievoca la Betlemme di Gesù. Il presepe vivente che viene ricreato vuol rappresentare non solo la nascita di Gesù Bambino, ma anche la vita contadina che si svolgeva a Prizzi negli anni Quaranta. Per rendere viva e vera quella realtà agli occhi di coloro che si apprestano a visitarlo, vengono utilizzati strumenti e attrezzi dell’epoca. Il lungo percorso, situato nella parte più antica del paese, si snoda tra vie tortuose e caratteristiche, lastricate in pietra e con ripide scalinate dove vengono proposte scene di arti e mestieri animate da figuranti in costumi d’epoca: il fabbro che batte il martello sull’incudine, le donne che lavorano al telaio e impastano la pasta e il pane, la famiglia contadina che si ritrova intorno al focolare, il pastore che prepara il formaggio e la ricotta, la lavandaia, il falegname, ecc…. A chiudere l’intero percorso è naturalmente la grotta, dove vi si trova il Bambin Gesù con Maria e Giuseppe e dove si rivive l’essenza e lo spirito del Natale. A rendere l’atmosfera magica contribuisce il buio, che viene rischiarato solo da lucerne e fiaccole. Il presepe vivente di Prizzi è unico tra le innumerevoli rappresentazioni in Sicilia, poiché accoglie il visitatore a 1045 metri di altezza. Lo scenario viene poi arricchito con musiche, luminarie e rappresentazioni folkloristiche. Durante il percorso è prevista anche la degustazione di prodotti tipici locali.
Maura Tuzzolino

Sciacca (Ag). Ricordato con una cerimonia sobria in cimitero il sindacalista Accursio Miraglia














NELLA FOTO: Un momento della cerimonia
LEGGI LA PAGINA MONOGRAFICA SU MIRAGLIA

Estorsioni. Enrico Colajanni (Addiopizzo) denuncia: “Paura di restare soli”

di Gianni Parlatore
Dopo gli ultimi episodi di cronaca legati ad intimidazioni, minacce ed incendi dolosi, da più parti si torna a parlare di recrudescenza del fenomeno estorsivo. Gli uomini del “pizzo” sono tornati a colpire con continuità ed in maniera diffusa, non limitandosi più alla sola colla nei lucchetti: a Palermo e a Gela due attività commerciali sono state devastate dalle fiamme, mentre a Porto Empedocle si è addirittura sparato contro la saracinesca di un bar.
Secondo i magistrati antimafia di Palermo sono ancora, invece, pochi i commercianti e gli imprenditori che denunciano, preferendo, per paura o per sfiducia, pagare piuttosto che collaborare con le istituzioni. Di questo ed altro Livesicilia ha parlato con Enrico Colajanni, presidente di Libero futuro e storico promotore dell’associazione “Addiopizzo”, impegnata da sempre nella lotta al racket dell’estorsione. LEGGI TUTTO

1/04/2010

L’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo agli operai Fiat di Termini Imerese: “La Chiesa è con voi”

La Chiesa si schiera ufficialmente con gli operai della Fiat di Termini Imerese, nella vertenza contro la decisione del gruppo di Torino di non produrre più auto nella fabbrica siciliana a partire dal 2012. L’arcivescovo di Palermo, monsignor Paolo Romeo, che è anche presidente della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), ieri ha incontrato una delegazione di sindacalisti e lavoratori. L’incontro, durato una ventina di minuti, è avvenuto nella sacrestia della Chiesa madre di Termini Imerese, subito dopo la messa officiata proprio da monsignor Romeo, che nella sua omelia ha parlato della Fiat. Con operai e sindacalisti, c’erano anche il sindaco Salvatore Burrafato con i suoi assessori, l’arciprete Francesco Anfuso e tutti i sacerdoti di Termini Imerese. L’arcivescovo ha spiegato di conoscere bene la vicenda della Fiat e di averne discusso anche con il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. “Non si può smantellare lo stabilimento con una storia importante alle spalle e cancellare le professionalità dei lavoratori”, ha detto monsignor Romeo che ha sottolineato come “la Chiesa è collocata in maniera naturale dalla parte dei lavoratori”. Le parole dell’arcivescovo sono state accolte in modo positivo da Fiom e Uilm, presenti alla riunione. Proprio la Fiom nei giorni scorsi aveva lanciato un appello alla Chiesa chiedendo di prendere posizione sulla vicenda Fiat che coinvolge circa 3 mila famiglie nell’intero comprensorio di Termini Imerese. Padre Anfuso, assieme a preti e francescani, aveva risposto subito partecipando alla manifestazione che ha portato 10 mila persone in piazza, tra cui migliaia di studenti.Già in più occasioni monsignor Paolo Romeo aveva manifestato vicinanza ai lavoratori della Fiat di Termini Imerese, usando parole di incoraggiamento e di conforto anche nell’omelia pronunciata durante la messa di Natale, nella cattedrale di Palermo. “Siamo molto soddisfatti per le parole dell’arcivescovo – dice il segretario della Fiom di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone – La Chiesa è vicina agli operai e lo sta testimoniando in modo chiaro. L’incontro con l’arcivescovo rafforza ancora di più, se ce ne fosse bisogno, il nostro impegno in difesa della fabbrica e dei lavoratori. Siamo grati anche a don Anfuso per le iniziative che ha messo in campo”. Al momento la produzione alla Fiat è ferma, con gli operai in cassa integrazione. Il rientro in fabbrica è previsto per il 7 gennaio.lunedì 4 gennaio 2010

Reggio Calabria, il giudice Prestipino: "Nessun dubbio sulla matrice mafiosa"

REGGIO CALABRIA - È stata ripresa dalle telecamere a circuito chiuso e sarebbe distinguibile, secondo quanto si è appreso, la targa dello scooter utilizzato dalle due persone che ieri mattina hanno compiuto l'attentato contro il portone d'ingresso della Procura generale di Reggio Calabria. Gli investigatori stanno facendo le verifiche sulla targa dello scooter per identificare il proprietario del mezzo e accertare se sia stato rubato. Dalle immagini, invece, può venire un contributo solo parziale riguardo l'accertamento dell'identità dei due attentatori, che indossavano entrambi caschi da motociclista. Si stanno valutando, comunque, le loro caratteristiche corporali per metterle a raffronto con quelle di persone schedate dagli investigatori come affiliate alla 'ndrangheta.I carabinieri del Reparto operativo di Reggio Calabria stanno svolgendo gli atti urgenti e ne trasmetteranno i risultati alla Dda di Reggio Calabria. Dopo la loro valutazione si deciderà quando trasmettere il fascicolo alla Procura antimafia di Catanzaro, competente sui procedimenti riguardanti i magistrati del Distretto di Corte d'appello di Reggio Calabria."Non abbiamo alcun dubbio che l'attentato contro gli uffici della Procura generale di Reggio Calabria abbia una matrice mafiosa". Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Michele Prestipino. "Le modalità di esecuzione dell'attentato - ha aggiunto - e la professionalità dimostrata dalle due persone che lo hanno compiuto ci inducono a pensare che l'attentato sia stato compiuto, senza ombra di dubbio, su preciso mandato della 'ndrangheta".

1/03/2010

Giuliana, maltratta i genitori e viene arrestato dai Carabinieri

Palermo, 2 gen. - (Adnkronos) - Con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate i carabinieri hanno arrestato a Giuliana (Palermo) in esecuzione di un'ordinanza di applicazione di misura di sicurezza provvisoria emessa dal gip di Termini Imerese S.M., 23 anni. Lo scorso ottobre i militari sono intervenuti presso l'abitazione del giovane su richiesta dei genitori, che chiedevano aiuto per sfuggire agli ''istinti violenti'' del figlio. In quell'occasione i due riportarono diverse ferite, mentre S.M. fu sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio. Da quel momento i militari si sono trovati ad intervenire in altre circostanze, per sedare l'istinto violento del giovane nei confronti dei genitori. Dalle indagini, inoltre, e' emerso che gli episodi di violenza si erano verificati anche in passato e che l'indole violenta del giovane aveva subito nel corso degli anni un escalation pericolosa. Da qui l'arresto e l'accompagnamento, dopo le formalita' di rito, presso l'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), dove rimarra' a disposizione dell'Autorita' giudiziaria competente.

Lombardo punta sul Partito democratico. "All'Ars, grazie a loro, avremo sessanta voti"

di Massimo Lorello
PALERMO - Raffaele Lombardo scommette sul Pd. Confida, il governatore, nel supporto che all'Assemblea regionale dovrebbe ricevere dai deputati democratici. «Abbiamo fiducia nel Pd - dice Lombardo - Possiamo contare sulla sua disponibilità perché è alla base di questo governo. Così, una volta per tutte, smentiamo la storia dei numeri insufficienti. In aula non saremo trenta ma circa sessanta, considerando i deputati del Partito democratico».Come si svilupperà concretamente il rapporto con i democratici? Lombardo spiega: «Quando il governo regionale elaborerà un disegno di legge si preoccuperà di trovare preliminarmente, assieme al Pd, un punto di sintesi». Poi però aggiunge: «Mi prefiggo di incontrare anche gli altri capigruppo e i singoli deputati che vogliono partecipare alle riforme». Insomma, priorità al Pd ma chi vuole collaborare si accomodi pure. Certo è difficile pensare a un aiuto del Pdl lealista (cioè l'area Alfano-Schifani) o dell'Udc usciti entrambi dal governo dopo avere fatto parte della maggioranza che ha portato Lombardo a Palazzo d'Orleans. LEGGI TUTTO

Bomba al tribunale di Reggio Calabria: nessun ferito

Sono stati due uomini con il volto coperto da caschi da motociclista a collocare l'ordigno al portone di ingresso della Procura generale di Reggio Calabria. Lo ha riferito il procuratore generale, Salvatore Di Landro. «Dalla telecamera di servizio - ha detto - è stato possibile notare che due individui, che indossavano i caschi e che sono giunti a bordo di un motorino, hanno depositato l'ordigno composto da una bombola di gas e da materiale esplodente. Siamo certi che si tratti di un grave attentato perpetrato dalla criminalità organizzata». La bomba costruita artigianalmente è stata posizionata intorno alle 4.50 della scorsa davanti al portone della Procura Generale di Reggio Calabria. Le immagini dell'attentato sono al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di dare un volto e un nome ai due individui che hanno compiuto il grave gesto. L'attentato ha provocato solo danni al portone d'ingresso, senza provocare feriti. Circa venti minuti dopo, attorno alle 5:20, un altro ordignio, con le stesse modalità, è scoppiato davanti a una pescheria nel rione S. Caterina. Nei giorni scorsi, una ordigno simile, che non è esploso, è stato ritrovato davanti alla saracinesca di un bar i cui proprietari sono imparentati con il collaboratore di giustizia Emilio Di Giovane. Di Giovine è considerato dagli investigatori un boss della 'ndrangheta operante a Milano e trafficante di armi e droga. Tra l'altro, recentemente, il suo avvocato ha chiesto la sua audizione da parte della Commissione sulle ecomafie dopo che Di Giovine avrebbe riferito di essere a conoscenza di particolari sull'affondamento di navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi nei mari italiani. Dopo lo svolgimento dei primi atti urgenti, il fascicolo dell'inchiesta sarà trasmesso alla Procura della Repubblica di Catanzaro. La Procura del capoluogo calabrese, infatti, è competente a giudicare per i fatti riguardanti i magistrati del distretto di Reggio Calabria.«Appresa la notizia del grave atto intimidatorio compiuto questa notte agli uffici della Procura Generale di Reggio Calabria, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso ai Capi degli uffici requirenti della Città la sua solidarietà e la vicinanza del Paese a tutti i magistrati reggini. Il Capo dello Stato - rende noto un comunicato del Quirinale - ha manifestato il convinto apprezzamento e il forte incoraggiamento alla tenace azione, assieme alle forze dell'Ordine, di contrasto della criminalità, assicurando il pieno sostegno delle istituzioni».

1/02/2010

Intervista a Giuseppe Lupo, segretario regionale del Pd in Sicilia: «Non avalleremo galleggiamenti: senza fatti concreti la nostra linea sarà rivista»

di Lillo Miceli
Palermo. «Abbiamo accettato la scommessa di sostenere un governo delle riforme, ma non avalleremo alcun galleggiamento. Se non ci saranno fatti concreti, la nostra posizione sarà rivista».
Per il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, non possono esserci tentennamenti: «I siciliani chiedono alla politica di affrontare l'emergenza economica e sociale della nostra regione. A questa richiesta il Partito democratico vuole dare risposta e per questo ha deciso di impegnarsi per realizzare alcune riforme legislative». LEGGI TUTTO

Regione Sicilia. Davide Faraone, deputato del Pd: "Occorre modificare la legge elettorale e introdurre la doppia scheda e il seggio unico di spoglio"

“La stagione delle riforme che sta per prendere forma col terzo governo Lombardo deve prevedere anche una nuova legge elettorale. Bisogna migliorare il sistema di elezione diretta del presidente della Regione, del sindaco e del presidente della Provincia: il rinnovamento deve prevedere innanzitutto la doppia scheda per l'elezione diretta del presidente della Regione, per assicurare il rispetto della più genuina volontà popolare e separare il destino del capo del governo da quello dei singoli deputati”. Lo dice Davide Faraone, deputato regionale del Partito Democratico, che ha predisposto un disegno di legge all’Ars di riforma del sistema elettorale in Sicilia. “Questa proposta – prosegue – mi auguro possa essere condivisa anche da molte forze politiche che non sono rappresentate all’Ars: può essere il punto di partenza per un dialogo costruttivo di tutto il centrosinistra sulle cose da fare che più servono alla Sicilia”.
Tornando alle proposte di modifica, secondo Faraone “la doppia scheda va estesa anche negli enti locali per l'elezione diretta del sindaco e del presidente Provincia, dando così effettiva corrispondenza tra il voto espresso e il candidato prescelto. L'altra proposta di modifica - conclude - riguarda la costituzione del ‘seggio unico di spoglio’ dove far confluire tutte le schede: un modo finalmente efficace ridurre drasticamente la possibilità di controllo del voto”.

1/01/2010

Mafia. Sconto al boss Graviano

PALERMO - Il boss palermitano Giuseppe Graviano, che sta scontando l'ergastolo nel carcere di Opera a Milano, ha ottenuto su richiesta del suo legale che gli venisse tolto l'isolamento diurno. E' stato lo stesso avvocato a precisarlo, dopo che in un primo tempo si era diffusa la notizia della cancellazione del 41 bis, seguita immediatamente da una serie di polemiche. Per Graviano quindi rimane l'applicazione del carcere duro, alleggerito dal nuovo provvedimento. "I magistrati - dice l'avvocato Gaetamo Giacobbe - hanno applicato la norma che stabilisce un tetto massimo per il carcere duro. Cumulati i periodi di detenzione diurna trascorsi al 41 bis, si è arrivati al tetto di tre anni previsto dalla legge". Graviano sarebbe passato al regime di vita comune il 16 dicembre scorso. Lo scorso 11 dicembre, davanti ai giudici della Corte d'appello di Palermo che stanno giudicando il senatore Marcello Dell'Utri, Giuseppe Graviano - sentito insieme al fratello Filippo - aveva lamentato uno stato di salute precario, a suo dire provocato dai rigori del 41 bis. A causa dei problemi di salute non aveva risposto alle domande dell'accusa sulla veridicità delle dichiarazioni rese dal pentito Gaspare Spatuzza, che aveva parlato di rapporti tra il senatore e i due fratelli Graviano. L'ergastolano aveva spiegato che la sua decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere poteva essere rivista qualora le sue condizioni di salute fossero migliorate, lasciando intendere che questo sarebbe dipeso dal miglioramento del suo regime carcerario. Filippo Graviano, invece, aveva smentito la ricostruzione fatta da Spatuzza. "Giuseppe Graviano non ha diritto - afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili - per quello che ci riguarda, a nessuno sconto né di giorno né di notte. Comprendiamo bene che il Tribunale di sorveglianza ha applicato le leggi, che durante questi sedici anni troppo spesso sono andate in una sola direzione, in favore della mafia terrorista, e oggi se ne vedono i risultati".

Palermo. Auguri in tv dai consiglieri comunali. Lo spot costa mille euro al minuto

di Sara Scarafia
PALERMO - Uno spot di 15 minuti per augurare buon anno ai palermitani. Protagonisti i 50 consiglieri di Sala delle Lapidi.
Costo 15 mila euro, mille euro a minuto. Al Comune, si sa, è tempo di vacche magre. Ma nonostante la crisi tre sere fa la giunta comunale ha approvato una delibera da 15 mila euro per finanziare il progetto "La speranza non si spera, si organizza". A proporlo Francesco Panasci, direttore e conduttore del format televisivo, trasmesso sulle reti locali, "I Vespri". LEGGI TUTTO

Il premio Fava assegnato a Sigfrido Ranucci

CATANIA - Il giornalista Sigfrido Ranucci, per la trasmissione Report di Raitre, è il vincitore del premio nazionale Giuseppe Fava. La consegna del riconoscimento avverrà il 5 gennaio prossimo al centro culturale Zo di Catania. Ranucci è diventato famoso in città per la realizzazione del lungo reportage sul dissesto dell'amministrazione etnea. Domani, intanto a Palazzolo Acreide, paese del Siracusano in cui è nato il giornalista ucciso dala mafia nel 1984 a Catania, prende il via la quarta edizione del premio Giuseppe Fava - Scritture e immagini contro le mafie. Per tre giorni sarà ricordato il giornalista con dibattiti su temi dell'informazione. Quest'anno sono previsti anche due spettacoli teatrali, per domani e domenica, dal titolo 'La Mafia è un'ideà e i monologhi di Giulio Cavalli, attore e regista che riceverà il premio 'Giovanì Giuseppe Fava durante la serata finale della manifestazione a Palazzolo Acreide.

Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano