sabato, giugno 23, 2012

"Mio padre...", la testimonianza di Giuseppe Casarrubea Jr


Giuseppe Casarrubea
Non ho alcun ricordo di mio padre. Avevo 15 mesi quando lo uccisero. Tutto quello che so di lui l’ho saputo da mia madre, che ricordo vestita a nero per un tempo interminabile, come ricordo anche il ‘pagliaccetto’ nero a ginocchio, con le bretelline incrociate sulla schiena, che tenni per lungo tempo, dopo quel tragico 22 giugno 1947. Fino a quando un giorno, quella buona amica e vicina di casa di mia madre, Pina Suriano (erano dello stesso quartiere ‘Casa santa’), non le consigliò di togliermi  quel coso nero e di farmi indossare un vero abito bianco. Come uno dei grandi. Pina, ora beata grazie a Giovanni Paolo II, trovò pure il pretesto: farmi fare la prima comunione. Ma non avevo ancora compiuto i quattro anni e la cosa sarebbe stata difficile. Perciò donna Graziella, cioè mia madre, una donna tutta ‘casa e chiesa’, mi spedì a lezioni di catechismo che ricordo erano tenute proprio da Pina Suriano fino a quando questa giovane, nel 1950, cessò di vivere. Non ho mai saputo come e perché. LEGGI TUTTO

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