sabato, giugno 30, 2012

Corleone, campo antimafia. Tra lavoro, memoria, impegno e divertimento


Alla cappella di Placido Rizzotto con Dino Paternostro
Oggi  (25.6.12) il vecchio circolo di giovani legambientini ha fatto un passo avanti! Partendo con il pullman alle 14.00 da Palermo, ci siamo diretti a Corleone  per iniziare un nuovo progetto con “Lavoro e non solo”, una cooperativa dell’Arci  affiliata a “Libera”, associazione che si occupa anche di beni confiscati alla mafia e nel nostro caso a parenti di Rina, Provenzano  e altri boss corleonesi. Arrivati alle 16.30 ci hanno indicato le nostre stanze e  finalmente siamo diventati soci Arci e nel frattempo abbiamo fatto conoscenza con un gruppo di toscani partecipanti al nostro stesso progetto. Verso le 17.00, insieme alla coordinatrice, abbiamo stabilito i nostri turni. Ogni giorno, infatti, mentre la maggior parte dei ragazzi va a lavorare nei campi, alcuni restano a Casa Caponnetto per  preparare la colazione, apparecchiare e sparecchiare, pulire e riordinare gli spazi comuni e le stanze. 
Subito dopo abbiamo incontrato i ragazzi toscani, i “cuochi” e le “cuoche” del sindacato pensionati  della Cgil e i coordinatori dei gruppi. Ci siamo presentati e abbiamo anche detto quale è stata la motivazione che quest’anno ci ha spinti a svolgere qui il nostro campo estivo. Per noi, infatti, è il quinto campo e il primo da “arcini”. E abbiamo scoperto che mentre noi siamo un circolo unico e quindi ci conosciamo da anni, i ragazzi toscani aderiscono singolarmente ai campi e spesso  non si conoscono.  La sera, dopo cena, ci siamo dilettati con carte e giochi da tavolo che ci hanno permesso di confrontarci meglio con gli altri ragazzi. La giornata si è conclusa con un’uscita organizzata per visitare il lato notturno del paese.

(26.6.2012) comincia il vero lavoro
Il secondo giorno è stato particolarmente pesante per coloro che hanno dovuto lavorare in vigna. Sveglia presto, colazione e poi nei terreni a legare le viti giovani e tagliare i ramoscelli superflui.  E’ stato bello pensare che la nostra fatica servirà a produrre il vino della legalità. Un modo concreto per combattere la mafia in una delle sue storiche roccaforti.
Dopo la faticosa mattinata, abbiamo deciso di far visita a Telejato, una piccola tv indipendente di Partinico  che da anni compie una dura lotta contro la mafia facendo nome e cognome dei mafiosi . La visita è stata molto interessante, molti di noi, infatti, hanno preso parte alla lettura delle notizie da mandare in onda al telegiornale; è stata un’ occasione unica perché Pino Maniaci, direttore di Telejato ci ha spiegato che questa televisione è la più piccola del mondo ed a sua volta trasmette il telegiornale più lungo del  mondo (2 ore e mezzo); quindi, quando capita un’esperienza simile?
Successivamente abbiamo tenuto una conversazione con Pino Maniaci, grazie al quale ci siamo resi conto di quanto sia importante combattere la mafia. Pino Maniaci ha avuto tante intimidazioni e parecchie querele, ciò ci ha permesso di comprendere ancor meglio che nella nostra terra combattere apertamente  i soprusi e le angherie mafiose può essere  un rischio, ma talvolta rappresenta una sfida, non solo rivolta alla stessa mafia, ma in generale al nostro piccolo … saremmo capaci di rischiare la vita per la lotta?
Pino ha voluto, inoltre, sottolineare l’incoerenza di alcuni canali televisivi  che trasmettendo vari programmi compromettono il nostro futuro, la lotta alla mafia e l’etica; proprio per questo ci ha consigliato di riscattarci.
Dopo una pausa al bar abbiamo ripreso  il pullman e ritornati a Corleone abbiamo cenato e ci siamo addormentati ansiosi di incominciare una nuova giornata.

(27.06.2012) Con Dino Paternostro per parlare di memoria e impegno
La mattina del terzo giorno ci siamo preparati per andare a lavorare in vigna e siamo ritornati verso le  13.30. Abbiamo pranzato e nel tardo pomeriggio abbiamo visitato la tomba di Placido Rizzotto, esponente di spicco e sindacalista della Cgil ucciso dalla mafia. 
Il suo corpo è stato ritrovato dopo sessantaquattro anni  in una foiba grazie alle battaglie del sindacato e della famiglia che non si sono mai arresi.
Per questo il suo ritrovamento è stato significativo e ai funerali di stato ha partecipato anche il presidente della Repubblica Napolitano.
  Rizzotto è stato ucciso brutalmente, per i mafiosi è stato più facile ammazzarlo che, invece, ascoltare una voce così veritiera e “fastidiosa”  che lottava contro le ingiustizie e sperava in una società migliore. Successivamente ci siamo recati alla camera di lavoro di Corleone per  seguire le ricostruzioni storiche sui sindacalisti uccisi dalla mafia.
 A raccontarcele uno dei giornalisti e sindacalisti più impegnati, Dino Paternostro. Dopo cena abbiamo visto la semifinale Spagna-Portogallo e poi ancora una visita notturna per le vie di Corleone e una puntata al pub per continuare a conoscerci meglio anche con i ragazzi toscani.

(28.6.2012) Lavoro e…….. l’Italia in finale agli europei!!!!!!!
La quarta giornata è stata in parte più rilassante. Il lavoro nei campi è stato faticoso.
Abbiamo zappato nelle vigne e tagliato i rami che impedivano alle piante di prendere sole e aria. Nel pomeriggio, però insieme ad alcuni ragazzi toscani, siamo andati in piscina e in acqua è successo di tutto.
E’ bastato un pallone e la simpatia del nostro cameraman Gaspare per divertirci insieme.  Siamo ritornati speranzosi  in una possibile vittoria degli azzurri impegnati nella semifinale con la Germania. 
E’ stato quasi come essere allo stadio con il nostro mitico coordinatore Gherson, dodicesimo uomo in campo. 
E’ stato bello vedere anche Calogero, il presidente della cooperativa, salire sulla sedia per esultare.  Dopo ogni goal e al fischio finale c’è stato un big bang con urla e abbracci. I festeggiamenti sono proseguiti per le strade di Corleone e poi una tappa finale al bar.

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