domenica, novembre 09, 2025

CI SCRIVONO. Laura Liistro: L’antimafia silenziosa che tiene in piedi la Sicilia

Il maresciallo Paolo Bordonaro

Leonardo Sciascia
di Laura Liistro

La Sicilia torna a essere osservata speciale dopo l’inchiesta della Procura di Palermo che vede coinvolto l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Le intercettazioni, i retroscena sulla sanità pubblica e le accuse di un sistema di potere parallelo riaccendono l’ombra di vecchie logiche: favori, clientele, fedeltà personali e spartizioni di incarichi. 

Un copione già visto, che ripropone l’immagine di un’isola dove il potere cambia pelle ma non sostanza.

È il volto moderno del gattopardismo politico, quella capacità tutta siciliana – e ormai nazionale – di mutare linguaggio e sigle per conservare gli stessi equilibri. Oggi come ieri, l’apparente rinnovamento nasconde un sistema immobile, dove la politica diventa mestiere e la morale strumento di consenso.

Eppure, la storia insegna che la consapevolezza del male mafioso affonda le sue radici ben prima della stagione dei grandi processi e delle retoriche pubbliche. Negli anni Trenta del Novecento, Paolo Bordonaro, maresciallo dei Carabinieri e uomo di fiducia del prefetto Cesare Mori, redasse un dossier intitolato “Lotta alla mafia siciliana”.

Guerra in Ucraina: media di guerra e media di pace


di Augusto Cavadi

L’ultimo libro di Andrea Cozzo, Media di guerra e media di pace sulla guerra in Ucraina. Promemoria e istruzioni per il futuro (Mimesis, Milano-Udine 2025, pp. 190, euro 17,00) è dedicato innanzitutto ai professionisti della comunicazione, ma, più ampiamente, a tutti noi lettori, ascoltatori e spettatori. 

L’autore, professore di Lingua e letteratura greca all’Università di Palermo (e collaboratore di Pressenza, ndR, vedi ad esempio Flotilla e azioni governative),  è impegnato da decenni nello studio della nonviolenza, da cui ha tratto molteplici frutti: sia volumi (Conflittualità nonviolenta. Filosofia e pratiche di lotta comunicativa con Mimesis, sintetizzato nel più recente La nonviolenza oltre i pregiudizi. Cose da sapere prima di condividerla o rifiutarla con le edizioni Di Girolamo); sia Laboratori universitari con crediti formativi riconosciuti e Corsi di formazione dedicati a Forze dell’Ordine; sia con azioni dirette in varie situazioni di conflitto  (talora non poco dolorose).

sabato, novembre 08, 2025

PRO LOCO CORLEONE: ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE


In data 24 ottobre 2025 è  stato
 rinnovato il Consiglio di amministrazione della Pro Loco Corleone APS e sono stati eletti: Carramusa Francesca, Foderà Salvatore, Gazzara Luca, Labruzzo Carmelo, Leone Angela, Paternostro Rosanna, Scaturro Giuseppe. Durante la prima seduta del  6 novembre 2025  il nuovo C.A. ha attribuito le seguenti cariche statuarie:

- Gazzara Luca Presidente

- Scaturro Giuseppe Vice  Presidente

- Labruzzo Carmelo Tesoriere

- Fodera' Salvatore Segretario

Sanità, nuovo filone d’inchiesta per mazzette e appalti pilotati


Fabio Geraci

Palermo

Un terremoto dopo l’altro. La sanità siciliana è di nuovo nel pieno di una tempesta giudiziaria: la Procura di Palermo ha chiesto quindici misure cautelari - otto in carcere, quattro ai domiciliari e tre interdittive per altrettante società - nell’ambito dell’ennesima indagine che ricostruisce un sistema di tangenti e appalti pilotati tra aziende pubbliche e imprese private del settore sanitario. 

Al centro del fascicolo c’è ancora Antonino Maria, detto Ninni, Sciacchitano, 65 anni, commercialista originario di Corleone, già ai domiciliari per il primo filone di Sorella Sanità bis, esploso a giugno, e ora destinatario di una nuova richiesta di arresto in carcere, considerato l’architetto di una rete corruttiva capace di muoversi attraverso funzionari compiacenti, imprenditori e vari intermediari.

Nel mirino degli inquirenti ci sono anche Catello Lello Cacace, 61 anni, imprenditore di Castellammare di Stabia, ritenuto il faccendiere del gruppo; Umberto Maggio, 71 anni di Salerno, titolare della Pacifico Srl; Umberto Perillo, 58 anni, campano, rappresentante della E.Medical Srl; Giuseppe Valentino, 51 anni, collaboratore della Svas Biosana; Gaetano Di Giacomo, 52 anni, e Massimiliano De Marco, 48 anni, referenti della Servizi Ospedalieri Spa; e Diego Russo, 49 anni, un altro rappresentante campano della E. Medical.

Ombre sulla riforma della giustizia



di Giuseppe Savagnone

Una vicenda inquietante

L’esplodere del caso Almasri cade all’indomani della definitiva approvazione della riforma della giustizia e getta un’ombra inquietante sul rapporto del nostro governo con le leggi – in questo caso quelle internazionali – e con la magistratura.

Fin dall’inizio, infatti, la vicenda del torturatore libico ha evidenziato l’intento dell’esecutivo di eludere le prime e di attaccare la seconda.

A cominciare dal video in cui Giorgia Meloni – rivolgendosi ai suoi sostenitori invece che riferire in parlamento – dopo aver dichiarato che la responsabilità del sorprendente rimpatrio di un criminale era tutta dei giudici della Corte, aveva  accusato quelli italiani di perseguitarla: «La richiesta di arresto della Corte Penale Internazionale», aveva affermato con la consueta grinta –  «non è stata trasmessa al Ministero italiano della Giustizia, come invece è previsto dalla legge, e per questo la Corte d’Appello di Roma decide di non procedere alla sua convalida. A questo punto, con questo

IL CASO. Parentele e inganno: le due donne "vittime" di Totò

Totò Cuffaro

di ALESSANDRA ZINITI

Il 22 gennaio 2011, quando suo padre varcò il portone di Rebibbia, Ida Cuffaro era molto ovane, il suo sogno di diventare magistrato sembrava destinato ad andare in fumo. E invece, caparbietà e coraggio, undici anni dopo giurava con la Costituzione in mano e la toga indosso. 

«Il suo successo sconfigge la mia sconfitta», commento con sussiego Totò Cuffaro rendendo pubblica una notizia che sua figlia avrebbe preferito tenere per se. Chissà se, nel tornare a fare quello che ha sempre fatto, prima e dopo la galera, Totò vasa vasa ha mai pensato al danno che avrebbe fatto a sua figlia che oggi, da giudice civile del tribunale di Vibo Valentia dove certamente sperava di lavorare con la stessa visibilità di un fantasma, oltre alla croce di un cognome che poco si addice a chi amministra giustizia, deve affrontare anche la gogna di un padre irredimibile. Finito di nuovo sotto la lente dei magistrati per una storia di clientele, soldi, di condotte illegali legate al potere. Oltre che per rapporti con ambienti mafiosi. 

venerdì, novembre 07, 2025

La Cgil annuncia lo sciopero generale per il 12 dicembre. Landini: “Manovra sbagliata, non aumenta i salari”

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini

L'assemblea dei delegati della Cgil ha deciso lo sciopero generale per il 12 dicembre, contro la legge di bilancio del Governo.

L'annuncio è stato dato oggi nel corso di una iniziativa del sindacato a Firenze da Fulvio Fammoni, presidente dell'assemblea generale Cgil. All'iniziativa partecipa anche il segretario generale Maurizio Landini.

"Riteniamo che questa sia una manovra ingiusta, sbagliata e la vogliamo cambiare". Lo ha affermato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, parlando a margine dell'assemblea dei delegati a Firenze nella quale è stato annunciato lo sciopero generale per venerdì 12 dicembre. "L'emergenza fondamentale in questo momento - ha detto - è il salario: c'è bisogno di aumentare i salari, questa manovra non lo fa".

LA SENTENZA. I rider? Per la Cassazione vanno tutelati come dipendenti


Secondo la decisione della Suprema Corte, il contratto da autonomi non esclude le protezioni del lavoro subordinato: una vittoria per ciclofattorini, una sconfitta per le aziende


PATRIZIA PALLARA


È la seconda pronuncia della Cassazione che afferma questo principio. I rider sono lavoratori autonomi ma il loro contratto formale non impedisce il riconoscimento della disciplina del rapporto dipendente quando sono presenti determinate condizioni: la continuità, la prevalenza personale della prestazione, l’organizzazione da parte del datore.

Una vittoria per i lavoratori, anche se a metà. La sentenza, depositata il 31 ottobre (n. 28772/2025), conferma la decisione assunta dalla Corte d’Appello di Torino e segue il tracciato della Suprema Corte che si era pronunciata sullo stesso tema nel 2020, stabilendo un orientamento per la giurisprudenza.

DIRITTI E TUTELE DEL LAVORO SUBORDINATO

Che cosa sostengono esattamente i giudici togati? “La sentenza riconosce la natura etero-organizzata dell’attività di consegna a domicilio svolta dal ciclofattorino – spiega Nicola Marongiu, responsabile area Contrattazione, politiche industriali e del lavoro della Cgil –. Quindi al lavoratore, anche se è qualificato formalmente come autonomo, si devono applicare le discipline del lavoro subordinato, a partire dal compenso definito dai contratti collettivi e dai contributi, fino ad arrivare agli altri istituti a tutela del dipendente. In pratica, viene riconosciuto il portato della norma che abbiamo nel nostro ordinamento, che però ha un carattere molto ambiguo, perché si colloca in mezzo e non ha efficacia se non si arriva al contenzioso giuridico legale”.

SOLO CON IL RICORSO AL GIUDICE

Il limite di quest’ultima come della precedente sentenza è proprio questo: solo se il lavoratore ricorre al giudice può farsi riconoscere le tutele e i diritti del rapporto dipendente. Può accadere anche con un intervento dell’ispettorato del lavoro, come nel caso della maxi-indagine della procura di Milano nel 2020.

È quella che si dice in gergo una situazione rimediale: c’è bisogno di un intervento, cioè di un rimedio, per fornire una soluzione a un problema. Quindi la sentenza non vale per tutti, è un precedente, fa orientamento, ma decide solo nella situazione specifica sottoposta all’attenzione della Corte.

L’AZIENDA HA PERSO

“L’aspetto positivo è che l’azienda è soccombente – prosegue Marongiu –. Ha perso in primo grado, in appello e ora anche in Cassazione. Voleva affermare il riconoscimento del lavoro autonomo punto. Invece la sentenza conferma che la natura di quell’attività presuppone un corredo di tutele e diritti che è caratteristico del lavoro subordinato, anche se i lavoratori sono qualificati come autonomi. Questo può diventare un indirizzo per la contrattazione collettiva”.

SI RAFFORZA L’AZIONE SINDACALE

La sentenza della Cassazione può rafforzare infatti l’azione sindacale. “La maggior parte del contenzioso promosso dalla Cgil attraverso le sue strutture Nidil, Filcams e Filt si è basato sul fatto che devono essere riconosciuti i diritti all’informazione, il comportamento antisindacale delle aziende quando i diritti sono stati negati, la necessità di applicare la procedura del licenziamento collettivo quando Uber Eats ha lasciato l’Italia, gli obblighi in tema di salute e sicurezza – aggiunge Marongiu -. Affermare che si applica la disciplina del lavoro subordinato è un elemento che permette avanzamenti nell’azione di tipo sindacale”.

BICICLETTA DI PROPRIETÀ

Nel caso sottoposto all’esame della Cassazione, l’azienda di food delivery aveva sostenuto che l’uso della bicicletta di proprietà dei rider era un elemento distintivo del lavoro autonomo. La Suprema Corte ha respinto questa tesi: la disponibilità del mezzo non incide sulla qualificazione del rapporto, ha detto, che resta formalmente autonomo ma disciplinato come subordinato quando il potere organizzativo appartiene al committente.

Non basta. Poiché è l’algoritmo ad assegnare le consegne, determinando tempi e modi di esecuzione delle prestazioni, questo meccanismo evidenzia come il controllo e il potere direttivo siano esercitati dall’azienda e non dal rider. Altro che lavoro autonomo!

Collettiva.it, 6 novembre 2025 

giovedì, novembre 06, 2025

Rivoluzione Mamdani. Così il fronte democratico ha sconfitto il tycoon


Mattia Ferraresi

Il responso della Grande Mela: Mamdani ha battuto Cuomo con il 50,4% dei voti contro il 41,6%. Se ci fosse stato il suo nome sulla scheda avrebbe vinto, dice il presidente Trump; ma forse i democratici hanno vinto proprio perché sulla scheda il suo nome, pur non essendoci, c'era.

Zohran Mamdani è diventato sindaco di New York dopo una campagna fulminante, ha rispedito Andrew Cuomo e l'establishment che rappresenta nei sobborghi, come dice lui, e nella prima riga del suo primo discorso da sindaco ha citato Eugene Debs, socialista e sindacalista detestato dai democratici al potere e incriminato per essersi opposto al reclutamento per la Prima guerra mondiale.

«In questo momento di oscurità politica, New York sarà la luce. Vedo l'alba di un giorno migliore per l'umanità», ha detto il 34enne nella sua notte. Nessun vincitore aveva osato pescare un riferimento tanto a sinistra, addirittura dalle parti del sol dell'avvenire, ma va anche ricordato che c'è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui New York era soprannominata la città più occidentale dell'Unione sovietica.

mercoledì, novembre 05, 2025

CI SCRIVONO. Caro Sindaco Zohran Mamdani…

Il Sindaco di New York Zohran Mamdani…

di GAETANO MANNINA

Caro Sindaco Zohran Mamdani, con il cuore che batte forte dall’altra sponda dell’Atlantico, le scrivo per offrirle le congratulazioni più sentite della mia generazione di immigrati, di figli di immigrati, di nipoti di chi ha salpato da Napoli, da Palermo, da tanti paesi del Sud del mondo credendo che a New York il mare finisse e cominciasse la libertà.

Il suo discorso di vittoria è già arrivato nelle chat di famiglia, nei barbieri, nei ristoranti dove si parla in dialetto e si spera in inglese. Quando ha detto «New York resterà una città di immigrati, costruita dagli immigrati, alimentata dagli immigrati e da stasera guidata da un immigrato», mia madre ha pianto. Perché per la prima volta, dopo anni di tweet che urlavano “mandateli a casa”, qualcuno ha urlato più forte: «sono già a casa».

Tomasino, la parabola dell’assessore provinciale

La parabola politica di Giovanni Giuseppe Tomasino (conosciuto come Gigi), classe 1971, ha radici solide nell’amministrazione locale. Esponente dell’Udc e successivamente del Pid, è stato una figura di riferimento durante la presidenza della Provincia di Palermo di Giovanni Avanti. 

Nel 2008, a soli 37 anni, entra a far parte della giunta provinciale, ricoprendo l’incarico chiave di assessore alla Viabilità e ai Trasporti. In quel ruolo, Tomasino si occupa di opere pubbliche stradali e affari istituzionali e si distingue anche a livello nazionale venendo nominato responsabile del coordinamento degli assessori alla Viabilità delle Province italiane per l’Upi (Unione province italiane). La sua attività in quegli anni è testimoniata da numerose delibere per interventi sulla rete stradale provinciale. Ha avuto deleghe agli Affari Istituzionali e ai rapporti con gli enti locali, gestendo un piano triennale da diversi milioni di euro per la rete stradale provinciale.

La sanità e gli altri affari. I magistrati di Palermo: «Un comitato occulto che gestiva nomine e appalti»

Il procuratore generale Maurizio De Lucia

Palermo - «Dopo aver costituito il sodalizio, metteva a disposizione le proprie entrature e la sua rete di conoscenze al fine di commettere un numero indeterminato di reati», si legge nelle carte dell’inchiesta coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia. 

Per la Procura, Totò Cuffaro sarebbe stato il vertice di un’associazione «capace di incidere sugli esiti di concorsi, gare di appalto e procedure amministrative in modo da favorire imprenditori e soggetti corruttori», con l’obiettivo di «rafforzare il proprio consenso politico» e di «consolidare un comitato di affari occulto in grado di infiltrarsi e incidere sulle attività di indirizzo politico-amministrativo della Regione».

“PERCORSO DI TUTELA”: L’ASP DI PALERMO GARANTISCE TEMPI CERTI PER LE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE

La sede dell’Asp Palermo in via G. Cusmano 

ATTIVATO UN CANALE DEDICATO AI CITTADINI CHE NON RIESCONO A PRENOTARE VISITE O ESAMI NEI TEMPI PREVISTI DALLA CLASSE DI PRIORITÀ

PALERMO 5 NOVEMBRE 2025 – Un nuovo strumento per assicurare ai cittadini tempi di attesa compatibili con la priorità indicata dal medico prescrittore. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo ha attivato il “Percorso di tutela”, una procedura straordinaria che si affianca ai consueti canali di prenotazione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali, pensata per garantire l’erogazione delle visite o degli esami entro i termini previsti dalla classe di priorità (U, B, D o P).

Richiesto un incontro all'Amat e all'Apcoa. PARCHEGGI A PALERMO, FEDERCONSUMATORI: “TROPPE MULTE PER ERRORE. UNIFICARE LE ZONE E SEMPLIFICARE LA SOSTA A PAGAMENTO”


Pino Lo Bello
La Federconsumatori di Palermo alza la voce in merito alla gestione dei parcheggi a pagamentoin città, sollevando diverse criticità che generano disagi e sanzioni ingiuste per gli automobilisti.

L’associazione, tramite il suo Presidente Provinciale,Giuseppe Lo Bello, ha inviato una richiesta ufficiale di incontro all’AMAT e all’APCOA per discutere una profonda revisione del sistema.

Le contestazioni principali riguardano la permanenza della suddivisione in numerose zone (A, B, C, D, E e F) nonostante l’unificazione della tariffa oraria (€1/h) per le zone blu di competenza Amat (A, B e C), e la vetustà del sistema di gestione degli abbonamenti.

Il Presidente Giuseppe Lo Bello ha espresso chiaramente la posizione dell’associazione:

New York. Discorso della vittoria di Zohran Mamdani, nuovo sindaco, socialista democratico: “In questa nuova era, rifiuteremo chi sguazza in odio e divisione“

Zohran Mamdani

Discorso della vittoria di 
Zohran Mamdani, socialista democratico senza pentimento:

“In questa nuova era, rifiuteremo chi sguazza in odio e divisioneSaremo una città dove più di un milione di musulmani sapranno di appartenere non solo alle strade, ma ai luoghi del potere. Dove non si vince più alimentando islamofobia. Dove si difende la comunità ebraica senza esitazione nella lotta contro l’antisemitismo. Per anni, a City Hall hanno aiutato solo chi poteva ricambiare. Dal 1° gennaio, avremo un governo che aiuta tutti.

So che molti hanno sentito il nostro messaggio attraverso il filtro della disinformazione. Decine di milioni sono stati spesi per convincere chi guadagna 30 dollari l’ora che il suo nemico è chi ne guadagna 20. Vogliono che ci combattiamo tra noi, così non sfideremo un sistema rotto.

martedì, novembre 04, 2025

CORLEONE, SABATO 8 NOVEMBRE LA RASSEGNA DI POESIA GIUNTA ALLA IV EDIZIONE


Sabato 8 novembre alle ore 18.00 si terrà, nell’aula “Carlo Alberto Dalla Chiesa” del Complesso Monumentale S. Agostino, la quarta terza rassegna di poesia della città di Corleone, organizzata dal Rotary Club e dalla Pro-Loco che si propone di offrire uno spazio ai poeti emergenti di Corleone, Marineo, Chiusa Sclafani ed altri Comuni.
Sicuramente questo evento di anno in anno potenzia il suo spettro di azione e può arricchire l’offerta culturale della Città di Corleone. La serata condotta quest’anno da Delia Pecoraro, prevede gli interventi di Walter Ra, sindaco di Corleone, Guido Fiduccia presidente del Rotary Club e Angela Leone presidente della Pro –Loco.

Grazie a Pino Governali, il nostro primo “incontro” con Pasolini al liceo di Corleone

Pier Paolo Pasolini

Pino Governali
Cinquant’anni fa eravamo al liceo di Corleone, sedicenni, con un prof. che già da subito (non so se a tutti ma ad un gruppetto di noi sì!) risultò graditissimo: Pino Governali.
 

Svolgeva con precisione il programma prestabilito (stil novo, Petrarca ecc.) recitando lunghi brani della Divina Commedia a memoria. Allora aveva 36 anni, ma la sua fisicità era quella che avrebbe mantenuto nei decenni a venire, tanto che, da grande, scherzando gli dicevo che nel tempo si era mantenuto tale e quale, non invecchiando più di tanto o sembrando, già da giovane, più anziano della sua età. Nei decenni a venire, ritrovandoci alla redazione di Città nuove, di cui facevamo parte, avevamo ripreso il rapporto interrottosi    bruscamente quasi un ventennio prima, a causa della mia brusca andata via da Corleone, appena diciottenne.

Il Comune di Altavilla consegna la cittadinanza onoraria a Vito Lo Monaco, presidente emerito del Centro Studi Pio la Torre

Vito Lo Monaco

Un impegno concreto che va oltre la persona coinvolgendo una comunità, ma che in una persona incarna l’impegno antimafia in territori nei quali Cosa nostra ha dominato per anni.

Sarà conferita alle 18.30 di martedì 4 ottobre, nella sala consiliare “Calogero Zucchetto” del Comune di Altavilla Milicia, la cittadinanza onoraria a Vito Lo Monaco, presidente emerito del Centro Studi Pio la Torre.

Un riconoscimento che assume un significato particolare per un Comune, protagonista di un pezzo di storia fondamentale del movimento antimafia dal momento che anche i parroci e le scuole di Altavilla, insieme a quelli di Bagheria e Casteldaccia, il 26 febbraio del 1983 diedero il via alla storica “marcia antimafia” che quest’anno ha celebrato il suo 42simo anniversario e che si appresta a celebrare il 43 il prossimo 26 febbraio. 

lunedì, novembre 03, 2025

CI SCRIVONO. Un pensiero per Monsignor Corrado Lorefice (e per mio padre)

Mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo

GAETANO MANNINA

Leggere l’articolo per i dieci anni a Palermo di mons. Loregice mi ha profondamente toccato. Descrive con grande verità ciò che Monsignor Lorefice rappresenta: un uomo di fede autentica, ma anche un testimone coerente dei valori di libertà, onestà e uguaglianza — gli stessi valori che hanno radicato le nostre famiglie e che un tempo erano la bandiera più nobile della politica di sinistra, quella delle persone giuste e umili.

Il legame che unisce Monsignor Corrado a mio fratello, Don Angelo, è vero e profondo: entrambi provengono da famiglie semplici, ma ricche di quei principi che fanno da bussola nella vita e nel ministero sacerdotale.

Corleone ha ricordato Bernardino Verro a 110 anni dal suo assassinio per mano mafiosa

L’intervento di Dino Paternostro

Il busto di B. Verro
Corleone, la Sicilia, il Paese hanno 
ricordato oggi Bernardino Verro assassinato dalla mafia del feudo 110 anni fa, il 3 novembre 1915. Verro ha dato la consapevolezza della dignità di lavoratori ai contadini di fine ‘800, considerati schiavi e servi. (GUARDA L’ALBUM FOTOGRAFICO)

Ha fondato con gli altri dirigenti socialisti i Fasci dei lavoratori, ha elaborato i “Patti di Corleone”, primo contratto sindacale scritto dell’Italia capitalistica, approvati dal congresso dei Fasci del 30 luglio 1893 a Corleone. Costituì una cooperativa di consumo per difendere i contadini dal carovita e la cooperativa “Unione agricola” per proporre le affittanze collettive ai proprietari terrieri ed eliminare

IL RICORDO. Corsaro e Luterano. L’ultima scrittura di Pasolini

Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia

A cinquant’anni dall’omicidio di una figura rimasta nel tempo presente e simbolica, per aver anticipato come nessuno le contraddizioni della società contemporanea

EMILIANO SBARAGLIA

Il 5 novembre 1975 il funerale di Pier Paolo Pasolini presso la Casa della Cultura in Piazza Campo de’ Fiori divenne uno tra i momenti più iconici della storia culturale e politica del secondo Novecento italiano, in particolare per l’orazione funebre di Alberto Moravia, che dopo aver ricordato di aver perduto un poeta, un romanziere, un regista, concluse sottolineando l’importanza e la peculiarità del Pasolini saggista con queste parole:

Benché fosse uno scrittore con dei fermenti decadentistici, benché fosse estremamente raffinato e manieristico, tuttavia aveva un’attenzione per i problemi sociali del suo Paese, per lo sviluppo di questo Paese.

domenica, novembre 02, 2025

In ricordo di Pasolini: quando gli intellettuali erano le sentinelle della democrazia

Pier Paolo Pasolini

L’omicidio avvenne tra la notte del 1 ed il 2 novembre del 1975 sul litorale di Ostia. Il corpo fu rinvenuto la mattina su una strada sterrata e presentava gravi e molteplici ferite

di Carmelo Molfetta 

L’omicidio avvenne tra la notte del 1 ed il 2 novembre del 1975 sul litorale di Ostia. Il corpo fu rinvenuto la mattina su una strada sterrata e presentava gravi e molteplici ferite. Da una prima perizia risultò “che la morte del Pasolini era stata determinata da rottura del cuore con emopericardio, causata dalla compressione esercitata sul torace dal passaggio dell’autovettura che aveva cagionato la frattura del corpo sternale e di numerosi elementi costali.” Così la Cassazione descrive lo stato del ritrovamento del corpo di Pasolini e la causa della morte.

2 novembre: anniversario dell’assassinio di Pier Paolo Pasolini: 50 anni senza il poeta, il delitto che continua a interrogare l'Italia

Pier Paolo Pasolini

A mezzo secolo dalla notte del 2 novembre 1975, la sua morte rimane una ferita aperta nella coscienza nazionale

A mezzo secolo di distanza, la morte di Pier Paolo Pasolini rimane una ferita aperta nella coscienza nazionale. Tra misteri, processi, ritrattazioni e teorie del complotto, l'assassinio del poeta, regista e scrittore resta un simbolo delle contraddizioni di un Paese che non ha mai smesso di specchiarsi nella sua ombra. La mattina del 2 novembre 1975 - come ricostruisce Adnkronos - all'Idroscalo di Ostia, il corpo martoriato di Pasolini giaceva nel fango. Lo trovò una donna alle prime luci dell'alba; lo riconobbe l'amico Ninetto Davoli, giovane attore prediletto, poche ore dopo. L'intellettuale 'scomodo' per antonomasia aveva 53 anni. Era stato picchiato e travolto con la sua stessa automobile, un'Alfa Romeo Giulia GT.

La lotta al crack e la pastorale per la pace: i dieci anni da "politico" di don Corrado Lorefice


di FABRIZIO LENTINI

Beati i miti, perché erediteranno la terra si legge nel Discorso della montagna, uno dei passi più spiazzanti del Vangelo, dove si demoliscono certezze e si ribaltano luoghi comuni. 

E un vescovo mite, Corrado Lorefice, che da dieci anni scruta con i suoi occhi azzurri l'arcidiocesi di Palermo che papa Francesco gli affidò dieci anni fa, scovandolo in una parrocchia di Modica e sbaragliando previsioni e ambizioni. Mite in senso evangelico, certo. Che è il contrario di accomodante, remissivo, rassegnato.

Che significa forte perché non violento, sicuro perché coerente, coraggioso perché saldo nella fede.

sabato, novembre 01, 2025

Ponte sullo Stretto: Cgil, Meloni e Salvini attaccano Corte dei Conti per nascondere loro falle e loro propaganda


“Sarebbe gravissimo ignorare i rilievi per pura ostinazione politica”

Roma, 30 ottobre – “La decisione della Corte dei Conti di bocciare la delibera CIPESS sul Ponte sullo Stretto è la prova definitiva di ciò che denunciamo da mesi: dietro la propaganda del ‘fare’, il Governo Meloni e il ministro Salvini nascondono un clamoroso fallimento di legalità, trasparenza e competenza. Inaccettabile la risposta dell’Esecutivo: non sono le toghe a bloccare il Paese, ma l’inadeguatezza di chi governa, e ignorare i rilievi della Corte per pura ostinazione politica significherebbe trasformare un errore amministrativo in un danno certo per lo Stato”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil *Gino Giove. 

“La Corte – sostiene il dirigente

Un secolo fa l’arrivo a Palermo di Cesare Morì, il prefetto di ferro, per sgominare la mafia

di Pasquale Hamel

L’attore Vincent Perez interprete di “Cesare Mori, il prefetto di ferro

Mussolini, durante un viaggio in Sicilia nel 1924, si rese conto dell’influenza pervasiva della mafia e della sua capacità di intimidire persino le autorità statali. Il regime fascista non poteva tollerare un potere parallelo: la lotta alla mafia divenne anche una dimostrazione di forza del fascismo. 

Bisognava agire in modo forte e deciso visto che ne andava di mezzo la credibilità del regime. Questa fu la premessa che portò alla nomina di Cesare Mori, il prefetto di ferro, con il compito di eliminare il potere mafioso, che rappresentava un ostacolo all'autorità dello Stato fascista e alla sua pretesa di controllo assoluto sul territorio. 

Il primo novembre 1925, cent’anni fa, Cesare Mori si insediava come prefetto di Palermo investito di poteri eccezionali, tra cui la possibilità di effettuare arresti senza mandato e quella di usare metodi coercitivi per ottenere informazioni.