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| Giuseppe Di Vittorio |
L’11 agosto 1892 nasceva a Cerignola il grande segretario generale della Cgil. Il suo pensiero oggi è quanto mai potente e attuale. Ha detto nel suo ultimo discorso pubblico (1957): “È giusto che in Italia, mentre i grandi monopoli continuano a moltiplicare i loro profitti e le loro ricchezze, ai lavoratori non rimangano che le briciole? È giusto che il salario dei lavoratori sia al di sotto dei bisogni vitali dei lavoratori stessi e delle loro famiglie, delle loro creature? È giusto questo?
ILARIA ROMEO
Il 3 novembre del 1957 muore a Lecco Giuseppe Di Vittorio. Venti giorni più tardi scrive Bruno Trentin alla sorella Franca: “Mia Franchina, dopo un lungo silenzio posso scriverti e tramite te anche a Mario. Quest’ultimo periodo è stato convulso e sconvolgente, per me. […] La morte di Di Vittorio ha rappresentato naturalmente il maggiore elemento di sconvolgimento. Ero a Napoli, di ritorno da Palermo, quando si è diffusa la notizia. E puoi immaginare quanto mi abbia colpito. Tuttora non ho ancora completamente eliminato la sensazione d’angoscia e di dolore che mi ha provocato. Dio sa quanto conoscessi i suoi limiti e le sue debolezze e quante volte mi sia ribellato a certe ristrette manifestazioni della sua mentalità di contadino meridionale. Ma sento sempre di più quello che quest’uomo ha rappresentato per me, nella mia formazione di uomo politico e – retorica a parte – semplicemente di uomo”.








































