9/14/2023

Perché gli sbarchi a Lampedusa? Un interrogativo che resta senza risposta

Nella foto: Sfax-Lampedusa-Porto Empedocle= 556 km di mare Kelibia- Pantelleria- Marsala= 191 km di mare

Agostino Spataro

Il 9 aprile 2011 apparve su “La Repubblica” un mio articolo dal titolo “Perché i migranti sbarcano (quasi) tutti a Lampedusa?”. Sono trascorsi 12 anni e all’interrogativo non è stata data una risposta appropriata. 

Nel frattempo, la situazione si è aggravata: i flussi sono divenuti più incessanti e copiosi, nel 2023 si potrebbe giungere a 100.000 immigrati quasi tutti sbarcati a Lampedusa.
Perciò ripropongo il mio quesito su FarodiRoma, sperando che qualcuno dia una risposta convincente. A ben guardare le mappe del Mediterraneo, è facile accorgersi che l’approdo a Lampedusa non è il più indicato essendo il più lontano rispetto ai luoghi della partenza, in gran parte, concentrati nel sud-est della Tunisia.

Conferito a Bologna il premio Pio La Torre 2023 a Dino Paternostro, responsabile del dipartimento archivio e memoria storica Cgil Palermo

Un momento della premiazione di Dino Paternostro

Palermo 14 settembre 2023 - Ieri a Bologna, nella Sala Armi di Palazzo Malvezzi, nell’ambito del master “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie”, è stato conferito a Dino Paternostro, responsabile del dipartimento  archivio  e memoris  storica Cgil Palermo, il premio Pio La Torre 2023 “per l’impegno profuso nel promuovere la cultura della legalità e della responsabilità civile”.

    Il premio è stato istituito da sette anni dalla Cgil nazionale, da Avviso Pubblico e dalla Federazione Nazionale della Stampa. Insieme a Paternostro sono stati premiati anche altri sindacalisti, amministratori pubblici e giornalisti, distintisi nell’impegno per la legalità e nella lotta alla mafia. Alla cerimonia erano presenti i componenti della giuria Franco La Torre, figlio di Pio, Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, Emilio Miceli, responsabile del Dipartimento legalità Cgil nazionale, Mattia Motta, consigliere nazionale Fnsi, Stefania Pellegrini, docente universitaria e direttrice del Master “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie” dell’Università di Bologna. 

9/12/2023

“Il Circolo mafioso”, ecco la struttura di intelligence creata dagli Usa per lo sbarco del 1943 in Sicilia

Lo sbarco degli Alleati in Sicilia 

di PIERO MESSINA

Cosa Nostra ha aiutato gli Alleati nello sbarco del 1943? E se sì, quale vantaggio avrebbe ottenuto? Siamo all’inizio del 1986, Michele Sindona è alla sbarra per l’omicidio di Giorgio Ambrosoli. Intervistato da Stefania Svenstedt, il banchiere di Cosa Nostra parla dell’Operazione Husky e del ruolo dei servizi segreti americani: “Lei lo sa chi era Donovan? Il capo dell’Oss Americano che poi mandò le truppe in Sicilia. Al seguito c’erano loro. Anzi il capo loro era un carissimo amico mio, Max Corvo. Quello che mi ha dato tutti gli elementi per l’organizzazione siciliana. Io lottai in quel periodo e avevo 25 anni”. 

L’Operazione Husky

Entriamo così nel cuore dell’Operazione

La stagione della legalità. Cgil, Fnsi, Avviso Pubblico: Inizia la “Summer School”, il premio “Pio La Torre”


di ROBERTA LISI

Summer School a Bologna dall'11 al 15 settembre, dedicata alla costituzione di parte civile nei processi. Miceli, Cgil: “La formazione crea consapevolezza”

Un programma denso quello che si apre oggi, lunedì 11 settembre, a Bologna. Organizzata dalla Università Alma Mater del capoluogo emiliano romagnolo, ideata e diretta dalla professoressa Stefania Pellegrini che all’interno di quella istituzione accademica ha istituito il primo Master sui beni confiscati intitolato al dirigente sindacale e politico siciliano Pio La Torre. E all’allora segretario del Pci siciliano ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982 è intitolato un Premio, il conferimento dei riconoscimenti dell’edizione del 2023 sarà sempre a Bologna il 13 settembre, nell’anniversario della promulgazione della legge Rognoni La Torre che istituì il reato di associazione mafiosa e la confisca e il sequestro dei patrimoni della criminalità organizzata. Il Premio, voluto dalla Cgil dalla Fnsi e da Avviso Pubblico, verrà assegnato a sindacalisti, giornalisti e amministratori locali che si sono distinti nell’esercizio del proprio lavoro per affermare legalità.

La Summer School

9/11/2023

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba: a cinquant‘anni dal golpe militare in Cile, l’eredità di Allende


Cinquanta anni fa si consumava una delle pagine più oscure e cruente della storia della democrazia e del movimento operaio: il mattino dell’undici settembre 1973 il palazzo della Moneda fu bombardato e preso d’assalto. Salvador Allende, di fronte alle intimazioni di resa, rispose con parole che lo collocarono per sempre tra i grandi dell’America Latina e del socialismo: “… non mi dimetto… pagherò con la vita …. ho la certezza che il seme che abbiamo consegnato alla coscienza degna di migliaia di cileni non potrà essere distrutto”.

Terminava nel sangue un originale esperimento, battezzato come “via cilena al socialismo”, fondato sul riconoscimento delle prerogative istituzionali e parlamentari unito ad una forte mobilitazione popolare a sostegno di profonde riforme sociali ed economiche: nazionalizzazione dell’industria del rame e di tutte le altre miniere, riforma agraria senza indennizzi, promozione di misure a sostegno dei più poveri.

Musica in cammino 2023: paesaggi sonori lungo la Magna Via Francigena


Le tappe della Magna via Francigena - l’ormai noto cammino che da Palermo percorre la Sicilia fino ad Agrigento - si popoleranno, alle soglie dell’autunno, di suoni che accompagneranno i pellegrini nel loro cammino: una serie di cinque concerti organizzati da Orchestra Barocca Siciliana in collaborazione con il comitato Magna Via Francigena accompagneranno infatti viandanti offrendo loro conforto e ristoro in alcune delle tappe più significative del cammino isolano.

La rassegna Musica in cammino - Paesaggi sonori lungo la Magna Via Francigena si aprirà domenica 17 settembre alle ore 20.00 con un concerto nella sede del Museo Diocesano di Palermo. “Solo”, evento evocativo e suggestivo già a partire dal titolo vedrà come protagonista il violoncello di Adriano Maria Fazio in un programma prevalentemente bachiano.

Seguirà due giorni dopo, il 19 settembre a Corleone, nella sala del museo Tesoro di San Martino, all’interno della Chiesa Madre, alle ore 20.00 il concerto “Sonate in Trio”, a cura dell’ensemble composto da Matteo Taverniti (flauto dolce), Giuliana Garda (violoncello) e Biagio Quaglino (clavicembalo). In quell’occasione, a partire dalle ore 18.00, il museo sarà visitabile con lo stesso biglietto valido per il concerto.

A 22 anni dalla strage terroristica delle Torri Gemelle

 


11 Settembre 2001, l'attacco alle Torri Gemelle. Parla la figlia di un pompiere a Tgcom24: "Mio padre morì da eroe nelle Torri Gemelle, il suo corpo mai trovato"

Nel 2001 due aerei di linea dirottati da terroristi si schiantarono contro le Torri Gemelle a New York, uno contro il Pentagono e un quarto precipitò. Le vittime furono 2.977, tra cui 341 vigili del fuoco accorsi per evacuare il World Trade Center. Parla la figlia di uno di loro    

di Tamara Ferrari

A 50 ANNI DAL COLPO DI STATO IN CILE. UNA TRAGEDIA DA NON DIMENTICARE, UNA SCONFITTA DELLA DEMOCRAZIA

Il presidente cileno del 1973 Salvador Allende

Elio Sanfilippo

L’11 settembre del 1973 in Cile un colpo di stato organizzato dalla destra politica e militare, con la copertura degli Usa e l’acquiescenza della DC cilena aveva rovesciato il governo legittimo di Unidad Popular guidato dal socialista Salvador Allende.

Quel governo aveva suscitato tante speranze e aspettative non solo da parte della maggioranza dei cileni ma dell’intera America latina poiché dimostrava che era possibile costruire in quel martoriato continente una società con più giustizia ed eguaglianza sociale senza conculcare i diritti e le libertà politiche e civili come era avvenuto nella Cuba di Fidel Castro. E anche nell’occidente capitalistico, soprattutto per i comunisti italiani perché era la conferma che era possibile conquistare il governo attraverso la via parlamentare, democratica, come aveva indicato Palmiro Togliatti, senza ripercorrere strade e modelli che si erano affermati nell’Est europeo, rispettoso quindi dei principi di libertà e di pluralismo politico.

Le ultime parole di Salvador Allende, presidente del Cile libero

Salvador Allende

Cinquant’anni fa, l'11 settembre del 1973 in Cile venne rovesciato con l'aiuto della CIA il governo delle sinistre democraticamente eletto, guidato da Salvador Allende.

(...) Trovandomi in questa tappa della storia, pagherò con la vita la lealtà al popolo. E vi dico con certezza che il seme affidato alla coscienza degna di migliaia di Cileni, non potrà essere estirpato completamente. Hanno la forza, potranno sottometterci, ma i processi sociali non si fermano né con il crimine né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli.

Lavoratori della mia Patria: voglio ringraziarvi per la lealtà che avete sempre avuto, per la fiducia che avete sempre riservato ad un uomo che fu solo interprete di un grande desiderio di giustizia, che giurò di rispettare la Costituzione e la Legge, e cosi fece. In questo momento conclusivo, l'ultimo in cui posso rivolgermi a voi, voglio che traiate insegnamento dalla lezione: il capitale straniero, l'imperialismo, uniti alla reazione, crearono il clima affinché le Forze Armate rompessero la tradizione, quella che gli insegnò il generale Schneider e riaffermò il comandante Ayala, vittime dello stesso settore sociale che oggi starà aspettando, con aiuto straniero, di riconquistare il potere per continuare a difendere i loro profitti e i loro privilegi.

9/10/2023

L' impavida crociata della regione siciliana contro i boss di terracotta

di ATTILIO BOLZONI

C'è tanta panna montata e tanta finzione nella crociata della regione siciliana contro i boss di plastica e di terracotta. È una guerra facile, che non porta disturbo a nessuno, è innocua. Il governo voluto da condannati per reati di mafia fa la sua "impavida" campagna contro la mafia (quella dei gadget e dei gingilli), un gioco di prestigio per darsi un tono e mettersi la solita maschera. 

Prima di ogni osservazione e per evitare sgradevoli fraintendimenti, anticipo subito che sulla mia scrivania ho quattro penne, due gomme e un lampostil con stampata l'immagine di Marlon Brando nei panni de Il Padrino . Un fermacarte e due tazze, di cui una con manico simile al calcio di una pistola, con lo stesso disegno sono sugli scaffali della mia libreria.

L’etica in frantumi


di Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.

Il fenomeno Trump

Esiste probabilmente un legame – neanche tanto sottile – tra quello che in questi giorni sta accadendo negli Stati Uniti, dove è in corso una serie di procedimenti giudiziari a carico dell’ex presidente Donald Trump,  e le vicende che hanno visto, in Italia, la rimozione del generale Vannacci dal suo incarico di direttore dell’Istituto Geografico Militare.

In entrambi i casi si tratta di provvedimenti che penalizzano un personaggio pubblico – ovviamente con le debite proporzioni – in nome di princìpi che vengono ritenuti fondamentali dalla comunità civile. Ma in entrambi i casi si registra una reazione, da parte di settori consistenti, se non addirittura maggioritari, dell’opinione pubblica, che esprimono non solo la propria solidarietà, ma la propria entusiasta adesione, alla figura, prima ancora che al pensiero, del personaggio in questione.

VIOLENZE SULLE DONNE E APPELLI. Se io fossi un uomo…

Concita de gregorio

DI CONCITA DE GREGORIO 

Se fossi un uomo mi sentirei terribilmente offeso da questa corale raccomandazione rivolta alle ragazze: state attente. Non bevete, non vestite abiti che scoprono la pelle, non accettate passaggi degli sconosciuti. Meglio ancora, non uscite la sera: state a casa. Se fossi un uomo mi sentirei trattato come un poveretto, un essere umano non in grado di attivare il raziocinio, un essere fuori controllo pericoloso per la società: un animale selvatico che agisce in base all’istinto predatorio, incapace di governarlo. Un incontinente, insomma. Esattamente come uno che si fa pipì addosso o per strada al primo impulso, incapace di trattenere la minzione fino al bagno. 

Ma stranamente noto che gli uomini non si sentono offesi, almeno non la maggioranza che anzi annuisce, dice certo, proprio così: se provocano, se non stanno attente allora ecco, vedete, si espongono al pericolo. Cioè: state ammettendo di costituire un pericolo? Non me lo spiego, questo silenzio maschile, questa mancata ribellione all’evidenza che se tu mi passi davanti a capo scoperto, coi capelli al vento, con l’ombelico esposto, se non sei lucida perché hai bevuto un bicchiere di troppo allora è chiaro che io ti aggredirò perché sai, io sono un animale, che ci posso fare, sono fatto così.

9/09/2023

LE VIE DEI TESORI DEBUTTA A CORLEONE DAL 16 SETTEMBRE AL PRIMO OTTOBRE


LA PRESENTAZIONE: lunedì 11 settembre alle 18.30 in Chiesa Madre a Corleone

CORLEONE. Diciotto “santi”, le straordinarie sculture lignee un tempo ricoperte da foglia d’oro, datate tra ‘500 e ‘700, che un tempo erano tra i 44 protagonisti della storica processione del Corpus Domini che raccoglieva tutte le statue provenienti dalle diverse chiese di Corleone; un corteo emozionante e molto sentito che non si realizza più dal 1954. Ma i simulacri sono ancora bellissimi: per la mostra Di seta e di legno. Tessuti e simulacri delle chiese di Corleone nella Chiesa Madre e nel Tesoro di San Martino, alle statue presenti nella Matrice se ne sono aggiunte altre sette da altre chiese della città.

USTICA, AMATO E LA SOVRANITA’ LIMITATA DELL’ITALIA


GIOVANNI BURGIO

Dopo la pubblicazione sabato 2 settembre su Repubblica dell’intervista a Giuliano Amato sulla strage di Ustica, la prima domanda che molti si sono fatti è stata “Perché proprio ora?”. E poi in rapida sequenza “Perché Amato non ha parlato prima? Come mai dopo tanti anni? A chi giovano adesso queste rivelazioni? Vuole colpire il governo Meloni?”.

È bene innanzitutto sgombrare il campo da congetture e ipotesi che non aiutano a capire cosa e perché è successo, e soprattutto non contribuiscono a fare luce su questo tragico evento.

E riflettiamo poi sul fatto che questo caso ci spinge a esaminare quale sia la posizione dell’Italia nello scenario internazionale, oggi come ieri. Studiamo come si è mosso, o sarebbe meglio dire, come si è potuto muovere, questo Paese uscito sconfitto dalla seconda guerra mondiale. Ricostruiamo quindi i fatti così come sono accaduti, e individuiamo i soggetti che li hanno originati.

9/08/2023

Corleone: incontro su politica, fede e famiglia


Fede, famiglia e futuro: la politica è la più alta forma di carità?” è il titolo di un convegno, promosso dall’Area Interna del Corleonese, del Sosio e del Torto, che si svolgerà domenica 10 settembre al Complesso Monumentale di Sant’Agostino a Corleone, a partire dalle 10. 

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi, dei sindaci dei 16 Comuni dell’Area Interna, delle autorità presenti, delle confraternite e dei club service locali, si apriranno tre tavoli di confronto: “L’uomo, in relazione alla fede e alla politica”, “La politica che pensa alla famiglia è la politica del futuro?” e “Visione e innovazione per il governo del futuro”. Dopo la relazione conclusiva sulle tematiche affrontate, spazio ai giovani amministratori del territorio con la sessione “Condividere, generare, creare valore: le buone pratiche dei giovani in politica”.

LA POLEMICA. Gadget di mafia, intellettuali a confronto. Toscani: “Tenetevi Cosa nostra, è nata lì”


Il fotografo lancia la sua provocazione “È inutile far finta che non sia così”. Il pubblicitario Mazza: “Il no ai souvenir è bullismo culturale”. Il semiologo Marrone: “Il Padrino è una miniera”. 

di Eleonora Lombardo

È una parola francese che viene direttamente dal latino, souvenir letteralmente significa “venire alla mente”, molto più chic del nostrano “ ricordino”, ma con lo stesso fine: riportare alla memoria la caratteristica del luogo. Basterebbe questo per capire che, dietro la vicenda dei “ souvenir a tema mafioso” sui traghetti dello Stretto sollevata dal musicista Mario Incudine e che ha suscitato l’immediato intervento dell’assessore regionale all’Infrastrutture Alessandro Aricò che ha promesso che ne proibirà la vendita, c’è una questione molto più seria pronta a infiammare gli animi degli esperti di comunicazione, marketing e pubblicità. 
Il fatto è che la querelle innescata da Incudine mescola diversi temi: sono sullo stesso piano le magliette del padrino e le statuette del mafioso grasso con coppola e lupara? È l’istituzione che deve vietarne la vendita? Questi gadget piacciono ai turisti, ma spaventano i siciliani perché ormai la Sicilia è cambiata o perché a cambiare è stata prima la mafia e la gadgettistica è ferma al passato? 

La memoria dell'8 settembre è stata inghiottita dalla retorica

Il generale Giuseppe Castellano stringe la mano al generale Dwight Eisenhower dopo la firma dell'armistizio




Pier Giorgio Ardeni economista

Ci sono date nella storia, come nella vita, che segnano delle biforcazioni, dei punti di non ritorno oltre il quale il cammino diviene irreversibile: l'8 settembre è uno di questi. Ottant'anni fa prese il via una nuova fase della guerra e se il fascismo sopravvisse, sotto nuove spoglie, per non sparire più, fu anche in ragione delle scelte e degli eventi che videro nell'8 settembre 1943 il loro momento "clou".

Quel giorno segnò, è vero, "l'inizio della Resistenza", ma se ciò accadde fu anche perché esso consentì l'instaurarsi di un governo fantoccio a cui Hitler mise a capo un Mussolini redivivo sottratto all'arresto sui territori controllati dall'esercito nazista – come aveva fatto in Ungheria, in Romania o in Ucraina – che chiamò a raccolta tutti quei fascisti che non avevano accettato che l'Italia e il suo governo avessero stipulato un armistizio con i nemici anglo-americani. Il 25 luglio 1943 era avvenuto il cambio al vertice, con una manovra di palazzo, certo motivata dal crescente disagio dei vertici dello Stato per come si stavano mettendo le cose, con gli anglo-americani già in Sicilia e i tedeschi in casa. Pietro Badoglio, su incarico del re, prende in mano le redini del governo e da subito inizia a tramare per arrivare a un accordo con il nemico.

RETATE E REPRESSIONE: MEMENTO MORI

Da sinistra: il prefetto Cesare Mori; il ministro dell'interno Matteo Piantedosi; Daniele Billitteri

di DANIELE BILLITTERI 

Non so perché ma la “risposta dello Stato” all’aggressione del prete antispaccio di Tor Bella Monaca a Roma e l’uccisione del giovane musicista a Napoli, mi ha fatto tanto pensare alle vicende che portarono in Sicilia il prefetto Cesare Mori. Anche lui protagonista di una mezza risposta.

Nel 1924 Benito Mussolini venne in visita  in Sicilia, a Palermo e a Trapani. In  quegli anni la Sicilia era terra di scorribande di briganti che controllavano spesso ampie aree del territorio. In quei giorni il Duce, fu portato a visitare Piana degli Albanesi, l’enclave albanese nel territorio di Corleone. Durante il tragitto Mussolini si accorse che  il percorso non era presidiato dalle forze dell’ordine ma notò molti civili armati a cavallo. Quando chiese spiegazioni ai suoi accompagnatori, tra i quali il prefetto di Palermo, la risposta fu che in quelle zone non c’era bisogno di polizia per garantire la sicurezza del capo del governo.

Giorgio La Pira, il sindaco-santo di Firenze, e il suo servizio di rigenerazione… urbana e umana…

Il frate domenicano Giovanni Calcara

PADRE GIOVANNI CALCARA
O.P.*

Innanzitutto il mio saluto a tutti i presenti, soprattutto agli organizzatori del Convegno che hanno avuto la sensibilità di invitarmi, sentendo il bisogno di sentire una voce, apparentemente lontana dalla loro, ma in fondo così vicina. Infatti quando si parla della persona umana e dei suoi diritti, nessuna ideologia o diversità di approccio alla tematica oggi in discussione, può dividere chi si pone al servizio delle persone fragili e dei loro bisogni. Al contrario, l’importanza di dare delle risposte a dei problemi reali, pone l’urgenza che tutte le realtà presenti sul territorio agiscano in rete, superando steccati e divisioni, che oggi non hanno motivo di esistere.

9/07/2023

Rotary Club Corleone ha sponsorizzato il Concorso Internazionale di Poesia Città di Marineo


Con il patrocinio del Rotary Club di Corleone, presieduto da Angelo Labruzzo, ha avuto luogo domenica 3 settembre 2023 presso il piazzale del Castello Beccadelli la 48^ edizione del premio internazionale di poesia Città di Marineo, un evento culturale di notevole portata internazionale che coinvolge poeti e personalità dall’Italia e dall’estero.

L’importanza del premio è dimostrata anche dal suo albo d’oro che ha visto la partecipazione di grandi nomi della cultura tra cui Franco Battiato, Sergio Albertazzi, Raphael Alberti, Evthuschenko e quest’anno uno di più grandi batteristi del mondo Marcello Pellitteri. “Quella della Giuria, ha commentato Salvatore Arnone presidente del Circolo Culturale, ente organizzatore della manifestazione, è stata una scelta più che mai appropriata per la bravura del musicista originario di Palermo, docente da ben 37 anni al celebre Berklee College of Music di Boston, noto non solo per le sue composizioni ma anche per le sue esibizioni con i grandi del jazz.”

9/06/2023

Corleone, ci ha lasciati Totò Mannina, storico dirigente della Cgil e del Pci. Ha celebrato il funerale mons. Corrado Lorefice

Un momento delle celebrazione 

Lo scorso 4 settembre, è morto all’età di 96 anni Salvatore Mannina, storico personaggio della sinistra corleonese. È stato negli anni ‘60 coraggioso e determinato segretario della Camera del lavoro di Corleone e fino al 1979 consigliere comunale del Partito comunista. Ha lasciato la moglie Giuseppina e i figli Pino, Tanino, Angelo, Gaetana e Giovanna. E tanti nipoti e pronipoti.
 

Dopo gli anni dell’impegno sociale e politico, Mannina si era molto avvicinato alla chiesa cattolica, anche grazie alla testimonianza di uno dei suoi figli, Angelo, ordinato sacerdote nella diocesi di Palermo. Il funerale è stato celebrato da mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, oggi pomeriggio nella Chiesa Madre di Corleone. A celebrare accanto a lui anche don Angelo, figlio del defunto, che non ha nascosto la sua forte emozione. “Tante volte a casa - ha ricordato don Angelo - guardavo le tante foto di mio padre che parlava nei comizi. L’impegno sociale e politico ha riempito il primo tempo della sua vita. Credeva fortemente in quello che faceva, nella giustizia sociale e nell’impegno per conquistarla.

La mafia e il suo braccio

Da laredazione.net, l'interessante intervista di un giornalista cagliaritano al professor Giuseppe Carlo Marino, storico palermitano di 82 anni, grande conoscitore del tema

di MATTIA LASIO 

Da sx: Giuseppe Carlo Marino e Mattia Lasio

Che cos’è l’antimafia, la differenza tra mafia e criminalità organizzata: ecco la nostra intervista al professor Giuseppe Carlo Marino, storico palermitano di 82 anni e massimo conoscitore del tema mafia.

«Ora più che mai è importante fare una azione capillare di diffusione dell’antimafia, andando oltre le manifestazioni commemorative che – pur essendo fondamentali – spesso si riducono a mera retorica. Bisogna stimolare il dibattito, senza abbassare la guardia: la mafia non è moribonda e, purtroppo, non è assolutamente finita». Il professor Giuseppe Carlo Marino, storico palermitano di 82 anni, è uno dei massimi conoscitori della tematica mafiosa, argomento che affronta sin dalla sua prima opera uscita nel 1964 e intitolata “L’opposizione mafiosa (1870-1882): baroni e mafia contro lo stato liberale”. E da conoscitore di lungo corso dell’argomento quale è da oltre mezzo secolo, sa bene che l’importanza di un sistema di antimafia efficiente è quanto di più prezioso ci sia nella battaglia contro Cosa Nostra: una battaglia che unisce magistrati, cronisti, associazionismo e semplici cittadini. Tutti, legati da un obiettivo: estinguere il cancro mafioso dalla Penisola, diffondendo la cultura della legalità. Una cultura della legalità di cui il professor Marino, a lungo docente all’Università di Palermo, indica come un vero e proprio faro da non perdere mai di vista, arma preziosa per opporsi alla barbarie mafiosa.

9/04/2023

Corleone: da oggi al 14 settembre la Festa del SS. Crocifisso della Catena


Prende il via a Corleone la festa del Santissimo Crocifisso della Catena che avrà luogo fino al 14 settembre con una serie di eventi. È organizzata dalle omonime confraternite e dal comitato con il patrocinio del Comune e della Città Metropolitana di Palermo. 

Si comincia oggi con la festa di Santa Rosalia nel quartiere a lei dedicato. Il clou dei festeggiamenti è previsto per il prossimo fine settimana. Sabato 9 settembre si svolgerà infatti la 13ª edizione della “Sagra del pane”, con vari appuntamenti serali - musicali, culturali ed enogastronomici - in città.

9/03/2023

Debuttano i “talenti corleonesi” in vetrina

La direttrice artistica/presentatrice Sonia Saporito



A volte è bello e piace parlare per iperboli. Piace mettere “in vetrina” talenti ed eccellenze. Non c’è dubbio (senza esagerare, però!)  che una comunità faccia bene ogni tanto a fermarsi, guardarsi intorno, vedere cosa succede e provare a valorizzare coloro che s’impegnano in vari campi, scommettono sulle abilità sviluppate, e portano un messaggio positivo all’esterno. 

E in fondo possiamo dire: buona la prima. Ieri sera, in Villa comunale, infatti, la Corleone dei “talenti” ha debuttato sotto l’attenta e puntuale direzione artistica di Sonia Saporito, che è stata anche la presentatrice della serata. Non avrebbe guastato qualche punto-luce in più sul palcoscenico, ma sono peccati veniali, a fronte dell’abilità manifestata nel tenere le fila della premiazione e della presentazione di decine e decine di “talenti” grandi e piccini, che si sono alternati nella “vetrina” della Villa comunale. 

Tutti i “talenti corleonesi” premiati nella kermesse “Corleonesi in vetrina“ del 2 settembre 2023

Un momento della consegna degli attestati 

Corleonesi in Vetrina, 2 Settembre 2023. I nomi dei premiati distinti per categoria di appartenenza:

Poesia: Angela Riina, Lucia Greco. 

Equitazione: Sofia Di Palermo, Ciccio Vintaloro, Ivan Campagna, Giuseppe Puccio, Filippo Castelli, Desirée Dragna. 

Tiro a Volo: Leoluca Saporito, Salvatore Sinatra. 

Enduro: Serena Vintaloro, Gabriele Di Miceli, Girolamo Bianchino, Luca Mannina. 

Corsa/Podismo: Pio Ciravolo, Francesco Pecoraro, Francesco Costantino, Leoluca Saporito, Anna Maria Oddo, Linda Marino, Giuseppe Blanda, Vincenzo Branone, Vittorio Lanza, Andrea Ciravolo. 

Twirling: Aurora Rizzotto, Maria Rita Di Fulco, Veronica Pecoraro, Noemi Mangano. 

Body Building: Innocenzo Di Carlo. 

Kick Boxing: Gianbruno Cincimino. 

Rally: Francesco Cardella e Antonio Di Lorenzo.  (A SEGUIRE L’ALBUM FOTOGRAFICO DELLA MANIFESTAZIONE)

Quarantuno anni fa la mafia (e la “cattiva” politica) assassinavano il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo


PALERMO – Il 3 settembre 1982 a Palermo la mafia assassinava il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro, ferendo mortalmente l’agente Domenico Russo“. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per ricordare il 41esimo anniversario di morte di Dalla Chiesa.

IL RICORDO DELL’ATTENTATO

Erano le 21,15 del 3 settembre 1982 quando la A112 in cui viaggiava Carlo Alberto Dalla Chiesa, guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro, è stata affiancata in via Isidoro Carinia Palermo da una BMW, dalla quale sono partite alcune raffiche di Kalashnikov che uccisero il generale e la moglie.

Carlo Alberto Dalla Chiesa: "Come combatto contro la mafia"

Carlo Alberto Dalla Chiesa

In occasione del quarantunesimo anniversario dell’uccisione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, pubblichiamo la sua ultima intervista rilasciata a Giorgio Bocca e apparsa su la Repubblica il 10 agosto 1982, meno di un mese prima della morte.

Carlo Alberto Dalla Chiesa: "Come combatto contro la mafia"

di GIORGIO BOCCA

PALERMO - La Mafia non fa vacanza, macina ogni giorno i suoi delitti; tre morti ammazzati giovedì 5 fra Bagheria, Casteldaccia e Altavilla Milicia, altri tre venerdì, un morto e un sequestrato sabato, ancora un omicidio domenica notte, sempre lì, alle porte di Palermo, mondo arcaico e feroce che ignora la Sicilia degli svaghi, del turismo internazionale, del "wind surf" nel mare azzurro di Mondello. Ma è soprattutto il modo che offende, il "segno" che esso dà al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e allo Stato: i killer girano su potenti motociclette, sparano nel centro degli abitati, uccidono come gli pare, a distanza di dieci minuti da un delitto all'altro.

Dalla Chiesa è nero: "Da oggi la zona sarà presidiata, manu militari. Non spero certo di catturare gli assassini ad un posto di blocco, ma la presenza dello Stato deve essere visibile, l'arroganza mafiosa deve cessare".

Che arroganza generale?

In occasione dell’anniversario dell’omicidio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, una riflessione di Giuseppe Lumia: a che punto è la lotta alle mafie?

Carlo Alberto Dalla Chiesa

Giuseppe Lumia*

Sono passati tanti anni dalla strage di Via Carini, a Palermo, dove caddero il valoroso e geniale Generale-Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la giovane moglie Emanuela Setti Carraro e il fidato agente di scorta Domenico Russo. 

Sono passati anche molti anni dall’avvio, sempre in quel momento storico, di una fase inedita nell’approccio alla lotta alle mafie del nostro Paese, fino ad allora supino e caratterizzato dal tardivo intervento “del giorno dopo”. Certo, è stato fatto un passo avanti, ma dal fiato corto, emergenziale e sempre in ritardo rispetto alle strategie mafiose: prima queste colpiscono e dopo lo Stato reagisce; prima calpestano i diritti umani, attentando agli equilibri sociali, economici, democratici, con il riciclaggio, il traffico di droga, le estorsioni e il controllo degli appalti e della spesa pubblica, con il voto di scambio e l’infiltrazione nelle istituzioni e nell’apparato burocratico, e solo dopo si corre ai ripari; prima si scoprono collusioni e responsabilità istituzionali e dopo si cerca di cucire dei rattoppi. 

9/02/2023

A 33 anni di distanza la veloce Palermo-Sciacca nei pressi di S. Giuseppe versa nell’abbandono

3 settembre 1996. L’inaugurazione di un tratto della Pa-Sciacca

Il 3 settembre del 1996 si apriva il penultimo tratto della Palermo - Sciacca dal bivio di Piana al bivio di Camporeale.

La presenza del ministro  Antonio Di Pietro e dei sottosegretari Ayala e Bargoni,  di molti deputati regionali e dei sindaci del territorio era la prova evidente dell'importanza della strada a scorrimento veloce. L'opera appaltata dal dott. Laurino Commissario straordinario alla Provincia di Palermo e inaugurata dalla Giunta Puccio. Nel mio discorso inaugurale, da Assessore ai lavori pubblici, scrissi che si "apriva una nuova stagione" per l' economia dell' intera Valle dello Jato e della Valle del Belice. La Palermo-Sciacca ha permesso, infatti, il rilancio e la valorizzazione di interi territori e di moltissime aziende produttive.

Corleone: al via i parcheggi a pagamento in alcune strade. malumore tra i cittadini, colpiti dalle max-bollette dei rifiuti, che sospettano che servano solo a far soldi

Piazza Garibaldi

Il parcheggio in alcune strade di Corleone diventa a pagamento. Lo stabilisce una delibera della giunta comunale del 31 agosto. Il provvedimento ha un duplice obiettivo: regolamentare la sosta come già avviene in moltissimi altri Comuni, e favorire forme di mobilità alternative alla macchina.
 

Probabilmente non è stato scelto il momento migliore per introdurre un provvedimento, che comunque procurerà un ulteriore salasso nelle tasche dei cittadini. Proprio in questi giorni, infatti, il Comune sta notificando le bollette per il pagamento della Tari (tassa sui rifiuti), che prevedono mediamente un aumento del 20-25%. Nonostante da tempo si faccia la raccolta differenziata, con buoni risultati, i costi del servizio continuano a crescere. E crescono le bollette, portando all’esasperazione i cittadini. 

Palermo, l’11 settembre in Cattedrale sarà inaugurata una nuova mostra sul beato Giuseppe Puglisi

Palermo. Lunedì 11/09/2023, alle h 18.30, a Villa Bonanno (lato Via Vittorio Emanuele), il Vescovo Corrado Lorefice deporrà una corona di fiori davanti al cippo che ricorda il martirio del Beato Giuseppe Puglisi. 

Successivamente ci si recherà in Cattedrale dove sarà inaugurata la nuova mostra su Padre Pino Puglisi che integra con alcuni nuovi pannelli quella che fu  curata da Lia Caldarella, Sergio Mammina e dai componenti della Commissione Diocesana in occasione del riconoscimento del martirio nel 7° anniversario della sua morte. La mostra originaria è composta da 18 pannelli in cui sono pubblicati alcuni stralci inediti degli scritti di Padre Puglisi e foto che ritraggono la sua vita e il suo operato. In questa edizione del 2023, rinnovata in occasione del trentennale del martirio, sono stati aggiunti due nuovi pannelli che ricordano il giorno della Beatificazione, la venuta di Papa Francesco

GIULIANO AMATO: “Ustica, onta per Parigi. Macron chieda scusa”


di SIMONETTA FIORI

L’ex presidente del Consiglio: “C’era un piano per eliminare Gheddafi, ma il missile francese colpì il Dc9”. 

Dopo quarant’anni le vittime innocenti di Ustica non hanno avuto giustizia. Perché continuare a nascondere la verità? È arrivato il momento di gettare luce su un terribile segreto di Stato - o meglio - un segreto di Stati. 
Potrebbe farlo il presidente francese Macron, anche anagraficamente molto lontano da quella tragedia. E potrebbe farlo la Nato, che in tutti questi anni ha tenacemente occultato ciò che accadde nei cieli italiani. Chi sa ora parli: avrebbe grandi meriti verso le famiglie delle vittime e verso la Storia». 

9/01/2023

Incendi, a Corleone morte 15 mucche. Paura a Monreale


FABIO GERACI

Una quindicina di mucche sono morte bruciate a Corleone, in contrada Bicchinello, in un incendio probabilmente doloso che è scoppiato ieri intorno alle 14. 

Ad andare a fuoco un capannone con la copertura in lamiera che fungeva anche da stalla. All’interno del magazzino, che veniva usato come deposito per il fieno, c’erano diverse mucche: a causa delle fiamme, però, non è stato possibile aprire la porta e gli animali sono rimasti intrappolati, preda delle esalazioni e dei fumi tossici che si sono sprigionati.

LA RICERCA. Quei mille primitivi che salvarono l’umanità dall’estinzione


DI ELENA DUSI

Nelle prime glaciazioni, 900 mila anni fa, rimasero solo 1.280 individui in età fertile. Per colpa del clima. A rivelarlo è uno studio su Science. Erano senza acqua e cibo. Se non ce l’avessero fatta non saremmo qui 

Abbiamo un grande cervello, certo. Ma il cammino dell’umanità è stato tutt’altro che una marcia trionfale. Per un momento ce la siamo vista così brutta da aver sfiorato concretamente l’estinzione. Se quei 1.280 individui del genere Homo infreddoliti, senza acqua né cibo, non fossero riusciti a superare i tempi duri di una delle prime glaciazioni, 900mila anni fa, noi oggi non saremmo qui. E la storia della Terra sarebbe molto diversa. 

Lo stupro di Palermo, una società allo specchio


di Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.

Giustizia e vendetta

Fiumi di parole sono stati versati sullo “stupro di Palermo” e non è il caso di aggiungere altro su questo drammatico episodio di violenza. Vale la pena, invece, di fermarsi a riflettere sul modo in cui esso è stato letto e interpretato dai quotidiani e dall’opinione pubblica.

È inquietante che molte reazioni siano state all’insegna di logiche del tutto simmetriche, anche se in senso contrario, a quella dell’abuso stesso. In un post che ha avuto vastissima eco, il cantante Ermal Meta  – riferendosi all’immagine usata da uno degli stupratori , che aveva parlato di «cento cani sopra una gatta» – ha scritto: «Lì in galera, se mai ci andrete, ad ognuno di voi “cani” auguro di finire sotto 100 lupi in modo che capiate cos’è uno stupro». Toni analoghi sui social, dove del resto abitualmente si riversano stati d’animo poco inclini alla pacata riflessione e alla moderazione.

La strage infinita dei lavoratori. L'ira di Mattarella. «È un oltraggio»


di NELLO TROCCHIA

Nella stazione di Brandizzo, provincia di Torino, manca poco alla mezzanotte. Un treno corre veloce sui binari mentre un gruppo di operai lavora alla manutenzione della linea. Poco dopo si sentono urla provenire dalla stazione: «Sono tutti morti». 

Chi accorre vede scene strazianti con brandelli di corpi disseminati ovunque, a centinaia di metri di distanza.

Il treno ha travolto i lavoratori. Sembra una scena di guerra, invece, è quella dell'ultima strage sul lavoro dove hanno perso la vita in cinque. Il più giovane aveva 22 anni, si chiamava Kevin Laganà. Le altre vittime sono Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Saverio Lombardo e Giuseppe Aversa, due i feriti ricoverati in ospedale. Una mattanza che ha spinto, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a intervenire con parole che sono macigni: «Morire sul lavoro è un oltraggio ai valori della convivenza». Il capo dello Stato si è subito recato sul luogo per ricordare le vittime deponendo una corona di fiori. Nel 2022 sono stati 1090 i morti sul lavoro, tre al giorno. Le linee ferroviarie uccidono da tempo e gli incidenti si ripetono.