In occasione della festa del 25 aprile, che ricorda la liberazione in Italia dal nazifascismo, Corleone ha reso omaggio ai suoi partigiani. Una corona di fiori è stata deposta presso il cippo commemorativo inaugurato l’anno scorso all’interno della villa comunale. Alla cerimonia hanno preso parte il presidente del Consiglio comunale Pio Siragusa, l’assessore Gianfranco Grizzaffi, i consiglieri comunali Chiara Filippello e Leo Colletto, Dino Paternostro in rappresentanza dell’Anpi e della Cgil, il vice sindaco dei ragazzi Sofia Gulotta, l’assessore dei ragazzi Gabriele Siragusa, le forze dell’ordine e i familiari dei partigiani. GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA
4/25/2023
A Corleone un bel 25 aprile unitario per sottolineare che è festa di tutti e data fondante della Repubblica
In occasione della festa del 25 aprile, che ricorda la liberazione in Italia dal nazifascismo, Corleone ha reso omaggio ai suoi partigiani. Una corona di fiori è stata deposta presso il cippo commemorativo inaugurato l’anno scorso all’interno della villa comunale. Alla cerimonia hanno preso parte il presidente del Consiglio comunale Pio Siragusa, l’assessore Gianfranco Grizzaffi, i consiglieri comunali Chiara Filippello e Leo Colletto, Dino Paternostro in rappresentanza dell’Anpi e della Cgil, il vice sindaco dei ragazzi Sofia Gulotta, l’assessore dei ragazzi Gabriele Siragusa, le forze dell’ordine e i familiari dei partigiani. GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA
4/24/2023
Corleone, 25 aprile 2023, Festa della Liberazione dal nazi-fascismo: ricordiamo i Partigiani corleonesi
Martedì 25 aprile 2023 - FESTA DELLA LIBERAZIONE NAZIONALE DAL NAZI-FASCISMO, alle ore 10:00, l'Amministrazione comunale, in collaborazione con CGIL e ANPI e con la partecipazione di CISL, UIL, Camera del Lavoro e degli alunni dell'Istituto Comprensivo G. Vasi, renderà omaggio ai partigiani corleonesi presso il monumento all'interno della villa comunale.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Il 25 aprile scendiamo in piazza per la difesa e l’attuazione della Costituzione nata dalla resistenza antifascista
Il 78° anniversario della Liberazione dal nazifascismo si svolge, quest’anno, a sei mesi di distanza dall’insediamento del governo più di destra della storia dell’Italia repubblicana. Il Governo Meloni, pur non rappresentando la maggioranza degli italiani (ma solo il 43% dei votanti e il 26% degli elettori), si è legittimamente insediato alla guida del nostro Paese grazie alla combinazione perversa di due fattori: un fattore istituzionale, rappresentato dall’iniqua quota maggioritaria prevista dalla pessima legge elettorale vigente, e un fattore politico, determinato dalla divisione e dalle ambiguità del cosiddetto “campo progressista” a fronte di una sostanziale unità del “campo reazionario”.
Tutti i primi atti del Governo Meloni e della maggioranza parlamentare che lo sostiene rivelano - pur tra pasticci e correzioni successive, dovute a dilettantismo, contraddizioni interne alla maggioranza o a veti europei - un disegno di restaurazione autoritaria sul piano socio-economico, istituzionale e culturale, che punta, più o meno esplicitamente, a stravolgere la nostra Costituzione: dalla scelta dei Presidenti di Camera e Senato, ai discorsi programmatici della Presidente del Consiglio e alle continue indifendibili esternazioni dei ministri Valditara, Piantedosi, Lollobrigida e del Presidente La Russa;
4/23/2023
Le troppe verità del generale Delfino e i misteri su Riina

Il generale CC Francesco Delfino
Attilio Bolzoni
L' inizio della fine di un generale dei carabinieri ha una data precisa, che poi è anche quella dell'inizio della fine della mafia di Corleone: 15 gennaio 1993. Palermo, il giorno della cattura di Totò Riina. Più che un sospetto, è una sua certezza. Ribadita in più pagine, poco supportata da fatti e circostanze, ma buttata là con suggestioni che si rincorrono fra la Sicilia e il Piemonte.
È Francesco Delfino che racconta Francesco Delfino in un libro di venticinque anni fa, la sua difesa dopo il disonore del carcere militare di Peschiera del Garda, rinchiuso lì con l'accusa di avere estorto denaro fra le pieghe di un'indagine su un sequestro di persona.
La villa sul lago
La Preside finta antimafia e l’iceberg della corruzione

La dirigente scolastica Daniela Lo Verde
by Augusto Cavadi
L’arresto di un funzionario pubblico con l’accusa di corruzione, purtroppo, non fa più notizia. Se però si tratta di una Dirigente scolastica, per giunta nominata Cavaliere della Repubblica per l’impegno antimafia, ce n’è abbastanza per arrivare sulle prime pagine.
Commentatori illustri e comuni frequentatori dei social media non stanno lesinando opinioni, talora per sottolineare la gravità del caso e talaltra per invitare alla cautela in attesa di nuovi elementi di giudizio.
Se è lecito astenersi dal “prendere posizione”, vorrei limitarmi a fornire qualche informazione in più che non intende suonare né come aggravante, né ancor meno come scusante.
4/22/2023
Dopo l’arresto di Daniela Lo Verde. Palermo, Di Fatta torna da reggente alla Falcone dello Zen: «La scuola non deve fermarsi»
Il nuovo dirigente scolastico dell’istituto Falcone dello Zen di Palermo, dopo l'arresto della preside Daniela Lo Verde, da adesso e fino alla fine dell’anno scolastico, sarà Domenico Di Fatta preside del liceo Regina Margherita.
Alla Falcone in passato Di Fatta era stato per sei anni. Adesso è chiamato a gestire una situazione complicata. «Sono stato contattato dall’ufficio scolastico regionale - racconta - e mi è stata fatta questa proposta. Ci ho pensato un po’, devo essere sincero, poi mi sono detto che non potevo dire di no».
Perché? Cosa l'ha spinto ad accettare un ruolo così delicato in questo momento?
«Sarà difficile, lo so, ma devo farlo per la scuola palermitana. Scuola peraltro in cui io ho lasciato un pezzo di cuore. È stato il primo istituto scolastico in cui sono stato dirigente scolastico, dal 2007 al 2013 e in quei sei anni sono stato parte di quel territorio. Indipendentemente dalle indagini che la magistratura porterà avanti, questo mio gesto va fatto per le insegnanti, peri ragazzi e i bambini. La scuola non si può e non si deve fermare».
Dove inciampa l’antimafia
di DANIELE BILLITTERI

Daniela Lo Verde e Daniele Billitteri
Certo, la lettura delle carte fa rabbrividire e rende davvero arduo aspettare una pur indispensabile sentenza definitiva per stabilire se la protagonista di questa vicenda è o non è meritevole della più severa delle punizioni previste dalle ipotesi di reato che la riguardano. E mi viene difficile pure immaginare quale sarà la sua linea di difesa.
Daniela Lo Verde, dirigente scolastica della scuola “Falcone” dello ZEN2 e personaggio dell’Antimafia, è agli arresti domiciliari accusata di essersi appropriata di beni finanziati dall’Unione Europea, e destinati agli studenti della sua scuola. Il termine “beni” descrive malissimo la profondità di questa vergogna. Ci vuole il termine “dettaglilo” così come minuziosamente messo a punto nell’ordinanza di custodia cautelare dei giudici. Intercettazioni ambientali e telefoniche, riprese video, traccheggi con i fornitori: secondo le accuse la professoressa Lo Verde faceva la spesa per casa attingendo dalla pingue dispensa fornita con le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea.
Antimafia, origano e patatine
di Massimo Gramellini
La prima reazione non può essere che di sconforto: se le accuse saranno confermate, ci siamo giocati pure la preside della scuola palermitana intitolata a Giovanni Falcone. Proprio lei, Daniela Lo Verde, santino della lotta alla mafia, insignita da Mattarella del cavalierato al merito e intervistata dalle tv di mezzo mondo in veste di paladina del riscatto di un quartiere disagiato. Quella che diceva: «Noi insegniamo legalità persino durante la ricreazione». E ora eccola, la signora Legalità, intercettata mentre si appropria dei computer pagati con i fondi europei, tarocca le firme degli allievi per giustificare il finanziamento di corsi mai realizzati e ordina alla figlia di prelevare riso, origano, tonno e sacchetti di patatine regalati alla mensa della scuola per rimpinguare la dispensa della loro casa al mare. Quando la declamata bontà sconfina nella presunzione di impunità.
Beni confiscati: la Cgil e la Flai Campania replicano al Presidente della Regione: “Da De Luca parole fuorvianti, il 29 aprile saremo alla manifestazione a Scafati a difesa del fondo Nicola Nappo”
(ANSA) - NAPOLI, 22 APR - "Riteniamo superficiali e fuorvianti le parole del Presidente De Luca al secondo forum espositivo sui beni confiscati. Ancora una volta il rifiuto del confronto e dell'ascolto determina una concezione grossolana e lontana dalla realtà.
Continuare ad asserire che la soluzione ai beni confiscati sia la vendita, significa averci capito veramente poco. L'assessore Morcone e il presidente De Luca concordino una linea comune sul tema e comprendano che solo mettendo in campo buone pratiche nella gestione dei beni confiscati si può creare buona occupazione". Così in una nota I segretari generali di Cgil e Flai Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci e Igor Prata, commentano le affermazioni del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del secondo forum dei beni confiscati in corso a Napoli.
4/21/2023
Il governo tra ideologia e realtà
Giuseppe Savagnone
Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.
Due prese di posizione e il loro contesto
«Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica. Gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro. Non è quella la strada». Sono le parole pronunciate dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, parlando, qualche giorno fa, al congresso nazionale della Cisal.
Gli ha fatto eco, nel discorso tenuto alla Fiera del mobile, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Noi abbiamo sempre più persone da mantenere e sempre meno persone che lavorano (…). Questo problema si risolve in vari modi e il modo in cui lavora il governo non è risolverlo con i migranti: è risolverlo con quella grande riserva inutilizzata che è il lavoro femminile (…) e lavorando sulla demografia e quindi sull’incentivazione della possibilità delle famiglie di mettere al mondo figli».
Arrestata per corruzione preside antimafia di Palermo. La dirigente della scuola Falcone allo Zen ai domiciliari
Lara Sirignano
PALERMO - Quando i carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo sono andati a notificarle l'ordinanza che le impone gli arresti domiciliari si è mostrata sorpresa, nonostante da settimane sapesse di essere indagata.
Non sapendo di essere intercettata Daniela Lo Verde, preside della scuola Falcone di Palermo, nota per le sue battaglie antimafia, diceva di aver ricevuto un avviso di proroga dell'inchiesta e di temere il peggio.
E il peggio è arrivato. La donna, accusata di peculato e corruzione, è finita ai domiciliari insieme al vicepreside Daniele Agosta e ad Alessandra Conigliaro, dipendente di un negozio di rivendita di prodotti Apple che le avrebbe regalato degli iPhone in cambio della fornitura in esclusiva alla scuola di tablet e pc.
4/20/2023
Trasforma tovaglie e passamanerie in abiti pregiati: chi è Totò Manolesta "u custureri" di Corleone?
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| Totó Manolesta |
I suoi abiti sono ricchi di abilità, ingegno, di sorprese e dettagli. A volte realizzati con materiali riciclati che nelle sue mani diventano ricchi ed eleganti e opulenti.
Seduto alla macchina da cucire, scruta fuori, attraverso il pizzo della tenda, la porta di casa è sempre aperta. Osserva senza essere osservato, tutti sanno che abita lì, tutti conoscono Totò Manolesta, il sarto. Non è un sarto qualunque, difficilmente fa aggiusti, lui crea, è un costumista e scenografo. I suoi abiti sono straordinari, ricchi di abilità, ingegno e creatività, pieni di sorprese e dettagli, a volte realizzati da materiali riciclati che nelle sue mani diventano ricchi ed eleganti, barocchi e opulenti. LEGGI TUTTO
4/19/2023
Intitolazione del liceo di Partinico. Cgil e Flc: “Soddisfatti che la mozione del consiglio comunale sia stata ritirata e che la scuola sarà intestata a Felicia e Peppino Impastato”
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| Felicia con il ritratto del figlio Peppino |
Palermo 18 aprile 2023 – “Prendiamo atto con soddisfazione che la mozione della maggioranza non è stata né discussa né votata in consiglio comunale e che non c’è l’intento di opporsi all’intitolazione della scuola a Peppino Impastato. E apprendiamo con favore che l’amministrazione comunale non discute della statura morale di Impastato e di Felicia Bartolotta, patrimoni riconosciuti dell’intera comunità siciliana, ma è anzi pronta a strappare il drappo per il cambio di intitolazione della scuola appena l’iter sarà concluso”. Lo dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, il segretario Flc Cgil Palermo Fabio Cirino e il segretario della Camera del Lavoro di Partinico Gaetano La Corte, che commentano così la decisione dell’amministrazione comunale di Partinico di non mettere in discussione la scelta della comunità scolastica di intitolare il liceo scientifico Santi Savarino a Giuseppe Impastato.
La polemica sull’intitolazione del liceo di Partinico a Felicia e Peppino Impastato. Tanto rumor per nulla
di SALVO VITALE
“Tanto rumor per nulla”: il sindaco di Partinico si dichiara pronto a inaugurare l’intitolazione del Liceo a Felicia e a Peppino Impastato. Vicenda chiusa.
E’ finita come nel titolo della commedia di Shakespeare: “Molto rumore per nulla”. La proposta avanzata dal consigliere comunale Sergio Bonnì, di mettere in discussione, con una inesistente mozione, l’intitolazione del Liceo Scientifico di Partinico a Felicia e Peppino Impastato, o di formulare tale mozione, a seguito di un dibattito tra i consiglieri, da sottoporre alla giunta, è naufragata miseramente, con il rischio di lasciare un’ombra poco piacevole sull’immagine di Partinico, già compromessa dallo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose. Bonnì giocava sul suo duplice ruolo di consigliere e di vicesindaco, quindi avrebbe proposto a se stesso l’eventuale mozione del Consiglio, da trasformare in delibera di Giunta.
Oggi si è svolta la conferenza d’organizzazione Auser di Palermo, l’associazione impegnata nell’invecchiamento attivo. “Risalita la china dopo la pandemia, riprese tutte le attività”
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| Un momento della conferenza di organizzazione |
In questi giorni si stanno tenendo le conferenze di organizzazione in tutti i circoli Auser, che culmineranno con la conferenza regionale del 16 e 17 maggio a Castelvetrano e la conferenza nazionale del 26 maggio a Roma. A Palermo l’associazione di volontariato Auser, che promuove l’invecchiamento attivo, nata negli anni ’90 da un’idea di Bruno Trentin, è presente dal 1993 e conta oggi 19 circoli e 4 Università della terza età, con 2.900 iscritti tra città e provincia, (esclusi i comuni del comprensorio Termini, Cefalù. Madonie).
Una fase di riorganizzazione che servirà a fare crescere la “rete” tra le realtà Auser che operano sul territorio. Alla conferenza d’organizzazione hanno partecipato i presidenti del 19 circoli di Palermo ed erano presenti il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, il segretario generale Spi Cgil Palermo Salvatore Ceraulo e il presidente Auser Sicilia Giorgio Scirpa.
4/17/2023
Corleone, inaugurato il murale dedicato a Francesca Morvillo dell’artista Andrea Buglisi. Presentato il libro “Non solo per amore”, dedicato alla donna magistrato
L’inno nazionale, cantato dagli alunni più piccoli dell’istituto “Giuseppe Vasi”, ha inaugurato ufficialmente a Corleone un murale dedicato a Francesca Morvillo, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale e realizzato dall’artista palermitano Andrea Buglisi.
Una targa che racconta il significato dell’opera è stata scoperta stamani da Alfredo Morvillo, magistrato e fratello di Francesca, e dal sindaco Nicolò Nicolosi a margine di una giornata dedicata a Francesca Morvillo, iniziata con la presentazione del libro “Non solo per amore. In memoria di Francesca Morvillo” al liceo “Don Giovanni Colletto”.
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Corleone, paura per un incendio scoppiato in via Umberto I presto domato dai Vigili del Fuoco
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| Un’immagine dell’incendio di via Umberto I |
Mattinata di paura stamattina a Corleone per un incendio scoppiato improvvisamente nel garage di una casa di Corso Umberto I, di proprietà di un ex dipendente comunale in pensione. Immediatamente sono intervenuti i poliziotti del locale commissariato, poi i vigili del fuoco, i carabinieri, i vigili urbani. L’incendio è stato domato.
Già i poliziotti avevano verificato che nella casa non c’era più nessuno. Il proprietario era al nord Italia. Il figlio, la nuora e il loro bambino si erano già messi in salvo, abbandonando l’abitazione. Provvidenziale l’intervento di un poliziotto che ha convinto a lasciare la sua abitazione un vecchietto che abitava nella casa accanto a quella dov’era scoppiato l’incendio.
IL CASO. Scontro sul nome del liceo a Partinico: "Si chiami Peppino Impastato", ma il Comune si oppone
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| Felicia e Peppino Impastato |
Il Consiglio d'istituto ha deciso di intestare il plesso al militante di Democrazia proletaria, ucciso dalla mafia nel 1978. Ma l'amministrazione mette in discussione la modifica. Rifondazione comunista: "Scuola intitolata a un personaggio ambiguo come Santi Savarino, firmatario delle leggi razziali. Si rimedi all'errore politico”.
Scontro a Partinico sul nome del liceo attualmente intestato a Santi Savarino. Da un lato c'è il Consiglio d'istituto che ha deciso di intitolarlo a Peppino Impastato, militante di Democrazia proletaria ucciso dalla mafia nel 1978, e alla madre Felicia, dall'altro c'è l'amministrazione comunale che non sarebbe d'accordo sulla nuova intestazione.
4/16/2023
L'INTERVISTA. Maurizio Landini, segretario generale Cgil: «Salari fermi, profitti in crescita: così non va»
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| Maurizio Landini |
Dalle pagine del Corriere della Sera, il segretario generale della Cgil si domanda: "Cosa ci fa un dipendente di 40 euro al mese in più se per avere una visita medica in tempi accettabili ne deve pagare 250?"
"Sul carrello della spesa si stanno facendo profitti esagerati, perché negli ultimi mesi i costi di produzione sono molto scesi, pensiamo al prezzo del gas, mentre gli aumenti per le famiglie hanno continuato a correre". A denunciarlo è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in un'intervista al Corriere della Sera. Intanto, "i salari - evidenzia il leader sindacale - devono aumentare. Dall'inizio di quest'ondata d'inflazione si sente parlare solo del rischio che i rinnovi dei contratti inneschino una spirale prezzi-salari".
Quel che si è visto è diverso: "salari fermi e profitti delle imprese in crescita, che ora non ritirano gli aumenti anche se producono a costi molto minori di sei mesi fa. E investimenti delle imprese comunque deboli. A fronte di imprese che non moderano i rincari diventa indispensabile - rimarca - un contributo straordinario di solidarietà sui profitti".
LE MANIFESTAZIONI di Palermo e di Caltanissetta. Due piazze, un allarme: “La riforma Calderoli ci nega salute e diritti”
A Palermo si raduna la rete degli ambulatori popolari: “Basta con le liste d’attesa infinite”. A Caltanissetta corteo di Cgil e Uil con il Pd: “La Sicilia sarà isolata”
La Sicilia si mobilita nelle piazze per dire no all’autonomia differenziata, per difendere la sanità pubblica ormai « moribonda » e per chiedere che non vadano dispersi i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Da Palermo a Caltanissetta, ieri migliaia di siciliani hanno sfilato in corteo con bandiere e striscioni, sotto le insegne di sindacati e associazioni.
4/15/2023
AUTONOMIA: LA CGIL SICILIA LANCIA UNA RACCOLTA DI FIRME. IL SEGRETARIO ALFIO MANNINO: “IL PRESIDENTE SCHIFANI RITIRI SUBITO L’APPOGGIO”
Palermo, 15 apr. (Adnkronos) - Una campagna di raccolta firme per chiedere al presidente della Regione di ritirare la sua adesione al progetto di autonomia differenziata del governo. E' la proposta lanciata dal segretario generale della Cgil siciliana, Alfio Mannino, nel suo intervento dal palco della manifestazione regionale contro l'autonomia differenziata, che si è tenuta stamattina a Caltanissetta promossa da Cgil e Uil Sicilia, Anpi, Arci, Ali Autonomie, Legacoop, Uisp. "E' una battaglia importante - ha detto Mannino - per diritti fondamentali come quelli alla sanità, all'istruzione, alla mobilità, per il futuro dei nostri giovani. Se non otterremo risposte nei termini di politiche per lo sviluppo della Sicilia e del Mezzogiorno la mobilitazione continuerà".
Corleone, lunedì sarà presentato un libro ed inaugurato il murale dedicati a Francesca Morvillo
Lunedì 17 aprile Corleone ricorda Francesca Morvillo. Alle 10 all'Istituto "Don Giovanni Colletto" verrà presentato il libro "Non solo per amore. In memoria di Francesca Morvillo".
Dopo i saluti del sindaco Nicolò Nicolosi e della dirigente scolastica Natalia Scalisi, interverranno Alfredo Morvillo, magistrato e fratello della moglie di Giovanni Falcone, e le curatrici del volume, Cetta Brancato, Giovanna Fiume e Paola Maggio. Modera Veronica Virga, dottoranda alla facoltà di Giurisprudenza dell'università di Palermo.
Corleone, sondaggio sulla qualità della vita. Si salvano solo “scuole” e “offerta culturale”. Giudizio molto negativo su Igiene Pubblica, Pulizia e qualità dell’aria e Strade Traffico e viabilità
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| Corleone, piazza Nascé |
La pagina “Corleone è anche mia” (3.187 membri), amministrata dall’arch. Salvatore Saporito, ha indetto un sondaggio sulla qualità della vita a Corleone.
I votanti sono stati 350, sui seguenti indicatori di giudizio:
1. SCUOLE - ISTRUZIONE E FORMAZIONE;
2. OPPORTUNITA' DI LAVORO – OCCUPAZIONE;
3. STRADE TRAFFICO VIABILITÀ;
4. PARCHI, GIARDINI PUBBLICI, AREE A VERDE;
5. OFFERTA CULTURALE;
6. IGIENE PUBBLICA - PULIZIA - QUALITA' DELL'ARIA.
Angela Pizzitola: “Verrà il tempo in cui le vittime degli abusi, come quelle della mafia e dell’olocausto, andranno in giro a raccontare, perché simili crimini non abbiano più ad accadere?”
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| L’intervento di Angela Pizzitola |
Pubblichiamo l’intervento di ieri pomeriggio (nella sala “C. A. Dalla Chiesa” al Cidma di Corleone) della prof.ssa Angela Pizzitola alla presentazione del libro di Giovanni Di Marco “L’avversione di Tonino per i ceci e i polacchi”, con cui l’autore denuncia la pedofilia nella chiesa cattolica.
Insieme a lei sono intervenuti don Luca Leone, parroco della parrocchia di S. Leoluca e l’autore Giovanni Di Marco. Ha moderato l’incontro, durante il quale sono intervenuti diversi cittadini, Dino Paternostro, direttore di Città Nuove. Ha letto brani del libro la d.ssa Patrizia Di Miceli.
di ANGELA PIZZITOLA
Non ce la faccio più, non ce la faccio più, …due pagine fitte di quaderno con questo grido di aiuto. È il grido di un bambino, interpretato, volutamente o meno, dalla scuola, dalla famiglia, dalla società in modo superficiale ed epidermico, ed attribuito alla causa più evidente e più scontata: la condizione di orfano, una condizione, comunque che viene più consolata che sostenuta, protetta ed accompagnata nel tortuoso cammino del riscatto. Giovanni Di Marco in “L’avversione di Tonino per i ceci e i polacchi,” raccoglie ed approfondisce questo grido ,dando voce a chi non ne ha avuto e, purtroppo non ne ha ancora, a Tonino e ad altri bambini per i quali “l’allegria dovrebbe essere una condizione naturale più che una parente stretta di una dolorosa conquista” .
(GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA)
Sui pizzini di Matteo Messina Denaro l’analisi del docente di linguistica italiana dell’Università di Palermo, Giuseppe Paternostro. «I pizzini? Nel solco di Provenzano, ma molto più moderno»
Andrea D’Orazio
«Il solco è quello dei pizzini di Bernardo Provenzano. D’altronde, Messina Denaro era elemento cardine del sistema di comunicazione dello “zio Binnu”, tanto da guadagnarsi, all’interno di quel codice, l’appellativo di “nipote Alessio”. Siamo sulla stessa falsa riga».
Premettendo subito che stilemi e costrutto di lettere, messaggi e diario trovati nei covi del boss di Castelvetrano «meriterebbero analisi molto più approfondita», Giuseppe Paternostro, docente di Linguistica italiana all’Università di Palermo e autore del libro «Il linguaggio mafioso. Scritto, parlato, non detto», inquadra così stile e metodi usati dall’ex latitante per interagire con le persone a lui più vicine, a cominciare dalla maestra Bonafede, notando subito, fra i vari «Amico mio», «Cugino», «Blu», «Venesia», «fragolone», «Margot» «una continuità espressiva con il passato di Cosa Nostra, ma anche tre sostanziali differenze».
Quali sarebbero, professore?
4/14/2023
Ma l’emergenza non sono i migranti
di Giuseppe Savagnone
Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed Editorialista.
Una clamorosa smentita
La notizia che il Consiglio dei ministri, a seguito dell’eccezionale incremento dei flussi di persone migranti attraverso le rotte del Mediterraneo, ha deliberato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale, merita forse qualche considerazione.
La prima è che, dopo avere aspramente criticato il ministro dell’Interno del governo Draghi, Luciana Lamorgese, per la sua presunta incapacità di frenare l’afflusso di migranti nel nostro paese, i partiti di destra, ora che sono al governo, si trovano di fronte a un incremento di arrivi che essi stessi valutano del 300%.
CAMPOBELLO DI LICATA: LA PREVARICAZIONE POLITICA DANNEGGIA IL PAESE: TUTTA COLPA DI SOLONE? Incontro con lo scrittore agrigentino Andrea Cirino
La letteratura è da sempre presente nella vita culturale di Silvio Benedetto. Nei cataloghi della sua vasta attività pittorica edespositiva in Italia e all’estero possiamo incontrare suoi dipinti e disegni dedicati a Borges, Pirandello, Lorca e a tanti altri; per la Golden Market di Milano Benedetto ha illustrato tutte le tragedie greche; ben noti pure i suoi murales a Campobello di Licata (Agrigento) dove si trovano anche il suo «L’Iliade» (tutti i canti omerici in un unico, ampio mural ceramico) e la Valle delle Pietre Dipinte (art-land con 110 massi da lui dipinti su ogni latoraffiguranti tutti i canti danteschi).
Nel teatro (Benedetto è autore di testi, regista ed egli stesso attore) oltre ai testi propri e a quelli della sua compagna Silvia Lotti, il maestro ha portato in scena in Italia e all’estero Neruda, Lorca, De Ghelderode, Barthes, Pessoa e, tra tantissimi allestimenti, ricordiamo «Storia d’amuri e morte» con Olga Macaluso per il Teatro Mediterraneo, il Machbeth shakespeariano al Festival di Parigi con Alida Giardina e il Teatro























