3/25/2012

Tutte le Camere del lavoro d'Italia manderanno una pietra per costruire un monumento a Rizzotto

La pietra donata dal Comune di Senigallia
Ogni Camera del Lavoro mandera' una pietra a Corleone per costruire un monumento in memoria di Placido Rizzotto, il sindacalista della Cgil ucciso dalla mafia nel 1948. Lo ha annunciato, a nome della segreteria nazionale del sindacato, Serena Sorrentino durante un incontro al cinema Martorana a pochi giorni dal riconoscimento dei resti di Rizzotto trovati in una foiba di Rocca Busambra. ''La partecipazione del sindacato di tutta Italia alla realizzazione del monumento rappresenta - ha spiegato Sorrentino - un piccolo grande gesto con il quale si vuole testimoniare che la memoria di Rizzotto e' viva nel Paese, da Nord a Sud''. Oltre al sindaco Antonio Iannazzo, e' intervenuto il questore di Palermo, Nicola Zito.
PLACIDO RIZZOTTO VIVE (L'album fotografico)

Mafia, al Vinitaly vino prodotto su feudo confiscato ai boss

La prima bottiglia del vino prodotto dai ragazzi autistici dell'Associazione Aurora onlus, ''Gocce d'Aurora'' su un terreno confiscato al boss mafioso di Partinico Michele Vitale, sara' presente al Vinitaly 2012. Dell'esperienza di questi giovani e del nuovo vino catarratto se ne parlera' nella conferenza stampa che si terra'   nell'area istituzionale del padiglione 2 Sicilia. A testimoniare l'entusiasmo dei giovani che con grande impegno hanno portato avanti questo progetto, interverranno i rappresentanti istituzionali che hanno sottoscritto un protocollo d'Intesa fra i quali il presidente della Commissione Attivita' Produttive all'Assemblea Regionale Siciliana, Salvino Caputo, il direttore dell'Istituto Regionale Vini e Olii di Sicilia Dario Cartabellotta ed il presidente dell'Associazione Aurora Ivana Calabrese, che e' impegnata per l'inclusione occupazionale di questi soggetti. E' prevista, inoltre, la presenza del rappresentante del Ministero dell'Interno Lodovica De Caro Direttore della Segreteria Tecnica del Pon Sicurezza ed una rappresentanza dell'Associazione culturale e multimediale ''Donnattiva'' che ha curato la comunicazione e promozione dell'evento. Alle ore 16.00 e' prevista l'inaugurazione dello stand dell'Associazione Aurora e la degustazione dei vini.(ANSA).

In Sicilia molti comuni non rispettano la norma sulla rappresentanza di genere

“Il 30,76 % dei Comuni Siciliani non rispetta la norma sulla rappresentanza di genere nella composizione della giunta prevista dalla legge regionale n. 6/2011”, lo afferma in una nota l'Associazione “S.O.S Democrazia”. Dalla ricerca svolta risulta Enna la provincia più virtuosa, con il 15% dei Comuni inadempienti, mentre la peggiore è Messina, con il 37 % dei comuni senza la presenza femminile in giunta. Seguono la provincia di Catania con il 34,5 %, Palermo con il 30,5 %, Agrigento con il 30,23 %, Trapani con il 29,2 %, Siracusa con il 28,6 %, Caltanissetta con il 18,2 % e Ragusa con il 16,7%.

3/24/2012

Corleone, manifestazione per Rizzotto. Serena Sorrentino (Cgil): "Adesso lo Stato riapra l'indagine giudiziaria"

CORLEONE, 24 marzo 2012 – Una sala gremita di giovani e meno giovani ha ricordato questa mattina a Corleone il sacrificio di Placido Rizzotto, a pochi giorni dal riconoscimento delle sue esequie e dall'annuncio dei funerali di Stato. Dopo i saluti dell'amministrazione comunale, sul palco è stata la volta del Questore di Palermo, Nicola Zito, che ha ricordato l'importanza della rivendicazione dei propri diritti e dell'osservanza dei doveri da parte dei cittadini per costruire la società del futuro. “Fino a poco tempo fa – ha ricordato Zito – Corleone era accompagnata da una nomea di certo non gratificante. Oggi non è più così e questa sala piena di facce giovani, espressione migliore della vostra comunità, ricorda a tutti come questa città stia cambiando e, di certo, ci rassicura sul futuro”.
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Pippo Cipriani: "Il concerto del 1° Maggio sia dedicato a Placido Rizzotto"

La locandina del film "Placido Rizzotto"
CORLEONE, 24 marzo 2012 - “Oggi ho vissuto le stesse emozioni di 10 anni fa, quando proiettammo il film su Placido Rizzotto davanti ai giovani corleonesi di allora”. È questo il primo commento di Giuseppe Cipriani, a margine dell'iniziativa organizzata nei locali del cinema di Corleone in ricordo del sindacalista ucciso dalla mafia 64 anni fa. “Questa giornata – continua Cipriani – restituisce al Paese una pagina di storia importante, a cui finalmente possiamo dare il giusto valore. Già nel 1948 l'allora segretario nazionale della Cgil, Giuseppe Di Vittorio, nel corso di un comizio a Palermo, si appellava al Ministro degli interni dell'epoca, Mario Scelba, chiedendo dove fosse Placido Rizzotto. Da allora di strada ne è stata fatta tanta e il riconoscimento di oggi ci dà l'idea di uno Stato diverso da quello che nel '48 non fece tutto quello che si poteva fare per rendere giustizia a Rizzotto. Oggi ricordiamo anche l'anniversario di Carmelo Battaglia, assassinato a Tusa proprio il 24 marzo del 1966, e il sacrificio di tutti gli uomini liberi che persero la vita nella mattanza dei sindacalisti”. 

La "trattativa"

  Onore alla CGIL che resiste impavida alla canea che pennivendoli ed oligarchi politici le hanno scatenato contro! Onore alla sua segretaria generale che si riconnette alla gloriosa tradizione della CGIL di Di Vittorio, Fernando Santi, Vittorio Foa, Luciano Lama ergendosi a difesa del diritto dei lavoratori a non essere considerati alla stregua del macchinario che le aziende usano per funzionare! La CGIL è sola nel Palazzo a sostenere la causa dei lavoratori, ma è tutt'altro che isolata nel Paese. Si temeva un cedimento che potesse isolare la Fiom. Quanti sostengono  che il lavoro e la sua dignità valgono molto di più della manciata di soldi che imprenditori denarosi potrebbero destinare per togliersi lo sfizio di cacciare via dalla fabbrica o dall'ufficio le "teste calde", sono incoraggiati dalla forte posizione che la CGIL ha assunto.

Anna Maria Gammeri, l’inamovibile preside del Liceo Bisazza di Messina

Anna Maria Gammeri
di Antonio Mazzeo
Una condanna per truffa aggravata ai danni dello Stato a 10 mesi di reclusione e 400 euro di multa, poi la richiesta di trasferimento per incompatibilità ambientale da parte dell’organizzazione sindacale, ma la dirigente scolastica Anna Maria Gammeri resta intoccabile alla guida del Liceo “Bisazza” di Messina. Secondo i magistrati peloritani, “con più azioni esecutive di medesimo disegno criminoso”, la preside Gammeri avrebbe consentito che il collaboratore scolastico Nicola Gennaro “fuoriuscisse dal luogo di lavoro, senza avere chiesto ed ottenuto alcun atto autorizzativo e senza essere in congedo”. Al processo pure il Gennaro ha subito una condanna a 7 mesi, ma per i due dipendenti pubblici è scattato il condono grazie all’applicazione dell’indulto. E il Ministero della pubblica istruzione lascia trascorrere l’anno scolastico scegliendo di non intervenire.

Polizzi Generosa. Data alle fiamme la villa del sindacalista antimafia

di IVAN MOCCIARO
È la quindicesima intimidazione a Vincenzo Liarda in poco più di due anni. Da quando si è intestato la battaglia per il riutilizzo del Verbumcaudo, il feudo confiscato al "papa" della mafia, Michele Greco

POLIZZI GENEROSA - Nuova intimidazione per il sindacalista della Cgil, Vincenzo Liarda segretario della Camera del lavoro di Petralia Sottana. Data alle fiamme la casa di campagna in contrada Chiaretta a tre chilometri dal centro abitato di Polizzi Generosa.

Nuovo atto intimidatorio a Vincenzo Liarda, la solidarietà della Cgil

Serena Sorrentino
Esprimiamo grande preoccupazione e apprensione per l’ennesimo atto intimidatorio nei confronti di Vincenzo Liarda – dichiarano la segretaria nazionale della Cgil Serena Sorrentino e il segretario generale della Cgil di Palermo Maurizio Calà, che intervengono per esprimere solidarietà al Sindacalista della Cgil delle Petralie Vincenzo Liarda impegnato nell’opera di utilizzo a fini sociali del feudo di Verbumcaudo confiscato alla mafia, dopo l’incendio di origine dolosa che ha danneggiato la sua casa di campagna tra Polizzi e Petralia - Stamattina abbiamo informato il questore di Palermo ed espresso la richiesta di approfondire i termini di questi atti ripetuti nel tempo. Testimoniamo la vicinanza di tutta la Cgil Palermo, regionale e nazionale e di tutte le categorie della Cgil al compagno Liarda, che quotidianamente svolge la sua attività dimostrando che contro la violenza non si arretra e non si scappa”. Aggiungono Serena Sorrentino e Maurizio Calà: “Le importanti battaglie svolte in questi giorni e mesi, l’ultima quella in corso oggi a Corleone in memoria di Placido Rizzotto, e quelle fatte in questi anni e che faremo nelle prossime settimane dimostrano la mirata attenzione del sindacato nella lotta alla mafia”. Già martedì si terrà a Polizzi un attivo di tutti i delegati del territorio per costruire iniziative che coinvolgeranno l’intera comunità delle Madonie. Domani la Cgil rivolgerà anche al Prefetto di Palermo stessa richiesta “di approfondire i contenuti di questa incresciosa vicenda”. 

Comuni di Salemi e Racalmuto sciolti per mafia. Elezioni amministrative rinviate Sgarbi: "Non ho nulla da rimproverarmi"

Salemi
(S.C.) Il Consiglio comunale di Salemi è stato sciolto per mafia. La decisione è stata adottata dal consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. Con Salemi sono stati sciolti anche i Consigli comunali di altri sei Comuni, compreso Racalmuto (in provincia di Agrigento). “In riferimento ai due Consigli comunali – si legge in una nota di Palazzo Chigi – il Consiglio dei ministri ha ascoltato l’intervento dell’assessore alle Autonomie locali della Regione Siciliana, Caterina Chinnici, che ha portato a testimonianza sia la propria esperienza istituzionale, ribadendo l’impegno alla lotta alla criminalità organizzata, sia la propria esperienza umana, in quanto figlia di un magistrato ucciso dalla mafia”.

3/23/2012

Cipriani: “La memoria non si fermi a Rizzotto. Lo Stato renda giustizia alla mattanza dei sindacalisti”

Pippo Cipriani
CORLEONE, 23 marzo 2012. “Placido Rizzotto vive!”. Così domani la città di Corleone ricorderà, con la proiezione dell'omonimo film, il sacrificio del sindacalista assassinato dalla mafia nel 1948, a pochi giorni dal riconoscimento dei suoi resti e dall'annuncio della celebrazione dei funerali di Stato per Rizzotto. “È giusto ricordare nell'occasione Carmelo Battaglia, assassinato a Tusa proprio il 24 marzo del 1966, e tutti i quarantasei sindacalisti che sacrificarono le proprie vite nel ventennio tra gli anni '40 e gli anni '60 dello scorso secolo – dichiara Giuseppe Cipriani –. Uomini che con le loro storie ricordano ancora oggi ai siciliani quanto in questa terra il rifiuto della violenza mafiosa e l'affermazione dei principi di libertà e di democrazia sono sempre stati e continuano ad essere forti. A questi uomini, alla loro memoria, dovremo sempre moltissimo”.

A Corleone, si terrà Medibenessere, l’expo del benessere

Dal 27 aprile al 6 maggio, a Corleone, si terrà Medibenessere, l’expo del benessere, del naturale, del vivere sano. Una grande vetrina per tutte le eccellenze siciliane che parteciperanno. Prenderanno parte all’evento un folto numero di aziende siciliane operanti nel settore del wellness, della salute, dell’agroalimentare, delle risorse sostenibili e delle tecnologie innovative. Imprese e imprenditori che grazie alla loro caparbietà riescono, anche in momenti di crisi, a valorizzare le risorse reali che l’isola custodisce. L’expo si terrà nella Villa Comunale di Corleone che diventerà  il palcoscenico di dibattiti, seminari, performance sportive, percorsi tematici ed esibizioni artistiche. Medibenessere è patrocinata dal Comune di Corleone, dall’ARS, dal Coni Sicilia e dalla Provincia regionale di Palermo. Daranno il proprio contributo scientifico l’Ordine dei Medici di Palermo,  l’Associazione degli Ottici di Palermo, l’Associazione per la dieta Mediterranea, la Cruec e Motris. La UISP e la Libertas, enti di promozione sportiva, insieme all’associazione La Nuova Voce Corleone, cureranno l’aspetto sportivo e ludico di Medibenessere.

3/21/2012

La serata su Placido Rizzotto su Rainews24, condotta da Mineo

Da sx: Corradino Mineo, Pasquale Scimeca,
Placido Rizzotto Jr. Dino Paternostro
La sera di mercoledì 21 marzo Rainews 24 ha ricordato Placido Rizzotto, con una serata interamente dedicata alla figura del sindacalista assassinato dalla mafia corleonese 64 anni fa, per avere difeso i diritti dei contadini contro i latifondisti. Un personaggio dimenticato per anni, i cui resti sono stati recentemente ritrovati, e al quale il governo ha ora deciso di concedere funerali di Stato, a seguito di una richiesta trasversale proveniente da società civile, politica e associazionismo antimafia.
Sono stati ospiti in diretta del direttore Corradino Mineo, subito dopo il Tg delle 20.00, tra gli altri, l’europarlamentare David Sassoli, il vice presidente della commissione antimafia Fabio Granata, il regista Pasquale Scimeca, che proprio a Placido Rizzotto ha dedicato un film, interpretato da Marcello Mazzarella, presentato con successo alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2000. Insieme a lui Dino Paternostro, Segretario della Camera del lavoro di Corleone e il nipote del sindacalista ucciso che porta il suon stesso nome. Subito dopo l’approfondimento in studio, Rainews24 ha mandato in onda proprio “Placido Rizzotto” di Scimeca.
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Acqua: commissione Ars approva ddl ripubblicizzazione risorse idriche

Panepinto: “si tagliano 9 Ato, nasce un’Agenzia senza gettoni di presenza”Ammatuna: “lavoro complesso, lavoriamo per portare il ddl presto in aula”. La commissione Territorio e Ambiente dell’Ars questa mattina ha approvato ad unanimità il disegno di legge sulla ripubblicizzazione delle risorse idriche in Sicilia. “E’ una prima importante vittoria del popolo del referendum, dei tanti sindaci e consiglieri comunali che hanno voluto questa riforma, del PD che fin dall’inizio ha sostenuto questa battaglia, ma soprattutto è la vittoria dei siciliani”, dice Giovanni Panepinto, deputato regionale del PD e promotore del ddl. “Il testo – aggiunge – prevede la reintroduzione di sistemi di gestione pubblica dell’acqua attraverso i comuni, consorzi di comuni e aziende speciali.

Primarie a Palermo. Indagini dei carabinieri, interventi della Procura, Senza precedenti…

Rosario Crocetta
Crocetta, eurodeputato, sindaco antimafia: “La politica non c’entra, Fabrizio è un insorto. Né salotti della sinistra chic, né poteri forti…"
“Vi rivelo un segreto, le primarie, i partiti, il centro, la destra e la sinistra, il governo regionale, il centrosinistra unito o diviso: tutto questo non c’entra niente con quello che sta avvenendo a Palermo”.
Rosario Crocetta, eurodeputato, sindaco di Gela per molti anni, si avvicina e con tono solenne ci prepara ad una rivelazione. “Non ha capito niente nessuno”, dice. “Ed è venuto il momento di dire le cose come stanno”, aggiunge con un sorriso sornione.
E come stanno le cose, onorevole?

Rainews per Placido Rizzotto

Il 21 marzo, a partire dalle ore 20.00, Rainews dedica una serata a Placido Rizzotto. In collegamento dalla sede Rai di Palermo, ci saranno il regista Pasquale Scimeca e il segretario della Camera del lavoro di Corleone, Dino Paternostro. A seguire, alle ore 21, trasmetteremo il film “Placido Rizzotto” di Pasquale Scimeca. Esponente del partito socialista, Rizzotto fu rapito a 34 anni mentre stava andando a una riunione politica. A essere accusato della sua sparizione fu il boss Luciano Liggio, poi assolto per insufficienza di prove. Impegnato a fianco del movimento contadino, che lottava contro la mafia e il latifondo, Rizzotto da segretario della Camera del lavoro di Corleone aveva organizzato una rivolta per l’occupazione delle terre che erano in mano ai mafiosi, sostenuti dal boss nascente Luciano Liggio. Giuseppe Letizia, un bambino che faceva il pastore e che assistette all’assassinio, fu ucciso anche lui. Ad occuparsi delle indagini fu l’allora giovane capitano Carlo lberto Dalla Chiesa.

Rizzotto, la proposta: "I funerali di Stato si tengano a Corleone"

"Sarebbe molto bello se i funerali di Stato per Placido Rizzotto si tenessero a Corleone, se a Corleone, nell'occasione, si facesse sorgere una Casa della Legalita'. Anche questa e' cultura, da non disperdere". Lo ha proposto il parlamentare del gruppo misto e portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti, intervenendo questa mattina al programma 'Unomattina', su Rai1. Il sindacalista Placido Rizzotto venne ucciso dalla mafia, 64 anni fa, proprio a Corleone e solo nei giorni scorsi sono stati identificati con certezza come suoi i resti umani ritrovati nel 2009 all'interno di una foiba a Rocca Busambra, nel corleonese.
20 marzo 2012

3/20/2012

Lotta alla mafia. Lumia (Pd): "Bene convergenza in commissione col Governo"

Giuseppe Lumia
Palermo, 20 marzo 2012 – “L’audizione del ministro Severino è stata molto positiva. Sulla lotta alla mafia il governo apre un’interlocuzione con la Commissione antimafia vera e operativa. Ci sono state diverse proposte che hanno trovato una convergenza: introduzione del rating antimafia per le imprese e del reato di auto riciclaggio, potenziamento dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati con l’istituzione di sedi periferiche”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia. “Il 41 bis – aggiunge Lumia – è un ottimo strumento ma la sua applicazione va sempre migliorata. Ho molto apprezzato la disponibilità del governo ad applicare la legge sul 41 bis nella parte in cui prevede la riapertura delle carceri di massima sicurezza nelle zone insulari, come nelle isole di Pianosa e dell’Asinara. È possibile farlo nel pieno rispetto dell’ambiente, anzi promuovendo la tutela ambientale”. “Così – conclude l’esponente del Pd – la lotta alla mafia farebbe un notevole salto di qualità”.

Elezioni Palermo. Di Girolamo: “il PD sosterrà il vincitore delle primarie, adesso è il momento dell’unità”

Il municipio di Palermo
Dichiarazione di Enzo Di Girolamo, segretario provinciale del PD di Palermo.
“Fin dal primo momento di questo percorso, dalla riunione dell’Hotel delle Palme con partiti e movimenti, abbiamo sempre lavorato all’unità del centrosinistra, anche a costo di mettere a rischio la stessa unità del Partito Democratico: abbiamo messo in piedi primarie vere, con regole chiare e condivise che hanno portato alla straordinaria partecipazione di 30 mila palermitani e che ci hanno consegnato un vincitore. Fin dalla notte del 4 marzo, in tutte le sedi politiche e organizzative, abbiamo compiuto ogni sforzo per far prevalere le ragioni dell’unità”.

Le nuove guerre dei militari USA di Vicenza (in Afghanistan)

di Antonio Mazzeo
Torneranno presto nell’inferno afgano i soldati USA di stanza a Vicenza. Il Dipartimento della difesa ha reso noto che a partire della primavera 2012, due brigate di US Army verranno inviate in Afghanistan per sostituire alcuni reparti impegnati da mesi nelle operazioni di guerra. Si tratta della 173^ brigata aviotrasportata attualmente ospitata a Camp Ederle (Vicenza) e della 12th Combat Aviation Brigade di Katterbach, Germania. In vista della nuova missione bellica, oltre 3.600 uomini della 173^ brigata hanno completato un complesso ciclo addestrativo nel poligono tedesco di Hohenfels. Saranno invece 2.400 gli uomini della 12^ brigata da combattimento di US Army che raggiungeranno l’Afghanistan.

AUGUSTO CAVADI: “Apologia degli Ebrei”

di AUGUSTO CAVADI
“CATANESI cani ed ebrei!”: la scritta, per anni campeggiante su diversi muri della Palermo bene, sintetizza efficacemente il livello culturale di certi strati della tifoseria palermitana. A questo genere di “sportivi” bisognerebbe spiegare, sia pur con scarsissime probabilità di riuscirvi, che ai cani non scappano mai simili scivoloni. Quanto agli ebrei, poi, che si tratta di uno dei popoli di più fertile creatività dell'unica grande razza umana. Per cominciare a capirne qualcosa – liberando la mente dai veli che la politica dei governi israeliani moltiplica fastidiosamente – si può partire da un opuscolo di Dante Lattes, “Apologia dell'ebraismo”, edito nel 1923 e meritoriamente ripubblicato. L’autore (noto come scrittore e, rabbino) focalizza quattro temi centrali della sua confessione religiosa: Dio (non di un popolo, ma di tutti gli uomini, anzi di tutto il cosmo); i profeti (per i quali la conversione autentica è «la giustizia e l'amore in luogo della prepotenza e dell’avidità»); il Messia (concepito non come un uomo che è già venuto una volta,ma come il continuo avvento di Dio nella storia umana); il fariseisrno (diventato sinonimo di ipocrisia e di legalismo, ma solo perché si èvoluto assolutizzare una caricatura della corrente farisaica e dimenticare la sua fisionomia autentica di fedeli rispettosi del Volere divino).
(La Repubblica, DOMENICA 11 MARZO 2012)
Dante Lattes, “Apologia dell'ebraismo”, Ed. La Zisa, Prefazione di Rav Giuseppe Laras, Nota di Claudio Vercelli, Pagine 112, euro 9,90

Convegno al Teatro del Baglio. Le donne di Villafrati tra passato e presente

di SILVIA BENTIVEGNA
Un'importante iniziativa, svoltasi al Teatro del Baglio, sul processo di emancipazione delle donne anche in una zona interna come il corleonese-villafratese. Da donna Teresa Cordova, alle popolane di Villafrati in lotta per la terra...
Domenica 18 marzo 2012 Si è tenuto a Villafrati, nei locali del Teatro del Baglio, dentro l’antico complesso edilizio dei conti di San Marco, principi di Mirto, un convegno culturale sul tema “Il ruolo della donna tra passato e presente”,organizzato dalla locale Consulta femminile con il patrocinio dell’amministrazione comunale. La partecipazione all’iniziativa è stata importante, veramente degna dell’impegno profuso dalle organizzatrici e segnatamente dalla presidente Giovanna Pernice e dalla sua più stretta collaboratrice Norina Agnello.

3/18/2012

A Genova per la Giornata della Memoria e dell'Impegno contro le Mafie...

Mentre leggevo i nomi...
di DINO PATERNOSTRO
Un'esperienza straordinaria, come sempre. Essere insieme ad altre 100 mila persone, accomunate dagli stessi ideali è davvero un'esperienza stupenda. E noi eravamo lì, a Genova, nella Giornata della Memoria e dell'Impegno contro le Mafie. Eravamo lì come cittadini italiani, ma con la consapevolezza di arrivare da una città d''Italia particolare: Corleone. Fino a pochi anni fa non sarebbe stato possibile. Adesso, invece, e da alcuni anni, c'era una bella delegazione di corleonesi, istituzionale e del mondo dell'associazionismo.
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Parla Angelo Provenzano, figlio del boss

Angelo Provenzano
È la prima volta che un figlio di un boss, considerato da tutti il Capo dei capi, decide di parlare alle telecamere. Tanti i temi trattati nel corso dell’intervista esclusiva realizzata da Dina Lauricella: la latitanza, lo Stato, Falcone e Borsellino, la malattia del padre. «La verità processuale dice che mio padre è stato capo di Cosa Nostra. Certo, a pensare che oggi, a distanza di vent’anni dalle stragi, sui giornali si stia parlando di revisione… Se parliamo di revisione processuale, dobbiamo allora riscrivere qualche verità. E la ricerca della verità è sempre positiva. Ma preferisco parlare di verità processuali, perché la verità è un altro conto». Inizia così la lunga intervista ad Angelo Provenzano, figlio di Bernardo Provenzano. GUARDA IL VIDEO




Palermo, 16.03.2012 | di Saverio Lodato
I MESSAGGI DELLA MAFIA
Provenzano junior: dalla sceneggiata alla sceneggiatura
"Servizio Pubblico" intervista il figlio di Bernardo Provenzano

Il video del discorso di don Luigi Ciotti, presidente di "Libera", a Genova

Don Ciotti a Genova: "Vogliono cancellare il concorso esterno in associane mafiosa"...

Don Luigi Ciotti
«Vogliono cancellare il concorso esterno in associazione mafiosa, ma questo reato esiste ed è stato utile alla magistratura per incidere nella zona grigia. Ho il dubbio che tutto questo faccia parte di una strategia». Lo ha affermato questa mattina a Genova il fondatore e presidente dell'associazione Libera, don Luigi Ciotti, durante il suo intervento conclusivo alla manifestazione organizzata dall'associazione Libera e altri per la 17esima giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie. Secondo gli organizzatori c'erano ben 100mila persone.

David Sassoli: «Funerali per Rizzotto, riscatto per la comunità»

David Sassoli
È la più antica delle battaglie di civiltà. Seppellire i propri morti. E rendere loro onore. Per questo, la mafia dopo aver ucciso Placido Rizzotto ha fatto in modo che il suo corpo non si trovasse più. E per questo ora che le spoglie ritrovate nella “foiba” di Rocca Busambra sono state identificate come sue, seppellirlo con il massimo degli onori è un atto necessario. Funerali di Stato, dunque, per il sindacalista della Cgil ammazzato mentre si batteva per i diritti dei contadini. «Non importa se sono passati sessantatré anni», scandisce David Sassoli, europarlamentare del Pd, il primo, insieme a Cesare Damiano, a lanciare, con un tweet, l’appello, seguito da tantissime adesioni, per le esequie di Stato. Un gesto che avrebbe un forte valore simbolico e che l’Italia non dovrebbe lasciare incompiuto. 

I socialisti siciliani ringraziano il governo per i funerali di Stato a Rizzotto

La locandina del film di Scimeca
«La comunicazione da parte del sottosegretario Antonio Catricalà al segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, con cui il governo ha reso noto di aver accordato i funerali di Stato al nostro compagno Placido Rizzotto è un riconoscimento a tutta un’epopea di lotte contadine e popolari che fa parte della nostra storia. Come socialisti siciliani siamo sempre più fieri di appartenere allo stesso partito di Rizzotto, giustamente onorato dallo Stato come simbolo di riscatto e passione civile». Ad affermarlo è Antonio Matasso, componente della direzione nazionale del Psi e coordinatore della segreteria regionale siciliana, che ha ringraziato il segretario nazionale del Partito Socialista Italiano per la sua iniziativa presso il governo nazionale. L’esponente socialista ha anche criticato la condotta di alcuni m! edia, che secondo Matasso «sono stati capaci di parlare di Placido Rizzotto senza citare una sola volta la sua appartenenza al Psi che, come ricordato da Emanuele Macaluso, fu una delle principali ragioni che determinarono il suo assassinio da parte della mafia: Rizzotto fu ucciso anche perché socialista». Matasso ha infine espresso il proprio sostegno alla campagna della Cgil, che ha proposto di realizzare il sepolcro del sindacalista corleonese con pietre provenienti da ogni regione e comune d’Italia.
Palermo, 17 marzo 2012

Il governo: funerali di Stato per Rizzotto

Placido Rizzotto avrà i funerali di Stato. La decisione è stata comunicata ieri dal sottosegretario Antonio Catricalà al segretario del Psi Riccardo Nencini. E oggi il Consiglio dei ministri ha ufficializzato: cerimonia istituzionale per il sindacalista ucciso dalla mafia, e anche per Franco Lamolinara, l'ostaggio italiano ucciso in Nigeria durante un blitz delle forze speciali britanniche. 

La Storia di Rizzotto, da rassegna.it

La lettera di Placido e Giuseppina Rizzotto al Presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti

Placido Rizzotto Jr.
Signor Presidente del Consiglio,
ci rivolgiamo a Lei a seguito di un appello popolare volto a tributare esequie solenni al nostro congiunto Placido Rizzotto, sindacalista di Corleone ucciso dalla mafia 63 anni fa.
Come Lei saprà alcuni anni fa i resti umani di Rizzotto vennero ritrovati nei pressi di Rocca Busambra, e sottoposti successivamente alla prova del DNA, hanno consentito l'identificazione. Attendiamo ora che l’autorità giudiziaria restituisca le spoglie a noi familiari. 
Siamo lusingati e assolutamente favorevoli alla proposta di condividere questo momento con la celebrazione di funerali solenni di Stato che spontaneamente si è alimentata in vasti settori dell'opinione pubblica.

Ustica, la caserma dei Carabinieri intitolata al maresciallo Luigi Martin

Luigi Martin
Il 17 marzo 2012, ad Ustica, si è tenuta la cerimonia d’intitolazione della locale Stazione Carabinieri al Maresciallo Maggiore Luigi MARTIN, Comandante del reparto dal 1905 al 1910, decorato di medaglia d’Argento al Valor Militare. Alla manifestazione erano presenti i nipoti e la figlia del Maresciallo, Signora Amelia MARTIN, di anni 101 (primogenita di 9 figli) vive in Palermo presso un centro per anziani, e tante Autorità civili e militari, nonché una rappresentanza di militari dell’Arma in servizio ed in congedo. Il Maresciallo Maggiore Luigi MARTIN  (Louis Jean Baptiste Martin, Luigi in Italia) nacque a Marsiglia (Francia) il 28 aprile 1874 da Joseph Antoine MARTIN e da Diana AMELIE. Rimasto orfano fu adottato da uno zio italiano. Alla maggiore età entrò nell’Arma dei Carabinieri e dal 1905 al 1910 comandò la Stazione di Ustica. Durante il servizio a Ustica, a seguito del terremoto del 13 marzo 1906, che mise a dura prova il fragile impianto edilizio dell’isola, causando lesioni e crolli, il maresciallo in stretta sinergia con la Prefettura di Palermo si prodigò per organizzare i soccorsi e la ripresa della vita sociale nonché per vigilare sui circa 600 condannati al confino: infine quando il Prefetto di Palermo decise di fare evacuare la maggior parte degli abitanti, MARTIN coordinò con grande perizia le operazioni di sgombero.

La Storia di Placido Rizzotto e delle lotte contadine in Sicilia (Rassegna.it)

3/15/2012

Il TG Sicilia del 10 marzo sul ritrovamento del corpo di Rizzotto

Don Ciotti: “Ben vengano i funerali di Stato. Placido Rizzotto, patrimonio del Paese”

«Era un sogno coltivato per anni, ben vengano i funerali di Stato per Placido Rizzotto». Don Luigi Ciotti è in partenza per Genova dove da domani si svolgerà la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” organizzata da Libera. Dai suoi uffici torinesi, però, ci tiene a schierarsi con il fronte di coloro che, aderendo all'appello de l'Unità, chiedono i funerali di stato per il sindacalista ucciso dalla mafia il 10 marzo del 1948.

I finti posti all’Amat. Ecco chi è il candidato

Il candidato al consiglio comunale che avrebbe promesso lavoro in cambio di soldi ha un nome. Il protagonista del nuovo servizio di Stefania Petyx per “Striscia la notizia” si chiama Salvo Di Liberto, è figlio del presidente della cooperativa sociale onlus “Kraljica Mira ‘Regina della Pace’”, con sede in via Brancaccio, e aspira a un posto in consiglio comunale con il simbolo del Pdl. E la vicenda potrebbe non essere limitata ai casi registrati da “Striscia”: cinque mesi fa, infatti, il presidente dell’Amat Mario Bellavista aveva segnalato proprio un caso simile, tentando di bloccare sul nascere l’offerta di posti che non esistono.

Partinico, arrestato dai Carabinieri l'ultimogenito del Clan Vitale

Michele Vitale
Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Monreale, dirette dalla Procura della Repubblica di Palermo (Procuratore Aggiunto dott. Antonio Ingoia e Sostituto Procuratore dott. Francesco Del Bene), relative alla commissione di estorsioni ed attentati incendiari avvenuti nel territorio di Partinico, avevano portato all’operazione denominata in codice “The End”, che il 30.11.2010 consentendo l’arresto di Giovanni e Leonardo VITALE (attualmente detenuti e sottoposti al regime carcerario del 41 bis), figli del boss ergastolano Vito VITALE, oltre che l’arresto di altri numerosi sodali, disarticolando di fatto il mandamento mafioso di Partinico. Nell’ambito di quelle indagini era emersa un’altra vicenda estorsiva che coinvolgeva Michele VITALE nato a Partinico il 23.04.1992, già detenuto, ultimogenito del boss ergastolano Vito VITALE, all’epoca dei fatti contestati minorenne, tratto in arresto in esecuzione dell’O.C.C. in carcere n. 1185/11 R.N.R. e 1166/11 R.G.I.P, della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Palermo (Sostituto Procuratore dott.ssa Caterina Bartolozzi).

L’ANPI Nazionale: funerali di Stato per Placido Rizzotto, ma anche una seria operazione di verità

Placido Rizzotto
Il Comitato Nazionale ANPI sostiene fortemente e fa suo l’appello del Coordinamento Regionale ANPI Sicilia affinché lo Stato acconsenta allo svolgimento dei funerali di Stato per Placido Rizzotto, partigiano, martire della libertà e dei diritti. Ma in particolare sottolinea la necessità civile di andare oltre il rito, pur importante e significativo, per “scavare fino in fondo nel cuore di questa storia”, operando per la riapertura delle indagini, per raggiungere – insomma – la verità. Avvertiamo questo come un dovere, non solo nei riguardi della memoria di Rizzotto, ma anche in quelli del Paese tutto: senza la verità, senza il suo pieno accertamento, senza questo robusto anticorpo di civiltà, la democrazia risulta monca oltreché pericolosamente esposta a possibili ritorni di barbarie. Per queste ragioni, siamo a chiedere, con particolare forza, che gli antifascisti, i partigiani, i democratici e le nostre strutture provinciali aderiscano all’appello ed esprimano, in ogni forma, una volontà ferma e determinata di certezza e di verità, nel ricordo affettuoso e partecipe di un uomo come Placido Rizzotto.
Il Comitato Nazionale ANPI
Roma, 15 marzo 2012

3/14/2012

Pippo Cipriani candidato a Sindaco è una notizia bella per Corleone!

Pippo Cipriani
di BIAGIO CUTROPIA
Pippo Cipriani candidato a Sindaco di Corleone è una notizia bella per Corleone. E’ una notizia bella per la Sicilia. E’ una notizia bella per l’Italia. Le imminenti amministrative trovano un Paese con cittadini provati dalla recessione economica ma soprattutto stanchi  della cattiva politica parolaia e arruffona. Paradossalmente, il grido di stanchezza rispetto ad una politica familistica e clientelare, è un grido di bisogno, di speranza, di una buona politica, pulita trasparente determinata nella lotta alle violenze clientelari personalistiche e in definitiva  mafiose di vario tipo che hanno messo in ginocchio un Paese e massacrato un’intera generazione, attraverso fatti concreti che mettano al primo piano l’equità e la giustizia sociale e il rispetto del Cittadino chiunque egli sia e di qualunque colore sia la sua fede politica e la sua pelle.

Dalla Chiesa sapeva dov'era Rizzotto, ma il ministero gli negò i fondi

Dalla Chiesa a Corleone nel 1949
  • Riemerge il rapporto con cui l'allora capitano dei carabinieri descriveva la foiba nella quale sessant'anni dopo sarebbero stati ritrovati i resti del sindacalista. Ma lo Stato non volle spendere 500 mila lire per recuperarli
    di ROMINA MARCECA
  • L'allora capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva 27 anni la sera del 10 marzo 1948, quella in cui Luciano Liggio e i suoi fedelissimi uccisero il sindacalista della Cgil Placido Rizzotto. Comandava già il gruppo squadriglie dei carabinieri di Corleone e intraprese subito un'indagine serrata. I suoi contatti sul territorio si rivelarono preziosi. In poco tempo scoprì dove si trovava la foiba a Rocca Busambra nella quale venne gettato il corpo di Rizzotto. È la stessa nelle quale, cinquant'anni dopo, si sono calati poliziotti e vigili del fuoco, ritrovando i resti ossei del sindacalista, dopo decenni di indagini, depistaggi e appelli.

Massimo Russo: "Non dimenticherò mai il pianto di Paolo Borsellino"

Massimo Russo
Qualcuno mi ha tradito”, ripeté due volte Paolo Borsellino, lasciandosi cadere  sul divanetto nella sua stanza della Procura di Palermo. Parole che  frastornarono il giovane magistrato che lo stava ad ascoltare. Quel giovane era  Massimo Russo, per anni pubblico ministero antimafia e oggi assessore  regionale. Di quel giorno ha un ricordo indelebile.

Corleone, festeggiamenti in onore di San Giuseppe

Anche a Corleone una giornata indimenticabile!

3/13/2012

La lettera di Placido Rizzotto jr. a L'Unità

Placido Rizzotto Jr
di Placido Rizzotto
Gentile direttore, mi chiamo Placido Rizzotto ho 59 anni e sono il nipote del sindacalista ucciso nel 1948. Ho molto apprezzato la campagna che il suo giornale
sta portando avanti per dare funerali di Stato a mio zio e la ringrazio per questo. Placido Rizzotto non l’ho mai conosciuto. Sono nato tre anni dopo la sua morte. Ma di mio zio, oltre al nome, mi porto dietro i ricordi e i racconti della mia famiglia. Me lo hanno sempre descritto come una persona buona, che si è sempre battuta per altri prima ancora che per se stesso. Un uomo che ha sfidato i mafiosi locali, i gabellotti, per difendere i contadini, i bisognosi, gli ultimi.

Radio Articolo1: Onore a Placido Rizzotto

Con Dino Paternostro, Maurizio Calà, Claudio Sardo e Davide Paternostro
Con D. Paternostro, Cgil Corleone; M. Calà, Cdl Palermo; C. Sardo, Unità; D. Paternosto, Anpi
Piazza del Lavoro 12/03/2012

3/12/2012

Video-dichiarazione di Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro di Corleone sul ritrovamento dei resti di Placido Rizzotto

Placido Rizzotto: FLAI Sicilia, togliere segreto di Stato

“Condividiamo la proposta di funerali di Stato per Placido Rizzotto, ma invochiamo anche la necessità che lo Stato si adoperi affinché sia fatta verità e giustizia”. Lo dice Salvatore Tripi, segretario generale della FLAI CGIL siciliana, che chiede che “su quello di Rizzotto e sugli altri omicidi di sindacalisti e lavoratori avvenuti nel dopoguerra, a partire dalla strage di Portella della Ginestra, sia abolito il segreto di stato e siano celebrati processi storici”. Tripi sottolinea che “ancora oggi di questi assassini non si conoscono mandanti ed esecutori. Ritengo che onorare la memoria di Rizzotto - conclude - e degli altri caduti per mano di mafia debba significare in primo luogo fare luce su questi delitti”.

Villafrati, il protagonismo delle donne tra passato e presente

Elezioni amministrative. Nasce il gruppo civico "Con Cipriani per Corleone"

Giuseppe Cipriani
“Corleone ce la può fare perché ha le risorse morali e intellettuali per rinascere”. Comincia così, con questo messaggio di speranza, l'appello del gruppo civico “Con Cipriani per Corleone”, che mette insieme oltre 60 persone – intellettuali, professionisti, impiegati ed operai – rappresentative della società civile corleonese. Tra i firmatari del documento, infatti, vi sono il  professore Giuseppe Governali, il dirigente medico Giuseppe Musacchia,  il responsabile dell'ospedale degli animali di Ficuzza Giovanni Giardina, la dirigente dell'Avis di Corleone Enza Crapisi, il presidente della cooperativa “Lavoro e non solo” Calogero Parisi, il responsabile di “Libera Informazione” Giuseppe Crapisi, il segretario della Camera del lavoro Dino Paternostro. Primo firmatario dell'appello è Placido Rizzotto, nipote del sindacalista assassinato dalla mafia nel 1948.

3/11/2012

Con Cipriani per Corleone

Corleone ce la può fare, perché ha le risorse morali e intellettuali per rinascere. Serve, però, una larga riscossa civica, l’impegno serio e convinto dei suoi giovani, delle sue donne e dei suoi uomini per promuovere il "bene comune", il risanamento della città, il suo rilancio, per gettare le basi di uno sviluppo di lungo termine. Serve un progetto che riporti i cittadini al centro della politica, attraverso la partecipazione alla costruzione del programma e al governo della città. Solo così Corleone potrà dare ed avere fiducia, avere lavoro e sviluppo nella legalità, servizi pubblici efficienti, un centro storico vivo e le periferie recuperate.

L'Unità a Monti: «Caro presidente, ecco perché è giusto» di Luca Landò

Chiediamo al Presidente del Consiglio di tributare ai resti di Placido Rizzotto l’alto onore dei funerali di Stato. Lo chiediamo perché la lotta alla mafia non conosce tempo, perché i crimini di Cosa Nostra non invecchiano mai. Perché Falcone e Borsellino, caduti vent'anni or sono, è come se fossero stati uccisi ieri, anzi oggi. E lo stesso vale per Placido Rizzotto colpito il 10 marzo di 64 anni fa. Lo chiediamo perché se l'esame scientifico restituisce alla storia italiana le ossa di un uomo ucciso nel 1948 dalla mafia, sta a noi, a tutti noi fare in modo che nel Dna del Paese entri la memoria di quel giovane sindacalista assassinato per il suo coraggio e le sue idee.Placido Rizzotto è stato giustiziato a Corleone a soli 34 anni da una banda guidata dal giovane Luciano Liggio. Rizzotto era amato dalla gente e temuto da Cosa nostra. Era il segretario della Camera del lavoro di Corleone, era un socialista, un combattente: la notizia della sua morte, della sua uccisione avrebbe creato problemi. Così, dopo averlo ammazzato, i sicari lo caricarono sulla schiena di un mulo e gettarono il corpo nel fondo di un crepaccio.

La balcanizzazione del centrosinista: non è un incidente di percorso

La balcanizzazione del centrosinistra palermitano non è un incidente di percorso. È stato messo nel conto come ipotesi da perseguire nel caso in cui non si consegua l’obiettivo principale: strappare al Pd siciliano il comando delle operazioni. Una necessità non più derogabile, dal momento che sono risultati infruttuosi tutti i tentativi di scardinare l’alleanza fra il gruppo dirigente Pd – Cracolici, Lumia, Lupo – e il Terzo polo, che ha costituito la pietra angolare del sostegno al governo regionale.