11/18/2008

Da tempo la zona archeologica di Entella nel mirino di tombaroli del catanese

(*codi*) Le ricche zone archeologiche di Entella, che sorge a pochi chilometri da Contessa Entellina, sulla montagna detta “Petraru”, e di Schera, l’antica Corleone, posta sui contrafforti a sud della Rocca Busambra, nel corleonese, sono nel mirino dei tombaroli di Paternò e del catanese. Lo si deduce leggendo la cronaca degli ultimi anni. Nel 2005, infatti, gli agenti del commissariato di Corleone avevano sorpreso e denunciato due individui sulla Montagna Vecchia, dove sorgeva la città di Schera: anche in quel caso si trattava di catanesi, forniti di un potente metal-detector ed attrezzi da scavo. Allora, furono recuperati diversi reperti archeologici. Nello stesso luogo, nel novembre del 2007, quattro tombaroli di Paternò furono fermati e denunciati all’autorità giudiziaria: M.E. di 53 anni, agente di commercio, D.M.C. di anni 60, G.F. di 33, e M.G. di 40, questi ultimi tre braccianti agricoli. Ingenui, più che sfortunati, i quattro tombaroli avevano imprudentemente pensato di scandagliare la zona archeologica che si estende a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla masseria - covo dove l’11 aprile del 2006 fu catturato il boss Bernardo Provenzano. La brillante operazione dei carabinieri della notte scorsa evidenzia una “preferenza” di ladri specialisti provenienti da Paternò. Le indagini dei carabinieri cercheranno di individuare gli eventuali basisti dei malviventi di Paternò, arrestati ieri che, pare potrebbero avere particolari agganci in un territorio definito “sensibile” dalle forze dell’ordine e sotto lo stretto controllo delle cosche mafiose del Belice.
Co.Di.

L'antica Entella, una misteriosa città èlima

L'antica Entella era una delle città siciliane tradizionalmente attribuite agli Elimi (popolazione che probabilmente derivava dalla mescolanza di genti autoctone con popolazione di tipo egeo e, forse, gruppi liguri. Sembra certa la loro origine non greca e questo spiegherebbe la perenne rivalità con Selinunte). Entella sorgeva sulla Rocca d'Entella, lungo il corso del fiume Belice sinistro. Le città principali fondate dagli Elimi sono Erice, che ospitava il centro religioso, Entella, situata nell'entroterra palermitano, Iaitias, posta su uno promontorio che domina l’odierna San Giuseppe Iato e Segesta, la città dalla storia più rilevante e tumultuosa. LEGGI TUTTO

Sicurezza, Famiglia Cristiana, il settimanale delle paoline, accusa: «Misure indegne»

Nuova, durissima critica di Famiglia Cristiana alle politiche del governo in tema di sicurezza e immigrazione. Mentre al Senato slitta a dopo la Finanziaria il voto sul cosiddetto pacchetto sicurezza, il nuovo editoriale del giornale dei paolini, a firma di Beppe Colle, condanna il contenuto del disegno di legge proposto dal ministro dell'Interno Maroni. Un provvedimento «indegno di uno stato di diritto», lo giudica il settimanale cattolico: caratterizzato da misure «inutili» rispetto «ai fini a cui sono rivolte» ed estremamente difficili «da metterle in pratica da parte di uno Stato la cui giustizia e la cui burocrazia già faticano a tenere il passo delle normali incombenze». Inoltre, aggiunge Famiglia Cristiana, «esse scontano le conseguenze di un'esagerata descrizione della realtà, come ha dimostrato il caso suscitato dalla decisione, presa nel giugno scorso da Maroni, sul rilevamento delle impronte digitali ai bambini rom». LEGGI TUTTO

A Palermo i preti vanno a lezione di mafia e antimafia. Don Stabile: "La mafia attacca la fede"

Quaranta seminaristi a lezione di mafia e antimafia a Palermo. L'iniziativa, la prima del genere nella città dove nel 1993 è stato ucciso il prete don Pino Puglisi, è stata promossa dalla diocesi guidata dall'arcivescovo Paolo Romeo. Agli aspiranti sacerdoti sociologi, esperti dei fenomeni criminali e parroci spiegano l'organizzazione di Cosa nostra, quale l'atteggiamento ha assunto la Chiesa negli anni, l'impatto della mafia nel territorio e sui giovani soprattutto nelle zone ritenute più a rischio. LEGGI TUTTO

Corleone. Vi raccontiamo di un "monello" e dell'aperturismo finto di Iannazzo & Soci

Contrordine, consiglieri di centrodestra! Il revisore dei conti all’opposizione non si da più, non si può dare più, non lo merita. O, meglio, lo potrebbe (forse) meritare se non avesse tra le sue fila un consigliere… “monello” (adesso si dice così? - ndr), direttore di un giornalino on-line (Città Nuove – ndr), che ha offeso la maggioranza, raccontando in un articolo dei 12 novembre di “promesse” e “minacce”. Il revisore si potrebbe ancora “concedere”, a condizione però che il “monello” ammetta di avere sbagliato e chieda scusa. O, in alternativa, che gli altri 6 consiglieri di opposizione prendano le distanze da lui, dicano netto e chiaro che condannano i contenuti dell’articolo, insomma: lo isolino! Ma i 6 consiglieri di opposizione non hanno preso nessuna distanza, non hanno condannato, anzi hanno – correttamente – difeso a schiena dritta il diritto alla libertà di pensiero e di parola (scritta o parlata) di tutti e di ciascuno. E allora niente “caramellina”, pardòn, revisore dei conti! Nel segreto dell’urna, i 12 consiglieri di maggioranza hanno votato per la d.ssa Patrizia Cannella, che così è diventata il terzo revisore dei conti del comune di Corleone.
Ovviamente, l’articolo di giornale è stato tutto un pretesto. La settimana scorsa il sindaco Nino Iannazzo & Soci avevano giocato a fare gli “aperturisti” col malcelato (molto malcelato!) intento di far passare per designazione dell’opposizione un nominativo della maggioranza (o di una parte di essa). Non ci sono riusciti. E’ stato eletto un galantuomo che risponde al nome del dott. Cernigliaro, che, pur avendo titoli e curriculum di grande rispetto, non era iscritto all’albo dei dottori commercialisti. In sostanza, poteva fare il presidente, ma non il componente. Si è dimesso ed è stato riconvocato subito il consiglio comunale per sostituirlo. Ma questo “impertinente” che scrive aveva raccontato tutti i retroscena del finto aperturismo di Iannazzo & Soci. Quindi, ieri sera non c’era più ragione di fingere. Avanti tutta col terzo componente di destra, allora. Comunque, almeno si è fatta chiarezza. (d.p.)

11/17/2008

Castelvetrano: assegnato alla coop "Il Girasole" un terreno confiscato alla mafia

CASTELVETRANO (TRAPANI) - Un terreno di 64.556 metri quadrati, con annessi fabbricati, confiscato in contrada Canalotto al boss Francesco Madonia e alla moglie Emanuela Gelardi, oggi è stato consegnato dal Comune di Castelvetrano alla cooperativa sociale "Il girasole" di Palermo.Questa mattina, in municipio, il presidente della cooperativa, Vincenzo Tura, ha firmato un protocollo d'intesa predisposto dal Comune. La cessione è stata formalmente effettuata dal sindaco Gianni Pompeo per un periodo di venti anni. La coop si occupa del reinserimento di persone con problemi di salute mentale e lo scorso 28 aprile aveva avuto affidato dal Comune un altro bene confiscato a Triscina al boss Vincenzo Piazza.

11/16/2008

Sicilia. Un baglio passa dalla proprietà dei boss mafiosi Brusca alla guida Michelin

L'ultimo in ordine di tempo era del capomafia Totò Riina: un immobile confiscato dai giudici e assegnato dallo Stato al Comune di Corleone che l'ha affidato al Consorzio Sviluppo e Legalità. Ora è un agriturismo: lunedì scorso è stato inaugurato dal ministro dell'Interno. Ma la lista degli immobili appartenuti alle cosche e trasformati in esempi di produttività dal Consorzio - che riunisce 8 Comuni del palermitano ad altissima densità mafiosa - è lunga. Un baglio antico di proprietà della famiglia Brusca, ristrutturato e adibito a piccolo agriturismo, il Portella della Ginestra, è finito addirittura nell'edizione francese della Guida Michelin. In incognito due redattori del prestigioso vademecum per turisti hanno fatto visita alla struttura, che si trova a Monreale, che ha incassato una valutazione molto positiva. Il cuoco è di Frascati, ha scelto di trasferirsi in Sicilia per lavorare: curioso esempio di emigrazione al contrario. LEGGI TUTTO

Si allarga fino a Corleone l’inchiesta di Campagnatico (Toscana): 12 avvisi di garanzia

Dall’urbanistica agli appalti dei lavori pubblici
di ALBERTO CELATA
NON SI FERMA più l’inchiesta della Guardia di Finanza al Comune di Campagnatico, coordinata dal pubblico ministero Stefano Pizza. Mentre sembrerebbe ormai imminente la chiusura delle indagini sulle irregolarità commesse dall’Amministrazione comunale nel settore dell’ Urbanistica, e che vede coinvolti in primo luogo l’ex sindaco Elismo Pesucci, e l’assessore competente Luca Grisanti, ora l’indagine delle Fiamme Gialle si allarga anche al settore dei Lavori pubblici. Gli uomini del comandante Mariani la scorsa settimana avrebbero infatti notificato una dozzina di avvisi di garanzia ad amministratori, dipendenti pubblici e imprenditori e non solo a Campagnatico, ma anche a Grosseto e in Sicilia, in particolare a Corleone, il paese che ha dato i natali a «padrini» storici della mafia come Luciano Liggio, Totò Riina e Bernardo Provenzano. LEGGI TUTTO

Indagine della Finanza: mutua pagata anche ai morti. Cinquantamila casi in Sicilia

Danno da 14 milioni di euro. Nessuna denuncia. Alcuni medici prescrivevano ricette anche ai morti
di SALVO PALAZZOLO
Alcuni pazienti sono morti da 32 anni, altri da 25, altri ancora da tre mesi. Ma per tutti, le Ausl siciliane hanno continuato a pagare le quote di assistenza ai rispettivi medici di famiglia. Un vero paradosso in tempi di lotta agli sprechi. A svelarlo sono state le indagini della Guardia di finanza, che negli ultimi mesi hanno stretto i controlli. Il bilancio che adesso fornisce il generale Domenico Achille, comandante regionale delle Fiamme gialle, ha dell´incredibile: sono ben 51.287 i morti che continuavano ad avere l´assistenza sanitaria. Con un danno all´erario di circa 14 milioni di euro. E l´indagine non è conclusa. Anche perché adesso ci sono da accertare le responsabilità. I magistrati delle Procure siciliane stanno esaminando i dossier inviati dai comandi provinciali della Finanza: non sempre le Ausl siciliane si sono dimostrate attente a verificare gli elenchi degli assistiti. LEGGI TUTTO

Agrigento: l´eterna sete della città dei Templi

di ATTILIO BOLZONI
È la rete idrica più disastrata d´Italia, con il flusso che arriva nelle case solo due o tre volte al mese E da 20 anni nessuno trova più la mappa delle condotte. Tra furti d´acqua, dispersioni e ricatti politici. L´ultimo paradosso: la bolletta più cara del Paese, 4 volte quella di Milano

Cosa c´è sotto Agrigento lo sanno tutti e non lo sa nessuno. È un segreto grande protetto da tanti piccoli segreti. Ogni agrigentino conosce solo i suoi tubi, il suo allaccio, il suo prolungamento, le sue cisterne, il suo acquedotto personale. Una rete idrica tutta privata che si attorciglia abusiva nelle viscere della Valle dei Templi. È fatta in casa, a uso familiare. Passa lì in fondo il mistero di Agrigento, l´ultima città italiana senz´acqua. C´è e non c´è, come sempre è stato da questi parti. Diceva con una punta di orgoglio una ventina di anni fa Salvatore Sciangula, un agrigentino di Porto Empedocle che era diventato il potente assessore ai Lavori Pubblici della Regione siciliana: «Qui l´acqua deve togliere la fame, ma mai la sete». LEGGI TUTTO

Lo scandalo dei costi della politica. L'assegno di Obama sarà inferiore a quello di deputati e consiglieri regionali

L’emolumento annuale del Presidente degli Stati Uniti d’America ammonta a 400.000 dollari più i benefits. Lo Stato della California, che vanta un prodotto interno lordo fra i più alti del mondo (settimo posto), concede al governatore, Arnold Schwarzenegger, 162.598 euro lordi l’anno, un poco più della metà gli altri governatori statunitensi (88 mila euro circa). I consiglieri delle assemblee legislative italiane superano abbondantemente queste cifre. In Sicilia, per esempio, le istituzioni sono molto più generose sia nei confronti dei deputati regionali, quanto verso i Presidente dell’Assemblea e della Regione. E’ folto il numero di manager pubblici e burocrati che nell’Isola superano l’emolumento del Presidente degli Stati Uniti. I vertici burocratici del Senato, Camera e Assemblea regionale possono vantare un reddito superiore a George W. Bush. LEGGI TUTTO

Barbe più famose della storia: vince Karl Marx, Gesù Cristo solamente al quarto posto

La singolare classifica del Times prende spunto dall'esposizione della barba di Darwin. Al secondo posto Rasputin, poi l'attore Brian Blessed. Cristo fuori dal "podio"
DAL nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA - Che barba! L'espressione, in questo caso, va presa alla lettera, non come sinonimo di noia: a guadagnarsi il punto esclamativo, infatti, è la folta peluria che si sprigiona dalle guance e dal mento di Karl Marx. Una singolare classifica pubblicata sul sito del quotidiano britannico Times la elegge "barba più famosa della storia". Il giudizio, ovviamente, è opinabile, e qualcuno magari dirà che il padre del comunismo è stato favorito dal Times perché è sepolto in questa città, nel cimitero di Highgate. Ma se il metodo è scherzoso, l'occasione che ha spinto a redigere una simile graduatoria è serissima: l'esposizione della barba di Charles Darwin, a una mostra al National History Museum di Londra, in celebrazione del bicentenario della nascita del grande naturalista. LEGGI TUTTO

11/13/2008

Davide Faraone, deputato del Pd: “Circoscrizioni solo nelle grandi città, ma con più poteri"

Il deputato del Pd all'Assemblea Regionale Siociliana ha presenta un disegno di legge in materia, dove è previsto anche l'obbligo per sindaci e per i presidenti di provincia di nominare gli assessori indicati
Estensione del sistema elettorale maggioritario ai comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, attribuzione dei seggi di minoranza nei consigli comunali ripartiti proporzionalmente fra le liste di minoranze, elezione a consigliere del candidato a sindaco della lista di minoranza. Sono alcune delle proposte contenute presentato dal deputato regionale del PD Davide Faraone sul riordino della composizione degli organi istituzionali degli enti locali, decentramento amministrativo e contenimento della spesa pubblica. “Bisogna avvicinare le istituzioni locali, con le loro rappresentanze, alla reale volontà di consenso espresso dai cittadini – dice Faraone - e al tempo stesso bisogna rendere più efficace l’azione amministrativa. Per questo penso, ad esempio, ad una nuova concezione delle circoscrizioni – in vita solo nelle città con popolazione superiore a 250 mila abitanti - con l’elezione diretta del presidente e l’attribuzione di maggiori poteri gestionali in alcune materie come i servizi demografici, l’arredo a verde, la manutenzione e le attività artigiani e commerciali”. Il ddl prevede, inoltre, l’obbligo per i sindaci e i presidenti di Provincia di nominare, una volta eletti, gli assessori designati. “Basta pensare – conclude Faraone – a quello che è successo alle ultime elezioni alla Provincia di Palermo, dove una volta eletto il presidente ha poi nominato altri assessori rispetto a quelli designati tradendo, da subito, l’indicazione fornita agli elettori”.

SICILIA. UN MAGISTRATO NEL RIONE SANITA’

di Agostino Spataro
Come previsto, il piano di rientro dal deficit della spesa sanitaria siciliana (fra le più alte e improduttive d’Italia e d’Europa) è divenuto il vero banco di prova per la tenuta e la credibilità politica del governo di Raffaele Lombardo e della stessa maggioranza di centro-destra. Non a caso il governatore, che ben conosce i suoi alleati di coalizione, ha pensato di affidare la gestione dell’assessorato (un tempo molto appetibile) ad uno stimato magistrato, il dottor Massimo Russo, col compito di approntare un piano di rientro dal deficit, così come richiesto dalle leggi statali visto che quelle regionali non ci hanno nemmeno provato. Salvo poi a reclamare autonomia ad ogni piè sospinto. Autonomia per spendere, per dilapidare le risorse della Regione, mai per usarle secondo criteri di sobrietà, efficienza e di produttività sociale. Insomma, il dottor Russo si ritrova a combattere, solo contro quasi tutti, nella trincea più avanzata di questo sconsolante “rione Sanità” siciliano che, per taluni aspetti, richiama il contesto della celebre commedia, in tre atti, di Eduardo De Filippo. In Sicilia siamo al primo atto e non sappiamo se si arriverà al secondo. LEGGI TUTTO

11/12/2008

Asl 6 verso il riordino. In vista accorpamenti di pronto soccorso e dirigenti unici

Integrazione funzionale e gestione unitaria delle risorse umane e dirigenziali nei presidi ospedalieri di Partinico, Corleone, Termini Imerese e Petralia; accorpamento del pronto soccorso con il reparto di medicina alla Casa del Sole e all'ospedale Ingrassia di Palermo e unificazione dei poliambulatori della Gancia e del Malaspina. Questi sono alcuni dei punti dell'"Ipotesi di rimodulazione della rete ospedaliera" che il direttore dell'Asl 6, Salvatore Iacolino, ha consegnato all'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo e al presidente della sesta commissione Sanità all'Ars, Antonino Beninati. Le Asl provinciali, sulla base di una circolare dell'assessorato, devono consegnare, infatti, una bozza di riordino del sistema sanitario sulla base dei requisiti del piano di rientro. "E' un'ipotesi di riordino molto funzionale al territorio - dice Iacolino - che accorpa e unifica funzioni dirigenziali e crea risparmi che vengono reinvestiti nel territorio". La bozza dell'Asl6 prevede anche "la dequalificazione dell'ortopedia dell'ospedale di Petralia da struttura complessa a semplice; l'accorpamento di medicina e diabetologia in un'unica area dipartimentale a Partinico; della geriatria e della medicina a Corleone; e in questi stessi comuni, ad eccezione di Partinico, la creazione di posti letto per lungodegenza". Tra i piani dell'Asl di Palermo c'é anche la realizzazione di una rianimazione nell'ospedale di Partinico, i cui lavori dovrebbero iniziare a gennaio prossimo e terminare a giugno 2009 e la creazione di un "nuovo poliambulatorio allo Zen - conclude - 400 metri quadrati destinato al consultorio e alle attività distrettuali".
11 novembre 2008

Ecco gli stipendi della mafia! Le "mesate" vanno dai 40 mila euro ai 1.000 per i minorenni

"L'attività imprenditoriale delle mafie ha prodotto un'organizzazione interna tipicamente aziendale con tanto di manager, dirigenti, addetti e consulenti". Lo sottolinea l'undicesino Rapporto Sos Impresa presentato oggi dalla Confesercenti. "Oggi, i clan più potenti agiscono in un universo completamente diverso -si legge nel Rapporto- Prima di tutto, le attività criminali da casuali diventano permanenti, quotidiane. La gestione delle estorsioni, dell'usura, dell'imposizione di merce, dello spaccio di stupefacenti, necessita di un organico in pianta stabile, che ogni giorno curi la riscossione del 'pizzo', allarghi la 'clientela', diversifichi le 'opportunita'', conosca e tenga 'a bada' la concorrenza, salvaguardi regolare la sicurezza dell'organizzazione dai componenti 'infedeli' o dal controllo delle forze dell'ordine, gestisca e reinvesta il patrimonio". LEGGI TUTTO
11 novembre 2008

L'ospedale "Cervello" non rispetta i diritti dei pastori della Chiesa Valdese

Ospedale Cervello, Palermo. Una mattina di sole. Per il secondo giorno, vado a fare visita ad una sorella di chiesa, ricoverata lunedì sera. Sono insieme a due sorelle della chiesa. Già il giorno prima, essendo arrivata in anticipo rispetto all'orario di visita, avevo dovuto spiegare all'infermiera che presiedeva l'ingresso del reparto di traumatologia ed ortopedia che sono una pastora, e che una signora della mia comunità era ricoverata e stavo andando da lei. L'infermiera mi ha gentilmente spiegato che non potevo entrare fino al'inizio dell'orario di visite. Vista però entrare la seconda persona in cinque minuti, ho deciso di non aspettare oltre e sono entrata. È un mio diritto, e soprattutto è diritto della signora ricoverata ricevere una visita della sua pastora, anche se donna, protestante e senza abiti talari. LEGGI TUTTO
Elisabetta Ribet
pastora valdese

Corleone, serata convulsa, ma il consiglio comunale ha eletto il nuovo collegio dei revisori

CORLEONE – La sera dello scorso lunedì il consiglio comunale di Corleone ha nominato i componenti del nuovo collegio dei revisori dei conti. Sono il dott. Napoli (in quota Fi), il dott. Provenzano (in quota An) e il dott. Cernigliaro (in quota Pd). La novità è che la maggioranza di centrodestra ha accolto la proposta di Salvatore Schillaci, capogruppo del Pd, di dare rappresentanza anche all’opposizione nell’organo di controllo dei conti del Comune. Un fatto sicuramente positivo, che potrebbe servire a costruire un clima di rispetto istituzionale e di reciproco riconoscimento tra maggioranza ed opposizione. Ma, dietro le quinte, la realtà è stata meno bella di quella che potrebbe apparire ufficialmente. Diversi esponenti del centrodestra, infatti, col sindaco Nino Iannazzo in testa, hanno “brigato” per spaccare l’opposizione (3 Mpa, 2 Pd, 2 “Liberi e Democratici”), nel malcelato intento di determinare il nome del revisore che essa avrebbe dovuto designare, come sollecitato ripetutamente da un noto professionista palermitano, che non sapeva più a chi telefonare... Ma non ci sono riusciti. L’opposizione ha tenuto, non si è fatta ammaliare da promesse e non si è fatta spaventare da minacce. Ha tirato dritto, ringraziando per il (almeno formale) rispetto istituzionale mostrato dalla maggioranza.
12.11.08

11/10/2008

Corleone. Il ministro dell'interno Roberto Maroni: "Stiamo col fiato sul collo ai mafiosi"

CORLEONE (PALERMO) 10 Nov - «Spero parta da qui la riscossa delle coscienze per arrivare all'obiettivo finale che è quello di sconfiggere definitivamente la mafia per restituire questa magnifica terra a cittadini onesti», ha detto il ministro dell'interno, Roberto Maroni, inaugurando un agriturismo a Corleone (Palermo), realizzato dal “Consorzio Sviluppo e Legalità”, attraverso il recupero di due casolari confiscati al boss Totò Riina. Si tratta di venticinque ettari di terreno, dove sorge un ristorante da 90 coperti, con un annesso spazio per la vendita di prodotti aziendali e un'unità destinata ad alloggi. L'effettivo inizio dell'attività dell'agriturismo "Terre di Corleone" avverrà all'inizio del 2009, dopo che saranno espletati tutti gli obblighi burocratici per la concessione definitiva del terreno. La sua apertura rappresenterà una opportunità per i giovani della coop “Pio la Torre”. Alcuni di essi, infatti, verranno utilizzati per occuperanno delle cucine, dei servizi e della gestione delle strutture. All'interno dell'agriturismo ci saranno anche un parco giochi, un campo di bocce e di calcetto, in erba naturale. La cooperativa “Pio La Torre” si è costituita il 22 giugno 2007 ed è composta da 12 soci lavoratori tra agronomi, potatori, braccianti agricoli e trattoristi. «Dai sindaci siciliani ho percepito oggi più coraggio e determinazione rispetto a quando li incontrai per la prima volta 14 anni fa da ministro dell'interno», ha sottolineato Maroni. «In passato, ha spiegato il ministro, si respirava la pressione della mafia e la richiesta dei sindaci allo Stato era solo quella di aiutarli a mettere in galere questi mostri. Era la richiesta di chi si sentiva impotente di fronte a questa tragedia. Ora ho sentito un atteggiamento diverso, di grande coraggio e determinazione: la richiesta non è “aiutami perché io non ce la faccio”, ma “aiutami a combattere insieme a tè". "Stiamo - ha concluso - col fiato sul collo ai mafiosi, che sentono restringersi sempre di più gli spazi di movimento». (10.11.08)
FOTO. Roberto Maroni

Don Luigi Ciotti: "Dal sacrificio di un bambino può nascere un sentimento di riscatto"

CORLEONE (PALERMO), 10 Nov - «Da sacrifici di bambini, come quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, può nascere il riscatto contro la mafia», ha detto il presidente dell'associazione Libera, don Luigi Ciotti, inaugurando a Corleone l'agriturismo 'Terre di Corleone”, realizzato in una masseria di contrada “Drago” confiscata a Totò Riina. «Il pensiero - ha spiegato don Ciotti - va a tutte le piccole vittime uccise dalla mafia e penso anche ai figli di magistrati, poliziotti, giornalisti ammazzati dai mafiosi. Proprio dai bambini - ha sottolineato - deve partire il riscatto, contro l'influenza di un modello criminale che parla di soldi facili e violenza». «Non dimenticherò mai quando sono andato per la prima volta in quel luogo», ha poi aggiunto don Ciotti, riferendosi al “Giardino della Memoria”, intitolato al piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso dalla mafia. «Sono rimasto colpito dal fatto che, mentre la mafia colpiva una vita, i carcerieri nello stesso luogo tenevano i loro bambini. Dal sacrificio più grande, quello di un bambino, è nato - ha detto don Ciotti - un sentimento di riscatto. Tuttavia il delitto del piccolo Di Matteo non è stata l'unica tragedia. Il pensiero deve andare ai bambini, ai ragazzi, ai giovani a cui Cosa nostra ha ucciso i genitori: magistrati, politici, giornalisti. Questi bambini, adesso grandi, attraverso il loro impegno in associazioni hanno contribuito al riscatto. Ma la mafia sui più piccoli - ha concluso don Ciotti, parlando dei figli dei mafiosi - esercita anche una violenza formativa. Questi bambini non sono liberi di scegliere perché crescono con ideali e modelli sbagliati, risultando anche loro vittime della mafia».
FOTO. L'agriturismo di contrada "Drago"

Il sindaco di Corleone: "E' un giorno bellissimo!"

CORLEONE (PALERMO) - «Riina e la mafia non abitano più qui», ha detto Antonino Iannazzo, sindaco di Corleone, dopo l'inaugurazione dell'agriturismo, realizzato nelle campagne del comune del palermitano dal “Consorzio Sviluppo e Legalità”, attraverso il recupero di due casolari confiscati al boss Totò Riina. «In questo luogo - ha aggiunto il sindaco - ora abitano i ragazzi della cooperativa Pio La Torre e tutti i cittadini onesti. È un giorno bellissimo per Corleone che ci dà la carica e il coraggio per andare avanti».

Franca Castellese, mamma del piccolo Di Matteo: “Tenete in galera Brusca finché vive!”

SAN GIUSEPPE JATO (PALERMO) - "Giuseppe ha vinto, ha sconfitto la mafia. Non tutta Cosa Nostra, ma un buon 70%". Lo ha detto Franca Castellese, la madre del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, strangolato e sciolto nell'acido dalla cosca di Giovanni Brusca. La signora Castellese, che per la prima volta ha parlato in pubblico del figlio, è intervenuta alla manifestazione organizzata nel Giardino della Memoria, a Camporeale, nel Palermitano, dove è stato realizzato un luogo di aggregazione per i ragazzi a poche centinaia di metri dall'immobile in cui per un periodo il piccolo Di Matteo venne tenuto segregato dopo il sequestro. Il bambino, rapito per indurre il padre a interrompere la collaborazione con la giustizia, venne ucciso dopo anni di prigionia. "Tenete in galera Giovanni Brusca finché vive", ha chiesto infine mamma del piccolo Giuseppe ai ministri dell'Interno e della Giustizia, Roberto Maroni e Angelino Alfano, che la donna ha incontrato alla cerimonia di inaugurazione del Giardino della memoria, proprio sul terreno dove fu ucciso suo figlio. (10.11.08)
FOTO. Il piccolo G. Di Matteo

PARTINICO 1970. QUANDO I POVERI CRISTI DISSERO: "IL BELICE STA MORENDO"

di SALVATORE FERLITA
Partinico 1970. Una denuncia via etere di 27 ore, interrotta dalla polizia. La radio di Danilo Dolci che diede voce ai poveri. La riscoperta del sociologo attraverso due libri: Orlando e Vitale rivivono la trasmissione del 1970, Sellerio ripubblica i "Racconti siciliani". La denuncia via etere durò 27 ore, poi l´irruzione delle forze dell´ordine. Ma il messaggio si conquistò una vasta eco.
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Ahi, Ahi, mister Brunetta!

di ANTONELLO CAPORALE
Come deve essere la moglie di Cesare? Al di sopra di ogni sospetto.Chi si avventura nella sacrosanta battaglia contro i fannulloni e gli sprechi di Stato, deve poi garantire il massimo della trasparenza amministrativa e, avvolto in un sacro fuoco, imporre il valore della meritocrazia: solo i migliori saranno i primi. Solo i migliori saranno scelti. Tra i ministri il più noto e deciso assertore del merito e della trasparenza è indiscutibilmente il professor Renato Brunetta. Che di questa battaglia ne fa una ragione di vita. E che vita! Su e giù per le televisioni a elencare i fannulloni, di genere e di stile, su e giù per i ministeri a verificare - tornelli alla mano - che nessuno esca dal luogo di lavoro e stilare, verifiche alla mano, i migliori. E anche premiarli. Mister Brunetta vuole la massima trasparenza. L'ha detto e l'ha fatto. Ha imposto trasparenza, dunque curricula e retribuzioni, partendo dai suoi uffici. Ecco chi sono, ecco quanto guadagnano i miei consiglieri. LEGGI TUTTO

11/09/2008

Mafia. Maroni a Corleone e S. Giuseppe Jato per l'inaugurazione di due beni confiscati

Palermo, 8 nov. - Sono due beni confiscati simbolo quelli che lunedi' saranno al centro di una cerimonia di inaugurazione alla presenza del ministro all'Interno Roberto Maroni.
Si tratta del "Giardino della memoria" di San Giuseppe Jato e del centro agrituristico "Terre di Corleone" realizzati dal Consorzio Sviluppo e Legalita' grazie ai fondi del Pon Sicurezza 2000-2006. Alle 10.45 sara' la volta del "Giardino della memoria" di contrada Giambascio, realizzato nel luogo in cui l'11 gennaio 1998, dopo 779 giorni di prigionia, il piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santo, venne disciolto in una vasca di acido nitrico dopo essere stato strangolato, su mandato di Giovanni Brusca, boss di San Giuseppe Jato, allora latitante. L'obiettivo della realizzazione del Giardino e' di trasformare un luogo di morte in un luogo della memoria e dell'impegno, del gioco e dell'incontro, che possa essere fruito da tutti, soprattutto dai bambini, e divenire concreta testimonianza del diffondersi in Italia, in Europa, nel mondo dei delitti contro i bambini. LEGGI TUTTO

Solidarietà a Tommaso Fonte

Dopo 27 anni di attività sindacale la CGIL di Ragusa ha interrotto qualsiasi rapporto di collaborazione con Tommaso Fonte, segretario generale uscente, ritenendo di non volersi più avvalere del medesimo dopo il previsto periodo di sospensione dagli incarichi esecutivi in relazione alla sua candidatura per le elezioni regionali siciliane dell’aprile 2008.
Fonte è un dirigente della CGIL che nel corso degli ultimi anni si è battuto ed esposto in prima persona nelle vertenze territoriali più rischiose e delicate come la lotta per l’acqua pubblica, la lotta contro lo sfruttamento del lavoro, per la trasparenza degli appalti nella sanità e nella pubblica amministrazione. LEGGI TUTTO

Totò Riina e Sandokan. In cella con i superboss

Milano, due tunnel super blindati separano le vite in carcere del mafioso e del camorrista. Il primo rassegnato, "detenuto modello". Il secondo rabbioso, urla e protesta
di PAOLO BERIZZI

MILANO - "Tiriamo la vita avanti", dice Totò Riina. Il vecchio boss malato ma sereno, che con filosofia si rassegna al fluire del tempo, che riempie pagine di lettere, chino sullo scrittoio. "Perché mi hanno tolto la televisione?, che ho fatto?" chiede, stizzito, Francesco Schiavone. Il nuovo boss che ringhia, che allude. La barba grigia e incolta del Capo dei Capi. Quella scura, lunga e curata di Sandokan. Il padrino di Cosa Nostra di qua, il re dei Casalesi di là. Area riservata 41 bis, carcere di Opera. LEGGI TUTTO

11/08/2008

Antimafia, Marinello: inserimento nomi Battaglia e Scalia in elencovittime di mafia cancella torto a memoria famiglie e storia Sicilia

“L’Ars ha rimediato ad un torto, ha corretto un errore che suonava come un’ingiustizia per chi ha pagato con la vita l’impegno antimafia”. Lo dice Vincenzo Marinello, deputato regionale del PD, che insieme con il parlamentare Camillo Oddo ha presentato un emendamento al pacchetto di norme antimafia approvato ieri dall’Ars, che include nell’elenco delle vittime di mafia dal ’44 al ‘66 inserito in una legge regionale del ’99, anche i nomi di Carmelo Battaglia e Giuseppe Scalia.
“Due sindacalisti – dice Marinello – che meritano di essere ricordati fra coloro i quali, in anni lontani e difficili, persero la vita per il loro impegno sociale e contro l’oppressione criminale e mafiosa che proprio allora si radicava in Sicilia. Per un mero errore materiale i nomi di Battaglia e Scalia non erano stati inseriti nell’elenco del ’99. Ieri l’Ars ha posto rimedio, cancellando quello che era un torto alle famiglie delle vittime e alla stessa memoria della Sicilia”.
FOTO. Carmelo Battaglia

No allo scippo di 50 milioni del Governo nazionale ai comuni della Valle del Belice

Ricostruzione del Belice. Approvato odg Di Benedetto (PD) all’Ars
“Come se non bastasse il terremoto che quarant’anni fa ha distrutto il Belice, ora su gli abitanti della valle, si abbatte anche la scure del governo nazionale che ha cancellato i 50 milioni di euro previsti nella legge finanziaria 2008 per il completamento degli interventi della ricostruzione”. E’ quanto denuncia il parlamentare regionale PD, Giacomo di Benedetto, primo firmatario di un ordine del giorno , approvato ieri dall’Ars. “ Le popolazioni interessate dal sisma – sostiene Di Benedetto sono state vittime di insipienza e malgoverno e gran parte del territorio è stata ricostruita con soli 2200 miliardi di lire. Nella scorsa legislatura - ricorda il deputato del partito democratico - si è provveduto ad un nuovo stanziamento di fondi per consentire la ricostruzione degli edifici, ma ai Comuni interessati è stata trasferita solo una parte delle somme e intanto un decreto del ministro Calderoli ha eliminato i 50 milioni di euro ancora da assegnare cancellando non solo le norme che stabilivano le modalità di erogazione ma anche la commissione competente per l’approvazione dei progetti. Tutto questo – sostiene Di Benedetto - colpisce ancora una volta cittadini che già hanno subito danni e perdite gravissime. Per questo chiediamo al Governo regionale di intervenire presso le sedi competenti per ripristinare il fondo finalizzato alla prosecuzione degli interventi di ricostruzione e ricercare ogni soluzione possibile per superare le difficoltà scaturite in seguito alla cancellazione delle norme volute dal ministro Calderoli”.

Scuola, Cossiga evoca il morto e attacca l'Unità

Cossiga torna a colpire. E questa volta se la prende anche con L’Unità. Che abbiamo fatto di male? Sosteniamo la protesta degli studenti. Gravissima colpa per uno che consiglia alla polizia di fermare l’onda, prima infiltrando degli agenti, e poi facendoci scappare il morto. È il succo della lettera aperta che l’ex presidente della Repubblica ha inviato al Capo della polizia Antonio Manganelli. Un lungo testo in cui il picconatore dispensa consigli su come placare la rabbia degli studenti. La sua teoria, in sostanza, è questa: lasciateli fare casino, fateci scappare il morto, magari un bambino. Così poi anche i negozianti puniti dai cortei, anche la gente comune, inizierà ad avere paura. «E con la paura – scrive Cossiga – l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, che li sorregge».Il piano che Cossiga ha in mente è preciso e dettagliato. L'ideale, spiega, sarebbe che «qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino» fossero feriti o «danneggiate, se fosse possibile, la sede dell'arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas o di Pax Christi». LEGGI TUTTO

La Sinistra riparte da nuove alleanze. E da Marx

di Silvia Garambois
La sinistra è ricomparsa sulla scena politica. Fermento di discussioni dentro vecchi partiti, nuove alleanze e soprattutto il ritorno alla ricerca e all'analisi politica. Così, mentre venerdì Nichi Vendola (Prc), Claudio Fava (Sinistra democratica), Umberto Guidoni (Pdci) e Paolo Cento (Verdi), hanno proposto un "soggetto politico nuovo" in vista delle elezioni europee (è nata l'associazione "La Sinistra"), sabato alla Fondazione Basso una "vecchia" associazione ("Socialismo 2000") ha invece riunito esponenti del centro-sinistra (Giorgio Tonini per il Pd, Ugo Intini per il Partito socialista, Marco Cappato per i radicali, Giovanni Russo Spena e Alfonso Gianni per Rifondazione comunista, Marco Fumagalli per Sinistra democratica), con un progetto ambizioso: quello di "ricostruire il nuovo socialismo". LEGGI TUTTO

MONTALBANO TRASFERITO, UNA CONTESA SICILIANA

di Agostino Spataro
Montalbano ritorna in tv e spopola con uno share di oltre il 37% . Un successo indiscutibile che, oltre a confermare il “fenomeno Camilleri”, dovrebbe far riflettere sui perché, in questa fase di grave smarrimento, la gente s’incolli al televisore per vedere in azione un “eroe”che, seppure in solitudine, continua a combattere, in Sicilia, contro il connubio tra poteri forti e malaffare che- come si è visto nell’ultima puntata- va ben oltre il classico binomio mafia-politica.
Quando, però, dalla fiction si torna alla realtà in molti subentra la delusione per una classe dirigente che offre di se uno spettacolo indecente: dalla parentopoli diffusa a leggi e leggine bipartisan per stabilizzare precari più fortunati di altri, dall’acqua che non arriva nelle case ai liquami che appestano orti e giardini, dai convegni pretenziosi ai premi di ogni tipo che bruciano milioni di denaro pubblico per alimentare gli appetiti di cinguettanti vanità.
E qui mi fermo, perché mi preme evidenziare un aspetto connesso alla fiction televisiva, quasi del tutto ignorato dalle cronache e dai commenti. LEGGI TUTTO

Sud unito nel federalismo

La Regione siciliana e i governatori di Calabria, Molise, Sardegna, Puglia, Campania e Basilicata hanno sottoscritto un documento programmatico sulle priorità del Mezzogiorno per richiamare l'attenzione del governo nazionale su infrastrutture, criminalità, finanziamenti e politiche sociali. Costituita una commissione tecnica con economisti e costituzionalisti. LEGGI TUTTO

Alfano: "Per l'antimafia è tempo di risultati"

RAGUSA - "E' arrivato il tempo dell'antimafia delle leggi, dei fatti e dei risultati". Così il ministro della giustizia Angelino Alfano intervenendo nel castello di Donnafugata alla festa della polizia penitenziaria ha definito i provvedimenti sulla giustizia e sulla sicurezza varati dal governo e dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene.Alfano ha sottolineato come il disegno di legge approvato dalla commissione Affari costituzionali del senato "rafforzi considerevolmente la disciplina del 41 bis, estendendo a tre anni la durata del regime carcerario duro, prestando più attenzione al profilo criminale del detenuto e considerando dirimente qualunque forma di mantenimento del rapporto con la cosca mafiosa, presupposto questo - ha puntualizzato il ministro - incompatibile con qualunque forma di alleggerimento o addirittura di revoca del regime duro".Il guardasigilli ha inoltre sottolineato "l'importanza del sostegno dei magistrati delle Dda e la centralità delle funzioni del Tribunale di sorveglianza di Roma nella gestione del nuovo 41 bis che tornerà ad essere effettivo e vincente contro la mafia come negli anni dei più duri colpi inflitti alle cosche". Quindi Alfano si è detto sicuro che il testo così come uscito dalla commissione sarà approvato anche in aula.
08/11/2008

Associazione antiracket del bagherese: Pippo Cipriani è stato eletto presidente

Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone, è il primo presidente dell´Associazione antiracket e antiusura del comprensorio bagherese. La nomina è giunta all´unanimità nel corso di un´assemblea che si è tenuta martedì nei locali del consorzio Metropoli Est. Eletto anche il presidente del comitato dei garanti, padre Michele Stabile, mentre alla guida del consiglio dei sindaci è stato scelto Gianni Granata. L´associazione verrà presentata al pubblico nel corso di un incontro pubblico che si terrà a fine novembre. Felicitazioni per la nomina di Cipriani a presidente sono state espresse dal sindaco Biagio Sciortino e dal presidente del Consiglio comunale, Daniele Vella. "Ancora una volta, con la creazione di questa nuova associazione - spiega il sindaco Biagio Sciortino - la città di Bagheria dimostra di voler battersi contro l´illegalità. Sono soddisfatto per la nomina di Cipriani e per le iniziative che l´associazione realizzerà affinché la città delle ville possa mostrare il volto di legalità che contraddistingue tutti i cittadini onesti". Dello stesso avviso il presidente dell´assemblea cittadina di Bagheria: "A nome del Consiglio – afferma Vella - mi congratulo per la nomina di Cipriani, già assessore alla Legalità nel Comune di Bagheria. A lui auguro un proficuo lavoro. Garantiamo il nostro sostegno alle attività dell´associazione che lavorerà non solo nel nostro territorio, ma in tutto il comprensorio. Il mio ringraziamento è inoltre rivolto ai fondatori e ai componenti dell´associazione antiusura affinché possano aiutare commercianti e imprenditori a ribellarsi al pizzo e denunciare i loro aguzzini". 06/11/2008
Dal sito http://www.90011.it

11/07/2008

Sicilia. L'Assemblea Regionale ha approvato la legge per il sostegno alle coop sociali antimafia

Educare gli studenti alla antimafia attraverso l'istituzione di laboratori a scuola. E ancora l'istituzione di zone franche per la legalità e il rimborso degli oneri fiscali per cinque periodi di imposta agli imprenditori che denunciano richieste di estorsioni.
Sono questi alcuni dei punti previsti dal disegno di legge: 'misure di contrasto alla criminalita' organizzata", approvato stasera dall'assemblea regionale siciliana. Il ddl prevede inoltre la comunicazione di un conto corrente unico dove le imprese debbano fare confluire le somme relative agli appalti superiori a cento mila euro. Il provvedimento stabilisce inoltre 'l'obbligo della Regione di costituirsi parte civile in tutti i processi di mafia verificatisi nel proprio territorio". E anche l'istituzione di un fondo di rotazione per e la fruizione dei beni confiscati ai boss. Per utilizzare al meglio l'utilizzo dei beni confiscati sono accordate fidejussioni e credito alle cooperative sociali "per la progettazione e realizzazione delle opere di adattamento". Il ddl stabilisce inoltre che gli imprenditori che abbiano subito danni agli immobili in seguito ad attentati mafiosi hanno la precedenza nell'assegnazione a titolo gratuito di aree consortili e artigianali.
"Esprimo piena soddisfazione per una legge profondamente innovativa. Questa è antimafia concreta". Lo dice Lillo Speziale, presidente della commissione regionale Antimafia, commentando l'approvazione da parte dell'Ars degli articoli del ddl "misure di contrasto alla criminalità organizzata". "La Sicilia - ha aggiunto - si pone così all'avanguardia nella legislazione di contrasto alla criminalità, e introduce norme di assoluto rigore in settori delicati come quello degli appalti pubblici. Vi sono poi novità coraggiose come l'insegnamento dell'antimafia nelle scuole, l'obbligatorietà della costituzione parte civile della Regione in processi di mafia, o ancora misure che faciliteranno la conversione e il riutilizzo dei beni confiscati, e norme che incentivano la denuncia del racket attraverso sgravi fiscali". "Insomma - ha continuato Speziale - la commissione ha fatto un buon lavoro e in pochi mesi ha costruito un testo normativo razionale e completo, frutto di incontri con le forze sociali ed istituzionali interessate e della massima collaborazione fra tutte le forze politiche".

LA SODDISFAZIONE DEI PARLAMENTARI DI TUTTI I GRUPPI

11/06/2008

L'Unità. La vignetta di Staino del 6.11.08


L'Unità. La vignetta di Maramotti del 6.11.08


Che vergogna! Per il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, Obama è "bello e abbronzato"

La capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro: che altro aspettarsi da lui?
Ancora una gaffe, l'ennesima. Questa volta il nostro premier spara sul neo presidente degli Stati Uniti. Per Berlusconi, Barack Obama è «bello, giovane e abbronzato». E si schernisce: non capisco dove sta l'offesa, per lui è «un grande complimento». Il Pd all'attacco. Veltroni: il premier colpisce «gravemente l'immagine e la dignità del nostro Paese». Franceschini: «La migliore delle ipotesi - aggiunge - è che Berlusconi non riesca più a controllarsi». Finocchiaro: «Da lui non possiamo aspettarci altro».

Pensare l'impossibile
di EZIO MAURO

11/05/2008

Corleone. Visita del direttore generale dell'Ausl 6, Salvatore Iacolino, all'Ospedale "Dei Bianchi"

Corleone (*codi*) - Visita del direttore generale della Ausl 6, Salvatore Iacolino, all’Ospedale dei Bianchi ad un anno dall’inaugurazione della nuova e moderna ala del nosocomio, avvenuta il 6 novembre del 2007 ed intitolata al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Una visita importante, che è servita a rassicurare ed incoraggiare gli operatori sanitari dell’Ospedale in un momento in cui si sente sempre più parlare di ottimizzazione e rimodulazione della spesa sanitaria e di accorpamento di alcune divisioni con quelle analoghe dell’Ospedale Civico di Partinico. LEGGI TUTTO

MA A CORLEONE LA POLITICA "BALLA" SUL TITANIC
di Dino Paternostro

L'America dice Barack Obama: "Vi ascolterò sempre. Nulla in questo paese è impossibile!"

«Vi ascolterò sempre - promette Obama in mondovisione - Soprattutto quando non saremo d'accordo. Quello che è cominciato 21 mesi fa non finisce stanotte. La nostra sfida comincia adesso»
«Yes, we can»: “Sì, possiamo” è «Il credo americano». Un Barack Obama compreso e commosso ha chiuso i 17 minuti del suo discorso da presidente eletto davanti a 100mila persone a Chicago tornando allo slogan che ha sintetizzato la sua campagna del cambiamento. Quanti voti? In tutto non si sa ancora, almeno 338 e gliene bastavano 270. Ma Barack Obama diventa il 44esimo presidente degli Stati Uniti con un bottino straordinario di Stati che include la Virginia, la Florida, la Pennsylvania, l'Ohio, il Colorado, il New Mexico, il Nevada... Come a dire tutti gli Stati che erano incerti alla vigilia del voto. E anche l’affluenza alle urne è un dato storico, oltre il 64%. Sono le 22 in punto, ora di Chicago, quando la Cnn proietta la vittoria di Barack Obama alle presidenziali del 2008. Non appena la notizia appare in sovrimpressione sugli schermi Jumbotronic disseminati nell'area di Grant Park, un boato si leva dalla folla in attesa dei risultati. Non ci sono ancora dati ufficiali: sulla carta l'area verde dovrebbe contenere più o meno 100mila persone, ma sono le stesse forze dell'ordine a stimare una partecipazione attorno al milione di persone. Tutta la zona Downtown si e' trasformata in una gigantesca festa di piazza. E nonostante le misure di sicurezza, le transenne, i camion della nettezza urbana usati a mo' di sbarramento, l'atteggiamento della polizia per una volta non è ostile. Chicago è la città di Obama.
IL DISCORSO INTEGRALE DI OBAMA
KENIA, LA GRANDE FESTA
LA RIVINCITA DELL'INTELLIGENZA di Vittorio Zucconi
E' LUI IL PASSAGGIO A NORD-OVEST di Furio Colombo
QUEL GIORNO DI TRE ANNI FA di Walter Veltroni

Si è conclusa con una provocatoria visita alla Villa di Licio Gelli la Carovana antimafia toscana

Ultimo giorno di carovana, dopo 10 tappe, viaggi per tutta la Toscana, incontri e tante emozioni arriviamo alla fine. Oggi chiudiamo la carovana ad Arezzo, non a caso scelta come tappa finale, è sicuramente una delle più significative. La mattina siamo al Cinema Corso per un incontro con 300 studenti dell’ Istituto Superiore “Pier della Francesca”, con noi abbiamo un ospite speciale, Rita Borsellino che insieme ad altri importanti relatori ha parlato ai ragazzi dello spinoso tema “mafia e politica”. Rita è stata accolta da tutti i ragazzi con molta partecipazione e, come sempre, è riuscita ad interagire con loro! La mattinata è stata ricca di interventi, infatti erano presenti esponenti dell’Arci, di Libera, delle istituzioni aretine e della Cgil. Decisamente una bella assemblea, dove tutti hanno potuto esprimere il loro punto di vista per coinvolgere i ragazzi! LEGGI TUTTO
FOTO. I carovanieri a Villa Wanda con Rita Borsellino

Mafia & Massoneria. I Pm della Procura di Palermo hanno interrogato Licio Gelli

PALERMO - I Pm della Procura di Palermo hanno interrogato Licio Gelli, nell'ambito dell'inchiesta su mafia e massoneria. L'ex maestro venerabile della loggia P2 si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gelli, infatti, è stato sentito come "indagato di reato connesso archiviato". Negli anni scorsi era stato coinvolto nell'indagine "Sistemi criminali" in cui era indagato per "eversione sovversiva dello Stato e associazione mafiosa". La Procura ha ritenuto di sentire Gelli perchè sarebbe stato in contatto con alcuni indagati dell'inchiesta che nel giugno scorso ha portato all'arresto di imprenditori, massoni e boss che avrebbero "ritardato" processi in Cassazione. All'interrogatorio, che si è svolto nella caserma dei carabinieri di Arezzo, hanno preso parte il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e i sostituti Fernando Asaro e Paolo Guido.Il maestro venerabile della loggia P2, Licio Gelli, sarebbe stato uno dei punti di riferimento di alcuni degli indagati dell'inchiesta su mafia e massoneria coordinata dalla procura di Palermo. Il dato emerge dalle indagini svolte di carabinieri negli ultimi mesi. Gelli, infatti, avrebbe ricevuto nella sua villa alcuni esponenti massoni che risultano coinvolti nell'indagine "Hiram". Il maestro venerabile, oltre ad essere stato indagato dai pm di Palermo in passato, era già stato interrogato anche dal giudice Giovanni Falcone nell'ambito di una inchiesta su un traffico di armi. All'epoca Gelli venne sentito come testimone e rispose su un assegno bancario finito agli atti dell'inchiesta condotta allora da Falcone.

Il mio viaggio con la Carovana Antimafia toscana per i diritti, la democrazia e la giustizia

DINO PATERNOSTRO
Si, siamo stati in “viaggio per i diritti, la democrazia, la giustizia”. Chi per settimane, chi per qualche giorno. Ogni tappa della “carovana antimafie” in terra Toscana è stata un’occasione, un’opportunità, un modo per “promuovere” quell’antimafia sociale che sta cambiando nel profondo gli stessi protagonisti (grandi e piccoli). Ogni tappa è stato un modo per ricordare che le mafie esistono, ma esistiamo anche noi che vogliamo combatterle. È stato un modo per stare vicino ai giovani siciliani, calabresi, pugliesi e campani che si sperimentano nelle cooperative sociali per strappare lavoro legale e sviluppo “pulito” dalle terre dove fino a poco tempo fa scorazzavano indisturbati i boss mafiosi. Ma è stato un modo per ricordare a tutti che le mafie esistono anche in Toscana, come dimostrato dai provvedimenti di sequestro e di confisca di beni di provenienza illecita anche in questa Regione, che ha comunque forti anticorpi democratici con cui difendersi. LEGGI TUTTO

Luciano Ligabue in concerto per la coop antimafia "Pio La Torre"

Luciano Ligabue terrà due concerti in teatro, a favore della cooperativa sociale palermitana Pio La Torre - Libera Terra di San Giuseppe Jato, domenica 16 e lunedì 17 novembre a Correggio e Reggio Emilia.
I due eventi "Ligabue voce e chitarra" al teatro Asioli di Correggio e al teatro Municipale Valli di Reggio Emilia sono patrocinati dai rispettivi Comuni e si avvalgono della collaborazione delle cooperative reggiane Boorea e Unieco.I biglietti per entrambi gli spettacoli verranno messi in vendita contemporaneamente domenica 9 novembre a partire dalle ore 10: presso la biglietteria del teatro Asioli in corso Cavour 9 a Correggio unicamente per il concerto di domenica 16 e presso la biglietteria del teatro Valli in piazza Martiri 7 luglio a Reggio Emilia unicamente per il concerto di lunedì 17 novembre. Il costo dei biglietti varia tra i 25, 40 e 50 euro. Ogni persona avrà diritto all'acquisto massimo di due biglietti. Vista la capienza massima dei due teatri, i biglietti in vendita al pubblico disponibili per il concerto di Correggio sono 300 e 800 per quello di Reggio Emilia.
L'incasso dei due esclusivi concerti acustici "Voce e chitarra" sarà devoluto a sostegno della campagna "Una collina di vigne e ulivi per una terra Libera dalla mafia" voluta dal coordinamento provinciale Libera di Reggio Emilia e patrocinata dai Comuni della zona di Correggio (Campagnola Emilia, Correggio, Fabbrico, Rio Saliceto, Rolo e San Martino in Rio). La campagna è finalizzata a sostenere la realizzazione di un oliveto di 2.000 ulivi e di un vigneto su 18 ettari di terreni confiscati alla criminalità organizzata e assegnati alla Coop Pio La Torre - Libera Terra.

Mafia a Roccamena: assolto l´ex sindaco Giuseppe Salvatore Gambino

L´ex sindaco di Roccamena Giuseppe Salvatore Gambino, è stato assolto dalleaccuse di associazione mafiosa e violenza privata e subito scarcerato. Gambino (avvocati Enrico Sanseverino e Salvino Caputo) era in cella dal2006. Assolto anche l´imprenditore Mario Cosentino. A tre anni, incontinuazione, è stato condannato Bartolomeo Cascio. Gambino ha già avutocondonata una condanna a 3 anni per il possesso di un´arma.
MERCOLEDÌ, 05 NOVEMBRE 2008

11/04/2008

Regione Sicilia, approvato odg presentato dal Pd per il riordino del settore forestale

L’assemblea regionale siciliana ha approvato l’ordine del giorno presentato dai deputati del PD Lupo, Gucciardi, Galvagno, Mattarella, Ammatuna e Fiorenza, Cracolici, che impegna “il presidente della Regione a sviluppare, entro e non oltre il 31 dicembre del 2008, ogni iniziativa utile per garantire l’attuazione integrale dell’accordo sindacale del 30 novembre 2005, sottoscritto tra il Governo della Regione e le organizzazioni sindacali dei lavoratori per il riordino del settore forestale”. “Il riordino - si legge in una nota congiunta- è necessario per garantire un serio percorso di stabilizzazione di tutti gli addetti del settore forestale, strategico per la salvaguardia del territorio, la tutela dell’ambiente, l’attrazione turistica, la valorizzazione economica dei prodotti del bosco e di tutta la Sicilia”. “Il gruppo del PD- concluderà la nota- incalzerà il presidente della Regione perché passi al più presto dalle parole dei fatti”.

11/03/2008

La requisitoria. Mafia a Roccamena, per l´ex sindaco G. Salvatore Gambino chiesti dieci anni

Condanne per complessivi 29 anni di carcere sono state chieste dal pubblico ministero Francesco Del Bene ai giudici del tribunale nei confronti dell´ex sindaco di Roccamena, Giuseppe Salvatore Gambino (10 anni) e per il capomafia del paese, Bartolomeo Cascio (15 anni). Chiesti quattro anni per l´imprenditore Mario Cosentino. Gambino è indicato dalla Procura come il «factotum» del capomafia Cascio, ovvero come uno dei personaggi «a disposizione dell´organizzazione mafiosa». Cosentino è invece accusato di aver preso parte, con Franco Diesi, all´intimidazione nei confronti di Salvatore Ciaccio, avversario politico di Gambino alle elezioni comunali del 2003. Ciaccio venne in pratica dissuaso dal partecipare alla competizione elettorale da un attentato subito qualche mese prima del voto: la casa di un suo familiare venne demolita, nella notte, da una ruspa. Secondo la ricostruzione fornita dalla requisitoria, anche Giuseppe Salvatore Gambino avrebbe preso parte alla spedizione punitiva contro l´avversario politico.

Il prelato dei poveri tradito dalla Chiesa

Storia di monsignor Zuccaro, antenato dei preti di frontiera in Sicilia, accusato inquisito, rimosso e infine riabilitato. Negli anni seguenti alla repressione dei Fasci, si schierò con gli zolfatari e i braccianti. Fu sospettato di marxismo e bersagliato da lettere anonime
Ci sono voluti 102 anni affinché giustizia fosse fatta. Tardi, ma meglio della gogna per l´eternità. Ignazio Zuccaro, vescovo di Caltanissetta, è potuto così essere tumulato nella cattedrale nissena, come spetta al suo rango, oltre un secolo dopo essere stato cacciato via con ignominia. Era un sant´uomo ed è finito nel fango. Era un vescovo e i suoi aguzzini più accaniti sono stati i preti. Era un inquisito innocente in una terra dove la mala pianta degli inquisitori è inestirpabile, torquemada peggio della gramigna. Amava la gente e tanti lo hanno tradito senza nemmeno la consolazione del bacio di Giuda. LEGGI TUTTO

Cinema. Prima nazionale del documentario "Io ricordo" dedicato alle vittime di mafia

ROMA - In scena a Roma, in prima nazionale all'Auditorium, il documentario 'Io ricordo', un film per la Fondazione progetto legalità onlus in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia. Il documentario è stato già presentato oggi alla stampa, in presenza dei produttori, del regista Ruggero Gabbai e del presidente della Fondazione Gaetano Paci.Il film ha ricostruito le vite di ventisei cittadini vittime della mafia raccontati dai loro parenti in un documento di testimonianza, tra questi i familiari di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Libero Grassi, Rocco Chinnici e molti altri.Insignito dal presidente della Repubblica di una targa celebrativa, il lungometraggio, di 84 minuti, è diretto al grande pubblico e sarà proiettato nei prossimi mesi nelle scuole attraverso una serie di progetti che coinvolgeranno studenti e insegnanti.Stasera il film sarà proiettato all'Auditorium alla presenza di personalità istituzionali come il presidente del Senato Renato Schifani, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il ministro delle Politiche per la gioventù Giorgia Meloni; il questore di Roma Giuseppe Caruso, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara e del produttore Gabriele Muccino.

Campagna choc di Sinistra Democratica: Camorra? Facciamola nera

«La camorra è una montagna di merda». E ancora, «Saviano è amico mio» e «Facciamo neri i camorristi». Sono i tre slogan della campagna-choc che Sinistra democratica lancerà giovedì, nel corso di una manifestazione a Castel Volturno, e che è stata presentata da Claudio Fava e Arturo Scotto. E c’è anche la polemica contro il governo di destra Berlusconi. «Il governo non ha la legittimità per condurre la lotta alla camorra finché manterrà nel suo ruolo il sottosegretario Nicola Cosentino», ha detto il coordinatore di Sinistra democratica, Claudio Fava, durante la presentazione dell'iniziativa del partito contro la camorra. Cosentino, ha detto Fava, «è stato indicato da cinque pentiti come organico ai Casalesi. Cosentino non ha avuto il buon gusto di dimettersi né dall'incarico di sottosegretario, né da quello di segretario regionale del partito; il suo partito, Forza Italia, gli ha consentito tutto questo, e anche Berlusconi gli ha consentito di permanere al governo. E questo toglie qualsiasi legittimità al governo stesso».