E' stato inaugurato questa mattina a Corleone lo sportello anti-usura ed anti-racket, voluto dalla coop sociale "Solidaria", da Confcommercio e Confesercenti e dalla Camera di Commercio di Palermo. La sede è in via Crispi, nei locali confiscati a prestanome del boss mafioso Totò Riina. Lo sportello è gestito dal Circolo Arci "IncontrArci". Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il presidente della Camera di Commercio di Palermo, Roberto Helg, la dirigente di Concommercio, Rosanna Montalto, il sindaco di Corleone, Nino Iannazzo, il presidente del consiglio comunale, Mario Lanza, il presidente della coop "Lavoro e non solo", Calogero Parisi. E, insieme a loro, Salvatore Giacopello e Massimo Provenzano, i due operatori dello sportello, e una delegazione di giovani volontari venuti in Sicilia dalla Toscana per dare una mano alla coop "Lavoro e non solo".
giovedì, luglio 24, 2008
Corleone, inaugurato sportello anti-usura ed anti-racket
E' stato inaugurato questa mattina a Corleone lo sportello anti-usura ed anti-racket, voluto dalla coop sociale "Solidaria", da Confcommercio e Confesercenti e dalla Camera di Commercio di Palermo. La sede è in via Crispi, nei locali confiscati a prestanome del boss mafioso Totò Riina. Lo sportello è gestito dal Circolo Arci "IncontrArci". Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il presidente della Camera di Commercio di Palermo, Roberto Helg, la dirigente di Concommercio, Rosanna Montalto, il sindaco di Corleone, Nino Iannazzo, il presidente del consiglio comunale, Mario Lanza, il presidente della coop "Lavoro e non solo", Calogero Parisi. E, insieme a loro, Salvatore Giacopello e Massimo Provenzano, i due operatori dello sportello, e una delegazione di giovani volontari venuti in Sicilia dalla Toscana per dare una mano alla coop "Lavoro e non solo".
Corleone. Solidarietà a Telejato. E qualche riflessione...
Ieri sera, il consiglio comunale di Corleone si è stretto intorno al direttore Pino Maniaci e all’intera redazione di Telejato, la battagliera Tv di Partinico, che non ha paura dei boss mafiosi e dei loro complici. Un atto significativo, deciso ed attuato da un importante organo istituzionale, in uno dei paesi a più alta intensità mafiosa della Sicilia. Tutti gli interventi hanno sottolineato che in un Paese democratico non sono tollerabili minacce e intimidazioni alle libertà individuali e collettive, a cominciare dalla libertà d’informare. Tutti gli interventi hanno espresso sostegno e solidarietà a Pino Maniaci, invitandolo a non mollare ed a continuare col massimo impegno nell’attività di denuncia.Ovviamente, è relativamente facile fare antimafia “parlata”, come egregiamente ha fatto ieri sera il consiglio comunale di Corleone. Un po’ più difficile praticare coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. Avviene ovunque e, a maggior ragione, a Corleone, dove tutti conoscono tutti. Proprio nella stessa giornata di ieri, si è svolto a Corleone il matrimonio dell’ultimogenita di casa Riina. E, a torto o a ragione, per i mass media è diventato un evento, che ha fatto consumare fiumi d’inchiostro e chilometri di pellicola. La giornata di ieri per qualche rappresentante delle istituzioni è stata davvero pesante. Di mattina (e fino al pomeriggio inoltrato) al matrimonio del secolo della figlia di uno dei più feroci boss di Cosa Nostra; di sera a manifestare solidarietà a Pino Maniaci e a Telejato, minacciati dalla mafia. Tutto normale? In terra di Sicilia, dove la coerenza è un optional, probabilmente si… (d.p.)
24 luglio 2008
NELLA FOTO: Pino Maniaci interviene nella seduta del CC di Corleone.
mercoledì, luglio 23, 2008
Sonia Alfano: "La loro nuova famiglia si fonda sul dolore inferto a centinaia di altre famiglie"
Roma, 23 LUG (Velino) - "Ci auguriamo che Lucia Riina e il marito Vincenzo Bellomo, segnalato nei pizzini ritrovati nel covo di Provenzano, siano consapevoli che la loro nuova famiglia si fonda sul dolore inferto a centinaia di altre famiglie di familiari delle vittime della mafia". Lo ha detto Sonia Alfano, candidata alle regionali in Sicilia con la lista "Amici di Beppe Grillo", che si è espressa a nome dell'Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia. LEGGI TUTTO
Si sposa la figlia di Totò Riina, in chiesa a Corleone anche i turisti
Il matrimonio di Lucia Riina, figlia minore del capomafia, con Vincenzo Bellomo è diventato un autentico evento nel paese del bossPALERMO - Nella chiesa dell'Immacolata di Corleone, Lucia Riina, la figlia minore del capomafia Salvatore Riina, si è sposata oggi con Vincenzo Bellomo. "Salutiamo i giornalisti, dovranno pagarci i diritti", ha detto entrando in chiesa il fratello di Lucia, Giuseppe Salvatore, da poco scarcerato dopo una condanna per associazione mafiosa. Il ragazzo, 30 anni, ha accompagnato la sorella all'altare. È l'unico maschio della famiglia libero. Il fratello Giovanni sconta due condanne all'ergastolo per omicidio e il padre è detenuto dal '93.La madre, Ninetta Bagarella, abito scuro, visibilmente commossa, ha portato il velo bianco della ragazza. Accanto agli sposi due coppie di testimoni Maria Concetta Riina, sorella della sposa, e il marito Antonino Ciavarello e Francesca e Gianfranco Moscato, amici della coppia. Il matrimonio è stato celebrato da frate Giuseppe Gentile. Nella chiesa un centinaio di persone ed anche un gruppetto di turisti che ha assistito, incuriosito, alla cerimonia.
23/07/2008
Quando Leoluca Bagarella sposò Vincenzina Marchese...
Il matrimonio di Lucia Riina. Il marito: "Ringrazio mio suocero Totò"
PALERMO - "Grazie di cuore a tutti i familiari che oggi sono qui con noi: grazie a mio suocero Salvatore Riina". Al termine della cerimonia nuziale Vincenzo Bellomo, novello sposo di Lucia Riina, figlia minore del capomafia corleonese Totò Riina, ha ringraziato tutti i parenti che oggi non hanno potuto partecipare alle nozze. Oltre al suocero, detenuto dal '93, non ha assistito al matrimonio neppure il fratello della sposa, Giovanni, primogenito del boss, che sconta in carcere due condanne all'ergastolo per omicidio.Per ironia della sorte Vincenzo Bellomo era il nome che Salvatore Riina utilizzava durante la latitanza. Il giorno dell'arresto fu trovato in possesso di una carta di identità intestata proprio ad un Vincenzo Bellomo di Mazara, ragioniere. 23/07/2008
Il matrimonio di Lucia Riina. La madre ai giornalisti: "Che ci fate qui?"
PALERMO - "Che c'entrate oggi qui? Potevate farne a meno, per noi questo è un giorno di festa". Rallenta solo un istante prima di salire in auto e raggiungere la figlia e il genero nel locale "La schiera" in cui sarà celebrato il banchetto nuziale, Ninetta Bagarella, moglie del capomafia Totò Riina, che oggi ha partecipato alle nozze della figlia più piccola Lucia.Rompendo il silenzio dietro al quale si è chiusa da decenni, Ninetta Bagarella, sorella del capomafia Leoluca Bagarella, ha aggiunto: "Non c'è niente da vedere, non capiamo il perchè della vostra sceneggiata"."Se volete parlare con qualcuno, qui c'è l'avvocato", ha aggiunto rivolgendosi ai cronisti Ninetta Bagarella, raggiunta all'uscita dalla chiesa dall'avvocato Giovanni Anania, legale di numerosi capimafia tra cui il fratello, Leoluca Bagarella.23/07/2008
Il matrimonio di Lucia Riina. Il sacerdote: "Lasciatela in pace"
PALERMO - "Lasciate stare questa ragazza, lasciatela in pace, non ha nulla di cui riscattarsi. Vi siete mai chiesti se sta soffrendo? Io vi dico che porta un segno e la vostra presenza non fa che ricordarglielo". Apostrofa duramente i cronisti e li invita a non rimanere in chiesa, Fra Giuseppe Gentile, sacerdote dell'Immacolata di Corleone, dove è celebrato il matrimonio fra la figlia più piccola del boss Totò Riina, Lucia, 28 anni e Vincenzo Bellomo, 34 anni, rappresentate di prodotti alimentari.Il parroco, che ha criticato la presenza della stampa alla cerimonia, ha aggiunto: "Questa giovane ha scelto di sposarsi in pubblico non di nascosto e questo è già un segnale importante, non fate pagare ai figli colpe che non hanno".Il sacerdote si è rifiutato di dire il suo nome ed ha concluso: "Non è importante come mi chiamo". Durante la messa sono stati letti brani del Cantico dei cantici, e del Vangelo di Matteo. La cerimonia è stata chiusa dal canto dell'Ave Maria di Schubert.23/07/2008
martedì, luglio 22, 2008
Corleone. Mercoledì 23 luglio seduta del consiglio comunale per esprimere solidarietà a Maniaci
Domani sera (mercoledì 23 luglio) alle ore 20.00, è stato convocato il consiglio comunale di Corleone in sessione straordinaria per esprimere sostegno e solidarietà a Pino Maniaci e alla redazione di Telejato (Partinico). Sono stati invitati i rappresentanti politici, delle forze dell'ordine e delle associazioni. E' stato invitato anche il giornalista di Telejato Pino Maniaci, a cui nei giorni scoprsi è stata incendiata la macchina posteggiata sotto i locali della redazione.
lunedì, luglio 21, 2008
Corleone. Mercoledì mattina si sposa la figlia minore del boss mafioso Totò Riina
(ANSA) - CORLEONE (PALERMO), 21 LUG - La figlia minore di Salvatore Riina, Lucia, 28 anni compiuti lo scorso 11 aprile, si sposerà dopodomani, mercoledì mattina, nella chiesa dell'Immacolata, a Corleone, con Vincenzo Bellomo, rappresentante, con cui è fidanzata da alcuni anni. Dopo la cerimonia è previsto l'intrattenimento nel ristorante "La Schera" dov'è atteso un centinaio di persone. LEGGI TUTTO
Corleone. Si mangia "pane, olio e... legalità" nelle case confiscate a Provenzano e Riina
domenica, luglio 20, 2008
Campi di lavoro antimafia. I volontari toscani in via D'Amelio per ricordare Paolo Borsellino
Ieri mattina è stato il momento del fiction televisiva. Infatti i nostri volontari si sono cementati in un attività loro non propria ma che era stata preannunciata nel percorso formativo in Toscana. Infatti una troupe di Rai Uno è venuta per fare un servizio sulle vacanze alternative. Quindi è stato ripreso il loro impegno nella base logistica e nei terreni confiscati alla mafia. Qui tre interviste: Elisa, Salvatore e Tommaso. Tre testimonianze vere e originali, senza filtro. Nelle riprese un piccolo incidente diplomatico; il giornalista preferiva alcune magliette ad altre, poi è stato chiarito che serve la pluralità dell'impegno antimafia. Francesca non ha avuto dubbi nel contestare questo. Peccato che la maglietta rossa con la scritta CGIL non trovasse posto in questa pluralità. Alfredo il nostro volontario della Casa del Popolo di Capraia a Limite, che indossava questa maglietta ha testimoniato la sua fermezza e ha fatto la sua scelta: non si è girato la maglietta. Chissà se le sue immagini troveranno posto negli 8 minuti del servizio su 2 ore di riprese! Ma l'importante da parte nostra è stato quello di garantire pluralità, rispetto e dignità alla storia e al presente. Con noi, e insieme ad altri, vi è in questo progetto anche la CGIL. Questa è la verità!Nel primo pomeriggio ci siamo spostati a Palermo, in Via D'Amelio. Qui ci siamo incontrati con la delegazione di 21 persone dell'Unicoop Tirreno. Non eravamo in molti purtroppo ma oramai siamo abituati ad una crisi della partecipazione popolare che ha ceduto il suo primis allo spazio mediatico. Con Marco Lami, presidente dell'Unicoop Tirreno, abbiamo commentato l'importanza delle nostre Case del Popolo, delle Sezioni Soci Coop: è un bene comune, un patrimonio di partecipazione popolare che dobbiamo tenere come il nostro tesoro. In serata l'incontro alla Biblioteca Comunale con Ida Bocassini, giudice impegnata nell'antimafia e in tangentopoli moderna. Il tema è la coerenza!! Tanta gente attenta ad ascoltare.
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Renato Schifani in visita a "Tele Jato"
Il presidente del Senato vicino non solo simbolicamente all'emittente di Partinico ed al giornalista Pino Maniaci, che nei giorni scorsi ha subìto l'ennesima intimidazionePALERMO - "Voglio testimoniare la presenza forte dello Stato a casa tua, in un momento molto delicato della tua vita. Faremo di tutto perché non si abbassino i riflettori su di te e sulla tua attività". L'ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, che questa mattina si è recato a Partinico, nella redazione di "Tele Jato", per portare la sua solidarietà a Pino Maniaci, direttore dell'emittente, al quale due giorni fa è stata bruciata l'auto.Schifani ha poi rilasciato un'intervista a Maniaci, nella quale ha parlato dell'inasprimento del 41 bis, annunciato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano e ha assicurato che non ci saranno riduzioni di risorse per le forze dell'ordine.Il presidente del Senato ha parlato della fase costituente che si aprirà in questa legislatura, "attraverso un processo di dialogo e collaborazione con l'opposizione".Dialogo auspicato anche per quanto riguarda la riforma del sistema giudiziario. "La migliore lotta alla mafia la sta facendo la società civile - ha concluso Schifani -. Allo stesso tempo sta nascendo una nuova classe politica di amministratori più consapevoli. Sono fiducioso, ma non possiamo abbassare il livello di guardia e di attenzione".
20/07/2008
LE NUOVE MINACCE A MANIACI: GUARDA IL VIDEO
sabato, luglio 19, 2008
A 16 anni dalla strage mafiosa di via D'Amelio: "Borsellino sempre con noi!"
A Palermo la commemorazione della strage di via D'Amelio a 16 anni di distanza. Il messaggio di Napolitano: "Il suo sacrificio rimane un esempio di lotta contro la sopraffazione". Il ministro Alfano: "Proprio da oggi scatta un inasprimento del carcere duro per i boss". De Magistris: "C'è una magistratura sana che può fare giustizia"- LEGGI TUTTO Due video in onore di Paolo Borsellino
Sicilia, la caccia al via dal 1° settembre. Lav: "Micidiale condanna a morte per gli animali"
PALERMO - La stagione venatoria in Sicilia inizierà il 1° settembre per terminare il 31 gennaio. "Abbiamo ascoltato - dice l'assessore Giovanni La Via - le istanze di tutte le associazioni, accogliendo anche alcune proposte per la tutela di diverse specie. Penso che abbiamo raggiunto un buon compromesso, che rappresenta la sintesi delle varie parti in causa". All'inizio, comunque, sarà consentito di sparare solamente ad alcune specie. Per tutta la stagione venatoria, ogni cacciatore potrà "sparare" al massimo per 28 giornate così divise: 14 giornate (dall'1 settembre al 16 novembre) e 14 (dal 17 novembre al 31 gennaio 2009). Per ogni giornata il cacciatore non potrà abbattere più di 15 capi di selvaggina."Si tratta di un'irresponsabile apertura anticipata, in deroga alla legge statale che prevede invece la data della terza domenica di settembre", denuncia Ennio Bonfanti, responsabile fauna della Lav Sicilia. Per Bonfatti è "un ottimo regalo ai 53mila cacciatori siciliani, una micidiale condanna a morte per centinaia di migliaia di animali tra cui specie endemiche e minacciate, come la lepre italica". Secondo il dirigente della Lav, il provvedimento del governo "rappresenta un aberrante attacco alla natura. Basti solo pensare che, secondo il calendario assessoriale, ogni cacciatore potrà uccidere 15 animali al giorno, ovvero 795mila animali al giorno per l'insieme delle doppiette siciliane".
19/07/2008
Emma Marcegaglia, presidente degli industriali: "Un siciliano si occuperà dei rapporti tra Confindustria, Magistratura e Forze dell'ordine".
INTERVISTA DI EMMA MARCEGAGLIA, PRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA, RILASCIATA IN ESCLUSIVA AL TGR SICILIA“Il tema della sicurezza e della lotta alla criminalità è al centro del mio programma. Intendo portarlo avanti. C’è già un modello molto valido proposto dagli imprenditori siciliani che intendo supportare e valorizzare al massimo”. Si schiera a favore della coraggiosa azione antimafia condotta dagli industriali dell’Isola il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia in una lunga intervista esclusiva concessa alla TGR Sicilia. “E’ un impegno per la legalità quello di Confindustria Sicilia – afferma il leader degli imprenditori – che sostengo totalmente. Credo che questo sia il vero punto di attacco alla mafia. Insieme faremo altre iniziative ancora più forti. Verrò in Sicilia ad ottobre e li lanceremo ulteriori battaglie che porteremo avanti”.
Tra le iniziative – anticipa la Marcegaglia ai microfoni della redazione siciliana della Rai – c’è l’istituzione di una figura di raccordo tra la Confindustria e le istituzioni impegnate sul territorio per la sicurezza e la lotta al crimine organizzato, magistratura e forze dell’ordine in testa. Top secret il nome di chi ricoprirà questo delicato incarico: “sarà certamente un siciliano” si limita a dire il Presidente di Confindustria.
“Agli imprenditori dico di andare avanti. La battaglia per la legalità – aggiunge Emma Marcegaglia – deve diventare di tutti gli imprenditori dell’Isola. Mi rendo conto che è facile dirlo da qui, è più difficile quando si vive in quei territori e in quelle situazioni. Ma penso che questa sia l’unica strada per poter far ritornare la Sicilia a crescere, con una crescita solida, vera, duratura”.
Per il numero uno degli industriali italiani l’impegno per la legalità “deve riguardare tutto il Mezzogiorno – conclude nell’intervista alla TGR Sicilia - e alcune aree del Nord Italia dove il problema è comunque sentito”.
venerdì, luglio 18, 2008
Campi di lavoro antimafia a Corleone. Cinema in villa e pranzo con "pane, olio e... legalità"
Palermo, 18 lug- Anche quest’anno, tra giugno e ottobre, si terranno in Sicilia i campi di lavoro e studio sui terreni confiscati alla mafia nei comuni di Corleone, Monreale, Roccamena e Canicatti’, che sono gestiti oggi dalla cooperativa “Lavoro e non solo”. E’ un progetto, “Liberarci dalle spine”, dell’Arci e della Cgil della Sicilia e della Toscana e di Libera, che viene realizzato per il quarto anno consecutivo coinvolgendo oltre 300 giovani provenienti principalmente dalla Toscana ma anche da altre regioni. “L’idea principale- spiega Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro di Corleone- e’ quella di consolidare un ponte ideale tra diverse regioni del paese, per promuovere un messaggio antimafia, ma anche l’attivita’ delle cooperative che lavorano sui terreni confiscati”. LEGGI TUTTO
18 luglio 2008
18 luglio 2008
Partinico. In fiamme auto di giornalista. Ancora una minaccia della mafia
Partinico: incendiata nella notte l'auto di Pino Maniaci, aggredito mesi fa dal figlio di un boss e da un altro ragazzo. Più volte il giornalista ha denunciato gli affari della mafia attraverso la tv. "Non ho paura e andrò avanti nel mio lavoro", dice.PALERMO - Ancora un'intimidazione per Pippo Maniaci, direttore dell'emittente televisiva Telejato di Partinico (Palermo). Nella notte ignoti hanno incendiato la sua auto che era parcheggiata a 100 metri dalla redazione della piccola emittente, nel centro del paese di Partinico. La dinamica. Verso le 23 di giovedì notte, la Fiat Tipo grigio scuro con le insegne della tv locale di Partinico, cosparsa completamente di benzina, prende fuoco. In quel momento Maniaci si trovava già nella sua abitazione, distante dalla redazione. Per caso nel momento dell'incendio, davanti alla sede della tv, passano i Vigili del fuoco, che evitano lo scoppio dell'auto. Immediatamente sono iniziate le indagini dei Carabinieri e del Ris e sull'episodio è stata aperta un'inchiesta anche della magistratura. LEGGI TUTTO
giovedì, luglio 17, 2008
Colloquio con don Andrea Gallo: "Il vero peccato è il consumismo che ci ha cambiati tutti. Ne parlavamo spesso con Fabrizio De Andrè"
di Wanda ValliLa foto di don Bosco, il sigaro spento, il fazzoletto rosso al collo. La fede e la speranza, la testardaggine e il sorriso. Don Andrea Gallo, è tutto qui, nei simboli più cari, nei vezzi, nel carattere, lui prete di strada per scelta, che oggi compie 80 anni. Alla vigilia, li racconta nella comunità di San Benedetto, in una piccola stanza con i mobili arraffati, regalati, raccattati, con il ventilatore che non funziona e il caldo che entra dalla finestra aperta, vicino a don Bosco incorniciato e appeso al muro. Andrea Gallo è seduto alla scrivania, il pensiero va al suo mese del destino: «mi è successo tutto a luglio, la mia mamma ricordava che ero nato alle 13 di un 1928 rimasto nella storia perché caldissimo. A luglio c´è la festa della Madonna del Carmine, la svolta della mia vita, perché sono arrivato qui nel 1964, accolto da Siri, a luglio del 2001, c´è stato il G8, adesso la sentenza». Leggi tutto
IL GALLO DA BATTAGLIA
Dopo il campo di lavoro e di studio in Toscana. Il mio viaggio continua…
di ANDREA ACCORDINOE così cala la notte. Era da tanto che non stavo sveglio qui nella mia terra, nel mio paese, in questo balcone, a casa mia. Così tra una pagina e l’altra di Ken Follett, vengo colto dalla giusta ispirazione e decido di scrivere della mia esperienza lì in Toscana, quell’esperienza che mi ha cambiato la vita. È meglio cominciare dal principio, se poi voglio trarre le mie conclusioni. Il mio viaggio, nel senso puramente fisico di corpo che si muove, è iniziato il 23 giugno quando con i miei amici ho preso il treno che ci avrebbe trasferito da una realtà ad un’altra ben diversa; ma se devo dirla tutta il vero viaggio, quello che ha portato la mia mente a conoscere molti piccoli universi di un’unica realtà, è iniziato la sera del 24 giugno quando ho avuto l’occasione di ascoltare le parole di Fabio, il presidente del circolo Ho Chi Minh, parole che mi hanno scosso, che hanno mosso in me quella verità che in quei quindici giorni si è fatta sempre più evidente: “sta per iniziare qualcosa di nuovo!” . LEGGI TUTTO
mercoledì, luglio 16, 2008
Corleone, gli operai ex Sicula Ciclat ancora senza il salario di giugno...
Continua il calvario degli operai di Corleone ex dipendenti della Sicula Cliclat. Dai primi di aprile sono transitati all’Ato “Belice-Ambiente” di Monreale, ma nessuno dei problemi che avevano denunciato è stato risolto. Nemmono quello urgentissimo del pagamento regolare del salario. Al 17 luglio, infatti, nessun operaio dell’Ato ha ancora percepito le spettanze di giugno. Come quando gli operai di Corleone erano dipendenti della Sicula Ciclat, anzi peggio. Non vengono pagati perché l’Ato non ha nemmeno un euro. E non ha nemmeno un euro perché i sindaci dei comuni dell’ambito non pagano le quote mensili per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. E si possono permettere di non pagare (ma i cittadini le bollette – spesso raddoppiate o triplicate - le pagano regolarmente) perché sono loro gli azionisti dell’Ato, sono loro ad eleggere presidente e consiglio di amministrazione. Quindi…E pensare che proprio la stragrande maggioranza di questi sindaci sono quelli che hanno saccheggiato l’Ato, imponendo l’assunzione di decine e decine di “clienti”, se non addirittura di consiglieri comunali ed assessori in carica (i casi Corleone-Bisacquino insegnano!). Adesso, a saccheggio consumato, dicono tutti che non hanno soldi, che non possono farci niente. Ma agli operai senza salario nessuno pensa? Proprio nessuno? (d.p.)
FOTO. Un gruppo di operai ex Ciclat
Lo spreco della mafia
Maria Novella OppoI pochi spazi di discussione politica rimasti aperti in tv sono stati ovviamente dedicati nelle ultime ore alla notizia scioccante dell’arresto di Ottaviano Del Turco, che mette in causa tutta la gestione della Sanità. Un settore cui si rivolge tanta parte delle finanze pubbliche e che, chissà perché, nel governo Berlusconi non ha neanche un ministero. Le inchieste si accavallano e per lo più riguardano la destinazione dei fondi ai privati, che si arricchiscono, mentre lo Stato si impoverisce. E questo viene portato a riprova del fatto che il privato sarebbe più produttivo (per i privati, s’intende). Particolarmente interessante, l’altra sera a Primo piano, il dibattito tra il presidente della Regione Sicilia, Lombardo e il professor Marino del Pd. Nella scheda presentata da Mannoni si sosteneva che una fetta rilevante della sanità siciliana è in mano alla criminalità. Ma Lombardo ha subito voluto sminuire questo quadro scandaloso, sostenendo che si tratterebbe solo di sprechi da correggere. Ecco, bravo: il primo spreco è la mafia. (L'Unità, 16 luglio 2008)
Berlusconi: giustizia da rivoltare: «Voglio immunità parlamentare»
Incontrando gli Europarlamentari di Forza Italia, Berlusconi torna al suo argomento preferito: come fermare i magistrati. Annuncia una «riforma radicale della giustizia». E detta: «Serve subito immunità parlamentare, separazione delle carriere, riforma del Csm. Sono determinatissimo». Di Pietro: «Un progetto criminale uguale a quello della P2». Il ministro ombra della Giustizia del PD Lanfranco Tenaglia: così della giustizia rimarranno solo macerie. L'Anm: riducono l'autonomia e puntano al controllo politico.
Festino S. Rosalia 2008. Palermo, il sindaco Diego Cammarata bersaglio della sinistra
Sotto accusa il sindaco di Palermo, reo di non aver partecipato alle celebrazioni del Festino di Santa Rosalia per non alimentare le proteste dei senza casa. Unanime il coro: "Un'assenza storica, si dimetta".PALERMO - "Se il sindaco di Palermo non riesce nemmeno a partecipare al Festino di Santa Rosalia e fugge dalla Cattedrale perchè è incapace di affrontare le giuste proteste dei senza casa o le manifestazioni contro le tasse inventate per fare cassa vuol dire che è delegittimato anche dal popolo che lo ha eletto. Cammarata farebbe bene a trarne le ovvie conseguenze e a dimettersi". LEGGI TUTTO
domenica, luglio 13, 2008
Corleone: 1952-56. Carmelo Pennino, il medico-sindaco che costruì la nuova Città
(dino paternostro) Faceva caldo quella sera del 5 luglio 1953 nella sala consiliare del comune di Corleone. E non solo perché era luglio. C'era da discutere e da votare la «Proposta di inserzione all'ordine del giorno del voto di sfiducia al sindaco». Ma perchè, a poco più di un anno, dalle elezioni comunali della primavera del 1952 la maggioranza di centrodestra (Dc-Msi) era già in crisi? Perchè il giovane sindaco Carmelo Pennino fu costretto a ritirare la delega di vicesindaco al prof. Vincenzo Mancuso, che pure aveva ottenuto il doppio dei voti di preferenza? La ricostruzione di un "pezzo" di storia dimenticata di Corleone... LEGGI TUTTOLa presentazione del libro "Oh! Animosa Civitas" del prof. Carmelo Pennino
“Oh! Animosa Civitas. 1952-1956. Testimonianza di un’epoca”. E’ il titolo del libro del Prof. Carmelo Pennino, già sindaco di Corleone che è stato presentato ai cittadini di Corleone sabato 21 giugno 2008.
Gia dal titolo possiamo notare l’attaccamento dell’autore alla sua città natale, un attaccamento che, pur in mezzo a mille esperienze professionali non è mai venuto meno, neanche per un istante. LEGGI TUTTO
Il caso del gay a cui era stata ritirata la patente. Per fortuna c'è sempre un giudice a Berlino.
Cosa c'entri la patente di guida con i propri orientamenti sessuali è un quesito che, per chiunque sia dotato di un minimo di buon senso, non ha né capo né coda. Non è stato così, invece, per gli ufficiali medici dell'Ospedale militare di Augusta e per i funzionari della Motorizzazione civile. Per i quali, nel 2001, Danilo Giuffrida – «reo» di avere dichiarato alla visita di leva di essere gay – non era in possesso dei «requisiti psicofisici richiesti» per la patente di guida che fu sospesa in attesa di una revisione all'idoneità. Aldo Gabrielli, autorevole linguista, spiega, alla voce idoneità del suo dizionario della lingua italiana, che il termine significa «Carattere di chi, di ciò che è idoneo ad una determinata attività» e alla voce idoneo, se riferito a persona, «che ha i requisiti necessari per esercitare una determinata attività». Stando agli ufficiali medici di Augusta, per guidare un'automobile il requisito richiesto è essere maschi – così come nel caso delle donne – eterosessuali e di sicuro affidamento. Tutti quelli che non rientrano in questo canone assoluto non possiedono i «requisti psicofisici richiesti».La vicenda sembrerebbe incredibile, ma è vera, come accade, purtroppo, in molte delle storie del Bel Paese. Vera come la sentenza del giudice catanese Ezio Cannata Baratta che ieri ha condannato i Ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire Danilo Giuffrida per i danni subìti da un'iniziativa sanzionata precedentemente dal Tribunale amministrativo regionale. Per fortuna c'è sempre un giudice a Berlino.La Sicilia, 13.07.2008
Il boss Leoluca Bagarella violento in carcere: ferisce e minaccia altri boss
SPOLETO (PERUGIA) - ll boss stragista Leoluca Bagarella, durante la sua permanenza al 41 bis nel carcere di Spoleto, è stato protagonista di una serie di episodi violenti. E' stato condannato a un anno di reclusione dal tribunale di Spoleto per avere gettato dell'olio bollente contro un altro detenuto del carcere di Maiano procurandogli ustioni in diverse parti del corpo.La sentenza - riportata oggi da alcuni giornali locali - è relativa a un episodio avvenuto nel 2005. Secondo la ricostruzione accusatoria Bagarella gettò l'olio bollente sull'altro detenuto impegnato nelle pulizie mentre questo passava davanti alla sua cella. Gli procurò così lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.Oltre ad aver lanciato il 24 aprile 2005 dell'olio bollente addosso a un altro detenuto, che è un boss della 'ndrangheta, minacciandolo di morte, per il quale è stato condannato a un anno di reclusione dal tribunale di Spoleto, ha pure aggredito il 28 settembre 2006 un agente della polizia penitenziaria.Il capomafia, senza alcuna ragione apparente, si è scagliato contro un assistente della polizia penitenziaria che gli aveva aperto il cancello della camera in cui era rinchiuso. Bagarella, trasferito in seguito nel carcere di Parma, ha proseguito anche in quell'istituto una serie di proteste, minacciando anche il direttore dell'istituto.12/07/2008
sabato, luglio 12, 2008
Antimafia sociale. Da ieri nuovo campo a Corleone. E Guglielmo Epifani scrive ai ragazzi...
Da ieri pomeriggio è attivo un nuovo campo di lavoro a Corleone. Vi invio la foto scattata alla stazione di campo di Marte pochi minuti prima della partenza. A loro si sono aggiunti altre volontarie siciliane, una ragazza sarda e tra pochi giorni arriveranno altri dell'Arci Ragazzi della Lombardia. Intanto ieri ci è pervenuta la lettera rivolta a tutti i volontari/e dal Segretario Generale della Cgil, Guglielmo Epifani.Questa lettera è per noi organizzatori molto importante ma sopratutto lo è per le Cooperative Sociali impegnate quotidianamente nei terreni confiscati alle mafie. Spesso la condivisione dell'impegno sociale offre l'opportunità per trovare l'entusiasmo e la forza di andare avanti. I nostri soci lavoratori ne hanno veramente bisogno, perché lavorare lì e allo stesso momento viverci con le proprie famiglie è una scelta di antimafia sociale vera, radicale e coraggiosa. Sentire e avvertire la forza dell'Unione di tanti è molto importante. Quindi un ringraziamento sincero a Guglielmo Epifani per la sua bellissima lettera e a tutte le strutture della CGIL che da sempre condividono con noi questa bellissima avventura, ma che quest' anno avvertiamo con molta più passione e forza. Un saluto a tutti,e,
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
giovedì, luglio 10, 2008
I pazienti erano morti ma per l'Asl ancora vivi
Catania: scoperti 21 mila casi di persone decedute ma rimaste in cura dal proprio medico di famiglia, che intascava i soldi dell'assistenza. Il danno erariale è valutato intorno ai 4 milioni di euroCATANIA - Erano morti da anni, alcuni anche da diversi decenni, ma i loro medici di famiglia hanno continuato ad essere pagati per la loro assistenza dall'Azienda sanitaria.Sono circa 21 mila i casi di persone decedute ancora in 'cura' scoperti dalla guardia di finanza di Catania che ha eseguito controlli incrociati su oltre un milione di cittadini. Secondo le Fiamme gialle il danno all'erario sarebbe di circa 4 milioni e 200 mila euro, per gli ultimi cinque anni.Gli accertamenti hanno permesso di scoprire che molti pazienti passati a miglior vita hanno goduto dell'assistenza medica per un periodo superiore a 35 anni, senza che nessuno si accorgesse della loro morte.Per le indagini i militari si sono avvalsi dei dati forniti dalla stessa Ausl 3 relativi agli assistiti e quelli provenienti dai vari uffici Anagrafe dei Comuni della provincia. I medici di famiglia incassano mensilmente circa 6 euro per ogni paziente assistito.I dati delle indagini sono stati trasmessi al vaglio della Corte dei conti per le valutazione dei profili di responsabilità amministrativa per danno erariale, mentre si sta valutando l'ipotesi di profili di rilievo penale.
10/07/2008
Accordo Unipol Banca e Unifidi Sicilia: nasce un fondo da cinque milioni per sostenere le coop che gestiscono beni confiscati alla mafia
Un fondo da cinque milioni di euro per le cooperative che gestiscono patrimoni confiscati alla mafia. L’iniziativa è frutto dell’accordo fra Unipol Banca e Unifidi Sicilia, che con il sostengo di CNA Sicilia e Legacoop Sicilia intendono agevolare in questo modo le iniziative imprenditoriali impegnate a riportare nella legalità i beni confiscati. Le coop che gestiscono patrimoni sottratti alla mafia, infatti, spesso non sono nelle condizioni di fornire le garanzie necessarie ad ottenere prestiti dalle banche. LEGGI TUTTO
Prizzi. Presentato il libro "La Sicilia delle stragi"
PRIZZI - «Le stragi e la strategia della violenza hanno segnato i passaggi più significativi della storia siciliana, fin dall’unità», ha detto martedì sera a Prizzi il prof. Giuseppe Carlo Marino, intervenendo alla presente del volume “La Sicilia delle stragi”, che contiene alcuni saggi scritti da studiosi ed esperti da lui coordinati. Ed ha aggiunto: «Basti pensare alla madre di tutte stragi, alla strage di Portella della Ginestra del 1° maggio 1947, dove hanno avuto un ruolo la mafia, certe frange politiche, forze neofasciste e probabilmente anche servizi segreti stranieri». «Comunque, si ha l’impressione – ha concluso lo storico siciliano - che la Cosa Nostra che abbiamo conosciuto fino all’arresto di Bernardo Provenzano sia destinata a scomparire. Ma sta per essere sostituita da un’organizzazione internazionale, alla quale interesserà meno il controllo del territorio e molto di più la capacità di inserirsi nei sancta sanctorum della finanza». LEGGI TUTTO
Cosa nostra ora è anche agenzia di collocamento
Caltanissetta: la cosca nissena dei Cammarata avrebbe imposto l'assunzione di operai all'azienda agricola Zonin con minacce e intimidazioni, quattro gli ordini di custodia cautelare CALTANISSETTA - La cosca mafiosa dei Cammarata di Riesi (Caltanissetta) avrebbe costretto, con minacce e intimidazioni, l'assunzione di operai da parte di un'azienda agricola della famiglia Zonin in Sicilia. Un modo per imporre il pagamento del pizzo da parte degli imprenditori alla mafia. LEGGI TUTTO
Archeologo. Isler lascia gli scavi di Monte Jato
Il professore svizzero va in pensione dopo 40 anni di lavoro nel sitoDopo 40 anni di lavoro come direttore degli scavi archeologici di Monte Jato, Hans Peter Isler, docente di archeologia dell'Università di Zurigo, va in pensione e lascia il sito che il professore ha contribuito in maniera determinante a far conoscere in tutto il mondo. Prima del suo ritorno in Svizzera, l'omaggio della Provincia regionale di Palermo. «Al professore Isler – ha detto il capo dell'amministrazione di palazzo Comitini, Giovanni Avanti – va la nostra gratitudine per l'immenso patrimonio di conoscenze, di passione e di amore per il nostro territorio che ci lascia oggi. Grazie al suo impegno e alla sua dedizione Monte Jato è diventato un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale, un libro di memorie che racconta la storia del Mediterraneo e una risorsa importante per lo sviluppo del turismo». LEGGI TUTTO
mercoledì, luglio 09, 2008
L'omicidio di Corleone. Arrestati dalla polizia Rosario Oliveri e il padre Leoluca
Corleone (*codi*) Sono stati arrestati dagli agenti della Polizia di Stato di Corleone e ristretti nel carcere dei Cavallacci di Termini Imerese: Rosario Oliveri 32 anni ed il padre Leoluca di 70. I due sono accusati dell’uccisione di Giuseppe Palazzo l’operaio forestale di 38 anni, che la mattina del sette luglio stava arando un terreno confinante con un podere degli Oliveri quando, sceso dal suo mezzo agricolo è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco. LEGGI TUTTO
I ragazzi corleonesi al campo di lavoro di Pistoia: adesso sulla via del ritorno...
A scrivere il diario della giornata oggi non sono i ragazzi, in questo momento stanno affrontando il viaggio di ritorno Firenze – Palermo in treno, ma sono io, Libero. La mattina comincia presto sveglia alle 8,00 colazione e pulizie generali dell’alloggio . I ragazzi divisi in gruppi puliscono, piegano le brande, riportano sedie e tavoli nei vari circoli arci.Una mattinata di duro lavoro per lasciare tutto come abbiamo trovato. Alla fine stanchi e affamati verso le 13,30 tutti a pranzo al circolo Bugiani per poi passare il pomeriggio a giro per Pistoia. LEGGI TUTTO
7 luglio 2008
I volontari corleonesi alla festa della Cgil a Pistoia: un'esperienza fantastica
E così anche l’ultimo giorno è presto arrivato (troppo presto). Tra poche ore diremo un grande “ARRIVEDERCI” (non è un addio) a questa grande e bella esperienza qui a Pistoia. Forse voi non ci credete ma questi 15 giorni sono passati velocemente, forse perché ogni giorno c’era qualcosa di nuovo da scoprire e un misto di divertimento e serio impegno. La mattina si è presto conclusa, infatti svegliatici non troppo presto, siamo partiti subito per Sant’Anna di Stazzema. Arrivati un po’ in ritardo, visto che Marco non voleva seguire le indicazioni del navigatore satellitare, abbiamo organizzato un fantastico pic nic, dove noi ragazzi, i coordinatori del campo, e alcuni collaboratori abbiamo scherzato e mangiato in allegria; poi tutti abbiamo ascoltato il racconto di Renzo Corsini(ANPI Pistoia) e Alberto Magli (partigiano combattente presidente ANPI Pistoia), che con un ancora vivo sentimento patriottico ci hanno raccontato in breve la storia di quel periodo e il tragico evento che lì a Sant’Anna si era consumato. LEGGI TUTTO06/07/08
lunedì, luglio 07, 2008
Omicidio a Corleone, due fermati
Corleone (*codi*) Un banale dissidio per motivi di confine, sarebbe alla base dell’omicidio di Giuseppe Palazzo, l’operaio forestale di 38 anni raggiunto da uno o più colpi di fucile al petto sparati presumibilmente da Rosario Oliveri 32 anni, allevatore e proprietario di un fondo confinante con la proprietà della vittima. Ancora non chiara la dinamica esatta dei fatti che gli uomini del commissariato di Polizia di Stato diretti dal dottor Filippo Calì stanno cercando di ricostruire. (nella foto: la vittima Giuseppe Palazzo)Domani a Prizzi, le stragi siciliane
Carissimo Direttore ho letto il tuo saggio " La lunga strage dei contadini (1944-1965) inserito nel libro " La Sicilia Delle Stragi a cura di Giuseppe Carlo Marino. Davvero eccezionale! Hai onorato la memoria ed il coraggio di tutti coloro che hanno voluto rompere il senso di "servitù antica" e lottato per la giustizia sociale.Messa in sequenza da un filo logico e dal concetto (nuovo) di "strage premeditata" per evitare l'avanzata delle forze sociali democratiche ed alternative al solito sistema di potere parassitario e mafioso, la lunga strage dei contadini poveri del dopoguerra, è da te ben descritta e fa effetto: 21 anni di guerriglia... contro chi chiedeva "pane" e si rispondeva col piombo… mostrano davvero le peculiarità delle stragi siciliane: "perfide" e "premeditate", come sostiene il Professore Carlo Marino .
I morti di prima, sommati a quelli di dopo, bastano ed avanzano per capire "l'angoscia del silenzio" di cui parla nell'altro saggio il giudice Ingroia e la "pedagogia della paura" di cui parla il Professore Salvatore Vaiana in un altro ancora.
Davvero un libro da proporre alle scuole, poiché penso che, parlare di legalità ai ragazzi senza basi di memoria collettiva, non abbia assolutamente senso. Grazie ancora a nome di chi è sordo ai richiami angosciosi di una democrazia debole e morente. Spero che domani, in occasione della presentazione del libro a Prizzi, si avii una grande occasione di riflessione e di dibattito.
Prof.ssa Rosetta Faragi
Assessore P.I e legalità Comune di Prizzi
venerdì, luglio 04, 2008
Giovedì 3 luglio, una bella giornata per Corleone!
Una bella giornata, una giornata da ricordare, quella di ieri a Corleone. Infatti, è stata intitolata ad Antonino Caponnetto la sede della coop sociale “Lavoro e non solo”, un immobile confiscato a prestanomi del boss mafioso Totò Riina, che adesso ospita i soci lavoratori della coop e i giovani toscani, che vengono a lavorare volontariamente sui terreni dove un tempo scorazzavano indisturbati le “famiglie” di Cosa Nostra. E la “madrina” della cerimonia non poteva che essere lei, “nonna Betta”, Elisabetta Baldi, vedova del giudice Caponnetto, “nonno Nino”. Al suo fianco il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, l’attuale presidente del Consorzio “Sviluppo e Legalità” Enzo Di Girolamo, sindaco di Altofonte, il sindaco di Corleone Nino Iannazzo, il responsabile del progetto “Liberarci dalle spine” Maurizio Pascucci, e loro, le ragazze e i ragazzi della Toscana e adesso pure della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia Romagna, che partecipano al primo campo di lavoro e di studio del 2008. Non era e non è un fatto banale o scontato che a Corleone, la “patria” di tanti feroci boss di Cosa Nostra, si confischino i loro beni, li si assegnino ad una cooperativa sociale, la quale di mostra disponibile a riceverseli e ad utilizzarli. Se questo accade è perché qualcosa di profondo sta cambiando. Col contributo dei corleonesi, dei siciliani e degli italiani che da tempo (e sempre più numerosi) ci costituiscono “parte civile” contro la mafia, e si dichiarano disponibili a costruire “un altro mondo”. (d.p.)
giovedì, luglio 03, 2008
LIBERA! Ingrid Betancourt torna a casa
di Guido PiccoliIngrid Betancourt libera. Pochi mesi fa non ci credeva più nessuno. Sembrava che stesse morendo, che avesse finito la riserva di speranza. Ed era anche prigioniera di un destino che sembrava fatale. Era stata condannata a stare ancora nella selva a pagare colpe non sue, per un conflitto diventato senza regole. Intanto nel mondo era diventata famosa, compatita, ammirata, trasformata in icona. Ma anche assurta ad una fama che avrebbe potuto ammazzarla. Ingrid era infatti il vero jolly nelle mani delle Farc, mentre gli altri sequestrati e i prigionieri di guerra erano importanti soltanto per i loro familiari. LEGGI TUTTO
"Un'altra storia" per Rita
La Borsellino mette la sua associazione al servizio dei partiti e punta a recuperare il dialogo con i cittadini: "Anche l'antipolitica ha bisogno di una sua progettualità". ROMA - È già nata in Sicilia qualche tempo fa, dal movimento che sostenne la sua candidatura alla regione Sicilia, ma ora Rita Borsellino vuole far diventare la sua associazione politica "Un'altra storia" un soggetto plurale federato e federativo che non sia contro i partiti, ma a loro vantaggio, visto che l'obiettivo è quello di "offrire dei luoghi della politica" per recuperare quel rapporto con i cittadini-elettori ridotto ormai ai minimi termini ("Come dimostra anche l'alto tasso di astensionismo delle ultime elezioni"). LEGGI TUTTO
Valle dei templi ai privati. Il Partito Democratico attacca: "Che orrore"
Grandi polemiche sulla proposta dell'assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia, Antinoro, che punta a "rendere il più possibile redditizia la gestione dei principali siti dell'Isola". Durissima l'opposizione: "Dopo il presente, vogliono toglierci pure il passato". LEGGI TUTTO
Il pane è troppo caro? Allora me lo produco io
I prezzi alle stelle, secondo la Coldiretti, stanno spingendo i consumatori siciliani a preparare in casa filoni e mafalde: bastano un po' di farina e qualche elettrodomestico. E la gente si scambia consigli attraverso internetPALERMO - Negli ultimi mesi il prezzo del grano siciliano è passato da 50 centesimi a 28 centesimi al chilo. Una diminuzione che non ha riguardato né il pane né la pasta che, anzi, come rilevano i dati Istat diffusi recentemente, rincarano. "Per acquistare i due alimenti indispensabili - secondo quanto rileva la Coldiretti siciliana - una famiglia di quattro persone, con due bambini, spende in media 80 euro al mese, cifra che cresce fino circa a 120 euro nel caso in cui i figli sono adolescenti". Secondo la Coldiretti la ricerca del risparmio sta spingendo sempre più consumatori a produrre in casa il pane come dimostra l'incremento degli acquisti degli elettrodomestici che impastano e cuociono i filoni garantendo una netta economia in quanto gli ingredienti sono pochi e semplici: farina, lievito, acqua e sale.Con un chilo di farina di grano duro che al supermercato costa 1,50 si ricava circa 1,3 chili di prodotto. L'ingrediente primario costa meno se si acquista direttamente al mulino: un euro per arrivare anche a 90 centesimi o 80 nel caso in cui le quantità aumentano. "Anche in internet - dice la Coldiretti - si moltiplicano le opinioni di consumatori che si scambiano ricette, trucchi e segreti per cuocere un buon sfilatino, un alimento che non può mancare nella tavola dei siciliani e che rappresenta una pietra miliare della tradizione isolana come confermano le tante ricette che hanno come base una pagnotta rafferma e che cambiano a seconda delle zone. Dal pane cotto con l'alloro o fritto con le uova, a quello duro ammorbidito nel latte o con lo zucchero, allo stesso sfincione palermitano, crosta e mollica non si sprecano mai". (02/07/2008)
Nel quartiere Zen di Palermo, pizzo anche su acqua e luce
Nel quartiere popolare di Palermo gli affiliati al clan Lo Piccolo chiedevano soldi ai residenti con la minaccia di interrompere l'erogazione dei servizi fondamentali. Venti gli ordini di custodia cautelare. LEGGI TUTTO
Intercettazioni. Il capogruppo di IdV Donadi: "Ma Clinton non ha fatto ministro la Lewinsky"
Il capogruppo Idv alla Camera: Nuove intercettazioni, Donadi: "Deve prevalere l'informazione". Carfagna: "Non mi occupo di gossip, non fa parte della delega del mio ministero"ROMA - "E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo, la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no? Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo è molto labile, credo che l'informazione debba prevalere". Così il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi commenta l'ipotesi che tutte le intercettazioni effettuate dalla Procura di Napoli vengano pubblicate. E fa un paragone con "i cittadini americani", che "hanno potuto sapere tutto e dare un giudizio sulla moralità del loro presidente. In questi casi - continua - non si possono mettere bavagli all'informazione". (3 luglio 2008)
Prem Rawat al consiglio comunale di Corleone: «Oggi i cittadini americani guardano da un lato e l’amministrazione Bush dall’altro».
di DINO PATERNOSTROQuella di ieri è una giornata importante per la città di Corleone. Da qualunque prospettiva lo si guardi, il tema della pace è uno di quelli che sta sicuramente a cuore a tutte le donne e a tutti gli uomini di buona volontà. Prem Rawat ne ha parlato a lungo, con serietà e competenza, tanto da farsi ascoltare da tutti con grande interesse. Mister Rawat ha onorato della sua presenza anche il consiglio comunale, dove è stato ricevuto nel corso di una seduta straordinaria, con cui si è voluto sottolineare l’importanza dell’evento. Il sindaco, il presidente del consiglio e i consiglieri che ne hanno sentito il bisogno sono intervenuti per ringraziare Prem Rawat della sua presenza a Corleone, nella storica sala consiliare dedicata a Bernardino Verro, martire dell’antimafia, e per rivolgergli qualche domanda. LEGGI TUTTO
mercoledì, luglio 02, 2008
Corleone ha accolto con gioia Prem Rawat e il suo messaggio di pace
Nel pomeriggio di ieri 2 luglio Prem Rawat è stato a Corleone, dove alle ore 18.00 è stato ricevuto dal Consiglio Comunale per ricevere la cittadinanza onoraria. alle 19.00 ha poi tenuto la sua conferenza in piazza Falcone e BorsellinoPrem Rawat, il guru della pace nella capitale di Cosa Nostra
L´iniziativa. Prem Rawat riceve oggi la cittadinanza onoraria di Corleone. Carovana di pullman da Palermo per seguire l´evento.Corleone sarà per un giorno capitale della pace. Questa volta Prem Rawat, guru indiano conosciuto con il titolo onorifico di Maharaji, porterà il suo messaggio nel luogo noto a livello internazionale per fatti di mafia. Dopo il grande successo al Teatro Massimo di Palermo lunedì sera, oggi pomeriggio sarà accolto dal sindaco del paese che alle 18, nella sala del Consiglio Comunale, gli consegnerà la cittadinanza onoraria. LEGGI TUTTO
martedì, luglio 01, 2008
"Totò Cuffaro fece un accordo criminoso con Borzacchelli"
Depositate le motivazioni della sentenza del processo alle talpe alla Dda. Secondo i giudici, l'ex governatore "non è stato un mero e passivo recettore di notizie, ma l'autore consapevole di un accordo con Borzacchelli finalizzato al disvelamento sistematico di notizie segrete su indagini in corso da parte dell'autorità giudiziaria". LEGGI TUTTO
I giudici: "Michele Aiello era organico a Cosa Nostra"
PALERMO - "Michele Aiello era un imprenditore di fatto organico all'organizzazione mafiosa all'attività di imprenditore organico a Cosa nostra e costituiva per Provenzano una pedina fondamentale del suo sistema di potere".È uno dei passi dedicati dai giudici della III sezione del tribunale di Palermo che hanno celebrato il processo alle cosiddette talpe alla dda di Palermo, all'ex manager della sanità privata Michele Aiello, condannato a 14 anni di carcere per associazione mafiosa."Aiello, dunque, - scrivono i magistrati - per la mafia non era un socio di fatto o un mero prestanome ma un punto di riferimento nel settore economico-imprenditoriale, tanto da divenire, con espressione usata dallo stesso Giuffrè (collaboratore di giustizia n.d.r.), il 'fiore all'occhiellò di Provenzano e dei mafiosi di Bagheria". LEGGI TUTTO
SCUOLA & GIOVANI. "Grembiule in classe? Perchè no". Gelmini: stop alla gara delle griffe
Il ministro dell'Istruzione possibilista: "E' una proposta interessante". Gli pisocologi concordano: "Cancella la competizione sugli abiti firmati"ROMA - Di nuovo scolari con il grembiule? "Perchè no", risponde il ministro all'Istruzione. E' possibilista il ministro Mariastella Gelmini. I grembiulini sono pratici e ugualitari. Allontanano dai bambini più piccoli il timore di sporcarsi ma, soprattutto, cancellano l'insana competizione sulle griffe. Sotto un grembiule nero spariscono le disparità sociali e si sviluppa "il senso di appartenza e l'orgoglio di andare a scuola", spiegano gli specialisti. LEGGI TUTTO
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