sabato, aprile 13, 2024

L’EX SINDACO SI RICANDIDA. La sfida di Pippo Cipriani per guidare Corleone: “Una nuova primavera”


Un ritorno nell’agone politico con l’obiettivo di far vivere « una nuova primavera a Corleone » . Le amministrative che si terranno in Sicilia contestualmente alle Europee dell’ 8 e 9 giugno e che vedranno impegnati al voto 37 centri nell’Isola, segnano il ritorno di Pippo Cipriani come candidato sindaco a Corleone. 

Cipriani ha già indossato la fascia tricolore nel Comune del Palermitano ( nel 1993 e nel 1997) che ha dato i natali, tra gli altri, a Totò Riina e Bernardo Provenzano nei difficili anni post stragi, quando la legge Rognoni- La Torre sul riutilizzo sociale dei beni sottratti a Cosa nostra era ancora lettera morta e le prime confische ai boss non erano nemmeno definitive. Fu così anche a Corleone, dove era stata confiscata la villa appartenuta alla famiglia Riina-Bagarella, che Cipriani adibì a locale scolastico per gli studenti dell’istituto agrario del paese. « Villa Riina era un bene confiscato non in via definitiva — ricorda adesso l’ex sindaco — Avevamo bisogno di dare dei locali agli studenti corleonesi, ma c’era anche un’altra ragione: l’urgenza di non lasciare all’incuria la villa, che era appena passata dalle mani di Cosa nostra a quelle dello Stato. Bisognava lanciare un segnale, in fretta. Feci un’ordinanza, era ancora tutto molto nebuloso, la famiglia ricorse al Tar che, però, si espresse in favore del Comune. Quando abbiamo preso possesso di questa casa, gli studenti hanno partecipato al trasloco con noi». 


La primavera di Corleone inizia in quel momento. Quando chi in paese dava ancora del lei a Ninetta Bagarella, moglie del boss stragista arrestato nel ’ 93, si ritrovò i propri figli a studiare dentro quella casa dai rubinetti d’oro, confiscata al boss e restituita ai giovani del paese. «Oggi è una stagione diversa » osserva il candidato sindaco, di area Pd, ma che guiderà una coalizione civica. «I nostri giovani ricordano il buono di questo paese, che ha dato i natali e ha visto il sacrificio del sindacalista Placido Rizzotto o di Bernardino Verro, il primo sindaco ucciso dalla mafia. Sono ragazzi che studiano al Cidma, il centro di documentazione che abbiamo creato in un altro bene confiscato alla mafia. Conoscono il percorso di rinascita di Corleone, al quale hanno contribuito persone come don Luigi Ciotti o Rita Borsellino. È un mondo e una stagione di cui i ragazzi e le ragazze fanno ancora memoria». 
Sono proprio i più giovani, vicini al Pd, ma anche al M5S, che hanno chiesto a Cipriani di guidare la coalizione. « Corleone è una cittàche resiste e che si apre a nuove esperienze, ma che è stanca » . Di cosa? « Di asfalto e marciapiedi rimessi a nuovo. Per carità, chi amministra è chiamato a fare anche quello, ma non si può ridurre l’azione amministrativa al solo rifacimento del manto stradale. Le elezioni sono un momento in cui si pensa al futuro, in cui si torna a discutere di inclusione, di cittadinanza, di migranti, di periferie, di povertà educativa. Si torna ad essere comunità. Tutto questo negli ultimi anni è mancato, si è pensato all’ordinaria amministrazione, ma non si è costruita un’identità collettiva. I giovani sentono parlare di questa primavera di Corleone dopo le stragi, con la nascita delle prime cooperative sociali e i consorzi per la gestione dei beni confiscati. Vogliamo far rivivere lo spirito di quella primavera di tanti anni fa. Ma non in una operazione amarcord — conclude — vogliamo che diventi un progetto nuovo e contemporaneo. E vogliamo farlo camminare sulle gambe delle nuove generazioni » . — m.d.p. 

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