mercoledì, febbraio 16, 2022

Sanità nel Corleonese: un grido d’allarme e un appello per difendere e potenziare il P.O. e i servizi sanitari del territorio

Il P.O. Dei Bianchi. A destra: la terza ala da definire 


Non siamo e non vogliamo essere un partito politico o un’associazione. Siamo semplicemente delle persone che vivono nella zona del Corleonese, che hanno ruoli sociali che permettono di comprenderne i problemi
. Siamo sindaci, sindacalisti, giornalisti, operatori sociali e professionali, che abbiamo sentito il bisogno di lanciare un grido d’allarme sullo “stato di salute” precario della sanità nella zona del corleonese. E proponiamo degli obiettivi da perseguire con l’impegno e l’unità di tutte le forze politiche, sociali e culturali di “buona volontà”, che hanno a cuore le sorti di questa zona interna, spesso dimenticata da chi manovra le leve di comando ai vari livelli. 
Invitiamo chi condivide il documento e gli obiettivi in esso indicati a firmarlo anche online, inviando una mail alla redazione di Città Nuove (cittanuove@libero.it). 

Nei prossimi giorni attorno a questo tema valuteremo la possibilità di organizzare  un’assemblea cittadina. 

Pippo Cipriani, Leo Cuppuleri, Cosimo Lo Sciuto, Elio Musacchia, Giuseppe Oddo, Dino Paternostro, Leonardo Spera

ECCO IL TESTO DEL DOCUMENTO:


SANITÀ NEL CORLEONESE: C’È URGENZA DI RISPOSTE CONCRETE PER LA DIFESA E IL POTENZIAMENTO DEL PRESIDIO OSPEDALIERO E DEI SERVIZI SANITARI

 

Dopo la constatazione dei disastri provocati dalla pandemia da COVID-19, aggravata dalla inadeguatezza delle nostre strutture sanitarie, è sicuramente corretta l’idea del governo nazionale di potenziare la sanità territoriale. 

Purtroppo, la “traduzione” in siciliano da parte del governo regionale appare inadeguata e condizionata da favoritismo e clientelismo politico che continuano ad alimentarsi attraverso le beghe interne alla maggioranza di governo! 

Noi avanziamo serie riserve sulla sostenibilità dello  stesso modello organizzativo degli Ospedali di Comunità (OdC), Case della Comunità (CdC) e Centrali Operative Territoriali (CoT). 

E comunque, piuttosto che lasciarsi guidare da criteri clientelari, sarebbe corretto nell’interesse dei cittadini-utenti realizzare un Ospedale di Comunità in uno dei comuni interni da scegliere tra Contessa Entellina, Giuliana o Roccamena, che sono i più distanti da Corleone e sono collegati da una viabilità assolutamente inadeguata. 

Rileviamo, comunque, che simili strutture sanitarie potrebbero avere un ruolo concreto e positivo solamente se avranno come riferimento territoriale dei Presidi Ospedalieri e dei Distretti Sanitari potenziati. 

Allo stato attuale, però, il P.O. dei Bianchi e il Distretto sanitario di Corleone si trovano in uno stato di sofferenza per le gravi carenze di organico e per i vuoti nella specialistica ambulatoriale. 

Occorre mettere in sicurezza il Punto Nascita  del P.O., ottenuto dopo durissime lotte degli operatori sanitari e della popolazione, che oggi rischia il collasso per l’assenza dei pediatri necessari per la sua funzionalità; occorre potenziare il servizio di cardiologia, attivare il servizio di ortopedia con posti letto, attivare l’U.O. di lungodegenza, così come previsto dall’atto aziendale approvato! Bisogna potenziare tutti i servizi distrettuali, a cominciare dal servizio di igiene pubblica, incrementare le ore di specialistica ambulatoriale almeno di ulteriori 60 ore settimanali, come chieste dal nuovo direttore del distretto 40. 

Per realizzare tutto questo diventa indispensabile concentrarsi sul completamento della la terza ala del P.O. dei Bianchi, i cui lavori sono da tempo finanziati, ma ancora con appaltati, per realizzare quella “Cittadella della Salute” di cui si parla da tempo ma ancora non realizzata. 

Gli spazi della terza ala, infatti, sono indispensabili per attivare un moderno pronto soccorso e la RSA

Potrebbero ospitare anche la Casa di Comunità che l’Asp pensa di realizzare a Corleone nei locali del consultorio, che appaiono assolutamente non idonei. 

Sono indispensabili, infine, per ospitare tutti i servizi distrettuali attualmente allocati in edifici in affitto, che all’Asp costano circa 100 mila euro l’anno. 

Riteniamo che solamente con una stretta sinergia tra servizi sanitari diffusi sul territorio e il Presidio Ospedaliero si potranno dare risposte concrete e tempestive al bisogno di salute delle nostre popolazioni, contrastando sempre più efficacemente la pandemia, di cui non ci siamo ancora liberati. 

Crediamo perciò  che il gioco della politica regionale stia facendo molto male ad una area già disagiata per tanti altri motivi. Proprio questo disagio facilita, forse, scelte di… estrema facilità! 

Se non si rafforzano i servizi ospedalieri dell’UNICO PUNTO SANITARIO DI ZONA il nuovo modello pensato con nuove case di comunità e ambulatori (che  condividiamo nel merito ma non nel metodo) rischia di non essere efficace!

Per questi obiettivi continueremo a batterci e invitiamo alla massima unità e alla mobilitazione le comunità locali (comuni, operatori, organizzazioni sindacali, forze politiche, associazioni).

 

Pippo Cipriani
ex sindaco di Corleone
dirigente Legacoop Sicilia

Leo Cuppuleri
dirigente aziendale Fp-Cgil

Cosimo Lo Sciuto

Segretario Cgil Corleone

Elio Musacchia
dirigente sanitario in quiescenza 
del servizio di Igiene Pubblica 

Giuseppe Oddo
sindaco di Campofiorito

Dino Paternostro
direttore di “Città Nuove”
responsabile Legalità Cgil Palermo

Leonardo Spera
sindaco di Contessa Entellina

 

Febbraio 2022

 

1 commento:

Unknown ha detto...

Buon giorno a tutti i Corleonesi di buona volontà e a quanti dovrebbero sentire il dovere perche' per elezione o preposti hanno il dovere umano ri rendere la zona del Corleonese piu' "ABITABILE e SANA"!! Ho letto il docuemnto e da semplice emigrato corleonese in Svizzera ( dove obiettivamente un appello del genere non sarebbe NECESSARIO farlo)...semplicemente mi allego e mi auguro che chi di dovere SI MUOVA! Dr. Leoluca Criscione, emigrato dal 1965 in Svizzera.