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lunedì, febbraio 21, 2022

Crisi Ucraina-Russia. Come e perché la propaganda neoimperialista offende la ragione e alimenta un coro di irragionevolezza


GIUSEPPE CARLO MARINO

Ogni volta che insorgano pericoli di guerra nel mondo, se si è dotati di un po’ di intelligenza si riesce a vedere come tutti gli argomenti che entrano in gioco ad alimento della conflittualità sono platealmente irrazionali. 

E l’irresponsabilità prevale sui richiami e sugli appelli alla RAGIONEVOLEZZA. Nel collegato tentativo di trovare un “colpevole” del conflitto, la faziosità delle parti che si fronteggiano è tale da fare smarrire ogni istanza di verità. 

Ora, nel caso della crisi ucraina, la RAGIONE suggerirebbe di ritenere arrogante e  sconsiderata la pretesa che la Russia accetti senza reagire il tentativo della NATO di puntarle contro, a distanza ravvicinata,dalla confinante Ucraina,  il suo apparato militare con la carica minacciosa dei suoi missili a testate nucleari. 

Gli americani non tollerarono affatto che i russi tentassero di sottoporli, nel 1962 da Cuba,  ad analoghe minacce. Perché adesso i russi dovrebbero essere più tolleranti? Perché dovrebbero astenersi dal contrastare  l’espansionismo (peraltro fuori tempo)  della NATO, ovvero dell’impero americano?  Ma oggi proprio gli eredi di quelli  che nel 1962, di fronte al tentativo russo di impiantare i loro missili a Cuba  alzarono il loro  allarme a difesa degli USA minacciati, adesso, in nome dei  diritti di sovranità dell’Ucraina nazionalista, pretenderebbero adesso dalla Russia (per quanto sia invero detestabile e infido il suo attuale governo autocratico molto lontano dai criteri della democrazia) l’accettazione  di quanto allora ritenevano  inaccettabile per gli USA. Forse che nel 1962 la Cuba di Fidel Castro aveva meno diritto alla sua sovranità dell’odierna Ucraina?  Basterebbe che la NATO si astenesse, con una chiara e definitiva decisione formale, dai suoi evidenti propositi espansionistici e il clima della pace sarebbe  subito ripristinato in Europa e nel mondo. Ma desiste dal farlo. Ed ecco, purtroppo, sulla gran parte dei giornali italiani e nelle televisioni quel coro gracchiante e servile che, al seguito della propaganda neoimperialistica americana, insiste nella difesa di  DEMOCRAZIA UCRAINA (che di per sé non è più “democratica” di quanto lo sia la Russia putiniana!). Ma non sembra che la Ragione abbia più vita facile sul nostro pianeta.

21/2/2022

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