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| Il casolare dove presumibilmente venne ucciso Peppino Impastato |
Siamo lieti che, dopo anni di richieste
andate a vuoto e di mobilitazioni, il casolare dove Peppino Impastato è stato tramortito
o ucciso venga espropriato e diventi un luogo della memoria, uno dei percorsi
obbligati per conoscere da vicino una delle storie più significative dell’impegno
antimafia negli ultimi decenni.
Ci auguriamo che i lavori vengano fatti al
più presto, ponendo fine a uno scempio che è durato per troppo tempo, con un
impegno unitario, evitando contese e competizioni.
Il Centro siciliano di documentazione, sorto
nel 1977 e successivamente dedicato a Peppino Impastato, ha avuto, accanto ai
familiari che hanno fatto una scelta storica, rompendo con la parentela
mafiosa, e ai suoi compagni di militanza, un ruolo fondamentale nel salvarne la
memoria da chi voleva farlo passare per terrorista e suicida e nell’ottenere
giustizia, con le condanne dei responsabili del delitto e con la relazione
della Commissione parlamentare antimafia sul depistaggio delle indagini,
operato da rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine. Un
fatto unico nella storia del Parlamento dell’Italia repubblicana. E vogliamo
ricordare che è stata una battaglia durata molti anni, condotta per un lungo
periodo nel pieno isolamento.