6/16/2011

La Cgil di Palermo esprime soddisfazione per l'acquisizione del feudo "Verbumcaudo"

La manifestazione di giugno della Cgil a Verbumcaudo
(ANSA) - PALERMO, 16 GIU - ''Esprimiamo soddisfazione per la disponibilita' espressa dall'assessore regionale Armao al Prefetto Mario Morcone, che guida l'Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati, di acquisire al patrimonio della Regione siciliana il feudo di Verbumcaudo''. Lo dice il segretario generale della Cgil Palermo, Maurizio Cala', commentando la decisione dell'assessore Armao, presa dopo un incontro con il sindacato, di chiedere all'Agenzia nazionale per i beni confiscati l'acquisizione del feudo di Verbumcaudo, appartenuto al boss Michele Greco e situato nel territorio di Polizzi Generosa (Pa), al patrimonio della Regione, pagando il debito residuo con Unicredit. ''E' un atto importante che, non solo riconsegna in modo definitivo quelle terre alla proprieta' pubblica, sottraendola alla mafia, ma ci da' la possibilita' di riutilizzarle sul piano istituzionale e sociale per produrre economia e lavoro legale in un luogo che e' stato per molti decenni territorio gestito dalle famiglie mafiose'', aggiunge. ''E' la conclusione di una battaglia importante per la Cgil importante - conclude - perche' estremamente significativa a tal punto da aver generato tensioni e minacce subite da personaggi politici e sindacalisti. A questo punto e' necessario che i Comuni delle Madonie, con i quali ci sono gia' stati alcuni incontri, costituiscano il Consorzio di sviluppo e legalita', cui la Regione dopo l'acquisizione consegnera' il bene per la gestione''. “Dopo ore e giorni difficili, oggi la politica quella con la P maiuscola da una risposta importante e responsabile in direzione della legalità per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie”, dice Vincenzo Liarda, il dirigente della Cgil più volte minacciato dalla mafia. (ANSA).

Giuliano, gli indumenti del bandito non sono utili per l'estrazione del Dna. Resta il giallo sull'identità del cadavere riesumato

Salvatore Giuliano
Resta ancora senza risposta il giallo su Salvatore Giuliano. Dai reperti certamente attribuibili al bandito, analizzati su disposizione della Procura di Palermo dai medici legali incaricati di accertare se quello sepolto sia il corpo del''re di Montelepre'', non e' possibile estrarre il dna utile a una comparazione col profilo genetico del cadavere riesumato nei mesi scorsi. Un nuovo nulla di fatto di cui la Procura e' stata informalmente avvisata dai consulenti che non hanno ancora depositato, pero', la loro relazione. Gli ulteriori accertamenti vennero disposti dopo che il pool di tecnici informo' i pm, che sulla morte di Giuliano hanno aperto un'inchiesta, di non essere riusciti a raggiungere una conclusione certa dalla comparazione del dna del cadavere, riesumato con quello del nipote del bandito, Biagio Sciortino. Per dissipare i dubbi, allora, i magistrati palermitani che stanno cercando di verificare se, come denunciato in alcuni esposti, il corpo sotterrato nel cimitero del paesino del Palermitano sia di un'altra persona uccisa e messa li' per simulare la morte del bandito, decisero di delegare alla Scientifica il prelievo di alcuni oggetti - un cuscino, una cintura e una canottiera - appartenuti con certezza a Giuliano e custoditi in parte da familiari, in parte nel museo della cittadina. I reperti, pero', non sarebbero utilizzabili. Nella loro prima relazione gli esperti raggiunsero, invece, una conclusione interlocutoria sostenendo che il corpo sepolto e riesumato avrebbe legami di parentela con Sciortino, ma sarebbe impossibile allo stato stabilire il grado di vicinanza. Il pool di medici legali effettuo' anche uno studio sulla comunita' di Montelepre dell'epoca composta da un numero ristretto di persone spesso imparentate tra loro. Nulla esclude, dunque, che quello sepolto sia un parente lontano di Giuliano messo al posto del bandito fuggito, come sospettano alcuni, negli Usa. Al fascicolo di indagine, che ipotizza il reato di sostituzione di cadavere, si sono aggiunti i ritagli di un giornale americano degli anni '50 in cui si sosteneva che il bandito all'epoca in cui tutti in Italia lo credevano morto, in realta', viveva negli Usa. Spetta ora alla Procura, dopo il deposito della consulenza, decidere se andare avanti con l' indagine e disporre nuovi accertamenti tecnici. (Ansa Legalità)

Palermo, il prefetto Giuseppe Caruso è il nuovo direttore dell’Agenzia per i beni confiscati

Il prefetto Giuseppe Caruso
PALERMO - Il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, è il nuovo direttore dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Prenderà il posto del prefetto Mario Morcone, che si era candidato sindaco a Napoli, ma non aveva superato il primo turno delle amministrative ed era tornato a dirigere l'Agenzia. È stato deciso dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro del'Interno, Roberto Maroni. A Morcone è stato assegnato l'incarico di riorganizzare l'esercizio delle funzioni di rete delle Prefetture.

Adesso noi corleonesi vogliamo l’acqua pubblica

GIUSEPPE CRAPISI
A Corleone c'è stata una straordinaria partecipazione ai referendum del 12 e 13 giugno, addirittura al di sopra delle nostre aspettative. Ovviamente ciò frutto di un clima nazionale che sta cambiando ma anche frutto di una battaglia, che ha visto tra gli altri noi di Corleone Dialogos, contro la decisione del Sindaco e degli assessori di Corleone di regalare le nostre reti idriche ad APS. LEGGI TUTTO

6/15/2011

Partono i campi antimafie anche in Calabria

Il sopralluogo dello Spi Cgil e dell'Arci
Ieri è stata la giornata del sopralluogo in Calabria insieme allo Spi Cgil Nazionale. Abbiamo iniziato con un incontro molto serrato alla Camera del Lavoro di Reggio Calabria insieme alla sua Segretaria Generale e ad un buon gruppo di dirigenti dello Spi Cgil del territorio. Qui con il Segretario dell'Arci di Reggio Calabria abbiamo definito gli obiettivi e le finalità oltre a ripercorrere insieme gli aspetti programmatici e organizzativi sia di Melito Porto Salvo che di Riace. Quindi insieme all' istancabile compagno dello Spi Cgil Valdimiro ci siamo diretti a Melito Porto Salvo per un sopralluogo sui terreni confiscati e alla villa del mafioso Iamonte. Erano tre anni che non tornavo in quel territorio e come spesso mi capita ho visto cose trasformate, luoghi modificati: segno evidente e concreto che pur nelle tante difficoltà le Cooperative che operano sui terreni confiscati sono riuscite ad andare avanti; a segnare concretamente la svolta. La presenza di un agrumeto in produzione e dei locali della villa Planica alla loro ristrutturazione definitiva mi hanno riempito di gioia e di una profonda speranza nutrita dal tanto impegno di tanti giovani calabresi che in questi anni non si sono arresi. Qui arriveranno 56 volontari dalla Toscana, la Lombardia e dall'Emilia Romagna oltre allo Spi Cgil di Piacenza. LEGGI TUTTO

Acqua: Panepinto (Pd): "Dopo l'esito del referendum, l'Ars approvi riforma entro l’estate!"

“La schiacciante vittoria dei ‘SI’ ai referendum sull’acqua impone una forte accelerazione del percorso di ripubblicizzazione: l’Ars approvi entro l’estate la riforma, sulla base dei disegni di legge già presentati e della norma inserita dal PD nella finanziaria 2010”. Lo dice Giovanni Panepinto, deputato regionale del PD, che domattina alle 10 parteciperà nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni alla conferenza stampa dei Comitati e del Forum per l’acqua pubblica in Sicilia. “Abbiamo un’occasione storica – aggiunge Panepinto – che impone una seria riflessione: se è vero, infatti, che dobbiamo ripubblicizzare la gestione delle risorse idriche, è anche vero che non dobbiamo ripercorrere gli errori del passato che la Sicilia ha visto sotto la gestione dell’Eas”.
Palermo, mercoledì 15 giugno 2011

Spagna: il movimento degli "indignados"

Un video molto interessante, che ci aiuta a capire come è nato il movimento degli "indignados" in Spagna. GUARDIAMOLO!

6/14/2011

Corleone. La città affoga e il sindaco va a... mare!

Il sindaco Iannazzo
Incredibile! A Corleone gli operai dell’Ato rifiuti non possono lavorare perché hanno i mezzi fuori servizio (autocompattatori e gasoloni), che nessuno fa riparare; i rifiuti già da un mese vengono raccolti da una ditta privata a colpi di 800 euro ai giorno, pagati dal comune, che dovrà pagare anche la quota di servizio all’Ato; piuttosto che provare a riparare i mezzi, il comune si appresta a rinnovare per un altro mese l'affidamento a privati della raccolta dei rifiuti (ancora - se dicono la verità! - ad 800 euro al giorno); la raccolta differenziata, avviata nei mesi scorsi, è stata abbandonata: nessun operaio passa più a ritirare i sacchetti e la gente nemmeno li mette più davanti la porta; agli operai e agli impiegati dell’Ato rifiuti non è stato ancora pagato lo stipendio di maggio. L’amministrazione comunale ha accumulato quasi 400 mila euro di debiti l’anno con l’Ato. Nel bilancio 2011, in maniera incosciente, ha previsto solo 1 milione e 50 mila euro come costo del servizio, a fronte della cifra notificata (e dal comune non contestata) dall’Ato di 1 milione e 640 mila euro. Una situazione disastrosa, drammatica, che potrebbe trascinare il comune al dissesto finanziario. Ma di fronte a tutto questo, sapete cosa fa il sindaco di Corleone, dott. Antonino Iannazzo? Se ne va tranquillamente a mare per dieci giorni! A “rinfrescarsi”, a nuotare, a rilassarsi. Ma come ci riesce, conoscendo i problemi drammatici che ha lasciato a Corleone? Oppure non ne ha coscienza?! Forse è andato a mare per non avere la tentazione di votare per i referendum. Ma adesso qualcuno potrebbe dirgli che può tornare. Tanto, i cittadini di Corleone a votare ci sono invece andati ed hanno sommerso con una montagna di “si” il sindaco che ha privatizzato l’acqua, “regalando” (per motivi molto nobili!) le reti idriche ad Aps! (d.p.)

Referendum: Giannopolo (Forum acqua): "L'Ars esamini subito il ddl sulla ripubblicizzazione"

"Il risultato del referendum sull’acqua segnala anche in Sicilia la necessità di salvaguardare la gestione pubblica delle risorse idriche: per questo chiediamo all’Ars di esaminare immediatamente il disegno di legge, che nasce anche da un’iniziativa popolare, che rende possibile la ripubblicizzazione del servizio idrico e le revoche degli affidamenti già in essere”. Lo dice Domenico Giannopolo, del coordinamento regionale Enti Locali – Forum acqua. “In questo modo – aggiunge – sarà anche possibile l’affidamento ai comuni e alle gestioni preesistenti delle risorse finanziarie spettanti alla Sicilia per le infrastrutture fognarie e depurative”. “Ma questo risultato referendario – conclude Giannopolo - a Palermo assume un valore doppio, perché sottolinea la gestione ‘fallimentare’ del servizio idrico da parte del privato APS, ragione in più per ripensare la gestione privatistica dell’acqua a Palermo ed in provincia”. Palermo, martedì 14 giugno 2011

Il flauto magico spezzato

di EZIO MAURO IL FLAUTO magico si è spezzato, gli italiani dopo vent'anni rifiutano di seguire la musica di Berlusconi. Quattro leggi volute dal premier - una addirittura costruita con le sue mani per procurarsi uno scudo che lo riparasse dai processi in corso - sono state bocciate da una valanga di "sì" nei referendum abrogativi che hanno portato quasi 27 milioni di italiani alle urne. E la partecipazione è il vero risultato politico di questo voto. Berlusconi, come Craxi, aveva invitato gli italiani a non votare, andando al mare, e gli italiani gli hanno risposto con una giornata di disobbedienza nazionale scegliendo in massa le urne, dopo quindici anni in cui i referendum non avevano mai raggiunto il quorum. Una ribellione diffusa e consapevole, che dopo la sconfitta della destra nelle grandi città accelera la fine del berlusconismo, ormai arenato e svuotato di ogni energia politica, e soprattutto cambia la forma della politica nel nostro Paese. LEGGI TUTTO

I DUE POLI DEL FUTURO SICILIANO: PORTAEREI E HUB ENERGETICO

di Agostino Spataro
Sommario:
l’Isola diventa portaerei della Nato; la Sicilia, l’Italia e la guerra in Libia; due ministri siciliani che fecero l’impresa…libica; un pericoloso conflitto a trecento miglia dalla Sicilia; l’Isola sede di trattative fra le parti; gli incerti scenari del post conflitto; ritorna il fantasma della guerra; portaerei e Hub energetico: i due poli del futuro siciliano; un Hub al servizio dell’economia del centro-nord; treni-lumaca e tecnologie militari avanzate; ai siciliani bisogna dare una nuova chance. LEGGI TUTTO

Referendum del 12-13 giugno. La scheda ufficiale dei risultati eccellenti del comune di Corleone

Chi ci avrebbe mai creduto che a Corleone gli elettori avrebbero fatto meglio che in Italia? Eppure i numeri parlano chiaro. A fronte del 55,70% di votanti nel nostro Paese, a Corleone si sono recati alle urne il 58,29% degli elettori. Ed anche la percentuale dei “SI” ai quattro referendum a Corleone (97,63%, 98,49%, 96,87% e 95,71%) è stata più alta che in Italia (95,50%, 96,00%, 94,30% e 94,80%). Una bella vittoria democratica dei giovani, dei lavoratori e dei cittadini corleonesi, che si sono sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda dell'Italia migliore
GUARDA LA TABELLA

I ballottaggi in Sicilia. Ha vinto il centrosinistra

Giuseppe Lupo e Raffaele Lombardo
Il centrosinistra in Sicilia vince nei ballottaggi con l’affermazione di sindaci espressione diretta della compagine o sostenuti da questo schieramento. I candidati hanno superato i ballottaggi a Vittoria, Bagheria, Ramacca, Campobello di Mazara, Noto e Canicattì e Lentini. Il centrosinistra vince soprattutto nei due grossi centri chiamati alle urne: Vittoria nel Ragusano e Bagheria nel Palermitano. Ma è proprio nella terra, che diede i natali a Renato Guttuso più volte raccontata sullo schermo dal regista Peppuccio Tornatore, che si rafforza l’alleanza tra Pd e Terzo Polo con l’elezione di Vincenzo Lo Meo (Udc) che è stato eletto sconfiggendo il candidato di Pdl, Pid e Forza del Sud, Bartolo Di Salvo. E c’e’ già chi parla del nuovo laboratorio politico da esportare a livello nazionale. LEGGI TUTTO

6/13/2011

Referendum. A Corleone il 58,29% di votanti. E i SI si attestano al 97%!

Il municipio di Corleone
A scrutini ultimati, i cittadini di Corleone che hanno votato per i quattro referendum sono stati ben 5.254, a fronte degli 9.013 iscritti nelle liste elettorali. Cioè, il 58,29%. Un dato ancora migliore di quello nazionale del 57,10%. E se i SI ai quattro referendum a livello nazionale oscillano tra il 94 e il 95%, a Corleone invece superano il 97%. Una bella risposta democratica quella degli elettori corleonesi, che si sono sintonizzati sull'Italia migliore, quella che vuole cambiare, che sta cambiando, che vuole l'acqua pubblica, dice no al nucleare e grida che la legge dev'essere uguale per tutti. Non era scontato. Nessun partito politico, infatti, ha parlato a Corleone dei referendum. A mobilitarsi, invece, un comitato cittadino, formato dai giovani di Corleone Dialogos, dalla Cgil, dalla Cisl, da altre associazioni giovanili e da singoli cittadini. L'anno scorso hanno raccolto le firme per i due referendum sull'acqua. Quest'anno li hanno votati, insieme a quello per il nucleare e a quello sul legittimo impedimento. Ed hanno invitato i cittadini a recarsi alle urne, a votare, a dare un segnale di cambiamento. Che c'è stato: molto chiaro ed esplicito!
Sintonizzati sull'altro fronte gli amministratori comunali. Pare che abbia votato il solo assessore Pio Siragusa. Il sindaco Nino Iannazzo, a quanto pare, è andato a mare. Insieme agli altri suoi assessori. Appena torneranno, troveranno una Corleone diversa da quella che avevano lasciato. Una Corleone che ha condannato chiaramente la scelta di Iannazzo di cedere l'acquedotto comunale ad Aps (in cambio di un piatto di lenticchie: l'assunzione con contratti a termine di amici e parenti di amministratori!). Una Corleone che vuole l'energia alternativa. E non tollera i potenti che pensano di potersi permettere tutto. Compreso l'affidamento senza gara della gestione della Cascata delle Due Rocche ad una associazione "amica" (troppo anmica)!
Dino Paternostro

REFERENDUM. DATI NAZIONALI: C'E' IL QUORUM!

LA REPUBBLICA - Maggioranza schiacciante di sì. La Lega: "Stufi di prendere sberle". Confronto / Risultati - Diretta web dai comitati. LA DIRETTA Un risultato al di là delle aspettative: dopo le elezioni, un altro colpo alla politica e alle scelte dell'esecutivo. L'affluenza oltre il 57%, compreso l'estero. L'opposizione all'attacco di Berlusconi. Il premier e Maroni avevano rotto il silenzio (video) facendo riferimento al raggiungimento del quorum: proteste di associazioni e cittadini. Gli ambientalisti: "Addio al nucleare, un momento storico". Lo strappo di Maroni di MARCO BRACCONI - E l'opposizione esulta ancora di ALBERTO D'ARGENIO. LEGGI TUTTO

Referendum, quorum ok anche Sicilia: oltre il 53%

In base al numero dei cittadini che si sono presentati ai seggi, lo spoglio tuttavia è ancora parziale, l'obiettivo del 50 per cento più uno è stato raggiunto. Si va verso il raggiungimento del quorum anche in Sicilia. Il conteggio dei votanti su tre quarti delle 390 sezioni rivela che la maggioranza dei siciliani è andata alle urne. Ma naturalmente bisogna attendere i risultati definitivi. Gli elettori in Sicilia sono complessivamente 4.091.495. LEGGI TUTTO

6/12/2011

Referendum, fino alle 22.00 a Corleone ha votato il 41,23% degli elettori.

Una buona affluenza, che incoraggia per il raggiungimento del quorum. Domani si vota ancora dalle 7.00 alle 15.00

CORLEONE - Sono ben 3.870 gli elettori di Corleone che - fino alle 22.00 - hanno votato per i quattro referendum (due sull’acqua, uno sul nucleare e l’altro sul legittimo impedimento). Si tratta del 41,23% del totale. Un dato sicuramente incoraggiante, al di sopra delle aspettative, che rende possibile il raggiungimento del quorum anche nella nostra città. Anche perché si vota anche domani 13 giugno, dalle 7.00 alle 15.00. Di straordinario in questo voto c’è che la spinta è partita esclusivamente dalle associazioni e dalla società civile, da tanti giovani che si sono messi in rete, scommettendo sul loro futuro. Senza mezzi, armati soltanto dal loro entusiasmo, prima hanno raccolto le firme per i referendum, poi (“armati” di scope) hanno affisso manifesti e distribuito volantini per invitare i cittadini a recarsi alle urne. I partiti, infatti, sono stati assolutamente assenti. Muti come pesci anche gli amministratori comunali, che – tra l’altro - si sono guardati bene – a cominciare dal sindaco Iannazzo – dall’andare a votare.

Referendum, affluenza sopra il 41%. Il dato alle 22 è elevato, quorum più vicino.

I dati di confronto dei referendum degli ultimi anni
Ballottaggi in Sicilia: al termine della prima giornata di voto si è recato alle urne il 44,15% degli elettori. Lunedì seggi dalle 7 alle 15
ROMA - Si è concluso il primo giorno di votazioni per il referendum e per i ballottaggi in 11 comuni siciliani. L'affluenza del referendum alle 22 si è attestata intorno sopra il 41% (dato provvisorio). Numeri che inducono dunque all'ottimismo il fronte del sì. I seggi riapriranno lunedì dalle 7 alle 15. In totale sono cinquanta milioni gli italiani, tre milioni dei quali appartengono alla circoscrizione Estero, chiamati in oltre 61 mila sezioni elettorali a decidere su 4 quesiti. Due schede - rossa e gialla - riguardano l'abrogazione di norme riguardanti servizi pubblici e acqua; la grigia l'abrogazione di norme sul nucleare; la verde l'abrogazione di norme sul legittimo impedimento. Sarà possibile ritirare la scheda, e quindi votare, anche solo per uno o alcuni dei quattro quesiti posti. Affinché il referendum sia valido, dovrà recarsi alle urne il 50% più uno degli aventi diritto. La terza rilevazione sull'affluenza alle urne negli 11 comuni siciliani coinvolti nel turno di ballottaggio per l'elezione dei sindaci, conferma il calo degli elettori al voto: 117.090 elettori, pari al 44,15% degli aventi diritto. Alla stessa ora, negli stessi comuni, al primo turno si erano recati alle urne invece in 137.724, pari al 51,93%, con una riduzione complessive, quindi, del 7,78%.

Il corleonese Leoluca Criscione nominato "ufficiale al merito della Repubblica Italiana"

Leo Criscione
In occasione della cerimonia per la celebrazione del 650 anniversario della Repubblica Italiana organizzata dal Consolato di Basilea (Mercoledi 8.giugno), mi è stata consegnata ufficialmente l’onorificenza di “UFFICIALE al merito della Repubblica Italiana”, conferitami dal Presidente della Repubblica in data 27.12.2010.

La motivazione si basa sulla mia attività di scienziato (tra l’altro per il mio contributo alla scoperta di un nuovo meccanismo che regola l’appetito e del farmaco più venduto dalla Novartis) e sull’attività di volontariato in favore della Comunità Siciliana e Italiana in Svizzera (vedere Curriculum Vitae all’uopo inoltrato e di sotto allegato). L’unica motivazione, che mi ha indotto ad accettare un’onorificenza della Repubblica italiana in un periodo poco ‘felice’ per l’Italia, è stata quella di poterla dedicare ai più di 25 mila Corleonesi nel mondo. E difatti, il mio discorso dopo la consegna della Medaglia da parte del Console di Basilea si è concluso, annunciandone la dedica ai Corleonesi nel Mondo. Il lungo applauso seguito a questo mio annuncio (tra gli ospiti era presente anche una rappresentanza del Governo Basilese) mi ha indotto a comunicarlo anche a voi, in caso vorreste renderne nota.
Un CORdiaLEONESE saluto
Leoluca Criscione

La verità del pentito su De Mauro: "I generali golpisti dissero di zittirlo"

Mauro De Mauro
di ENRICO BELLAVIA
Parla il collaborante Francesco Di Carlo, già capo della famiglia di Altofonte. "Non per colpa dei magistrati ma è un processo monco: mancano gli altri mandanti"
"Riina ha dato l'assenso all'omicidio di De Mauro, ma la sua fine ha un'origine tutta romana. Da Roma era venuto l'ordine di tappargli la bocca. Bisogna guardare ai rapporti che Cosa nostra aveva con i generali per il golpe Borghese (7-8 dicembre 1970, ndr), lì ci sono i mandanti". Parla il collaborante Francesco Di Carlo, già capo della famiglia di Altofonte. Nel 2001 Di Carlo riferì per primo del caso De Mauro. Ha saputo dell'assoluzione di Riina dalla tv, fuori dalla Sicilia dove vive sotto protezione, ma non sembra sorpreso.
Perché, signor Di Carlo?
"Perché Riina, che sostituiva Luciano Liggio nel triumvirato alla guida di Cosa nostra nel 1970 (gli altri due erano Gaetano Badalamenti e Stefano Bontate, ndr) ha avuto un ruolo importante ma non centrale".
Che vuol dire?
"La decisione di eliminare De Mauro fu assunta da Cosa nostra dopo che Emanuele D'Agostino, uomo di Stefano Bontate, riferì a quest'ultimo che il giornalista sapeva tutto del golpe Borghese. Prima però ci fu un consulto romano, come ho raccontato nei miei interrogatori e nel libro "Un uomo d'onore"".
Chi erano i protagonisti?
"I capi delle altre province erano i più attivi nel progetto di golpe: Pippo Calderone di Catania e Beppe Di Cristina di Riesi andavano continuamente a parlare con il generale Vito Miceli (a capo del Sid, servizio informazioni della difesa, un mese dopo la morte di De Mauro, ndr) e con il colonnello Gianadelio Maletti (numero due del Sid, ndr). C'erano continue riunioni: a Palermo il più interessato era Bontate. E da Roma arrivavano rassicurazioni da uomini dei servizi segreti, che poi ho ritrovato negli elenchi della P2".
C'erano altri siciliani coinvolti?
"Ricordo che uno dei consiglieri di Di Cristina, organico a Cosa nostra però, era un certo Volpe che era anche in politica. Un altro, esterno a Cosa nostra, era l'avvocato Vito Guarrasi che era in rapporti con Beppe Di Cristina ed era vicino ai Servizi, come mi fu confermato anni dopo dal generale Giuseppe Santovito (capo del Sismi, il servizio segreto interno, ndr) che conoscevo personalmente".
Tutti morti però...
"No, Maletti ha anche testimoniato in Italia, venendo dal Sudafrica con un salvacondotto. Ho letto anche che la Procura vuole approfondire la presunta falsa testimonianza di Bruno Contrada che ricorre in molte vicende che ho raccontato".
Lei ha detto che De Mauro fu sepolto alla foce dell'Oreto. Un altro collaborante, Rosario Naimo, ha indicato una proprietà del clan Madonia. Gaetano Grado, invece, il giardino di Maredolce. Vi siete contraddetti a vicenda?
"Credo che Naimo si sia confuso con un'altra storia che riguardava il seppellimento di uomini fatti scomparire nella guerra di mafia a San Lorenzo: le ossa furono spostate perché all'Ucciardone nel sonno qualcuno rivelò il luogo, ma non erano di De Mauro. Grado forse sperava di rintracciare la tomba di suo fratello Nino. No, De Mauro fu seppellito all'Oreto, dopo essere stato interrogato in una proprietà di Bontate, ma la zona ormai è irriconoscibile".
Lei come seppe dell'ordine di eliminare De Mauro?
"Fui contattato da Bontate che mi chiese di rintracciare Riina, e a San Lorenzo ci fu una riunione. Badalamenti non era presente ma fu informato. Di Cristina disse anche che Guarrasi gli aveva raccontato di una visita di De Mauro".
Sta di fatto che la verità giudiziaria si allontana ancora.
"Va sempre così quando ci sono pezzi dello Stato coinvolti. Non per colpa dei magistrati, ma questo è un processo monco: mancano gli altri mandanti".
La Repubblica-Palermo, 12.06.2011

Tullio De Mauro: "Chiederò a Riina la verità su mio fratello"

Mauro De Mauro
Il linguista dopo l'assoluzione del boss corleonese: "All'epoca era giovane ma credo che sappia cosa sia accaduto" ROMA. "Da quarantuno anni mia cognata Elda, mia nipote Franca, io, la nostra famiglia aspettiamo un punto fermo per capire cosa sia accaduto a mio fratello Mauro. Questa sentenza di assoluzione per Totò Riina è già qualcosa". Lo afferma Tullio De Mauro, linguista e fratello del giornalista Mauro De Mauro, scomparso 41 anni fa, impegnato in inchieste sul golpe Borghese e sulla morte del presidente dell' Eni, Enrico Mattei.
Il magistrato giudicante di Palermo, fa sapere il fratello del giornalista, ha trasmesso gli atti alla Procura perché proceda contro alcuni personaggi legati ai servizi segreti. "Ciò dimostra che si immagina una rete più ampia - prosegue il professore De Mauro - E che non si precludono ulteriori passi".
Secondo Tullio De Mauro, il fratello "commise un errore frutto della sua ingenuità. Disse a noi familiari e a molti, forse troppi amici, che aveva una notizia bomba, qualcosa di grande, enorme. Fu un clamoroso sbaglio, soprattutto in una città come Palermo".
Quanto all'assoluzione di Totò Riina, il linguista afferma che il boss siciliano, all'epoca dei fatti, era "già importante ma molto giovane". "E credo anche che lui sappia cosa sia accaduto - aggiunge - e come, anche se non è stato lui direttamente ad agire, ad aver materialmente eseguito il compito".
"Spesso, con mia moglie, progetto di chiedere un permesso speciale e di andarlo a trovare in carcere - dice De Mauro - per parlargli. Per chiedergli, guardandolo negli occhi, cosa davvero sappia. Forse è una sciocchezza, perché ne avrebbe parlato ai magistrati. O forse no. Chissà un giorno quel permesso lo chiederò davvero".
GdS, 12.06.2011

Corleone, 4 giugno 2011 – il video della Carovana Internazionale Antimafie

6/10/2011

Io vado a votare: passa parola!

Bruciata l'auto al sindacalista che si batte per i beni confiscati

Vincenzo Liarda
Intimidazione a Petralia Sottana alla vettura di Vincenzo Liarda della Cgil, più volte minacciato dalla mafia per il suo impegno in favore del riuso pubblico del feudo di Verbumcaudo, confiscato al boss Michele Greco
Attentato incendiario questa mattina a Petralia Sottana (Palermo) contro l'auto di Vincenzo Liarda, segretario della Camera del lavoro del paese, già più volte minacciato dalla mafia per il suo impegno in favore del riuso pubblico del feudo di Verbumcaudo, confiscato al boss Michele Greco. La macchina, una Mercedes, è stata data alle fiamme intorno alle 10, mentre il sindacalista si trovava dentro la sede della Cgil."Sono arrivati i vigili in ufficio - racconta Liarda - a chiedere se la macchina blu posteggiata fosse mia. Quando siamo tornati sul posto c'erano già i carabinieri e i vigili del fuoco. Dentro il cofano hanno trovato una confezione di bottiglie di alcol, nel mezzo una candela di cera avvolta tra i giornali e attorno la diavolina. Si sono bruciati anche i manifesti per il referendum: sarà solo una coincidenza".
Immediata la reazione del sindacato. "Dopo aver subito diverse minacce di morte oggi ci ritroviamo di fronte all'ennesimo atto intimidatorio nei confronti di un sindacalista che da tempo è in prima linea per combattere la mafia e che si è battuto per il diritto della collettività di poter usufruire del feudo di Verbumcaudo ed evitare che il bene confiscato torni nelle mani della mafia", afferma il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà, che esprime a Liarda e alla Camera del Lavoro di Petralia la solidarietà di tutta la Cgil. E aggiunge: "Ribadiamo la nostra ferma condanna per il vile atto e se la volontà degli attentatori è quella di intimidire e fare arretrare la lotta alla legalità di Liarda e del sindacato sappiano che con quest'atto ci motivano a continuare ancora di più nella nostra azione. Colpire Liarda non basterà a fermare la Cgil, le sue denunce e la sua azione, sindacale politica e sociale. Chiediamo anche che le forze dell'ordine intensifichino l'attività investigativa nella zona delle Madonie, dove la presenza mafiosa è sempre alta, a maggiore tutela dei presidi democratici e dei loro rappresentanti".
La Repubblica, 10 giugno 20

Rita Borsellino: "Andrò a votare e voterò 4 si"

Rita Borsellino
Cari amici, care amiche, il 12 e 13 giugno abbiamo tutti un appuntamento imperdibile. Quello con il referendum a cui non possiamo e dobbiamo mancare. Un nostro diritto, un nostro dovere. La partecipazione è importante per il nostro futuro, per la salvaguardia del bene comune, per l’acqua, per l'ambiente e la qualità della vita, per la democrazia. Io andrò a votare e vi invito a farlo. E voterò Sì. Quattro volte Sì. Voterò Sì perché sono contraria alla privatizzazione dei servizi di fornitura dell’acqua. L'acqua è pubblica e tale deve rimanere. Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici. Voterò Sì per impedire che si facciano profitti sull’acqua in mano ai privati. Per evitare che il gestore possa speculare, caricando indiscriminatamente sulla bolletta dei cittadini, senza che vi sia alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento della qualità del servizio. Voterò Sì per impedire che possano essere progettate, localizzate e realizzate in futuro nuove centrali nucleari sul territorio italiano. Il piano italiano prevede attualmente otto nuovi reattori in quattro nuove centrali. La corsa all’atomo va fermata. Adesso. I motivi sono tanti: i costi elevati, le insufficienti garanzie di sicurezza della tecnologia in relazione al funzionamento delle centrali stesse, la difesa della salute, e anche la forte sismicità del territorio italiano. Tutti elementi che da soli bastano per volere abrogare questa norma. Di contro poi questi elevati finanziamenti potrebbero essere utilizzati per realizzare un piano energetico alternativo basato sulle energie rinnovabili, come hanno già deciso di fare Germania e Svizzera, che dopo l’incidente alla centrale giapponese di Fukushima hanno rinunciato per sempre al nucleare. Voterò Sì, infine, per abrogare il legittimo impedimento perché penso che il presidente del Consiglio e i ministri - siano essi parlamentari oppure no - non debbano poter anteporre l’esercizio delle loro funzioni di governo alle esigenze di giustizia che li riguardino, esattamente come capita a un cittadino qualsiasi, in base al principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione.
Per tutti questi motivi. Per i nostri diritti, per la salute, per la vita, per la democrazia è importante andare a votare e per questo Vi invito a farlo e a votare Sì ai referendum del 12 e 13 giugno.
Buon cammino
Rita Borsellino

Andiamo a votare e votiamo SI ai referendum

Ci rimangono solo 48 ore per far sì che tutti quelli che conosciamo vadano a votare per il referendum, o al contrario non potremo decidere del nostro futuro.

In Italia è in corso un sostegno da record in favore della campagna per il Sì per fermare la costruzione degli impianti nucleari, contro la privatizzazione dell'acqua e contro il legittimo impedimento. Ma il requisito del quorum fa sì che o 25 milioni di italiani si recheranno alle urne, oppure avremo comunque perso. Abbiamo solo un modo per fare il passaparola e fare votare così i cittadini: internet.
Il governo e i suoi media stanno facendo di tutto per distorcere il dibattito e negare ai cittadini il diritto all'informazione. Ora è tutto nelle nostre mani: diciamo a tutti quelli che conosciamo di votare SI'. Se 100.000 di noi porteranno anche solo 10 persone a unirsi a noi, avremo raggiunto ben 1 milione di voci. Se ne convinceremo 20 ciascuno, saremo 2 milioni. Ma abbiamo soltanto 48 ore: clicca ora per dichiarare che voterai al referendum e dillo a tutti!

Belmonte, nel regno di Saverio Romano, tra abusi e richieste di scioglimento per mafia

Saverio Romano
di ALESSANDRA ZINITI
Riflettori accesi sulla gestione del Comune guidato dallo zio del ministro dell'Agricoltura. Gli ispettori inviati dal prefetto Caruso hanno formalizzato la richiesta di scioglimento per mafia. Nelle carte anche l'abuso edilizio contestato al padre dell'ex politico dell'Udc
La Procura torna a chiedere l'archiviazione nei confronti del ministro Saverio Romano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Ma davanti al gip Giuliano Castiglia il pm Nino Di Matteo dice: "Dall'indagine è emerso un quadro preoccupante di evidente contiguità con le famiglie mafiose". Secondo il magistrato, ci sarebbe la prova di almeno tre episodi che vedono protagonista Romano: "la richiesta di voti a Siino, un incontro con Campanella e la sponsorizzazione della candidatura di Acanto". Spiega il pm: "Queste prove non sono sufficienti per dimostrare il contributo di Romano all'associazione mafiosa". Il gip si è riservato di decidere nei prossimi giorni. LEGGI TUTTO

Ecomafia, un virus che avvelena la società

Si agira intorno ai 19,3 miliardi di euro il fatturato prodotto dall’ecomafia nell’ultimo anno. In aumento i crimini contro l’ambiente che nel 2010 sono arrivati a 30.824 accertati, pari a 84 al giorno, 3,5 ogni ora. È questo il quadro presentato a Roma, nella sede del Cnel, da “Ecomafie 2011” di Legambiente: una serie di azioni criminali che vanno dal settore agroalimentare (4.520 infrazioni accertate) ai rifiuti (2 milioni di tonnellate i rifiuti pericolosi sequestrati), dall’abusivismo edilizio (26.500 di nuovi immobili e circa 540 ettari di terreno cementificati) all’archeologia (216 milioni di euro di fatturato). Alla presentazione fatta dal presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, e dal responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità dell’associazione, Enrico Fontana, hanno partecipato il presidente del Cnel Antonio Marzano, il sottosegretario al ministero dell’Interno Alfredo Mantovano e il vicepresidente della Commissione Antimafia Fabio Granata. LEGGI TUTTO

Dieci anni fa fra Bernardo da Corleone veniva proclamato santo da Papa Wojtyla

10 giugno 2001. Papa Wojtyla proclama santo fra Bernardo
Oggi ricorre il decimo anniversario della canonizzazione di fra Bernardo, l’umile frate cappuccino, originario di Corleone, che Papa Karol Wojtyla chiamò agli onori dell’altare il 10 giugno del 2001. Ma le iniziative per rendere solenne l’evento sono già iniziate da tempo. Domenica 22 maggio, infatti, le reliquie di San Bernardo, custodite nel convento dei Cappuccini di Palermo, sono arrivate nella chiesa Madre di Bivona. Il 26 maggio, invece, sono arrivate nella chiesa Madre di Castronovo di Sicilia. Il 2 giugno, infine, sono arrivate nella Chiesa Madre di Corleone, dove si è tenuta una due giorni con la presenza di tanti fedeli provenienti da tutta la diocesi, conclusa da una messa presieduta dall’arcivescovo Salvatore Di Cristina. San Bernardo, al secolo Filippo Latino, figlio del conciapelle mastro Leonardo. Filippo era nato a Corleone il 6 febbraio del 1605. Il padre era originario di Chiusa Sclafani, mentre la madre, Francesca Sciascia, era corleonese. Vivere a Corleone in quegli anni non era facile. Specie per la povera gente. Probabilmente Leonardo Latino vi si era trasferito dalla vicina Chiusa Sclafani nella convinzione che in una cittadina più grande avrebbe potuto con più facilità sbarcare il lunario. Corleone, infatti, era una città del demanio regio, non aveva un si¬gnore che poteva decidere della sua sorte, ma un pretore, dei giurati e un sindaco che l’amministravano per conto della Corona. Crescendo, Filippo incarnò bene il modo di essere della sua città. Aveva un carat¬tere fiero, una volontà di ferro e manifestava insofferenza per le regole e per la disciplina. Se a ciò si aggiunge che si era tanto appassio¬nato all’arte della scherma, da cogliere ogni occasione per lasciare la bottega del padre o quella del calzolaio, dove era stato mandato per imparare un mestiere, e correre ad addestrarsi nel maneggio della spada, si possono ben capire le preoccupazioni della sua famiglia. La “tentazione”, tra l’altro, l’aveva a portata di mano. A Corleone, infatti, da poco tempo erano stati ultimati i lavori di costruzione della caserma e, il primo maggio del 1618, era arrivata in paese la prima compagnia di sol¬dati, detti Borgognoni perché assoldati in gran parte nell’antico Ducato di Borgogna, al servizio del cattolicissimo Re di Spagna. Filippo e, con lui, altri ragazzi di Corleone subirono immediata¬mente il fa¬scino delle parate, delle manovre e delle esercitazioni militari. In questo erano incoraggiati dal governo dell’isola, fortemente interessato a preparare future reclute per le regie armate. Giorno dopo giorno, il giovane cominciò a prendere confidenza con le armi e ben presto imparò da quei soldati l’arte della scherma. Ma «in brevissimo tempo fece tali progressi… da non avere più bisogno degli insegnamenti altrui, anzi, continuando ad esercitarsi senza posa e con passione alle finte, ai mulinelli, alle passate, alle stoccate e ai rovesci, sarebbe arrivato alla gloria di sentirsi procla¬mare, un giorno, prima spada di Corleone ed anche di tutta la Sicilia», racconta fra Girolamo da Parigi nel volume “Il Beato Bernardo da Corleone”, edito a Palermo nel 1961.
«Cessa - gli diceva la madre - cessa di maneggiare codesta spada, perché essa ti apre una via che conduce a precipizi sconosciuti! Lascia dunque quel brutto arnese! Tu ne sarai contento ed io lo sarò più di te, io, tua madre che ti ama tanto!». Anche i fratelli e le sorelle rimprove¬ravano amorevolmente Filippo, invitandolo a lasciar perdere uno sport così pericolo, ma egli non intendeva ragione. «Dopo tutto, di¬ceva a se stesso per tranquillizzare la coscienza, la mia spada è stata e sarà sempre cristiana, perciò mia madre non può opporsi all’uso che ne faccio, poiché essa non vuole altro da me che una cosa: ve¬dermi agire da cristiano». Ma in un pomeriggio d’estate del 1626, sfidato a duello dal palermitano Vito Canino, Filippo lo affrontò e gli tranciò di netto i nervi del braccio destro, rendendolo invalido per tutta la vita. Per il giovane corleonese fu un vero e proprio shock, che lo fece riflettere sull’indirizzo da dare alla sua vita. Da lì a poco, cambiò radicalmente vita e decise di farsi frate cappuccino. Peregrinò in tanti conventi della Sicilia, praticando l’obbedienza e l’umiltà. Quando morì nel convento dei cappuccini di Palermo, il 12 gennaio 1667, da tanta gente era già considerato un santo.
Dino Paternostro

6/09/2011

Delio Rossi a tifosirosanero.it: “Questo premio mi inorgoglisce”

Delio Rossi
Ci ha chiamato proprio oggi Delio Rossi, dicendoci che lunedì prossimo sarà a Palermo. Ci aveva chiesto se era possibile organizzare la cena per la premiazione proprio lunedì sera. La grande richiesta per questa cena, l'assenza per lavoro di alcuni amministratori, ha fatto sì che, con l'amaro in bocca, gli abbiamo dovuto dire che non riusciamo in questi pochi giorni a organizzare l'evento. Ma ci teneva a lasciare una dichiarazione “Ci tenevo ad incontrarvi e a ritirare il premio. Avevo detto di si subito al vostro invito ed oggi vi ho chiamato perchè proprio lunedì essendo a Palermo vi avrei voluto incontrare. Il premio “Rosanero dell'Anno 2010” mi rende doppiamente felice e mi inorgoglisce, non solo perchè mi avete scelto ma anche perchè è un premio non dato dagli addetti ai lavori ma dai tifosi. Cosa mi è rimasto di rosanero nel mio cuore? Tutto! Ed infatti non ha battuto ciglio quando sono stato richiamato. Ringrazio di cuore tutti voi e tutti i tifosi del Palermo per il grande affetto che mi avete sempre esternato”.
La targa sarà consegnata da una rappresentanza del sito a Rossi lunedì pomeriggio.

Ecco i "grandi" risultati della privatizzazione nel palermitano. VOTIAMO SI al Referendum

La giunta comunale di Corleone: ha deciso la privatizzazione
"La proposta di concordato preventivo presentata da Aps, cosi' come gia' evidenziato all'Assemblea dei sindaci, e' stata giudicata carente in piu' punti da parte del Tribunale, rendendo di fatto inevtabile una sua bocciatura''. Il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, nella sua veste di presidente della societa' d'ambito, interviene sulla pronuncia del Tribunale di Palermo, che ha respinto la proposta di concordato preventivo presentata dal soggetto gestore del servizio idrico integrato in 52 comuni della provincia. ''La proposta di concordato - sostiene Avanti - era subordinata ad eventi e circostanze non attinenti al rapporto fra Aps e creditori. La gestione ha fatto registrare gravi e persistenti inadempienze da parte di Aps sia per quanto attiene gli investimenti in opere pubbliche, sia nei confronti dei Comuni per il mancato rimborso delle somme anticipate per il pagamento degli stipendi ai dipendenti in comando presso l'Aps. In ogni caso per quanto riguarda la gestione e la situazione occupazionale dei 240 dipendenti e' opportuno ricordare come in base alla convenzione, l'Aps e' obbligata a gestire il servizio fino all'individuazione del nuovo soggetto gestore''. ''Da parte nostra - conclude Avanti - tutte le scelte saranno assolutamente orientate al fine di garantire il servizio e la salvaguardia dei livelli occupazionali''. Sulla vicenda Aps lunedi' prossimo il presidente della Provincia ha convocato alle 18.30 a palazzo Comitini, sede dell'Ente, una riunione con la rappresentanze sindacali. (Adnkronos) - Giovedì 09 Giugno 2011

Pino Apprendi (Pd): "Il voterò 4 si ai referendum!"

Cari Amici, desideravo informarVi che io voterò SI per i referendum. Grazie a presto.
Pino Apprendi
deputato Pd all'Ars

Rai-Annozero. La Slc-Cgil: "La Rai rinuncia ad un programma di successo e pubblicità

Michele Santoro
“È molto preoccupante la scelta di non confermare Annozero nel palinsesto Rai del prossimo anno – lo annuncia una nota della segreteria nazionale  “La Rai rinuncia ad un programma di grande successo, lascia andare via senza battere ciglio uno storico e riconosciuto conduttore Rai con una squadra di grandi professionisti cresciuti in azienda. Cosa ancor più preoccupante – prosegue il comunicato - questo avviene a qualche giorno di distanza dalla pesante dichiarazione del Presidente del Consiglio su Santoro e la sua trasmissione.” “Questa scelta peserà negativamente sugli ascolti, sugli introiti pubblicitari e sulla qualità della programmazione, proprio mentre la Rai vive, da almeno 2 anni, una profonda crisi economica – conclude la nota. Vorremmo suggerire a tutte le parti un ripensamento e maggior cautela: non conosciamo fino in fondo i motivi di tale scelta nè quanto questa sia stata determinata dalla Rai, da Santoro stesso o dalla politica. La nostra preoccupazione è che tutto questo pesi sull’azienda e sul Servizio Pubblico, privando la fabbrica Rai di uno tra i più importanti programmi realizzati al suo interno negli ultimi anni.”

"La pedata di Dio", una partita contro la mafia dalla Sicilia a Torino

La locandina del film
Inizia in Sicilia e termina a Torino, il viaggio di liberazione dalla mafia raccontato nel documentario 'La pedata di Dio', di Tommaso D'Elia, Silvia Bonanni e Daniela Preziosi. Il film e' stato proiettato per la prima volta oggi a Palermo, nella sala-cinema del pensionato universitario San Saverio, alla presenza del responsabile di Libera Sicilia, Umberto Di Maggio, di alcuni componenti delle associazioni Muovi Palermo e Addiopizzo. Il video, della durata di 62', prodotto da Arcoiris Tv, e' diviso in sei episodi, attraverso i quali racconta l'impegno nel sociale di don Luigi Ciotti, prima alla guida del Gruppo Abele e poi a capo di Libera, una rete che oggi coordina 1.500 associazioni che si battono contro la criminalita' organizzata. ''Abbiamo incontrato don Ciotti alla casa del Jazz di Roma, in una villa confiscata al boss della banda della Magliana, Enrico Nicoletti - dichiara il regista, Tommaso D'Elia - e, tra migliaia di volti di volontari impegnati, abbiamo scelto cinque storie emblematiche che raccontassero, anche attraverso le voci dei familiari delle vittime di mafia, la lotta alla criminalita' organizzata''. Si inizia, dunque, dalla cantina Cento passi e dai terreni confiscati ai corleonesi, per arrivare al dolore di Margherita Asta, figlia di Barbara Rizzo, la donna uccisa insieme ai suoi due gemelli nel 1985, nella strage di Pizzolungo, nel trapanese, nel fallito attentato al giudice Carlo Palermo. Si prosegue con la testimonianza di Maria Concetta Saita, moglie di Saverio Liardo, benzinaio di Niscemi (Ragusa), ucciso nel 1994 per essersi rifiutato di pagare il pizzo. Dalla Sicilia si risalgono le regioni di Italia, fino all'Abruzzo, dove le infiltrazioni mafiose non risparmiano la ricostruzione del dopo-terremoto. Il documentario racconta anche le battaglie per una legge transnazionale sulla criminalita' organizzata, con l'incontro a Bruxelles dei delegati europei e termina a Torino, nella sede del Gruppo Abele dove tutto e' cominciato. Dopo Palermo il documentario sara' proiettato a Roma e Torino. ansalegalità.it, giovedì 09 Giugno 2011

Prende il via il "Sicilia Queer filmfest", sperimentazione artistica a sostegno della cultura della diversità

Nino Gennaro, a cui è intitolato il premio 
Una nuova visione panoramica di tutte le possibili manifestazioni artistico-culturali, partendo dal cinema d'autore a tematica GLBT (gay, lesbica, bisex e transgender): questo l'intento di "Sicilia Queer filmfest", primo festival cinematografico internazionale sul tema, che prende il via a Palermo a partire dal 20 sino al 26 giugno. Se in passato il termine 'queer' veniva rivolto agli omosessuali in senso dispregiativo oggi è divenuto sinonimo di ricchezza della diversità e di complessità di sguardo; ed è per questo che il termine è stato inserito nel titolo del festival, proprio a voler sottolineare tanto la scelta di campo stilistica e poetica quanto la volontà di sperimentare nuovi linguaggi e nuovi generi con 'occhi diversi'. LEGGI TUTTO

La Sicilia torna alle urne per i ballottaggi Ecco tutti i candidati sindaci degli 11 comuni al voto

Sono 265mila i siciliani coinvolti nel turno di ballottaggio del 12 e 13 giugno per eleggere i sindaci in 11 comuni dell'Isola. Torneranno alle urne gli abitanti di Canicatti' e Favara, in provincia di Agrigento, Ramacca nel catanese, Capo d'Orlando e Patti, in provincia di Messina, Bagheria e Terrasini nel palermitano, Vittoria in provincia di Ragusa, Lentini e Noto nel siracusano e, infine, Campobello di Mazara in provincia di Trapani. Gli elettori sono divisi in 313 sezioni. LEGGI TUTTO

Ecco cosa prevede il nuovo codice antimafia

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano
Il nuovo codice antimafia, approvato oggi in via preliminare dal consiglio dei Ministri, raccoglie, coordina e armonizza tutta la legislazione antimafia, comprese alcune norme del codice penale a partire dall'articolo 416-bis, che questo governo ha esteso alle associazioni di tipo mafioso straniere, nonche' ai fenomeni malavitosi della 'ndrangheta, strettamente legati al territorio calabrese.
Il nuovo codice e' composto di 132 articoli, distribuiti in 5 libri. In particolare, il libro primo contiene norme penali, gia' vigenti, ad esclusione di quelle inscindibilmente integrate nel vigente tessuto normativo (ad esempio quelle inerenti le misure cautelari per delitti di mafia) le quali rimangono pertanto nel codice di procedura penale. Contiene i 3 reati tipici delle organizzazioni mafiose (associazione per delinquere di tipo mafioso, anche straniere; scambio elettorale politico-mafioso; assistenza agli associati), le aggravanti e diminuenti di mafia; le misure di sicurezza e la confisca obbligatoria (sia degli strumenti e dei proventi dei reati mafiosi, sia dei beni di cui il mafioso non puo' giustificare la provenienza). Il libro secondo riguarda invece le misure di prevenzione, personali e patrimoniali, tra le quali la confisca. Riunisce e aggiorna norme introdotte in oltre 50 anni di legislazione, coordinandole con le riforme approvate nel corso di questa legislatura: dalla agenzia dei beni confiscati alle disposizioni dei vari pacchetti sicurezza. Introduce inoltre nuove importanti disposizioni, sia di natura procedurale, sia di natura sostanziale. Tra le principali novita', il procedimento per l'applicazione delle misure di prevenzione (il soggetto potra' chiedere che si proceda in pubblica udienza; termini di durata del sequestro di prevenzione (la misura perde efficacia se il procedimento di primo grado o il procedimento di appello durano ciascuno piu' di un anno e 6 mesi. I termini possono essere prorogati di 6 mesi e per non piu' di due volte in caso di indagini complesse); disciplina completamente innovativa di 5 aspetti della misura di prevenzione patrimoniale (revocazione della confisca; rapporti tra sequestro di prevenzione e sequestro penale; tutela dei terzi; rapporti con le procedure concorsuali; effetti fiscali del sequestro). Il libro terzo razionalizza il procedimento per il rilascio della documentazione antimafia. E' stato aggiornato, ampliandolo, l'elenco delle situazioni dalle quali si desume il tentativo di infiltrazione mafiosa, prevedendo, oltre alle fattispecie gia' contemplate dalla precedente normativa, nuove ipotesi suggerite dall'esame delle condotte tenute in questi anni dagli esponenti della criminalita' organizzata. E' stato realizzato un sistema integrato dei dati, conseguito tramite l'istituzione della banca dati nazionale della documentazione antimafia, che consente una forma costante di monitoraggio delle imprese. Il libro quarto, invece, raccoglie le disposizioni vigenti in tema di procura nazionale antimafia, direzione distrettuale nazionale antimafia, consiglio generale per la lotta alla criminalita' organizzata, direzione investigativa antimafia ed agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata. Infine il libro quinto contiene le norme transitorie, di coordinamento e di modifica della legislazione vigente, resesi necessarie a seguito dell'intera operazione di riordino derivante dall'entrata in vigore del codice antimafia. Il decreto legislativo da' attuazione, quindi, alla legge 13 agosto 2010 n. 136 (piano straordinario contro le mafie), approvata dal Parlamento all'unanimita'.

Trombati e aggiornati e anche funerali pagati

Ieri abbiamo spedito una mail al presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, Francesco Cascio per abolire l'assegno annuale per i deputati regionali "trombati" che servirebbe per il loro aggiornamento. Non ci ha ancora risposto e stamattina, inoltrandogli la stessa mail, abbiamo aggiunto un'altra richiesta. Abolire la regola che prevede il pagamento dell'Ars del funerale ai deputati regionali
Ecco il testo della mail aggiornato:

Trombati e aggiornati e anche funerali pagati
Sei stato onorevole siciliano e poi trombato alle elezioni? No problem! Caro trombato, l’Assemblea Regionale Siciliana ti vuole continuamente aggiornato ed è per questo che ti diamo, vita natural durante, circa 6 mila euro all’anno per l’aggiornamento: la metà a giugno, l’altra metà a dicembre. Cosa ne fai? Non sono problemi nostri, puoi anche programmare le tue vacanze estive ad agosto e la settimana bianca a dicembre. Non ci servono ricevute, né attestati. Sembra una barzelletta, ma è la verità. Chiediamo al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, di  cancellare questo privilegio che è uno sfregio a tutti i giovani siciliani che, per l’aggiornamento, devono fare tanti sacrifici. Loro e i loro genitori. Così come gli chiediamo di abolire la regola che prevede con i soldi dell'Ars il pagamento dei funerali per i deputati regionali. Insomma: trombati e aggiornati e anche con i funerali pagati. E noi paghiamo!
I giovani siciliani si sono rotti. Col nostro futuro non ci mangia più nessuno.
9 GIUGNO 2011

6/08/2011

Prepariamo il 25 giugno a Palermo

2000 forchettari in 6 giorni (http://www.facebook.com/pages/Forchette-Rotte/135846143158615), prepariamo il 25 giugno a Palermo. In Piazza a Palermo da' la parola ai giovani Giulia Innocenzi, conduttrice di Generazione zero, lo spazio giovani di Annozero. L'iniziativa dal titolo: "CI SIAMO ROTTI! 5 MINUTI PER DIRE COSA VOGLIAMO E COSA SIAMO DISPOSTI A FARE PER CAMBIARE LA SICILIA DAVVERO" sarà la prima occasione per dire chi siamo e cosa vogliamo fare. Un microfono aperto darà voce a tutti i siciliani, 5 minuti per dire perché si sono rotti, cosa vogliono e cosa sono disposti a fare per cambiare davvero la Sicilia. Sulla pagina di facebook (http://www.facebook.com/pages/Forchette-Rotte/135846143158615) anche una nuova iniziativa dal titolo: "Le forchette siamo noi. Caricamenti dal cellulare". Invitiamo tutti a inviare foto con forchette rotte tramite cellulare!" e la risposta a chi in questi giorni ha fatto gossip sull'iniziativa delle forchette rotte: Una volta per tutte: "Ci siamo rotti! Anche di chi continua a romperci!"
CHI SIAMO?

42° Sagra delle Ciliegie a Chiusa Sclafani

Sabato 11 e domenica 12 giugno, appuntamento a Chiusa Sclafani per degustarne le famose ciliegie e trascorre due giornate dense di attività e spettacoli.
La Sagra, una delle più antiche in Italia dedicate a questo piccolo e gustoso frutto, avrà inizio sabato alle 16.30 con l’apertura degli stand nella storica e suggestiva Piazza Castello. Proseguirà, alle 18.30 alla piscina comunale con gli allegri Spettacoli e Giochi d’Acqua. Alle 20.30 alla Pineta, per la gioia di grandi e piccini, sfileranno, in collaborazione con il Comitato del S.S. Crocifisso, i magnifici cavalli dell’Associazione equestre “I Cavalieri”. Per cena, tutti a deliziarsi nei ristoranti di Chiusa Sclafani e del comprensorio che offrono il Menù della Montagna (18 euro, solo su prenotazione). Per chi ama le ore piccole, appuntamento alle 23.00 al locale Stazzio per il “Cirasa – cocktail party e motor fest”. Domenica 12 ancora tanti momenti d’intrattenimento. S’inizia di buon mattino, alle 8.30, con un raduno, in Via S. Caterina, per moto e bici. Divisi in due gruppi, centauri e biker, saranno guidati lungo i suggestivi percorsi del territorio. Alle 9.30 riapriranno gli stand, mentre alle 10.30 sono previste visite guidate ai monumenti del ricco centro storico, con una breve tappa in un antico forno per assaggiare la famosa pizza bianca “ranza e sciura”. In alternativa, allo stesso orario, visita alla Riserva Naturale della Valle del Sosio. Alle 11.30, continua il programma delle visite, presso le più importanti aziende cerasicole del territorio, accompagnati da esperti agronomi. Alle 16.30 distribuzione e degustazione delle ciliegie ed infine, alle 19.00 lo spettacolo musicale “LISCIO 2000”. A caratterizzare la Sagra quest’anno, e a differenziarla da tutte le altre in Sicilia, la possibilità di prenotare pacchetti speciali weekend. Vi sono offerte per tutti i gusti: per i golosi, amanti di relax e cultura, per le famiglie con bambini e perfino per i trekker(http://www.montagneinsicilia.it/component/content/article/489.html). Le proposte, a partire da 39 euro in mezza pensione, includono tutte degustazioni gratuite di olio, olive, formaggi e conserve nelle aziende locali convenzionate.

6/07/2011

Nucleare, via libera della Consulta: "Ammissibile nuovo quesito. I cittadini potranno votare"

Il verdetto, all'unanimità, della Corte Costituzionale sul quesito così come riformulato dalla Cassazione lo scorso 30 maggio. Respinto il ricorso presentato dall'Avvocatura dello Stato su iniziativa della presidenza del Consiglio
ROMA - Con una decisione unanime la Corte Costituzionale ha deciso di considerare ammissibile il nuovo quesito referendario sul nucleare, così come riformulato dalla Cassazione, lo scorso 30 maggio, dopo le modifiche contenute nel dl omnibus. Le motivazioni della decisione, scritte dal giudice Giuseppe Tesauro, saranno depositate in giornata. Immediata la reazione dei Comitati per il Sì: "E' l'ennesimo e definitivo stop alle pretese di un governo che con una mano lascia libertà di voto e con l'altra cerca con ogni mezzo di sabotare il referendum. Ora la parola passa ai cittadini. Dopo i dubbi strumentali avanzati dai nuclearisti sul nuovo quesito - si legge in una nota del Comitato - oggi si compie un altro decisivo passo verso il quorum: adesso pretendiamo che l'informazione pubblica e quella privata facciano sapere ai cittadini che domenica e lunedì, coi quesiti su acqua e nucleare, si decide della loro sicurezza e del loro futuro". Ieri, era stato lo stesso neo eletto presidente della Consulta, Alfonso Quaranta, a mandare un segnale ben preciso: "Personalmente ritengo di no", il referendum non può essere cancellato, aveva risposto ai cronisti, pochi minuti dopo la sua elezione. Parole per certi versi irrituali ("la Corte deciderà comunque domani dopo aver ascoltato tutte le parti interessate", si era affrettato a precisare Quaranta), ma che avevano acceso la speranza fra i comitati promotori.

Corleone. Presentata la guida storico-culturale della città scritta dal prof. Giuseppe Governali

L'intervento del prof. Governali
di Doreana Fiduccia È stata presentata ieri pomeriggio, domenica 5 giugno, a Corleone l'ultima opera del preside Giuseppe Governali, "Corleone Storia e Arte – Guida alla città", edito dalla Palladium, a partire dalle 17.30 presso il chiostro del Complesso Monumentale di S. Agostino, che sempre più spesso ospita incontri che arricchiscono l'animo e la consapevolezza della cittadinanza corleonese, come quello di ieri. L'evento, organizzato dall'Associazione Culturale San Leoluca e dal Comune di Corleone, si è aperto con le suggestive esecuzioni di musica medievale dei Taberna Mylaensis, gruppo folk originario di Milazzo. Sono seguiti l'intervento del giornalista Cosmo Di Carlo e le pregevoli riflessioni del professore Giuseppe Carlo Marino, docente di storia contemporanea presso l'Università di Palermo, e dello storico d'arte Antonio Giuseppe Marchese. LEGGI TUTTO

6/06/2011

Elezioni e referendum, rimborsato agli elettori il 40% del biglietto aereo di andata e ritorno

CRONACHE – In vista delle prossime consultazioni elettorali e referendarie, ai cittadini che vorranno recarsi al voto utilizzando l’aereo sarà rimborsato il 40 per cento del biglietto di andata e ritorno. Lo stabilisce un decreto legge, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, presentato dal sottosegretario al ministero dell’Interno, con delega ai servizi elettorali, Michelino Davico, che modifica la norma del 1969 che prevede agevolazioni per i cittadini che utilizzano il treno per recarsi nei comuni di residenza in occasione delle elezioni.
«Abbiamo voluto fortemente adeguare ai tempi la normativa vigente – spiega Davico – anche in considerazione del fatto che non è più solo il treno, come nel 1969, il mezzo utilizzato per spostarsi agevolmente all’interno dei confini nazionali. In considerazione dell’accresciuta mobilità dei cittadini, grazie alla disponibilità di più compagnie aeree in concorrenza, ho ritenuto – prosegue il sottosegretario – di ampliare il ventaglio delle possibilità per i cittadini che vogliono recarsi al voto». L’importo massimo rimborsabile non può essere superiore a 40 euro per il viaggio di andata e ritorno per ogni elettore. «Nei prossimi giorni – ha aggiunto il sottosegretario Davico – il ministero dell’Interno incontrerà le compagnie che mostreranno interesse e, quindi, saremo in grado di definire le convenzioni e le modalità di accesso a questo nuovo servizio per il cittadino, che, comunque acquisterà il biglietto già scontato».