Tre notizie alla rinfusa. 1) Il senatore Gustavo Selva, quello che usa le ambulanze come taxi per arrivare prima in tv, ritira le dimissioni da senatore perché “i cittadini mi invitano a restare”, insomma “lo faccio per rispetto vostro”. 2) Fabrizio Corona pubblica le sue prigioni, manco fosse Silvio Pellico, e molti giornali dedicano paginoni alle sue decisive “rivelazioni” (tipo quante volte si masturbava in cella). 3) Maurizio Costanzo, essendo praticamente disoccupato visto che lavora solo per Rai, Mediaset, Sky, Messaggero, Libero, Riformista, Panorama, Telecom, ministero delle Comunicazioni, una dozzina di enti locali e P2, ha assunto la direzione del teatro romano Brancaccio (in aggiunta al Parioli e alla Sala Umberto) sfrattandone Gigi Proietti: ora prepara un cartellone a base di Maria de Filippi con tronisti e squinzie al seguito, senza dimenticare Platinette, perché a lui Pirandello gli fa un baffo. (SEGUE)
7/22/2007
Arriva l’estate, fioriscono le stagiste
di Marco Travaglio
Tre notizie alla rinfusa. 1) Il senatore Gustavo Selva, quello che usa le ambulanze come taxi per arrivare prima in tv, ritira le dimissioni da senatore perché “i cittadini mi invitano a restare”, insomma “lo faccio per rispetto vostro”. 2) Fabrizio Corona pubblica le sue prigioni, manco fosse Silvio Pellico, e molti giornali dedicano paginoni alle sue decisive “rivelazioni” (tipo quante volte si masturbava in cella). 3) Maurizio Costanzo, essendo praticamente disoccupato visto che lavora solo per Rai, Mediaset, Sky, Messaggero, Libero, Riformista, Panorama, Telecom, ministero delle Comunicazioni, una dozzina di enti locali e P2, ha assunto la direzione del teatro romano Brancaccio (in aggiunta al Parioli e alla Sala Umberto) sfrattandone Gigi Proietti: ora prepara un cartellone a base di Maria de Filippi con tronisti e squinzie al seguito, senza dimenticare Platinette, perché a lui Pirandello gli fa un baffo. (SEGUE)
Tre notizie alla rinfusa. 1) Il senatore Gustavo Selva, quello che usa le ambulanze come taxi per arrivare prima in tv, ritira le dimissioni da senatore perché “i cittadini mi invitano a restare”, insomma “lo faccio per rispetto vostro”. 2) Fabrizio Corona pubblica le sue prigioni, manco fosse Silvio Pellico, e molti giornali dedicano paginoni alle sue decisive “rivelazioni” (tipo quante volte si masturbava in cella). 3) Maurizio Costanzo, essendo praticamente disoccupato visto che lavora solo per Rai, Mediaset, Sky, Messaggero, Libero, Riformista, Panorama, Telecom, ministero delle Comunicazioni, una dozzina di enti locali e P2, ha assunto la direzione del teatro romano Brancaccio (in aggiunta al Parioli e alla Sala Umberto) sfrattandone Gigi Proietti: ora prepara un cartellone a base di Maria de Filippi con tronisti e squinzie al seguito, senza dimenticare Platinette, perché a lui Pirandello gli fa un baffo. (SEGUE)
Maria Patti: elogio ad una italiana fierissima
Parlare con lei era come fare un bagno nell'intelligenza. In una epoca in cui va di moda la effimera voglia di definirsi cittadini del mondo Lei ribadiva fino all'estremo che era orgogliosa di essere una italiana fierissima. Spesso si lamentava che la società odierna andava sempre più perdendo quei valori che fecero grande la cultura della nostra Patria : il supremo valore del rispetto di Dio e della Chiesa, la totale mancanza di orgoglio di appartenza alla propria Nazione, il degrado incontrollabile della famiglia come mattone fondamentale di ogni sana società. (SEGUE)
7/19/2007
Paolo Borsellino è ancora vivo!
PALERMO - La giornata della memoria è cominciata con i bimbi delle elementari che fanno il gioco dell'oca della legalità in via Mariano D'Amelio davanti al cippo con l'ulivo che ricorda il procuratore aggiunto Paolo Borsellino, e gli agenti della polizia di Stato che gli facevano da scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina e Vincenzo Limuli, massacrati nella strage del 19 luglio 1992 e di cui quest'anno ricorre il quindicesimo anniversario. (SEGUE)
QUEL GIORNO IN VIA D’AMELIO. Il ricordo di Rita Borsellino
di SAVERIO LODATO
Lasciamo che sia lei, Rita Borsellino, a raccontare quel giorno di lacrime e sangue di quindici anni fa. E le nostre domande, inevitabilmente, risulteranno inadeguate alla drammatica sequenza di quel ricordo. La cronista d’eccezione, anche se questa cronaca avrebbe preferito non raccontarla, è lei: Rita Borsellino.
Lo fa per la prima volta. Dopo quindici anni. Per un giornale - L’Unità- al quale Paolo, pur essendo di altre idee, era affezionato.
E il lettore ci perdoni se non ricorreremo alla finzione di darci del lei.
Rita, dov’eri il 19 luglio 1992?
«Non ero a Palermo, ero nella mia casa di Trabia, nonostante in quel periodo ogni allontanamento da Palermo mi risultasse difficile. A Trabia non avevo il telefono, e l’idea di non poter sentire Paolo mi faceva stare male, mi metteva in agitazione. Ma in famiglia vigeva quasi un patto: provare a vivere una vita normale in un periodo in cui la vita di normale aveva ben poco. Per noi andare di sabato a Trabia era una consuetudine che non volevamo cambiare. E io quella settimana avevo un problema in più: la sistemazione di mia madre che abitava con me e non volevo lasciare sola». (SEGUE)
Lasciamo che sia lei, Rita Borsellino, a raccontare quel giorno di lacrime e sangue di quindici anni fa. E le nostre domande, inevitabilmente, risulteranno inadeguate alla drammatica sequenza di quel ricordo. La cronista d’eccezione, anche se questa cronaca avrebbe preferito non raccontarla, è lei: Rita Borsellino.Lo fa per la prima volta. Dopo quindici anni. Per un giornale - L’Unità- al quale Paolo, pur essendo di altre idee, era affezionato.
E il lettore ci perdoni se non ricorreremo alla finzione di darci del lei.
Rita, dov’eri il 19 luglio 1992?
«Non ero a Palermo, ero nella mia casa di Trabia, nonostante in quel periodo ogni allontanamento da Palermo mi risultasse difficile. A Trabia non avevo il telefono, e l’idea di non poter sentire Paolo mi faceva stare male, mi metteva in agitazione. Ma in famiglia vigeva quasi un patto: provare a vivere una vita normale in un periodo in cui la vita di normale aveva ben poco. Per noi andare di sabato a Trabia era una consuetudine che non volevamo cambiare. E io quella settimana avevo un problema in più: la sistemazione di mia madre che abitava con me e non volevo lasciare sola». (SEGUE)
Venticinque anni fa la strage di via D'Amelio. La Sicilia e Palermo ricordano Borsellino
PALERMO - Oggi è il giorno della memoria nel ricordo di Paolo Borsellino, procuratore aggiunto a Palermo, e degli agenti della polizia di Stato che gli facevano da scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina e Vincenzo Limuli, massacrati nella strage di via Mariano D'Amelio il 19 luglio 1992 e di cui quest'anno ricorre il quindicesimo anniversario.La giornata a Palermo si snoderà tra manifestazioni, spettacoli, dibattiti, messe e commemorazioni e vedrà la partecipazione del presidente del Senato Franco Marini, del leader di An Gianfranco Fini, del sindaco di Roma Walter Veltroni e del governatore della Puglia Nichi Vendola. Ma il magistrato sarà ricordato con diverse cerimonie in tutta la Sicilia e anche in altre città d'Italia. (SEGUE)
AMBIENTE. Gratis alla fonte, cara al bar. Minerale, ecco l'oro azzurro!
Nei 40 centesimi di una bottiglia al supermercato, l'acqua pesa solo per un quarto di centesimo. I due terzi dei costi se ne vanno per le bottiglie, un altro dodici per cento serve a coprire marketing e pubblicità. I produttori: "I profitti lordi sono bassi, in media intorno al quattro per cento del fatturato"
di MAURIZIO RICCI
ROMA - Sicura al 100 per cento, giurano i produttori: mai un'infezione da una nostra bottiglia. Saporita, fa capire il 98 per cento di italiani che la preferisce sempre di più all'acqua potabile. Salutare: per chi ha problemi di pressione e ha bisogno di un'acqua leggera o, al contrario, per gli sportivi alla ricerca di un'acqua ricca di sali minerali. Ma cara. L'acqua al rubinetto la paghiamo 60-80 centesimi a metro cubo, che equivale a mille litri. L'acqua minerale 40 centesimi per una bottiglia di 1,5 litri (al supermercato, si intende, perché al bar l'unico limite è la faccia tosta del gestore). Cioè 25 centesimi al litro: 250 euro a metro cubo. (SEGUE)
ROMA - Sicura al 100 per cento, giurano i produttori: mai un'infezione da una nostra bottiglia. Saporita, fa capire il 98 per cento di italiani che la preferisce sempre di più all'acqua potabile. Salutare: per chi ha problemi di pressione e ha bisogno di un'acqua leggera o, al contrario, per gli sportivi alla ricerca di un'acqua ricca di sali minerali. Ma cara. L'acqua al rubinetto la paghiamo 60-80 centesimi a metro cubo, che equivale a mille litri. L'acqua minerale 40 centesimi per una bottiglia di 1,5 litri (al supermercato, si intende, perché al bar l'unico limite è la faccia tosta del gestore). Cioè 25 centesimi al litro: 250 euro a metro cubo. (SEGUE)7/17/2007
Corleone, è venuta a mancare Maria Patti
Maria Patti, la professoressa Maria Patti, se n’è andata domenica 15 luglio, dopo una lunga malattia. Ed oggi, nella Chiesa Madre, nella chiesa che lei per tanti anni ha frequentato, sono stati celebrati i funerali. A celebrarli non poteva essere che lui, monsignor Emanuele Catarinicchia, arcivescovo emerito di Mazara del Vallo, ma per noi corleonesi “il decano”, che stimava tanto Maria Patti. «Una donna d’altri tempi», dicono adesso di lei. Per certi versi è cosi. Ma, per la sua coerenza morale, per il suo rigore intellettuale, per il suo valore di educatrice, per la sua grande capacità di amare “oltre le differenze”, noi preferiamo pensarla come una donna d’altri tempi, una donna di questo tempo e una donna di tutti i tempi. Infatti, i valori in cui credeva Maria Patti e che praticava con grande naturalezza, sono valori per ogni tempo, che non tramontano mai. (SEGUE)
Corleone, chi era la professoressa Maria Patti?
Ripubblichiamo un servizio del 25.10. 2003 sulla docente corleonese, in occasione della presentazione di un suo libro
di DINO PATERNOSTRO
CORLEONE - Se pensa a Linuccia, la sorellina morta di difterite nel 1941, all'età di 7 anni, ancora si commuove. «Era una bambina buona e bellissima - dice - e di un'intelligenza straordinaria». Si commuove anche a guardare le foto di papà Leoluca, che gestiva un negozio di generi alimentari nella centralissima via Bentivegna, e di mamma Emanuela, poste su una consolle, accanto a quella di nonno Peppe. All'età di 82 anni, Maria Patti, insegnante di lettere classiche in pensione, è ancora di un candore fuori dal comune. Ama la sua Corleone con grande intensità e non sopporta che se ne parli male, nemmeno per le gesta criminali di personaggi come Riina e Provenzano. (SEGUE)
Strage di via d'Amelio, si indaga sui servizi segreti
CATANIA - La procura della Repubblica di Caltanissetta indaga sul probabile coinvolgimento di apparati deviati dei servizi segreti nella strage di via d'Amelio in cui morì il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.Il procuratore aggiunto, Renato Di Natale, coordina l'inchiesta sui mandanti occulti della strage avvenuta il 19 luglio 1992. Secondo l'ipotesi degli inquirenti ci potrebbe essere la mano di qualcuno degli apparati deviati dei servizi segreti che ha forse avuto un ruolo nell'attentato. Questa pista di indagine, che in un primo momento era stata accantonata ed archiviata, è stata ripresa nei mesi scorsi dagli investigatori in seguito a nuovi input d'indagine. (SEGUE)
"Beppe Grillo ha ragione: via politici corrotti"
Proposta di legge per un «Parlamento pulito», «soddisfatto» il genovese. A sorpresa la Corte dei Conti si dichiara d'accordo con il comico genovese: fuori dal Parlamento i condannati per «cattiva amministrazione»
ROMA - I politici corrotti sono ineleggibili. Chi riveste una carica pubblica e viene condannato in via definitiva per «cattiva amministrazione», non ha diritto a partecipare ad altre consultazioni elettorali. A sorpresa, la Corte dei Conti si dichiara d'accordo con la proposta, che definisce «un po' forte, clamorosa», di Beppe Grillo che recentemente ha depositato alla Cassazione una richiesta di legge popolare per un «Parlamento pulito». (SEGUE)
VAFFANCULO DAY
ROMA - I politici corrotti sono ineleggibili. Chi riveste una carica pubblica e viene condannato in via definitiva per «cattiva amministrazione», non ha diritto a partecipare ad altre consultazioni elettorali. A sorpresa, la Corte dei Conti si dichiara d'accordo con la proposta, che definisce «un po' forte, clamorosa», di Beppe Grillo che recentemente ha depositato alla Cassazione una richiesta di legge popolare per un «Parlamento pulito». (SEGUE)VAFFANCULO DAY
"Se il mio fondoschiena vale più di due lauree"
LA LETTERA. Una lettrice risponde all'articolo del Financial Times che critica il trionfo di veline e donne nude in Italia
di MILA SPICOLA
CARO DIRETTORE, ad Adrian Michaels che sul Financial Times critica il trionfo di veline e donne nude in Italia vorrei dire che il problema non è femminile. Non è tanto il femminismo ad aver fatto passi da gigante però all'indietro, semmai è il maschilismo italo-pakistano (per parafrasare una recente affermazione di Giuliano Amato) che ormai troneggia da tutte le parti. Per come la vedo io, la signorina Canalis ha raggiunto benissimo il suo obiettivo e cioè successo e soldi e alzi la mano chi tra le donne non rinuncerebbe al proprio stipendiuccio e ad un po' di amor proprio femminile se gli mettessero sul piatto un milione di euro per mostrarsi sorridente... ma anche un uomo direi, no? Della serie: chi è più scemo signor Michaels, la Canalis o chi gli va dietro? (SEGUE)
di MILA SPICOLA CARO DIRETTORE, ad Adrian Michaels che sul Financial Times critica il trionfo di veline e donne nude in Italia vorrei dire che il problema non è femminile. Non è tanto il femminismo ad aver fatto passi da gigante però all'indietro, semmai è il maschilismo italo-pakistano (per parafrasare una recente affermazione di Giuliano Amato) che ormai troneggia da tutte le parti. Per come la vedo io, la signorina Canalis ha raggiunto benissimo il suo obiettivo e cioè successo e soldi e alzi la mano chi tra le donne non rinuncerebbe al proprio stipendiuccio e ad un po' di amor proprio femminile se gli mettessero sul piatto un milione di euro per mostrarsi sorridente... ma anche un uomo direi, no? Della serie: chi è più scemo signor Michaels, la Canalis o chi gli va dietro? (SEGUE)
Campi di lavoro. L'on. Lumia a Corleone parla dei nuovi "equilibri" di Cosa Nostra
Venerdì scorso, i ragazzi avevano incontrato il segretario della Cgil, Dino Paternostro«Oggi a Palermo abbiamo incontrato i magistrati e le forze dell’ordine per capire meglio cosa sta accadendo nell’universo Cosa Nostra. E le notizie sono preoccupanti», ha detto ieri sera a Corleone l’on. Giuseppe Lumia, vice-presidente della Commissione antimafia, incontrando nei locali del centro multimediale “Santa Lucia” i ragazzi dei campi di lavoro antimafia. (SEGUE)
Lettera aperta di Salvatore Borsellino: "Ancora tante domande senza risposta sul 19 luglio '92"
PALERMO - Sono ancora tante le domande senza risposta nella strage di via D'Amelio, il 19 luglio '92 a Palermo, in cui morirono il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta massacrati dall'esplosivo nascosto in una Fiat 126. Ne è convinto il fratello del magistrato, Salvatore Borsellino, che in una lettera aperta chiede di avere alcune di quelle risposte. "Chiedo al procuratore Pietro Giammanco - scrive - allontanato da Palermo dopo l'assassinio di Paolo perché non abbia disposto la bonifica e la zona di rimozione per via D'Amelio. Eppure nella stessa via, al n.68 era stato da poco scoperto un covo dei Madonia e, a parte il pericolo oggettivo per l'incolumità di Paolo Borsellino, le segnalazioni di pericolo reale che pervenivano i quei giorni erano tali da far confidare da Paolo a Pippo Tricoli lo stesso 19 luglio: 'è arrivato in città il carico di tritolo per me'". La stessa domanda Salvatore Borsellino la pone all'allora prefetto di Palermo Mario Jovine. (SEGUE)
Quando in via D’Amelio cadde il ramo dell’olivo
di
Vincenzo Consolo
L’omerica immagine dell’olivo e dell’olivastro, del ceppo che nutre due rami diversi, è simbolo della civiltà che s’innesta, con gesto di coltura e cultura, di volontà e di sapienza, sul tronco dove insieme è cresciuto, spontaneo, selvatico, il ramo dell’olivastro; della civiltà che, se non è curata, difesa, può regredire e perdersi nel caos, nel disordine da cui proviene. È simbolo più che mai, quel ceppo dai due rami fittamente intrecciati, di questa «nostra terra bellissima e disgraziata», come l’ha definita Paolo Borsellino, della Sicilia della più antica, più ricca civiltà e insieme della barbarie più feroce e rovinosa. (SEGUE)
Vincenzo Consolo L’omerica immagine dell’olivo e dell’olivastro, del ceppo che nutre due rami diversi, è simbolo della civiltà che s’innesta, con gesto di coltura e cultura, di volontà e di sapienza, sul tronco dove insieme è cresciuto, spontaneo, selvatico, il ramo dell’olivastro; della civiltà che, se non è curata, difesa, può regredire e perdersi nel caos, nel disordine da cui proviene. È simbolo più che mai, quel ceppo dai due rami fittamente intrecciati, di questa «nostra terra bellissima e disgraziata», come l’ha definita Paolo Borsellino, della Sicilia della più antica, più ricca civiltà e insieme della barbarie più feroce e rovinosa. (SEGUE)
7/15/2007
I volontari dei campi di lavoro hanno pulito l'area di Portella della Ginestra. "Anche così si coltiva la memoria"
Ieri mattina il nostro campo di lavoro ha effettuto una missione un pò particolare. Infatti il previsto incontro pomeridiano previsto con alcuni superstiti della Strage di Portella della Ginestra è stata anticipata alla mattina. Dovevamo mantenere un impegno preso quindici giorni fa quando facendo visita a questa località avevamo preso atto del mancato taglio dell'erba e di una situazione certamente poco dignitosa per un luogo di ricordo e memoria del movimento contadino siciliano. Così io e Calogero salutando i compagni del luogo ci impegnammo a fare quanto prima una pulizia generale dell'area .Sono convinto che altri avevano questo compito in quanto è un dovere istituzionale tenere pulito e in modo decoroso i luoghi della memoria e di grande valore storico. Probabilmente il Sindaco di Piana degli Albanesi non la pensa così o forse preso dalle tante attività istituzionali si è "distratto". Potevamo fare un articolo di protesta sulla stampa o sollecitare un interrogazione in consiglio comunale. Abbiamo scelto un azione semplice e ricca di concretezza. SEGUE
Maurizio Pascucci
L'accusa del Financial Times: "L'Italia un paese di veline e di donne-oggetto"
"Dimenticato il femminismo". Per il giornale inglese, le donne sono trattate peggio solo a Cipro, Egitto e Corea
di ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA - Fin dal titolo, è un'accusa senza mezzi termini: "La terra che ha dimenticato il femminismo", sovraimpresso sul noto cartellone pubblicitario di Telecom Italia in cui Elisabetta Canalis, seduta a gambe incrociate con un telefonino in mano, piega il busto in avanti, in una posizione non proprio comodissima, rivelando una generosa scollatura. E' la copertina dell'inserto patinato del Financial Times di ieri, che in un articolo di quattro pagine denuncia severamente il trattamento riservato alle donne nel nostro paese: l'uso di vallette seminude in ogni genere di programma televisivo, gli spot pubblicitari dominati da allusioni sessuali, il prevalere della donna come oggetto, destinata a stuzzicare "i genitali dell'uomo, anziché il cervello". Non solo: secondo l'autore del servizio, Adrian Michaels, corrispondente da Milano dell'autorevole quotidiano finanziario, potrebbe esserci un legame fra l'onnipresenza di maggiorate in abiti discinti sui nostri mezzi di comunicazione e la scarsità di donne ai vertici della politica, del business, delle professioni in Italia. SEGUE
di ENRICO FRANCESCHINILONDRA - Fin dal titolo, è un'accusa senza mezzi termini: "La terra che ha dimenticato il femminismo", sovraimpresso sul noto cartellone pubblicitario di Telecom Italia in cui Elisabetta Canalis, seduta a gambe incrociate con un telefonino in mano, piega il busto in avanti, in una posizione non proprio comodissima, rivelando una generosa scollatura. E' la copertina dell'inserto patinato del Financial Times di ieri, che in un articolo di quattro pagine denuncia severamente il trattamento riservato alle donne nel nostro paese: l'uso di vallette seminude in ogni genere di programma televisivo, gli spot pubblicitari dominati da allusioni sessuali, il prevalere della donna come oggetto, destinata a stuzzicare "i genitali dell'uomo, anziché il cervello". Non solo: secondo l'autore del servizio, Adrian Michaels, corrispondente da Milano dell'autorevole quotidiano finanziario, potrebbe esserci un legame fra l'onnipresenza di maggiorate in abiti discinti sui nostri mezzi di comunicazione e la scarsità di donne ai vertici della politica, del business, delle professioni in Italia. SEGUE
NELLA FOTO: Le Letterine di "Passaparola"
NORD E SUD. Beni confiscati inutilizzabili
di Linda Chiaramonte
I tentacoli della mafia hanno raggiunto anche una tranquilla cittadina sulle colline di Bologna, a 18 km dal centro. Aria buona e vista sul verde. Siamo lontani anni luce dai regolamenti di conti a colpi di lupara fatti in pieno giorno e dalla triste scia di sangue del sud. Qui le infiltrazioni mafiose hanno un'altra faccia, quella della speculazione edilizia e del riciclaggio di denaro sporco. Siamo a Pianoro, paese di circa 17.000 abitanti, completamente ricostruito dopo essere stato raso al suolo durante la seconda guerra mondiale, tanto che di quegli anni non restano neanche i documenti dell'anagrafe. SEGUE
I tentacoli della mafia hanno raggiunto anche una tranquilla cittadina sulle colline di Bologna, a 18 km dal centro. Aria buona e vista sul verde. Siamo lontani anni luce dai regolamenti di conti a colpi di lupara fatti in pieno giorno e dalla triste scia di sangue del sud. Qui le infiltrazioni mafiose hanno un'altra faccia, quella della speculazione edilizia e del riciclaggio di denaro sporco. Siamo a Pianoro, paese di circa 17.000 abitanti, completamente ricostruito dopo essere stato raso al suolo durante la seconda guerra mondiale, tanto che di quegli anni non restano neanche i documenti dell'anagrafe. SEGUE
Villabate. Il boss riceveva nell'ufficio del sindaco
PALERMO - Quando l'ex sindaco di Villabate Giuseppe Navetta, eletto nella lista di Forza Italia, era assente, nella stanza in municipio il boss Antonino Mandalà era solito ricevere amici e cittadini in cerca di favori. Il particolare è stato rivelato dal maresciallo Sigismondo Caldareri, ex comandante della stazione dei carabinieri di Villabate, che ha deposto al processo a sette persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa e corruzione, in corso davanti alla quinta sezione del tribunale di Palermo. "Abbiamo accertato - ha detto il sottufficiale - che quando il primo cittadino non era in Municipio, Mandalà occupava il suo ufficio per ricevere persone". SEGUE
LA STAGIONE DEI SEGRETI. Lettera aperta a Romano Prodi
Sono, in sintesi, le ragioni per cui i quattordici parlamentari europei della Sinistra hanno deciso di indirizzare a Romano Prodi la lettera che trovate su questa pagina. Una richiesta di chiarezza e di coerenza che può trovare un solo sbocco: togliere il segreto di stato da tutto ciò che riguarda il sequestro di Abu Omar e revocare il conflitto di attribuzioni che rischia di bloccare il processo di Milano. SEGUE
Claudio Fava
7/13/2007
Il procuratore Piero Grasso: "La mafia ha già fatto l'accordo sugli affari italo-americani"
Risolto il problema Inzerillo, tornano in Sicilia i figli dei boss scappati negli Usa per sfuggire ai Corleonesi. E si riprendono il potere perduto
di Attilio Bolzoni e Giuseppe D'Avanzo
PALERMO - Chi è Frank Calì, e perché tutti lo cercano? Quel nome - il nome di un siculo-americano - ritorna ossessivamente nelle "parlate" degli uomini di Cosa Nostra. Lo fanno a Palermo, lo ripetono nel New Jersey, lo bisbigliano a Corleone. Di Frank sentiremo ancora parlare, giurateci. Eppure, al Dipartimento di Giustizia, Calì non appare mai nei report sulle cinque "grandi famiglie" di New York, i Gambino, i Bonanno, i Lucchese, i Genovese e i Colombo. Soltanto poche, quasi distratte, righe in un dossier dell'Fbi. Più o meno un "signor nessuno" che deve avere però un potere invisibile o ancora sconosciuto, se negli ultimi tre anni per lo meno una mezza dozzina di "delegazioni" di mafiosi siciliani lo hanno raggiunto dall'altra parte dell'Oceano per discutere di "affari". Ma di quali affari? E, soprattutto, di quale portata e per quali progetti? Questa è la storia, o meglio il primo paragrafo di una storia che soltanto il tempo potrà scrivere. Vi si rintracciano indizi di un prepotente risveglio di Cosa Nostra dopo un muto decennio di ibernazione. LEGGI
di Attilio Bolzoni e Giuseppe D'AvanzoPALERMO - Chi è Frank Calì, e perché tutti lo cercano? Quel nome - il nome di un siculo-americano - ritorna ossessivamente nelle "parlate" degli uomini di Cosa Nostra. Lo fanno a Palermo, lo ripetono nel New Jersey, lo bisbigliano a Corleone. Di Frank sentiremo ancora parlare, giurateci. Eppure, al Dipartimento di Giustizia, Calì non appare mai nei report sulle cinque "grandi famiglie" di New York, i Gambino, i Bonanno, i Lucchese, i Genovese e i Colombo. Soltanto poche, quasi distratte, righe in un dossier dell'Fbi. Più o meno un "signor nessuno" che deve avere però un potere invisibile o ancora sconosciuto, se negli ultimi tre anni per lo meno una mezza dozzina di "delegazioni" di mafiosi siciliani lo hanno raggiunto dall'altra parte dell'Oceano per discutere di "affari". Ma di quali affari? E, soprattutto, di quale portata e per quali progetti? Questa è la storia, o meglio il primo paragrafo di una storia che soltanto il tempo potrà scrivere. Vi si rintracciano indizi di un prepotente risveglio di Cosa Nostra dopo un muto decennio di ibernazione. LEGGI
7/12/2007
A Corleone, abbiamo iniziato a trebbiare il grano!
Diario del primo giorno di lavoro del nuovo gruppo di volontari toscani. Ci sono anche ragazzi dell'Azione Cattolica, con un sacerdote...
Ed eccoci al nostro primo giorno di lavoro: sveglia all’alba, rapida colazione e alle 7:30 siamo pronti per andare sul campo di grano per la mietitura con la trebbia. La vita contadina all’inizio ci stupisce un pò: tutto ci sembra lento, tranquillo e in effetti è proprio così.. Anche il grano per sua natura ha bisogno del sole per asciugarsi, così attendiamo il momento giusto per accendere la trebbiatrice. Dopo un pò ci dividiamo in due gruppi: alcuni vanno al magazzino a sistemare il grano raccolto, gli altri assistono ancora alla trebbiatura....e intanto il sole cuoce sempre di più...
Terminata la giornata lavorativa ci attende un sostanzioso pranzo e poi un pò di meritata siesta...momenti in cui il gruppo sembra unirsi sempre più, fra chitarre, giochi a carte e risate.
Nel tardo pomeriggio ci dividiamo nuovamente: i ragazzi di Pisa che fanno parte di un gruppo parrocchiale si ritrovano per la messa in una chiesa nelle vicinanze e condividono questo momento con alcuni corleonesi. Gli altri si incontrano con i ragazzi del circolo “incontrArci” che raccontano la storia del movimento antimafia di Corleone attraverso le figure di Bernardino Verro e Placido Rizzoto e i luoghi chiave della loro vita.
Ci ritroviamo tutti a casa per la cena, ancora una volta a lume di candela...la luce è tornata, ma non in sala da pranzo per colpa di un guasto!
La serata è alla sala multimediale del paese, nuovamente insieme ai ragazzi di “incontrArci”. C’è la proiezione del film-documentario sulla mafia “la mattanza”. Benchè i nostri occhi si chiudano per la stanchezza l’interesse è alto. Nel film viene più volte descritta la figura di Provenzano e ci fa un certo effetto pensare che siamo alloggiati in una casa che fino alla confisca, avvenuta due anni fa, era di sua proprietà.
10 luglio 2007
NELLA FOTO: il momento "magico" della trebbiatura del grano,
quello con la vitamina "L" della Legalità
Ed eccoci al nostro primo giorno di lavoro: sveglia all’alba, rapida colazione e alle 7:30 siamo pronti per andare sul campo di grano per la mietitura con la trebbia. La vita contadina all’inizio ci stupisce un pò: tutto ci sembra lento, tranquillo e in effetti è proprio così.. Anche il grano per sua natura ha bisogno del sole per asciugarsi, così attendiamo il momento giusto per accendere la trebbiatrice. Dopo un pò ci dividiamo in due gruppi: alcuni vanno al magazzino a sistemare il grano raccolto, gli altri assistono ancora alla trebbiatura....e intanto il sole cuoce sempre di più...Terminata la giornata lavorativa ci attende un sostanzioso pranzo e poi un pò di meritata siesta...momenti in cui il gruppo sembra unirsi sempre più, fra chitarre, giochi a carte e risate.
Nel tardo pomeriggio ci dividiamo nuovamente: i ragazzi di Pisa che fanno parte di un gruppo parrocchiale si ritrovano per la messa in una chiesa nelle vicinanze e condividono questo momento con alcuni corleonesi. Gli altri si incontrano con i ragazzi del circolo “incontrArci” che raccontano la storia del movimento antimafia di Corleone attraverso le figure di Bernardino Verro e Placido Rizzoto e i luoghi chiave della loro vita.
Ci ritroviamo tutti a casa per la cena, ancora una volta a lume di candela...la luce è tornata, ma non in sala da pranzo per colpa di un guasto!
La serata è alla sala multimediale del paese, nuovamente insieme ai ragazzi di “incontrArci”. C’è la proiezione del film-documentario sulla mafia “la mattanza”. Benchè i nostri occhi si chiudano per la stanchezza l’interesse è alto. Nel film viene più volte descritta la figura di Provenzano e ci fa un certo effetto pensare che siamo alloggiati in una casa che fino alla confisca, avvenuta due anni fa, era di sua proprietà.
10 luglio 2007
NELLA FOTO: il momento "magico" della trebbiatura del grano,
quello con la vitamina "L" della Legalità
Corleone, un incendio distrugge un campo di lenticchie della coop antimafia "Lavoro e non Solo"
Distrutta da un incendio una coltivazione di lenticchie sul terreno di contrada Torre dei Fiori (Monreale) confiscato alla mafia e gestito della cooperativa “Lavoro e non solo”. Lunedi scorso, 9 luglio, un incendio ha distrutto 14 ettari di terreno coltivati a lenticchie dalla Cooperativa “Lavoro e non solo”. La raccolta delle lenticchie sarebbe dovuta avvenire nei prossimi giorni con la conseguente messa in commercio di 20 mila confezioni. Diversi sono gli incendi che in quel giorno hanno interessato il territorio dell’Alto Belice Corleonese. Aspettiamo la conclusione delle indagini delle forze dell’ordine che sono in corso di svolgimento e che accerteranno i fatti. La cooperativa nel frattempo ha presentato una circostanziata denuncia ai carabinieri di Corleone, dal momento che non escludiamo la natura dolosa di questo incendio. Dopo il danneggiamento ad opera della mafia dei vigneti, avvenuto nello scorso maggio, questo nuovo “incidente” condizionerà fortemente la produzione annuale della cooperativa: si ipotizza un mancato ricavo di almeno 30 mila euro.Arci Sicilia
Coop “Lavoro e non solo”
11 luglio 2007
7/11/2007
Emergenza casa. "Assegniamo ai senza-tetto gli alloggi confiscati alla mafia", propone Orlando
Roma, 11 luglio - Nel corso del "question time" di oggi alla Camera, il Ministro delle politiche sociali Paolo Ferrero ha risposto ad una interrogazione urgente di Leoluca Orlando sull'emergenza casa nei grandi centri urbani. Il Ministro ha ricordato che è stato redatto da parte del Governo un piano nazionale per l'edilizia popolare che "prevede in particolare il recupero degli alloggi pubblici non attualmente utilizzabili perché in condizioni non sufficientemente adeguate per essere locati." Il Ministro ha anche affermato che nell'ambito della prossima legge finanziaria saranno reperiti i fondi necessari alla realizzazione del piano. Sulla proposta avanzata da Orlando di utilizzare i beni confiscati (solo nella provincia di Palermo sarebbero circa 500 gli appartamenti utilizzabili), il Ministro ha affermato che le azioni necessarie sono due: " lavorare con l'Agenzia del demanio per rendere immediatamente disponibili le unità abitative confiscate ai boss e chiedere al Presidente del Consiglio di costituire l'Agenzia per i beni confiscati in modo che ciò venga fatto e possa diventare strutturale tale utilizzo dei beni a fini abitativi."L'intervento del Ministro e la risposta di Leoluca Orlando
Palermo, manifesti anonimi contro la mafia
PALERMO - Manifesti anonimi contro la mafia e contro l'abolizione dell'ergastolo sono comparsi sui muri in diverse zone di Palermo. Accanto ai cartelli dei negozianti che promuovono i 'saldi' cominciati lo scorso sabato, nei manifesti anonimi campeggia la scritta "Arrivano i saldi-Ma non per i mafiosi-abolire l'ergastolo è un crimine". Una campagna provocatoria proprio in concomitanza con l'avvio degli sconti in città e che ricorda quella lanciata, inizialmente in forma anonima, contro il racket delle estorsioni dai ragazzi di Addiopizzo. Altri manifesti sono stati affissi a Bagheria, Ficarazzi e Monreale. La proposta di abolizione dell'ergastolo è da settimane al centro di polemiche.E proprio questa notte, due negozi di Palermo, una pasticceria e una profumeria, hanno subito danneggiamenti. Entrambi gli episodi potrebbero essere riconducibili a intimidazioni da parte del racket delle estorsioni. Il titolare della pasticceria Mercurio, in via Tiepoli, ha trovato questa mattina il lucchetto della saracinesca del locale incollato con dell'attak e ha presentato denuncia.La proprietaria della profumeria, in via Tommaso Natale, invece, all'apertura del negozio ha trovato la saracinesca e l'insegna incendiate. Di fronte all'ingresso dell'esercizio commerciale è stata trovata una chiazza di liquido infiammabile. Sui due episodi indaga la polizia.
11/07/2007
11/07/2007
Il ministro Amato: "Picchiare le donne è un'usanza siculo-pakistana". Ed è polemica
Pensioni minime, aumenti per 3,4 milioni di persone
di Felicia Masocco
Raggiunto l’accordo sull’aumento delle pensioni basse. L’intesa è arrivata nella notte, al termine di una riunione fiume tra il ministro del Lavoro e Cgil, Cisl, Uil e Ugl e prevede incrementi per 3 milioni e 400 mila anziani, di cui 300mila con assegni sociali. Un «giusto compromesso», è stato detto, articolato in tre punti. Il primo riguarda uomini e donne che abbiano raggiunto i 64 anni e abbiano un reddito individuale di 8.504,73 euro, prima casa esclusa. Se hanno versato fino a 15 anni di contributi (18 anni per i lavoratori autonomi) avranno un aumento annuale di 333 euro, pari a 28 euro mensili. Dai 15 anni e fino ai 25 (dai 18 ai 28 anni per gli autonomi) l’incremento sarà di 420 euro, cioè 33 euro al mese. Oltre i 25 (28 per gli autonomi) sarà di 505 euro, 39 al mese. Leggi
Raggiunto l’accordo sull’aumento delle pensioni basse. L’intesa è arrivata nella notte, al termine di una riunione fiume tra il ministro del Lavoro e Cgil, Cisl, Uil e Ugl e prevede incrementi per 3 milioni e 400 mila anziani, di cui 300mila con assegni sociali. Un «giusto compromesso», è stato detto, articolato in tre punti. Il primo riguarda uomini e donne che abbiano raggiunto i 64 anni e abbiano un reddito individuale di 8.504,73 euro, prima casa esclusa. Se hanno versato fino a 15 anni di contributi (18 anni per i lavoratori autonomi) avranno un aumento annuale di 333 euro, pari a 28 euro mensili. Dai 15 anni e fino ai 25 (dai 18 ai 28 anni per gli autonomi) l’incremento sarà di 420 euro, cioè 33 euro al mese. Oltre i 25 (28 per gli autonomi) sarà di 505 euro, 39 al mese. Leggi
In 400mila chiedono che l'acqua sia solo pubblica
Un brindisi in piazza Montecitorio per ripartire a base di prosecco e di acqua rigorosamente del rubinetto. I comitati per l'acqua pubblica sono appena usciti dalla Camera dove hanno consegnato al presidente Fausto Bertinotti le 406mila e 626 firme a sostegno della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua e riprendono le fila del discorso, riorganizzano le idee per continuare la battaglia.Non prima però di avere brindato e gioito per il grande risultato ottenuto: «La campagna nazionale è stata un grande successo», sostengono. Dice Marco Bersani, uno dei leader del movimento: «Abbiamo chiesto al presidente della Camera un impegno per l'immediata calendarizzazione della nostra proposta di legge - spiega - e Bertinotti ci ha assicurato il suo impegno». Leggi
7/10/2007
Da Firenze a Corleone, il terzo campo di lavoro sui terreni confiscati alla mafia
di FRANCESCA BALESTRI
Domenica, alle 19.30, arriva la proposta di Maurizio di andare con lui a salutare cinque dei ragazzi che partono dalla stazione di Campo di Marte di Firenze alla volta di Corleone, per il terzo capo di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, che inizierà domani. Un campo particolare, il primo in cui i volontari dormiranno per 15 giorni nella casa di Bernardo Provenzano.
I ragazzi li riconosco subito anche se non li ho mai visti. Sono lì, giovanissimi e emozionantissimi, con i loro familiari in attesa del treno notte che è in ritardo (fortuna loro) di soli 10 minuti! Scatto un paio di foto, scambio poche parole. Anche i genitori sono molto simpatici, mi metto neri loro panni: non deve essere facile salutarli sapendo dove sono diretti e a fare che cosa. Uno di loro ha la ragazza. Faccio la gaffe di chiederle come mai lei non parte, visto che le ragazze sono di gran lunga più numerose dei ragazzi…in quel momento arriva il treno, i due si salutano, lei piange…anche questi momenti dolorosi di separazione fanno parte della crescita di un bel rapporto d’amore. (SEGUE)
Domenica, alle 19.30, arriva la proposta di Maurizio di andare con lui a salutare cinque dei ragazzi che partono dalla stazione di Campo di Marte di Firenze alla volta di Corleone, per il terzo capo di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, che inizierà domani. Un campo particolare, il primo in cui i volontari dormiranno per 15 giorni nella casa di Bernardo Provenzano.I ragazzi li riconosco subito anche se non li ho mai visti. Sono lì, giovanissimi e emozionantissimi, con i loro familiari in attesa del treno notte che è in ritardo (fortuna loro) di soli 10 minuti! Scatto un paio di foto, scambio poche parole. Anche i genitori sono molto simpatici, mi metto neri loro panni: non deve essere facile salutarli sapendo dove sono diretti e a fare che cosa. Uno di loro ha la ragazza. Faccio la gaffe di chiederle come mai lei non parte, visto che le ragazze sono di gran lunga più numerose dei ragazzi…in quel momento arriva il treno, i due si salutano, lei piange…anche questi momenti dolorosi di separazione fanno parte della crescita di un bel rapporto d’amore. (SEGUE)
7/09/2007
Voto controllato a Corleone? Il sindaco Iannazzo annuncia una querela contro Nicolò Nicolosi
Intanto, pare che la Procura della Repubblica di Termini abbia avviato un'inchiesta sulla gestione del servizio civile
CORLEONE - A quanto pare, la vicenda Cidma non si è chiusa con l’assemblea dei soci di giovedì sera. Era prevedibile che la “guerra” tra il sindaco Iannazzo e l’ex sindaco Nicolosi (presidente del Cidma succeduto a se stesso) continuasse. E così è stato. Entrambi hanno scritto lettere al Prefetto, al Presidente della commissione antimafia e al Presidente della Repubblica, spiegando le proprie ragioni. Ma l’impressione è che questa “guerra guerreggiata” stia determinando la paralisi dell’associazione.D’altra parte, le premesse ci sono tutte. Nell’assemblea di giovedì (la notizia è trapelata dopo), Nicolosi ha ribadito al sindaco Iannazzo l’accusa di avere “controllato” il voto amministrativo di maggio, quello che ha sancito la vittoria dell’esponente di Alleanza Nazionale per soli tre voti. E Iannazzo non ci ha più visto dagli occhi: Ha telefonato alla Caserma dei carabinieri e, quando intorno alle 22.00 il capitano e il maresciallo sono arrivati al Cidma, il sindaco ha annunciato di voler sporgere querela contro il suo predecessore. (SEGUE)
CORLEONE - A quanto pare, la vicenda Cidma non si è chiusa con l’assemblea dei soci di giovedì sera. Era prevedibile che la “guerra” tra il sindaco Iannazzo e l’ex sindaco Nicolosi (presidente del Cidma succeduto a se stesso) continuasse. E così è stato. Entrambi hanno scritto lettere al Prefetto, al Presidente della commissione antimafia e al Presidente della Repubblica, spiegando le proprie ragioni. Ma l’impressione è che questa “guerra guerreggiata” stia determinando la paralisi dell’associazione.D’altra parte, le premesse ci sono tutte. Nell’assemblea di giovedì (la notizia è trapelata dopo), Nicolosi ha ribadito al sindaco Iannazzo l’accusa di avere “controllato” il voto amministrativo di maggio, quello che ha sancito la vittoria dell’esponente di Alleanza Nazionale per soli tre voti. E Iannazzo non ci ha più visto dagli occhi: Ha telefonato alla Caserma dei carabinieri e, quando intorno alle 22.00 il capitano e il maresciallo sono arrivati al Cidma, il sindaco ha annunciato di voler sporgere querela contro il suo predecessore. (SEGUE)
Valle dei Templi (Agrigento): niente biglietti gratis per 38 bimbi figli di extracomunitari
Cammarata: "Intollerabile, sono esterrefatto".
Il ministro Ferrero: "Atto di razzismo"
AGRIGENTO - Discriminazione razziale o rigidità burocratica, il risultato non cambia: niente biglietti gratuiti per 38 bambini di una scuola di Palermo, alcuni dei quali figli di extracomunitari in regola, in gita alla Valle dei Templi di Agrigento. L'ingresso gratuito, infatti, è previsto per i minori, purché appartenenti alla Comunità Europea. I bimbi, alcuni dei quali con la pelle scura ma tutti residenti a Palermo, non avevano nessun documento che attestasse la loro nazionalità. Quindi, niente visita gratis. (SEGUE)
Il ministro Ferrero: "Atto di razzismo"
AGRIGENTO - Discriminazione razziale o rigidità burocratica, il risultato non cambia: niente biglietti gratuiti per 38 bambini di una scuola di Palermo, alcuni dei quali figli di extracomunitari in regola, in gita alla Valle dei Templi di Agrigento. L'ingresso gratuito, infatti, è previsto per i minori, purché appartenenti alla Comunità Europea. I bimbi, alcuni dei quali con la pelle scura ma tutti residenti a Palermo, non avevano nessun documento che attestasse la loro nazionalità. Quindi, niente visita gratis. (SEGUE)
Sismi-Telecom colpo doppio
di Marco Travaglio
I pompieri di Pompa & C. sono già all’opera nel tentativo di spegnere lo scandalo di spionaggio illegale più grave dai tempi del caso Sifar: quello del Sismi dell’èra Pollari. Ma l’impresa di minimizzare i dossier sequestrati nell’ufficio pompesco di via Nazionale è ardua: salvo dimostrare che quegli appunti si sono scritti da soli, o che erano la bozza di un romanzo giallo, o magari che lo spione che li compilava e conservava era dotato di virtù divinatorie.Visto che i bersagli delle sue attenzioni entravano ipso facto nel mirino di Berlusconi e della sua band. L'episodio più grave tra quelli finora emersi, dunque il più ignorato da pompieri & minimizzatori, è quello rivelato due giorni fa da Francesco Grignetti su la Stampa: il falso dossier di Pompa per screditare l'allora capo del Sismi, ammiraglio Gianfranco Battelli, poi sostituito dall'amico (di Pompa e di Berlusconi) Niccolò Pollari. Un caso da manuale di «tecnica di un colpo di mano», che fa il paio con quello gemello avvenuto in casa Telecom negli stessi giorni dell'estate 2001: la prima estate del secondo governo Berlusconi. (SEGUE)
I pompieri di Pompa & C. sono già all’opera nel tentativo di spegnere lo scandalo di spionaggio illegale più grave dai tempi del caso Sifar: quello del Sismi dell’èra Pollari. Ma l’impresa di minimizzare i dossier sequestrati nell’ufficio pompesco di via Nazionale è ardua: salvo dimostrare che quegli appunti si sono scritti da soli, o che erano la bozza di un romanzo giallo, o magari che lo spione che li compilava e conservava era dotato di virtù divinatorie.Visto che i bersagli delle sue attenzioni entravano ipso facto nel mirino di Berlusconi e della sua band. L'episodio più grave tra quelli finora emersi, dunque il più ignorato da pompieri & minimizzatori, è quello rivelato due giorni fa da Francesco Grignetti su la Stampa: il falso dossier di Pompa per screditare l'allora capo del Sismi, ammiraglio Gianfranco Battelli, poi sostituito dall'amico (di Pompa e di Berlusconi) Niccolò Pollari. Un caso da manuale di «tecnica di un colpo di mano», che fa il paio con quello gemello avvenuto in casa Telecom negli stessi giorni dell'estate 2001: la prima estate del secondo governo Berlusconi. (SEGUE)
Vi racconto la storia di un'adozione
di Maurizio Chierici
Nei giorni dei corvi e delle spie, la storia di Massimo e Maria, milanesi sui 30 anni, non varrebbe la pena d’essere raccontata: banale, trasparente, acqua fresca. Inutile pedinare e registrare. Non eccita nessuna Betulla, più o meno in divisa. Briciole inutili di umanità. Un anno fa marito e moglie senza figli hanno deciso di adottare un bambino. Le procedure stanno finendo: lente ma è la lentezza della quale Maria e Massimo riconoscono l’opportunità.Da un colloquio all’altro il loro progetto cambia. Quando pensavano a un figlio, vedevano questo figlio come cosa propria; lentamente si sono resi conto che non doveva essere così. Lo volevano straniero e fra i bambini lontani preferivano un bambino dell’America Centrale perché - in modo diverso - marito e moglie sono legati a quella realtà. Piano, piano hanno capito che le porte andavano lasciate aperte: nessuna prevenzione se arrivava un piccolo latino, o africano o italiano.(SEGUE)
Nei giorni dei corvi e delle spie, la storia di Massimo e Maria, milanesi sui 30 anni, non varrebbe la pena d’essere raccontata: banale, trasparente, acqua fresca. Inutile pedinare e registrare. Non eccita nessuna Betulla, più o meno in divisa. Briciole inutili di umanità. Un anno fa marito e moglie senza figli hanno deciso di adottare un bambino. Le procedure stanno finendo: lente ma è la lentezza della quale Maria e Massimo riconoscono l’opportunità.Da un colloquio all’altro il loro progetto cambia. Quando pensavano a un figlio, vedevano questo figlio come cosa propria; lentamente si sono resi conto che non doveva essere così. Lo volevano straniero e fra i bambini lontani preferivano un bambino dell’America Centrale perché - in modo diverso - marito e moglie sono legati a quella realtà. Piano, piano hanno capito che le porte andavano lasciate aperte: nessuna prevenzione se arrivava un piccolo latino, o africano o italiano.(SEGUE)Lercara (Palermo): freddato a colpi di fucile, in perfetto stile mafioso
PALERMO - Un uomo è stato ucciso con diversi colpi di fucile da caccia nelle campagne di Lercara Friddi, in provincia di Palermo. Si tratta di Pietro D'Amore, commerciante di fieno di 33 anni, che era stato scarcerato dopo una lunga detenzione il 20 maggio scorso dopo essere stato assolto dall'accusa di aver assassinato l'allevatore di Lercara, Salvatore Lo Forte, ucciso il 22 settembre 2003.A indagare sono i carabinieri. D'Amore è stato raggiunto dai sicari mentre stava caricando delle balle di fieno su un camion in aperta campagna, in contrada Frilli. L'esecuzione ricalca lo stile mafioso. A sparare sono stati due uomini incappucciati. (SEGUE)
La Grande Spia tenta l'ultimo ricatto: Pollari vorrebbe "chiarire", ma può dire la verità al processo di Milano e alla procura di Roma
di GIUSEPPE D'AVANZO
ROMA - Nicolò Pollari, appena ieri lo spione più amato dalla politica italiana, si dice "pronto a raccontare i misteri d'Italia dagli anni Ottanta ad oggi, nonostante l'atmosfera di regime". Non si accontenta delle stanze chiuse della commissione di controllo sui servizi segreti (Copaco). Sono troppo protette, dice, e i commissari vincolati alla riservatezza per quel che ascoltano e accertano. Insomma, da quelle stanze lo spione non può parlare "ai cittadini", come si è messo in testa di fare. (SEGUE)
ROMA - Nicolò Pollari, appena ieri lo spione più amato dalla politica italiana, si dice "pronto a raccontare i misteri d'Italia dagli anni Ottanta ad oggi, nonostante l'atmosfera di regime". Non si accontenta delle stanze chiuse della commissione di controllo sui servizi segreti (Copaco). Sono troppo protette, dice, e i commissari vincolati alla riservatezza per quel che ascoltano e accertano. Insomma, da quelle stanze lo spione non può parlare "ai cittadini", come si è messo in testa di fare. (SEGUE)Il New York Times sferza Bush: "E' giunto il momento per gli Usa di lasciare l'Iraq!"

WASHINGTON - "E' giunto il momento per gli Stati Uniti di lasciare l'Iraq". Il duro stop alla guerra, fortemente voluta dall'amministrazione Bush, arriva dal New York Times. Il quotidiano affida la sua dura presa di posizione ad un lungo editoriale che chiama 'La via del ritorno'. E sono parole che pesano come macigni sulla Casa Bianca. "Come tanti americani abbiamo rinviato questa conclusione in attesa di un segnale che il presidente Bush stesse cercando di sottrarre gli Stati Uniti al disastro da lui creato invadendo l'Iraq senza ragioni sufficienti, sfidando l'opposizione generale, senza un piano successivo per stabilizzare il paese", scrive il quotidiano. (SEGUE)
Rifiuti. Otto sindaci votano "no" al bilancio dell'Ato di Monreale. Ed è polemica
MONREALE - Approvato a maggioranza il bilancio dell’Ato rifiuti «Alto Belice ambiente». Ma otto sindaci su diciassette votano contro. A guidare il malcontento è Gaetano Caramanno, primo cittadino di Piana degli Albanesi: «C’è un buco di 2 milioni e 700 mila euro che ricadrà sui nostri Comuni e sui nostri cittadini. Per questo ho chiesto le dimissioni del consiglio d’amministrazione». Immediata la replica del presidente dell’Ato Pa 2, Lea Giangrande: «Quello di Caramanno è solo un attacco politico». (CONTINUA)
7/08/2007
Gli Ato? Dei carrozzoni mangia-soldi!
di DINO PATERNOSTRO
Che gli Ato-rifiuti siano dei carrozzoni mangia-soldi, capaci solo di elargire laute indennità ai loro amministratori e assunzioni superflue e clientelari a favore di questo o di quell’altro ras politico, non ci sono più ragionevoli dubbi. Che, poi, abbiano fallito l’obiettivo di garantire una gestione efficiente ed efficace dei rifiuti, accelerando sulla raccolta differenziata, anche questo è accertato. Al di là della posizione critica del sindaco di Piana degli Albanesi, Gaetano Caramanno, motivata probabilmente da poco nobili contrapposizioni pregresse, anche l’Ato “Belice Ambiente” di Monreale non sfugge a questa logica. (SEGUE)
Che gli Ato-rifiuti siano dei carrozzoni mangia-soldi, capaci solo di elargire laute indennità ai loro amministratori e assunzioni superflue e clientelari a favore di questo o di quell’altro ras politico, non ci sono più ragionevoli dubbi. Che, poi, abbiano fallito l’obiettivo di garantire una gestione efficiente ed efficace dei rifiuti, accelerando sulla raccolta differenziata, anche questo è accertato. Al di là della posizione critica del sindaco di Piana degli Albanesi, Gaetano Caramanno, motivata probabilmente da poco nobili contrapposizioni pregresse, anche l’Ato “Belice Ambiente” di Monreale non sfugge a questa logica. (SEGUE)Corleone, un parco-giochi inagibile!
Lettera aperta di Salvatore Saporito
Egregio sig. Sindaco,
Le scrivo questa lettera aperta per farLe presente una situazione che Lei dovrebbe conoscere meglio di me, e della quale mi auguro prenderà al più presto i dovuti provvedimenti.
Mi riferisco al parco giochi presente all’interno della villa comunale, dove ogni giorno tantissimi bambini passano il loro tempo divertendosi insieme. Da comune cittadino, che spera che la propria città offra servizi e spazi collettivi degni del terzo millennio Le dico subito che non ho mai visto uno spazio pubblico destinato al divertimento dei bambini così degradato e per di più pieno di rischi per la loro incolumità fisica. (CONTINUA)
Egregio sig. Sindaco,Le scrivo questa lettera aperta per farLe presente una situazione che Lei dovrebbe conoscere meglio di me, e della quale mi auguro prenderà al più presto i dovuti provvedimenti.
Mi riferisco al parco giochi presente all’interno della villa comunale, dove ogni giorno tantissimi bambini passano il loro tempo divertendosi insieme. Da comune cittadino, che spera che la propria città offra servizi e spazi collettivi degni del terzo millennio Le dico subito che non ho mai visto uno spazio pubblico destinato al divertimento dei bambini così degradato e per di più pieno di rischi per la loro incolumità fisica. (CONTINUA)
7/07/2007
Notte in casa Provenzano

L'ultima notte abbiamo dormito nella casa che fu di Bernardo Provenzano, di recente assegnata alla cooperativa "Lavoro e non solo". Un po’ di emozione e un po’ di paura percorre le stanze e i nostri pensieri per quella che sarà l'ultima notte corleonese prima del commiato. Prima di noi l'ultimo che ha dormito in questa casa è un Provenzano: Simone, il fratello del boss dei boss. Abbiamo tenuto tanto ad essere i primi a dormire in quelle stanze, tanto che ci siamo organizzati con taniche e candele per sopperire alla mancanza di luce ed acqua. Ma ne valeva la pena... (SEGUE)
Marco Pingitore
responsabile campo di lavoro
dei ragazzi toscani a Corleone
7/06/2007
Anche la bandiera della Cgil a "casa" Provenzano

Carissime,i,
anche la bandiera della CGIL è entrata nella casa oggetto della confisca alla famiglia Provenzano e assegnata alla Coop Lavoro e Non Solo.
Nella foto Marco Pingitore con alcuni giovani volontari che entrano in casa.
Un saluto
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coord Progetto Liberarci dalle Spine
anche la bandiera della CGIL è entrata nella casa oggetto della confisca alla famiglia Provenzano e assegnata alla Coop Lavoro e Non Solo.
Nella foto Marco Pingitore con alcuni giovani volontari che entrano in casa.
Un saluto
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coord Progetto Liberarci dalle Spine
7 luglio 2007
Tano Badalamenti, lo Stato gli confisca i beni
PALERMO - La sua morte non ha bloccato il passaggio allo Stato dei beni. Sono stati confiscati terreni, società, appartamenti appartenuti al boss di Cinisi, Gaetano Badalamenti, deceduto tre anni fa. Il patrimonio - secondo una stima non ufficiale - ammonterebbe a un centinaio di milioni di euro. Badalamenti morì nel centro medico federale di Devens, Ayer, Massachusetts, il 29 Aprile 2004. Fu accusato di essere il capomafia della sua città natale Cinisi e di capeggiare la cupola mafiosa nel 1970. Nel 1987 fu condannato negli Stati Uniti a 44 anni di reclusione in una prigione federale per essere stato uno dei leader della allora chiamata Pizza Connection, un anello di narcotraffico del valore di 1,65 miliardi di dollari, che utilizzava pizzerie come punti di spaccio dal 1975 al 1984. Badalamenti fu condannato all'ergastolo dai magistrati italiani per la morte del militante di Dp Peppino Impastato. Il procedimento per la confisca era iniziato nel 1982. La difesa aveva sostenuto che Badalamenti aveva acquistato tutto con i proventi del suo onesto lavoro. La sezione misure di prevenzione non ha creduto però a questa tesi.7 luglio 2007
FOTO: L'ingresso di casa Impastato a Cinisi
Il vero campo comincia adesso...
Non sono bravo a scrivere certe cose ma spero almeno di trasmettervi le emozioni che ha provocato in me questo campo di corleonesi a Pistoia. Beh, in breve posso dire che sono state due settimene che sicuramente non scordero mai, grazie al fatto che le persone che ho consciuto, i loro ideali e la loro voglia di fare del bene, mi hanno fatto aprire gli occhi e mi hanno dato la convinzione che uniti possimo fare molto... le emozioni sono state tante nel bene e nel male, ma che hanno rafforzato sempre più il nostro gruppo. Ringrazio i ragazzi che hanno partecipato a questo campo, Libero e Marco (i nostri coordinatori) , e tanti altri ancora che non sto qui ad elencare, perche lo hanno reso speciale. Voglio dire un'ultima cosa...ragazzi!!! Il vero campo inizia ora... su mettiamocela tutta perche c'è molto da lavorare e lottare...
Enrico Labruzzo
7 luglio 2007
Enrico Labruzzo
7 luglio 2007
Più Cidma per tutti...
di MARIO MIDULLA
Egregio direttore,
dopo avere assistito all’ultima assemblea straordinaria dei soci del Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafia, tenutasi il 5 luglio, che seguiva un consiglio straordinario del comune di Corleone che si era pronunciato il giorno prima sulle modifiche statutarie dello Statuto dello stesso Cidma, deliberando un documento all’unanimità (assolutamente non considerato nella stesura delle stesse “variazioni disinteressate”) ed eleggendo successivamente in assemblea ordinaria il “nuovo” Presidente, mi permetto di attingere a piene mani da un “vecchio” Città Nuove cartaceo che uscì in occasione dell’inaugurazione del centro in questione. (SEGUE)
Egregio direttore,dopo avere assistito all’ultima assemblea straordinaria dei soci del Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafia, tenutasi il 5 luglio, che seguiva un consiglio straordinario del comune di Corleone che si era pronunciato il giorno prima sulle modifiche statutarie dello Statuto dello stesso Cidma, deliberando un documento all’unanimità (assolutamente non considerato nella stesura delle stesse “variazioni disinteressate”) ed eleggendo successivamente in assemblea ordinaria il “nuovo” Presidente, mi permetto di attingere a piene mani da un “vecchio” Città Nuove cartaceo che uscì in occasione dell’inaugurazione del centro in questione. (SEGUE)
Il Consiglio comunale “propone”… ma è sempre il Cidma che “dispone”
CORLEONE – L’assemblea del Cidma di giovedì è durata un’intera nottata. Forte dell’ordine del giorno del consiglio, approvato all’unanimità, il sindaco Nino Iannazzo ha chiesto che, nella modifica dello statuto, fosse previsto che i componenti del comune passassero da due a quattro (rappresentando anche il consiglio comunale) e che presidente dell’associazione fosse il sindaco pro-tempore di Corleone, ma l’assemblea del Cidma ha accolto solamente il suggerimento che uno dei due membri del comune fosse il presidente del consiglio comunale. (Segue)
7/05/2007
Non mi appassiona la "guerra" pro o anti Nicolosi
Gli scontri nella seduta consiliare di mercoledì sera sono stati l’ennesima puntata della “guerra” tra “nicolosiani” e “antinicolosiani”. Una guerra che non mi appassiona e nella quale non ho nessuna intenzione di lasciarmi trascinare. (Segue)
Corleone, “guerra” per il Cidma. Ma poi, improvvisamente, è scoppiata la “pace”
CORLEONE – Mercoledì sera, il consiglio comunale ne ha discusso per ore (dalle 20.00 all’una e mezza del giorno successivo). Con toni accesi, quasi al limite della rissa e con il presidente Mario Lanza, che – ad un certo momento – non sapeva più a quale santo votarsi. L’oggetto del contendere? Il Cidma (Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e il Movimento Antimafia), o, per meglio dire, il “diritto” del consiglio comunale di dare “consigli” al sindaco sulle modifiche statutarie, che l’assemblea dei soci dovrà apportare all’importante associazione culturale, inaugurata il 12 dicembre 2000 dall’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. (SEGUE)
7/03/2007
Corleone, il Tar-Sicilia deciderà a novembre se ammettere il ricorso dell'ex sindaco Nicolosi

CORLEONE – E’ stata fissata per il prossimo 9 novembre, davanti ai giudici della terza sezione del TAR Sicilia, l’udienza per la discussione dei due ricorsi, presentati dall’ex sindaco Nicolò Nicolosi e da un gruppo di consiglieri comunali e suoi sostenitori (Arcangelo Ruffino, Angelo Labruzzo, Lea savona, Salvatore Sorisi, Dino Streva, Mario Lanza e Salvatore Schillaci), contro l’elezione del sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo, esponente di An. Nelle elezioni di ballottaggio del 27-28 maggio, il candidato sindaco Nicolosi era stato battuto da Iannazzo con appena tre voti di scarto (3.510 contro 3.513), determinati dagli elettori della piccola borgata di Ficuzza, perché a Corleone-città i due candidati avevano, incredibilmente, ottenuto lo stesso numero di preferenze. (Segue)
Polizia, le priorità di Manganelli

ROMA - "Una delle priorità da affrontare è la criminalità che opera nel Nord dell'Italia, soprattutto legata all'immigrazione clandestina". Il nuovo capo della polizia, Antonio Manganelli, si presenta così davanti alla commissione Affari costituzionali del Senato presieduta da Enzo Bianco. Il successore di De Gennaro parla di criminalità e di violenza negli stadi. Non tralasciando, però, le polemiche che hanno preceduto la sostituzione del suo predecessore: ''La discontinuità è nel fatto stesso che c'è una persona diversa, nel taglio e nella formazione che ognuno ha, nei rapporti con la base sindacale. Una discontinuità già c'è perché ci avviamo ad un nuovo corso''.
Allarme criminalità al Nord. "L'incidenza della criminalità diffusa legata all'immigrazione clandestina" è "una situazione che preoccupa" nelle regioni del nord d'Italia perché si tratta di "un dato che non possiamo considerare casuale". Per Manganelli è "una priorità l'esigenza di meglio controllare il territorio in certe aree". Anche con lo studio "di una serie di misure". Citando a più riprese i contenuti del Rapporto sulla sicurezza Manganelli, ha invitato tutti a ''non cadere nei luoghi comuni ed a superare gli stereotipi sul versante dell'ordine pubblico''. (Segue)
Allarme criminalità al Nord. "L'incidenza della criminalità diffusa legata all'immigrazione clandestina" è "una situazione che preoccupa" nelle regioni del nord d'Italia perché si tratta di "un dato che non possiamo considerare casuale". Per Manganelli è "una priorità l'esigenza di meglio controllare il territorio in certe aree". Anche con lo studio "di una serie di misure". Citando a più riprese i contenuti del Rapporto sulla sicurezza Manganelli, ha invitato tutti a ''non cadere nei luoghi comuni ed a superare gli stereotipi sul versante dell'ordine pubblico''. (Segue)
NELLA FOTO: Il nuovo capo della Polizia Antonio Manganelli
Nel Paese c’è fortissima una questione giovanile
di Paolo Nerozzi
I giovani. Mai come in questo periodo i giovani sembrano essere al centro di riflessioni e di discussioni. Addirittura Veltroni, nel suo discorso di accettazione della candidatura a segretario del Partito democratico ha affermato che occorre stipulare un patto per i giovani. Ma non sarà che il tanto parlarne non serva da alibi? Quel che è certo è che viviamo in un paese dove c’è fortissima una questione giovanile che si aggrava con il passare del tempo. (Segue)
I giovani. Mai come in questo periodo i giovani sembrano essere al centro di riflessioni e di discussioni. Addirittura Veltroni, nel suo discorso di accettazione della candidatura a segretario del Partito democratico ha affermato che occorre stipulare un patto per i giovani. Ma non sarà che il tanto parlarne non serva da alibi? Quel che è certo è che viviamo in un paese dove c’è fortissima una questione giovanile che si aggrava con il passare del tempo. (Segue)
Veltroni e il comunista
di Alfredo Reichlin
La novità e l'importanza di ciò che è avvenuto con la discesa in campo di Walter Veltroni consiste essenzialmente - mi pare - nel fatto che la costruzione di un partito davvero nuovo (cioè diverso da quelli attuali) ha compiuto un passo avanti serio. Non siamo più alla sommatoria di vecchi ceti politici. Veltroni ha cominciato a definire la fisionomia del nuovo partito. Una forza che si candida a governare una società moderna molto complessa e frammentata come quella italiana uscendo dai vecchi schemi dentro e indicando le condizioni possibili perché questo paese possa ricominciare a «stare insieme». Non c'entrano niente i buoni sentimenti. C'entra la consapevolezza di quali sfide stanno davanti alla nostra patria, e quindi, della necessità di un nuovo patto di cittadinanza. (Segue)
La novità e l'importanza di ciò che è avvenuto con la discesa in campo di Walter Veltroni consiste essenzialmente - mi pare - nel fatto che la costruzione di un partito davvero nuovo (cioè diverso da quelli attuali) ha compiuto un passo avanti serio. Non siamo più alla sommatoria di vecchi ceti politici. Veltroni ha cominciato a definire la fisionomia del nuovo partito. Una forza che si candida a governare una società moderna molto complessa e frammentata come quella italiana uscendo dai vecchi schemi dentro e indicando le condizioni possibili perché questo paese possa ricominciare a «stare insieme». Non c'entrano niente i buoni sentimenti. C'entra la consapevolezza di quali sfide stanno davanti alla nostra patria, e quindi, della necessità di un nuovo patto di cittadinanza. (Segue)
Una giornata tra Corleone e Bisacquino
1° LUGLIO 2007: DIARIO DAL CAMPO DI LAVORO DI CORLEONE. LA MATTINA A "CASA"-PROVENZANO, DI POMERIGGIO SUI LUOGHI DI PIO LA TORRE
A mezzogiorno del 1° luglio siamo andati alla conferenza stampa presso il municipio di Corleone. Arrivati in comune noi, i ragazzi americani, i soci della cooperativa e altri ragazzi legati al progetto abbiamo assistito alla discussione. Erano presenti oltre al Sindaco Iannazzo e a Calogero Parisi, il presidente della cooperativa, la Console Americana Nora Dempsey, Il vicepresidente della commissione antimafia Giuseppe Lumia, la direttrice della Syracuse University di Firenze, e Federico Gelli, vicepresidente della Regione Toscana. Dopo l’interessantissima conferenza, che si è conclusa con l’assegnazione delle chiavi della casa di Provenzano, come non dirigersi subito verso la pagina di storia contemporanea di antimafia sociale scritta il 1° luglio 2007 ?!
Una forte emozione che ha colpito tutti noi. Una casa che potrà ospitare circa 40 persone; un bene confiscato che ha qualcosa in più di un terreno, visto che sarà un punto fondamentale per questo progetto, poiché sarà adibita come base per i futuri campi di lavoro. Tornati dall’inaugurazione della nuova “casa” della cooperativa, ci siamo diretti in palestra per il pranzo dove oggi erano di “corvees” Claudia e Miriam che hanno preparato per noi due appetitose pietanze: macedonia e insalata, oltre a questo c’era pasta al forno con gli anellini. E siccome tra italiani e americani siamo delle buone forchette abbiamo fatto onore alla tavola imbandita. Ultimo saluto agli amici americani, e subito dopo il consueto riposo pomeridiano, siamo svegliati come al solito dal coordinatore, il nostro “boss” di soprassalto.
LA VISITA A BISACQUINO, NEI "LUOGHI" DI PIO LA TORRE
Quindi ci dirigiamo a Bisacquino, famosa località dell’antimafia, dove incontriamo il vicesindaco e alcuni giovani assessori del comune che ci portano a visitare i posti simbolo della storia dell’antimafia locale. I luoghi dove Pio La Torre organizzò la protesta dei contadini locali, contro l’arroganza e la prepotenza degli agrari. Abbiamo visitato il luogo dove nel 1950 ci fu uno scontro tra i contadini e le forze dell’ordine con una fitta sassaiola.
Terminata la meravigliosa visita del posto che comprendeva due musei del paese e la tentata (perché il lettore dvd si è bruciato) proiezione di un documentario su Pio La Torre, siamo rimasti a cena con tutti i ragazzi in una pizzeria locale.
A mezzogiorno del 1° luglio siamo andati alla conferenza stampa presso il municipio di Corleone. Arrivati in comune noi, i ragazzi americani, i soci della cooperativa e altri ragazzi legati al progetto abbiamo assistito alla discussione. Erano presenti oltre al Sindaco Iannazzo e a Calogero Parisi, il presidente della cooperativa, la Console Americana Nora Dempsey, Il vicepresidente della commissione antimafia Giuseppe Lumia, la direttrice della Syracuse University di Firenze, e Federico Gelli, vicepresidente della Regione Toscana. Dopo l’interessantissima conferenza, che si è conclusa con l’assegnazione delle chiavi della casa di Provenzano, come non dirigersi subito verso la pagina di storia contemporanea di antimafia sociale scritta il 1° luglio 2007 ?!Una forte emozione che ha colpito tutti noi. Una casa che potrà ospitare circa 40 persone; un bene confiscato che ha qualcosa in più di un terreno, visto che sarà un punto fondamentale per questo progetto, poiché sarà adibita come base per i futuri campi di lavoro. Tornati dall’inaugurazione della nuova “casa” della cooperativa, ci siamo diretti in palestra per il pranzo dove oggi erano di “corvees” Claudia e Miriam che hanno preparato per noi due appetitose pietanze: macedonia e insalata, oltre a questo c’era pasta al forno con gli anellini. E siccome tra italiani e americani siamo delle buone forchette abbiamo fatto onore alla tavola imbandita. Ultimo saluto agli amici americani, e subito dopo il consueto riposo pomeridiano, siamo svegliati come al solito dal coordinatore, il nostro “boss” di soprassalto.
LA VISITA A BISACQUINO, NEI "LUOGHI" DI PIO LA TORRE
Quindi ci dirigiamo a Bisacquino, famosa località dell’antimafia, dove incontriamo il vicesindaco e alcuni giovani assessori del comune che ci portano a visitare i posti simbolo della storia dell’antimafia locale. I luoghi dove Pio La Torre organizzò la protesta dei contadini locali, contro l’arroganza e la prepotenza degli agrari. Abbiamo visitato il luogo dove nel 1950 ci fu uno scontro tra i contadini e le forze dell’ordine con una fitta sassaiola.Terminata la meravigliosa visita del posto che comprendeva due musei del paese e la tentata (perché il lettore dvd si è bruciato) proiezione di un documentario su Pio La Torre, siamo rimasti a cena con tutti i ragazzi in una pizzeria locale.
Lettera aperta a Walter Veltroni
Caro Walter,la tua candidatura alla guida del Partito Democratico è stata giustamente accolta dall’opinione pubblica del nostro Paese come un’interessante novità politica. Il tuo invito al confronto civile anche tra le diverse posizioni politiche, è stato salutato positivamente dai cittadini italiani, stanchi di assistere allo starnazzare dei politici politicanti nei talk-show televisivi. Ti faccio i migliori auguri, quindi, convinto che un Partito Democratico guidato da te potrà dare una prospettiva diversa e migliore al nostro Paese.Ma, rispetto ai contenuti del tuo discorso, al Lingotto di Torino, mi permetto di farti due obiezioni. (Segue nel Blog di Dino Paternostro)
7/02/2007
A Pistoia c'è adesso un magazzino per la Cooperativa sociale "Lavoro e non Solo"
L'HANNO RESTAURATO I RAGAZZI DEL CAMPO DI LAVORO SICULO-TOSCANO, CHE SI E' CONCLUSO PROPRIO IERI. ECCO I DIARI E LA NOSTALGIA DI QUESI ULTIMI GIORNI...
28-29/06/07
Ciao a tutti...ci scusiamo per non aver fatto pervenire il diario di questi giorni, ma non abbiamo avuto il tempo materiale per scriverlo, ed anche adesso il tempo stringe, per cui vi facciamo un resoconto generale.
la cosa più importante è aver finito il magazzino: finalmente la Toscana avrà il suo centro di stoccaggio per i beni provenienti dai terreni confiscati alla mafia.
un'altra cosa importante è stata la tavola rotonda organizzata da "Libera" sulla tematica del lavoro nero e della sicurezza sul lavoro in Toscana.E' stato interessante sapere le statistiche sulle percentuali riguardanti la regolarità delle aziende dei lavoratori, grazie alla partecipazione del ispettore del lavoro. Inoltre i segretari delle categorie (edilizia e agricoltura)ci hanno informato sulle situazioni dei lavoratori nei loro settori.
Nella giornata del 29 a pranzo siamo stati ospiti del circolo ARCI "Bugiani", promotore di questo campo di lavoro. La sera si è svolta la "Cena della Legalità" organizzata dalla Coop, della quale il ricavato andrà a sostegno del campo. la serata è stata impreziosita dalla presenza degli sbandieratori del comitato cittadino della "Giostra dell'Orso", i quali ci hanno intrattenuto con una bella esibizione. Dopo cena , alla festa della CGIL, il compagno Frosini, durante il concerto, ci ha invitati sul palco, assieme ai rappresentanti dell'ANPI, per donarci un assegno di 500 euro destinati alla cooperativa "lavoro e non solo", e nello stesso tempo abbiamo ricevuto 725 euro dalla Coop.
Ciao... dai ragazzi del campo
PS: quasi ci dimenticavamo della cosa più importante di tutto... Abbiamo disputato una partita di calcio ad otto con una squadra semiprofessionista di Pistoia, penserete che ci abbiano stacciato!?! e invece no! Abbiamo giocato un'ottima partita e neanche noi ce lo aspettavamo ed anche se alla fine hanno vinto per un paio di goal noi ci siamo sicuramente fatti valere.....
30/06/06 - 01/07/07
Oggi è l'ultimo giorno....e basta guardare i nostri volti per capirlo.
Siamo andati a fare una passeggiata nel bosco, nella "Foresta del Teso" parte degli Appennini che divide la Toscana dall'Emilia. Il paesaggio era davvero spettacolare e avvolti dal silenzio della natura abbiamo riflettuto molto sull'importanza di questo campo. In questi luoghi appena sessant'anni fa si combatteva la lotta per la resistenza partigiana, abbiamo anche visto il monumento ai ragazzi caduti, ed oggi? la lotta non è ancora finita e siamo noi che la dobbiamo portare avanti.
A chiudere questo diario ci siamo noi ragazzi pistoiesi, perché ieri i nostri compagni corleonesi sono partiti per tornare nella loro stupenda Sicilia.
Noi siamo rimasti qui alla festa della CGIL, è stato più forte di noi, non riuscivamo a restare a casa. Adesso il campo è finito ma per noi rimarrà sempre, in fondo al nostro cuore e ci darà la grinta a la speranza quando ci sentiremo tristi e ci spingerà a lottare per le nostre idee ed i nostri valori, sempre, uniti....le emozioni stanno prendendo il sopravvento sulla razionalità ed anche se si potrebbero sprecare molte parole alla fine il concetto sarebbe uno, e da solo riesce ad esprimere tutto il senso del nostro campo: AL LAVORO E ALLA LOTTA
I ragazzi pistoiesi del campo
28-29/06/07Ciao a tutti...ci scusiamo per non aver fatto pervenire il diario di questi giorni, ma non abbiamo avuto il tempo materiale per scriverlo, ed anche adesso il tempo stringe, per cui vi facciamo un resoconto generale.
la cosa più importante è aver finito il magazzino: finalmente la Toscana avrà il suo centro di stoccaggio per i beni provenienti dai terreni confiscati alla mafia.
un'altra cosa importante è stata la tavola rotonda organizzata da "Libera" sulla tematica del lavoro nero e della sicurezza sul lavoro in Toscana.E' stato interessante sapere le statistiche sulle percentuali riguardanti la regolarità delle aziende dei lavoratori, grazie alla partecipazione del ispettore del lavoro. Inoltre i segretari delle categorie (edilizia e agricoltura)ci hanno informato sulle situazioni dei lavoratori nei loro settori.
Nella giornata del 29 a pranzo siamo stati ospiti del circolo ARCI "Bugiani", promotore di questo campo di lavoro. La sera si è svolta la "Cena della Legalità" organizzata dalla Coop, della quale il ricavato andrà a sostegno del campo. la serata è stata impreziosita dalla presenza degli sbandieratori del comitato cittadino della "Giostra dell'Orso", i quali ci hanno intrattenuto con una bella esibizione. Dopo cena , alla festa della CGIL, il compagno Frosini, durante il concerto, ci ha invitati sul palco, assieme ai rappresentanti dell'ANPI, per donarci un assegno di 500 euro destinati alla cooperativa "lavoro e non solo", e nello stesso tempo abbiamo ricevuto 725 euro dalla Coop.
Ciao... dai ragazzi del campo
PS: quasi ci dimenticavamo della cosa più importante di tutto... Abbiamo disputato una partita di calcio ad otto con una squadra semiprofessionista di Pistoia, penserete che ci abbiano stacciato!?! e invece no! Abbiamo giocato un'ottima partita e neanche noi ce lo aspettavamo ed anche se alla fine hanno vinto per un paio di goal noi ci siamo sicuramente fatti valere.....
30/06/06 - 01/07/07
Oggi è l'ultimo giorno....e basta guardare i nostri volti per capirlo.
Siamo andati a fare una passeggiata nel bosco, nella "Foresta del Teso" parte degli Appennini che divide la Toscana dall'Emilia. Il paesaggio era davvero spettacolare e avvolti dal silenzio della natura abbiamo riflettuto molto sull'importanza di questo campo. In questi luoghi appena sessant'anni fa si combatteva la lotta per la resistenza partigiana, abbiamo anche visto il monumento ai ragazzi caduti, ed oggi? la lotta non è ancora finita e siamo noi che la dobbiamo portare avanti.
A chiudere questo diario ci siamo noi ragazzi pistoiesi, perché ieri i nostri compagni corleonesi sono partiti per tornare nella loro stupenda Sicilia.
Noi siamo rimasti qui alla festa della CGIL, è stato più forte di noi, non riuscivamo a restare a casa. Adesso il campo è finito ma per noi rimarrà sempre, in fondo al nostro cuore e ci darà la grinta a la speranza quando ci sentiremo tristi e ci spingerà a lottare per le nostre idee ed i nostri valori, sempre, uniti....le emozioni stanno prendendo il sopravvento sulla razionalità ed anche se si potrebbero sprecare molte parole alla fine il concetto sarebbe uno, e da solo riesce ad esprimere tutto il senso del nostro campo: AL LAVORO E ALLA LOTTA
I ragazzi pistoiesi del campo
A Corleone, la casa confiscata al boss Bernardo Provenzano è stata affidata alla coop antimafia
IL SINDACO NINO IANNAZZO HA CONSEGNATO LE CHIAVI DELLA CASA DI CORTILE COLLETTI ALLA COOP "LAVORO E NON SOLO", DOPO LA CONFERENZA STAMPA NELLA SALA CONSILIARE, ALLA QUALE HANNO PARTECIPATO IL CONSOLE AMERICANO NORA DEMPSEY, LA DIRETTRICE DELLA "SYRACUSE UNIVERSITY BARBARA DEIMLING, L'ON. GIUSEPPE LUMIA E IL VICE-PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA FEDERICO GELLI
CORLEONE – I tanti giovani toscani, che ormai da tre anni partecipano ai campi di lavoro antimafia a Corleone, sudando e “sporcandosi” le mani fianco a fianco con i ragazzi della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, adesso hanno “trovato casa”. Ieri, alle ore 14.00 in punto, infatti, hanno preso possesso della palazzina a tre piani, confiscata all’ex capo dei capi di Cosa Nostra Nostra, Bernardo Provenzano, che il sindaco del comune di Corleone, Nino Iannazzo, ha consegnato alla cooperativa. I locali, che sorgono in cortile Colletti, in pieno centro storico, diventeranno un ostello ed una foresteria per i ragazzi toscani e per tutti gli altri che, nel tempo, parteciperanno ai campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, gestiti dall’Arci e dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto “Liberarci dalle spine”. Alla cerimonia di consegna delle chiavi, svoltasi durante una conferenza stampa nella sala consiliare, insieme a Calogero Parisi, presidente della coop “Lavoro e non solo”, a Maurizio Pascucci, coordinatore del progetto, e d Anna Bucca, presidente di Arci-Sicilia, c’erano il sindaco Iannazzo, il vice-presidente della Regione Toscana Federico Gelli, l’on. Giuseppe Lumia, il console generale americano di Firenze Nora Dempsey e la direttrice della Syracuse University of Florence Barbara Deimling. Una consegna, quindi, fatta davanti ad autorevoli esponenti delle istituzioni sia nazionali che internazionale. Il console americano e la direttrice della Syracuse University sono venuti a Corleone perché al campo di lavoro in corso stanno partecipando anche 25 studenti americani, convinti che «la lotta per la legalità non ha confini». «La nostra – ha detto il sindaco Iannazzo, mentre consegnava le chiavi della palazzina confiscata al boss Provenzano – è una scelta netta e chiara a sostegno della lotta concreta contro la mafia, per la legalità e per il sostegno al riuso sociale dei beni confiscati». «E’ un gesto importante – ha detto Gelli – che carica di nuovi e mahhiori significati l’iniziativa di educazione alla legalità che la Regione Toscana porta avanti ormai da tre anni». «Una bella notizia – è stato il commento di Lumia – perché
dimostra che l’antimafia sociale è capace di dare buoni frutti». «I meriti di “Liberarci dalle spine” – ha detto invece il console americano – sono visibili. Mettere insieme giovani per lavorare la terra, dando loro la possibilità di riscoprire i valori veri della vita, è una bella esperienza». «Sono commosso – ha detto il presidente della coop Parisi – perché vedo materializzarsi davanti ai miei occhi un sogno a lungo sognato: lavorare e produrre nella legalità, col sostegno delle istituzioni». Soddisfazione per l’esperienza dei ragazzi americani a Corleone è stata espressa anche da Barbara Deimling. CORLEONE – I tanti ragazzi toscani, che ormai da tre anni partecipano ai campi di lavoro antimafia a Corleone, sudando e “sporcandosi” le mani fianco a fianco con i ragazzi della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, adesso hanno “trovato casa”. Ieri, alle ore 14.00 in punto, infatti, hanno preso possesso della palazzina a tre piani, confiscata all’ex capo dei capi di Cosa Nostra Nostra, Bernardo Provenzano, che il sindaco del comune di Corleone, Nino Iannazzo, ha consegnato alla cooperativa. I locali, che sorgono in cortile Colletti, in pieno centro storico, diventeranno un ostello ed una foresteria per i ragazzi toscani e per tutti gli altri che, nel tempo, parteciperanno ai campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, gestiti dall’Arci e dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto “Liberarci dalle spine”. Alla cerimonia di consegna delle chiavi, svoltasi durante una conferenza stampa nella sala consiliare, insieme a Calogero Parisi, presidente della coop “Lavoro e non solo”, a Maurizio Pascucci, coordinatore del progetto, e d Anna Bucca, presidente di Arci-Sicilia, c’erano il sindaco Iannazzo, il vice-presidente della Regione Toscana Federico Gelli, l’on. Giuseppe Lumia, il console generale americano di Firenze Nora Dempsey e la direttrice della Syracuse University of Florence Barbara Deimling. Una consegna, quindi, fatta davanti ad autorevoli esponenti delle istituzioni sia nazionali che internazionale. Il console americano e la direttrice della Syracuse University sono venuti a Corleone perché al campo di lavoro in corso stanno partecipando anche 25 studenti americani, convinti che «la lotta per la legalità non ha confini». «La nostra – ha detto il sindaco Iannazzo, mentre consegnava le chiavi della palazzina confiscata al boss Provenzano – è una scelta netta e chiara a sostegno della lotta concreta contro la mafia, per la legalità e per il sostegno al riuso sociale dei beni confiscati». «E’ un gesto importante – ha detto Gelli – che carica di nuovi e mahhiori significati l’iniziativa di educazione alla legalità che la Regione Toscana porta avanti ormai da tre anni». «Una bella notizia – è stato il commento di Lumia – perché dimostra che l’antimafia sociale è capace di dare buoni frutti». «I meriti di “Liberarci dalle spine” – ha detto invece il console americano – sono visibili. Mettere insieme giovani per lavorare la terra, dando
loro la possibilità di riscoprire i valori veri della vita, è una bella esperienza». «Sono commosso – ha detto il presidente della coop Parisi – perché vedo materializzarsi davanti ai miei occhi un sogno a lungo sognato: lavorare e produrre nella legalità, col sostegno delle istituzioni». Soddisfazione per l’esperienza dei ragazzi americani a Corleone è stata espressa anche da Barbara Deimling. «La nostra è una università americana - ha detto - ma siccome opera a Firenze, in Italia, abbiamo ritenuto giusto che i nostri ragazzi s'impegnassero in percorsi educativi, calandosi nel contesto socio-culturale del Paese che ci ospita. I risultati di questi campi, come mi hanno confermato i ragazzi, sono straordinari». «Il percorso portato avanti in questi anni - ha sottolineato Maurizio Pascucci - è stato faticoso e difficile, ma valeva la pena impegnarsi. Stiamo facendo un'esperienza di antimafia sociale che non ha eguali nel mondo. Un'esperienza che ci sta facendo crescere e che sta avvicinando i giovani alle istituzioni. Abbiamo cominciato con 80 ragazzi, che l'anno dopo sono diventati 200 e quest'anno oltre 350. E poi dicono che i giovani sono apatici e non vogliono impegnarsi seriamente...».
Venerdì sera, il console Nora Dempsey aveva voluto rendere omaggio alla memoria di Placido Rizzotto, il sindacalista assassinato dalla mafia nel ’48, visitando la Camera del lavoro di Corleone, che porta il suo nome. Un gesto “forte”, perché è stata la “prima volta” di un diplomatico americano nei locali della Cgil.
CORLEONE – I tanti giovani toscani, che ormai da tre anni partecipano ai campi di lavoro antimafia a Corleone, sudando e “sporcandosi” le mani fianco a fianco con i ragazzi della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, adesso hanno “trovato casa”. Ieri, alle ore 14.00 in punto, infatti, hanno preso possesso della palazzina a tre piani, confiscata all’ex capo dei capi di Cosa Nostra Nostra, Bernardo Provenzano, che il sindaco del comune di Corleone, Nino Iannazzo, ha consegnato alla cooperativa. I locali, che sorgono in cortile Colletti, in pieno centro storico, diventeranno un ostello ed una foresteria per i ragazzi toscani e per tutti gli altri che, nel tempo, parteciperanno ai campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, gestiti dall’Arci e dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto “Liberarci dalle spine”. Alla cerimonia di consegna delle chiavi, svoltasi durante una conferenza stampa nella sala consiliare, insieme a Calogero Parisi, presidente della coop “Lavoro e non solo”, a Maurizio Pascucci, coordinatore del progetto, e d Anna Bucca, presidente di Arci-Sicilia, c’erano il sindaco Iannazzo, il vice-presidente della Regione Toscana Federico Gelli, l’on. Giuseppe Lumia, il console generale americano di Firenze Nora Dempsey e la direttrice della Syracuse University of Florence Barbara Deimling. Una consegna, quindi, fatta davanti ad autorevoli esponenti delle istituzioni sia nazionali che internazionale. Il console americano e la direttrice della Syracuse University sono venuti a Corleone perché al campo di lavoro in corso stanno partecipando anche 25 studenti americani, convinti che «la lotta per la legalità non ha confini». «La nostra – ha detto il sindaco Iannazzo, mentre consegnava le chiavi della palazzina confiscata al boss Provenzano – è una scelta netta e chiara a sostegno della lotta concreta contro la mafia, per la legalità e per il sostegno al riuso sociale dei beni confiscati». «E’ un gesto importante – ha detto Gelli – che carica di nuovi e mahhiori significati l’iniziativa di educazione alla legalità che la Regione Toscana porta avanti ormai da tre anni». «Una bella notizia – è stato il commento di Lumia – perché
dimostra che l’antimafia sociale è capace di dare buoni frutti». «I meriti di “Liberarci dalle spine” – ha detto invece il console americano – sono visibili. Mettere insieme giovani per lavorare la terra, dando loro la possibilità di riscoprire i valori veri della vita, è una bella esperienza». «Sono commosso – ha detto il presidente della coop Parisi – perché vedo materializzarsi davanti ai miei occhi un sogno a lungo sognato: lavorare e produrre nella legalità, col sostegno delle istituzioni». Soddisfazione per l’esperienza dei ragazzi americani a Corleone è stata espressa anche da Barbara Deimling. CORLEONE – I tanti ragazzi toscani, che ormai da tre anni partecipano ai campi di lavoro antimafia a Corleone, sudando e “sporcandosi” le mani fianco a fianco con i ragazzi della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, adesso hanno “trovato casa”. Ieri, alle ore 14.00 in punto, infatti, hanno preso possesso della palazzina a tre piani, confiscata all’ex capo dei capi di Cosa Nostra Nostra, Bernardo Provenzano, che il sindaco del comune di Corleone, Nino Iannazzo, ha consegnato alla cooperativa. I locali, che sorgono in cortile Colletti, in pieno centro storico, diventeranno un ostello ed una foresteria per i ragazzi toscani e per tutti gli altri che, nel tempo, parteciperanno ai campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia, gestiti dall’Arci e dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto “Liberarci dalle spine”. Alla cerimonia di consegna delle chiavi, svoltasi durante una conferenza stampa nella sala consiliare, insieme a Calogero Parisi, presidente della coop “Lavoro e non solo”, a Maurizio Pascucci, coordinatore del progetto, e d Anna Bucca, presidente di Arci-Sicilia, c’erano il sindaco Iannazzo, il vice-presidente della Regione Toscana Federico Gelli, l’on. Giuseppe Lumia, il console generale americano di Firenze Nora Dempsey e la direttrice della Syracuse University of Florence Barbara Deimling. Una consegna, quindi, fatta davanti ad autorevoli esponenti delle istituzioni sia nazionali che internazionale. Il console americano e la direttrice della Syracuse University sono venuti a Corleone perché al campo di lavoro in corso stanno partecipando anche 25 studenti americani, convinti che «la lotta per la legalità non ha confini». «La nostra – ha detto il sindaco Iannazzo, mentre consegnava le chiavi della palazzina confiscata al boss Provenzano – è una scelta netta e chiara a sostegno della lotta concreta contro la mafia, per la legalità e per il sostegno al riuso sociale dei beni confiscati». «E’ un gesto importante – ha detto Gelli – che carica di nuovi e mahhiori significati l’iniziativa di educazione alla legalità che la Regione Toscana porta avanti ormai da tre anni». «Una bella notizia – è stato il commento di Lumia – perché dimostra che l’antimafia sociale è capace di dare buoni frutti». «I meriti di “Liberarci dalle spine” – ha detto invece il console americano – sono visibili. Mettere insieme giovani per lavorare la terra, dando
loro la possibilità di riscoprire i valori veri della vita, è una bella esperienza». «Sono commosso – ha detto il presidente della coop Parisi – perché vedo materializzarsi davanti ai miei occhi un sogno a lungo sognato: lavorare e produrre nella legalità, col sostegno delle istituzioni». Soddisfazione per l’esperienza dei ragazzi americani a Corleone è stata espressa anche da Barbara Deimling. «La nostra è una università americana - ha detto - ma siccome opera a Firenze, in Italia, abbiamo ritenuto giusto che i nostri ragazzi s'impegnassero in percorsi educativi, calandosi nel contesto socio-culturale del Paese che ci ospita. I risultati di questi campi, come mi hanno confermato i ragazzi, sono straordinari». «Il percorso portato avanti in questi anni - ha sottolineato Maurizio Pascucci - è stato faticoso e difficile, ma valeva la pena impegnarsi. Stiamo facendo un'esperienza di antimafia sociale che non ha eguali nel mondo. Un'esperienza che ci sta facendo crescere e che sta avvicinando i giovani alle istituzioni. Abbiamo cominciato con 80 ragazzi, che l'anno dopo sono diventati 200 e quest'anno oltre 350. E poi dicono che i giovani sono apatici e non vogliono impegnarsi seriamente...».Venerdì sera, il console Nora Dempsey aveva voluto rendere omaggio alla memoria di Placido Rizzotto, il sindacalista assassinato dalla mafia nel ’48, visitando la Camera del lavoro di Corleone, che porta il suo nome. Un gesto “forte”, perché è stata la “prima volta” di un diplomatico americano nei locali della Cgil.
LE FOTO. Dall'alto: Calogero Parisi apre il portoncino della casa confiscata al boss Provenzano; un momento dell'intervento del console Nora Dempsey nella sala consiliare; il console nel salone della Cgil con Dino Paternostro.
I ragazzi dei campi di lavoro hanno trovato casa
di DINO PATERNOSTRO
La visita a Corleone del console americano di Firenze, della direttrice della Syracuse University e del vice-presidente della Regione Toscana ha acceso ancora una volta i riflettori sulla nostra città. E li ha accesi positivamente, per sottolineare che, se Corleone apre le porte al “mondo”, il “mondo” è pronto a darle fiducia. D’altra parte, gli illustri ospiti sono arrivati nella nostra città, dopo che essa ha saputo avviare concretamente percorsi di legalità, attraverso i tanti campi di lavoro, sperimentati dalla coop “Lavoro e non solo”, dall’Arci, col pieno sostegno della Cgil. (segue sul Blog di Dino Paternostro)
La visita a Corleone del console americano di Firenze, della direttrice della Syracuse University e del vice-presidente della Regione Toscana ha acceso ancora una volta i riflettori sulla nostra città. E li ha accesi positivamente, per sottolineare che, se Corleone apre le porte al “mondo”, il “mondo” è pronto a darle fiducia. D’altra parte, gli illustri ospiti sono arrivati nella nostra città, dopo che essa ha saputo avviare concretamente percorsi di legalità, attraverso i tanti campi di lavoro, sperimentati dalla coop “Lavoro e non solo”, dall’Arci, col pieno sostegno della Cgil. (segue sul Blog di Dino Paternostro)
Per salvare l'ospedale, adesso unità e coerenza
di DINO PATERNOSTRO
Bisogna dare atto che il consiglio comunale di Corleone, votando all’unanimità il documento a difesa dell’ospedale, ha dato una buona dimostrazione di unità civica. E non era scontato. Il rischio, infatti, era che prevalessero gli interessi di parte: nella fattispecie, gli interessi dei consiglieri comunali (la stragrande maggioranza) legati politicamente al carro del centrodestra, che una qualche responsabilità ce l’ha nel tentativo in atto di ridimensionare (col rischio che, fra qualche anno, si arrivi alla chiusura) un presidio ospedaliero antico di secoli, al servizio di una popolazione di almeno 40-50 mila abitanti. (segue sul Blog di Dino Paternostro)
Bisogna dare atto che il consiglio comunale di Corleone, votando all’unanimità il documento a difesa dell’ospedale, ha dato una buona dimostrazione di unità civica. E non era scontato. Il rischio, infatti, era che prevalessero gli interessi di parte: nella fattispecie, gli interessi dei consiglieri comunali (la stragrande maggioranza) legati politicamente al carro del centrodestra, che una qualche responsabilità ce l’ha nel tentativo in atto di ridimensionare (col rischio che, fra qualche anno, si arrivi alla chiusura) un presidio ospedaliero antico di secoli, al servizio di una popolazione di almeno 40-50 mila abitanti. (segue sul Blog di Dino Paternostro)
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