domenica, marzo 18, 2012

David Sassoli: «Funerali per Rizzotto, riscatto per la comunità»

David Sassoli
È la più antica delle battaglie di civiltà. Seppellire i propri morti. E rendere loro onore. Per questo, la mafia dopo aver ucciso Placido Rizzotto ha fatto in modo che il suo corpo non si trovasse più. E per questo ora che le spoglie ritrovate nella “foiba” di Rocca Busambra sono state identificate come sue, seppellirlo con il massimo degli onori è un atto necessario. Funerali di Stato, dunque, per il sindacalista della Cgil ammazzato mentre si batteva per i diritti dei contadini. «Non importa se sono passati sessantatré anni», scandisce David Sassoli, europarlamentare del Pd, il primo, insieme a Cesare Damiano, a lanciare, con un tweet, l’appello, seguito da tantissime adesioni, per le esequie di Stato. Un gesto che avrebbe un forte valore simbolico e che l’Italia non dovrebbe lasciare incompiuto. 

I socialisti siciliani ringraziano il governo per i funerali di Stato a Rizzotto

La locandina del film di Scimeca
«La comunicazione da parte del sottosegretario Antonio Catricalà al segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, con cui il governo ha reso noto di aver accordato i funerali di Stato al nostro compagno Placido Rizzotto è un riconoscimento a tutta un’epopea di lotte contadine e popolari che fa parte della nostra storia. Come socialisti siciliani siamo sempre più fieri di appartenere allo stesso partito di Rizzotto, giustamente onorato dallo Stato come simbolo di riscatto e passione civile». Ad affermarlo è Antonio Matasso, componente della direzione nazionale del Psi e coordinatore della segreteria regionale siciliana, che ha ringraziato il segretario nazionale del Partito Socialista Italiano per la sua iniziativa presso il governo nazionale. L’esponente socialista ha anche criticato la condotta di alcuni m! edia, che secondo Matasso «sono stati capaci di parlare di Placido Rizzotto senza citare una sola volta la sua appartenenza al Psi che, come ricordato da Emanuele Macaluso, fu una delle principali ragioni che determinarono il suo assassinio da parte della mafia: Rizzotto fu ucciso anche perché socialista». Matasso ha infine espresso il proprio sostegno alla campagna della Cgil, che ha proposto di realizzare il sepolcro del sindacalista corleonese con pietre provenienti da ogni regione e comune d’Italia.
Palermo, 17 marzo 2012

Il governo: funerali di Stato per Rizzotto

Placido Rizzotto avrà i funerali di Stato. La decisione è stata comunicata ieri dal sottosegretario Antonio Catricalà al segretario del Psi Riccardo Nencini. E oggi il Consiglio dei ministri ha ufficializzato: cerimonia istituzionale per il sindacalista ucciso dalla mafia, e anche per Franco Lamolinara, l'ostaggio italiano ucciso in Nigeria durante un blitz delle forze speciali britanniche. 

La Storia di Rizzotto, da rassegna.it

La lettera di Placido e Giuseppina Rizzotto al Presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti

Placido Rizzotto Jr.
Signor Presidente del Consiglio,
ci rivolgiamo a Lei a seguito di un appello popolare volto a tributare esequie solenni al nostro congiunto Placido Rizzotto, sindacalista di Corleone ucciso dalla mafia 63 anni fa.
Come Lei saprà alcuni anni fa i resti umani di Rizzotto vennero ritrovati nei pressi di Rocca Busambra, e sottoposti successivamente alla prova del DNA, hanno consentito l'identificazione. Attendiamo ora che l’autorità giudiziaria restituisca le spoglie a noi familiari. 
Siamo lusingati e assolutamente favorevoli alla proposta di condividere questo momento con la celebrazione di funerali solenni di Stato che spontaneamente si è alimentata in vasti settori dell'opinione pubblica.

Ustica, la caserma dei Carabinieri intitolata al maresciallo Luigi Martin

Luigi Martin
Il 17 marzo 2012, ad Ustica, si è tenuta la cerimonia d’intitolazione della locale Stazione Carabinieri al Maresciallo Maggiore Luigi MARTIN, Comandante del reparto dal 1905 al 1910, decorato di medaglia d’Argento al Valor Militare. Alla manifestazione erano presenti i nipoti e la figlia del Maresciallo, Signora Amelia MARTIN, di anni 101 (primogenita di 9 figli) vive in Palermo presso un centro per anziani, e tante Autorità civili e militari, nonché una rappresentanza di militari dell’Arma in servizio ed in congedo. Il Maresciallo Maggiore Luigi MARTIN  (Louis Jean Baptiste Martin, Luigi in Italia) nacque a Marsiglia (Francia) il 28 aprile 1874 da Joseph Antoine MARTIN e da Diana AMELIE. Rimasto orfano fu adottato da uno zio italiano. Alla maggiore età entrò nell’Arma dei Carabinieri e dal 1905 al 1910 comandò la Stazione di Ustica. Durante il servizio a Ustica, a seguito del terremoto del 13 marzo 1906, che mise a dura prova il fragile impianto edilizio dell’isola, causando lesioni e crolli, il maresciallo in stretta sinergia con la Prefettura di Palermo si prodigò per organizzare i soccorsi e la ripresa della vita sociale nonché per vigilare sui circa 600 condannati al confino: infine quando il Prefetto di Palermo decise di fare evacuare la maggior parte degli abitanti, MARTIN coordinò con grande perizia le operazioni di sgombero.

La Storia di Placido Rizzotto e delle lotte contadine in Sicilia (Rassegna.it)

giovedì, marzo 15, 2012

Il TG Sicilia del 10 marzo sul ritrovamento del corpo di Rizzotto

Don Ciotti: “Ben vengano i funerali di Stato. Placido Rizzotto, patrimonio del Paese”

«Era un sogno coltivato per anni, ben vengano i funerali di Stato per Placido Rizzotto». Don Luigi Ciotti è in partenza per Genova dove da domani si svolgerà la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” organizzata da Libera. Dai suoi uffici torinesi, però, ci tiene a schierarsi con il fronte di coloro che, aderendo all'appello de l'Unità, chiedono i funerali di stato per il sindacalista ucciso dalla mafia il 10 marzo del 1948.

I finti posti all’Amat. Ecco chi è il candidato

Il candidato al consiglio comunale che avrebbe promesso lavoro in cambio di soldi ha un nome. Il protagonista del nuovo servizio di Stefania Petyx per “Striscia la notizia” si chiama Salvo Di Liberto, è figlio del presidente della cooperativa sociale onlus “Kraljica Mira ‘Regina della Pace’”, con sede in via Brancaccio, e aspira a un posto in consiglio comunale con il simbolo del Pdl. E la vicenda potrebbe non essere limitata ai casi registrati da “Striscia”: cinque mesi fa, infatti, il presidente dell’Amat Mario Bellavista aveva segnalato proprio un caso simile, tentando di bloccare sul nascere l’offerta di posti che non esistono.

Partinico, arrestato dai Carabinieri l'ultimogenito del Clan Vitale

Michele Vitale
Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Monreale, dirette dalla Procura della Repubblica di Palermo (Procuratore Aggiunto dott. Antonio Ingoia e Sostituto Procuratore dott. Francesco Del Bene), relative alla commissione di estorsioni ed attentati incendiari avvenuti nel territorio di Partinico, avevano portato all’operazione denominata in codice “The End”, che il 30.11.2010 consentendo l’arresto di Giovanni e Leonardo VITALE (attualmente detenuti e sottoposti al regime carcerario del 41 bis), figli del boss ergastolano Vito VITALE, oltre che l’arresto di altri numerosi sodali, disarticolando di fatto il mandamento mafioso di Partinico. Nell’ambito di quelle indagini era emersa un’altra vicenda estorsiva che coinvolgeva Michele VITALE nato a Partinico il 23.04.1992, già detenuto, ultimogenito del boss ergastolano Vito VITALE, all’epoca dei fatti contestati minorenne, tratto in arresto in esecuzione dell’O.C.C. in carcere n. 1185/11 R.N.R. e 1166/11 R.G.I.P, della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Palermo (Sostituto Procuratore dott.ssa Caterina Bartolozzi).

L’ANPI Nazionale: funerali di Stato per Placido Rizzotto, ma anche una seria operazione di verità

Placido Rizzotto
Il Comitato Nazionale ANPI sostiene fortemente e fa suo l’appello del Coordinamento Regionale ANPI Sicilia affinché lo Stato acconsenta allo svolgimento dei funerali di Stato per Placido Rizzotto, partigiano, martire della libertà e dei diritti. Ma in particolare sottolinea la necessità civile di andare oltre il rito, pur importante e significativo, per “scavare fino in fondo nel cuore di questa storia”, operando per la riapertura delle indagini, per raggiungere – insomma – la verità. Avvertiamo questo come un dovere, non solo nei riguardi della memoria di Rizzotto, ma anche in quelli del Paese tutto: senza la verità, senza il suo pieno accertamento, senza questo robusto anticorpo di civiltà, la democrazia risulta monca oltreché pericolosamente esposta a possibili ritorni di barbarie. Per queste ragioni, siamo a chiedere, con particolare forza, che gli antifascisti, i partigiani, i democratici e le nostre strutture provinciali aderiscano all’appello ed esprimano, in ogni forma, una volontà ferma e determinata di certezza e di verità, nel ricordo affettuoso e partecipe di un uomo come Placido Rizzotto.
Il Comitato Nazionale ANPI
Roma, 15 marzo 2012

mercoledì, marzo 14, 2012

Pippo Cipriani candidato a Sindaco è una notizia bella per Corleone!

Pippo Cipriani
di BIAGIO CUTROPIA
Pippo Cipriani candidato a Sindaco di Corleone è una notizia bella per Corleone. E’ una notizia bella per la Sicilia. E’ una notizia bella per l’Italia. Le imminenti amministrative trovano un Paese con cittadini provati dalla recessione economica ma soprattutto stanchi  della cattiva politica parolaia e arruffona. Paradossalmente, il grido di stanchezza rispetto ad una politica familistica e clientelare, è un grido di bisogno, di speranza, di una buona politica, pulita trasparente determinata nella lotta alle violenze clientelari personalistiche e in definitiva  mafiose di vario tipo che hanno messo in ginocchio un Paese e massacrato un’intera generazione, attraverso fatti concreti che mettano al primo piano l’equità e la giustizia sociale e il rispetto del Cittadino chiunque egli sia e di qualunque colore sia la sua fede politica e la sua pelle.

Dalla Chiesa sapeva dov'era Rizzotto, ma il ministero gli negò i fondi

Dalla Chiesa a Corleone nel 1949
  • Riemerge il rapporto con cui l'allora capitano dei carabinieri descriveva la foiba nella quale sessant'anni dopo sarebbero stati ritrovati i resti del sindacalista. Ma lo Stato non volle spendere 500 mila lire per recuperarli
    di ROMINA MARCECA
  • L'allora capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva 27 anni la sera del 10 marzo 1948, quella in cui Luciano Liggio e i suoi fedelissimi uccisero il sindacalista della Cgil Placido Rizzotto. Comandava già il gruppo squadriglie dei carabinieri di Corleone e intraprese subito un'indagine serrata. I suoi contatti sul territorio si rivelarono preziosi. In poco tempo scoprì dove si trovava la foiba a Rocca Busambra nella quale venne gettato il corpo di Rizzotto. È la stessa nelle quale, cinquant'anni dopo, si sono calati poliziotti e vigili del fuoco, ritrovando i resti ossei del sindacalista, dopo decenni di indagini, depistaggi e appelli.

Massimo Russo: "Non dimenticherò mai il pianto di Paolo Borsellino"

Massimo Russo
Qualcuno mi ha tradito”, ripeté due volte Paolo Borsellino, lasciandosi cadere  sul divanetto nella sua stanza della Procura di Palermo. Parole che  frastornarono il giovane magistrato che lo stava ad ascoltare. Quel giovane era  Massimo Russo, per anni pubblico ministero antimafia e oggi assessore  regionale. Di quel giorno ha un ricordo indelebile.

Corleone, festeggiamenti in onore di San Giuseppe

Anche a Corleone una giornata indimenticabile!

martedì, marzo 13, 2012

La lettera di Placido Rizzotto jr. a L'Unità

Placido Rizzotto Jr
di Placido Rizzotto
Gentile direttore, mi chiamo Placido Rizzotto ho 59 anni e sono il nipote del sindacalista ucciso nel 1948. Ho molto apprezzato la campagna che il suo giornale
sta portando avanti per dare funerali di Stato a mio zio e la ringrazio per questo. Placido Rizzotto non l’ho mai conosciuto. Sono nato tre anni dopo la sua morte. Ma di mio zio, oltre al nome, mi porto dietro i ricordi e i racconti della mia famiglia. Me lo hanno sempre descritto come una persona buona, che si è sempre battuta per altri prima ancora che per se stesso. Un uomo che ha sfidato i mafiosi locali, i gabellotti, per difendere i contadini, i bisognosi, gli ultimi.

Radio Articolo1: Onore a Placido Rizzotto

Con Dino Paternostro, Maurizio Calà, Claudio Sardo e Davide Paternostro
Con D. Paternostro, Cgil Corleone; M. Calà, Cdl Palermo; C. Sardo, Unità; D. Paternosto, Anpi
Piazza del Lavoro 12/03/2012

lunedì, marzo 12, 2012

Video-dichiarazione di Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro di Corleone sul ritrovamento dei resti di Placido Rizzotto

Placido Rizzotto: FLAI Sicilia, togliere segreto di Stato

“Condividiamo la proposta di funerali di Stato per Placido Rizzotto, ma invochiamo anche la necessità che lo Stato si adoperi affinché sia fatta verità e giustizia”. Lo dice Salvatore Tripi, segretario generale della FLAI CGIL siciliana, che chiede che “su quello di Rizzotto e sugli altri omicidi di sindacalisti e lavoratori avvenuti nel dopoguerra, a partire dalla strage di Portella della Ginestra, sia abolito il segreto di stato e siano celebrati processi storici”. Tripi sottolinea che “ancora oggi di questi assassini non si conoscono mandanti ed esecutori. Ritengo che onorare la memoria di Rizzotto - conclude - e degli altri caduti per mano di mafia debba significare in primo luogo fare luce su questi delitti”.

Villafrati, il protagonismo delle donne tra passato e presente

Elezioni amministrative. Nasce il gruppo civico "Con Cipriani per Corleone"

Giuseppe Cipriani
“Corleone ce la può fare perché ha le risorse morali e intellettuali per rinascere”. Comincia così, con questo messaggio di speranza, l'appello del gruppo civico “Con Cipriani per Corleone”, che mette insieme oltre 60 persone – intellettuali, professionisti, impiegati ed operai – rappresentative della società civile corleonese. Tra i firmatari del documento, infatti, vi sono il  professore Giuseppe Governali, il dirigente medico Giuseppe Musacchia,  il responsabile dell'ospedale degli animali di Ficuzza Giovanni Giardina, la dirigente dell'Avis di Corleone Enza Crapisi, il presidente della cooperativa “Lavoro e non solo” Calogero Parisi, il responsabile di “Libera Informazione” Giuseppe Crapisi, il segretario della Camera del lavoro Dino Paternostro. Primo firmatario dell'appello è Placido Rizzotto, nipote del sindacalista assassinato dalla mafia nel 1948.

domenica, marzo 11, 2012

Con Cipriani per Corleone

Corleone ce la può fare, perché ha le risorse morali e intellettuali per rinascere. Serve, però, una larga riscossa civica, l’impegno serio e convinto dei suoi giovani, delle sue donne e dei suoi uomini per promuovere il "bene comune", il risanamento della città, il suo rilancio, per gettare le basi di uno sviluppo di lungo termine. Serve un progetto che riporti i cittadini al centro della politica, attraverso la partecipazione alla costruzione del programma e al governo della città. Solo così Corleone potrà dare ed avere fiducia, avere lavoro e sviluppo nella legalità, servizi pubblici efficienti, un centro storico vivo e le periferie recuperate.

L'Unità a Monti: «Caro presidente, ecco perché è giusto» di Luca Landò

Chiediamo al Presidente del Consiglio di tributare ai resti di Placido Rizzotto l’alto onore dei funerali di Stato. Lo chiediamo perché la lotta alla mafia non conosce tempo, perché i crimini di Cosa Nostra non invecchiano mai. Perché Falcone e Borsellino, caduti vent'anni or sono, è come se fossero stati uccisi ieri, anzi oggi. E lo stesso vale per Placido Rizzotto colpito il 10 marzo di 64 anni fa. Lo chiediamo perché se l'esame scientifico restituisce alla storia italiana le ossa di un uomo ucciso nel 1948 dalla mafia, sta a noi, a tutti noi fare in modo che nel Dna del Paese entri la memoria di quel giovane sindacalista assassinato per il suo coraggio e le sue idee.Placido Rizzotto è stato giustiziato a Corleone a soli 34 anni da una banda guidata dal giovane Luciano Liggio. Rizzotto era amato dalla gente e temuto da Cosa nostra. Era il segretario della Camera del lavoro di Corleone, era un socialista, un combattente: la notizia della sua morte, della sua uccisione avrebbe creato problemi. Così, dopo averlo ammazzato, i sicari lo caricarono sulla schiena di un mulo e gettarono il corpo nel fondo di un crepaccio.

La balcanizzazione del centrosinista: non è un incidente di percorso

La balcanizzazione del centrosinistra palermitano non è un incidente di percorso. È stato messo nel conto come ipotesi da perseguire nel caso in cui non si consegua l’obiettivo principale: strappare al Pd siciliano il comando delle operazioni. Una necessità non più derogabile, dal momento che sono risultati infruttuosi tutti i tentativi di scardinare l’alleanza fra il gruppo dirigente Pd – Cracolici, Lumia, Lupo – e il Terzo polo, che ha costituito la pietra angolare del sostegno al governo regionale.

Avanza la Cgil nelle elezioni RSU

La CGIL avanza e si rafforza nelle elezioni per la RSU.  Con la CGIL avanzano e si rafforzano i lavoratori dell’ASP di Palermo che hanno bisogno di un sindacato forte, autorevole e non subalterno alle controparti.Questi i numeri del successo della CGIL:
·        700 voti,  + 212 rispetto ai 488 ottenuti nel 2007;
·        10 seggi, +  3    rispetto ai 7  avuti nella RSU uscente;
·        Primo sindacato all’ospedale di Termini Imerese e di Corleone.
Un risultato chiaro e inequivocabile di cui siamo molto orgogliosi perché conseguito liberamente, con il sostegno dei soli lavoratori.
Senza condizionamenti, senza promesse e regali ma soprattutto senza l’aiuto di padri che contano e di dirigenti ossequiosi e invadenti, cose, incompatibili con l’autonomia del sindacato e con la neutralità dovuta dalle controparti nelle competizioni fra le organizzazioni sindacali.

L'Unità a Monti: «Caro presidente, ecco perché sono giusti i funerali di Stato per il sindacalista Placido Rizzotto»

Placido Rizzotto
di Luca Landò
Chiediamo al Presidente del Consiglio di tributare ai resti di Placido Rizzotto l’alto onore dei funerali di Stato. Lo chiediamo perché la lotta alla mafia non conosce tempo, perché i crimini di Cosa Nostra non invecchiano mai. Perché Falcone e Borsellino, caduti vent'anni or sono, è come se fossero stati uccisi ieri, anzi oggi. E lo stesso vale per Placido Rizzotto colpito il 10 marzo di 64 anni fa. Lo chiediamo perché se l'esame scientifico restituisce alla storia italiana le ossa di un uomo ucciso nel 1948 dalla mafia, sta a noi, a tutti noi fare in modo che nel Dna del Paese entri la memoria di quel giovane sindacalista assassinato per il suo coraggio e le sue idee. Placido Rizzotto è stato giustiziato a Corleone a soli 34 anni da una banda guidata dal giovane Luciano Liggio. Rizzotto era amato dalla gente e temuto da Cosa nostra. Era il segretario della Camera del lavoro di Corleone, era un socialista, un combattente: la notizia della sua morte, della sua uccisione avrebbe creato problemi. Così, dopo averlo ammazzato, i sicari lo caricarono sulla schiena di un mulo e gettarono il corpo nel fondo di un crepaccio.  Nascondere i resti per cancellare la memoria, che è poi quella che fa la mafia ogni giorno sollecitando l'omertà e imponendo il silenzio. Per questo, anche per questo è importante imboccare la strada opposta. E per questo, anche per questo l’Unità ha deciso di raccogliere e rilanciare una proposta avanzata ieri da David Sassoli e che sta circolando con crescente insistenza: celebrare con i funerali di Stato i resti ritrovati di Placido Rizzotto.
L'Unità, 11.03.2012

Corleone, i giovani e Placido Rizzotto: la memoria viene da lontano...

La memoria che viene da lontano. Questo è il volantino ciclostilato il 10 marzo 1983 (29 anni fa) dalla Cgil e dal Circolo Corleone Alternativa, con cui si annunciavano due giornate di iniziative per ricordare Placido Rizzotto. Quell'iniziativa squarciava un silenzio durato tanti anni. D'allora, abbiamo sempre ricordato Rizzotto. Grazie all'impegno del gruppo di giovani di allora, della Cgil, dei familiari e poi delle istituzioni (cominciò il sindaco Pippo Cipriani nel 1996 a dedicare un busto a Rizzotto in piazza Garibaldi, organizzando nel 1998, insieme alla Cgil, solenni iniziative - una tre-giorni - per ricordare il 50° anniversario), Placido Rizzotto e i valori che rappresenta sono stati conosciuti in tutt'Italia. Grazie a questo impegno, il regista Pasquale Scimeca ha realizzato un film sul sindacalista corleonese. E adesso c'è stato un impegno concreto dello Stato per ritrovare il corpo. I funerali di Stato richiesti da autorevoli rappresentanti politici e la tomba da costruire con tante pietre, ciascuna proveniente da un diverso municipio d'Italia e da una diversa sede della Cgil, sarebbero eventi importanti per rafforzare i valori della democrazia e della libertà. (dino paternostro)

Quest'anno 14 campi di lavoro antimafie nel nome di Placido Rizzotto

di MAURIZIO PASCUCCI*
Nel 2005 quando siamo arrivati a Corleone fummo affascinati dalla narrazione di Dino Paternostro, Segretario della Camera del Lavoro, su Bernardino Verro e Placido Rizzotto. Due cittadini corleonesi sconosciuti da noi toscani e dimenticati da tanti siciliani. Il loro impegno, nei Fasci Siciliani, nella Resistenza, nella Cooperazione e nel Sindacato della Cgil, hanno di fatto sancito e scritto pagine di storia che dimostrano che l'antimafia sociale nasce dai braccianti e dai cooperatori, che nella loro semplicità e umiltà hanno sempre cercato di conciliare la ricerca di miglioramento della vita per le loro famiglie con l'impegno per acquisire diritti sociali per tutti.
* Coordinatore campi antimafie Arci Toscana

Placido Rizzotto e la mafia corleonese

Placido Rizzotto
di Giuseppe Casarrubea
Ricorre il 64° anniversario dell’uccisione di Placido Rizzotto, sindacalista di Corleone, ammazzato da Luciano Liggio, su mandato del boss Michele Navarra, il 10 marzo 1948. Rizzotto era un dirigente sindacale socialista, come Epifanio Li Puma e Calogero Cangelosi. Il suo assassinio  avviene alla vigilia delle elezioni del 18 aprile 1948, quando, dopo le stragi di Portella della Ginestra e di Partinico (1° maggio e 22 giugno 1947), la mafia e il banditismo terroristico di Turiddu Giuliano, stipulano accordi con i palazzi di Roma per bloccare l’avanzata delle sinistre in Italia. Su questi accordi esiste una circostanziata documentazione, in parte reperibile in questo stesso blog. Il saggio che segue fu pubblicato nella rivista Segno di Nino Fasullo (n. 151, anno 1994) e, per quanto risalga a circa venti anni fa, lo riproponiamo per la sua attualità. Per rendere il testo più leggero l’apparato delle note è stato rimosso. Può essere, però, consultato nel suddetto numero di Segno.

Anniversario dell'assassinio di Rizzotto. Il Sindacato Pensionati ha presentato i nuovi campi di lavoro

Saverio Piccione, segretario generale Spi-Sicilia

Al ricordo del segretario della Camera del Lavoro, Placido Rizzotto, nel 64esimo anniversario del suo assassinio, è stata dedicata la manifestazione dello Spi Cgil che si è svolta stamattina a  piazza Garibaldi, davanti al Municipio, a partire dalle 10. Centinaia di bandiere del sindacato dei pensionati per celebrare la memoria del sindacalista ucciso dalla mafia nel 1948 e del quale, ieri, è stata resa nota l’identificazione dei resti. Ogni anno il sindacato dei pensionati della Cgil rinnova l’appuntamento a Corleone per onorare “l’impegno di un uomo e di un difensore dei diritti dei contadini - hanno
GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO DELLA GIORNATA

"Funerali di Stato per Rizzotto". E per la tomba la Cgil chiede una pietra a ogni comune

Il sindacato propone di realizzare il sepolcro del sindacalista ucciso dalla mafia nel 1948 con una pietra proveniente da ogni comune e regione d'Italia. Sassoli, Veltroni, Vita e Giulietti: "Cerimonia solenne per dire che lo Stato non dimentica"
PALERMO - Funerali di Stato per Placido Rizzotto per far capire che l'Italia e gli italiani non dimenticano. La proposta viene da vari esponenti della sinistra, a cominciare da David Sassoli, europarlamentare del Pd, e poi dall'ex segretario democratico Walter Veltroni, dal senatore Pd Vincenzo Vita e da Giuseppe Giulietti, portavoce di Art. 21.

Dopo il ritrovamento dei resti: «Funerali di Stato per Rizzotto». Web si mobilita

Una ragazza ha appena letto la poesia a Rizzotto

Parte da Twitter la proposta di un funerale di Stato per Placido Rizzotto. A farla sono il presidente degli europarlamentari Pd, David Sassoli, e Cesare Damiano capogruppo Pd nella Commissione Lavoro della Camera. «Anche a distanza di tanti anni, la nostra Repubblica ha il dovere di non dimenticare coloro che si sono battuti per la legalità», scrive Sassoli. 

Il vademecum di Telepadania per il figlio di Riina a Padova

Salvuccio Riina
Le "regole per la sopravvivenza al Nord del figlio del boss". "I mafiosi andrebbero fucilati", sostiene la Tv della Lega Nord. ma se si vuole integrare ecco cosa dovrebbe fare
Dieci regole per la sopravvivenza al Nord. 'Telepadania' le ha raccolte, in un video, dedicato a Salvatore Riina jr. Dopo il duro commento Umberto Bossi al trasferimento a Padova del figlio del boss ("I mafiosi andrebbero fucilati"), la tv della Lega Nord ha mandato in onda un filmato provocatorio, dal titolo 'I Polentoni per Salvuccio. Decalogo per l'integrazione di Riina jr'.
 "Noi che siamo bravi padani molto accoglienti vogliamo regalargli il decalogo per integrarsi al meglio a Padova", spiegano i conduttori del programma satirico. Parte, quindi, l'elenco dei consigli. Innanzitutto, sostengono, al Nord "si fa la fila", non come in Sicilia, dove, quando "arrivi tu, caro Salvatore, le folle si aprono". Poi, come secondo punto, l'emittente del Carroccio sfodera un 'vecchio cavallo di battaglia', ovvero la raccolta differenziata (già oggetto di una video-lezione al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, nei giorni dell'emergenza rifiuti): lo smaltimento, dicono a 'Salvuccio', "non è prendere il pentito e metterlo nella colonna di cemento armato".

Guide turistiche: il museo di Corleone

Un Sindaco ‘svizzero’ per Corleone?

Da qualche tempo (decennio) a questa parte (chi scherzando e chi con molta convinzione), mi si continua a invitare a scendere… in piazza e candidarmi a sindaco di Corleone e 'unire la città'! Mi si ripete, che la mia ‘storia’ (emigrato corleonese, che diventa scienziato a livello mondiale) e i tanti segnali di legalità germogliati a Corleone in questi ultimi tempi rappresentano realtà Corleonesi, che il mondo deve conoscere! In verità, sono stato sempre un po' scettico: Corleone è molto divisa e 'unirla' non è un'impresa facile! e di nuovo, mi si fa presente, che solo uno 'straniero' (emigrato) potrebbe riuscirci! Apparentemente qualcuno avrà letto qualche mia nota sul 'Modello Svizzero'!

La Fp-Cgil: "Il nostro sindacato avanza in maniera omogenea in tutta Italia"

Le elezioni per il rinnovo delle RSU sono state uno fra gli impegni più importanti e al tempo stesso faticosi ai quali siamo stati recentemente chiamati. Per noi della Fp Cgil non si è trattato solo di una "normale" scadenza elettorale; ci siamo caricati sulle spalle il peso di una grande responsabilità: quella di difendere queste elezioni, di garantirne lo svolgimento, di permettere alle lavoratrici ed ai lavoratori di esprimere democraticamente il loro voto. Un peso che, oltretutto,  si aggiungeva a quello, altrettanto gravoso, di un periodo oltremodo caratterizzato da una offensiva a largo raggio contro il lavoro pubblico, contro le lavoratrici ed i lavoratori: un periodo di forti mobilitazioni e lotte che abbiamo affrontato da soli.

BISACQUINO (PA) : CALCI E PUGNI CONTRO IL PADRE. CARABINIERI ARRESTANO PREGIUDICATO 42ENNE

I Carabinieri della Stazione di Bisacquino, ieri sera, hanno tratto in arresto CAPRITTO Gioacchino Nicola  nato a Palazzo Adriano, classe 1970 per il reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni gravi nei confronti dell’anziano padre. La lite è scoppiata intorno alle 17.00 nell’abitazione dove l’arrestato vive con il genitore al centro di Bisacquino. I motivi che hanno scatenato la furia sembrano essere molto futili, ma non hanno evitato che il CAPRITTO cominciasse a percuotere violentemente il padre 80enne.

sabato, marzo 10, 2012

Dopo 64 anni, trovato il corpo del sindacalista Placido Rizzotto: dna compatibile al 76% col padre

La conferenza stampa in Questura
(di Ruggero Farkas) - Quelle poche ma intatte ossa trovate nel 2008 in uno degli spacchi rocciosi della magnifica rocca Busambra che domina il borgo di Ficuzza sono di Placido Rizzotto, socialista, segretario della Camera del lavoro, caporale prima e poi sergente, combattente in Carnia, quindi partigiano antifascista, antesignano dell'antimafia e spalla dei braccianti nella lotta ai latifondisti, scomparso il 10 marzo 1948 da Corleone. Ucciso probabilmente dalla mafia. Aveva 34 anni, i capelli neri lisciati con la brillantina ai lati del capo, con la riga al centro, ed era sempre elegante anche quando non indossava la giacca e la cravatta, dice chi lo ha conosciuto. 

Dopo 64 anni svelato il mistero: trovato il cadavere di Rizzotto

Era il 10 marzo del 1948 quando il sindacalista 34enne della Cgil, Placido Rizzotto, fu fatto sparire a Corleone, dagli uomini del boss Luciano Liggio, che non tollerava la sua attività di contrasto alla mafia (GUARDA IL VIDEO)

La Cgil: "Adesso si riaprano le indagini sull'assassinio di Placido Rizzotto!"

Un momento della conferenza stampa in questura
Palermo 9 marzo 2012 - La Cgil, dopo l’importante notizia comunicata  dalla polizia di Stato, che le ossa umane recuperate in una foiba di Rocca Busambra appartengono a Placido Rizzotto, il segretario della Camera del lavoro di Corleone assassinato dalla mafia del feudo la sera del 10 marzo 1948, chiede la riapertura delle indagini per accertare fino in fondo la verità giudiziaria sul delitto Rizzotto. «Finalmente, dopo 64 anni, durante i quali la Cgil non si è mai stancata di chiedere verità e giustizia, lo Stato è riuscito a fare luce sull’orrendo delitto e a creare le condizioni perché il corpo di Rizzotto sia riconsegnato alla sua famiglia e al suo sindacato. Finalmente, dopo 64 anni, Placido Rizzotto potrà avere la sua tomba e i cittadini democratici un luogo dove portare un fiore e versare una lacrima», dichiarano il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà e il segretario della Cgil di Corleone Dino Paternostro.

venerdì, marzo 09, 2012

Ritrovati i resti di Placido Rizzotto, il sindacalista di Corleone ucciso dalla mafia nel '48

Placido Rizzotto
di ROMINA MARCECA
Il Dna lo hanno estratto da una tibia dello scheletro trovato in una foiba di Roccabusambra, a Corleone, accanto a una cintura e a una moneta di 10 centesimi coniata negli anni Venti. A 64 anni dalla sua scomparsa la polizia scientifica di Palermo è riuscita ad attribuire a Placido Rizzotto, il sindacalista della Cgil ucciso dalla mafia il 10 marzo del 1948, alcuni resti ossei ritrovati nel 2009 proprio nel posto in cui il cadavere di Rizzotto venne gettato dal boss di Corleone Luciano Liggio.Una scoperta eccezionale dopo anni di appelli da parte della famiglia Rizzotto, che ha chiesto di far luce sulla scomparsa dei resti che erano stati recuperati nel 1949 durante le indagini condotte dal giovane capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa.

giovedì, marzo 08, 2012

Elezioni amministrative: c'è anche il gruppo "Un Progetto per Corleone"

Pippo Cipriani
Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo civico "Un progetto per Corleone", che parteciperà alle prossime elezioni amministrative di Corleone, firmato da circa 60 cittadini.
Corleone ce la può fare, perché ha le risorse morali e intellettuali per rinascere. Serve, però, una larga riscossa civica, l’impegno serio e convinto dei suoi giovani, delle sue donne e dei suoi uomini per promuovere il "bene comune", il risanamento della città, il suo rilancio, per gettare le basi di uno sviluppo di lungo termine. Serve un progetto che riporti i cittadini al centro della politica, attraverso la partecipazione alla costruzione del programma e al governo della città. Solo così Corleone potrà dare ed avere fiducia, avere lavoro e sviluppo nella legalità, servizi pubblici efficienti, un centro storico vivo e le periferie recuperate. Solo così potrà promuovere un’agricoltura di qualità, basata sulla trasformazione dei prodotti genuini della terra. Solo così potrà attivare le fonti di energia alternativa e rinnovabile, a cominciare dal fotovoltaico per gli edifici pubblici e per l'impianto di pubblica illuminazione.

Corleone, elezione RSU. All'Ospedale e al Comune successo della F.P.-Cgil

A Corleone netta affermazione della CGIL nelle elezioni per le RSU (rappresentanze sindacali unitarie), svoltesi lo scorso 5-6-7 marzo. All’ospedale dei Bianchi e al Distretto Sanitario, la lista Fp-Cgil ha ottenuto ben 104 voti. Per la Cisl, invece, hanno votato 76 lavoratori, mentre per la Fials 29, per la Uil 5 e per la Dirstat 4. Il primo eletto è stato Leo Cuppuleri, responsabile della Fp-Cgil del P.O., che ha ottenuto 100 voti di preferenza sui 104 di lista. Un’ottima affermazione anche quella di Gregorio Pizzolato, anche lui della Fp-Cgil, che ha ottenuto 70 voti. Si sono perse in mille rivoli le preferenze della lista Cisl: il responsabile Gino Salvaggio ha ottenuto 47 voti sui 76 voti di lista. Gli altri due candidati locali della Cisl, Stefano Rubino e Ignazio Salvaggio hanno ottenuto rispettivamente 35 e 11 voti. Un altro successo la Cgil l’ha registrato al Comune di Corleone. Su 179 aventi diritto al voto, hanno votato 136 lavoratori. Di questi 61 hanno votato per la Cgil, 56 per la Cisl e 17 per la Uil. Il candidato più votato è stato il segretario aziendale della Fp-Cgil Enzo Cuppuleri, che ha ottenuto 30 voti.

Corleone ricorda Placido Rizzotto

VENERDI’ E SABATO A CORLEONE DUE GIORNATE PER RICORDARE IL 64° ANNIVERSARIO DELL’ASSASSINIO MAFIOSO DI PLACIDO RIZZOTTO, IL SINDACALISTA  CHE PAGO’ CON LA VITA IL SUO IMPEGNO PER LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTA’ IN SICILIA. “SPERIAMO CHE QUESTO ANNIVERSARIO CI PORTI ANCHE LA BELLA NOTIZIA DEL RITROVAMENTO DEL SUO CORPO”, DICE DINO PATERNOSTRO, SEGRETARIO DELLA CGIL DI CORLEONE.
Il 9-10 marzo 2012, col patrocinio del Comune e la collaborazione di Arci, Libera ed Anpi, la Cgil ha organizzato una manifestazione per ricordare il 64° anniversario dell’assassinio di Placido Rizzotto, il segretario della Camera del lavoro di Corleone assassinato dalla mafia del feudo la sera del 10 marzo 1948. Venerdì 9 Marzo, ore 10.30, nel Salone del Cidma, si terrà un dibattito sul tema: “Lavoro, sviluppo, legalità” con gli studenti delle Scuole superiori di Corleone. Intervengono l’assessore regionale all’Istruzione prof. Mario Centorrino, la segretaria generale della Cgil Sicilia Mariella Maggio, il presidente di Arci Palermo Salvo Lipari e il coordinatore di Libera Sicilia Umberto Di Maggio.. Coordina Pippo Cipriani, dell’Istituto “F. Santi”.

Il Distretto Sanitario 40 di Corleone considerato "eccellenza" in tema di assistenza domiciliare integrata

Fabrizio Barca, ministro della coesione territoriale
Martedì 6 marzo a Palazzo d’Orleans  si è svolto un incontro tecnico con il Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca sul tema dell’Assistenza Domiciliare Integrata  (ADI) in favore degli anziani non autosufficienti, rientrante fra gli obiettivi strategici del Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013. All’incontro ha partecipato la dott.ssa Patrizia Di Miceli, responsabile delle Politiche Sociali del Comune di Corleone, invitata ad illustrare l’esperienza ADI attivata nel Distretto socio-sanitario di Corleone, considerato in Sicilia uno dei distretti di eccellenza per la capacità di realizzazione del sistema integrato delle politiche sociali e sanitarie.  Erano presenti il direttore del Distretto sanitario Dott. Salvatore Vizzi e il Vice Sindaco Pio Siragusa, che ha espresso grande soddisfazione per  i plausi ricevuti  al termine della presentazione: “Questa volta la città di Corleone viene segnalata come modello di buone prassi da imitare”.  

Via d'Amelio, 4 arresti. I pm: "Paolo Borsellino tradito da un carabiniere"

di SALVO PALAZZOLO
La Dia ha notificato ordinanze in carcere al boss Salvino Madonia, che avrebbe partecipato alla riunione in cui si decise la morte del giudice, e ad altri due esecutori dell'eccidio avvenuto il 19 luglio 1992. Manette a Calogero Pulci, ritenuto un falso pentito. La Procura di Caltanissetta boccia anche Massimo Ciancimino ("Inattendile") e avanza un'ipotesi drammatica per il movente della strage: "Borsellino era di ostacolo per la trattativa Stato-mafia". Ecco l'atto d'accusa dei magistrati.

Venti Nuovi per Corleone...

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di un nuovo gruppo politico che intende partecipare alle prossime elezioni amministrative di Corleone.
Ci sono Venti Nuovi. Un nuovo movimento politico con un ruolo di primo piano in vista delle prossime elezioni amministrative di Corleone. Un movimento fatto da uomini e donne corleonesi, pronti a liberare energie nuove che lavorano per una Corleone pulita, capace, innovativa, e per una politica libera finalmente da vincoli di potere e di eterna riconoscenza.
Contiamo nella partecipazione diretta dei cittadini di Corleone nella realizzazione di un percorso nuovo, che ci veda insieme protagonisti.
Non è più il tempo delle promesse, non c’è più spazio per nessun tipo di clientela o favore.
Venti Nuovi ripartono da Corleone, dal lavoro, dal coraggio di nuove idee e di progetti sostenibili. Venti Nuovi sono una realtà.
MOVIMENTO POLITICO “VENTI NUOVI” - COORDINAMENTO

mercoledì, marzo 07, 2012

Il Da Vinci e il MUOStro di Niscemi

di Antonio Mazzeo
Come rafforzare l’alleanza politico-militare tra Italia e Stati Uniti e nel contempo indebolire il fronte del No all’installazione del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari delle forze armate Usa? Per il Dipartimento di Stato basta gemellare un liceo siciliano con una high school d’oltreoceano e il gioco è fatto. Così, lo scorso 15 febbraio, il Public Affairs Office del Consolato generale degli Stati Uniti di Napoli ha inviato una lettera all’Associazione americana degli insegnanti d’italiano (AATI), istituzione fondata in Canada nel 1924 per promuovere lo studio della lingua e della letteratura italiana nei college e nelle università nordamericane. Oggetto, lo sviluppo di un Sister School Program a Niscemi, la cittadina in provincia di Caltanissetta dove sta per essere installato uno dei quattro terminali terrestri del famigerato MUOStro per le guerre stellari.

martedì, marzo 06, 2012

Palermo: Di Girolamo, “Ferrandelli adesso è il candidato di tutti”

Fabrizio Ferrandelli

Martedì 6 marzo, nei locali del Pd di via Bentivegna a Palermo c'è stata la proclamazione ufficiale di Fabrizio Ferrandelli quale vincitore delle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Palermo. “Quelle di domenica – dice Vincenzo Di Girolamo, segretario provinciale del PD – sono state primarie vere: abbiamo assistito ad una campagna elettorale intensa, che certamente ha avuto il merito di coinvolgere la città in vista dell’appuntamento più importante, del 6 e 7 maggio. Sento il bisogno di ringraziare tutti quelli che hanno permesso il raggiungimento di una straordinaria partecipazione, con quasi 30 mila votanti: i candidati, gli elettori, gli scrutatori, i volontari, i presidenti di seggio, il comitato organizzativo e i partiti della coalizione”. “Adesso però dobbiamo guardare avanti: da questo momento Fabrizio Ferrandelli è il candidato di tutti e sono certo che il suo primo passo sarà nella direzione dell’unità. Abbiamo il dovere – conclude Di Girolamo - di presentarci ai palermitani con una coalizione unita e solida in grado assicurare, finalmente, un’amministrazione all’altezza di questa città”.
Palermo, martedì 6 marzo 2012