12/22/2011

Umberto Santino: "Ecco le prove del depistaggio sul delitto Impastato"

I funerali di Peppino Impastato
di Umberto Santino
Presidente del Centro
Impastato di Palermo
In merito alla riapertura delle indagini sul delitto Impastato il Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo ribadisce quanto già sostenuto nella lettera alla Procura inviata il 23 maggio 2011. Il depistaggio, così come era inequivocabilmente affermato dalla relazione della Commissione parlamentare antimafia, approvata nel dicembre del 2000, ha due attori principali: il procuratore capo del tempo, Gaetano Martorana, che nel fonogramma redatto subito dopo il ritrovamento dei resti del corpo di Peppino Impastato, parlava di "attentato alla sicurezza dei trasporti mediante esplosione dinamitarda" e l'allora maggiore dei carabinieri Subranni. Un'indagine seria deve partire dall'accertamento delle responsabilità di questi due personaggi. Ecco il testo della lettera inviata alla Procura:

Lo Statuto dei Lavoratori non si tocca!

di MARIA MANTELLO

La legge 300, meglio conosciuta come Statuto dei diritti dei Lavoratori, vedeva la luce il 20 maggio 1970. Varata nel clima politico-culturale delle lotte per l’emancipazione e la giustizia per tutti, faceva sì che finalmente quei diritti, pur garantiti dalla Costituzione Repubblicana, ma puntualmente disattesi nei posti di lavoro attraverso regolamenti interni e misure repressive, divenissero pratica democratica.
Finalmente si riconosceva che si è cittadini della Repubblica Italiana sempre, proprio perché lo Statuto sanciva che la dignità della persona e le sue libertà civili e democratiche non possono essere messe tra parentesi sui posti di lavoro. Libertà di pensiero, iscrizione a partiti, associazioni, sindacati, ecc. non potevano più essere motivo di discriminazione, persecuzione, fino alla perdita del posto di lavoro.
Il lavoratore è libero col lavoro e nel lavoro, proprio nella misura in cui è riconosciuto il principio che fatti estranei alla sua professionalità non possono più mettere in crisi la sua sicurezza economica col ricatto del licenziamento.

Se l’articolo 18 diventa un lusso

di Stefano Rodotà Gli effetti del decreto “Salva Italia” dureranno a lungo, perché redistribuiscono poteri e risorse. Per questo non è possibile far tacere lo spirito critico, né pretendere una sorta di acquiescenza sociale, alla quale giustamente i sindacati hanno detto di no. Il decreto, infatti, tocca profondamente vita e diritti delle persone. I diritti sono diventati un lusso? L'”età dei diritti” è al tramonto? Di questo discutiamo in questi tempi difficili, e non solo in Italia. E' tornata l'insincera tesi dei due tempi: prima risolviamo i problemi dell'economia, poi torneranno i bei tempi dei diritti. “Prima la pancia, poi vien la morale” – fa dire Bertolt Brecht a Mackie Messer nel finale del primo atto dell'Opera da tre soldi. Ma l'esperienza di questi anni ci dice che di quel film viene sempre proiettato solo il primo tempo.
Vi è una ricerca francese sui diritti sociali intitolata “Droits des pauvres, pauvres droits”. Dunque, “diritti dei poveri, poveri diritti”: diritti sempre più deboli per i più deboli, e che non si sa che fine faranno. Oggi siamo di fronte ad interventi caratterizzati da una forte asimmetria sociale, che fanno crescere ancora di più la diseguaglianza.

12/20/2011

Caso Impastato, scoperto un altro depistaggio. Trent'anni dopo ritrovata la testimone del delitto

Peppino Impastato ad una manifestazione per la pace
di SALVO PALAZZOLO
I carabinieri avevano detto che la casellante del passaggio a livello era emigrata negli Stati Uniti e irrintracciabile, invece non si era mai allontanata dalla sua casa di Cinisi. L'ha scoperto la Dia dopo la riapertura dell'inchiesta da parte della Procura di Palermo. La donna è stata interrogata questa mattina. I pm indagano sui depistaggi attorno all'omicidio del militante antimafia ucciso nel 1978. Il fratello di Impastato: "I magistrati interroghino il generale Subranni, che aveva il compito di coordinare le indagini sull'omicidio di Peppino"
PALERMO - Prima, scrissero che era emigrata negli Stati Uniti. Poi, che era irrintracciabile. Trent'anni fa, i carabinieri della stazione di Cinisi assicurarono alla magistratura che la testimone chiave del delitto di Peppino Impastato era "irreperibile". E da allora non si è saputo più nulla di lei: Provvidenza Vitale, la casellante del passaggio al livello di Cinisi, sembrava davvero scomparsa nel nulla.

La metamorfosi del governatore-icona

Totò Cuffaro a Rebibbia
di ENRICO DEL MERCATO
Dimagrito e con il volto segnato dalle rughe. Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana ed ex senatore dell'Udc, era tra i detenuti che ieri a Rebibbia hanno incontrato il Papa. Cuffaro, in carcere dall'inizio del 2011, sta scontando una condanna definitiva a sette anni di carcere per favoreggiamento aggravato alla mafia (Foto Reuters)

PALERMO - Era pingue, morbido, accogliente. La perfetta icona del potere siciliano fondato sulle inesauribili risorse della regione autonoma più spendacciona d'Italia. Adesso, dopo quasi un anno di galera, ha addosso venti chili di meno, le guance scavate, e al posto della paciosa espressione da "vasavasa" una grinta incattivita. Nelle foto che ritraggono Salvatore "Totò" Cuffaro detenuto tra i detenuti di Rebibbia in attesa dell'incontro col Papa, c'è la nemesi dell'uomo che è stato fino a un paio di anni fa, il più potente di Sicilia.

Nuove accuse per l'ex ministro Romano

Saverio Romano
A fare il nome del politico del Pid, questa volta, non è un collaboratore di giustizia ma l'ex manager della sanità privata Michele Aiello PALERMO. Nuove accuse per l'ex ministro dell'agricoltura Saverio Romano l'imputato, davanti al Gup di Palermo, di concorso in associazione mafiosa. A fare il nome del politico del Pid, questa volta, non è un collaboratore di giustizia ma un condannato per mafia, l'ex manager della sanità privata Michele Aiello. Sentito dal Pm Nino Di Matteo e dall'aggiunto Ignazio De Francisci il 2 dicembre scorso, Aiello ha raccontato di avere assunto in una sua azienda il genero del capomafia di Belmonte Mezzagno, paese di origine di Romano, Pietro Calvo. Nel 2002 il segretario di Romano, che all'epoca era nell'Udc, avrebbe chiamato Aiello raccomandandogli Giuseppe Valentino - questo è il nome del genero del mafioso - e dicendogli che la vicenda interessava personalmente a Romano, ex compagno di scuola del raccomandato.

Alleanza militare aerea tra Italia e Israele

di Antonio Mazzeo
Giochi di guerra nel deserto del Negev per i cacciabombardieri dell’aeronautica militare italiana. Lo scorso 16 dicembre si è conclusa l’esercitazione “Desert Dusk 2011” a cui hanno partecipato venticinque velivoli da guerra delle forze aeree italiane ed israeliane. Due settimane di duelli, inseguimenti e lanci di missili e bombe, protagonisti gli “Eurofighter” e i “Tornado” dell’Ami e gli F-15 ed F-16 israeliani schierati per l’occasione nello scalo meridionale di Uvda, utilizzato dai charter che trasportano i turisti diretti a Eilat (mar Rosso). L’esercitazione rientra nel programma di collaborazione e coordinamento tra le due aeronautiche finalizzato ad affinare le procedure e le tecniche di azione in missioni di controllo delle crisi (Crisis Response Operations). In Israele sono stati impegnati 150 militari italiani, mentre i cacciabombardieri dell’Ami hanno svolto più di un centinaio di missioni di volo. Alle operazioni hanno pure partecipato alcuni velivoli KC-767A del 14° Stormo di Pratica di Mare (Roma) e C130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa.

12/19/2011

All’ombra di Monti

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L’Italia è un grande Paese. Ma strano. Non ha mai prodotto una rivoluzione e chi va al potere, all’inizio è visto come un padre, poi, con il passare del tempo, diventa patrigno. O meglio un padre che ha i suoi figli prediletti, ai quali non storcerebbe un capello, e figli disgraziati sui quali è pronto a scaricare colpe e frustrazioni, magari facendosi passare per un buon padre. Nel corso di un mese i consensi su Mario Monti sono diminuiti. Non è solo la Lega a essersi messa di traverso. Adesso si sono aggiunti l’Italia dei valori, non pochi deputati del Pdl, e una massa di persone, per lo più pensionati e piccolo-borghesi, che vedono sparire, in un batter d’occhio, decenni di speranze e aspettative. Vecchi che si vedono costretti a lavorare persino con il pannolone, e giovani per i quali, a detta del premier, si sta preparando il futuro, tenuti in casa fino a quarant’anni, per continuare la loro disoccupazione forzata anche per l’avvenire. Nel 2012 si legge nelle previsioni, saranno quasi un milione in più. LEGGI TUTTO http://casarrubea.wordpress.com/2011/12/19/allombra-di-monti/

Adesso che Corleone è una città...

di DINO PATERNOSTRO
Adesso che Corleone è una città, bisogna che i corleonesi imparino sempre più e meglio a non essere sudditi, ma cittadini titolari di diritti e di doveri. Sembra facile, ma non lo è per niente. A cominciare dalla classe dirigente, bisogna che dia prova di sapere e volere governare la comunità con serietà, spirito di sacrificio e di equilibrio, trasparenza, legalità. E quindi, smetterla di spacciare i diritti per favori, smetterla di perseguire il proprio tornaconto, basta privilegiare i giochetti della politica politicante. Avanti tutta, invece, con la ricerca delle pari opportunità, col rigore, con la capacità di produrre sviluppo nella legalità. Da un nuovo impegno non sono, evidentemente, esentati i cittadini normalmente democratici. Devono (dobbiamo) essere loro (noi) a pretendere il rispetto dei nostri diritti, piuttosto che ricercare favori. A fare il proprio dovere, in tutti i settori, in tutte le occasioni. Se, tutti insieme, sapremo fare questo, allora Corleone sarà una città capace di aprirsi al mondo e di dare fiducia al mondo. E che dal mondo avrà apertura e fiducia. E possiamo riuscirci, se faremo riferimento alle nostre gloriose tradizioni. Allo spirito solidare e combattivo della Corleone dei Vespri siciliani del 1282, quando insorse - appena dopo Palermo - contro gli Angioini, cacciandoli dalla Sicilia. Alla Corleone venduta per ben tre volte dal Demanio regio per fare cassa, ma per ben tre volte riscattata dai suoi cittadini. Alla Corleone che ha dato due santi alla Chiesa cattolica: San Leoluca e San Bernardo. Alla Corleone del movimento contadino, guidato da Bernardino Verro prima e da Placido Rizzotto dopo. Alla Corleone dei bambini della scuola elementare e delle sue maestre, che il 2 giugno 1992, pochi giorni dopo la strage di Capaci, sfilarono per le vie di Corleone, gridando: "Giovanni Falcone, non dovevi morire. Firmato i bambini di Corleone". Alla Corleone dei sindaci, dei sindacalisti e dei giornalisti coraggiosi, che anche in questi ultimi anni hanno saputo dire "no" alla mafia e alla sua cultura di morte, affermando i valori della solidarietà e dello sviluppo nella legalità. Alla Corleone che ha saputo ribadire con forza di non gradire la presenza in paese di rampolli dei boss mafiosi, di non tollerare che qualche stupido gli dia loro il "bentornato", di non condividere l'elezione nel consiglio di circolo la figlia primogenita di Ttò Riina. Auguri, Corleone! Grazie, presidente Napolitano!
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della seduta consiliare e della scopertura della targa

Ciancimino junior torna in libertà, il gip impone l'obbligo di dimora

Massimo Ciancimino
Era agli arresti domiciliari dal 9 luglio scorso dopo un periodo di carcerazione, iniziato il 21 aprile, con le accuse di calunnia ai danni dell'ex capo di polizia Gianni De Gennaro e di detenzione di esplosivi PALERMO - Il Gip di Palermo Fernando Sestito, dopo i ripetuti no dei mesi scorsi, ha concesso la libertà a Massimo Ciancimino, agli arresti domiciliari dal 9 luglio scorso dopo un periodo di carcerazione, iniziato il 21 aprile, con le accuse di calunnia ai danni dell'ex capo di polizia Gianni De Gennaro e di detenzione di esplosivi.

Corsa a sindaco, Idv punta su Orlando, il partito mette alla porta Ferrandelli

Fabrizio Ferrandelli
Con una delibera del coordinamento provinciale e cittadino, approvata con 25 voti a favore e 5 contrari, la maggioranza del partito ha rimarcato le distanze dal Pd e dalle primarie del centrosinistra, dando il benservito a Ferrandelli. "In bocca al lupo agli amici di Idv e a Orlando ma per Palermo serve un progetto partecipativo di rinnovamento" PALERMO - Idv ribadisce la corsa solitaria con Leoluca Orlando alle prossime comunali di Palermo in disaccordo con la linea del Pd rispetto all'alleanza col Terzo polo e mette alla porta il consigliere Fabrizio Ferrandelli, "colpevole" di essersi candidato a sindaco, senza l'avallo del partito. Dopo vari tentativi di ricucire, mediazioni non andate a buon fine e forti tensioni sfociate anche in attacchi personali, finisce dunque nel peggiore dei modi lo scontro interno all'Idv.
I maggiorenti del partito hanno messo un punto rispetto alle velleità politiche di Ferrandelli, anima dell'area movimentista, già in campagna elettorale da alcune settimane. Con un'apposita delibera del coordinamento provinciale e cittadino, approvata con 25 voti a favore e 5 contrari, la maggioranza del partito ha rimarcato le distanze dal Pd e dalle primarie del centrosinistra, dando il benservito a Ferrandelli che dice di andare avanti e rilancia. "In bocca al lupo agli amici di Idv e a Orlando - dice il consigliere comunale - ma per Palermo serve un progetto partecipativo di rinnovamento".

Il Premio Quasimodo ad uno studente dell'Istituto "A. Volta" di Palermo

Il poeta Salvatore Quasimodo
PALERMO - "I ricordi di mia mamma lentamente scivolano via...". È un brano della poesia di Gabrielle Fulantelli, 18 anni studente dell'Istituto Tecnico Industriale A. Volta, di Palermo primo classificato nel Concorso nazionale di poesia Salvatore Quasimodo, organizzato dall'assessorato provinciale alla Cultura di Messina e destinato agli Istituti superiori di tutto il territorio nazionale. Presidente della giuria è stato Alessandro Quasimodo, figlio del poeta, premio Nobel. Simone Di Bartolo, della 'Leonardo da Vincì di Milazzo è stato il secondo classificato. Alessia Attivissimo, del Liceo Classico La Farina di Messina è giunta al terzo posto. Fulantelli ha vinto con una lirica dedicata a sua madre che si conclude così: "Mi perdo nel turbinio incessante di questo vuoto e muoio anch'io sapendo che non sei più qui ma nei sorrisi di una foto". "Questa manifestazione ha puntato alla valorizzazione della figura e delle opere del poeta Salvatore Quasimodo. Oltre alla promozione del premio di poesia - ha detto l'assessore provinciale alla Cultura, Mario D'Agostino - abbiamo realizzato un dvd didattico destinato alle scuole, alla progressiva digitalizzazione dell'archivio Quasimodo per consentire una salvaguardia delle opere e per una maggiore diffusione del materiale custodito, alla realizzazione di una biblioteca dedicata al premio Nobel con quasi 300 volumi catalogati, all'inaugurazione di una mostra di dipinti assolutamente inedita, Quasimodo e l'Arte, visitabile sino al 5 gennaio 2012".

Corleone, solenne seduta del consiglio comunale per la presa d'atto del decreto che la riconosce città

Il prefetto Umberto Postiglione durante l'intervento in consiglio
CORLEONE – Il titolo di città Corleone se l’era meritato una prima volta nel 1556. A conferirglielo era stato l’imperatore Carlo V, che aveva riconosciuto il grande contributo dato da questo comune nella guerra del Vespro e nei processi storici successivi. Nel corso dei secoli, però, il titolo era stato coperto dalla “polvere”, fino ad essere cancellato da Benito Mussolini, con un decreto del 31 ottobre 1929. E’ toccato adesso al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con decreto del 19 settembre 2011, concedere nuovamente a Corleone il titolo onorifico di città, in quanto «comune insigne per ricordi, per monumenti storici e per l’attuale importanza». Tra i meriti attuali vengono citate le iniziative di studio e di contrasto alla mafia e l’attività delle coop sociali che lavorano sui terreni confiscati. Ieri mattina, nel corso di una seduta solenne, il consiglio comunale ha preso atto del decreto, alla presenza del sindaco Nino Iannazzo e della giunta, del prefetto di Palermo Umberto Postiglione, del presidente del consiglio comunale di Palermo Alberto Campagna, del suo vice Sandro Oliveri, dell’on. Gabriella Giammanco, di una delegazione di alunni della scuola media e di altre autorità civili e militari. Subito dopo, Il sindaco e il prefetto hanno scoperto una targa in marmo, posta sul prospetto del municipio, a ricordo dell’avvenimento. Il 5 luglio 2010 era stato il consiglio comunale di Corleone a chiedere la concessione del titolo di città. E la richiesta, inoltrata al ministero dell’interno, sulla scorta dei pareri favorevoli della Prefettura, della Soprintendenza, della Società di Storia Patria e del Commissariato di P.S., è stata valutata positivamente dal Capo dello Stato, che lo scorso 19 settembre ha firmato il relativo decreto.

Dino Paternostro

12/18/2011

Oggi seduta solenne del consiglio comunale: Corleone è diventata "città"!

Oggi, lunedì 19 dicembre 2011, alle ore 10.00, il consiglio comunale si riunirà in seduta solenne, alla presenza delle autorità civili, militari e religliose, per prendere atto del Decreto del Presidente della Repubblica del 19 settembre 2011, con cui viene concesso il titolo di "città" al comune di Corleone. Pubblichiamo di seguito la relazione del ministro degli interni con cui viene motivata la concessione del titolo onorifico:
"Con delibera consiliare n. 49 del 5 luglio 2010 ed istanza del sindaco del 19 luglio 2010, i! comune di Corleone (PA) (11.380 ab.) ha chiesto la concessione del titolo onorifico di città.
Le origini di Corleone vengono fatte risalire al VI millennio a.C., come attestano tracce di un antico insediamento umano e di una necropoli, rinvenute nell'area territoriale della Montagna Vecchia: si tratta della città di Schera, citata da Cicerone, distrutta nel corso della seconda guerra punica, i cui abitanti, spostatisi a valle, fondano l'odierno centro abitato.
Il toponimo della città, legato al periodo romano, deriva dal gentilizio latino "corrilio", poi tramutatesi in "kurullium" e "kurullum" durante la dominazione araba avvenuta tra 1'839 e 1'840; in questo periodo, benché sottomessa ai dominatori, Corleone acquisisce una notevole importanza, tanto da essere annoverata tra le 23 città esistenti in Sicilia e scelta a capo dell'"iklim", la circoscrizione militare e civile musulmana.

Comitato della campagna LasciateCIEntrare: dar voce ai cittadini stranieri e migranti rinchiusi nei CIE di tutta Italia

In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e a pochi giorni dai tragici, inaccettabili fatti di Torino e Firenze, il comitato della campagna LasciateCIEntrare vuole dare voce anche a quei cittadini stranieri e migranti, rinchiusi nei CIE di tutta Italia. E’ di pochi giorni fa l’abrogazione della circolare 1305, promulgata dall’ex Ministro dell’Interno Maroni, ed ora cancellata dal neo Ministro Cancellieri, che negava l’accesso alla stampa nei CIE, per “non dare intralcio” alle attività, in una situazione dichiarata emergenziale per gli sbarchi in Italia. Ora i giornalisti potranno entrare, e raccontare le condizioni, spesso disumane, che gli immigrati stranieri vivono in attesa di conoscere il loro destino. In attesa di un atto burocratico che sancisca il loro respingimento, oppure la “concessione” di un permesso di soggiorno nel nostro paese.

12/17/2011

Corleone, l'album fotografico della giornata di studi sul Risorgimento con Anita Garibaldi

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Corleone, un giovane corleonese arrestato dai carabinieri per atti persecutori

I Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Corleone, a seguito di prolungata attività, hanno tratto in arresto un giovane corleonese in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Termini Imerese. Il giovane era già stato segnalato in passato dai Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Misilmeri perché aveva reiterato nel tempo minacce e molestie nei confronti di una giovane studentessa, tali da influenzarne le abitudini quotidiane. La vittima veniva ripetutamente pedinata nei pressi dell’ingresso della scuola che frequentava, alle fermate dell’autobus e all’indirizzo della propria abitazione. Per l’ arrestato, che era già stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari, è stato necessario l’aggravamento della pena mediante l’applicazione della custodia cautelare in carcere, in quanto non desisteva dal commettere minacce gravi nei riguardi della giovane donna. Ora, grazie all’intervento delle forze dell’ordine, la giovane studentessa può tornare alla vita di prima, circolando serenamente per le strade di Corleone.
Palermo, 17 dicembre 2011

Frequenze tv si va verso la vendita ma ancora non siamo soddisfatti!!! Firma anche tu

Ieri il governo Monti ha accolto alla Camera tre ordini del giorno analoghi, di Idv, Lega ed esponenti del Pd, che lo impegnano ad annullare l'assegnazione gratuita delle frequenze Tv e a indire una successiva asta "a titolo oneroso". Il documento, essendo stato accolto, non è stato posto ai voti. Lo ha comunicato il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che ha corretto una sua precedente indicazione in cui ne chiedeva l'accantonamento. Si tratta sicuramente di un passo avanti. Assistiamo al pentimento della Lega che, con il governo Berlusconi, si era forse distratta e quindi non si era opposta al regalo al Cavaliere. Maroni evidentemente, con questo "pentimento", chiede ai suoi elettori uno sconto di pena. La Lega sta tentando di recuperare voti facendo finta di non essere stata mai al governo. Plaudiamo invece a chi, sin dal primo momento, come Idv, si è opposto a questa vergogna e plaudiamo anche al risveglio del PD. Si tratta comunque di un passo importante ma non conclusivo, perché le televisioni comunitarie sono ancora fuori dai giochi e TV come Telejato non possono presentarsi all'asta. Infatti, a differenza di Santoro (per esempio), Telejato e i suoi volontari non hanno di certo 1 milione di euro. Alla discussione chiediamo che venga posto anche il problema delle TV comunitarie espropriate delle loro frequenze. Comitato Siamo Tutti Telejato
Per questo sostenete la nostra petizione

Manovra: Cgil, su pensioni ancora discriminazioni per il lavoro pubblico

«La discriminazione contro i lavoratori del pubblico impiego continua». A denunciarlo in una nota sono i segretari confederali della Cgil, Vera Lamonica e Nicola Nicolosi, nel sostenere che «alla forte insoddisfazione per le misure sulle pensioni, pur nell'importanza degli avanzamenti conquistati, aggiungiamo la continua discriminazione contro i lavoratori e le lavoratrici dipendenti dalla pubbliche amministrazioni e dai settori della conoscenza». I due dirigenti sindacali affermano che «mentre per i lavoratori e le lavoratrici dei settori privati si sarebbe introdotta una parziale, anche se ancora inadeguata, gradualità nel superamento delle cosiddette quote e nell'innalzamento dell'età del pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici, nulla è stato fatto per i lavoratori del pubblico impiego». Nello specifico, osservano, «nulla è stato fatto per allentare il violento salto al quale sono costrette le lavoratrici dei settori pubblici, a causa dell'innalzamento dell'età pensionabile decisa dal governo Berlusconi, né i lavoratori pubblici ai quali non si applicherebbe la norma che invece riguarda solo i privati». Per la Cgil si tratta «dell'ennesima discriminazione che continua e che deve finire: questa discriminazione deve scomparire. Una ulteriore motivazione per lo sciopero dei settori pubblici e della conoscenza in programma lunedì 19 dicembre», concludono Lamonica e Nicolosi.

Lettera a don Ciotti del circolo "20 gennaio": "L'aspettiamo a Caltavuturo"

Don Luigi Ciotti
Carissimo Don Ciotti,

Le scrivo questa lettera a nome di tutto il Presidio di Libera di Caltavuturo (PA), il quale ormai da quasi un anno ha iniziato un percorso sul recupero della memoria storica sui fatti del 20 gennaio 1893 dei fasci siciliani, in cui persero la vita 11 contadini. Contadini che con forza e coraggio si sono battuti contro una mafia agraria che voleva negare i loro diritti e la prepotenza dei grandi latifondisti che li sfruttavano e li costringevano a vivere in condizioni di subalternità e di miseria. LEGGI TUTTO

Il progetto "Madonie rinnovanili"

Il Parco delle Madonie, in collaborazione con il Comune di Petralia Sottana, So.Svi.Ma e Legambiente Sicilia, sta realizzando il progetto “Madonie Rinnovabili” finanziato dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito del “Bando fonti rinnovabili, risparmio energetico e mobilità sostenibile nelle aree naturali protette”. Il progetto ha come obiettivo la promozione e la diffusione nei quindici comuni del Parco delle Madonie dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e, tra gli altri interventi, prevede la realizzazione di una filiera per l’approvvigionamento di biomassa di origine boschiva unita alla realizzazione di impianti fotovoltaici e solare termico. Obiettivo specifico del progetto è la formazione di un gruppo di acquisto per cittadini e operatori economici, ai quali verrà riconosciuto un contributo economico, finalizzato all’acquisto e installazione “chiavi in mano” di caldaie a biomassa ed impianti di riscaldamento solare termico.

Il Convegno di presentazione dell’iniziativa si terrà Mercoledì 21 dicembre 2011, dalle ore 9.30, presso la saletta a piano terra di Palazzo Pucci, sede dell’Ente Parco delle Madonie – Petralia Sottana. Per maggiori informazioni si potrà chiamare gratuitamente il numero verde 800 173 021
Il commissario straordinario
Dott. Angelo Pizzuto

Lillo Speziale, presidente della Commissione regionale antimafia: "Soddisfazione per l'operazione antimafia di Campobello di Mazara, sgomento per l'arresto del sindaco"

L'on. Lillo Speziale
“Esprimo la mia soddisfazione per la brillante operazione antimafia che, a Campobello di Mazara, ha condotto all’arresto di 11 persone ed inflitto un duro colpo alle cosche ed alla rete di protezione del boss latitante, Matteo Messina Denaro”. Lo dice il presidente della commissione regionale antimafia, Lillo Speziale. “Esprimendo il plauso alle forze dell’ordine ed alla magistratura impegnate in prima linea nella lotta alla criminalità ed al malaffare, non posso nascondere lo sgomento nell’aver appreso – continua il parlamentare regionale del Partito Democratico - che tra gli arrestati, con l’accusa di essere un affiliato, ci sia il nome di un amministratore. Se le imputazioni che gli sono state mosse – spiega - dovessero essere confermate sarebbe estremamente grave scoprire che chi si ammantava di una veste di legalità si muoveva invece in ben altri ambiti. L’auspicio – conclude Speziale - è che ci si attivi per rescindere ogni tipo di eventuale legame residuo tra la pubblica amministrazione e le aree d’ombra della società”.

A Firenze mostra-mercato della legalità, organizzata dalla Provincia e dall'Arci

Un momento dell'inaugurazione
Ieri pomeriggio alle 18, presso la Galleria Medici in Via Cavour a Firenze, c’è stata l'inaugurazione della mostra mercato della legalità organizzata dalla Provincia e dall'Arci di Firenze. Nonostante la pioggia e lo sciopero del trasporto pubblico erano presenti tanti cittadini, volontari dei campi antimafie e molti attivisti dell'antimafia. Nell'occasione è stata "donata" una bottiglia di vino Limpiu a tutti i volontari dei Campi Antimafie Liberarci dalle Spine. Sono intervenuti il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, Calogero Parisi, presidente della Cooperativa Lavoro e Non Solo, e Maurizio Poggi, presidente dell'Arci di Firenze. La Provincia di Firenze con questa bella iniziativa, preziosa anche per la sua originalità, sobrietà e concretezza segna un punto di qualità nel panorama delle iniziative antimafia.

12/16/2011

Strage via D'Amelio. Spatuzza: ''Via Allegra: dove ho rubato le targhe''

Gaspare Spatuzza
''Via Allegra: dove ho rubato le targhe''. Così è iniziata la collaborazione di Gaspare Spatuzza, con un viaggio a Palermo, sotto scorta. L’ex killer fidato dei fratelli Graviano ha indicato ai magistrati di Caltanissetta e agli investigatori della Dia dove rubò la Fiat 126, poi trasformata in autobomba, e dove la nascose prima dell’attentato a Paolo Borsellino. Da una parte all’altra della città, Spatuzza ha ripercorso i giorni terribili del 1992: accanto a lui, il procuratore Sergio Lari, il sostituto Stefano Luciani e il funzionario della Direzione investigativa antimafia Ferdinando Buceti. Adesso, i filmati di quei sopralluoghi, realizzati fra il 2008 e i mesi scorsi dalla Dia, sono diventati uno dei capitoli più importanti della nuova indagine sull’eccidio di via d’Amelio, anche per smascherare il depistaggio che per tanti anni ha nascosto la verità. I video sono stati condivisi da Walter Veltroni sul suo profilo facebook: "Ecco una delle testimonianze che fanno chiarezza sul gigantesco depistaggio messo in atto per impedire che fossero identificati i veri assassini di Paolo Borsellino", ha commentato l'esponente del Pd (di Salvo Palazzolo - montaggio a cura di Michele Davia) LEGGI TUTTO

Sicilia. Arrestato il sindaco antimafia di Campobello di Mazara

Il sindaco di Campobello Ciro Caravà
di SALVO PALAZZOLO
"Era organico al clan di Messina Denaro"Ciro Caravà è accusato di associazione mafiosa. Secondo la Dda Palermo e i carabinieri del Ros avrebbe pagato decine di biglietti aerei ai familiari dei boss detenuti al Nord e distribuito appalti alle ditte dei clan. Dalle intercettazioni è emerso anche il sostegno elettorale di Cosa nostra al primo cittadino. In manette, altre dieci persone, fra esponenti mafiosi e insospettabili ritenuti fedelissimi della Primula rossa di Cosa nostra: c'è pure un ex funzionario della prefettura di Trapani
PALERMO - Nella sua stanza, in Municipio, teneva ben in vista le foto di Falcone e Borsellino: il sindaco democratico di Campobello di Mazara, Ciro Caravà, diceva di aver fatto aderire il suo Comune all’associazione Libera e si era anche costituito parte civile nel processo ai favoreggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro. Eppure, i mafiosi più vicini a Messina Denaro continuavano a dire un gran bene di lui: “Io gli ho portato un mare di voti”, sussurrava uno dei messaggeri del padrino, Franco Luppino, che non sospettava di essere intercettato.

Corleone, giornata di studi su Garibaldi e il Risorgimento nei locali del Liceo

Anita Garibaldi, pronipote dell'eroe, l'ospite della giornata
Sabato 17 dicembre, ore 11.30, a Corleone presso l'Istituto d'Istruzione Superiore Statale Don Giovanni Colletto, si svolge una Giornata di Studi su: "1860, la Spedizione dei Mille; 1862 Ritorno in Sicilia. Corleone, una città simbolo di libertà e di riscatto". Dopo i saluti del Dirigente Scolastico dell'Istituto Don G. Colletto, Girolamo Cannariato e del Sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo, i lavori saranno introdotti da Luciano Luciani, componente Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi e Presidente dell'Istituto Italiano Fernando Santi - organizzatore dell'evento con il patrocinio della Regione Siciliana ed il Comune di Corleone.

Il CARA di Mineo vergogna italiana

Il CARA di Mineo
di Antonio Mazzeo Il villaggio degli aranci di Mineo (Ct), il mega-centro di semidetenzione per richiedenti asilo e migranti, a quasi un anno dalla sua istituzione, testimonia il completo fallimento del modello di “solidarietà” securitaria del governo Berlusconi-Maroni. È il “non luogo” dove si consuma la spersonalizzazione, dove l’ospite-recluso si “sente atopos, fuori posto, né cittadino né straniero, collocato in un luogo bastardo al confine tra l’essere e il non-essere sociale”. Il CARA di Mineo, isolato ed isolante, è “l’antitesi dell’integrazione e mina la sicurezza del territorio animando scontri e tensioni fra comunità”. A sancire l’ennesima bocciatura del centro di “accoglienza” in cui sono stati deportati manu militari quasi duemila cittadini stranieri presenti in Italia da tempi remotissimi, è il rapporto del Comitato territoriale dell’ARCI di Catania consegnato ad una delegazione di europarlamentari in visita ai lager per migranti della Sicilia.

Mafia, l'appello del Centro Pio La Torre: "Non si vendano i beni confiscati ai boss"

Vito Lo Monaco, presidente del Centro "Pio La Torre"
''Non si vendano i beni confiscati ai boss''. E' l'appello lanciato dal presidente del Centro Pio La Torre, Vito Lo Monaco, in una lettera aperta al ministro della Giustizia, Paola Severino e al direttore dell'Agenzia dei beni confiscati, il prefetto Giuseppe Caruso. ''Se non vengono rimossi tutti gli ostacoli procedurali e comportamentali al riuso sociale dei beni confiscati - si legge nella lettera - e l'Agenzia, invece, procede alla loro vendita, pur nella trasparenza dei bandi e dei controlli, si sancisce l'impotenza dello Stato a perseguire il fine prioritario previsto dalle leggi Rognoni-La Torre e 109/96''. Per Lo Monaco, ''prima di pensare alla vendita l'Agenzia pensi subito alla assegnazione definitiva dei beni già in uso alla Regione e agli Enti locali. Che fine farebbero gli attuali condomini affittuari nei palazzi confiscati? E per le scuole ubicate negli edifici confiscati, quegli Enti locali sull'orlo del dissesto finanziario troverebbero i capitali per acquistarle?''. ''Inoltre con tutte le prudenze e i controlli possibili la vendita non impedirebbe a insospettabili - dice - 'teste di turco' di acquistarli per conto delle organizzazioni mafiose''. ''Sul terreno scottante di una grande questione storica sociale e politica, come il contrasto alle mafie - conclude Lo Monaco - guai a far prevalere aride e tecniche considerazioni aziendalistiche a scapito della tutela dell'interesse pubblico e della sua resa immediata e differita per la democrazia e lo sviluppo libero''.
15 dicembre 2011

12/15/2011

Sabato 17 dicembre, “Esecuzione/Ifigenia” al Teatro del Baglio di Villafrati

Lina Prosa e Miriam Palma
VILLAFRATI. Sabato 17 dicembre alle 21 al Teatro del Baglio, in corso Sammarco a Villafrati, per “Alle parole nostre”, rassegna di teatro contemporaneo di sperimentazione e ricerca (direzione artistica di Enzo Toto) sarà messo in scena “Esecuzione/Ifigenia”, testo e drammaturgia di Lina Prosa, composizione vocale e ritmica, esecuzione ed interpretazione di Miriam Palma. “Esecuzione/Ifigenia” nasce da una collaborazione tra Miriam Palma e Lina Prosa che da tempo sperimentano una collaborazione che mette insieme i loro diversi linguaggi legati al testo, alla voce, al canto. Ifigenia, di ieri e di oggi, è tutta nell'ambiguità del titolo: esecuzione come atto musicale, esecuzione come atto di condanna a morte. Il nodo di tale ambiguità è racchiuso in una sola presenza scenica che è allo stesso tempo l'esecutore e la vittima: Agamennone/padre e Ifigenia/figlia. Il Teatro del Baglio è un’istituzione del Comune di Villafrati. Ingresso 5 euro, info www.teatrodelbaglio.org.


Quelle larghe intese tra lo Stato e la mafia

di Marco Travaglio
20 anni di trattative (almeno tre) minuto per minuto nelle ultime indagini dei pm di Palermo, che interrogano politici e funzionari della Prima e della Seconda Repubblica.

Qualcuno trattò con la mafia per una malintesa “ragion di Stato”, qualcun altro per salvarsi la pelle, altri ancora per fermare le stragi di mafia che avevano messo in ginocchio l’Italia, altri infine per favorire Cosa Nostra in cambio di voti. Ma il risultato delle trattative – che sono almeno tre, nel biennio terribile 1992-1994 – fu comunque devastante: Cosa Nostra, che con la svolta terroristica di Riina, di Bagarella e dei Graviano, aveva gettato le basi per la sua fine, rinacque a nuova vita, grazie a una formidabile arma di ricatto sulla politica tutta: una cambiale che forse non ha ancora finito di incassare dallo Stato.

12/14/2011

Palermo, Lumia: "Alleanza larga come votato da assemblea Pd"

“A Palermo si può vincere, per questo è necessario un confronto politico serio e costruttivo. Commentare e per giunta con sarcasmo di dubbio stile le indiscrezioni dei giornali, invece, è il solo contributo politico che alcuni esponenti siciliani del Pd sanno dare per la Sicilia, magari gli stessi che a Palermo gridano allo scandalo sull’alleanza col Terzo polo e la società organizzata e a Catania lavorano col Pdl pur di coltivare ambizioni personali”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia. “Sulle prossime comunali a Palermo - aggiunge Lumia - rimango dell’idea che bisogna continuare a parlare con Rita Borsellino affinchè si convinca della necessità di una coalizione larga tra le forze progressiste e moderate, per vincere le elezioni e risanare una delle città più difficili d’Italia. E’ questa l’alleanza per le amministrative votata a larghissima maggioranza nell’ultima Assemblea dal Partito. Diversamente dovremo individuare un’altra personalità di alto profilo in grado di guidare una grande alleanza e governare la città di Palermo con un sapere e una capacità di governo all’altezza della sfida. Per cui credo che il Pd debba proporre, insieme a quanti vogliono aprire una nuova e concreta stagione di cambiamento, un progetto di ampio respiro per la città e un candidato rappresentativo, a meno che non si voglia fare carta straccia delle decisioni prese dagli organismi dirigenti, come vorrebbe fare qualche nostalgico: il Pdl sempre al governo e noi sempre all'opposizione”.   13 dicembre 2011

Chi denuncia il pizzo perde la fiducia della banca, diventa un soggetto a rischio. Le ragioni dell’omertà sono concrete

Chi denuncia il pizzo perde la fiducia della banca, viene invitato a rientrare, diventa un soggetto a rischio. Questa la prassi, ormai consolidata, di cui si parla poco o niente. I casi non sono stati denunciati, ma i mugugni sotto traccia sono “rumorosi”. Gli appelli della magistratura, della polizia, delle autorità di governo ad avere coraggio, a contrastare il racket senza paura, alla responsabilità civile, e le tutele sbandierate ai quattro venti, nella realtà, s’infrangono. Chi non ha coraggio, non se lo può dare, si dice comunemente, ma è vero esattamente il contrario: il coraggio lo si trova quando ci sono le condizioni per manifestarlo. Se la denuncia del pizzo ti rovina la vita la scelta di pagare non è viltà, ma una valutazione ponderata e responsabile.

Parla una nuova pentita, 28 arresti. "Pizzo anche per Squadra antimafia"

Tommaso Di Giovanni, uno degli arrestati
di SALVO PALAZZOLO

Taglieggiata anche la produzione della fiction di Canale 5. Le indagini dei carabinieri decapitano il mandamento mafioso che opera nel centro città. L'amante di un boss collabora da settembre con la giustizia, ha svelato i segreti del clan. Monica Vitale, 28 anni, ha indicato anche uno dei presunti mandanti dell'omicidio dell'avvocato Enzo Fragalà: si tratta del nuovo reggente del mandamento, Tommaso Di Giovanni, arrestato questa notte per associazione mafiosa
PALERMO - Nonostante arresti e processi, vige ancora la legge del racket nel centro di Palermo. I nuovi padrini di Cosa nostra avrebbero imposto il pizzo anche alla produzione di "Squadra antimafia", la fortunata serie di Canale 5 che ha come protagonisti Simona Cavallari, alias la commissaria Claudia Mares, e una pattuglia di coraggiosi poliziotti che lottano contro le cosche. Il capomafia, quello vero, Calogero Lo Presti, era riuscito ad accaparrarsi la gestione di alcuni servizi per la fiction: dalla fornitura dei pasti ai trasferimenti della troupe. Così, ai suoi picciotti diceva soddisfatto: "Questa è una fiction che dura cinque anni, se il signore ci lascia qua con i vivi, quale minchia di problema abbiamo". Ma questa notte, Lo Presti è stato arrestato dai carabinieri del Reparto Operativo. Le manette sono scattate anche per altri 22 esponenti del clan di Porta Nuova, per altre 6 persone i provvedimenti sono stati notificati in carcere. A incastrare i boss non ci sono soltanto migliaia di ore intercettazioni, ma anche le rivelazioni di una nuova pentita di mafia. Fino a qualche mese fa, Monica Vitale, 28 anni, era l'amante di un boss del Borgo Vecchio, Gaspare Parisi, arrestato a luglio: qualche giorno dopo, alcuni mafiosi le iniziarono a chiedere conto e ragione della gestione poco trasparente della cassa del clan, curata dal suo uomo, che si sarebbe appropriato di somme di denaro di Cosa nostra. A settembre, Monica Vitale è fuggita da Palermo. Poi, sentitasi braccata dai boss, si è presentata in una caserma dei carabinieri. E così ha iniziato il suo lungo racconto davanti al procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e ai sostituti Maurizio Agnello, Caterina Malagoli e Francesca Mazzocco.
Le indagini
La nuova pentita racconta di non essere stata soltanto la compagna di un mafioso. Svela di aver raccolto anche il pizzo per conto della famiglia mafiosa di Porta Nuova, fra i negozi più esclusivi del centro città. È una vera novità nella galassia di Cosa nostra palermitana, ma i magistrati e gli investigatori non hanno alcun dubbio sull'attendibilità della Vitale, anche perché molti dei nomi dei mafiosi finiti a verbale erano già emersi dalle intercettazioni. La Vitale ha svelato anche i retroscena del delitto di Enzo Fragalà, l'avvocato ex deputato di An che la sera del 23 febbraio 2010 fu picchiato selvaggiamente da un uomo. La pentita sostiene di aver saputo dal suo amante che ci sono i boss di Porta Nuova dietro l'omicidio: uno in particolare, l'attuale reggente del mandamento, Tommaso Di Giovanni, anche lui finito in manette questa notte, con l'accusa di associazione mafiosa. Secondo la ricostruzione offerta da Monica Vitale, Enzo Fragalà avrebbe pagato per un comportamento ritenuto poco rispettoso nei confronti della moglie di un suo cliente detenuto per furto. Da lì, si sarebbe innescata una catena di lamentele, giunte poi all'orecchio del capomafia, che avrebbe ordinato una punizione esemplare. E' una versione ancora tutta da verificare: i magistrati e i carabinieri del nucleo Investigativo sono a caccia di riscontri.
Il blitz
Con Lo Presti e Di Giovanni, i carabinieri guidati dal tenente colonnello Paolo Piccinelli e dal maggiore Antonio Coppola hanno arrestato anche Antonino Zarcone, Nicolò Milano, Vincenzo Coniglio, Giuseppe Di Marco, Antonino Lo Iacono, Gabriele Buccheri, Maurizio Pecoraro, Daniele Lauria, Agostino Catalano, Rodolfo Allicate, Francesco Paolo Putano, Giuseppe Auteri, Giovanni Giammona, Giovanni Lo Giudice, Domenico Marino, Matteo Rovetto, Salvatore Sampino, Giusppe Giustino Rizzo, Fabrizio e Giovanni Toscano. Milano ha tentato di fuggire, lanciandosi dalla tromba delle scale: si è fratturato le gambe e un braccio, adesso ricoverato all'ospedale Civico, sotto scorta.
(La Repubblica, 14 dicembre 2011)

Per l’ex ministro Saverio Romano (Pid), sì alle intercettazioni

L'ex ministro Saverio Romano
ROMA - La Giunta della Camera ha detto sì all'uso delle intercettazioni per l'ex ministro Saverio Romano. Per il sì ha votato, oltre al centrosinistra, la Lega Nord. L'Udc si è astenuta. La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha respinto la proposta del relatore Roberto Cassinelli (Pdl) di dire no all'uso delle intercettazioni. A favore di questa proposta hanno votato il Pdl e il radicale Maurizio Turco. Contro, e dunque con il centrosinistra, si è espressa la Lega. E così il via libera è passato con i nove sì di Pd, Idv, Lega, Fli. L'Udc, invece, si è astenuto. Così è cambiato anche il relatore: al posto di Cassinelli è stata nominata Marilena Samperi, capogruppo del Pd in giunta per le autorizzazioni della Camera. Il terzo polo, insomma, si è diviso sul via libera all'uso delle intercettazioni per l'ex ministro. L'autorizzazione della Giunta all'uso delle intercettazioni segue la richiesta avanzata alla Camera dal gip di Palermo Piergiorgio Morosini.

CORLEONE. Già da ieri il Comune ha cancellato il "ben tornato Salvuccio"!

Da ieri il muretto di via Napoli è nuovamente "pulito"
Dopo la denuncia di Città Nuove, il comune di Corleone ha cancellato il "ben tornato" che un anonimo aveva dato al figlio del capo dei capi di Cosa Nostra. Il sindaco: "Ribadiamo che la sua presenza non è gradita". Lunedì, alla prima riunione del consiglio di circolo della Scuola elementare, Maria Concetta Riina non si è presentata. Eletto presidente il prof. Massimo Pasqua; vicepresidente la signora Maria Elena Bagarella 
CORLEONE – Dopo la denuncia di “Città Nuove” e l’invito del direttore, Dino Paternostro, la scritta “Ben tornato Salvuccio”, effettuata con uno spray nero su un muretto di cemento grigio di Via Napoli, alla periferia nord della città, è stata cancellata col cemento dalle maestranze del comune di Corleone ieri mattina. Ma non ha mancato di suscitare commenti in paese. Sull’identità dell’estensore del messaggio indagano le forze dell’ordine. Polizia e Carabinieri hanno fatto una “dettagliata relazione di servizio” ai rispettivi comandi.

Roccabusambra (Ficuzza), conclusa con successo l'esercitazione di ricerca e soccorso

Un momento dell'esercitazione
Si è conclusa con successo alle 17 l’esercitazione di ricerca e soccorso “Santa Lucia” che ha visto fin dalle prime ore del mattino circa 150 operatori con 50 mezzi in una maxi operazione di ricerca dispersi nel bosco di Ficuzza, in Comune di Corleone. Lo scenario prevedeva la segnalazione di un gruppo di escursionisti in difficoltà alle pendici di Rocca Busambra e di un secondo gruppo di cicloturisti dispersi nel bosco, alcuni dei quali rimasti feriti. L’operazione di ricerca ha visto scendere in campo 55 tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, dei vigili del fuoco e del corpo forestale della Regione siciliana divisi in 8 squadre: 5 appiedate, 2 con unità cinofile, una a cavallo.

12/13/2011

Beni confiscati, il flop del recupero. Il prefetto di Palermo: "Venderli all'asta"

Umberto Postiglione, prefetto di Palermo
di ALESSANDRA ZINITI
Postiglione accusa la crisi: "Difficile sostenere le associazioni in questo momento, meglio mettere i beni all'asta. Se poi li ricomprano i mafiosi vuol dire che glieli confischeremo di nuovo".
PALERMO - Con la crisi economica anche la gestione dei beni confiscati rischia di diventare fallimentare. Le amministrazioni pubbliche non hanno soldi con cui finanziare il recupero dei beni già assegnati o da assegnare a enti o cooperative. Da qui la proposta, destinata a fare discutere, del prefetto di Palermo Umberto Postiglione, che dice: "Vendiamo all'asta le tante proprietà inutilizzate confiscate ai mafiosi. Se poi se le ricomprano loro vuol dire che gliele confischeremo di nuovo". Il prefetto di Palermo motiva così la sua proposta: "In un momento di crisi come questo, è difficile sostenere le tante associazioni che, pur svolgendo azioni meritorie, lo fanno a carico delle risorse pubbliche e delle amministrazioni locali. Stando alle stime fornite dall'ex ministro Maroni, il valore totale dei beni confiscati in Italia è di 33 miliardi di euro, pur ammettendo un valore reale commerciale più basso del 30 o 40 per cento, è una cifra consistente che potrebbe fare comodo, specie in un momento nel quale mancano tante risorse finanziarie".

Mafia: il sindaco di San Giuseppe Jato (Pa): "Da non sottovalutare l'idea della vendita dei beni confiscati"

Giuseppe Siviglia
Palermo, 13 dic. - (Adnkronos) - ''La proposta del prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, riguardo alla vendita dei beni confiscati, non e' da sottovalutare''. A dichiararlo e' il sindaco di San Giuseppe Jato (Palermo), Giuseppe Siviglia, che aggiunge: ''Il mio comune fa parte del Consorzio, di cui sono stato due volte presidente. Per questo, riguardo alla questione, mi sento di dire che non bisogna pensare che la vendita dei beni confiscati favorisce i tentativi di infiltrazione mafiosa, perche' cio' significherebbe dubitare delle procedure che lo Stato stesso adotterebbe per questo intervento. In ogni caso, tra l'altro, si potrebbe procedere riconfiscandoli''. Si tratta di un' esigenza dovuta alla grande quantita' di beni sottratti alla mafia dislocati su tutto il territorio nazionale, non sempre tutti produttivi e di facile gestione. "Dopo dieci anni - precisa il sindaco - e' necessario avviare un monitoraggio su tutto il patrimonio confiscato ed assegnato a vario titolo per valutarne la produttivita', ovvero il loro utilizzo finale, previsto a scopo sociale e quindi per la collettivita'. Bisogna quindi constatare che siano in pieno regime di produttivita' e che abbiano creato ricchezza e posti di lavoro, altrimenti - conclude Siviglia - meglio venderli, fidandosi dello Stato''.
(13 dicembre 2011 ore 19.02)

Il Ponte sullo Stretto di Messina catastrofe idrogeologica

di ANTONIO MAZZEO
Cantieri, linee ferroviarie e arterie stradali, enormi discariche a cielo aperto dove stipare milioni di metri cubi di scavi: tutti da realizzare in aree ad altissimo rischio idrogeologico dove l’erosione dei terreni sembra procedere inarrestabile. Le ultime fiumare da cementificare e trasformare in grandi vie di comunicazione o parcheggi, destinate a straripare in caso di piogge intense ed ingoiare case ed esseri viventi. La lettura delle carte progettuali del Ponte di Messina rivela le mille insensatezze di chi si ostina a tenere in vita il mito-mostro del collegamento stabile sullo Stretto, in un territorio stuprato e annientato da costruzioni selvagge, anonime, prive di spazi verdi o servizi pubblici, squallidi centri-dormitori disumanizzati e disumanizzanti. Un’opera che elude i fragili equilibri idrogeologici di una città non luogo, vulnerabilissima alle frane e alle alluvioni e che, solo due anni fa, ha pagato un terribile tributo per le scellerate scelte di una classe politica inetta e di una borghesia parassitaria, affarista, mafiosa.

Aeroporto Comiso, bolidi in pista. Digiacomo (PD): "La magistratura indaghi, ma resta il danno d'immagine"

Le auto sulla pista dell'aeroporto
PALERMO - Il sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano, è indagato per abuso d'ufficio dalla Procura della Repubblica di Ragusa che ha aperto un fascicolo sulla corsa di Ferrari e Porsche avvenuta il 3 dicembre scorso all'aeroporto Magliocco di Comiso, non ancora aperto al traffico benché ultimato da un anno e costato oltre 30 milioni di euro di fondi europei. Il sindaco compare in un video - pubblicato su Repubblica.it e girato dai ragazzi della "Fabbrica di Nichi" - assieme ad altre persone, mentre sulla pista dell'aeroporto corrono due Ferrari e una Porsche. Il sindaco Alfano ha affermato che in quella occasione si stavano facendo solo le prove di una manifestazione di solidarietà per raccogliere fondi da destinare ai disagiati della città. Alfano è stato sentito ieri dal procuratore della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia.

Allo Steri di Palermo, seminario e mostra su "Donne ebree dell'Italia unita"

Giovedì 15 dicembre, alle ore 18.00, a Palermo, presso Palazzo Steri, sarà inaugurata la mostra fotografica "Donne ebree dell'Italia unita. Una storia per immagini", organizzata dall’Istituto Gramsci Siciliano in collaborazione con il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e con l’Università degli Studi di Palermo. Si tratta di una rara documentazione di un centinaio di immagini, che ripercorre la presenza delle donne ebree nella vita italiana (artiste, professioniste, scrittrici, politiche, perseguitate, lavoratrici, educatrici, ecc.) dal 1860 ai giorni nostri. L’inaugurazione sarà preceduta da un seminario di studi (alle aore 16, sempre allo Steri), al quale parteciperanno Angela Scandaliato, Guri Schwarz, Monica Miniati, Matteo Di Figlia, Lucia Vincenti, Salvatore Nicosia. La mostra rimarrà aperta dal 15 al 31 dicembre, h. 09-19.




Corleone, una giornata di studi su Garibaldi e il Risorgimento

Una scritta da cancellare...

«Ben tornato, Salvuccio» è la frase scritta con lo spray nero su un muretto di via Napoli, proprio sotto un cadente capannone del comune di Corleone, nel quartiere San Giovanni. Il Salvuccio in questione, evidentemente, è Riina, terzogenito di “don” Totò, il capo dei capi di Cosa Nostra, tornato a Corleone dopo aver scontato circa 8 anni di carcere per associazione mafiosa. Il messaggio di “ben tornato”, comparso alcuni giorni fa, gliel’ha voluto inviare qualche cittadino in contrapposizione al messaggio di “non gradimento” che gli avevano inviato il sindaco Nino Iannazzo e il consiglio comunale e che tante polemiche aveva creato a livello nazionale. Un messaggio-sfida, dunque, che qualche amico di “Salvuccio” ha voluto lanciare alla Corleone città della legalità, che da alcuni anni ha intrapreso il difficile percorso del riscatto e della rinascita. Un messaggio-sfida che la Corleone democratica deve saper raccogliere con serenità e fermezza, cominciando col cancellare quella frase (che non rappresenta – almeno speriamo – il pensiero della stragrande maggioranza dei corleonesi) dal muretto di via Napoli. (d.p.)

Manovra, sit-in in tutte le province: "In Sicilia conseguenze più gravi"

Le prefetture, nei nove capoluoghi siciliani, presidiati con "staffette" di per tre ore durante la giornata. Al via alle 9 da Caltanissetta, si chiude alle 20 a Catania PALERMO - Centinaia di lavoratori si sono dati appuntamento oggi pomeriggio al sit-in indetto da tutte sigle sindacali davanti alla prefettura di Palermo. I lavoratori hanno bloccato il traffico in via Cavour intonando il coro "chi non salta è un politico". A protestare anche i dipendenti della Sis, la società che si occupa della realizzazione del tram a Palermo, e il corpo di ballo del teatro Massimo, che chiede l'istituzione di una compagnia stabile a Palermo. Anche nel resto della Sicilia mobilitazione per la protesta contro la manovra del governo Monti. Presidi e sit in organizzati dai sindacati davanti alle prefetture siciliane.

SANITA'. L'annuncio dell'assessore Russo: «Si realizzerà un mega-ospedale». Si lavora per il «PoliCivico»

L'ospedale civico di Palermo
Antonio Fiasconaro L'annuncio è dell'assessore regionale alla Salute, Massimo Russo: «Dobbiamo riammodernare le nostre strutture sanitarie e per questo chiederemo con forza al governo Monti di sbloccare le risorse per la realizzazione a Palermo un nuovo grande ospedale di altissimo livello, che dovrebbe nascere dalla fusione del Civico con il Policlinico, il cosidetto PoliCivico». Al progetto, ha aggiunto, l'assessore «seguirà anche l'ammodernamento di quell'area urbanistica e rispetto a questa ipotesi abbiamo già mandato la documentazione al ministero, attendiamo solo il via libera e di siglare un accordo con lo Stato per finanziare un'opera che cambierebbe il volto alla città». Ci sono quindi i progetti ed i plastici di come dovrebbe essere questo mega-ospedale che, a quando sembra sorgerebbe in un'area a «cavallo» tra l'attuale Policlinico ed il «Civico». Parrebbe, è d'obbligo l'uso del condizionale, che per realizzare questo grande ospedale - la città di Palermo ha strutture ormai datate - ci sarebbero a disposizioni 350-400 milioni di euro.

12/12/2011

Governo non più tecnico ma politico. Pronti ad una mobilitazione continua

“Se l’impianto della manovra dovesse restare questo i pensionati sono pronti ad una mobilitazione continua”. E’ quanto ha dichiarato il Segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone in occasione dello sciopero di 3 ore indetto da Cgil, Cisl e Uil. “Non siamo più di fronte ad un governo tecnico che è sceso in campo per risollevare le sorti di questo paese – ha continuato Cantone - ma ci troviamo davanti un governo squisitamente politico che ha scelto di far pagare i costi della crisi a chi è più debole ed esposto e che ha individuato nei pensionati la categoria da colpire lasciando invece inalterati i privilegi, le grandi rendite e i grandi patrimoni”. “Non ci stiamo proprio – ha concluso il Segretario generale dello Spi-Cgil – a subire ancora una volta scelte a cui manca del tutto il tratto dell’equità e della giustizia sociale ed è per questo che torniamo ad appellarci a tutte le forze politiche presenti in Parlamento affinché si assumano la responsabilità di modificare nel profondo la manovra”.

CRISI EUROPEA: FINIRA’ COME L’ARGENTINA?

di Agostino Spataro
La via imboccata è quella giusta o si stanno commettendo nuovi errori?; I mercati: un Golem insaziabile, senza volto e senza nome; La crisi: colpa dei “costi della politica” o dei costi delle politiche speculative?; Riformare la politica per recuperare la sovranità e i poteri delle istituzioni democratiche; Una colossale, deviante mistificazione per favorire il disegno dei “poteri forti”; E’ la Grecia a finanziare le banche tedesche, non viceversa.
La via imboccata è quella giusta o si stanno commettendo nuovi errori?
Il titolo del pezzo non scaturisce da una paura che in questo periodo un po’ tutti avvertiamo, e che non osiamo esternare in pubblico, ma dall’analisi, libera e schietta, fatta da un economista Usa, Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, nel corso di un’intervista pubblicata su un importante quotidiano argentino “Pagina 12” (del 10/12) di cui daremo ampi brani.

Roccabusambra (Ficuzza): Esercitazione ricerca dispersi

Ficuzza
Prenderà il via domani 13 dicembre mattina alle 7 l’esercitazione di ricerca e soccorso “Santa Lucia” che si svolgerà nella zona di Rocca Busambra, in Comune di Corleone, per verificare sul campo la funzionalità del “Piano speditivo d’intervento per la ricerca di persone scomparse” predisposto dalla prefettura di Palermo, in ottemperanza alle disposizione emesse dal commissario nazionale per le persone scomparse. La peculiarità del sistema di ricerca adottato è quella di garantire la “tracciabilità” delle aree di ricerca. Tutte le squadre si muoveranno in zone predeterminate e saranno in costante contatto radio con la sala operative, che monitorerà in tempo reale i loro movimenti grazie alla tracciatura gps.