12/09/2009

Matteo, un volontario del progetto "Liberarci dalle spine" ci ha lasciato a 20 anni...

Matteo, un volontario di 20 anni del Progetto Liberarci dalle Spine ci ha lasciati. Ieri è deceduto a causa di un grave incidente stradale avvenuto nella zona di Lodi dove lui abitava. Matteo aveva partecipato al campo di lavoro effettuato a Corleone nel periodo 24 luglio 7 agosto. Insieme ai suoi amici aveva aderito al nostro progetto a seguito di un premio ricevuto dall'Amministrazione Comunale di residenza per aver vinto un concorso letterario sull'educazione alla legalità. Infatti il premio era quello di venire a lavorare nei terreni confiscati alle mafie e assegnati alla Cooperativa Lavoro e Non Solo. Di lui ricordo, l'impegno, la passione e la fatica fisica di quei giorni nell'espianto del vigneto effettuato, insieme agli altri volontari, alle pendici del Monte Jato, presso l'Agriturismo confiscato alle mafie. Ieri ho ricevuto tantissime telefonate e molte e-mail di volontari e conoscenti. Alla sua famiglia e ai tanti amici un abbraccio da parte dei volontari che lo hanno conosciuto, dell'Arci e dei soci della Cooperativa Lavoro e Non Solo.
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
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12/07/2009

Calcio, campionato di prima categoria. Il Prizzi si aggiudica il derby col Corleone. Decisivo il goal di Venezia

L'attesissimo derby valido per la 10° giornata del campionato regionale di prima categoria, girone H, è andato in scena domenica scorsa allo stadio comunale "Salvatore Ingorgia" di Prizzi. E' stata una gara particolarmente sentita, dal momento che molti giocatori del Prizzi l'anno scorso militavano tra le file del Corleone. Durante il primo tempo le due formazioni, un pò timorose, non entusiasmavano. La partita si svolgeva soprattutto a centro campo ed entrambe le squadre perdevano più di un'occasione per andare a rete. Ma nel secondo tempo la situazione si capovolgeva. Le due formazioni lottavano anima e corpo, senza risparmiarsi, offrendo al pubblico un bellissimo spettacolo. Al terzo minuto della ripresa il Prizzi si portava in vantaggio con il goal del giovane Cosimo Mondello. Ma il Corleone non era certo una squadra che si rassegnava e così al 58' si procurava un rigore, che veniva messo a segno da Salvatore Cane. Entrambe le formazioni, ben messe in campo dai rispettivi allenatori, non si accontentavano del pareggio. Ma era subito il Prizzi a rendersi più pericoloso, sfiorando il goal, prima con Di Gregorio e poco dopo con Romano. All'81' finalmente arrivava il definitivo 2-1 per i rossoblu. Era l'ex capitano del Corleone Frank Venezia, che svettava più in alto di tutti, colpendo la sfera di testa e depositandola alle spalle di Mancuso. Fiero di aver sancito il goal della vittoria, ecco il suo commento: "Molti di noi siamo ex giocatori del Corleone e aspettavamo con ansia questa partita. Abbiamo mantenuto un ritmo alto al centro campo, cercando l'occasione propizia per un goal e quando ho visto che il pallone arrivava verso di me -conclude il man of the match- non ho esitato a tirare di testa". Un match entusiasmante, dunque, dominato dalla voglia di vincere e dalla correttezza di entrambe le formazioni.
Maura Tuzzolino

E' festa grande a Corleone per i 100 anni di nonna Carolina Ferrara

Cosmo Di Carlo
Festa grande per i cento anni di donna Carolina Ferrara. A festeggiarla i cinque figli Giuseppa, Vincenzo, Leoluca, Lucia e Maria, gli otto nipoti ed altrettanti pronipoti. Nata a Corleone il 7 dicembre del 1909, nonna Carolina, sposata con Teodoro Grizzaffi, è rimasta vedova nel 1976. Abita in Via Catena alle falde della rocca del castello soprano. A festeggiarla, insieme a parenti ed amici, il sindaco Nino Iannazzo, che le ha portato un mazzo di rose ed una targa ricordo a nome dell’amministrazione comunale. Alla sua veneranda età nonna Carolina legge, lavora all’uncinetto assistita amorevolmente da figli, nipoti e pronipoti. Mangia di tutto ed ha un’incrollabile devozione alla Madonna. Donna coraggiosa è stata operata ben due volte per la frattura dei femori. Per il secondo intervento, viste le perplessità dei figli ha chiamato il chirurgo ed ha firmato lei stessa l’autorizzazione all’intervento. Tutto è andato poi benissimo. Ha realizzato lei stessa all’uncinetto dei deliziosi centrini per le bomboniere del suo centesimo compleanno.

Dal 9 dicembre in Toscana prenderà il via l'edizione 2009 della Carovana Antimafie

Il viaggio della Carovana Antimafie in Toscana inizierà il 9 dicembre a Massarosa e si concluderà il 19 dicembre ad Arezzo. Ogni giorno ci saranno 12 incontri nelle scuole medie superiori, 1 incontro all'Università, 6 incontri nelle scuole medie, 7 animazioni nelle scuole elementari, 5 animazioni nei giardini pubblici, 16 cene e aperitivi della legalità in Circoli Arci e Acli, 3 presentazioni di libri e 4 ricevimenti nei Consigli Comunali. Non mancheranno anche alcuni sit-in testimonianza nei luoghi simboli dell'infiltrazione mafiosa in Toscana, fuori programma per chiari motivi. Saranno presenti molti ospiti, tra cui il fondatore della carovana antimafia Alfio Foti, il presidente nazionale di Libera Don Luigi Ciotti, i magistrati Antonio Ingroia, Gherardo Colombo e Pier Luigi Vigna, il segretario della Camera del Lavoro di Corleone Dino Paternostro, il responsabile nazionale legalità dell'Arci Alessandro Cobianchi, il Vice Presidente della Regione Toscana Federico Gelli, il Sen. Lorenzo Diana della Fondazione Caponnetto, l'ex Sindaco di Corleone Pippo Cipriani e tanti altri, tra cui molti magistrati del territorio, sindacalisti della Cgil, delle categorie Silp e Spi, i soci della Cooperativa “Lavoro e Non Solo”, referenti di “Avviso Pubblico”, Arci e Libera. Inoltre, in ogni incontro avremo la presenza di volontari che hanno effettuato i campi di lavoro nei terreni confiscati alle mafie. Sarà un viaggio particolare, di testimonianza, ascolto, riflessione,denuncia e proposta. “La Toscana non è terra, di mafia ma la mafia c'è!”. Questo è l'argomento da trattare il resto è valore aggiunto
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
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Mafia. Il vice-presidente dell'Ars, Camillo Oddo ha presentato un odg per dire “no alla vendita beni confiscati”

“Bisogna cancellare la norma-vergogna, introdotta nella finanziaria nazionale, che prevede la possibilità di vendere i beni che sono stati confiscati alla criminalità organizzata”. Lo prevede un ordine del giorno presentato all’Assemblea Regionale Siciliana da Camillo Oddo, deputato regionale del Partito Democratico e vicepresidente dell’Ars, che “impegna il presidente della Regione e il presidente dell’Ars ad intervenire presso il presidente della Repubblica e il parlamento nazionale”. Il documento è stato firmato da tutti i deputati del gruppo PD. “Questa norma – aggiunge – è uno schiaffo per la Sicilia: sia perché i beni potrebbero tornare in possesso della criminalità sia perché la Sicilia, che paga il prezzo più alto dell’oppressione mafiosa, vedrebbe dirottato altrove il ricavato dell’eventuale vendita dei beni. Mi auguro – conclude Oddo - che l’ordine del giorno sia approvato a larghissima maggioranza dall’Ars così come è avvenuto nei mesi scorsi, quando la legge regionale sulle norme antimafia è stata approvata ad unanimità”.

12/06/2009

In un pub l'ultima sera "libera" di Nicchi

di Salvo Palazzolo
Nuova perquisizione nel covo del boss. Dopo la cattura del boss mafioso Giovanni Nicchi, 28 anni, oggi, la polizia ha fatto un nuovo sopralluogo nella palazzina di via Juvara 25, vicino al Tribunale, dov' è stato arrestato il latitante che era ricercato dal giugno 2006. Nel covo non sono state trovate armi, ma alcuni telefoni cellulari e altro materiale definito dal questore Alessandro Marangoni "di notevole interesse". La sera prima dell'arresto, Nicchi era in un pub
PALERMO - I ragazzi e le ragazze della squadra Catturandi erano arrivati da quattro giorni in via Juvara, dove ieri pomeriggio è stato arrestato il boss Gianni Nicchi. L´uomo che i poliziotti seguivano da tempo, ritenuto un favoreggiatore del latitante, entrava spesso in quella palazzina a due passi dal palazzo di giustizia. LEGGI TUTTO

Quelli della Catturandi si raccontano...

Il loro capo racconta, sorridendo, che a notte fonda, quando ormai la Mobile era deserta e in ufficio era rimasta soltanto la squadra, i ragazzi continuavano a proporgli indagini, idee. "Andavano a duemila - dice Mario Bignone, che in un anno di permanenza alla Catturandi di Palermo ha arrestato il numero due e, ieri, il numero tre di Cosa nostra Gianni Nicchi - Io ero stanco morto e loro pensavano alle prossime inchieste". LEGGI TUTTO

Il Video del Consiglio comunale contro la vendita dei beni confiscati, svoltosi lo scorso 3 dicembre


Da Youtube (Corleone Dialogos)

L'onda viola invade Roma. "Siamo un milione. Ora i partiti si muovano"

di MATTEO TONELLI
Il No-B Day: per gli organizzatori un milione in piazza. La Questura: 90mila. Gli slogan: "Berlusconi mafioso, dimettiti". Durissimo discorso di Salvatore Borsellino.
ROMA - L'onda viola invade Roma. Afferra il testimone lasciato dai girotondini nel 2002. Passa dal virtuale al reale. Da internet alla strada. Si conta e si guarda in faccia. Gioisce e assicura: "Saremo le sentinelle della democrazia". Sferza i partiti: "Ora si muovano sul conflitto di interessi". LEGGI TUTTO

Mafia, presi due superlatitanti: Gianni Nicchi a Palermo e Gaetano Fidanzati a Milano

di SALVO PALAZZOLO
Sono le nuove guide di Cosa Nostra nel capoluogo sicilianoBerlusconi: "Straordinario". Maroni: "Manca solo Messina Denaro"

PALERMO - Due superlatitanti del gotha di Cosa nostra finiscono in manette. A Palermo è stato arrestato Gianni Nicchi, il nuovo capo di Cosa Nostra nel capoluogo siciliano, e a Milano è stato catturato Gaetano Fidanzati, uno dei 30 ricercati più pericolosi d'Italia. LEGGI TUTTO

12/04/2009

Corleone. Dal consiglio comunale un forte "NO" alla vendita dei beni confiscati alle mafie

di Cosmo Di Carlo
E’ partito un forte no bipartisan alla vendita dei beni confiscati ai boss di Cosa Nostra nel documento, approvato giovedì sera, dal consiglio comunale di Corleone, che si è riunito nell’agriturismo confiscato all'ex "capo dei capi" Totò Riina.
Nel documento approvato all’unanimità si chiede alla Camera dei deputati di non approvare l’articolo di Legge che consentirebbe la vendita dei beni confiscati alla mafia. Erano presenti il senatore Giuseppe Lumia, il presidente della commissione regionale antimafia Lillo Speziale, l’onorevole Salvino Caputo, Calogero Parisi della cooperativa “lavoro e non solo” il direttore del consorzio sviluppo e legalità Lucio Guarino, numerosi sindaci del comprensorio ed esponenti delle associazioni antimafia e delle cooperative sociali che gestiscono i beni confiscati. LEGGI TUTTO
LEGGI L'O.D.G. APPROVATO ALL'UNANIMITA'

Ci scrive Giovanni Mercatante: "Chi pensa ai lavoratori senza salario?"

di GIOVANNI MERCATANTE
Mi chiamo Giovanni Mercatante e vivo a Corleone, dove lavoro per una società che si chiama “Ato Palermo 2”. Questa Società si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, ma già da due anni ha difficoltà a pagarci lo stipendio a fine mese. Abbiamo pure scioperato diverse volte, ma ogni mese c’è sempre la solita ansia per il salario che non arriva perché i comuni non hanno i soldi per pagare l’Ato, che è una Società da loro fondata, a cui hanno fatto accumulare tantissimi debiti in questi anni. LEGGI TUTTO

Il "pentito" di mafia Gaspare Spatuzza a Torino: “Quei morti che non ci appartengono…”

di Salvatore Parlagreco
“Quei morti che non ci appartengono”. Della deposizione di Gaspare Spatuzza nel processo d’appello a Marcello Dell’Utri, sono queste le parole che ci sembrano di enorme importanza. E non perché possano essere riferite a qualcuno in particolare o accrescere i sospetti degli indiziati, veri o presunti, ma perché confermano il grande enigma di quelle stragi che nel ’92 e ’93 provocarono un‘ecatombe di servitori dello Stato e destabilizzarono il Paese già provato dai processi e le indagini di Tangentopoli. LEGGI TUTTO
Quel killer revisionista che studia teologia
di FRANCESCO LALICATA

A Piana degli Albanesi una casa per gli immigrati

di Claudia Brunetto
Gestita dalla Caritas, può ospitare interi nuclei familiari. Dopo i recenti lavori di ampliamento ha una capienza di 40 posti letto. A Piana una casa per gli immigrati. Antonella, ex baby prostituta: "Qui ho ricominciato a vivere"

Adesso è davvero serena. Ha trovato una famiglia e quello che doveva essere un approdo temporaneo da due anni è diventata la sua casa. Antonella Ogu Tonica, ventitreenne nigeriana in Sicilia da sei anni, vittima del giro della prostituzione fin da quando ne aveva quindici, al centro di prima accoglienza per gli immigrati della Caritas di Piana degli Albanesi a Santa Cristina Gela in provincia di Palermo, ha iniziato una nuova vita. «Non avevo punti di riferimento - racconta la ragazza - Qui non avevo nessuno che potesse occuparsi di me. La solitudine e la strada mi stavano uccidendo. Al centro di Santa Cristina Gela mi sento al sicuro e sto facendo di tutto per voltare pagina, cominciando da un lavoro che mi faccia sentire utile e integrata in questa realtà che mi ha accolto». LEGGI TUTTO

12/01/2009

Corleone. Convocato per giovedì prossimo il consiglio comunale per dire "no" alla possibilità di vendere i beni confiscati alle mafie

Sono stati diramati stamattina gli avvisi di convocazione del consiglio comunale di Corleone, che si terrà giovedì 3 dicembre, alle ore 18.30, nella masseria confiscata al boss mafioso Totò Riina, in contrada "Drago", che adesso è stata trasformata in agriturismo ed assegnata alla coooperativa sociale "Pio La Torre". All'ordine del giorno un unico punto: l'approvazione di una mozione contro la possibilità di vendere i beni confiscati alla mafia. Al riguardo, nei giorni scorsi erano state presentate due mozioni: una da Dino Paternostro (Pd) e l'altra da alcuni consiglieri del Pdl. Stamattina i due documenti sono stati unificati e, quindi, sarà un unico testo ad essere sottoposto alla discussione e al voto del consiglio comunale, che si terrà in un luogo-simbolo, dove fino a poco tempo fa scorazzavano feroci boss mafiosi, e che adesso rappresenta il riscatto dello Stato e dei cittadini e l'affermazione dei valori di legalità e sviluppo.

Regione Sicilia. Area Marino (PD): “Se Lombardo non ha la maggioranza si torni a votare”

“Il presidente Raffaele Lombardo strumentalizza il PD per alzare il prezzo con i suoi alleati. I deputati regionali del Partito Democratico sono stati eletti con il preciso vincolo di rappresentare l’opposizione a Raffaele Lombardo a prescindere da chi siano i suoi assessori”. Lo dicono in una nota congiunta, gli esponenti dell’area che fa riferimento a Ignazio Marino. “Qualsiasi accordo con il presidente della Regione – prosegue la nota- è un tradimento del voto. Il segretario regionale Giuseppe Lupo è stato eletto anche su questa precisa linea politica che ci auguriamo non venga messa in discussione. Se Lombardo non ha la maggioranza parlamentare si torni a votare. Il PD deve candidarsi a governare la Regione entrando dalla porta principale con un proprio candidato, un proprio programma, condiviso dagli elettori, senza inciuci e sotterfugi di sorta. Gli elettori ci chiedono chiarezza, dobbiamo essere diversi ed alternativi”
Palermo, 1 dicembre 2009

Mafia, arrestati Simone Castello ed altri 10 affiliati alla cosca di Provenzano

di Salvo Palazzolo
Il tesoriere di Bernardo Provenzano, si era trasferito in Spagna dopo essere uscito dal carcere. E da Murcia, centro commerciale e industriale, sarebbe tornato a gestire i segreti finanziari del capo di Cosa nostra ormai in cella dal 2006. E' stato bloccato nella notte in esecuzione di un mandato d’arresto europeo. Nel blitz scattato fra la Spagna e Palermo sono finite in carcere 11 persone

Simone Castello, il tesoriere di Bernardo Provenzano, si era trasferito in Spagna dopo essere uscito dal carcere. E da Murcia, centro commerciale e industriale, sarebbe tornato a gestire i segreti finanziari del capo di Cosa nostra ormai in cella dal 2006. I poliziotti della Guardia Civil l’hanno bloccato questa notte in esecuzione di un mandato d’arresto europeo. Da mesi, i carabinieri del Reparto Operativo di Palermo seguivano le tracce di Castello: dalla Spagna, dove ufficialmente lavorava per una società che si occupa di import-export di frutta e ortaggi, era in costante contatto con la sua Bagheria. LEGGI TUTTO

Palermo. Il prete nasconde la targa per Ignazio Salvo. Al suo posto è stato appeso un crocifisso

di Salvo Palazzolo
Palermo - La targa dorata che ricorda Ignazio Salvo, il potente esattore di Salemi condannato per mafia al maxiprocesso, non brilla più nella chiesa di Regina Pacis di Palermo. Il nuovo parroco, Giovanni Basile, ha deciso di toglierla dall'ingresso del confessionale che era stato donato dalla famiglia dell'imprenditore: al suo posto c'è adesso un crocifisso. La targa è stata spostata sul retro del confessionale, intanto relegato in fondo alla chiesa del quartiere Matteotti. L'anno scorso era nato un caso dopo che Repubblica raccontò di quella targa dove è scritto in bella evidenza: «In perpetua benedizione e memoria di Ignazio Salvo. Ad maiorem Dei gloriam». Chissà se il 17 settembre 1992, mentre i killer di Totò Riina gli sparavano, anche lui, uno degli uomini più potenti di Sicilia, ha invocato Dio. Per la giustizia italiana, comunque, Ignazio Salvo resta un condannato per mafia. E assieme al cugino Nino è il simbolo di una drammatica stagione. Per questo alcuni parrocchiani di Regina Pacis non avevano mai gradito quella presenza ingombrante. L'allora parroco, Aldo Nuvola, si era giustificato: «La vedova Salvo è una straordinaria animatrice della Caritas, alla chiesa ha fatto tante donazioni. E poi, per quel confessionale ho chiesto autorizzazione all'arcivescovo De Giorgi». Dice oggi padre Basile, da nove mesi a Regina Pacis: «Ho fatto una cosa semplice, direi naturale, perché quando ci si confessa bisogna guardare il crocifisso, non altri. E poi il confessionale è stato spostato nella cappella del battesimo: in fondo, la riconciliazione con Dio vuol dire rinascere». La targa, seppur nascosta, resta comunque sul confessionale. Sostiene il parroco: «I processi degli uomini accertano un colpevole e una verità processuale, che non è tutta la verità».
(La Repubblica, 01 dicembre 2009)

11/30/2009

Camporeale. Nasce "L'incontro", il giornale del territorio aderente al circuito di "Libera"

“L’incontro”, bollettino informativo dell’omonima associazione culturale aderente al circuito antimafia di Libera, è diventata una vera testata giornalistica, registrata presso la cancelleria del tribunale di Palermo. Il periodico, in edicola ogni primo del mese, è stato presentato ufficialmente domenica sera, a Camporeale (Pa), nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nell’auditorium del Palazzo dei gesuiti. “L’iniziativa – spiegano Francesco Di Maggio e Roberto Rizzuto, rispettivamente presidente dell’associazione “L’incontro” e direttore responsabile dell’omonima testata – costituisce il culmine di un’attività che l’associazione porta avanti nel territorio di Camporeale da diversi anni con lo scopo di favorire lo sviluppo delle risorse umane e sociali. L’istituzione di una testata giornalistica cartacea, l’unica presente a Camporeale e nei paesi limitrofi, in un contesto come il nostro, carico di urgenze sociali, nuove ed antiche, e nel contempo ricco di risorse reali, rappresenta a nostro avviso un’importante occasione di crescita per l’intera comunità”.

Saranno presentati a Bruxelles i risultati raggiunti dal Consorzio "Sviluppo e Legalità"

Il prossimo 1 Dicembre il Consorzio Sviluppo e Legalità, su invito del Commissario europeo per le politiche regionali Pawel Samecki, presenterà a Bruxelles i risultati raggiunti, sia in termini sociali che occupazionali, attraverso l’attività di gestione dei beni confiscati al clan dei corleonesi in provincia di Palermo, recuperati grazie all’utilizzo dei fondi del PON Sicurezza gestiti dal Ministero dell’Interno DPS e cofinanziati dall’UE. Alla Conferenza stampa che avrà luogo nella sala “Press Room” -1 del Berlaymont, (rue de la Loi n° 200) sede della Commissione europea, dalle ore 12.00 alle ore 13.00 parteciperanno anche lo stesso Commissario Samecki e il Vice Capo della Polizia Italiana con funzioni vicarie il Prefetto Nicola Izzo, Responsabile dell’Autorità di gestione del PON Sicurezza. In rappresentanza del Consorzio saranno presenti Antonino Giammalva, Presidente dell’Assemblea, Orietta Mongiovì Presidente del CDA, in rappresentanza della Prefettura di Palermo e il Direttore Lucio Guarino.

Don Ciotti: "Il ponte? Unirà due cosche!"

CASALECCHIO (BOLOGNA) - "Quel ponte non unisce due coste ma due cosche". Don Luigi Ciotti, presidente di "Libera", ha chiesto di posticipare la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina per dedicare quelle risorse ad altre opere. Lo ha fatto dal palco di "Politicamente Scorretto", la Tregiorni alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno in cui l'ideatore della rassegna, lo scrittore Carlo Lucarelli, ha rilanciato il suo appello per destinare alla cultura una parte dei beni confiscati alla mafia. "Non ci sono soldi? E allora perché non destinarli ad altre priorità? - ha chiesto il sacerdote, in collegamento telematico con il Mei, il meeting delle etichette indipendenti in contemporaneo svolgimento a Faenza -. Quel ponte rinviamolo un attimo. Perché unisce due cosche". Ed invece servono asili, scuole, ferrovie, strutture che diano il senso della comunità, perché "quella meravigliosa gente del sud non deve girare il mondo per lavorare, ma deve stare là".

"Figlio mio, lascia questo Paese"

di PIER LUIGI CELLI
SCUOLA & GIOVANI.
LA LETTERA. Il direttore generale della Luiss:

"Avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito". Riproponiamo ai lettori questa lettera di Pier Luigi Celli, uscita su "La Repubblica", che tanti padri (onesti) sarebbero tentati di scrivere ai loro figli
Figlio mio,
stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. LEGGI TUTTO

Sicilia. "L'assessore agevola i privati". I sindacati accusano l'assessore Massimo Russo

Palermo - È rottura tra l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, e i sindacati. Cgil, Cisl e Uil ma anche Anaao, Cimo, Emsped, Anpo, Fials e Fvm accusano l'ex pm «di andare avanti nell'attuazione della riforma sanitaria a colpi di decreti, senza tenere conto dei contratti di lavoro e della concertazione». In più, l'assessore starebbe «smantellando il settore pubblico agevolando i privati». Questi i contenuti dell'assemblea generale che si è svolta nell'aula magna dell'ospedale Cervello. LEGGI TUTTO

11/27/2009

Corleone. Una delegazione di studenti a Bruxelles, visiterà le principali istituzioni dell’UE

Sono 21 gli studenti che la prossima settimana partiranno, con tre loro insegnanti, per Bruxelles in visita alle principali istituzioni dell’Unione europea. Sedici sono allievi dell’Istituto superiore “Don Giovanni Colletto”, gli altri cinque invece studiano all’Istituto superiore “Don Calogero di Vincenti” di Bisacquino. I fortunati studenti – tutti maggiorenni - sono stati scelti per gli ottimi risultati scolastici. Saranno a Bruxelles dal 1° al 3 dicembre. Altri 25 ragazzi partiranno da Ribera, in provincia di Agrigento. «Mi auguro – dichiara il sindaco Nino Iannazzo – che questa esperienza possa arricchire le conoscenze dei giovani studenti, facendogli prendere coscienza dell’appartenenza all’Unione europea e dei processi democratici che la governano». «Ancora una volta – dice il vicesindaco Pio Siragusa – dimostriamo la nostra vicinanza alle istituzioni scolastiche, dando loro una ulteriore possibilità, che sottolinea il valore assoluto riposto nelle scuole e nei giovani del territorio».
Ecco i nomi degli alunni in partenza:
Scuola “Don Giovanni Colletto”:
Katia Di Natale, Rosario Di Corte, Marco Fontana, Paola Tufanio, Rosamaria Cammarata, Serena Mirabile, Irene Contorno, Francesca Di Chiara, Anna Maria La Sala, Antonino Bianchino, Pasquale Marino, Irene Viola, Stefano Rizzo, Leandro Di Sclafani, Federico Palermo, Vincenzo Milazzo, Antonina Comparetto (docente), Massimiliano Purpura (docente).
Scuola “Don Calogero di Vincenti”: Francesco Maria Canzoneri, Nicoletta Gennaro, Giorgio Mutolo, Ciro Rao, Leoluca Gerardo Trombaturi, Tommasa Compagno (docente).

Mafia, perché i pentiti accusano Berlusconi?

di ATTILIO BOLZONI e GIUSEPPE D'AVANZO
Ad una svolta l'indagine di Firenze sulle stragi del 1993. Il nome del presidente del Consiglio nei verbali degli uomini della cosca di Brancaccio
NELL'INCHIESTA sui mandanti delle stragi del 1993 estranei a Cosa Nostra entrano Autore 1 e Autore 2. Gli ultimi interrogatori della procura di Firenze hanno una particolarità. Tecnica, ma comprensibilissima. I primi testimoni sono stati ascoltati in un'inchiesta a "modello 44", "notizie di reato relative a ignoti". Gli ultimi, a "modello 21", dunque "a carico di noti". LEGGI TUTTO

Corleone. Sul "NO" alla vendita dei beni confiscati il presidente del consiglio comunale perde "colpevolmente" tempo

di DINO PATERNOSTRO
Si è assunta una gravissima responsabilità il presidente del consiglio comunale di Corleone, Mario Lanza. Con la sua scelta di non inserire all'ordine del giorno della seduta di lunedì prossimo le due mozioni presentate da chi scrive e dal Pdl per dire NO alla possibilità di vendere i beni confiscati alle mafie, sta rischiando di incrinare l'unità che sull'argomento si era registrata tra tutte le forze politiche. Il prossimo 30 novembre, infatti, il consiglio discuterà soltanto dell'opportunità di tenere una seduta straordinaria nella sede di un bene confiscato (l'ex masseria di Totò Riina, in contrada "Drago", adesso trasformata in agriturismo e assegnata alla coop "Pio La Torre"), dove approvare le mozioni. Buono l'intento: dare visibilità all'evento. Pessima la scelta di non averne parlato preventivamente con i presentatori delle mozioni. Se fossi stato consultato preventivamente, avrei certamente concordato sulla scelta di tenere la seduta in un bene confiscato, ma avrei anche spinto sulla necessità di far presto. Come? Evitando il passaggio (inutile) della seduta del consiglio per decidere di riunirsi nel bene confiscato (in base al regolamento, poteva deciderlo direttamente il presidente Lanza, magari sentendo i capi-gruppo), e convocandolo in sessione straordinaria in 24 ore. Invece, la scelta effettuata dal presidente Lanza (e da altri strateghi del Pdl?) allunga maledettamente i tempi, col rischio che nel frattempo la Camera approvi la norma "incriminata" della legge finanziaria. E viola il regolamento dei lavori consiliari, in base al quale gli ordini del giorno e le mozioni vanno inseriti tra gli argomenti da trattare nella prima seduta dopo la loro presentazione. Ma il confronto democratico, il rispetto delle minoranze e l'osservanza delle regole per il presidente Lanza e i "suoi" consiglieri sono un optional...

11/26/2009

C'era una volta... e c'è ancora adesso!

di MIRIAM DI PERI
C'era una volta Bernardino Verro, sindaco di Corleone nei primi '900, che organizzò i contadini perché riteneva che fosse un'ingiustizia che loro dovessero solamente coltivare le terre dei grandi latifondisti mafiosi in cambio di un tozzo di pane. Con quei contadini, Bernardino Verro costruì la prima casa del popolo di Corleone. Ogni notte ciascuno di loro trasportava un balatòne, col mulo. Quella diventò la sede della prima cooperativa agricola corleonese. Bernardino Verro fu ucciso a Corleone il 3 novembre 1915... LEGGI TUTTO

Il presidente della Provincia di Firenze: "La vendita dei beni confiscati alle mafie può diventare riciclaggio legalizzato"

“Alla mafia non mancano né i capitali né i prestanome per riacquisire all’asta i loro beni confiscati dallo Stato. L’emendamento alla legge finanziaria che prevede la vendita delle ricchezze sottratte ai mafiosi rischia quindi di trasformarsi in una sorta di riciclaggio legalizzato”. Con queste parole Andrea Barducci, Presidente della Provincia di Firenze, chiede che “la destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali resti quella dell’uso sociale per fini utili alla collettività”.“Nessun problema di bilancio pubblico può giustificare la cessione ai clan proprio di quei patrimoni frutto di attività illegali – conclude il presidente Barducci – stravolgendo di fatto una legge di iniziativa popolare che volle nel 1996 l’effettivo riutilizzo sociale dei beni sottratti alla mafia”.

11/25/2009

Sicilia. La rivolta dei sindaci, delle associazioni e dei cittadini per l'acqua pubblica

PALERMO - Sindaci, assessori e consiglieri comunali in rappresentanza di circa 100 comuni siciliani hanno manifestato di fronte l'Assemblea regionale siciliana per dire "no" alla privatizzazione delle reti idriche. Insieme a loro anche i rappresentanti di alcuni comitati cittadini. Tutti chiedono l'approvazione di un disegno di legge all'Ars per la "ripubblicizzazione" delle reti, e chiedono al presidente della Regione di ricorrere contro il decreto Ronchi, recentemente approvato dal Parlamento nazionale, che di fatto facilita la privatizzazione dell'acqua, permettendo di conferire a ditte esterne tutti i servizi pubblici locali. LEGGI TUTTO

CHIUSA SCLAFANI (Palermo). La preside non espone il crocifisso il sindaco è pronto a multarla

di Salvo Intravaia
Palermo - Cinquecento euro di multa perché manca il crocifisso nel suo ufficio. E´ quello che rischia la preside dell´istituto comprensivo Reina di Chiusa Sclafani, dopo il blitz della polizia municipale di ieri mattina. Tutto inizia venerdì scorso, quando il sindaco del paese Francesco Di Giorgio (Pdl) fa notificare alla preside dell´istituto, Francesca Accardo, un insolito provvedimento in netta contrapposizione con la recente sentenza della Corte suprema di Strasburgo.
Il sindaco ordina di «mantenere il crocifisso nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici del comune di Chiusa Sclafani, come espressione dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato italiano». LEGGI TUTTO

L'Assessorato alla Famiglia ha approvato il piano di zona del Distretto D40 di Corleone: il primo in Sicilia

di Cosmo Di Carlo
Approvato dall’assessorato regionale della Famiglia il Piano di Zona del Distretto socio-sanitario D40 per il triennio 2010-2012. Saranno realizzati 4 progetti per una spesa complessiva di 200.000 euro.
Del Distretto fanno parte oltre a Corleone i comuni di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana e Roccamena. «E’ il primo Piano di Zona approvato in Sicilia - afferma con grande soddisfazione Pio Siragusa presidente del Comitato dei Sindaci -. Ci siamo adoperati affinché questo strumento di programmazione possa dare risposte concrete alle fasce sociali più deboli; puntando non soltanto a garantire i servizi di base (assistenza a domicilio agli anziani e ai disabili, servizi in favore dei minori), ma anche all’integrazione delle persone che vivono situazioni di marginalità sociale (disoccupati, vedove, ragazze madri, ex detenuti). LEGGI TUTTO

Corleone. La Fondazione "Badami" ha consegnato 10 borse di studio ad alunni meritevoli

di Cosmo Di Carlo
Consegnate dieci borse di studio intitolate ad Angelo Badami, che morendo nel 1998 ha lasciato 560.000 euro, un miliardo delle vecchie lire, per costituire una fondazione che ha come finalità quella di dare sostegno economico ai ragazzi corleonesi meritevoli che vogliono progredire negli studi.
Era il 28 novembre del 1998 quando il cuore di Angelo Badami smise di battere ponendo fine alla sua parentesi terrena. Angelo era nato a Corleone il 23 maggio del 1923. La madre Vincenzina Inganni era casalinga, il padre Leonardo Badami era maestro delle elementari. Oltre ad Angelo la famiglia era composta da tre sorelle: Lucia, Angelina, e Maria e dal fratello Vincenzo. La loro abitazione è ancora in Via Misericordia al civico numero 9, in pieno centro storico nel quartiere di Sant’Elena. LEGGI TUTTO

Corleone, partono i lavori del nuovo parcheggio

Corleone (*codi*) Al via i lavori del nuovo parcheggio di Via Don Giovanni Colletto. I lavori per 47.000 euro sono stati aggiudicati alla ditta “Cartilora Empedoclina Soc. coop a.r.l. con sede in Partitico. L’impresa avrà tre mesi di tempo per consegnare i lavori. “ Il nuovo parcheggio capace di sessanta nuovi posti auto- spiega il sindaco Nino Iannazzo – sorgerà tra l’Ospedale dei Bianchi, la Scuola Media Giuseppe Vasi ed il complesso di Santa Chiara, certamente contribuirà a decongestionare il traffico in Via Don G. Colletto ed a migliorare la vivibilità dell’intera zona”.
Nella foto (Di Carlo) il momento della consegna dei lavori: da sinistra il capo cantiere dell’impresa appaltatrice Michele Ingrassellino, l’assessore Stefano Gambino, il sindaco Nino Iannazzo, Carlo Vintaloro ed il consigliere comunale Giuseppe Nicosia.

11/23/2009

Per il sindaco Iannazzo, Corleone è diventato il paese delle meraviglie. Peccato che lui non sia... Alice!

Venerdì scorso in consiglio comunale si è discussa la relazione annuale del sindaco Nino Iannazzo sullo stato di attuazione del suo programma amministrativo. Per oltre tre ore i sette assessori (mamma mia, quanti sono!) e il sindaco ci hanno raccontato del “paese delle meraviglie” che è diventato Corleone da quando amministrano loro (e ormai sono a metà mandato…). Una Corleone che è diventata “città della legalità” (basta scriverlo sulla carta intestata…), città delle opere pubbliche realizzate, città del lavoro per i giovani e i disoccupati, città dello sport, della cultura e del tempo libero.
Insomma, “una città (come la famosa isola) che non c’è”. Iannazzo e i suoi hanno rappresentato una città che esiste solo nella loro fantasia. Camminando per le strade (spesso sporche e intasate da un traffico caotico), s’incontrano tanti giovani disoccupati, tanti emigrati che sono tornati da Reggio Emilia, da Torino o dalla Germania, perché nemmeno lì c’è più lavoro. Si vedono i cassonetti stracolmi d’immondizia, la raccolta differenziata ferma allo o,00%, le bollette salate dell’acqua svenduta ad APS in cambio di qualche “piatto di lenticchie” (leggi “assunzioni clientelari di amici e parenti). Si vede la villa comunale nell’abbandono, il parco della rimembranza ogni anno più spelacchiato, le strade piene di scaffe e buche, il caseificio e il mercato ortofrutticolo mai messi in funzione, i beni comunali abbandonati o “regalati” ai privati. Per non parlare dei finanziamenti perduti: quelli per la ristrutturazione del monastero della Maddalena, dove doveva sorgere il Commissariato di Polizia, una parte di quelli per la messa in sicurezza e la ristrutturazione del vecchio ospedale dei Bianchi, quelli per il rifacimento di Corso dei Mille, piazza Falcone e Borsellino e via Bentivegna. Sindaco, deve uscire di più dal “Palazzo” e stare in mezzo alla gente: solo così potrà comprendere i problemi dei cittadini. Altrimenti, avrà sempre di più la sensibilità della regina di Francia Maria Antonietta, quella che diceva: “Se il popolo non ha più pane, che mangi le brioches!”. (d.p.)
LA LETTERA. Biagio Cutropia: "Corleone è sofferente..."

CI SCRIVONO. Il Presidente dell'Avis: "Dal mese di aprile il Policlinico non ci paga i rimborsi. Così saremo costretti a sospendere l'attività"

di GIUSEPPE COPPOLA*
In qualità di Presidente Provinciale dell’Avis di Palermo, mi corre l’obbligo, dopo la sollecitazione (pubblicata dalla carta stampata e dai social network), della sezione Avis comunale di Corleone alla raccolta di sangue, dal tema “io dono, tu doni, noi salviamo” in favore di Antonino Gennusa coinvolto in un grave incidente stradale, di fornire, seppur brevemente, i risultati dell’attività svolta. I dati della raccolta sono significativi: nr. 39 unità conferite e nr. 22 richieste di adesione in qualità di socio, alla struttura associativa, tramite l’esame di pre-donazione. Tale risultato di solidarietà verso il prossimo bisognoso è stato ottenuto grazie all’infaticabile lavoro dello staff dirigenziale locale, dalla preziosa ed insostituibile presenza del personale sanitario, ma, fondamentalmente, dalla incondizionata disponibilità dei donatori, i quali pazientemente hanno aspettato il momento per compiere il nobile gesto di altruismo. Con semplicità esprimo a tutti il mio più vivo, sentito e sincero ringraziamento. LEGGI TUTTO
* presidente provinciale Avis

Da gennaio, in Sicilia, la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici in thin film di silicio

Palermo, 23 novembre 2009 – Sarà inaugurata a gennaio a Campofranco, in provincia di Agrigento, la prima e più grande fabbrica italiana di pannelli fotovoltaici in thin film di silicio, e la terza in Europa, realizzata senza contributi pubblici dal gruppo Moncada Energy di Agrigento.
Produrrà i pannelli, da 6 metri quadri ciascuno, per le centrali fotovoltaiche progettate dalla Moncada in Sicilia. Sotto gli impianti saranno ospitati allevamenti biologici di polli, dal cui concime sarà ricavata altra energia. Uno di questi impianti, da 7 Mw, sta già sorgendo a livello sperimentale, all’interno di una delle fattorie eoliche del gruppo siciliano. Il principale ruolo del sito produttivo ipertecnologico sarà, nell’ambito del mercato delle energie alternative, quello di rendere nel tempo il fotovoltaico più conveniente rispetto all’eolico. LEGGI TUTTO

Rita Borsellino sulla possibilità di vendere i beni confiscati alla mafia: "Così si vanifica il lavoro fin qui fatto e si agevola la mafia"

"La vendita a mezzo asta dell’azienda agricola Suvignano decisa dall’Agenzia del Demanio Toscana e Umbria va assolutamente scongiurata”. Così Rita Borsellino sulla vicenda dell’azienda agricola Suvignano, posta sotto sequestro e confiscata tra il 1996 e il 1997, in forza della legge sui beni mafiosi, dopo avere espresso la sua solidarietà al sindaco di Monteroni d’Arbia, Jacopo Armini. “Questa decisione rischia di mandare in fumo le azioni concrete che le associazioni territoriali senesi portano avanti su questi terreni da tempo per diffondere i valori di legalità e lotta contro ogni forma di violenza e criminalità. Faccio appello a tutte le istituzioni coinvolte e a quelle che possono portare un contributo alla revisione della decisione dell'Agenzia del Demanio Toscana e Umbria, affinché venga scongiurata l'ipotesi di vendita all'asta e si agisca in linea con quanto indicato dalla legge, ossia con il riutilizzo sociale del bene”. “Vendere all’asta i beni confiscati alle mafie non farebbe altro che consegnare nelle mani delle organizzazioni mafiose ville, case e terreni appartenuti ai boss. Se passasse l’emendamento, lo Stato farebbe un gravissimo passo indietro e tradirebbe l’impegno assunto con il milione di cittadini che 13 anni fa firmarono la proposta, poi diventata legge, sull’uso sociale di questi beni e sulla loro restituzione alla collettività”, conclude Rita Borsellino, che ha firmato l’appello lanciato dall’associazione Libera affinché venga ritirato l’emendamento alla legge Finanziaria che prevede la messa in vendita dei beni immobili confiscati alla mafia.

Palermo. Oltre 100 Comuni contro la privatizzazione dell'acqua: sit in davanti Ars

PALERMO - Oltre cento comuni siciliani hanno deliberato per dichiarare l'acqua bene comune privo di rilevanza economica ed aderire al Coordinamento nazionale degli Enti locali per l'acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico, che è stato costituito nella sala gialla di Palazzo dei Normanni il 14 maggio scorso. Il comitato dei comuni ha indetto per il 25 novembre un sit-in davanti Palazzo dei Normanni e davanti la Presidenza della Regione, per chiedere al presidente dell'Ars e ai capigruppo parlamentari di avviare immediatamente l'esame della proposta di legge d'iniziativa dei comuni, presentata dall'on. Giovanni Panepinto, e per chiedere al Presidente della Regione di impugnare innanzi alla Corte costituzionale l'art. 15 del D.L. n. 135 del 9 settembre 2009, concernente la privatizzazione dei servizi pubblici locali.

Asta simbolica dei beni confiscati alle mafie

L'Associazione "Libera" si mobilita contro la vendita degli immobili sottratti alla mafia. Banditori d'eccezione don Luigi Ciotti e Franco La Torre, figlio di Pio. L'appuntamento è fissato per martedì a Roma. ROMA - Al via la settimana di mobilitazione di Libera contro la vendita dei beni confiscati alla mafia. I beni confiscati "li vendiamo noi - informa una nota di Libera - partecipate all'asta simbolica dei beni immobili a rischio". L'appuntamento è martedì 24 novembre alle 11 presso la Bottega della legalità Pio La Torre in via dei Prefetti 23, a Roma. "Banditori d'eccezione Don Luigi Ciotti e Franco La Torre, figlio di Pio La Torre. All'asta - spiega Libera - saranno messi gli oltre 3mila beni immobili 'a rischiò in vendita se fosse approvato l'emendamento votato la settimana scorsa al Senato ed in attesa di essere discusso alla Camera. Con lo slogan "Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono Cosa nostra" parteciperanno alla manifestazione le principali associazioni come Legambiente, Arci, Acli, Tavola della Pace, Uisp, Agesci, Uds e personaggi del mondo della cultura, del cinema e della società civile e responsabile. Saranno illustrate le iniziative della campagna di mobilitazione, l'elenco delle adesione all'appello di Libera già sottoscritto da oltre 20mila cittadini.
"Vendere i beni è un errore"
LEGGI L'INTERVISTA A CARLO LUCARELLI

11/22/2009

Nel Sud d’Italia sono cinque le cooperative modello che lavorano sui terreni confiscati alle mafie

È grazie alla legge 109 del '96, quella di iniziativa popolare che prevede l’utilizzo dei beni confiscati per fini sociali, che sono nate realtà come quella delle 5 cooperative “Libera Terra”, che oggi operano in Puglia, Sicilia e Calabria. Ci lavorano il 30% di soggetti svantaggiati, i nomi delle cooperative, in alcuni casi, ricordano le vittime della malavita. Come la «Placido Rizzotto», il sindacalista di Corleone ucciso dalla mafia nel 1948, o la «Pio La Torre», dirigente del PCI massacrato nell’82. Le 5 cooperative sociali hanno un capitale sociale di 279.301 euro, un patrimonio netto di quasi 1 milione 400 mila euro ed un fatturato che supera i tre milioni e mezzo di euto. Ci lavorano 103 persone. Ed altre decine di operai stagionali. Ma esse hanno un valore che va ben oltre il capitale sociale e il fatturato, che pure sono importanti. Costituiscono la dimostrazione visibile e concreta che è possibile togliere alle mafie i beni da esse acquisiti illecitamente. Che è possibile da questi beni creare lavoro onesto e prodotti “puliti”. Che è possibile anche nelle terre di mafia coniugare legalità e sviluppo. Si tratta ancora di piccoli esempi, di testimonianze, ma possono diventare davvero contagiosi, coinvolgendo in un processo virtuoso tante altre aziende di persone oneste. In questo modo l’economia siciliana, calabra, pugliese e campana potrà cambiare segno, potrà diventare strumento di crescita sociale e civile per tutte le popolazioni. Ma bisogna scongiurare che diventi definitiva la norma che consentirebbe di venderli. Altrimenti, non ci vuole molto ad immaginare che, nell’arco di qualche anno, oltre ai nuovi beni confiscati, anche i terreni e gli immobili già assegnati alle cooperative sociali potrebbero tornare alle mafie.

Mobilitazione bipartisan. Rivolta degli enti locali contro l'emendamento che consente di vendere i beni confiscati

Un’interrogazione bipartisan con primi firmatari Walter Veltroni, il finiano Fabio Granata, Ferdinando Adornato dell’Udc, Leoluca Orlando dell’Idv e poi ancora Laura Garavini, capogruppo Pd in commissione Antimafia, Tassone, Udc, Angela Napoli, Pdl, Marco Minniti, Pd, per chiedere se il Governo «non ritenga necessario attuare nuovi provvedimenti legislativi con la finalità di migliorare ogni aspetto della procedura di sequestro confisca e assegnazione» dei beni immobili confiscati alla mafia e, soprattutto, se vuole rimetterli in vendita. Nessun leghista ha firmato l’interrogazione e chissà come la spiegherà Bossi ai suoi elettori questa assenza. Ma c’è soprattutto un grande lavoro di alta diplomazia che in queste ore sta portando avanti proprio la Garavini per far firmare anche dai deputati della maggioranza un emendamento soppressivo di quello votato al Senato. È l’ultima chiamata alla politica. Poi, dopo, sarà troppo tardi. Per ora hanno aderito Fabio Granata e diversi altri parlamentari della maggioranza, ma è possibile che l’elenco nei prossimi giorni si allunghi. L’obiettivo è quello di creare una convergenza per affossare l’emendamento-vergogna presentato da Saia e benedetto dai senatori di Pdl e Lega. In questi giorni le caselle postali dei parlamentari si stanno intasando con gli ordini del giorno che Regioni, Province e Comuni stanno approvando chiedendo la soppressione del via libera alla vendita dei beni confiscati. L’iniziativa è partita dall’Associazione «Avviso pubblico» che raccoglie oltre 180 enti locali impegnati in attività e progetti contro le mafie. Basta andare sul sito, scaricare il documento e poi sottoporlo ai parlamentini locali. Basta poco per dire no, basta metterci la faccia oppure decidere di non mettercela. A Corleone sono stati presentati due ordini del giorno: uno del Pd e l'altro del Pdl. Domani il presidente del consiglio dovrebbe convocare in sessione straordinaria l'assise cittadina per dibatterli ed approvarli.

Dalla CGIL netta contrarietà all'emendamento che consente la vendita dei beni confiscati alle mafie

La maggioranza di Governo ha approvato al Senato un emendamento alla Legge Finanziaria che rende possibile la vendita dei beni sequestrati alle mafie, che fino ad oggi potevano essere utilizzati solo a fini sociali. Questa modifica della Legge Rognoni-La Torre e della legge 109/96, l'unica legge antimafia d'iniziativa popolare e approvata alla unanimità dal Parlamento nel 1996, mette in discussione profondamente la scelta e lo spirito della legge 109/96, sui beni sequestrati alle mafie, che completava la legge Rognoni-La Torre, e impediva alle mafie di tornare in possesso dei beni a loro confiscati, assegnandoli a Enti locali e cooperative per fini sociali e non di lucro, con l'intento di avere un forte impatto sulle popolazioni e di costruire un circuito di una economia legale, fortemente alternativa a quella illegale mafiosa. LEGGI TUTTO

Calcio dilettanti. Il Corleone batte il Pallavicino

POL. CORLEONE 4 - ASD. PALLAVICINO 2
POLISPORTIVA CORLEONE: Mancuso, Orlando, Napoli, Passiglia, Passamonte, Sciarrino, Di Palermo (37’s.t. Ambla), Bona, Tarantino (34’ s.t. Pedà), Cane (32’ s.t. Lipari), Verardo.
ASD. PALLAVICNO: Russo, Mazzone, Battagli, Vitale, Artisi (36’ s.t. Catalano), Collura, Costa (21’ s.t. Salerno), Guttilla, ( 1’ s.t. Di Fede), Rausa, Annaloro, La Sala.
ARBITRO: signor Di Maria di Caltanissetta.
RETI: 2’ 1° t . Cane – 11’ 1° t. Napoli – 33’ 1°t. Verardo – 38’ 1.t Rausa – 19’ s.t. Costa – 31’ s.t. Verardo.

Corleone: Vittoria netta del Corleone che consolida la sua posizione nei piani alti della classifica. Molti gol e poco gioco da parte dei giallo-rossi, che già al secondo minuto andavano in vantaggio su calcio di rigore battuto da Totò Cane. Nove minuti e raddoppiava Napoli che di testa, su un calcio piazzato di Bona, batteva Russo in uscita. La terza rete al 33’ portava la firma di Verardo. Si svegliava il Pallavicino ed al 38’ con Rausa, accorciava le distanze.Nella ripresa entrava Di Fede al posto di Guttilla infortunato ed il Pallavicino riapriva la partita: Era il 19’ quando Collura serviva Costa che batteva Mancuso. Non ci stavano i giallo-rossi ed al 21’ chiudevano la partita con l’ottimo Verardo che risolveva in rete una mischia davanti a Russo. Bella la gara di Passiglia e la sua intesa con Napoli e Sciarrino. Migliore in campo per i palermitani Annaloro ottima la sua visione di gioco e l’intesa con i compagni. Per Giovanni Stancampiano allenatore del palermitani nella situazione di classifica del Pallavicino stanno pesando le due sconfitte casalinghe subite con l’Aragona e con la Real Unione.
Cosmo Di Carlo
NELLA FOTO: Il presidente Gulotta

Da questa settimana, le partite di calcio della Polisportiva Corleone sul canale 840 di Sky

Corleone (*co.di.*) Tutte le partite in casa del Corleone, che milita nel girone H del campionato di calcio di prima categoria dilettanti, grazie ad un accordo tra il presidente della società Gabriele Gulotta e lo sponsor “Porte ed Infissi Listi”, verranno trasmesse sulla piattaforma di SKY da “In TV canale 840”, tutti i venerdì alle ore 09,00 con replica alle ore 10,30 . La domenica sarà possibile rivedere la partita sul sito http://www.newsporttv.com/. Dal mercoledì successivo alla gara l’incontro andrà in replica sul web, tutti i giorni della settimana. Oltre che per la squadra di casa, allenata da Tanino Crapisi, l’importante accordo darà visibilità a tutte le altre squadre del girone H. Le riprese saranno effettuate da una troupe specializzata e commentate in diretta da un giornalista, a partire dall’incontro che il Corleone ha disputato sabato pomeriggio al Santa Lucia contro i palermitani del Pallavicino. “E’ una iniziativa che dedichiamo all’imprenditore Pippo Pollara ed a Gianfranco Provenzano, presidente emerito della Lega Calcio Dilettanti Sicilia, entrambi corleonesi, recentemente scomparsi – ha dichiarato Gabriele Gulotta – un modo per rendere loro concreto omaggio”.
Cosmo Di Carlo

Ciancimino jr consegna ai magistratii "pizzini" scritti al padre da Provenzano

Palermo - Massimo Ciancimino ha consegnato ai magistrati alcuni 'pizzini' scritti dal boss mafioso Bernardo Provenzano negli anni Novanta e indirizzati al padre, Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo condannato per mafia. Ciancimino jr è stato ascoltato per oltre quattro ore congiuntamente dai pm della Dda di Palermo e da quelli di Caltanissetta.Si tratta di alcuni foglietti che erano stati scritti dal capomafia, quando era ancora latitante, e che sono stati inviati a Vito Ciancimino quando l'ex sindaco viveva a Roma. Non si conosce ancora il contenuto dei 'pizzini', ma chi li ha letti parla di «materiale molto interessante». I documenti erano conservati in una banca all'estero insieme al cosiddetto 'papello', cioè il contenuto delle richieste avanzate da Cosa nostra allo Stato per fare terminare la strategia stragista.Secondo quanto raccontato nei mesi scorsi ai magistrati da Massimo Ciancimino, che da allora vive sotto scorta e ha lasciato Palermo per trasferirsi a Bologna, sarebbe stato proprio il padre Vito a condurre la trattativa tra i boss e lo Stato.
(La Repubblica, 21 novembre 2009)

L'Italia dei Valori fa «campagna acquisti»...

Dieci consiglieri comunali e circoscrizionali siciliani passano al partito di Antonio Di Pietro Tra loro il palermitano Marcello Susino, consigliere della Sesta circoscrizione eletto con l'Mpa, e i valledolmesi Piera Caccamisi (ex Forza Italia che non ha poi aderito al Pdl) e Calogero Antonio Fantauzzo (eletto con una lista civica). Ieri l'ufficializzazione, alla presenza del senatore Fabio Giambrone, del portavoce Leoluca Orlando e del responsabile regionale degli Enti locali Salvatore Messana e di quello nazionale Ignazio Messina. Completano la lista Alfonso Galluzzo, consigliere ad Aragona (ex Pd), Antonino Buscemi (presidente del Consiglio comunale di Menfi ed ex sindaco), Vincenzo Buscemi (sempre di Menfi), Alessio Di Bartolo (consigliere a Sommatino), Michele Lo Bianco (consigliere a Sperlinga), Salvatore Garofalo e Gianluca Salonia, rispettivamente consiglieri nelle circoscrizioni Sud e Centro a Ragusa.In tutta la Sicilia le adesioni all'Italia dei valori sono 3 mila, di cui circa un terzo nel Palermitano. «Il partito – ha detto Giambrone – continua a crescere in maniera esponenziale. I nuovi militanti parteciperanno al congresso, previsto dal 5 al 7 febbraio». Sulla stessa scia Leoluca Orlando, che ha aggiunto: «Lo scarto tra consenso e presenza nelle istituzioni è ancora notevole. Tuttavia ci risulta che all'Ars (dove i dipietristi non hanno nessun rappresentante, ndc) ci sia già qualche deputato che voglia passare all'Idv». Poi l'ex sindaco di Palermo ha chiarito la collocazione del suo partito sullo scacchiere siciliano: «Siamo alleati del Pd, ma questo non ci può far negare i nostri valori. I democratici diano un segnale di discontinuità; non abbiamo paura a correre da soli». Infine la stoccata al governo regionale: «Lombardo prenda atto che non ha più la maggioranza – ha concluso Orlando – e si dimetta».
Daniele Ditta
La Sicilia, 22.11.09

La «meglio gioventù» contro Cosa nostra

di Norma Ferrara
A Calatafimi i ragazzi sostengono la polizia e insultano il boss Mimmo Raccuglia"Altri latitanti mafiosi, in passato, si sono nascosti nelle campagne limitrofe al nostro paese e, in verità, non hanno fatto scalpore
. Oggi, sapere che un latitante te lo puoi trovare vicino di casa, ci turba, incute una certa paura”. Così Giuliana Doria, ventiduenne volontaria del presidio di Libera a Calatafimi, racconta quello che è avvenuto dopo la cattura del boss Raccuglia, a Calatafimi Segesta, il 15 novembre scorso. LEGGI TUTTO

LA LETTERA. Il giovane falco "Peppino"...

Sono uno ricercatore italiano ma lavoro in Spagna. Probabilmente avete già sentito parlare del gruppo di studenti di Pavia, di cui facevo parte, che aveva fondato un circolo ARCI intitolandolo “Radio Aut”. Vi scrivo per segnalarvi quella che credo sia una delle cose più “strane” mai dedicate a Peppino Impastato. Io mi occupo di zoologia e in particolare di strategie di migrazione degli uccelli. Sto svolgendo il mio dottorato sul Falco della Regina, un rapace quasi endemico del Mediterraneo (è presente anche in Sicilia, alle Eolie e Lampedusa). Si tratta di una specie molto rara e minacciata. Per studiarne la migrazione collochiamo su alcuni individui una radio satellitare grazie a cui possiamo seguirne gli spostamenti. Di norma in questa specie tutti gli individui attraversano l’Africa per andare a passa l’inverno in Madagascar, a quasi 10.000 km! Bene, quest’anno ho chiamato “Peppino” uno dei giovani falchi. Attualmente, come potete vedere dalla mappa, Peppino si trova in Camerun e sta per attraversare la foresta tropicale. E’ già sopravvissuto al difficile attraversamento del deserto del Sahara! Tra i quattro giovani che stiamo seguendo è il più rapido. Se vi interessa vi terrò aggiornati sulla sua sorte!
Ugo Mellone
Ph.D. student (becario FPU)
University of Alicante - SPAIN

11/19/2009

Dino Paternostro e Salvatore Orlando (Pd), consiglieri comunali di Corleone e Palermo: “No alla vendita dei beni confiscati alle mafie!"

I consigli comunali di Corleone e Palermo, insieme, per chiedere di fermare la scelta del governo nazionale di vendere i beni confiscati alle mafie.
L’iniziativa è di due esponenti del Partito Democratico Salvatore Orlando, consigliere comunale a Palermo e Dino Paternostro, consigliere comunale a Corleone, che hanno presentato nelle rispettive assemblee elettive un ordine del giorno con cui si esprime “la forte preoccupazione per l’introduzione di questa norma, che diventerebbe fonte di assoluta incertezza nell’utilizzo dei beni confiscati, ed elemento di indebolimento nella lotta alla criminalità organizzata”. LEGGI TUTTO
Leggi il testo dell'Ordine del Giorno
Anche Corleone-Dialogos contro la vendita
dei beni confiscati alle mafie.
LEGGI IL COMUNICATO

Corleone. Il sindaco Iannazzo scrive a Fini: «La vendita dei beni confiscati alle mafie indebolirebbe sensibilmente l’azione dello Stato»

Il sindaco di Corleone Nino Iannazzo ha scritto al presidente della Camera dei deputati, onorevole Gianfranco Fini, affinché non venga approvata la recente norma che prevede la vendita dei beni confiscati alla mafia e che ha già ottenuto il via libera del Senato, passando ora al vaglio della Camera per la definitiva trasformazione in legge. Il sindaco ha manifestato preoccupazione per l’approvazione del Senato. «Ritengo che questo provvedimento – ha scritto Iannazzo - indebolirà sensibilmente l’azione di contrasto alle mafie, sia sul versante repressivo che preventivo. L’esperienza di questa Amministrazione comunale mi ha confermato, da questo osservatorio purtroppo privilegiato, che la confisca e l’uso sociale dei beni confiscati sono strumenti fondamentali per contrastare le mafie. Confiscare ai mafiosi le loro ricchezze determina la perdita del loro potere di intimidazione e di controllo del territorio e dimostra che lo Stato è presente». Per Iannazzo, il rischio è che, attraverso la vendita, i beni possano tornare nelle mani dei mafiosi, che utilizzerebbero loro prestanomi.

CORLEONE. il Rally Conca d’Oro nel massimo campionato italiano: unica tappa del Sud

Dal prossimo anno, il Rally Conca d’Oro di Corleone diventa gara valida ed ufficiale del Campionato Italiano Rally 2010. Lo ha deciso il Comitato esecutivo della Aci Csai (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana). La tappa corleonese, che si inserisce nell’ambito del Trofeo Terra 2010, è l’unica che si svolgerà nel sud Italia. Le altre gare saranno il Rally Adriatico, il San Crispino, il San Marino, l’Italia Sardegna e l’Azzano Rally. Le gare compongono la massima serie italiana in ambito di rally. Il calendario delle date sarà ufficializzato il prossimo 28 novembre. «Torniamo ad avere rilevanza nazionale – dice il sindaco Nino Iannazzo – e a restituire, nel 30esimo anniversario della gara, prestigio e valore a questa manifestazione sportiva che è l’unica nell’Italia meridionale».
19 novembre 2009

Indagine esplosiva

di LIRIO ABBATE
I pm pronti a riaprire l'inchiesta sul premier per le stragi. Mentre altri boss potrebbero parlare. E provocare un terremoto politico
Le rivelazioni del mafioso Gaspare Spatuzza possono portare ad una nuova inchiesta di mafia a Firenze e Caltanissetta che coinvolgerebbe il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il suo amico Marcello Dell'Utri. Il neo pentito racconta pure nuovi risvolti giudiziari su un alto esponente politico del Pdl che in passato avrebbe incontrato i boss Giuseppe e Filippo Graviano, perché accompagnava alcuni imprenditori che erano loro prestanome. Pesano le affermazioni di Spatuzza su mafia e politica e i riscontri investigativi rischiano di condizionare il panorama politico italiano. LEGGI TUTTO

"Al sindaco leghista i crocefissi neri"

La provocazione del prete catanese Salvatore Resca al primo cittadino del paese bresciano che vuole cacciare tutti gli stranieri non in regola entro Natale
CATANIA - Salvatore Resca, vice parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo e anima dell'associazione Cittainsieme di Catania, offre al sindaco e alla giunta leghista di Coccaglio (Brescia) dei crocefissi con il Cristo in pelle nera da esporre nelle aula scolastica e negli uffici pubblici. La proposta provocatoria è contenuta in una lettera aperta del vice parroco in seguito all'annuncio da parte del comune del Bresciano "dell'operazione 'White Christmas' (Bianco Natale), consistente nel cacciare dal territorio comunale tutte le persone straniere non in regola prima del 25 dicembre prossimo". "Al sindaco e alla giunta leghista - si legge, tra l'altro, nella missiva firmata da padre Resca - chiediamo se nelle scuole e negli uffici pubblici dello stesso comune sia appeso ed esposto il Crocifisso. In caso contrario, essendo in possesso di crocifissi col Cristo in pelle nera, siamo disposti a fornirne, a prezzi di concorrenza, un quantitativo adeguato".
La Sicilia, 19/11/2009

Sciascia raccontato da Camilleri

di SALVO FALLICA
CATANIA - La politica che assume un valore letterario, i fatti della storia interpretati ed analizzati dal genio di un grande scrittore. Una raffinata combinazione nata dall’impegno politico di Leonardo Sciascia, che accanto alla sua attività di intellettuale, di scrittore, saggista e romanziere, direttore editoriale e pensatore, coltivò la passione civica.
Sì, perché questa era la sua dimensione etica e culturale, un intellettuale impegnato, non chiuso in una torre d’avorio. A 20 anni dalla scomparsa, l’attività politica dello scrittore di Racalmuto torna d’attualità, perché Andrea Camilleri ha raccolto in un libro edito da Bompiani, le interpellanze parlamentari di Sciascia, presentate dalle file del partito radicale, tra il 15 dicembre 1979 e il 31 gennaio 1983. La fase della sua presenza nel Parlamento nazionale. Periodo che coincide con uno dei momenti più difficili della storia d’Italia. E del quale nelle interrogazioni di Sciascia, vengono fuori con lucidità critica alcuni dei nodi cruciali. E’ un libro che racconta Sciascia da una angolazione diversa, non quella della critica letteraria, della storia della cultura, ma dall’ottica dello scrittore che si fa politico, intendendo la politica come ideale di eguaglianza democratica e come strumento autentico di democrazia. Vi è nel testo la visione cultural-politica di Sciascia, la sua volontà di applicare la dimensione critica al mondo che lo circondava, per capire e per far capire. Vi è la sua visione della politica e della cultura, come divulgazione democratica, come possibilità di fornire gli strumenti di comprensione a tutti. E’ una storia di passione politica e culturale, e di libertà. Le interpellanze parlamentari di Sciascia parlano di problemi storici dell’Italia, di questioni contraddittorie e spesso irrisolte, e sono attuali, ancora decisamente attuali.
La Sicilia, 19.11.09