Sotto accusa il sindaco di Palermo, reo di non aver partecipato alle celebrazioni del Festino di Santa Rosalia per non alimentare le proteste dei senza casa. Unanime il coro: "Un'assenza storica, si dimetta".7/16/2008
Festino S. Rosalia 2008. Palermo, il sindaco Diego Cammarata bersaglio della sinistra
Sotto accusa il sindaco di Palermo, reo di non aver partecipato alle celebrazioni del Festino di Santa Rosalia per non alimentare le proteste dei senza casa. Unanime il coro: "Un'assenza storica, si dimetta".7/13/2008
Corleone: 1952-56. Carmelo Pennino, il medico-sindaco che costruì la nuova Città
(dino paternostro) Faceva caldo quella sera del 5 luglio 1953 nella sala consiliare del comune di Corleone. E non solo perché era luglio. C'era da discutere e da votare la «Proposta di inserzione all'ordine del giorno del voto di sfiducia al sindaco». Ma perchè, a poco più di un anno, dalle elezioni comunali della primavera del 1952 la maggioranza di centrodestra (Dc-Msi) era già in crisi? Perchè il giovane sindaco Carmelo Pennino fu costretto a ritirare la delega di vicesindaco al prof. Vincenzo Mancuso, che pure aveva ottenuto il doppio dei voti di preferenza? La ricostruzione di un "pezzo" di storia dimenticata di Corleone... LEGGI TUTTOLa presentazione del libro "Oh! Animosa Civitas" del prof. Carmelo Pennino
“Oh! Animosa Civitas. 1952-1956. Testimonianza di un’epoca”. E’ il titolo del libro del Prof. Carmelo Pennino, già sindaco di Corleone che è stato presentato ai cittadini di Corleone sabato 21 giugno 2008.
Gia dal titolo possiamo notare l’attaccamento dell’autore alla sua città natale, un attaccamento che, pur in mezzo a mille esperienze professionali non è mai venuto meno, neanche per un istante. LEGGI TUTTO
Il caso del gay a cui era stata ritirata la patente. Per fortuna c'è sempre un giudice a Berlino.
Cosa c'entri la patente di guida con i propri orientamenti sessuali è un quesito che, per chiunque sia dotato di un minimo di buon senso, non ha né capo né coda. Non è stato così, invece, per gli ufficiali medici dell'Ospedale militare di Augusta e per i funzionari della Motorizzazione civile. Per i quali, nel 2001, Danilo Giuffrida – «reo» di avere dichiarato alla visita di leva di essere gay – non era in possesso dei «requisiti psicofisici richiesti» per la patente di guida che fu sospesa in attesa di una revisione all'idoneità. Aldo Gabrielli, autorevole linguista, spiega, alla voce idoneità del suo dizionario della lingua italiana, che il termine significa «Carattere di chi, di ciò che è idoneo ad una determinata attività» e alla voce idoneo, se riferito a persona, «che ha i requisiti necessari per esercitare una determinata attività». Stando agli ufficiali medici di Augusta, per guidare un'automobile il requisito richiesto è essere maschi – così come nel caso delle donne – eterosessuali e di sicuro affidamento. Tutti quelli che non rientrano in questo canone assoluto non possiedono i «requisti psicofisici richiesti».La vicenda sembrerebbe incredibile, ma è vera, come accade, purtroppo, in molte delle storie del Bel Paese. Vera come la sentenza del giudice catanese Ezio Cannata Baratta che ieri ha condannato i Ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire Danilo Giuffrida per i danni subìti da un'iniziativa sanzionata precedentemente dal Tribunale amministrativo regionale. Per fortuna c'è sempre un giudice a Berlino.La Sicilia, 13.07.2008
Il boss Leoluca Bagarella violento in carcere: ferisce e minaccia altri boss
SPOLETO (PERUGIA) - ll boss stragista Leoluca Bagarella, durante la sua permanenza al 41 bis nel carcere di Spoleto, è stato protagonista di una serie di episodi violenti. E' stato condannato a un anno di reclusione dal tribunale di Spoleto per avere gettato dell'olio bollente contro un altro detenuto del carcere di Maiano procurandogli ustioni in diverse parti del corpo.La sentenza - riportata oggi da alcuni giornali locali - è relativa a un episodio avvenuto nel 2005. Secondo la ricostruzione accusatoria Bagarella gettò l'olio bollente sull'altro detenuto impegnato nelle pulizie mentre questo passava davanti alla sua cella. Gli procurò così lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.Oltre ad aver lanciato il 24 aprile 2005 dell'olio bollente addosso a un altro detenuto, che è un boss della 'ndrangheta, minacciandolo di morte, per il quale è stato condannato a un anno di reclusione dal tribunale di Spoleto, ha pure aggredito il 28 settembre 2006 un agente della polizia penitenziaria.Il capomafia, senza alcuna ragione apparente, si è scagliato contro un assistente della polizia penitenziaria che gli aveva aperto il cancello della camera in cui era rinchiuso. Bagarella, trasferito in seguito nel carcere di Parma, ha proseguito anche in quell'istituto una serie di proteste, minacciando anche il direttore dell'istituto.12/07/2008
7/12/2008
Antimafia sociale. Da ieri nuovo campo a Corleone. E Guglielmo Epifani scrive ai ragazzi...
Da ieri pomeriggio è attivo un nuovo campo di lavoro a Corleone. Vi invio la foto scattata alla stazione di campo di Marte pochi minuti prima della partenza. A loro si sono aggiunti altre volontarie siciliane, una ragazza sarda e tra pochi giorni arriveranno altri dell'Arci Ragazzi della Lombardia. Intanto ieri ci è pervenuta la lettera rivolta a tutti i volontari/e dal Segretario Generale della Cgil, Guglielmo Epifani.Questa lettera è per noi organizzatori molto importante ma sopratutto lo è per le Cooperative Sociali impegnate quotidianamente nei terreni confiscati alle mafie. Spesso la condivisione dell'impegno sociale offre l'opportunità per trovare l'entusiasmo e la forza di andare avanti. I nostri soci lavoratori ne hanno veramente bisogno, perché lavorare lì e allo stesso momento viverci con le proprie famiglie è una scelta di antimafia sociale vera, radicale e coraggiosa. Sentire e avvertire la forza dell'Unione di tanti è molto importante. Quindi un ringraziamento sincero a Guglielmo Epifani per la sua bellissima lettera e a tutte le strutture della CGIL che da sempre condividono con noi questa bellissima avventura, ma che quest' anno avvertiamo con molta più passione e forza. Un saluto a tutti,e,
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
7/10/2008
I pazienti erano morti ma per l'Asl ancora vivi
Catania: scoperti 21 mila casi di persone decedute ma rimaste in cura dal proprio medico di famiglia, che intascava i soldi dell'assistenza. Il danno erariale è valutato intorno ai 4 milioni di euroCATANIA - Erano morti da anni, alcuni anche da diversi decenni, ma i loro medici di famiglia hanno continuato ad essere pagati per la loro assistenza dall'Azienda sanitaria.Sono circa 21 mila i casi di persone decedute ancora in 'cura' scoperti dalla guardia di finanza di Catania che ha eseguito controlli incrociati su oltre un milione di cittadini. Secondo le Fiamme gialle il danno all'erario sarebbe di circa 4 milioni e 200 mila euro, per gli ultimi cinque anni.Gli accertamenti hanno permesso di scoprire che molti pazienti passati a miglior vita hanno goduto dell'assistenza medica per un periodo superiore a 35 anni, senza che nessuno si accorgesse della loro morte.Per le indagini i militari si sono avvalsi dei dati forniti dalla stessa Ausl 3 relativi agli assistiti e quelli provenienti dai vari uffici Anagrafe dei Comuni della provincia. I medici di famiglia incassano mensilmente circa 6 euro per ogni paziente assistito.I dati delle indagini sono stati trasmessi al vaglio della Corte dei conti per le valutazione dei profili di responsabilità amministrativa per danno erariale, mentre si sta valutando l'ipotesi di profili di rilievo penale.
10/07/2008
Accordo Unipol Banca e Unifidi Sicilia: nasce un fondo da cinque milioni per sostenere le coop che gestiscono beni confiscati alla mafia
Un fondo da cinque milioni di euro per le cooperative che gestiscono patrimoni confiscati alla mafia. L’iniziativa è frutto dell’accordo fra Unipol Banca e Unifidi Sicilia, che con il sostengo di CNA Sicilia e Legacoop Sicilia intendono agevolare in questo modo le iniziative imprenditoriali impegnate a riportare nella legalità i beni confiscati. Le coop che gestiscono patrimoni sottratti alla mafia, infatti, spesso non sono nelle condizioni di fornire le garanzie necessarie ad ottenere prestiti dalle banche. LEGGI TUTTO
Prizzi. Presentato il libro "La Sicilia delle stragi"
PRIZZI - «Le stragi e la strategia della violenza hanno segnato i passaggi più significativi della storia siciliana, fin dall’unità», ha detto martedì sera a Prizzi il prof. Giuseppe Carlo Marino, intervenendo alla presente del volume “La Sicilia delle stragi”, che contiene alcuni saggi scritti da studiosi ed esperti da lui coordinati. Ed ha aggiunto: «Basti pensare alla madre di tutte stragi, alla strage di Portella della Ginestra del 1° maggio 1947, dove hanno avuto un ruolo la mafia, certe frange politiche, forze neofasciste e probabilmente anche servizi segreti stranieri». «Comunque, si ha l’impressione – ha concluso lo storico siciliano - che la Cosa Nostra che abbiamo conosciuto fino all’arresto di Bernardo Provenzano sia destinata a scomparire. Ma sta per essere sostituita da un’organizzazione internazionale, alla quale interesserà meno il controllo del territorio e molto di più la capacità di inserirsi nei sancta sanctorum della finanza». LEGGI TUTTO
Cosa nostra ora è anche agenzia di collocamento
Caltanissetta: la cosca nissena dei Cammarata avrebbe imposto l'assunzione di operai all'azienda agricola Zonin con minacce e intimidazioni, quattro gli ordini di custodia cautelare CALTANISSETTA - La cosca mafiosa dei Cammarata di Riesi (Caltanissetta) avrebbe costretto, con minacce e intimidazioni, l'assunzione di operai da parte di un'azienda agricola della famiglia Zonin in Sicilia. Un modo per imporre il pagamento del pizzo da parte degli imprenditori alla mafia. LEGGI TUTTO
Archeologo. Isler lascia gli scavi di Monte Jato
Il professore svizzero va in pensione dopo 40 anni di lavoro nel sitoDopo 40 anni di lavoro come direttore degli scavi archeologici di Monte Jato, Hans Peter Isler, docente di archeologia dell'Università di Zurigo, va in pensione e lascia il sito che il professore ha contribuito in maniera determinante a far conoscere in tutto il mondo. Prima del suo ritorno in Svizzera, l'omaggio della Provincia regionale di Palermo. «Al professore Isler – ha detto il capo dell'amministrazione di palazzo Comitini, Giovanni Avanti – va la nostra gratitudine per l'immenso patrimonio di conoscenze, di passione e di amore per il nostro territorio che ci lascia oggi. Grazie al suo impegno e alla sua dedizione Monte Jato è diventato un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale, un libro di memorie che racconta la storia del Mediterraneo e una risorsa importante per lo sviluppo del turismo». LEGGI TUTTO
7/09/2008
L'omicidio di Corleone. Arrestati dalla polizia Rosario Oliveri e il padre Leoluca
I ragazzi corleonesi al campo di lavoro di Pistoia: adesso sulla via del ritorno...
A scrivere il diario della giornata oggi non sono i ragazzi, in questo momento stanno affrontando il viaggio di ritorno Firenze – Palermo in treno, ma sono io, Libero. La mattina comincia presto sveglia alle 8,00 colazione e pulizie generali dell’alloggio . I ragazzi divisi in gruppi puliscono, piegano le brande, riportano sedie e tavoli nei vari circoli arci.Una mattinata di duro lavoro per lasciare tutto come abbiamo trovato. Alla fine stanchi e affamati verso le 13,30 tutti a pranzo al circolo Bugiani per poi passare il pomeriggio a giro per Pistoia. LEGGI TUTTO
I volontari corleonesi alla festa della Cgil a Pistoia: un'esperienza fantastica
E così anche l’ultimo giorno è presto arrivato (troppo presto). Tra poche ore diremo un grande “ARRIVEDERCI” (non è un addio) a questa grande e bella esperienza qui a Pistoia. Forse voi non ci credete ma questi 15 giorni sono passati velocemente, forse perché ogni giorno c’era qualcosa di nuovo da scoprire e un misto di divertimento e serio impegno. La mattina si è presto conclusa, infatti svegliatici non troppo presto, siamo partiti subito per Sant’Anna di Stazzema. Arrivati un po’ in ritardo, visto che Marco non voleva seguire le indicazioni del navigatore satellitare, abbiamo organizzato un fantastico pic nic, dove noi ragazzi, i coordinatori del campo, e alcuni collaboratori abbiamo scherzato e mangiato in allegria; poi tutti abbiamo ascoltato il racconto di Renzo Corsini(ANPI Pistoia) e Alberto Magli (partigiano combattente presidente ANPI Pistoia), che con un ancora vivo sentimento patriottico ci hanno raccontato in breve la storia di quel periodo e il tragico evento che lì a Sant’Anna si era consumato. LEGGI TUTTO7/07/2008
Omicidio a Corleone, due fermati
Corleone (*codi*) Un banale dissidio per motivi di confine, sarebbe alla base dell’omicidio di Giuseppe Palazzo, l’operaio forestale di 38 anni raggiunto da uno o più colpi di fucile al petto sparati presumibilmente da Rosario Oliveri 32 anni, allevatore e proprietario di un fondo confinante con la proprietà della vittima. Ancora non chiara la dinamica esatta dei fatti che gli uomini del commissariato di Polizia di Stato diretti dal dottor Filippo Calì stanno cercando di ricostruire. (nella foto: la vittima Giuseppe Palazzo)Domani a Prizzi, le stragi siciliane
Carissimo Direttore ho letto il tuo saggio " La lunga strage dei contadini (1944-1965) inserito nel libro " La Sicilia Delle Stragi a cura di Giuseppe Carlo Marino. Davvero eccezionale! Hai onorato la memoria ed il coraggio di tutti coloro che hanno voluto rompere il senso di "servitù antica" e lottato per la giustizia sociale.Messa in sequenza da un filo logico e dal concetto (nuovo) di "strage premeditata" per evitare l'avanzata delle forze sociali democratiche ed alternative al solito sistema di potere parassitario e mafioso, la lunga strage dei contadini poveri del dopoguerra, è da te ben descritta e fa effetto: 21 anni di guerriglia... contro chi chiedeva "pane" e si rispondeva col piombo… mostrano davvero le peculiarità delle stragi siciliane: "perfide" e "premeditate", come sostiene il Professore Carlo Marino .
I morti di prima, sommati a quelli di dopo, bastano ed avanzano per capire "l'angoscia del silenzio" di cui parla nell'altro saggio il giudice Ingroia e la "pedagogia della paura" di cui parla il Professore Salvatore Vaiana in un altro ancora.
Davvero un libro da proporre alle scuole, poiché penso che, parlare di legalità ai ragazzi senza basi di memoria collettiva, non abbia assolutamente senso. Grazie ancora a nome di chi è sordo ai richiami angosciosi di una democrazia debole e morente. Spero che domani, in occasione della presentazione del libro a Prizzi, si avii una grande occasione di riflessione e di dibattito.
Prof.ssa Rosetta Faragi
7/04/2008
Giovedì 3 luglio, una bella giornata per Corleone!
Una bella giornata, una giornata da ricordare, quella di ieri a Corleone. Infatti, è stata intitolata ad Antonino Caponnetto la sede della coop sociale “Lavoro e non solo”, un immobile confiscato a prestanomi del boss mafioso Totò Riina, che adesso ospita i soci lavoratori della coop e i giovani toscani, che vengono a lavorare volontariamente sui terreni dove un tempo scorazzavano indisturbati le “famiglie” di Cosa Nostra. E la “madrina” della cerimonia non poteva che essere lei, “nonna Betta”, Elisabetta Baldi, vedova del giudice Caponnetto, “nonno Nino”. Al suo fianco il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, l’attuale presidente del Consorzio “Sviluppo e Legalità” Enzo Di Girolamo, sindaco di Altofonte, il sindaco di Corleone Nino Iannazzo, il responsabile del progetto “Liberarci dalle spine” Maurizio Pascucci, e loro, le ragazze e i ragazzi della Toscana e adesso pure della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia Romagna, che partecipano al primo campo di lavoro e di studio del 2008. Non era e non è un fatto banale o scontato che a Corleone, la “patria” di tanti feroci boss di Cosa Nostra, si confischino i loro beni, li si assegnino ad una cooperativa sociale, la quale di mostra disponibile a riceverseli e ad utilizzarli. Se questo accade è perché qualcosa di profondo sta cambiando. Col contributo dei corleonesi, dei siciliani e degli italiani che da tempo (e sempre più numerosi) ci costituiscono “parte civile” contro la mafia, e si dichiarano disponibili a costruire “un altro mondo”. (d.p.)
7/03/2008
LIBERA! Ingrid Betancourt torna a casa
di Guido PiccoliIngrid Betancourt libera. Pochi mesi fa non ci credeva più nessuno. Sembrava che stesse morendo, che avesse finito la riserva di speranza. Ed era anche prigioniera di un destino che sembrava fatale. Era stata condannata a stare ancora nella selva a pagare colpe non sue, per un conflitto diventato senza regole. Intanto nel mondo era diventata famosa, compatita, ammirata, trasformata in icona. Ma anche assurta ad una fama che avrebbe potuto ammazzarla. Ingrid era infatti il vero jolly nelle mani delle Farc, mentre gli altri sequestrati e i prigionieri di guerra erano importanti soltanto per i loro familiari. LEGGI TUTTO
"Un'altra storia" per Rita
La Borsellino mette la sua associazione al servizio dei partiti e punta a recuperare il dialogo con i cittadini: "Anche l'antipolitica ha bisogno di una sua progettualità". Valle dei templi ai privati. Il Partito Democratico attacca: "Che orrore"
Grandi polemiche sulla proposta dell'assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia, Antinoro, che punta a "rendere il più possibile redditizia la gestione dei principali siti dell'Isola". Durissima l'opposizione: "Dopo il presente, vogliono toglierci pure il passato". LEGGI TUTTO
Il pane è troppo caro? Allora me lo produco io
I prezzi alle stelle, secondo la Coldiretti, stanno spingendo i consumatori siciliani a preparare in casa filoni e mafalde: bastano un po' di farina e qualche elettrodomestico. E la gente si scambia consigli attraverso internetPALERMO - Negli ultimi mesi il prezzo del grano siciliano è passato da 50 centesimi a 28 centesimi al chilo. Una diminuzione che non ha riguardato né il pane né la pasta che, anzi, come rilevano i dati Istat diffusi recentemente, rincarano. "Per acquistare i due alimenti indispensabili - secondo quanto rileva la Coldiretti siciliana - una famiglia di quattro persone, con due bambini, spende in media 80 euro al mese, cifra che cresce fino circa a 120 euro nel caso in cui i figli sono adolescenti". Secondo la Coldiretti la ricerca del risparmio sta spingendo sempre più consumatori a produrre in casa il pane come dimostra l'incremento degli acquisti degli elettrodomestici che impastano e cuociono i filoni garantendo una netta economia in quanto gli ingredienti sono pochi e semplici: farina, lievito, acqua e sale.Con un chilo di farina di grano duro che al supermercato costa 1,50 si ricava circa 1,3 chili di prodotto. L'ingrediente primario costa meno se si acquista direttamente al mulino: un euro per arrivare anche a 90 centesimi o 80 nel caso in cui le quantità aumentano. "Anche in internet - dice la Coldiretti - si moltiplicano le opinioni di consumatori che si scambiano ricette, trucchi e segreti per cuocere un buon sfilatino, un alimento che non può mancare nella tavola dei siciliani e che rappresenta una pietra miliare della tradizione isolana come confermano le tante ricette che hanno come base una pagnotta rafferma e che cambiano a seconda delle zone. Dal pane cotto con l'alloro o fritto con le uova, a quello duro ammorbidito nel latte o con lo zucchero, allo stesso sfincione palermitano, crosta e mollica non si sprecano mai". (02/07/2008)
Nel quartiere Zen di Palermo, pizzo anche su acqua e luce
Nel quartiere popolare di Palermo gli affiliati al clan Lo Piccolo chiedevano soldi ai residenti con la minaccia di interrompere l'erogazione dei servizi fondamentali. Venti gli ordini di custodia cautelare. LEGGI TUTTO
Intercettazioni. Il capogruppo di IdV Donadi: "Ma Clinton non ha fatto ministro la Lewinsky"
Il capogruppo Idv alla Camera: Nuove intercettazioni, Donadi: "Deve prevalere l'informazione". Carfagna: "Non mi occupo di gossip, non fa parte della delega del mio ministero"ROMA - "E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo, la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no? Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo è molto labile, credo che l'informazione debba prevalere". Così il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi commenta l'ipotesi che tutte le intercettazioni effettuate dalla Procura di Napoli vengano pubblicate. E fa un paragone con "i cittadini americani", che "hanno potuto sapere tutto e dare un giudizio sulla moralità del loro presidente. In questi casi - continua - non si possono mettere bavagli all'informazione". (3 luglio 2008)
Prem Rawat al consiglio comunale di Corleone: «Oggi i cittadini americani guardano da un lato e l’amministrazione Bush dall’altro».
di DINO PATERNOSTRO7/02/2008
Corleone ha accolto con gioia Prem Rawat e il suo messaggio di pace
Nel pomeriggio di ieri 2 luglio Prem Rawat è stato a Corleone, dove alle ore 18.00 è stato ricevuto dal Consiglio Comunale per ricevere la cittadinanza onoraria. alle 19.00 ha poi tenuto la sua conferenza in piazza Falcone e BorsellinoPrem Rawat, il guru della pace nella capitale di Cosa Nostra
L´iniziativa. Prem Rawat riceve oggi la cittadinanza onoraria di Corleone. Carovana di pullman da Palermo per seguire l´evento.Corleone sarà per un giorno capitale della pace. Questa volta Prem Rawat, guru indiano conosciuto con il titolo onorifico di Maharaji, porterà il suo messaggio nel luogo noto a livello internazionale per fatti di mafia. Dopo il grande successo al Teatro Massimo di Palermo lunedì sera, oggi pomeriggio sarà accolto dal sindaco del paese che alle 18, nella sala del Consiglio Comunale, gli consegnerà la cittadinanza onoraria. LEGGI TUTTO
7/01/2008
"Totò Cuffaro fece un accordo criminoso con Borzacchelli"
Depositate le motivazioni della sentenza del processo alle talpe alla Dda. Secondo i giudici, l'ex governatore "non è stato un mero e passivo recettore di notizie, ma l'autore consapevole di un accordo con Borzacchelli finalizzato al disvelamento sistematico di notizie segrete su indagini in corso da parte dell'autorità giudiziaria". LEGGI TUTTO
I giudici: "Michele Aiello era organico a Cosa Nostra"
PALERMO - "Michele Aiello era un imprenditore di fatto organico all'organizzazione mafiosa all'attività di imprenditore organico a Cosa nostra e costituiva per Provenzano una pedina fondamentale del suo sistema di potere".È uno dei passi dedicati dai giudici della III sezione del tribunale di Palermo che hanno celebrato il processo alle cosiddette talpe alla dda di Palermo, all'ex manager della sanità privata Michele Aiello, condannato a 14 anni di carcere per associazione mafiosa."Aiello, dunque, - scrivono i magistrati - per la mafia non era un socio di fatto o un mero prestanome ma un punto di riferimento nel settore economico-imprenditoriale, tanto da divenire, con espressione usata dallo stesso Giuffrè (collaboratore di giustizia n.d.r.), il 'fiore all'occhiellò di Provenzano e dei mafiosi di Bagheria". LEGGI TUTTO
SCUOLA & GIOVANI. "Grembiule in classe? Perchè no". Gelmini: stop alla gara delle griffe
Il ministro dell'Istruzione possibilista: "E' una proposta interessante". Gli pisocologi concordano: "Cancella la competizione sugli abiti firmati"ROMA - Di nuovo scolari con il grembiule? "Perchè no", risponde il ministro all'Istruzione. E' possibilista il ministro Mariastella Gelmini. I grembiulini sono pratici e ugualitari. Allontanano dai bambini più piccoli il timore di sporcarsi ma, soprattutto, cancellano l'insana competizione sulle griffe. Sotto un grembiule nero spariscono le disparità sociali e si sviluppa "il senso di appartenza e l'orgoglio di andare a scuola", spiegano gli specialisti. LEGGI TUTTO
6/26/2008
Vittime sul lavoro, disegno di legge del PD all’Ars:aiutare i familiari, come per terrorismo e mafia
“In Sicilia serve una legge regionale che preveda un sostegno per i familiari delle vittime sul lavoro: bisogna riconoscere il diritto al collocamento obbligatorio degli orfani o, in alternativa, del coniuge, così come già sancito per le vittime del terrorismo e della mafia”. Lo prevede un disegno di legge presentato all’Ars dai deputati del Partito Democratico. “Un intervento di questo tipo – dicono i parlamentari del PD – è quantomai necessario in Sicilia, specie se si considera la particolare fragilità del nostro tessuto economico. Bisogna poi considerare che il fenomeno delle morti sul lavoro il più delle volte coincide con situazioni di ‘lavoro nero’ e quindi di assenza delle dovute misure assicurative.Questi drammatici eventi, tra cui l’ultimo in ordine di tempo quello di Mineo, rappresentano un trauma per le famiglie delle vittime, che va oltre il lutto per gli effetti sulla condizione di vita e sul reddito. Improvvisamente, soprattutto nelle famiglie monoreddito, con la persona e gli affetti vengono meno i sostegni economici e la possibilità, soprattutto per i figli, di guardare con serenità alla costruzione di un proprio futuro”.
Nella presentazione del disegno di legge i deputati del PD ricordano, inoltre, l’impegno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che “costantemente sottolinea la necessità e l’urgenza di una soluzione a questo drammatico tema”.
Palermo, giovedì 26 giugno 2008
ECCO AL TAPPONE. Lui può...
Si era pure messo un Panama bianco, modello Al Capone, sul capino bitumato, per impressionare il vescovo e farsi dare la comunione anche se è un massone divorziato. «Fate in fretta a cambiare queste regola», gli ha intimato, non bastandogli quelle che cambia ogni giorno lui per salvarsi dai processi. Ma il vescovo di Tempio-Ampurias, Sebastiano Sanguinetti, che in confessionale ne ha visti sfilare di peggiori, non s’è lasciato intimidire: «Per queste deroghe, lei che può, si rivolga a chi è più in alto di me». Non si sa se alludesse solo al Papa, che Al Tappone considera un suo pari grado, o direttamente al Padreterno, col quale potrebbero sorgere alcune incomprensioni. Soprattutto a proposito di certe usanze dell’illustre Padre della Chiesa di scuola arcoriana: tipo allungare mazzette per comprare politici (Craxi) o giudici (Mondadori), accumulare fondi neri in paradisi fiscali, magnificare l’evasione fiscale alle feste della Finanza, frequentare mafiosi travestiti da stallieri. Usanze non compatibili col VII comandamento, «Non rubare», che pare non sia ancora depenalizzato. LEGGI TUTTO
SILENZIO STAMPA. Nuova intimidazione al cronista sotto scorta Lirio Abbate
Un mese fa, due giovani su uno scooter chiedevano con insistenza dove abitasse il giornalista dell´Ansa Lirio Abbate. I poliziotti che scortano il cronista sono riusciti a segnare il numero di targa, così la squadra mobile è risalita al nome di un pregiudicato. Interrogato sull´amico che l´accompagnava ha messo a verbale: «Gli avevo appena dato un passaggio, non so chi sia». Alla domanda, «Perché siete fuggiti via con tanta fretta», il pregiudicato non ha battuto ciglio: «Solo perché eravamo senza casco». È l´ultimo stranissimo episodio che si verifica attorno a Lirio Abbate, autore con Peter Gomez del libro "I complici". La settimana scorsa, il comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza ha rinnovato il meccanismo di tutela attorno al giornalista che da circa un anno è ormai nel mirino di minacce e intimidazioni. LEGGI TUTTO
6/24/2008
In alto a Sinistra
tra due giorni ci ritroveremo a Chianciano per la nostra prima assemblea nazionale. Mi muove una certezza: non sarà una liturgia. Aver scelto di non definire “congresso” questo nostro appuntamento non è un vezzo ma una scelta di senso e di percorso politico. Chianciano sarà l’atto fondativo di un progetto che non riguarda solo noi ma ha bisogno di allargarsi, di includere, di ripensare le forme della partecipazione e della elaborazione. Sarà l’inizio di una ricerca, non la celebrazione di un’identità. E sarà un primo, concreto contributo per aprire un cantiere a sinistra. Cantiere è luogo di costruzione, è fatica e lavoro comune: che noi vogliamo condividere con altri affluenti della sinistra. Ma su un patto di reciproca verità, e dunque partendo da un’analisi onesta su ciò che è accaduto il 14 aprile e nel tempo che ha preceduto quel voto. LEGGI TUTTO
SCUOLA & GIOVANI.150 mila posti in meno in 3 anni. "Un colpo alla scuola pubblica"
I sindacati hanno ottenuto la prima bozza dei tagli previsti all'interno del decreto fiscale. Il governo vuole recuperare otto miliardi, cura shock: "Vogliono tornare al maestro unico nella primaria"Palermo, il Tar stoppa le ztl
Accolto il ricorso contro le zone a traffico limitato, annullato il provvedimento del Comune. E adesso l'opposizione chiede al sindaco di restituire ai cittadini i 4 milioni di euro spesi per i 285.786 pass .PALERMO - Il Tar di Palermo ha accolto il ricorso contro le zone a traffico limitato (ztl) con sentenza breve, annullando il provvedimento del Comune di Palermo. "Sono soddisfatta della decisione dei giudici del Tar che hanno recepito il ricorso di alcune associazioni presentato contro le ztl. Il provvedimento del Comune era illegittimo, un eccesso di potere da parte del sindaco di Palermo", ha affermato Nadia Spallitta, consigliere comunale di Altra Palermo. "Mi rammarico che il Consiglio comunale, che ha il compito di adottare il piano traffico, sia rimasto inetto. Anzi - ha aggiunto - si è rifiutato di affrontare una tema di rilevanza per tutti i cittadini, subendo il provvedimento illegittimo del sindaco". E a poche ore dalla decisione del Tar, al sindaco di Palermo, Diego Cammarata, dall'opposizione viene chiesto di restituire il denaro speso dai cittadini per i pass. La richiesta arriva dal centrosinistra, dai movimenti, dalle associazioni ambientaliste e anche dai giovani dell'Mpa, partito che in Comune sostiene la maggioranza.
Sono 285.786 i pass emessi fino a ieri pomeriggio dal comune di Palermo attraverso la società Td Group srl, che si occupa della gestione del servizio. Una cifra che porterebbe nelle casse del comune e della Td Group almeno quattro milioni di euro. Mentre in città, nei bar, nelle tavole da pranzo, non si parla di altro arrivano le prese di posizione. Il consigliere comunale del Pd, Salvatore Orlando, dice: "Quello di Cammarata era un pasticcio. Era stato annunciato e così si è concluso. Io avevo fiducia nel Tar, tant'è che non ho comprato il pass e ho tenuto ferma l'auto in attesa degli eventi". Il deputato regionale del Pd, Antonello Cracolici ha proposto al primo cittadino di "restituire ai palermitani i soldi spesi per i pass. Il sindaco ha creato questo pasticcio e lui deve evitare che al danno si aggiunga la beffa". Sonia Alfano, leader siciliana degli Amici di Beppe Grillo, invece, ha invitato "l'amministrazione a riflettere sui propri insuccessi. "I consiglieri del Pd - ha ricordato - hanno disertato la seduta in cui si sarebbe dovuto discutere del provvedimento, così non si è raggiunto il numero legale". Per Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale di Altra Palermo, "dove non è arrivata la politica è arrivata la giustizia". Sullo stesso tono il commento di Maurizio Calà, segretario Cgil Palermo: "Come al solito aspettiamo che la magistratura risolva questioni che andrebbero risolte dalla politica". Anche il coordinatore dei giovani dell'Mpa, Giovanni Di Stefano, sollecita "il rimborso dei cittadini. Noi siamo con le associazioni che sposano la causa per riuscire a vincere questa battaglia". Per Legambiente invece "il Comune non è in grado di attuare delle politiche serie contro l'inquinamento in città".
La Sicilia, 24/06/2008
STORIA E LEGGENDA. QUANDO SANTA ROSALIA ERA SOLO UNA DONNA
Il romanzo di Roberto Tagliavia sulla storia della patrona. L´autore immagina la crisi che portò la ragazza alla scelta dell´eremitaggio: le molestie subite e la morte di un´amica dopo l´aborto.«Quella parte della storia che i dotti non hanno scritto, ma che il popolo ha lasciato nei suoi costumi, nelle sue usanze, nelle sue credenze, nei suoi riti». Così, Giuseppe Pitré, indiscusso padre della scienza demologica in Italia, definiva quella sfera, per secoli considerata minore, eppure sempre viva e perpetrata attraverso le tradizioni. Parlare di riti e di credenze, a Palermo, significa parlare di Santa Rosalia. Sulla sua vita, sulla morte, sul ritrovamento dei suoi presunti resti, sui suoi miracoli, leggenda e realtà si rincorrono, aggiungendo al culto, ancora molto forte nei palermitani, un´aura di mistero, perfetta nella terra dove la fantasia e la cronaca hanno spesso labili confini. LEGGI TUTTO
6/22/2008
MAFIA-STORY A CORLEONE
CORLEONE, 2 agosto 1958100 colpi di mitra per il medico-boss
CORLEONE, 24 febbraio 1957
Così morì Mister Vincent Collura
6/20/2008
RACKET, la Cooperativa "La Sicilia" denuncia la richiesta di pizzo e fa arrestare gli estortori
LUMIA: "Fondamentale il ruolo delle imprese nella lotta contro il racket". CRACOLICI: “Complimenti alla cooperativa e alla Guardia di Finanza per l’efficienza di questa azione "."Questa vicenda dimostra che sconfiggere la mafia del pizzo si può all’unica condizione che ogni soggetto interessato svolga fino in fondo la sua parte così come ha fatto coraggiosamente e assai lodevolmente la cooperativa La Sicilia di Bagheria e la Legacoop dell’Isola. Pienamente in piena linea con il codice etico adottato dalla stessa centrale cooperativa che prevede l'obbligo di denunciare qualsiasi forma di estorsione, pena l'esclusione dall'associazione", ha dichiarato il senatore del Pd Giuseppe Lumia. "Un plauso particolare – ha aggiunto – va inoltre procura di Siracusa e dalla procura distrettuale antimafia di Catania, oltre che alla Guardia di finanza, per l’eccellente lavoro svolto con grande professionalità e celerità".
“Il coraggio dei responsabili della cooperativa edile ‘la Sicilia’ di Bagheria è un esempio per chi, nella nostra regione, intende lavorare senza piegarsi all’odioso ricatto del racket”, dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo del Partito Democratico all’Ars, a proposito degli arresti effettuati ad Augusta nel corso di una operazione contro il pizzo. “Complimenti, dunque, alla Guardia di Finanza per l’efficienza di questa azione – aggiunge – ma complimenti soprattutto a chi, in questo caso la cooperativa ‘la Sicilia’, ha saputo ribellarsi grazie anche al sostegno della Lega delle Cooperative, al perverso meccanismo del pizzo”.
PD, ESPUGNARE IL QUARTIER GENERALE
di Agostino SpataroDalla Sicilia è venuto un nuovo, allarmante segnale per il Pd e per quanto ancora resta della sinistra complessivamente intesa e in generale per la tenuta democratica del Paese. Certo, questo nuovo disastro elettorale riguarda, e richiama, in primo luogo, le responsabilità dei circoli dirigenti siciliani, ma non esime gli stati maggiori nazionali a guardare in faccia la realtà e a provvedere. Sarebbe, infatti, una magra consolazione pensare che sia una faccenda solo siciliana, una delle tante, giacché così non è. Senza dimenticare che - come spesso è accaduto- quel che succede nell’Isola prima o poi andrà a verificarsi nel resto dell’Italia. LEGGI TUTTO
I siciliani rivogliono le case chiuse
Sondaggio Demopolis: alla faccia degli stereotipi, oltre la metà degli intervistati rivela grande apertura e si dichiara favorevole alla prostituzione legalizzataSiciliani favorevoli alla riapertura delle "case chiuse": oltre la metà degli intervistati si dichiara d'accordo alla riapertura delle cosiddette case di tolleranza, mandando in soffitta la Legge Merlin e un antico tabù. Sono questi i risultati di un sondaggio sondaggio online, riservato agli utenti del nostro sito, realizzato dall'Istituto di ricerche Demopolis su un campione di 506 intervistati.Il sondaggio rivela molta apertura, da parte dei siciliani, e maggiore consapevolezza rispetto al tema della prostituzione. Per il 71% degli internauti siciliani, la legge Merlin, che ha sigillato le case chiuse e negato una regolamentazione del fenomeno, viene considerata anacronistica e produttrice di molti effetti negativi. LEGGI TUTTO
6/19/2008
Corleone. Incontro Cgil - Sindaco per avviare la raccolta differenziata e trasformare a full-time i contratti operai
Si è svolto ieri pomeriggio in municipio l'incontro tra una delegazione della Cgil e il sindaco di Corleone, per affrontare il problema della raccolta differenziata dei rifiuti, collegata al passaggio a tempo pieno dei 18 operai ex Sicula-Ciclat, che attualmente (unici tra tutti i dipendenti Ato) hanno contratti part-time di 24 e 30 ore settimanali. Nei giorni scorsi, dopo un apposito emendamento presentato dal consigliere Dino Paternostro, il consiglio comunale aveva votato all'unanimità un ordine del giorno con cui impegnava l'amministrazione comunale a spingere l'Ato ad avviare una seria campagna di raccolta differenziata e a trasformare da part-time a full-time il contratto di lavoro degli operai. Nell'incontro di ieri, il sindaco Nino Iannazzo ha confermato alla delegazione della Cgil, guidata da Valerio Lombardo, della segreteria Fp di Palermo, il suo impegno a recepire l'ordine del giorno del consiglio comunale e le richieste del sindacato. È stato ribadito che l'avvio della raccolta differenziata e il passaggio a full-time degli operai sono due operazioni strettamente legate. «Se si avvia seriamente la raccolta differenziata, noi siamo pronti a trovare i soldi per finanziare il tempo pieno», ha detto Iannazzo. Piena soddisfazione per questo primo approccio al problema è stato espresso dalla delegazione della Cgil. «Adesso chiederemo un incontro col presidente dell'Ato, per arrivare concretamente alla soluzione della vertenza», ha detto Lombardo.20 giugno 2008
MAFIA: PG PALERMO CHIEDE CONDANNE FIANCHEGGIATORI PROVENZANO
(AGI) - Palermo, 18 giu. - La conferma e, in un caso, l'aumento delle condanne inflitte agli uomini che curarono l'ultimissima fase della latitanza di Bernardo Provenzano, e' stata chiesta dal sostituto procuratore generale Vittorio Teresi, nel processo d'appello a Palermo. Sette in tutto gli imputati, che hanno scelto il rito abbreviato per ottenere gli sconti di pena di un terzo. Otto anni sono stati proposti per il pastore e allevatore Giovanni Marino, proprietario del casolare dove l'11 aprile del 2006 fu catturato Provenzano. Marino era stato condannato dal Gup a 5 anni, perche' la contestazione di associazione mafiosa era stata derubricata in favoreggiamento aggravato. Per gli altri imputati, che avrebbero fornito alloggio e aiuto al capomafia corleonese, sono state chieste le conferme delle condanne: 10 anni e 8 mesi per Carmelo Gariffo, nipote di "Binu", 10 per Giuseppe Lo Bue e Francesco Grizzaffi (nipote di Toto' Riina), 8 ciascuno per Calogero Lo Bue, Bernardo Riina e Liborio Spatafora. Il processo e' in corso davanti alla prima sezione della Corte d'appello. Prossima udienza il 7 ottobre. (AGI)
Coop "Pio La Torre": Chi semina raccoglie!!!
E' iniziata ieri, in un fondo agricolo in contrada Rinelli e proseguirà a Verzanica, a pochi chilometri da San Giuseppe Jato, nel feudo che un tempo fu della famiglia Cascio, la prima mietitura della Cooperativa Pio La Torre.Una cooperativa nata un anno fa all'interno del progetto di Libera Terra e che muove i suoi primi passi in Sicilia coadiuvata dal lavoro generoso della Placido Rizzotto. Il raccolto di questo grano contribuirà a produrre la pasta che oggi è commercializzata in molti punti vendita della grande distribuzione e del commercio equo e solidale.Un modo concreto di fare "antimafia", una risposta umile e responsabile alle problematiche occupazionali che affliggono i territori dell'Alto Belice Corleonese. Lavorare le terre che furono di Cosa Nostra e consentire la produzione di prodotti biologici di alta qualità è una via per la liberazione. Forse, per certi versi, una rivoluzione.Una rivoluzione che ha il sapore del riscatto e dell'emancipazione dalle mafie e che da oggi è condotta anche nel nome di Pio La Torre.
http://piolatorre.blogspot.com
Cgil-Cisl-Uil: "Basta morti bianche!"
Cgil, Cisl e Uil si mobilitano contro gli incidenti sul lavoro: il 26 sciopero-assemblea di un'ora nelle fabbriche e negli uffici regionali, il 27 la manifestazione regionale a Catania. "L'obiettivo prioritario - spiegano - è il potenziamento della rete di vigilanza e controllo: dagli ispettorati del lavoro alle Asl". LEGGI TUTTO
Sicilia. Dopo-voto, processo al Pd
di ANTONELLA ROMANOPER spiegare il definitivo tracollo del Pd, confermato con il voto di domenica, Franco Piro, il candidato alla Provincia del centrosinistra sonoramente sconfitto da Giovanni Avanti, se la prende ancora con le scelte «calate dall´alto». «C´è chi è stato paracadutato in Sicilia per essere eletto e ha promesso che avrebbe portato la voce dei siciliani in Parlamento. Ma sarà ancora in viaggio, perché nessuno lo ha più visto». LEGGI TUTTO
6/18/2008
Arrestateci tutti. Disobbedire per informare
Annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato.Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che
Marco Travaglio
Per aderire lasciate un vostro messaggio all'interno dei commenti di questo post o inviate una mail a: arrestatecitutti@gmail.com e ricordatevi di dare il consenso a pubblicare il vostro nome nell'elenco delle adesioni.
Elezioni Sicilia, Filippello (CNA): dirigenti regionali centrosinistra vadano a casa
“Davvero non capisco – aggiunge – quali altre prove d’appello siano necessarie: gli attuali dirigenti regionali del centrosinistra hanno avuto fin troppe occasioni per dimostrare il loro scollamento con la società la l’incapacità di interpretare gli interessi reali e legittimi di siciliani. Serve un cambiamento – conclude Filippello – rapido e profondo”.
Boss e massoneria, 8 arresti
Da un'indagine avviata nel PALERMO - I carabinieri hanno arrestato otto persone, in diverse città, accusate di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Roberto Conti, su richiesta del procuratore Francesco Messineo, dell'aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto della Dda, Paolo Guido. LEGGI TUTTO
6/17/2008
Corleone, per il centrosinistra un karakiri annunciato...
Se in Sicilia il centrodestra vince, a Corleone stravince. Ha ottenuto, infatti, quasi l'85% dei voti, a fronte del 14,85% del centrosinistra. Un centrosinistra costituito solo dal Pd (721, 14,24%), perché Rifondazione Comunista (21 voti, 0,41%) e Uniti per
Nonostante tutto, anche il Pd ha il suo consigliere provinciale nel collegio di Corleone. Dovrebbe essere Tommaso Calamia, nativo di Roccamena ma bisacquinese di adozione. Sono 3.543 le preferenze che gli sono state attribuite in tutto il Collegio, seguito da Pino Di Bella con 2.457, Nicola Maenza con 2.022 e Giovanni Pileri con 1.334. A Corleone, Calamia ha ottenuto 308 preferenze, seguito da Di Bella con 235, da Maenza con 82 e da Pileri con 36.
6/16/2008
Altro crollo del Centrosinistra. Provinciali: 8-0 per il Pdl
6/15/2008
Sicilia al voto, candidati double-face. Pd in Provincia, Pdl in Comune
Ci sono anche politici che tifano contro il proprio partito. Cracolici, capogruppo del Pd in Regione, ha fatto un comizio a favore della CdlPALERMO - Il campo di calcio ha una linea orizzontale che lo taglia al centro. Netta, chiara. Anche la politica avrebbe una linea di centrocampo: di qua la destra, di là la sinistra. In Sicilia, e per adesso fermiamoci all'isola, questa benedetta linea non c'è, e se c'è sembra sia a zig zag. Quindi accade quel che non dovrebbe essere possibile... Ecco le nuove figure che compaiono in campo: i politici transgender. Mezzo corpo di destra e mezzo di sinistra. LEGGI TUTTO
Ma Cracolici querela La Repubblica
Elezioni in Sicilia: alle 12 affluenza in calo
PALERMO - In Sicilia l'affluenza alle urne per le elezioni provinciali, rilevata alle 12, è stata del 7,85%, contro il 9,29% delle precedenti consultazioni (-1,44%). Ancora incompleti i dati sull'affluenza alle comunali: le città interessate all'elezione dei sindaci sono 147. Alle Trapani. Legalità in Europa, c'è una parte della città
C'è anche un «pezzo» importante della storia di Trapani e dell'impegno sociale antimafia nella neo costituita associazione europea «Flare» (Freedom, Legality and Rights in Europe - libertà, legalità e leggi in Europa), nata a Bruxelles nei giorni scorsi, dove si è svolta la prima edizione di «Contromafie Europea», gli Stati Generali dell'Antimafia Sociale, organizzati dall'associazione «Libera».La presenza e l'intervento di Margherita Asta, a Trapani neo coordinatrice dell'associazione di don Ciotti, non sono passate inosservate dagli oltre mille partecipanti che hanno discusso per tre giorni di diritti umani, della confisca dei beni e della integrazione sociale, delle «vittime» delle mafie, delle tratte degli essere umani, del ruolo dell'informazione nella lotta al crimine organizzato, e ancora hanno parlato di cittadinanza, diritti, droghe, corruzione e ambiente.
«Abbiamo sancito la sovrazionalità nella lotta a ogni forma di mafia – spiega Margherita Asta – abbiamo chiesto autentiche politiche globali a servizio e a tutela dei cittadini, l'obiettivo di tutti è promuovere politiche capaci di indebolire e quindi distruggere le diverse forme di criminalità. Don Ciotti – continua Margherita Asta – ha chiesto a nome di noi tutti che la lotta alla mafia sia un impegno trasnazionale che richiede azioni trasnazionali, attraverso la cooperazione tra gli Stati, le forze di polizia e le associazioni civili. Un impegno più grande di quello attuale, alla globalizzazione delle mafie rispondiamo con la globalizzazione della cittadinanza». Il 21 marzo, in Italia dedicato a ricordare le vittime della mafia, diventerà giornata allo stesso modo celebrata in tutta Europa, il circuito della confisca dei beni si tenterà di trasferirlo nei paesi dell'Ue.
Trapani dentro «Flare» c'è con l'esperienza maturata dai giovani di Libera che utilizzano i beni confiscati, che hanno avute assegnate e utilizzano case e terreni sottratti ai mafiosi. Che hanno ripreso il maltolto. Una parte, non tutto ancora.
La Sicilia, 15.6.2008
6/13/2008
Le mani dei boss sui Despar
Secondo il pentito Franzese, i grandi centri commerciali erano gestiti direttamente da Provenzano e poi dai Lo Piccolo: "I supermercati non pagavano il pizzo, ma davano lavoro agli affiliati di Cosa nostra" PALERMO - Gli interessi dei boss mafiosi Matteo Messina Denaro e Bernardo Provenzano per i grandi centri commerciali Despar in Sicilia, emergono dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Franzese. Le dichiarazioni del pentito sono state depositate nel processo all'imprenditore Sebastiano Scuto, indicato come il re dei supermercati, che si svolge davanti ai giudici della Corte d'appello di Catania. LEGGI TUTTO